venerdì 4 febbraio 2011

yess....

Nuova McLaren, che curve!
Hamilton: "Saremo più forti"

Presentata a Berlino la MP4-26 che a Woking sperano sia la vettura del riscatto. Lewis: "È innovativa e io mi sento pronto per lottare per il titolo fino alla fine". Button: "Ho un anno di esperienza in più, vogliamo vincere tanto". Curiosità per il Kers

Hamilton, Button e la MP4-26. Ap
Hamilton, Button e la MP4-26. Ap
BERLINO (Germania), 4 febbraio 2011 - Si chiama MP4-26, ha lungo naso piatto e alto, molto scolpito, fiancate a forma di L e una serie di caratteristiche aerodinamiche progettate per sfruttare le nuove regole e limitare significativamente la quantità di carico aerodinamico che può essere derivato dal pianale della vettura. È la nuova McLaren presentata oggi nella suggestiva cornice di Berlino. Come a Maranello con la Ferrari F150, anche a Woking si aspettano molto da questo 2011, un'annata che deve essere quella del riscatto.
parla lewis — E questo ottimismo traspare anche dalle prime dichiarazioni dei protagonisti: "La vettura è abbastanza innovativa - dice Lewis Hamilton - personalmente mi sento in forma, ho svolto una buona preparazione invernale. Ancora una volta i nostri ingegneri ci hanno messo in mano una vettura che sarà competitiva. Questa sarà la mia quinta stagione in Formula 1. Sono un pilota esperto, e ho vinto il campionato del mondo, ha ottenuto un sacco di pole position e molte vittorie. Quindi il mio obiettivo è lottare fino all'ultima gara per vincere il titolo".
Button studia il muso della MP4-26. Reuters
Button studia il muso della MP4-26. Reuters
parla jenson — Il suo compagno di squadra Jenson Button dice che l'esperienza del 2010, anche se difficile, è servita: "È stato un anno buono in realtà - ha spiegato - prima di Natale ho passato un sacco di tempo in fabbrica con il simulatore e mi sento molto più padrone della situazione. La nuova macchina non l'ho ancora guidata ma è stata costruita intorno a me, cosa che non poteva accadere lo scorso anno, visto che sono arrivato tardi". Jenson pensa che la McLaren abbia molte probabilità di successo anche per il buon rapporto e la stimolante rivalità che lo lega al compagno di squadra Hamilton. "Abbiamo già ottenuto ottimi risultati nella nostra carriera e vogliamo vincere ancora tanto. Abbiamo imparato tanto nel 2010 e quest'anno saremo molto più forti".
nuovo kers — La monoposto ospita una Kers elettrico con un sistema tutto nuovo elaborato dalla McLaren coi propri partner. "Sono sicuro - ha aggiunto Button - che i nostri avversari penseranno di avere avuto un vantaggio dal fatto di aver potuto già testare la nuova vettura con il Kers e le nuove gomme, ma credo che per noi sia stato più importante avere più tempo per la nuova monoposto che sono certo sarà competitiva. Per noi è stato meglio andare a Valencia con la vecchia macchina e concentrare la nostra attenzione sulle nuove gomme Pirelli. Abbiamo trovato alcune cose davvero interessanti nei test".
imprevedibile — Ottimismo anche nelle parole del responsabile, Martin Whitmarsh: "Sono fiducioso - spiega - la Formula 1 sta sulla soglia di un'epoca nuova, incredibile. Con Lewis e Jenson, abbiamo due grandi piloti, tutta la squadra si sente forte e noi vogliamo fornire loro le macchine migliori per poter mostrare il loro talento. La MP4-26 è il risultato di una quantità incredibile di duro lavoro e idee innovative. Sotto la guida di Paddy Lowe (direttore tecnico), Tim Goss (motori) e Neil Oatley (progettazione e sviluppo), il nostro team ha lavorato ottimamente sul progetto della vettura. Certo questo sport è così imprevedibile che al momento è impossibile prevedere con precisione i nostri progressi".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Federalismo, Napolitano: “Legge irricevibile” 
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva “che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione” del decreto legislativo sul federalismo. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si legge nella nota del Quirinale, “in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto – conclude il Colle – il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo”.

Il leader del Carroccio ha immediatamente telefonato a Napolitano.  Bossi ha preso il duplice impegno di andarlo a trovare al Quirinale, la prossima settimana e, come annunciato dal Ministro Roberto Calderoli in conferenza stampa, si presenteranno nelle aule parlamentari a dare comunicazioni sul decreto sul federalismo fiscale municipale.

La bocciatura di Napolitano è “un atto ineccepibile”, secondo Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. ”Era evidente fin da ieri che sarebbe andata a finire così, ma come al solito una maggioranza e un governo che arrivano a ignorare le più elementari regole istituzionali solo per rispondere ai ricatti della Lega sono dovute arrivare all’ennesima e vergognosa brutta figura”. Dopo la bocciatura della Commissione bicamerale, prosegue Finocchiaro “tutti sapevano, anche quelli che nella maggioranza hanno fatto finta di niente, che il provvedimento sul federalismo non avrebbe potuto proseguire il suo iter. Da Napolitano, garante come sempre assoluto delle nostre istituzioni, è venuto un atto ineccepibile che blocca una norma illegittima”.

Per il presidente della Corte costituzionale da poco eletto Ugo De Siervo, il federalismo municipale è addirittura “una bestemmia”: ”Se nascesse, in ipotesi, un conflitto giuridico, non politico, arriverebbe davanti alla Corte e quindi la Corte sta zitta. Quello che si può dire tranquillamente, ma non riguarda il conflitto, è che quello di cui si sta parlando non è federalismo, perché dire federalismo municipale è una bestemmia: è come dire che un pesce è un cavallo, sono due cose che non stanno insieme” – ha detto De Siervo, anticipando ai giornalisti il contenuto del suo intervento al convegno di Eunomia dal titolo “Il titolo V della Costituzione: lo Stato dell’arte nella giurisprudenza costituzionale”. ”Si chiama autonomia finanziaria – ha proseguito il presidente della Consulta parlando ancora di federalismo municipale così come si profila in Italia -, anche la lingua ha il suo valore. Il federalismo è un processo di unificazione progressiva di Stati che erano sovrani verso un unico Stato gestore. Che c’entra questo con l’autonomia finanziaria dei Comuni decisa dal Parlamento nazionale? Quello che un pochino turba è che ogni abuso linguistico è indice di una scorretta rappresentazione della realtà”.
 
