domenica 10 aprile 2011

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Facebook progetta i server
per reti e social network

L'azienda ha aperto le porte dei suoi data center alle multinazionali che producono computer, come HP e Dell, e ai costruttori di Cpu, come Intel e AMD. Su "Open computer project" Zuckenberg ha investito già 18 mesi di lavoro e decine di milioni di dollari. L'obiettivo è avere dei sistemi "specializzati" per il "social" sul web
di CLAUDIO GERINO

FACEBOOK entra nel mondo della produzione di computer. L'azienda che ha rivoluzionato internet e i social network, vuole dire la sua anche nel mercato dei pc, con particolare riferimento a quelli che gestiscono le grandi reti informatiche e gli stessi social network. Lo ha annunciato il suo fondatore e amministratore delegato, Mark Zuckerberg nel corso di un media event a Palo Alto, in California.

Il progetto si chiama "Open Computer Project" e verrà sviluppato con la collaborazione di alcune delle più grandi marche al mondo, produttrici di computer o di suoi componenti, come Hewlett Packard, Dell, Advanced Micro Devices e Intel. Gli ingegneri di Facebook ci stanno lavorando da 18 mesi e il progetto è costato sinora decine di milioni di dollari.

Tutta l'operazione mira a un obiettivo molto semplice: produrre nuovi server e nuovi centri dati, più economici e più efficienti, disegnati e ideati in modo da consentire ai nuovi computer del futuro un utilizzo migliore di internet e dei social network.

"Da tempo - ha spiegato Zuckerberg illustrando l'iniziativa - abbiamo trovato che molti prodotti che vengono messi sul mercato non contengono esattamente quelle funzioni di cui noi abbiamo bisogno e di cui hanno bisogno le applicazioni degli altri social network". Per questo, ha sottolineato il fondatore di Facebook, "abbiamo deciso di cimentarsi nella progettazione e nella realizzazione dei server del prossimo futuro in grado di garantirci le prestazioni e la flessibilità necessarie per
la gestione dei social network". Una mossa importante, destinata a influire sulla produzione di hardware nei prossimi anni, se si pensa che ormai Facebook conta oltre 500 milioni di utenti 1e da tempo sfida colossi della rete come Google 2 e Yahoo.

Al momento le infrastrutture tecnologiche che sostengono reti sociali come Facebook riescono a far girare in rete 30 miliardi di file video 3 e audio come foto e clip al mese. Si prevede che i server del futuro, grazie allo sviluppo di questo progetto, potranno aumentare di circa il 38% l'efficienza nello scambio di contenuti multimediali e abbassare i costi del 24% rispetto a oggi.

E per dimostrare l'apertura di Facebook al mondo della produzione hardware, Zuckerberg ha spalancato le porte del suo data center di Pineville, in Oregon, alle aziende del settore informatico. Il social network condividerà con quest'ultime la scheda tecnica dei server finora istallati. Si tratta di un'inversione di tendenza rispetto alle prassi adottate finora dai concorrenti diretti, come Google ed Amazon, che invece continuano a mantenere il più stretto riserbo sui dettagli dei loro data center.

"Abbiamo notato che i prodotti delle grandi aziende tecnologiche non sono in linea con le esigenze di Facebook", ha detto Zuckerberg sottolineando che, come contropartita, il progetto vuole ampliare il numero di fornitori di tecnologie basate sulle proprie specifiche. L'azienda di social networking dovrebbe quindi beneficiare delle economie di scala legate allo sviluppo di sistemi simili da parte di altre società.
(08 aprile 2011)

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IL CASO

Berlusconi contro i giudici e De Benedetti
"Lodo Mondadori? Rapina a mano armata"

Il premier se la prende con il giudice Mesiano che ha sentenziato sul maxirisarcimento da 750milioni che Fininvest deve alla Cir. "Ora tentano anche un attacco patrimoniale". Poi attacca la Consulta e rilancia la legge sulla responsabilità civile dei magistrati. La risposta della Cir: "Noi vittime di corruzione. La vicenda non riguarda l'attività politica di Berlusconi né le idee dell'ingegner De Benedetti"

ROMA - "Ora, contro di me, tentano anche attacco patrimoniale: a Milano c'è un giudice, di cui potrei dire molto, che ha formulato un risarcimento di 750 milioni 1 per la tessera numero 1 del Pd, De Benedetti, per un lodo a cui la Mondadori fu costretta. E' una rapina a mano armata". Silvio Berlusconi, parlando alla convention dei cofondatori del Pdl organizzata da Gianfranco Rotondi, attacca duramente la sentenza sul lodo Mondadori. E fa un'allusione al giudice Mesiano già finito nel mirino delle su televisioni quando fu seguito e spiato da una trasmissione di Canale5 2.

Berlusconi ricostruisce la vicenda in maniera sommaria, con l'intreccio Fininvest-Mondadori-Gruppo Espresso, e dice: "De Benedetti si alzò dal tavolo saltando di gioia, io rimasi seduto sconfortato". Ora, aggiunge, "alla Mondadori, che ha 252 milioni di valore, si chiede di risarcirne 750. Definire questo fatto una rapina a mano armata è il minimo". In realtà i magistrati hanno sospeso il maxirisarcimento dopo un accordo fra la Cir e la Fininvest 3 e la presentazione, da parte delle aziende del Cavaliere di una fidejussione bancaria da 800 milioni di euro a garanzia. La sentenza
di appello sul caso è attesa per il 4 maggio.

Affermazioni sulle quali giunge una secca risposta della Cir. Un portavoce del Gruppo ricorda che "quando il presidente Berlusconi definisce la sentenza civile di primo grado sul Lodo Mondadori una 'rapina a mano armata' dimentica di dire che l'unico reato di questa lunga vicenda, come stabilito dalla Corte di Cassazione, è stata la corruzione del giudice Vittorio Metta perpetrata nell'interesse di Fininvest nel 1991". "Da tale reato di corruzione giudiziaria - prosegue il portavoce - di cui Cir fu vittima, è nata l'attuale causa civile. Si tratta di un contenzioso tra due aziende, la Cir, società quotata in Borsa, e la Fininvest, non riguarda l'attività politica passata e presente del presidente del Consiglio nè le legittime idee dell'Ingegner Carlo De Benedetti ed è pertanto una vicenda che nulla ha a che vedere con le polemiche politiche quotidiane".

Il premier ha poi esteso l'attacco ai magistrati che "infangando me infangano l'Italia" e alla Corte Costituzionale ("Ormai è un organo politico") proprio mentre per un caso il presidente della Consulta Ugo De Siervo in un convegno diceva: "E' inammissibile che si giunga a campagne di disinformazione sull'attività della Corte costituzionale o di denigrazione dei singoli giudici o dell'intero organo". Poi il premier ha rilanciato la legge sulla responsabilità delle toghe: "i magistrati che sbagliano - ha detto - non pagano mai"; poi quella sulle intercettazioni necessaria, secondo lui, a mettere fine ad "uno Stato di polizia".

Ovviamente non poteva mancare il capitolo delle promesse. Agli ex Dc che si sentono poco considerati nel partito ha detto che "dopo aver vinto le elezioni amministrative metterò mano al partito, non avete avuto la giusta considerazione perché io non ho potuto occuparmi del Pdl. E alla platea cattolica ha promesso entro l'anno "il quoziente familiare". E' chiaro, ha aggiunto, che questo comporterà qualche aumento "di tasse a chi non ha figli e una riduzione a chi non ne ha". E a questo proposito ha fatto un siparietto con Carlo Giovanardi sottosegretario con delega alla famiglia, uno dei padroni di casa. "Sei  un cane da polpaccio - lo ha bonariamente rimbrottato il premier - mi hai dato il tormento e mi hai sfinito. Al punto che se non riusciamo a darti i 50 milioni con Tremonti te li do io".
(09 aprile 2011)
 
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Malesia, Vettel fa il bis
Ferrari: Massa 5°, Alonso 6°

A Sepang domina ancora il tedesco della Red Bull che precede la McLaren di Button e la Renault di Heidfeld. Poi l'altra Red Bull di Webber che precede la prima rossa, quella del brasiliano. Alonso compromette un possibile podio toccando Hamilton: penalità per entrambi