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LA RICERCA

Piccoli grandi e-book
E gli editori accelerano

Presentata a Milano la prima ricerca europea. La Gran Bretagna copre il 65% degli acquisti. Italia ferma allo 0,2, ma...

di GIORGIO LONARDI

MILANO - Nel 2010 Il mercato italiano degli e-book valeva il 2,6% di quello europeo. Tradotto in euro si tratta di due milioni o giù di lì. Una nicchia, dunque, ma si tratta solo dell'inizio. Anche perché i 70-80 milioni di euro spesi l'anno scorso nel vecchio continente per l'acquisto di libri elettronici sono destinati a moltiplicarsi nel giro di pochi anni.  Se oggi, infatti, gli e-book rappresentano fra lo 0,5% e lo 0,6% del mercato continentale del libro (lo 0,2% in Italia) entro il 2014 questa percentuale  si moltiplicherà per 10 fino a raggiungere una quota compresa fra il 6% e il 7%. A fornire questi dati, i primi in assoluto sull'Europa, è stata una ricerca condotta assieme da AT Kerney, società di consulenza internazionale e da Bookrepublic distributore italiano di libri digitali. L'occasione: il summit milanese "If Book Then" organizzato da Bookrepublic cui hanno partecipato 280 esponenti del mondo editoriale italiano ed europeo.

IL DOCUMENTO 1

Lo scenario è affascinante: nella vecchia Europa gli acquisti di libri elettronici di fatto sono iniziati solo l'anno scorso. Insomma, abbiamo cinque anni di ritardo sugli Usa che oggi coprono fra l'8% e il 10% delle loro vendite attraverso il download di file dalle principali librerie elettroniche per un fatturato complessivo stimato fra i 700 e gli 800 milioni di euro. E anche se la nostra crescita sarà più lenta di quella americana è possibile che la forbice che ci distanzia dagli Usa tenda progressivamente a ridursi.

Se questo è la cornice, tocca alla Gran Bretagna la parte del leone. Gli inglesi, infatti, coprono da soli il 65% degli acquisti europei. Un primato raggiunto grazie alla disponibilità di mezzo milione di titoli e di 1,6 milioni di device dal Kindle all'Ipad a tutti gli altri e-reader. In seconda posizione ecco la Germania: centomila titoli e 800 mila device per una quota che sfiora il 26% delle vendite europee. Quanto all'Italia, quarta alle spalle della Francia, sconta soprattutto uno scarso numero di titoli (7mila contro i 50 mila dei francesi) mentre la consistenza del "parco macchine" appare più  equilibrata: 470 mila a fronte delle 600 mila d'oltralpe.

Ad ogni modo non è detto che il Bel Paese sia destinato a fare la Cenerentola d'Europa.  Gli editori presenti, infatti, sembrano decisi a pigiare sull'acceleratore dello sviluppo. Lo conferma Luca Formenton , a capo del Saggiatore ("abbiamo quasi tutto il catalogo su e-book") e lo certifica Vittorio Bo, di Codice Edizioni: "Cinquanta titoli su 170 sono già in formato elettronico e  in soli 6 mesi le vendite giornaliere sono quasi triplicate". Mentre Marco Ferrario, fondatore di Bookrepublic  ha lanciato una casa editrice "40k" che pubblica solo e-book in 5 lingue diverse. "Fra le opportunità offerte dall'e-book", ha spiegato Mike Shatzkin, guru del libro elettronico e fondatore di The Idea Logical Company, "c'è la possibilità di abbattere le barriere linguistiche diventando editori globali".
(03 febbraio 2011)
 
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CINA

Pechino nella morsa
di una siccità mai vista

Nella capitale cinese non piove e non nevica da mesi, come non accadeva da oltre 60 anni. Autorità in allarme, in primavera la situazione potrebbe farsi ancora più grave. Maxi investimenti a favore delle foreste

a cura di Greenreport Il presidente cinese Hu Jintao ha chiesto di non risparmiare gli sforzi per combattere una prolungata siccità invernale che rischia di compromettere il raccolto cerealicolo estivo. Durante una visita al borgo contadino di Xishanbei, vicino a Baoding, nella provincia dell'Hebei, una delle più colpite dalla siccità che da tre mesi devasta il nord della Cina,  Hu ha detto: «Dobbiamo prendere delle iniziative in tutti i settori al fine di assicurare la fornitura di capitali, di tecnologie, di attrezzature e di materiale per permettere una crescita regolare del grano durante l'inverno». Proprio per sottolineare la drammaticità della situazione e per segnare la vicinanza del Partito comunista cinese alle popolazioni rurali colpite, Hu ha scelto il piccolo villaggio di Shijiatong per accogliere il nuovo anno lunare cinese e celebrare la Festa di primavera.

L'attuale siccità invernale sembra destinata a diventare la più lunga da almeno 60 anni. A Pechino non cade né pioggia né neve da mesi e sicuramente per i prossimi 10 giorni il cielo sarà oscurato solo dallo smog. Il record attuale per Pechino è quello dell'inverno 1970-1971, quando non piovve e non nevicò per 114 giorni. Il primo febbraio il capo dell'ufficio meteorologico municipale, Sun Jisong, ha detto che «se la siccità continuerà per altri 14 giorni, sarà il più lungo periodo senza precipitazioni conosciuto dalla capitale cinese dal 1951 e dall'inizio dell'archiviazione dei dati meteorologici. La siccità persistente aggrava i rischi di incendi e di malattie in città. Però, grazie all'approvvigionamento idrico, i cittadini risentono appena della crisi. Ma con l'avvicinarsi della primavera, la temperatura a Pechino aumenterà, il che aggraverà la siccità».

Nelle campagne intorno a Pechino la situazione sembra peggiore. Zhang Tiecheng, direttore aggiunto del villaggio di Nanjiao, nel distretto di Fangshan, a sud-ovest della capitale, ha detto all'agenzia ufficiale Xinhua che «le persone anziane non hanno mai conosciuto una tale crisi invernale per l'acqua. Un sistema di quote che limita l'acqua per ogni famiglia è stato messo in atto a novembre, perché l'acqua prelevata dai tre nuovi pozzi realizzati è riservata per berla». Prima per raggiungere la falda bisognava scavare per 200 metri in profondità ora i nuovi pozzi trovano l'acqua tra i 300 e gli 800 metri.
 
Le precipitazioni invernali, anche se rappresentano solo il 2% del consumo idrico totale annuo della capitale cinese, sono importanti proprio perché permettono la rigenerazione delle falde sotterranee. Hu Bo, responsabile dell'ufficio idrologico di Pechino, sottolinea che la capitale prende acqua dalla vicina provincia dell'Hebei (proprio quella visitata da Hu Jintao) e che dovrà continuare a farlo almeno fino a marzo: «Non oso pensare alla dimensione che assumerà la crisi dell'acqua nella città quando l'adduzione di acqua dalla provincia dell'Hebei cesserà».

Per placare la sua grande sete Pechino dovrà aspettare almeno fino al 2014, quando il colossale progetto di spostamento dei fiumi sud-nord sarà terminato. Intanto, a breve termine, si pompa acqua dal riarso Hebei. Il 30 gennaio l'autorità nazionale per il controllo della siccità ha dichiarato che «circa 77,4 milioni di mu (5,16 milioni di ettari di terre coltivate) sono stati devastati dalla siccità, e 2,57 milioni di persone si stanno confrontando con una penuria di acqua potabile. Grandi città, comprese Pechino e Tianjin, e le province di Henan e dello Shandong sono tra le regioni più colpite».

La siccità e il global warming fanno sempre più paura ed anche per questo il governo cinese ha investito  297,9 miliardi di yuan (circa 45,27 miliardi di dollari) nelle foreste con il suo undicesimo Piano quinquennale 2006-2010. L'Amministrazione nazionale delle foreste evidenzia che «questa cifra rappresenta un aumento dell' 80% in rapporto agli investimenti durante il periodo del decimo Piano quinquennale. Gli investimenti sono stati essenzialmente diretti verso la ricostruzione ecologica, la riforma del settore forestale ed il miglioramento del livello di vita degli abitanti delle regioni forestali. Tra questi investimenti, la costruzione di infrastrutture ha rappresentato 47,9 miliardi di yuan, una crescita del 23,13% in rapporto al decimo piano quinquennale».

Le preoccupazione per le mutate condizioni climatiche e per i disastri ambientali prodotti dalla rapidissima crescita cinese sono emersi anche ieri in occasione delle celebrazioni in Cina della giornata mondiale delle zone umide, che quest'anno è dedicata al tema "Le zone umide e le foreste". Anche in questo settore, legatissimo alla disponibilità di acqua dolce e pulita, la Cina nel 2011 raddoppierà i suoi sforzi per proteggere le zone umide del Paese. L'Amministrazione nazionale delle foreste spiega che «la Cina promuoverà la legislazione in materia di protezione delle zone umide. Il Paese si impegna a mettere sotto protezione il 55% delle sue zone umide entro il 2015».
Greenreport 1
 
(03 febbraio 2011)
 

giovedì 3 febbraio 2011

già.......

CANADA

ll massacro degli Husky
costavano e non servivano più

Un centinaio di cani, impiegati come traino da slitta per i turisti durante i giochi invernali di Vancouver del febbraio dell'anno scorso, sono stati uccisi per ragioni puramente economiche: era calata la richiesta di gite

VANCOUVER - Una mattanza di cani. Massacrati a colpi di coltello perché non servivano più. Arriva dal Canada questa storia di atrocità contro gli animali. Un centinaio di Husky che erano stati impiegati come cani da slitta per i turisti durante i Giochi invernali di Vancouver del febbraio dell'anno scorso, sono stati uccisi per ragioni puramente economiche: le due società che avevano venduto ai turisti le escursioni in slitta, Outdoor Adventures e Howling Dogs, non avevano più bisogno dei cani, perché la richiesta di gite era calata dopo le Olimpiadi invernali. A quel punto i cani erano diventati un costo. Per questo sarebbero stati uccisi a uno a uno per due giorni da un operaio che avrebbe usato un fucile e un coltello. Alcuni, per fortuna, sarebbero riusciti  a fuggire da una fossa comune.

La vicenda è stata rivelata dallo stesso uomo che ha ucciso i cani, che ha chiesto e ottenuto un indennizzo da una banca locale per lo stress subito. "Non poteva essere un'esecuzione fatta bene, con un solo proiettile a disposizione per ogni cane. Ha visto scene orribili e, per dovere, vi ha posto fine" dice il legale dell'uomo.

Si muove anche la polizia locale. "Abbiamo aperto un'inchiesta e nominato un investigatore" annuncia il sergente Steve Leclair. Secondo la legge canadese una persona che uccide o ferisce un animale rischia fino a cinque anni di prigione. Far sopprimere un cane da un veterinario costa circa 100 dollari. Molti veterinari rifiutano però di sopprimere
animali in buona salute.
(01 febbraio 2011)

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Murdoch e il "Daily" per iPad
"Tempi nuovi, nuovo giornale"

Il magnate al Guggenheim di New York per presentare il primo quotidiano concepito solo per il tablet Apple. Il target? "Gente istruita e sofisticata, che si aspetta contenuti tagliati su misura". Per rientrare dei 30 milioni di dollari investiti, basterà conquistare una frazione dei 50 milioni di utenti iPad stimati entro il 2012

NEW YORK - Rupert Murdoch, magnate mondiale dei media, editore di quotidiani come il Wall Street Journal, il New York Post, i britannici Times e Sun, non poteva rimandare oltre lo sbarco su iPad. E, per lanciare sulla nuova piattaforma il The Daily, il primo quotidiano esclusivamente concepito per il tablet della Apple, il numero uno di News Corporation ci ha messo la faccia in prima persona, al Guggenheim di New York.

Murdoch ha presentato il primo numero di The Daily, studiato assieme alla casa di Cupertino, venduto in abbonamento per 99 centesimi di dollaro a settimana, 39,99 dollari l'anno. "Meno di 14 centesimi al giorno", sottolinea. Le caratteristiche del nuovo prodotto vengono illustrate dal responsabile digitale della News Corp, John Miller, insistendo sulla qualità della navigazione, veloce e agile, oltre che sullo spazio dato alla fotografia. Una scelta che non stupisce visto che il mezzo esalta le immagini.

Vuota la sedia di Steve Jobs, il numero uno di Apple di nuovo a riposo per malattia 1 che Murdoch ha ringraziato personalmente per il suo impegno nell'iniziativa. A rappresentare la casa di Cupertino c'era Eddy Cue, vicepresidente Apple per i servizi internet.

"I nuovi tempi richiedono un nuovo giornalismo" ha esordito Murdoch, puntando nel suo intervento sull'affidabilità
di un quotidiano tradizionale, forte di 100 giornalisti e di un investimento da 30 milioni di dollari, ma che si "sfoglia" esclusivamente online perché "non c'è carta, nessuna tipografia da milioni di dollari, nessun camion" per portare le copie in edicola.

Il target di The Daily, spiega Murdoch, è "il sempre più ampio segmento della popolazione istruita e sofisticata, che non legge un quotidiano ma che allo stesso tempo usa i media. Gente che si aspetta contenuti tagliati su misura ai loro specifici interessi consultabili ovunque e quando vogliono". Semplice quantificare quel target, anche se, stavolta, sulla "carta".

Presentato da Jobs il 27 gennaio 2010 e lanciato sul mercato americano nell'aprile successivo, in un solo mese iPad è stato venduto in ben un milione di esemplari. Ad oggi sono 14,8 milioni gli iPad piazzati e Murdoch prevede che entro il 2012 saranno 50 milioni. Contando soprattutto sull'eccitazione per l'arrivo, ad aprile, della nuova versione, iPad2, dotata di schermo con maggiore risoluzione grafica e due telecamere, una anteriore per le videochiamate e una sul retro del tablet per foto e filmati.