La partenza del GP con Vettel primo. Ap
La partenza del GP con Vettel primo. Ap
SEPANG (Malesia), 10 aprile 2011 - Non accadeva dal 2004 che un pilota vincesse le prime due gare della stagione. Tedesco allora (Michael Schumacher), tedesco oggi, Sebastian Vettel. Il campione del mondo della Red Bull ha dominato anche la gara di Sepang e dopo il trionfo di Melbourne imprime ora il suo marchio su un campionato che comunque ha mostrato tanti spunti.
strategie — Perché se è vero che Sebastian ha disputato l’ennesima gara solidissima, è altrettanto vero che dietro è accaduto tanto. Fino al traguardo il degrado delle gomme Pirelli ha tenuto col fiato sospeso i muretti, quanto basta per credere che l’aspetto strategie sarà davvero determinante tutto l’anno. E dunque è presto parlare di fuga, anche se un Vettel così determinato e in forma sarà un osso durissimo per tutti.
Vettel prende vantaggio dopo il via. Ap
Vettel prende vantaggio dopo il via. Ap
la rossa respira — Secondo ha chiuso Jenson Button, bravo come l’anno scorso ad azzeccare la strategia di gara. Terzo il sorprendente Nick Heidfeld con la Renault, scuderia a podio per la seconda gara di fila dopo il terzo posto di Petrov (oggi ritirato) in Australia. Poi l’altra Red Bull di Mark Webber e a seguire le Ferrari di Felipe Massa e Fernando Alonso. Peccato per quest’ultimo, autore di una bella gara d’attacco che stava per fruttare un podio agevole. Ma un errore al 46° giro, con tamponamento a Hamilton, ha vanificato tutto. Ma la rossa se non altro respira: è vero che in qualifica il gap è tanto, in gara però si può sperare. Con i prossimi miglioramenti sulla 150 Italia e gare senza sbavature la stagione può dare e dire ancora molto.
il via — Il via è stato davvero emozionante. A parte Vettel e Hamilton che sono sostanzialmente riusciti a non farsi travolgere, davvero brillanti sono stati i due della Renault. Heidfeld e Petrov hanno sfruttato la traiettoria esterna e nella controcurva a sinistra si sono trovati all’interno potendo così scavalcare le due Ferrari di Massa e Alonso, col brasiliano più veloce del compagno. Grande partenza anche per la Mercedes di Schumacher, subito alle spalle delle Ferrari. Dietro al tedesco Mark Webber, dei big quello partito peggio di tutti. Per l’australiano una prima parte di gara complicatissima, anche per gli attacchi del giapponese Kobayashi, col quale ha dato vita a una serie di sorpassi e controsorpassi. Al 10° passaggio situazione sgranata nelle prime posizioni con Vettel saldamente in testa con circa 6 secondi su Heidfeld e Hamilton, 9 su Button, 10 e 12 sulle Ferrari di Massa e Alonso che si sono sbarazzate della Renault di Petrov con un sorpasso (Felipe) e un errore in frenata del russo (Fernando) tra il 4° e il 5° giro.
Vattel taglia vittorioso il traguardo. Ap
Vattel taglia vittorioso il traguardo. Ap
pioggia — Il primo a rientrare ai box è così stato proprio Webber: l’australiano ha anticipato il pit stop al 12° giro nella speranza di poter recuperare qualcosa. Un giro dopo è rientrato Hamilton, proprio nel momento in cui è iniziata a cadere un po’ di pioggia. A seguire dentro Vettel, Button, Heidfeld e Massa con Alonso ancora in pista. La pioggia però non è aumentata e così Fernando è tornato dentro il giro dopo, montando pure lui le gomme da asciutto. Il pit stop ha comunque sortito un primo effetto importante perché Massa ha avuto un problema all’anteriore sinistra e col tempo perso si è ritrovato in decima posizione, al rientro in pista. Nuova fase di gara e subito Alonso protagonista: liberatosi di Massa, lo spagnolo ha attaccato e sorpassato la McLaren di Button al 17° giro portandosi in terza posizione. La Ferrari è così entrata in zona podio col due volte iridato a soli 10 secondi da Vettel, situazione quasi insperata dopo le qualifiche, dimostrazione che in gara le rosse non sono così lontane dai primi.
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passa massa — Al 22° giro bella prova anche per Massa che ha attaccato e passato Webber per il sesto posto. Seconda raffica di pit stop e Hamilton è il primo dei migliori a mettere le dure, seguito poi ai box da Vettel e Alonso che rimettono le morbide. Fase interessante, questa, con due bei sorpassi di Hamilton ai danni di Petrov e di Vettel ai danni di Massa, tutto tra il 25° e il 27° giro. Alonso nella sosta ha perso la posizione rispetto a Button e alle sue spalle si è pure rifatto vivo Webber. A 21 e 23 secondi Heidfeld e Massa. Webber ha inaugurato l’ultima serie di pit stop al 33° giro, montando le dure. Al 38° è il turno di Hamilton che fa la sua sosta e riesce a ripartire proprio davanti all’australiano. E un giro dopo il rientro di Button (che riparte davanti a Hamilton e Webber) seguito da Massa.
colpo di scena — Al 41° è il turno di Vettel e Alonso. Ma al 46° giro il colpo di scena che mette fuori causa lo spagnolo: Fernando è uscito velocissimo da una esse nel tentativo di passare Hamilton e ha centrato la McLaren danneggiando l’ala anteriore. Un vero disastro che ha costretto il ferrarista a rientrare ai box (e a fine gara i commissari puniranno entrambi i piloti con 20" di penalità che costano ad Hamilton un unteriore passo indietro in classifica, da 7° ad 8°). Davanti invece Vettel è filato tranquillo verso la vittoria. Due pole e due vittorie su due gare, ce è quanto basta per parlare di dominio. Eppure non sembra affatto un campionato così scontato. Certo, gli avversari devono sbrigarsi già a partire dalla Cina domenica prossima.
Giusto Ferronato© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Starace, finale maledetta
A Casablanca vince Andujar

Il campano - che resta all'asciutto dopo quattro finali - perde 6-1 6-2 contro lo spagnolo, con il quale aveva un record di 5-0 negli scontri diretti. Una vittoria azzurra manca dal 1° ottobre 2006, quando Volandri vinse a Palermo

Potito Starace, numero 47 della classifica mondiale
Potito Starace, numero 47 della classifica mondiale
CASABLANCA (Marocco), 10 aprile 2011 - Potito Starace non ce l'ha fatta. Il campano ha perso in finale a Casablanca (450.000 euro di montepremi su terra battuta) in maniera rovinosa, per 6-1 6-2, contro lo spagnolo Andujar, con cui vantava un 5-0 nei precedenti scorsi diretti. Una vittoria azzurra manca dal 1° ottobre 2006, quando Volandri vinse a Palermo e soprattutto Starace non riesce a spezzare il sortilegio: finisce anche k.o. anche nella quarta finale Atp, dopo le sconfitte a Kitzbuhel e Valencia nel 2007 e a Umago nella scorsa stagione.
Victoria Azarenka. Reuters
Victoria Azarenka. Reuters
Probabilmente, Starace, che aveva disputato sino alla finale un ottimo torneo, ha risentito della fatica accumulata nei due incontri giocati nei quarti e in semifinale in cui aveva battuto in tre lottati set rispettivamente il francese Gilles Simon e il romeno Victor Hanescu. Per il 25enne di Cuenca, invece, era la seconda finale della carriera dopo quella di Bucarest dello scorso anno, dove poi vinse il trofeo.
WTA MARBELLA — La bielorussa Victoria Azarenka ha vinto il Wta di Marbella, battendo in finale in due set (6-3, 6-2) la romena Irina Begu. La Azarenka aveva eliminato ieri in semifinale Sara Errani (6-2, 6-1). A sorpresa, nell'altra semifinale, la Begu aveva superato la russa Svetlana Kuznetsova, per 3-6 7-6 6-4.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 7 aprile 2011

già..................

WEB

Youtube sfida la televisione
Google investe 100 milioni

La piattaforma video verrà riorganizzata per competere con la tv tradizionale, integrando all'interno del sito attuale dei canali tematici con contenuti professionali. Il lancio previsto entro la fine dell'anno di TIZIANO TONIUTTI

ROMA - La strategia di Google per l'attacco alla televisione, oltre che dalla piattaforma Google Tv,  passa anche dalla riorganizzazione di Youtube. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Big G ha deciso di investire 100 milioni di dollari per la creazione di canali tematici su Youtube, progettati per competere con la tv tradizionale su internet. Il lancio dei nuovi canali dovrebbe avvenire entro la fine dell'anno, assieme ad un restyling della homepage, che metterà in evidenza i nuovi contenitori. Per questi spazi verranno realizzati dei contenuti appositi, di livello professionale, senza per questo intaccare lo spirito originale di Youtube, la "televisione degli utenti". Insomma, l'Agcom qualche tempo fa ci aveva visto lungo. Al momento, Mountain View non commenta la notizia, limitandosi a riportare che Youtube ha visto "una crescita straordinaria nel 2010" e "entusiasmo per il futuro". E che ora si lancia nell'avventura della "Connected Tv", l'inevitabile futuro della televisione.

Youtube sul divano. I nuovi canali saranno venti, e copriranno quasi tutto lo scibile dell'intrattenimento televisivo. Serie tv (o web?), film per il web, salotti tv e show tradizionali, ma per ora non si
sa nulla su possibili contenitori di news o approfondimento. Google non è sola in questa opera di stravolgimento della tv, e gli outlook finanziari delle aziende di streaming audiovisivo più importanti come Netflix e Hulu, sono più che positivi. A questo si aggiunga che Youtube è un canale fruibile su qualsiasi piattaforma e non solo televisioni o computer. Console fisse o portatili, smartphone e tablet, per Google e Youtube sono da adesso anche apparecchi televisivi. Una moltitudine di dispositivi che porteranno Youtube ovunque. Nel 2010 il fatturato di Youtube è stato di 544 milioni di dollari, che dovrebbero arrivare a 800 milioni quest'anno.

Senza canone. Secondo il Wsj, l'azienda sosterrà la produzione dei contenuti con la pubblicità, senza chiedere canoni di abbonamento. Una mossa astuta che prende i concorrenti in contropiede e che per la prima volta vede Google nel ruolo produttore ed editore di contenuti. E' una rivoluzione per il gigante del web, che nel giro di qualche anno competerà con i colossi della tv satellitare e tradizionale, e anche quelli della tv on demand. Quella di Google è una spinta verso l'evoluzione della televisione, che inevitabilmente decreterà il trapasso della tv come la conosciamo oggi.

Scenari. La strategia di Mountain View è chiara, nel momento in cui gli apparecchi televisivi si trasformano in veri e propri computer, in grado di connettersi a internet e utilizzare applicazioni. Google ha già in corso contatti con le principali agenzie di artisti di Hollywood e Youtube, che è il terzo sito più visitato al mondo, punta ad una quota di mercato della pubblicità televisiva negli Usa, una torta da 70 miliardi di dollari. Mountain View ha iniziato ad assumere personale per questo progetto.
(07 aprile 2011)

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Alonso e la lotteria Sepang
"Conta essere al posto giusto"

Vigilia di prime prove libere in Malesia, lo spagnolo della Ferrari è pronto: "Qui non conta solo il pacchetto, importanti anche cambi gomme e Safety car". Massa: "Piano a dire che la Red Bull ha già ucciso il campionato"

KUALA LUMPUR (Malesia), 7 aprile 2011 - Ricordate l’intervista di Hamilton al Guardian dopo Melbourne? “Mi vedo nei panni di Senna, con Alonso nelle vesti di Prost”. Oggi, nel pomeriggio malese, sotto il diluvio, è arrivata la risposta divertita del ferrarista, che ha scelto l’ironia per rispondere al rivale: “Mi potrebbe piacere questo dualismo, se vincessi quattro titoli mondiali…”. È un segnale di ottimismo in una Ferrari convinta di poter risalire in fretta posizioni dopo Melbourne, dove (non dimentichiamolo) i due giri veloci in gara sono stati proprio ottenuti da Massa e Alonso.
meteo — Succede tutto alle quattro del pomeriggio malese, più o meno all’ora della fine della gara, mentre su Sepang si scatena il consueto temporale giornaliero, e un tuono per un attimo supera e oscura la voce di Alonso, che se la ride. Ed è un sorriso che vuol dire molte cose, perché puoi lavorare come un matto per due settimane, dopo Melbourne (“e a Maranello lo fanno ventiquattr’ore al giorno”, assicura lo spagnolo della Ferrari), ma poi in un posto così bisognerà essere al posto giusto nel momento giusto. Nel senso che “per vincere conterà non solo il miglior pacchetto aerodinamico”, ma anche un’incredibile serie di fattori, dai cambi gomme all’eventuale ingresso della Safety car.
Fiducia — “Abbiamo lavorato molto dopo Melbourne – spiega Alonso – per fare crescere l’auto. Si è parlato di disastro, ma io sono arrivato quarto e Button, per esempio, sesto. La cosa più importante sarà un buon bilanciamento dell’auto. È importante l’aerodinamica dell’auto”. Alonso ha seguito, come molti altri piloti, un regime alimentare specifico in vista di questo week end, stressante (oltre che per le macchine) anche sul piano fisico, con importanti consumi di liquidi in gara. Il ferrarista si mostra fiducioso anche sulle nuove modifiche regolamentari: “Le abbiamo sperimentate solo per una gara, secondo me funzionano bene, diamo loro il tempo giusto per poterle giudicare, ma sinora mi pare che abbiano dato buon esito”. Una situazione strana, per la 150 Italia, dopo l’Australia: “Avevamo problemi di sottosterzo, ma in certi punti anche di sovrasterzo. Insomma, occorre essere più performanti e veloci. Ma non facciamo paragoni con l’anno scorso: là eravamo partiti forte, poi… Chissà che quest’anno succeda il contrario”.
felipe conferma — Felipe Massa è in crescita, il piazzamento di Melbourne, settimo dopo le squalifiche di Perez e Kobayashi, dà morale, anche alla luce del suo brillante comportamento in gara nei confronti della McLaren di Button: “Penso di poter lottare per un buon risultato, anche se ovviamente non sarà facile”. Imprendibile Vettel? Il brasiliano non ci sta: "È presto per dire che hanno già ucciso questo campionato. Cercheremo di guadagnare qualche posizione e più punti possibili. Qui ho ottenuto due pole in carriera (nel 2007 e nel 2008, n.d.r.), è un circuito che mi piace, servirà una vettura più competitiva per lottare in qualifica con la Red Bull, con un set up più aggressivo. Ci saranno temperature altissime per gli pneumatici, ma mi aspetto di avere lo stesso feeling con le Pirelli già mostrato in occasione dei test invernali”. Domani sapremo se le due settimane dopo Malbourne hanno consentito ai rivali di avvicinare Vettel. Con una premessa: si lavorerà soprattutto sulle ultime modifiche aerodinamiche, in attesa delle qualifiche di sabato.
dal nostro inviato
Filippo Grimaldi© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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GIAPPONE

Scossa di terremoto nel nord-est
Paura tsunami, revocato allarme

Il sisma ha raggiunto i 7,4 Richter. Epicentro vicino a Sendai, già devastata dalla catastrofe dell'11 marzo scorso. "Nessuna anomalia nella centrale di Fukushima". A Tokyo i grattacieli hanno vacillato. Onde anomale sulle costa, popolazione evacuata sulle colline

TOKYO - Una forte scossa di terremoto, che ha raggiunto i 7,4 Richter, ha colpito il nord-est del Giappone. Le autorità hanno diffuso un allarme tsunami. L'epicentro è vicino a Sendai, il punto più colpito nel devastante terremoto dell'11 marzo scorso 1 che aveva raggiunto una magnitudo di 8,8, ed è stato localizzato a largo delle coste di Honshu a 40 chilometri di profondità e a circa 144 chilometri da Fukushima.

L'allarme tsunami, revocato dopo circa un'ora, è stato quantificato dall'agenzia meteorologica giapponese in ondate alte massimo due metri, e le autorità hanno ordinato l'evacuazione della popolazione dalle località costiere invitanto tutti a raggiungere zone collinari. Onde anomale alte un metro hanno raggiunto la costa della prefettura di Miyagi, secondo quanto riferito dall'emittente tv NHK. Ma secondo l'osservatorio per gli tsunami del Pacifico (Pacific Tsunami Warning Center) "non è atteso uno tsunami distruttivo". A ogni buon conto, l'osservatorio giapponese sconsiglia la popolazione che si trova lungo le coste interessate a "ripararsi in un luogo sicuro".

GUARDA IL VIDEO 2

APOCALISSE IN GIAPPONE: LO SPECIALE 3

L'attenzione è naturalmente puntata sulla centrale nucleare di Fukushima. Le autorità hanno subito assicurato che "nessuna anomalia" è stata registrata nell'impianto gravemente danneggiato 4 dal sisma dell'11 marzo e la cui messa in sicurezza 5 è stata la priorità del governo giapponese nelle ultime settimane. La Tepco ha però ordinato l'evacuazione di tutti i tecnici dagli impianti. Anche a Tokyo la scossa, registrata alle 16,32 ora italiana (le 23,32 ora locale), è stata avvertita con forza, i grattacieli hanno vacillato.