Un bacino d'utenza potenzialmente vastissimo. Se anche una frazione di questa platea vorrà essere aggiornata in modo innovativo ed interattivo, è la riflessione di Murdoch, non potrà che scegliere The Daily. "Il successo di iPad ci ha imposto di reinventare il nostro lavoro - conclude Murdoch - e io sono convinto che nei tablet ci sia spazio per un nuova voce, fresca e robusta".
(02 febbraio 2011)
 
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Tutti contro Annozero. Ne discutono Agcom e Cda
La trasmissione di Santoro sarà valutata dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, dal Comitato per l'applicazione del codice di autoregolamentazione sui processi in tv e dal consiglio di amministrazione della Rai
Giornata calda per Annozero. Non solo l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) deciderà se avviare o meno un’istruttoria dopo le lettere di quattro commissari e del ministro Paolo Romani, ma il caso è anche all’ordine del giorno della riunione del Comitato per l’applicazione del codice di autoregolamentazione sui processi in tv. Ma non è finita, perché la trasmissione di Michele Santoro arriva anche sul tavolo del consiglio di amministrazione della Rai, che si preannuncia infuocato – tra contratto di servizio, piano fiction e palinsesti – anche per la questione delle eccessive spese contestate al direttore del Tg1 Augusto Minzolini. E dopo la lettera inviata a tutti i consiglieri, forse Nino Rizzo Nervo potrebbe arrivare con nuove carte.

Sul ‘caso Minzolini’ oggi il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti, riferendosi alla decisione del Direttore generale della Rai Mauro Masi di chiudere la vicenda sulle spese del direttore per “mancanza di violazioni” invita lo stesso Masi a “passare il rapporto dei suoi ispettori alla magistratura e alla Corte dei Conti per una valutazione più approfondita”. Sull’argomento si è pronunciato anche il segretario dell’Usigrai Carlo Verna che ha chiesto “chiarezza da parte di chi è terzo e indipendente”.

Intanto il caso Ruby-Annozero terrà banco domani al Consiglio dell’Agcom. La settimana scorsa il ministro dello Sviluppo economico Romani, aveva inviato una lettera al presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò, lamentando alcune violazioni del contratto di servizio con la Rai commesse dalla trasmissione di Michele Santoro nelle puntate del 20 e del 27 gennaio che trattavano del caso Ruby. Per Romani sono state fatte affermazioni “lesive della dignità e del decoro di alte cariche istituzionali”. Di qui la richiesta all’Autorità di “valutare la possibilità di attivare i poteri di verifica e istruttori” nonché “ogni ulteriore iniziativa di rispettiva competenza”.

Stessa richiesta è stata avanzata dai commissari eletti dal centrodestra, Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Enzo Savarese e Roberto Napoli. Ma il Consiglio dell’Agcom si occuperà anche dei videomessaggi e delle telefonate di Berlusconi in alcune trasmissioni televisive. Sul tavolo del Consiglio dell’Authority ci saranno inoltre le nuove regole sul televoto, anche alla luce dei risultati della consultazione pubblica lanciata a fine dicembre. Alcune di queste misure, volte a dare più trasparenza al meccanismo, dovrebbero debuttare già al prossimo Festival di Sanremo.

Domani in Cda torna anche il contratto di servizio. Il punto figura all’ordine del giorno per una nuova discussione e non è escluso che ci sia la firma della Rai, bloccata da settembre. Firma sollecitata dal governo e dall’Agcom, come avrebbe ribadito il presidente Calabrò nell’incontro con presidente e Dg della Rai, Paolo Garimberti e Mauro Masi, che si è tenuto ieri. All’ordine del giorno anche del Consiglio di domani anche il piano biennale per la fiction, che dovrebbe essere votato, e i palinsesti primaverili. Tra le novità, l’informazione in prima serata anche su Rai1, con uno spazio affidato sempre a Bruno Vespa, e un nuovo programma per Lucia Annunziata su Raitre e la riduzione – tra marzo e fine aprile – di una o due puntate per Parla con Me di Serena Dandini.

Intanto ‘Il re nudo’ è il titolo della puntata di domani di Annozero, dedicata al futuro del governo, con ospiti il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, Annamaria Bernini, deputata del Popolo della libertà e Italo Bocchino di Futuro e Libertà. Dopo l’intervento telefonico della settimana scorsa (Guarda il video), al conduttore è arrivata la richiesta di Masi di avere in anticipo la scaletta del programma: “Sono pronto a comunicarla in ogni momento – spiega Santoro – ferma restando la libertà di modificarla”.

mercoledì 2 febbraio 2011

capito....

Caterina Guzzanti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Caterina Guzzanti.jpg
Caterina Guzzanti
Caterina Guzzanti (Roma, 5 giugno 1976) è un'attrice e comicaitaliana, figlia del saggista e politico Paolo e sorella minore di Sabina e Corrado.

Biografia [modifica]

Televisione [modifica]

L'esordio televisivo di Caterina avviene nel popolare programma ideato e condotto dal fratello Corrado con Serena Dandini, il Pippo Chennedy Show, in onda su Rai 2 nella stagione 1997-'98. La carriera della minore dei tre Guzzanti segue spesso quella dei fratelli, in particolare Corrado, che la vuole con sé nei successivi programmi L'Ottavo Nano e Il caso Scafroglia. In seguito Caterina prende parte a Bulldozer, sempre sulla seconda rete del servizio pubblico.
Si affranca dai fratelli e dalla Rai nel 2006, quando passa alle reti Mediaset rispondendo alla chiamata della Gialappa's band per partecipare su Italia 1 a Mai dire lunedì e Mai dire martedì, tra il 2006 e il 2007.

Radio [modifica]

Caterina Guzzanti partecipa regolarmente alla trasmissione radiofonica 610 condotta da Lillo & Greg su Radio Due, interpretando numerosi sketch e impersonando spesso, tra le altre cose, una svampita e fatua ex "Miss Italia".

Film e telefilm [modifica]

Caterina fa il suo esordio al cinema nel 1998 interpretando una piccola parte nel film Le faremo tanto male, diretto da Pino Quartullo. Nel 2002 è presente nel cast del primo lungometraggio diretto dalla sorella Sabina: Bimba - È clonata una stella. Subito dopo prende parte al film di Marco Filiberti Poco più di un anno fa.
Nel 2006 interpreta un'avvenente aliena nel film del fratello Corrado, Fascisti su Marte.
Tra il 2006 e il 2010 è tra i protagonisti delle prime tre stagioni della sit-com Boris, diretta da Luca Vendruscolo, in onda sul canale satellitare Fox.
Nella stagione 2008 di Parla con me è protagonista delle parodie di Mariastella Gelmini con un forte accento calabrese (il ministro bresciano ha sostenuto l'esame di Stato per la professione di avvocato a Reggio Calabria) e Sarah Palin, messe anche a confronto secondo lo stile de Le Iene. Nello stesso programma interpreta una "ragazza facebook" la cui vita ruota totalmente intorno al popolare social network e una non ben precisata giornalista di SKY TG 24 indignata per l'aumento dell'iva a SKY.