Il governo ha diffuso intanto i dati aggiornati del sisma. Sono quasi 28mila le vittime - tra morti e dispersi - del terremoto e del successivo tsunami che un mese fa hanno devastato le coste nordorientali del giappone: l'ultimo bilancio fornito dalla polizia nipponica alle 14 ora italiana parla infatti di 12.690 morti e 14.736 persone che mancano ancora all'appello; gli sfollati sono oltre 177mila.
(07 aprile 2011)

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Migranti, Maroni: “Francia ostile”
Parigi risponde: “No all’ondata dall’Italia” 
 
Berlusconi firma il decreto per la concessione dei permessi di soggiorno temporanei. Bagarre alla Camera durante la relazione del ministro degli Interni: il deputato Zazzera dell'Idv espone il cartello "Maroni assassino". Scontro con il ministro dell'Interno francese: "Respingeremo i migranti anche se hanno visti di Roma". Ue: "Permessi di soggiorno non è permesso automatico di viaggio in area Schengen"
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni
Gli immigrati avranno un permesso di soggiorno temporaneo. Berlusconi ha firmato il decreto dopo le polemiche scoppiate con il governo francese. Da una parte il ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni, dall’altra il suo omologo d’oltralpe Claude Gueant. “Firmeremo il decreto per concedere ai migranti arrivati in Italia il permesso di soggiorno temporaneo. Il documento “consentirà di circolare in tutti i Paesi dell’area Schengen” e, ha spiegato il ministro, “verrà dato a coloro, e sono la stragrande maggioranza, che vogliono andare in Francia ed in altri Paesi”, ha detto Maroni nell’audizione alla Camera. E annunciava: “A questo proposito, domani mattina incontrerò il ministro dell’Interno francese, che ha chiesto di vedermi, per definire un sistema di intervento comune”. La tattica è chiara: da un lato chiudere il rubinetto che dalla Tunisia porta gli immigrati verso l’Europa, dall’altro aprire il tappo dei confini italiani per “svuotare la vasca”, per dirla con Bossi. Il tutto sotto l’occhio vigile degli elettori della Lega che, tra riforme della Giustizia, nucleare e pasticci sull’immigrazione, cominciano a non poterne più della continua e reiterata promessa di federalismo.

Insomma, tutto preparato per funzionare. Invece, il ministro dell’interno francese ha risposto “picche”. Prima ha inviato a tutti i prefetti del paese una circolare in cui ricorda cinque regole molto rigide per l’ingresso in Francia da “un paese terzo” membro dello spazio Schengen. Poi ha dichiarato: “Parigi è assolutamente nel suo diritto di rimandare in Italia i migranti che non possiedano i requisiti chiesti dal governo francese”. In Senato contemporaneamente Maroni bollava l’atteggiamento della Francia come “ostile”.

La circolare inviata questa mattina da Gueant spiega che gli immigrati provenienti da un paese Schengen “possono effettuare in Francia soggiorni che non superino i tre mesi” ma devono rispettare diverse condizioni: essere in possesso “o di un documento di soggiorno valido emesso da uno stato membro dello spazio Schengen e del proprio passaporto”, “o di un’autorizzazione provvisoria di soggiorno valida, emessa da uno stato membro, accompagnata da un documento di viaggio emesso dallo stesso stato membro”. “In ognuna di queste ipotesi, questi titoli di soggiorno e autorizzazioni provvisorie di soggiorno – viene spiegato ai prefetti – sono accettabili soltanto se notificate alla Commissione europea dallo stato che li ha emessi”. Oltre a “un documento di soggiorno valido” e “un documento di viaggio valido riconosciuto dalla Francia”, gli stranieri interessati devono “giustificare di avere risorse sufficienti” e di “non rappresentare con la loro presenza in Francia una minaccia per l’ordine pubblico”. I prefetti sono invitati a “verificare se le cinque condizioni sono tutte soddisfatte. In ogni altro caso, gli stranieri vengono riconsegnati allo stato membro di provenienza”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito l’atteggiamento francese “non particolarmente amichevole”. Ma a Gueant dà ragione la Commissione Ue: “Dare un permesso temporaneo agli immigrati non implica che queste persone abbiano un permesso automatico di viaggiare. Queste persone devono rispettare alcune condizioni”, ha detto il portavoce Marcin Grabiec.

Domani incontro Maroni-Gueant

Quale sia l’esito dello scontro si capirà domani. Il bilaterale tra Roberto Maroni e il collega francese, Claude Gueant, si terrà infatti alle 11 nella sede della Prefettura a Milano.

Mantovano ritira le dimissioni e Gabrielli diventa commissario straordinario
Durante il Consiglio dei ministri di oggi, Silvio Berlusconi ha firmato il decreto per la concessione dei permessi di soggiorno temporaneo agli immigrati. Dalla riunione sono poi uscite due novità: la nomina del capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, a commissario straordinario per l’emergenza immigrati e il ritiro delle dimissioni da sottosegretario all’Interno da parte di Alfredo Mantovano. Che ha quindi raccolto l’appello di Berlusconi, che in una nota diffusa in precedenza aveva fatto sapere di aver chiesto a Mantovano di ritirare le dimissioni: “Gli ho chiesto di entrare nell’Unità di Crisi istituita al Viminale e nella cabina di regia presso la Conferenza unificata. Ho infine sottolineato all’on. Mantovano che gli impegni assunti con lui e con i rappresentanti parlamentari della Puglia, a nome del Governo nei giorni scorsi, troveranno attuazione”. Dopo le rassicurazioni del premier anche il sindaco di Manduria, Paolo Tommasino, ha ritirato le dimissioni che aveva rassegnato il 30 marzo scorso.

Il Cdm ha poi dichiarato uno stato di emergenza per consentire l’adozione delle concordate misure umanitarie nel Nord Africa.

L’accordo tra Italia e Tunisia

Computer e fuoristrada. In cambio della garanzia di avere rimpatri e pattugliamenti da parte delle autorità tunisine. E’ il cuore del ‘Processo verbale’ siglato due giorni fa a Tunisi fra i due ministri dell’Interno Roberto Maroni e Habib Hessid, anticipato dal Corriere della Sera.
Nell’accordo si prevedono “28 fuoristrada giapponesi e 14 motori Caterpillar per motovedette” da consegnare entro due giorni. E da inviare entro dieci giorni “20 postazioni pc fisse con tastiera in arabo, 20 postazioni pc analogici fissi, 20 metal detector portatili destinati alla circolazione transfrontaliera”.
Nel testo si specifica poi che per chi arriverà dopo la firma dell’accordo “la verifica della cittadinanza tunisina sarà realizzata nel luogo di arrivo in Italia, sulla base di procedure semplificate” e che la “riammissione dovrà in ogni circostanza realizzarsi alla presenza del’autorità consolare tunisina e nel rispetto dei diritti dell’uomo e della dignità umana”.
In primis, comunque, bisognerà rafforzare “la cooperazione fra le forze di sicurezza dei due Paesi al fine di prevenire l’attraversamento illegale delle frontiere” e si specifica, all’articolo 4, che “Italia e Tunisia procederanno alla designazione reciproca di punti di contatto per scambiare in tempo reale ogni utile informazione operativa”. Il nostro Paese, poi, contribuirà all’addestramento delle forze di polizia locali.
Prevedendo altri sbarchi, infine, Maroni, sempre secondo il quotidiano di via Solferino, avrebbe anche proposto la nomina del Capo della protezione civile, Franco Gabrielli, come nuovo commissario per l’emergenza che si occupi di tutta Italia. Nomina che potrebbe arrivare al prossimo Consiglio dei ministri.

Le polemiche alla Camera
Dopo il pienone di ieri sera per le votazioni sul processo breve, la Camera è semivuota in occasione dell’informativa del ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla crisi dell’immigrazione. Accanto al ministro Brunetta e Calderoli. L’opposizione schiera, oltre a diversi deputati, i suoi leader: nell’emiciclo ci sono Bersani (Pd), Di Pietro (Idv) e Casini (Udc). Più vistosi, invece, i vuoti nei banchi della maggioranza ma anche in quelli di Fli. Assenze dovute forse dall’ora tarda in cui la seduta notturna di ieri si è conclusa. E nell’aula semi vuota, al termine dell’intervento di Maroni, Pierfelice Zazzera dell’Idv ha esposto nell’Aula della Camera un cartello con la scritta “Maroni assassino”. Il cartello gli è stato strappato dalle mani da Giancarlo Giorgetti della Lega. Il gesto è stato condannato dal leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro che si è subito scusato con Maroni.

In tarda mattinata arrivano anche le scuse dello stesso Zazzera: ”Ho superato il limite e per questo chiedo scusa. Ci tengo a precisare, però, che il mio gesto non voleva essere un attacco personale al ministro Maroni, ma una provocazione e denuncia politica per quanto sta accadendo con i migranti”, ha detto il deputato dell’Idv. “I 250 morti di ieri, tra cui molti bambini, mi hanno turbato profondamente. Quanto sta accadendo in Puglia dimostra l’assenza delle istituzioni e il disagio della popolazione pugliese che si è trovata sola a gestire l’emergenza. Ritiro, dunque, anche se tardivamente, quel cartello, ma resta la denuncia politica”, ha concluso Zazzera.

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Rossi, a Jerez prove di futuro
Venerdì test con la Ducati 2012

Il pesarese torna sulla pista andalusa per svezzare la Desmosedici GP12 per la prossima stagione, con il motore da 1.000 cmc. Sabato sarà la volta del compagno Hayden

Valentino Rossi, 32 anni, in gara a Jerez, doce ha chiuso 5°. Afp
Jerez (Spagna), 7 aprile 2011 - Valentino Rossi torna subito a Jerez, il luogo del "delitto", l'incidente di gara che nel GP di domenica ha messo fuori Casey Stoner per una scivolata alla prima curva. L'occhiata però, non sarà rivolta indietro, ma al futuro: il pesarese e Nicky Hayden, infatti, sulla pista andalusa proveranno la nuova Ducati GP012.
indicazioni utili — Dopo avere effettuato il primo "shake-down" a Jerez de la Frontera con esiti positivi, i collaudatori Franco Battaini e Vittoriano Guareschi, infatti, lasceranno venerdì la Ducati Desmosedici GP12 al pesarese. In questo modo Rossi potrà subito dare delle preziose indicazioni al reparto tecnico, per proseguire e impostare al meglio lo sviluppo della moto per la prossima stagione, che ha - come da rinnovato regolemento - il nuovo motore da 1000 cmc. Sabato, invece, sarà la volta del compagno di squadra, Nicky Hayden, in arrivo dalla Germania dove era impegnato in attività promozionali. Una struttura apposita di ingegneri e meccanici del team ufficiale si occuperà di seguire i due piloti, con il direttore tecnico Filippo Preziosi a dirigere come sempre le operazioni. In parallelo, procederà a pieno ritmo lo sviluppo della GP11, la moto di questa stagione, come da programma, con il test team e Battaini.
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martedì 5 aprile 2011

già......

Ruby, dall’aula sì a conflitto attribuzione
In piazza il Democrazia day 

La Camera dice sì al conflitto di attribuzione con 12 voti di scarto. L’aula ha così approvato la proposta avanzata dalla maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sul caso Ruby. Intanto fuori da Montecitorio va in scena il Democrazia Day, iniziativa promossa dal Popolo viola, insieme a diversi partiti e associazioni.

16.42 Verdini: “Siamo cresciuti, raggiunta quota 323″


“La maggioranza è cresciuta e salirà ancora. Siamo in continua crescita”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini commenta così il voto in Aula a Montecitorio sul conflitto di attribuzione in merito al processo Ruby. Dai calcoli fatti dal Pdl, infatti, al partito risulta che la maggioranza si attesta oggi a quota 323, compresi gli assenti durante il voto di oggi. Hanno votato con la maggioranza i due esponenti dei LibDem, Melchiorre e Tanoni. Quanto alle assenze nelle fila della maggioranza, oltre a quella di Silvio Berlusconi, risultano, tra le altre, quella del ministro Roberto Maroni, in missione in Tunisia, e dei deputati Angeli, Palumbo e Bonciani.

16.41 Lib Dem hanno votato con la maggioranza


I deputati Daniela Melchiorre, Italo Tanoni e Aurelio Misiti, hanno votato insieme alla maggioranza a favore del conflitto di attribuzione in aula alla Camera.

16.40 Granata: “Parlamento ostaggio dei problemi del premier”


“Il Parlamento è in ostaggio dei problemi giudiziari del premier. Ma le bandiere di Fli in piazza in segno di protesta e impegno civile sono un importante segnale di vita”.  Fabio Granata commenta così il voto di oggi sul conflitto di attribuzioni per il caso Ruby. ”Torniamo così allo spirito antagonista alla deriva di illegalità che tiene bloccata l’Italia e costruiamo l’alternativa al Pdl e a questa maggioranza”.

16.38 Bossi: “12 voti di differenza? Bastano”


“Bastano”‘. Questa la risposta del ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ai giornalisti che a Montecitorio gli domandavano un commento sullo scarto di soli 12 voti sul conflitto di attribuzioni sul caso Ruby.

16.11 Franceschini: “Berlusconi 330 deputati se li sogna la notte, oggi altra pagina vergognosa”


” “Mi pare che questa sia un’altra pagina davvero vergognosa”, ha detto Dario Franceschini, capogruppo del Pd riferendosi al conflitto di attribuzione sul caso Ruby, passato nell’aula della Camera per 12 voti di differenza tra il voto di maggioranza (314) contro quello delle opposizioni (302). “I 330 Berlusconi se li è sognati di notte. Sono arrivati a 314 e quindi i 330 sono un miraggio del premier che come tutti i miraggi si allontana”.

16.05 Conflitto di attribuzione votato con 314 sì e 302 no


L’aula della Camera ha approvato il conflitto di attribuzione per 314 voti a favore e 302 voti contrari.

16.02 Santanché esce da Montecitorio, i manifestanti intonano l’inno di Mameli


L’inno di Mameli scatta alla comparsa a piazza Montecitorio di Daniela Santanché. Le manifestanti presenti sulla piazza hanno prima invitato l’esponente Pdl “a parlare con le donne per capire che significa essere donna” e poi hanno intonato l’inno di Mameli. La Santanché, fermandosi a commentare con i cronisti ha detto: “Non è vero che il governo è fermo. Noi siamo impegnati sull’immigrazione, su Lampedusa che, come possono vedere tutti, e’ ormai svuotata. Tra le tante cose che il governo deve fare c’e’ la riforma della giustizia di cui il Paese ha bisogno”.

16.00 Banchi del governo pieni: La Russa e Meloni trovano posto tra i deputati


Banchi del governo al gran completo nell’Aula della Camera per la votazione sul conflitto di attribuzioni sul caso Ruby. In Aula c’erano praticamente tutti i ministri, assente il presidente del Consiglio: alla poltrona da lui usualmente occupata c’era il ministro Michela Vittoria Brambilla, tra i ministri Umberto Bossi e Franco Frattini. I banchi erano talmente pieni di ministri e sottosegretari che i ministri La Russa e Meloni non hanno trovato posto ed hanno dovuto accomodarsi ai banchi da deputato.

15.42 – Castagnetti: “Ad Arcore di tutto fuorché interesse di Stato”


“Non è vero che Silvio Berlusconi abbia agito nell’interesse dello Stato, quando organizzava le serate di Arcore dove c’era di tutto e di più, tranne l’interesse dello Stato”. E’ Pier Luigi Castagnetti, presidente della Giunta per le autorizzazioni alla Camera, a chiarirlo intervenendo a nome del Pd nel dibattito alla Camera sul conflitto d’attribuzioni sul caso Ruby. Per questi motivi, sottolinea, “non può configurarsi dunque alcun conflitto di attribuzione” mentre Castagnetti lamenta “violenza alle istituzioni” e “la volontà di creare un incidente per realizzare uno stato di conflitto permanente tra le istituzioni”.

15.40 – Berlusconi: “Contro di me in atto brigatismo giudiziario”


“Contro di me è in atto un verobrigatismo giudiziario”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della riunione con i capigruppo della maggioranza, commentando la pubblicazione delle intercettazioni a suo carico contenute negli atti di accusa dei pm nel processo Ruby.

15.40 – Consolo: “Votiamo contro”


”Fli alla luce delle norme della Costituzione ritiene la Camera di appartenenza l’unico giudice naturale precostituito per legge e insussistenti i presupposti per sollevare un conflitto di attribuzioni: per questo annuncia il voto contrario”. E’ la dichiarazione del deputato Vincenzo Consolo intervenuto alla Camera per Fli prima del voto sul conflitto di attribuzioni sul caso Ruby. “Noi di Fli, – ha aggiunto – prescindendo dalla gravità e dalla fondatezza dei reati contestati a Berlusconi e senza volere entrare nel merito, concentriamo l’attenzione sul diritto”.