Filmografia [modifica]

Televisione [modifica]

Fiction TV [modifica]

Teatro [modifica]

Radio [modifica]

WEB

Google accusa Microsoft
"Bing usa le nostre ricerche"

Polemica tra le due aziende sul funzionamento del motore di ricerca di Redmond. "Copia i nostri risultati e li indicizza come suoi", dice Big G. La replica: "Utilizzamo molti input per raffinare i nostri algoritmi" di TIZIANO TONIUTTI

ROMA - E' bastato un refuso intenzionale inserito su Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Una parola scritta male che però restituiva i risultati corretti da Google, nelle pagine di risposta del motore dell'azienda di Windows. E gli ingegneri di Google si sono insospettiti. "Come è possibile che Bing fino a qualche giorno fa non avesse risultati per questa parola, scritta in modo sbagliato, e dopo qualche giorno alla stessa richiesta rispondesse con risultati giusti basati sulla parola corretta?". La risposta che si sono dati a Google non lascia spazio a dubbi: Microsoft utilizza i dati delle nostre ricerche e li inserisce nel suo motore attraverso Internet Explorer e la "Bing Toolbar", la barra opzionale di Bing che può essere installata come estensione del browser.

L'accusa: "Imitazioni". Non ci va leggero Amid Singhal, ingegnere di Google: "Microsoft sta realizzando un'imitazione a basso costo del nostro motore", dichiara. In un post sul blog ufficiale di Big G, Singhal arriva a dire: "Investiamo molto nella qualità delle nostre tecnologie di ricerca e ci piacerebbe competere con algoritmi sviluppati da altri che siano innovativi, e non con risultati riciclati dal nostro motore". Nella polemica interviene anche Matt Cutts, responsabile della qualità di Google, che definisce la vicenda "folle". In sostanza, attraverso Internet Explorer e la
toolbar di Bing, Microsoft raccoglierebbe i risultati di ricerca restituiti da Google, per poi indicizzarli dentro Bing. Nei test di Google, sono state inserite nel motore chiavi di ricerca con parole inventate che restituivano risultati e non il classico "non è stato trovato nulla". E a Mountain View hanno notato che dopo un periodo di un paio di settimane, i risultati falsati apparivano anche su Bing. Big G definisce questo tipo di comportamento con la parola "copiare". Ma Microsoft naturalmente non è d'accordo.

La replica di Redmond. "Bing attinge da oltre mille fonti, e utilizza l'input fornito dai suoi utenti per migliorare la sua funzionalità". Così risponde Harry Shrum, vicepresidente di Bing. "Utilizzare dati che gli utenti decidono spontaneamente di condividere non è copiare, ma una pratica che permette all'applicazione di restituire risultati più precisi". Shrum di fatto non nega che Explorer e la toolbar di Bing siano in grado di catturare i risultati di Google e inviarli al motore di Microsoft. Ma sposta il cuore della questione sulla condivisibilità delle informazioni sul web. "Se gli utenti vogliono condividere i dati, per quale motivo non dovrebbero?", è la risposta di Microsoft. Una replica che probabilmente aprirà la strada a molte nuove domande, forse anche fuori dai blog e dentro le aule di tribunale.
(02 febbraio 2011)
 
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Crisi economica, in picchiata i redditi
delle famiglie: non capitava dal 1995
I dati pubblicati dall'Istat assegnano il bollino nero al Nord, mentre al sud le cifre hanno fatto registrare cali più contenuti. Adiconsum chiede al governo provvedimenti per aiutare gli italiani
Venticinque paia di scarpe comprate in una settimana da una delle giovanissime ospiti di Arcore. Miracoli del bunga bunga e delle generose bustarelle del Cavaliere. E’ vita in lustrini e paiette. Sogni mediatici che diventano cortocircuito sociale nel momento in cui cozzano con la vita reale. Quella degli italiani qualunque. Quelli che Arcore lo leggono solo sui giornali. Quegli italiani che in tre anni (dal 2006 al 2009) si sono visti prosciugare il portafoglio dalla crisi e da una politica economica incapace di fare fronte. E a soffrire più di tutte sono state le famiglie del nord Padano di stampo leghista-berlusconiano.

In cifre la fotografia appare impietosa: meno 2,7% del reddito disponibile. A scattarla è l’Istat. Che così fissa una prima flessione dal 1995. Epoca degli esordi del Cavaliere a palazzo Chigi. Da lì in poi la cronologia fissa tre legislature con il marchio del caimano. A cui va aggiunto l’onda lunga della crisi economica. Tanto è vero che la recessione ha portato a un progressivo ridursi del tasso di crescita del reddito disponibile nazionale. Nel 2006, infatti, aveva mostrato una crescita del 3,5%. Dopodiché il precipizio. Che più di tutti ha colpito la ricca Padania. Quella che, nei manifesti leghisti, dovrebbe giocare da locomotore del Paese. Non è stato così. Nel 2009, precisa l’Istituto di statistica, l’impatto del calo del reddito è stato più forte nel settentrione (-4,1% nel Nord-ovest e -3,4% nel Nord-est) e più contenuto al Centro (-1,8%) e nel Mezzogiorno (-1,2%).

Eppure il punto, per molti, resta l’attività di governo indifferente davanti a quelli che “sono i reali problemi del paese”. La critica arriva da Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera. E dunque: “Perche’ il Paese possa riprendersi realmente è necessario ridurre le tasse, cosa che questo esecutivo dice da sempre, ma non fa”.

Le cifre rese note oggi dall’Istat si aggiungono al carico portato ieri sulla disoccupazione giovanile: il 29% dei giovani under 25. Un ‘intera generazione che per Giorgio Napolitano non solo è “frustrata”, ma anche “poco ascoltata”. Di nuovo e ancora tornano alla mente quelle 25 paia di scarpe comprate in una settimana da una delle giovani ospiti di villa San Martino. Altri mondi. Su cui pesa la crisi economica, ma anche altri fattori. Ne è convinto il segretario nazionale di Adiconsum Pietro Giordano per il quale “il rallentamento della crescita, come più volte denunciato, dipende non solo dalla diminuzione del reddito da lavoro, ma anche dai mancati guadagni dovuti agli investimenti delle famiglie che hanno visto, prima per i crack finanziari poi per la crisi economica, completamente annullati quei piccoli redditi che consentivano loro di far quadrare il bilancio familiare”.

Il bollino nero, dunque, tocca al settentrione. Sul banco degli imputati salgono così il Piemonte e la Lombardia. In Piemonte, infatti, c’è stata una forte contrazione dell’input di lavoro dipendente e, di conseguenza, dei relativi redditi da lavoro. La regione governata da Roberto Formigoni sconta, invece, la battuta d’arresto degli utili distribuiti dalle imprese.