15.31 – Moffa: “Sì a conflitto, per difendere parlamento”


”Iniziativa Responsabile ritiene fondata la richiesta della maggioranza di sollevare il conflitto di attribuzioni per dirimere una delicata e complessa questione. Abbiamo il dovere di farlo nell’interesse del Parlamento. L’opposizione non riesce a liberarsi di un antiberlusconismo di maniera agitando un gretto moralismo che niente ha a che fare con la moralita”. Lo ha detto Silvano Moffa di Iniziativa responsabile intervenendo in aula. “I giudici di Milano – ha spiegato Moffa – hanno disatteso la decisione della Camera: a questo punto possiamo accettare passivamente che il nostro deliberato sia considerato nullo da altro potere dello Stato o reagire alla rottura della leale collaborazione tra i poteri”.

15.24 – Di Pietro: “Basta con gli abusi di funzioni”


“Denunciamo ancora una volta l’abuso delle funzioni che in questo Parlamento il governo sta portando avanti. I parlamentari utilizzano le loro funzioni per assicurare l’impunita’ a chi li ha mandati in Parlamento. Ormai nelle camere c’e’ chi chiede di conseguire l’impunita’ e chi, in cambio di una poltrona, si fa complice di questa situazione”. Lo ha detto il presidente dell’IdV, Antonio Di Pietro, tanto in Aula quanto partecipando al presidio permanente contro i ddl del governo sulla giustizia, organizzato a piazza Montecitorio in concomitanza con il voto sul caso Ruby.

15.00 – Comincia il Democrazia Day


Dietro le transenne cominciano ad assieparsi i manifestanti, controllati dai Carabinieri, che sono dislocati anche lungo il perimetro della piazza di fronte all’accesso principale della Camera. Mercoledì scorso l’apparato di sicurezza venne messo sotto accusa dall’opposizione, che non mancò di sottolineare il fatto che, malgrado il Pd e il Popolo Viola avessero annunciato già dalla mattina la convocazione di un presidio di protesa davanti a Montecitorio, ai manifestanti venne inspiegabilmente concesso di avanzare fino a pochi passi dal portone della Camera. Governo e maggioranza, attaccarono sia il Pd sia i manifestanti del Popolo Viola, accusandoli di aver deliberatamente cercato lo scontro. Oggi, quindi, l’apparato di sicurezza è stato rinforzato anche se per ora tutto è calmo. Dalle 20 in poi, l’iniziativa alla quale hanno aderito Articolo 21 e Libertà e Giustizia, Move On Italiano, Antonio Di Pietro e l’Idv, oltre a diversi parlamentari Pd e Fli, si trasferirà in piazza Sant’Apostoli dove parleranno rappresentati della società civile, dei partiti, del mondo delle associazioni. Sul palco saliranno anche Di Pietro, Rosy Bindi e Fabio Granata. Molti gli artisti e i rappresentanti del mondo della cultura che presenzieranno alla ‘Notte bianca per la democrazià: Giobbe Covatta, Moni Ovadia, Giuliano Montaldo, Dario Vergassola, Massimo Ghini e la Tavola della Pace. Il Pd ha deciso invece di organizzare una propria manifestazione al Pantheon, a partire dalle ore 18, alla quale parteciperà il segretario Pier Luigi Bersani.

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Jerez, commissari pro-Rossi?
VIDEO di As smentisce Stoner

L'australiano aveva accusato gli addetti di pista di aver aiutato solo Rossi dopo l'incidente di gara con l'italiano: ma gli spagnoli hanno pubblicato sul loro sito un filmato che dimostra come abbiano tentato di spingere e far ripartire anche lui

Il video che mostra i commissari che aiutano Stoner
Il video che mostra i commissari che aiutano Stoner
JEREZ (Spagna), 5 aprile 2011 - Casey Stoner era realmente infuriato. Così infuriato da non accorgersi che i commissari di pista hanno cercato di spingere anche lui dopo che Valentino Rossi, sbagliando, era scivolato portandoselo con sé sull'asfalto mentre erano all'inseguimento di Marco Simoncelli per il primo posto nel GP di Spagna. Lo dimostra un video che gli spagnoli di As hanno pubblicato sul loro sito. Le immagini, girate a bordo pista, testimoniano come appena dopo l'incidente ci sia un tentativo di aiutare sia Rossi, sia Stoner, con l'australiano più sfortunato dell'italiano che è riuscito a ripartire e poi a chiudere quinto mentre la Honda è rimasta ammutolita a bordo pista.
accuse — Nel dopo gara l'australiano aveva lanciato accuse a Valentino, questa però è un'altra storia, ma anche agli addetti di pista, colpevoli, a suo dire, di aver aiutato a ripartire solo il campione di Tavullia: "Ci mancava che per poco chiedessero l'autografo a Rossi" ha pure aggiunto stizzito. In realtà le immagini di As raccontano di un'altra verità: l'unica sfortuna di Casey, oltre alla caduta, è stata quella che il motore della sua Honda si è spento, rendendo vano l'aiuto dei commissari. Che alla stampa non hanno voluto replicare all'iridato 2007 dicendo di avere la coscienza pulita e di comprendere bene la sua rabbia visto che è stato buttato a terra senza colpe.
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Ozono, a marzo buco record
Colpa di clima e inquinanti

Allarmanti rilevamenti dell'Agenzia spaziale europea: lo strato che ci protegge dai raggi ultravioletti mai così sottile dal 1997. L'Organizzazione mondiale meteorologica denuncia il persistere nell'atmosfera delle sostanze chimiche novice

Guai ad abbassare la guardia nella lotta contro il buco nell'ozono. Gli ultimi rilevamenti satellitari indicano a marzo "una diminuzione record dei livelli di ozono sul settore euro-atlantico dell'emisfero nord" del Pianeta. Detto in altri termini, si è avuta quella che l'Esa, l'agenzia spaziale europea 1, definisce una "perdita record di ozono sull'Artico" con livelli scesi ai minimi dal 1997. Come è noto questo gas costituisce uno strato in grado di proteggere gli organismi viventi dalle radiazioni ultraviolette nocive del sole ma l'utilizzo di una serie di sostanze chimiche, e in particolare i clorofluorocarburi, negli anni passati ne ha assottigliato fortemente la consistenza. Grazie alla messa al bando di queste sostanze decisa con il Protocollo di Montreal del 1987, il buco nel corso degli anni si è andato gradualmente riducendo, fino all'imprevista frenata delle scorse settimane.     

Le interpretazioni sui motivi della controtendenza sono però almeno in parte divergenti. Secondo l'Esa la colpa è di "insoliti forti venti, conosciuti come 'vortici polari'". Sarebbero questi vortici ad aver determinato la perdita record di ozono. Praticamente, spiega l'Esa, al Polo Nord "si sono create condizioni simili a quelle che si determinano ogni inverno al Polo Sud". Le temperature della stratosfera nel circolo polare artico cambiano di inverno in inverno, ma "l'anno scorso temperature e quantità di ozono sopra l'Artico sono state piuttosto elevate", come non accadeva dal 1997.

Adesso gli scienziati sono al lavoro per cercare di capire perché gli inverni di questi due anni sono stati così caldi e "se questi eventi casuali sono statisticamente collegati ai cambiamenti climatici globali". Il danno potrebbe non essere però irreparabile. Secondo Mark Weber, dell'università di Brema, "molti studi mostrano come la circolazione" delle correnti nella stratosfera nell'emisfero nord "in futuro potrà aumentare e, di conseguenza, molto più ozono potrà essere trasportato dai tropici a latitudini più elevate e ridurne la perdita". Nel frattempo, però, "nei decenni a venire continueranno ad esserci forti perdite chimiche di ozono nel corso di inverni artici eccezionali".

Diversa l'intepretazione dei dati dell'Omm, l'Oorganizzazione mondiale meteorologica. La distruzione, per l'agenzia scientifica che fa capo alle Nazioni Unite, è dovuta alla persistenza nell'atmosfera di sostanze nocive e ad un inverno molto freddo nella stratosfera. "Se l'area priva di ozono si muove via dal Polo verso latitudini più basse c'è da temere una maggiore radiazione ultravioletta nel corso della prossima stagione", avverte l'Omm. I pericoli sono legati soprattutto a maggiore incidenza di tumori nella pelle e guasti al sistema immunitario. Le zone più a rischio sono Canada, Russia e Alaska.
(05 aprile 2011)

lunedì 4 aprile 2011

yesssss......

I trent'anni dell'Osborne-1
Antenato di netbook e iPad

Nell'aprile 1981 veniva presentato il primo computer "trasportabile" commerciale. Pesava undici chili e aveva uno schermo da 5 pollici. Nonostante il successo, venne oscurato dalla concorrenza. Ma aprì la strada a un mercato ancora in evoluzione di CLAUDIO GERINO

A GUARDARLO adesso può far sorridere: anche il più scarso degli smartphone è più potente, ma 30 anni fa era un'innovazione che avrebbe cambiato il modo di usare il computer. E' l'Osborne-1, il primo modello veramente commerciale di pc portatile, le cui vendite cominciarono appunto nell'aprile del 1981 - tre mesi in anticipo rispetto al primo personal computer, da tavolo, dell'Ibm -, segnando l'inizio di un'era culminata in questi ultimi anni con l'introduzione dei tablet, e che domani potrebbe dar vita persino a pc 'arrotolabili'. Osborne-1 fu presentato alla West Coast Computer Fair di San Francisco al costo abbastanza impegnativo di 1.795 dollari.

Anche se si trattava di un portatile (in realtà apparteneva alla categoria dei 'trasportabili') l'Osborne-1 richiedeva al suo fortunato possessore una certa forza fisica perchè pesava ben undici chili. Un tablet di oggi al massimo arriva a 6-800 grammi e un laptop a non più di 2-3 kg. Aveva una capacità di memoria Ram di 64 Kbyte, utilizzava il sistema operativo CP/M, il predecessore di PC-Dos e MS-Dos, e come software, Wordstar e SuperCalc, entrambi entrati poi nella storia dell'informatica.

Nonostante lo schermo da appena 5 pollici (13 cm), ebbe comunque successo, testimoniato da vendite per circa 250 milioni di dollari, tra il 1981 e il 1983. Tra l'altro il computer è diventato famoso anche per l'"Effetto Osborne": l'annuncio prematuro del suo successore, più potente e meno costoso, provocò infatti un calo drastico delle
vendite, contribuendo a portare al fallimento l'azienda, nel 1983. Un errore che ha fatto scuola nell'industria informatica.

L'Osborne-1 fu subito ampiamente imitato e quindi rimpiazzato da altri modelli molto più avanzati prodotti dalla concorrenza. Cinque anni dopo l'Ibm lanciò il suo 'Convertible', che pesava la metà e aveva uno schermo Lcd molto più grande, oltre a 'ben' 512 Kbyte di memoria Ram. In seguito il computer portatile continuò a perdere peso mentre contemporaneamente crescevano le dimensioni dello schermo, che dal 1991 divenne standard a colori.

Intorno al Duemila sono cominciati ad arrivare i 'desktop replacement', pc portatili con uno schermo ampio, in grado di fornire prestazioni uguali a quelli da tavolo. In seguito c'è stato anche il 'sorpasso' e i portatili hanno superato le vendite dei pc da tavolo. La corsa alla miniaturizzazione non si è però mai interrotta: prima sono arrivati i subnotebook (dal peso tra 800 grammi e 2 Kg) e, a metà del decennio scorso, i netbook (tra 800 e 1,2 Kg). Questi ultimi hanno trainato il mercato informatico fino all'arrivo dell'iPad, un anno fa.

La tavoletta dell'Apple ha rivitalizzato un segmento di mercato che languiva da anni, quello dei tablet. Un successo, trainato ulteriormente dall'iPad 2, che però è andato a scapito dei pc, soprattutto portatili, le cui vendite sono adesso in flessione. Tanto che gli analisti cominciano a parlare di un "mondo post-pc". Ma i pc tradizionali hanno ancora in serbo delle sorprese, come il 'Rolltop', della tedesca Orkin design. "Il Rolltop - spiega il sito della compagnia - è un computer completamente arrotolabile, come un tappetino da yoga, che può essere srotolato e usato sia come vero e proprio laptop che come schermo".
(04 aprile 2011)
 
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Caldo e pioggia: ecco Sepang
Pirelli: "Pista da 3-4 pit stop"

Domenica il secondo appuntamento stagionale in Malesia, tracciato temibile per il calore nell'aria e sull'asfalto oltre alla variabilità meteo. Hembery: "Il degrado delle gomme sarà maggiore". Vettel: "È la prima vera pista". Webber: "I dati ci dicono che andremo bene"

La partenza del GP dello scorso anno. Archivio
La partenza del GP dello scorso anno. Archivio
SEPANG (Malesia), 4 aprile 2011 - Dal quasi cittadino Albert Park al bollente e velocissimo tracciato di Sepang. La F.1 si trasferisce in Malesia per un atteso secondo appuntamento stagionale che chiarirà meglio i rapporti di forza mostrati dal primo evento australiano. A Melbourne hanno brillato Red Bull, McLaren e Renault ma si è corso in condizioni meteo relativamente buone. Ora ci si sposta su un asfalto che è particolarmente critico per le coperture e che potrebbe anche regalare condizioni di bagnato estremo, visti i frequenti acquazzoni simili a monsoni. Si preannuncia dunque un bel test per la Pirelli, fresca di rientro (con tanti complimenti) nel Circus iridato.
cambi — "Se per l'Australia avevamo previsto dai due ai tre pit stop, in Malesia è molto probabile che avremo dai tre ai quattro cambi gomma" ha detto il responsabile Paul Hembery. Sono previste temperature che si aggirano attorno ai 35 gradi per un tasso di umidità dell'80%. "Siamo molto soddisfatti del nostro debutto in Australia, ma la Malesia sarà una sfida molto diversa per via delle alte temperature che incontreremo, temperature che si traducono in un maggiore degrado della gomma" prosegue Hembery. In Malesia la Pirelli porterà le mescole dura e morbida.
ottimismo red bull — Molto attesa la prestazione della Red Bull, autentica dominatrice della prima prova australiana. Sebastian Vettel è ottimista: "Sepang è la prima vera pista del campionato - ha detto il campione del mondo in carica - fa caldo e piove ogni giorno. Ma la domanda da farsi è: quando e quanto? Sarà un test insidioso". Che però in casa Red Bull sembrino più che pronti lo conferma Webber, lo scorso anno secondo dietro al compagno di squadra: "Abbiamo raccolto tanti dati e ci aspettiamo che la nostra monoposto vada bene in Malesia. Sepang è un tracciato sensazionale, le gare sono sempre interessanti sopratutto per il meteo. Il GP è una grande sfida per i piloti anche per la temperature. In ogni caso sarà una gara interessante, con l'ala posteriore da usare sui lunghi rettlinei".
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Caso Favata, Paolo Berlusconi pensa al patteggiamento su intercettazioni trafugate
La linea difenisva del fratello del premier sembra segnata. E così se a Roma i berluscones brigano per assicurare a B. l'impunità, a Milano si mette il silenziatore a un'indagine che potrebbe creare non pochi imbarazzi al Cavaliere
Il governo accelera sul bavaglio. Raccoglie la proposta del deputato Maurizio Bianconi e rilancia: le intercettazioni non saranno più fonte di prova e potranno essere utilizzate solo a scopo investigativo. E dunque, blindatura assoluta. Niente pubblicazione sulle informative della polizia giudiziaria. E così nemmeno a pensarci a scriverle sui giornali. Ma, come sempre, il cortocircuito attende dietro l’angolo. E se a Roma i berluscones brigano per assicurare l’impunità a Silvio Berlusconi, a Milano il fratello Paolo pensa seriamente a patteggiare la pena per l’inchiesta sul caso Favata e la famosa intercettazione Fassino-Consorte (“Abbiamo una banca”), agli atti dell’indagine sulla scalata a Bnl da parte di Unipol. I difensori di Paolo Berlusconi, a quanto scrive l’Ansa, nei giorni scorsi hanno preso contatti con la procura. I contatti, rivelano fonti legali vicine all’inchiesta, sarebbero avvenuti in vista dell’udienza preliminare che si aprirà il prossimo 8 aprile davanti al gup Stefania Donadeo. Naturalmente, il patteggiamento non è di per sé un’ammissione di colpevolezza. Ma certo la storia suona antipatica. Perché se da un lato, il governo vuole vietare la pubblicazione dei brogliacci, dall’altro c’è una vicenda che racconta di come le intercettazioni siano state utilizzate, in maniera fraudolenta, sul Giornale della famiglia Berlusconi.