Anche nel 2008, a fronte di un aumento del reddito disponibile nazionale del 2,3%, il Nord-ovest ha registrato il tasso di crescita più contenuto (+1,8%), a causa della debole dinamica di Lombardia e Liguria (+1,2 e +1,8% rispettivamente). Poco meglio può vantare il Nord est, dove, comunque, si segnala una crescita più sostenuta. A distinguersi Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino (+5, +4,3 e +3,6%), le migliori a livello nazionale. Fino al 2008 le famiglie residenti nel Nord-ovest hanno fatto registrare il più elevato reddito disponibile per abitante, ma nel 2009 il primato è passato al Nord-est, dove Bolzano ha scavalcato l’Emilia Romagna in testa alla graduatoria.

Calabria e Sicilia sono le uniche regioni italiane in cui il reddito delle famiglie ha mostrato tassi di crescita lievemente positivi. In queste aree del Paese, peraltro, anche la dinamica del Pil è stata migliore che altrove. Il Sud ha anche beneficiato di una tenuta degli interessi netti ricevuti dalle famiglie, spiegata in parte dalla loro minor propensione agli investimenti rischiosi. Dopodiché Centro e Mezzogiorno hanno evidenziato tassi di crescita prossimi alla media nazionale e pari, rispettivamente, a +2,5 e +2,2%. Al Centro, il valore del Lazio e’ risultato quello piu’ elevato (+2,9%), mentre al Sud si sono distinti.

martedì 1 febbraio 2011

yess......

Test a Sepang, Vale è lontano
Stoner beffa Lorenzo nel finale

Prime verifiche del 2011: il campione del mondo domina ma in chiusura di giornata il pilota Repsol Honda che conquista il miglior tempo. Terzo Pedrosa, quarto Simoncelli. La Ducati del pesarese è dodicesima: "Ma la spalla è andata meglio"

Valentino Rossi e la sua Ducati in pista a Sepang. Reuters
Valentino Rossi e la sua Ducati in pista a Sepang. Reuters
SEPANG (Malesia), 1 febbraio 2011 - Tutti in pista. La MotoGP prende tempi e misure per la nuova stagione. Dalle tre (ora italiana) sul circuito di Sepang i piloti del campionato del mondo 2011 sono al lavoro per i nuovi test, dopo più di due mesi di inattività. Ben 21 le moto in pista e la più veloce è stata quella di Casey Stoner. Il pilota Repsol Honda nel finale ha sorpreso tutti girando in 2'01''574, piazzandosi per 403 centesimi davanti a Jorge Lorenzo (Yamaha Factory) che aveva dominato i test.
valentino lontano — Terzo tempo per Dani Pedrosa (Repsol Honda), quarto Marco Simoncelli (Honda Gresin) a 318 centesimi, quindi Ben Spies (Yamaha Factory ), Alvaro Bautista (Rizla Suzuki), Hiroshi Aoyama (Honda Gresini), Andrea Dovizioso (Repsol Honda), Colin Edwards (Monster Yamaha). Ultimo dei primi dieci Randy de Puniet (Pramac). Soltanto dodicesima la Ducati di Valentino Rossi, con 1''388 di ritardo su Lorenzo. Alle sue spalle quella di Nicky Hayden. Quattordicesimo Capirossi (Pramac).
parla rossi — Rossi si è detto comunque soddisfatto per questa prima giornata: "Poche volte sono stato così contento per un dodicesimo posto perché dopo i test di Misano eravamo abbastanza pessimisti dato che avevo sentito veramente molto male - ha detto Rossi - qui invece è andata meglio, soprattutto questa mattina quando siamo riusciti a fare venti, venticinque giri con una buona velocità. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma abbiamo anche fatto parecchie cose: abbiamo lavorato sulla posizione di guida e stiamo cercando di capire, dei tanti dettagli che possiamo regolare sulla moto, quali siano le soluzioni migliori. La Ducati non va cambiata nel suo dna, dobbiamo sfruttarne i lati positivi e migliorare altri. Purtroppo nel pomeriggio ho perso molta forza e ho fatto più fatica ma alla fine sono riuscito a fare un’altra buona quindicina di giri. Diciamo che al momento ho parecchio dolore e poca forza mentre sarebbe meglio il contrario!".
I tempi della giornata
1. Casey Stoner 2'01.574 AUS HONDA
2. Jorge Lorenzo 2'01.977 SPA YAMAHA
3. Dani Pedrosa 2'02'024 SPA HONDA
4. Marco Simoncelli 2'02'295 ITA HONDA
5. Ben Spies 2'02'332 USA YAMAHA
6. Alvaro Bautista 2'02'422 SPA SUZUKI
7. Hiroshi Aoyama 2'02'483 JPN HONDA
8. Andrea Dovizioso 2'02'507 ITA HONDA
9. Colin Edwards 2'02'514 USA YAMAHA
10. Randy De Puniet 2'03.152 FRA DUCATI
11. Kousuke Akiyoshi (collaudatore) 2'03.224 JP HONDA
12. Valentino Rossi 2'03.365 ITA DUCATI
13. Nicky Hayden 2'03.508 USA DUCATI
14. Loris Capirossi 2'03.695 ITA DUCATI
15. Hector Barbera 2'03.767 SPA DUCATI
16. Cal Crutchlow 2'04.009 GBR YAMAHA
17. Toni Eias 2'04.238 SPA HONDA LCR
18. Karel Abraham 2'04.470 CZE DUCATI
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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LA SCOPERTA

Quel cristallo rende invisibili
è di 2 centimetri, ma crescerà

Un altro passo verso il sogno del "mantello" che nasconde alla vista. Il prototipo realizzato nei laboratori di Birmingham, in Inghilterra, grazie ai cristalli di calcite delle conchiglie. "Apre la strada a future applicazioni con oggetti di più grandi dimensioni" di ELENA DUSI

UN PASSO avanti verso l'invisibilità. Un "mantello" che nasconde gli oggetti esiste da oggi nel laboratorio di fisica dell'università di Birmingham. Per questo grande salto dalla fantascienza alla realtà bisogna ringraziare le conchiglie e i loro cristalli di calcite. È infatti la loro capacità  -  a livello microscopico  -  di riflettere e rifrangere i raggi di luce in maniera del tutto particolare che crea l'illusione ottica di un oggetto cancellato dalla vista.

Chiamare "mantello" questo prototipo è in realtà esagerato: si tratta di una coppia di prismi di calcite affiancati l'uno all'altro delle dimensioni di un paio di centimetri. Funziona solo quando è colpito da un raggio di luce con determinata polarizzazione e incidenza, e per il momento non ha applicazioni pratiche. Ma è comunque la prima volta, spiegano i ricercatori guidati da Xianzhong Chen su Nature Communications di martedì, che si ottiene "un mantello di dimensioni tanto grandi da essere apprezzabili dal nostro occhio, capace di funzionare alla lunghezza d'onda della luce visibile e di nascondere oggetti tridimensionali. In pratica, abbiamo realizzato uno strumento che per la prima volta soddisfa la definizione corrente di mantello dell'invisibilità" e "apre la strada a future applicazioni con oggetti di più grandi dimensioni". I prismi di calcite "trasformano una superficie con una sporgenza in una superficie piatta" e grazie alla loro abbondanza in natura permettono di saltare "quel lungo processo di manipolazione dei nanomateriali" che veniva utilizzato finora.

La "ricetta" per costruire un mantello dell'invisibilità risale  -  ma solo come idea teorica  -  a cinque anni fa. Da allora in vari laboratori del mondo sono iniziati gli esperimenti per tradurre le formule fisiche scritte sulla carta in realtà. Solo pochi giorni fa, usando una tecnica simile, gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology sono riusciti a rendere invisibile il logo "Mit" della loro università dopo averlo piazzato sotto ai prismi di calcite. Il loro esperimento è stato pubblicato su Physical Review Letters.

Prima della brillante soluzione fornita dalle conchiglie, al posto dei cristalli si usavano materiali costruiti pazientemente in laboratorio con le tecniche della nanotecnologia, cesellando le molecole al livello dei miliardesimo di metro. Questo processo ha portato negli anni passati a "mantelli dell'invisibilità" molto piccoli, osservabili solo con il microscopio.

Per ottenere un "mantello" bisogna creare strutture in grado di riflettere e curvare le radiazioni della luce in modo molto peculiare: piegando il loro percorso come se la luce provenisse dal retro dell'oggetto da nascondere anziché dalla sua parte frontale. I fisici usano spesso l'esempio di un sasso in mezzo al fiume: in un primo momento il flusso della corrente ne viene deviato, ma poi, man mano che oltrepassa il sasso, l'acqua torna a curvare fino a riprendere la direzione che aveva prima, come se l'ostacolo non fosse mai esistito. Fino alla scoperta dei cristalli delle conchiglie, si credeva che materiali capaci di manipolare e piegare i raggi luminosi in maniera simile non esistessero in natura. In realtà i cristalli delle conchiglie erano a portata di mano. Bastava solo guardare meglio.
(01 febbraio 2011)
 
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Indagato consigliere del Csm, Matteo Brigandì
Secondo l'accusa ha consegnato le carte alla giornalista de Il Giornale per scrivere l'articolo su Ilda Boccassini

Il consigliere del Csm Matteo Brigandì, membro laico in quota Lega, è indagato dalla procura di Roma per abuso d’ufficio in relazione all’inchiesta per la quale è stata eseguita oggi una perquisizione nell’abitazione della cronista de Il Giornale, Anna Maria Greco. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilipo Laviani, è partita da una segnalazione ufficiale fatta dal Consiglio superiore della magistratura. Brigandì, secondo l’accusa, avrebbe passato documenti interni al Csm alla giornalista che ha poi redatto un articolo sul procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, dal titolo “La doppia morale di Boccassini”. A disporre le perquisizioni è stato il pubblico ministero Silvia Sereni. Il provvedimento è stato disposto per la presunta violazione dell’articolo 323 del codice penale, quello relativo all’abuso d’ufficio.

Brigandì non è nuovo agli onori delle cronache. Ex democristiano, ex socialista poi leghista. Ex avvocato di Umberto Bossi, “procuratore della Padania”, nel 2006 viene condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte. Memorabile, nell’occasione, la difesa d’ufficio di Bossi: “Se non è una questione di donne, Matteo è innocente”. E difatti Brigandì sarà poi definitivamente assolto nel 2009. Messinese di origine, trapiantato a Torino da piccolissimo, si porterà dietro il soprannome di “terrone” fino all’ingresso in Parlamento. Ma sarà proprio la considerazione per gli atteggiamenti con il gentil sesso a dargli notorietà. Come quando Striscia la notizia lo coglie a fare giochini poco consoni in pieno lavoro parlamentare: l’avvocato ha in mano un foglio di carta con un buco, le mani dietro mimano parti anatomiche… Il rapporto con le donne, del resto, gli costa ancora oggi un altro processo da affrontare. L’esponente leghista è infatti imputato in corte di Appello per violazione degli obblighi di assistenza nei confronti della figlia, oggi ventiduenne, quando questa aveva 15 anni. In primo grado è stato condannato a sei mesi con la condizionale, e durante il processo ha versato 28mila euro alla figlia. Ma il giudice lo condanna per gli anni precedenti. Ecco uno stralcio delle motivazioni della sentenza: “L’imputato negava di essersi disinteressato della figlia. Segnalava pure che aveva un reddito di 5mila euro mensili, che doveva mantenere un’altra figlia, che doveva una cospicua somma di denaro al partito di cui faceva parte”. Una giustificazione che non fa presa sulla corte: “Sul fatto che l’imputato sarebbe onerato da obblighi  verso il partito… non pare si debbano spendere molte parole sulla priorità dei suoi obblighi”.

Ma torniamo a oggi. Secondo la procura di Roma, infatti, il leghista Matteo Brigandì è la talpa che ha permesso al quotidiano di Paolo Berlusconi di attaccare il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, titolare dell’indagine sul giro di prostitute legate al premier. Brigandì ha consultato un fascicolo sulla Boccassini vecchio di trent’anni. La sera del 25 gennaio, come risulta dalla foto che abbiamo pubblicato, partecipa al vertice del Pdl nell’abitazione romana di Silvio Berlusconi. Due giorni dopo, il Giornale (perquisita questa mattina la sede) pubblica un pezzo intitolato “La doppia morale di Ilda Boccassini”. All’incontro di Palazzo Grazioli, quel giorno ci sarà anche Valter Lavitola, l’editore dell’Avanti che a Santa Lucia ha investigato sulle società offshore che gestiscono l’appartamento di Montecarlo del cognato di Gianfranco Fini. E sempre 48 ore dopo dopo il ministro degli Esteri Franco Frattini interviene in Parlamento per parlare del caso Tulliani.

Il consigliere del Csm Brigandì nei giorni scorsi aveva ammesso di aver visionato il fascicolo sul procedimento disciplinare di Ilda Boccassini e aveva anche aggiunto di averlo restituito agli uffici di Palazzo dei Marescialli dopo pochi minuti escludendo di aver mai passato le carte ai giornalisti de Il Giornale. Lo stesso Brigandì, aveva chieste la settimana scorsa al vice presidente del Csm, Michele Vietti, di far luce sull’episodio. Come sia andata veramente cercheranno di capire i magistrati, che hanno anche fatto sigillare dai carabinieri i suoi uffici al Csm.