Le indagini della procura di Milano sono state chiuse il 25 ottobre scorso. E oltre a Paolo Berlusconi, sono tre le persone indagate. Tra queste l’ex titolare della Research Control System, Roberto Raffaelli e l’imprenditore Fabrizio Favata. In particolare, Paolo Berlusconi, come si legge nell’avviso di conclusioni indagini firmato dal pm Maurizio Romanelli, è indagato non solo per ricettazione e millantato credito ma anche per concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d’ufficio, in ”qualità” di editore del quotidiano il Giornale che il 31 dicembre 2005 pubblicò la conversazione intercettata tra Fassino e Consorte nonostante fosse coperta ancora da segreto istruttorio. Di più: secondo la ricostruzione dei pm, la rivelazione del segreto, sarebbe avvenuta in favore di ”Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio in carica”. Per alcuni mesi anche il premier è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio. Il 16 dicembre, però la procura, ne chiede l’archiviazione. Non solo. Nell’avviso di conclusione delle indagini il premier risulta parte lesa per il tentativo di estorsione messo in atto dall’imprenditore Fabrizio Favata, che ”mediante contatti telefonici e personali con l’avvocato Niccolò Ghedini”’ e con un collaboratore del suo studio, aveva minacciato ”di denunciare all’Autorità Giudiziaria” o ”di riferire a testate giornalistiche” la vicenda del “passaggio di mano” del nastro, in cambio di denaro.

Il patteggiamento ventilato da Berlusconi apre anche ulteriori scenari. Questa scelta processuale, infatti, ha l’oggettivo vantaggio di metter la parola fine a un procedimento che se andasse per le vie ordinarie potrebbe imbarazzare e non poco il Cavaliere.

domenica 3 aprile 2011

già.......

IL CASO

"Meno tasse o ce ne andiamo"
Twitter contro San Francisco

Il social network chiede incentivi fiscali al comune californiano: "Altrimenti ci spostiamo nella South Bay". E altre start-up di internet si uniscono alla rivolta. Il sindaco pronto a cedere: "Ma aiutateci a riqualificare i distretti malfamati" di PAOLO PONTONIERE

SAN FRANCISCO - "Niente tasse sui redditi o ce ne andiamo". E' il messaggio fatto recapitare da Twitter al consiglio comunale di San Francisco. Mentre il mondo saluta il ritorno del fondatore Jack Dorsey alla guida dell'azienda, la ribellione di Twitter esplode come una bomba nella Silicon Vallery californiana. Una bella gatta da pelare per Frisco, mentre le città limitrofe (San Mateo, Burlingame, Foster City, Redwood City) già si fregano le mani. Anche perché l'emigrazione verso le soleggiate sponde della "South Bay" non coinvolgerebbe solo Twitter, che tutto sommato di impiegati ne ha ben pochi - in tutto non piu di un paio di centinaia - ma di tutte le nuove startup che prima della Grande Recessione avevano abbandonato Silicon Valley a favore degli affitti più a buon mercato della città di Lawrence Ferlinghetti, di North Beach e della crooked street. E sì, perché ispirati da Twitter gli altri giganti emergenti del social networking a sfondo commerciale come Yelp e Zynga - per citarne solo un paio - hanno anche loro minacciato immediatemente di abbandonare la città se non otterranno adeguati vantaggi fiscali.

Per evitare la dipartita di Twitter, il comune di San Francisco aveva inizialmente ceduto esprimendo la disponibilità a considerare la richiesta delle internet company. Poi, incalzato da altre aziende, aveva ritrattato la sua dichiarazione e s'era detto disposto ad eliminare se non la tassa sui salari - la pay-roll tax - almeno quella sui dividendi annuali, un balzello dell'1,5 per cento e che nel caso di Yelp per esempio supera I 10 milioni di dollari l'anno. La proposta, formulata in tutta fretta dal verde Ross Mirikami - rappresentante dell'anima ecologista e anti-commercialista della città - dovrebbe essere approvata in questi giorni. Ma malgrado abbia ricevuto il plauso di tutte le parti coinvolte, non ha fatto altro che aggravare il problema. Adesso a volere il taglio sono tutte le aziende con sede in città, non solo quelle della "new economy".

Uno sviluppo del tutto inaspettato che ha riproposto con forza il problema del costi che le aziende sono costrette a sostenere per fare affari in California e in particolare dell'atteggiamento spesso ritenuto anti-business adottato dagli amministratori di Frisco. Di recente, ad esempio, il comune californiano aveva imposto alle compagnie di telecomunicazione di rivelare al pubblico il livello di radiazioni emesse dai loro apparecchi telefonici. La diatriba è finita in tribunale e così l'ultima parola sull'argomento spetterà probabilmente alla Corte Costituzionale dello stato.

"Dobbiamo creare soluzioni di lungo periodo che favoriscano la permanenza in città di grandi compagnie", ha dichiarato Mark Farrel, un'altro assessore, che col sindaco pro-tempore della città, l'asiatico David Chu, propone invece di eliminare per sei anni sia le tasse sui salari che quelle sui dividendi. Ma con una condizione: che le ditte che ricevono l'esenzione fiscale si impegnino a ricollocarsi in un'altra zona della città, il Tenderloin District. Situato a ridosso dei grandi alberghi cittadini e del distretto finanziario, il Tenderloin è la parte più malfamata di San Francisco. Le decine di milioni di dollari che ditte come Zynga e Second Life spendono ogni anno in città potrebbero servire a risanare finalmente una delle maggiori piaghe urbane della città. Una delle ultime vestigia del Grande Terremoto dell'inizo del Novecento e della quale Frisco farebbe volentieri a meno.
(02 aprile 2011)

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Stoner: "Molto soddisfatto"
Rossi: "Frenato dalla caduta"

L'australiano in pole: "Un buon lavoro, in gara posso andare lontano". Il pesarese: "Avevo un buon passo, purtroppo ho rovinato la moto con cui mi trovavo meglio, ma in gara posso crescere". Lorenzo: "Non lontani dalle Honda"

JEREZ (Spa), 2 aprile 2011 - Una pole position che lo mette di buon umore. Casey Stoner è stato il più veloce nelle qualifiche MotoGP del GP di Spagna di Jerez, con una Honda che lo soddisfa. "È una delle poche volte in cui mi sento soddisfatto globalmente del lavoro fatto - ha detto l'australiano dopo le qualifiche -. Tutto è a posto, abbiamo avuto in ogni turno sempre un miglioramento, anche con la gomma morbida quando ho realizzato il tempo. Se non farò errori domani potrò andare lontano”.
lorenzo — Lorenzo è terzo, con un passo in crescita. “Adesso la moto va meglio in staccata - ha detto il campione del mondo in carica - ed era il punto dove faticavamo. Abbiamo un passo per non essere molto lontani dalle Honda, speriamo di essere lì fino alla fine”.
Valentino Rossi, 32 anni, 9 titoli mondiali. LaPresse
Valentino Rossi, 32 anni, 9 titoli mondiali. LaPresse
rossi — Valentino Rossi ha compromesso le qualifiche con una scivolata dopo una dozzina di minuti che ha messo fuori uso la sua Ducati preferita. "La caduta ci ha rovinato i piani - ha detto il pesarese -. La cosa positiva è che non mi sono fatto male quando sono scivolato, ma ho rovinato la prima moto, quella che preferivo. Stavo andando bene e anche se non avevo il ritmo di Pedrosa e Lorenzo, non ero lontano, potevo fare 1'40"1, ma purtroppo la moto si è un po' rovinata e l'altra era diversa perché stiamo facendo dei test cercando il setting ideale. Ho cercato di spingere, ma davanti non la sentivo bene e non volevo rischiare di fare un altro danno". Per la gara Valentino spera di fare meglio. "Per la gara, però, la prima moto c'è e penso di poter tenere un buon ritmo, ma dovrò partire dalla quarta fila. Jerez è una pista che mi piace, mi diverto. La spalla? Mi manca ancora un po' di forza, ma non ne perdo tanta come in Qatar. Vedremo".
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Vendola: «Ecco le contraddizioni
della gestione leghista»

vendola spiega 304
«A Manduria sta saltando la tendopoli, è priva di governo, stanno esplodendo tutte le contraddizioni legate alla natura ambigua di un luogo nato come un ibrido tra il contenimento forzoso e l’accoglienza».

Nichi Vendola risponde al telefono da Manduria, proprio mentre i migranti stanno fuggendo dalle tende. Il governatore ha appena concluso una manifestazione nella cittadina salentina.


Per cosa manifestava?

«Per ringraziare una cittadinanza che ha dato ancora una volta una prova di solidarietà e dignità: qui le famiglie hanno aperto le loro porte per consentire una doccia a ragazzi che non potevano lavarsi da 4 giorni».

Perchè la tendopoli è saltata?

«Il problema è la distinzione tra profughi e clandestini che sta alla base della furia ideologica con cui la Lega, e il ministro Maroni, stanno gestendo questa emergenza. È il loro celodurismo che ha prodotto prima il disastro di Lampedusa e ora quello di Manduria. E pensare che siamo solo a poche migliaia di arrivi, mica come quando saltò l’Albania e vedemmo un intero popolo approdare sulle nostre coste».