Immediata invece la replica di difesa del quotidiano: ”Per l’ennesima volta la casta dei magistrati mostra il suo volto violento e illiberale”, è il primo commento del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. “La perquisizione nell’abitazione privata della collega Anna Maria Greco, autrice dell’articolo che conteneva sentenze pubbliche del Csm, non solo è un atto intimidatorio ma una vera e propria aggressione alla persona e alla libertà di stampa. Stupisce che soltanto le notizie non gradite ai magistrati inneschino una simile repressione quando i magistrati stessi diffondono a giornalisti amici e complici atti giudiziari coperti da segreto al solo scopo di infangare politici non graditi”.

E sulle perquisizioni è intervenuto anche Franco Siddi, segretario generale della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana). “Oggettivamente, non se ne può più” ha detto. “Nello scontro politica-magistratura non possono essere chiamati a pagare i giornalisti se danno notizie, ancorché su di esse e sulla loro valenza in termini di interesse pubblico, ciascuno possa avere opinioni diverse”. La perquisizione di oggi, ha aggiunto, “a carico della collega appare, allo stato, assolutamente incomprensibile, oltreché, nei fatti, pesantemente invasiva. Le notizie ‘riservate’ non escono mai con le proprie gambe”. Ma, “se si volesse prendere a prestito una espressione del moderno linguaggio politico-giudiziario, si potrebbe dire che si va a cercare presunte colpe, neanche meglio precisate, nell’utilizzatore finale. Cosi non si può andare avanti”. E, conclude, “ai giornalisti è chiesto, tanto più in questa fase di scontro politico e istituzionale dai toni esasperati, di alzare l’asticella della responsabilità, per non fare la fine dei vasi di coccio. Ma occorre misura e rispetto, da parte di tutti”.

Come che sia, Matteo Brigandì rischia ora di essere sospeso dalla carica di consigliere del Csm. L’articolo 37 della legge del 1958 istitutiva del Csm prevede infatti che ogni consigliere del Csm può essere sospeso se sottoposto a un procedimento penale per un delitto non colposo; si tratta dunque di un provvedimento facoltativo, mentre la sospensione è “di diritto”, cioè automatica nel caso in cui un componente del Csm sia sottoposto alla custodia cautelare o arrestato. La decisione nei casi facoltativi spetta allo stesso organo di autogoverno dei magistrati. Su Brigandì, però, potrebbe anche abbattersi una tegola ancora più pesante, ma non in relazione all’inchiesta della procura di Roma: rischia di dover lasciare definitivamente il Csm se la Cassazione confermerà una delle due condanne che gli sono state inflitte in appello. Oltre alla violazione degli obblighi di assistenza familiare, infatti, l’ex avvocato di Bossi è sotto processo per diffamazione nei confronti di un direttore della Regione Piemonte. E’ ancora infatti la legge istitutiva del Csm a prevedere la “decadenza di diritto” qualora un componente del Csm sia stato condannato con sentenza irrevocabile per un delitto non colposo.
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Ecco la Renault nero-oro
"Vogliamo vittorie e podi"

Completato il cambio di proprietà, la scuderia rilancia le proprie ambizioni con la nuovissima R31. Confermati Kubica e Petrov, ma ci sono anche nuovi talenti da far crescere

Kubica e Petrov tolgono i veli alla Renault R31. Ap
Kubica e Petrov tolgono i veli alla Renault R31. Ap
VALENCIA, 31 gennaio 2011 - "Vogliamo vincere delle gare e salire spesso sul podio". È decisamente ambizioso il target che la Renault si pone per questa stagione in cui la sigla della vettura, R31, presentata oggi sul circuito Ricardo Tormo, costituisce uno dei rari segni di continuità con il passato. Dalla conclusione dello scorso campionato tante cose sono cambiate: la Renault ha ceduto l’ultimo 25% del capitale alla Genii Capital di Gerard Lopez e la Lotus Cars è divenuta lo sponsor principale, in attesa che la Proton eserciti l’opzione per comprare metà del team.
colori nobili — Il colore, nero e oro che ricorda le Lotus vittoriose degli anni ’70, è la novità più vistosa di una macchina che non ha molto in comune con quella del 2010, come ha spiegato il d.t. James Allison, vecchia conoscenza di Maranello: "Abbiamo completamente cambiato la filosofia che sta alla base del progetto e ne è un classico esempio l’uscita degli scarichi che soffiano in una zona inedita (a fianco dell’abitacolo? Lo si scoprirà solo domani n.d.r.)".
piloti confermati — La macchina continuerà a essere spinta dai V8 di Viry Chatillon che sono forniti gratuitamente, confermati i piloti Robert Kubica e Vitaly Petrov, con il primo che cerca di gettare benzina sul fuoco sulle prospettive 2011: "Non voglio sbilanciarmi perché l’ultima volta che abbiamo parlato di vittorie, quando correvo con la Bmw, poi la stagione si è rivelata un mezzo disastro". Il polacco ha anche voluto minimizzare le distrazioni che i pulsanti di kers e ala posteriore mobile possono creare ai piloti: "Era peggio l’anno scorso quando si doveva azionare l’f-duct".
scuola — Oltre a Kubica e Petrov, la Renault ha pure presentato altri quattro piloti che saranno legati al team: Bruno Senna e Romain Grosjean, che sono di fatto i terzi piloti e che Renault vorrebbe rilanciare in F.1 nel 2012, poi Fairuz Fauzy, che correrà in GP2, il ceco Jan Charouz, che parteciperà alla World Series by Renault, e l’olandese di origine cinese Ho Ping Tung. anche lui al via dlela GP2.
caso — Sulla querelle che vede scontrarsi in tribunale il team Lotus di Tony Fernandez e la Lotus Cars per l’uso del marchio in F.1 (compare sui camion e sulle vetture di entrambe le scuderie), Lopez ha sostenuto che "non è un affare che rigurada direttamente i due team ma le due aziende, Proton e Malesia 1, e comunque anche se la Proton dovesse perdere la causa il marchio resterebbe sulle nostre macchine perché ognuno ha il diritto di promuovere i propri marchi in F.1. La scelta della livrea oro-nera? La mia prima macchina che mi sono comprato da ragazzino era la Lotus F.1 coi colori John Player Special!".
sauber — A Valencia è stata anche svelata la Sauber C30: motore, kers, cambio e sistema idraulico sono forniti dalla Ferrari e legato a Maranello è anche uno dei due piloti: il debuttante messicano Sergio Perez, che fa parte del Ferrari Driver Academy. Perez così come gli sponsor latinoamericani che compaiono sulla macchina sono la benefica eredità della nuova relazione finanziria tra Peter Sauber e Carlos Slim, uno degli uomini più ricchi del mondo. L’altro pilota, il confermato Kamui Kobayashi, ha iniziato ieri a percorrere i primi km.
dal nostro inviato
Andrea Cremonesi
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