martedì 5 luglio 2011

sempre peggio.....

Norma pro Berlusconi nella manovra
Il governo blocca il Lodo Mondadori
Sospesa in appello l'esecuzione delle condanne civile che superano i 10 milioni di euro e stop in Cassazione per quelle che vanno oltre 20 milioni di euro in cambio di "idonea cauzione": ecco il 'codicillo' inserito nella manovra per salvare il Cavaliere dalla sentenza sulla "guerra di Segrate". Infiamma la polemica politica
Dopo alcuni pezzi del processo breve comparsi nella bozza della finanziaria e poi scomparsi nel testo licenziato dal Cdm, il governo ci riprova. E lo fa infilando nel documento della manovra una norma che salva il Cavaliere e la Fininvest dal salasso economico derivato dalla possibile condanna in appello (prevista il 9 luglio) per il lodo Mondadori. Tradotto in cifre (da capogiro): 750 milioni da versare alla Cir di Carlo De Benedetti. In sostanza aggiungendo un comma all’articolo 283 e modificando, in parte, l’articolo 373, si sospende l’esecutività del risarcimento quando la cifra supera i 20 milioni. Sospensione rimandata alla decisione finale della Cassazione.

In primo grado la Fininvest viene condannata al risarcimento. E’ il 3 ottobre 2009. A firmare la sentenza sarà il giudice Raimondo Mesiano poi finito nel tritacarne del fango mediatico. Quel giudizio prende spunto dalla condanna penale, passata anche in Cassazione (2007), nella quale viene condannato il giudice Vittorio Metta con l’accusa di aver ricevuto denaro da uomini Fininvest per aggiustare la controversia tra Berlusconi e la Cir di De Bendetti (rimasto solo dopo l’abbandono del gruppo Formenton). Il processo penale inizia in seguito alle dichiarazioni di Stefania Ariosto.

Insomma, dalle spigolature della finanziaria, che ora dovrà passare il giudizio del Colle, emerge l’ennesima norma ad aziendam pensata dagli uomini di Berlusconi. L’articolo 283 prevede, infatti, che “il giudice d’appello, su istanza di parte, proposta con l’impugnazione principale o con quella incidentale, quando sussistono gravi e fondanti motivi, anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti, sospende in tutto o in parte l’efficacia esecutiva o l’esecuzione della sentenza impugnata, con o senza cauzione”. Viene aggiunto un ulteriore comma che stabilisce che la sospensione “è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a 10 milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.

L’articolo 373 del codice prevede invece che “il ricorso per Cassazione non sospende l’esecuzione della sentenza. Tuttavia il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte, qualora dall’esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l’esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione”. A tale comma viene aggiunto un periodo che stabilisce che “la sospensione prevista è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a 20 milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.

E’ in questa norma che  potrebbe rientrare la sentenza di appello nella causa sul Lodo Mondadori attesa in questi giorni. In primo grado Fininvest era stata condannata a risarcire al gruppo De Benedetti 750 milioni di euro a titolo di risarcimento del danno subito per la corruzione nella vicenda giudiziaria.

Immediata, scoppia la polemica politica. Secondo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani se la misura non venisse cancellata dal testo sarebbe “un insulto al Parlamento”. Mentre per il leader dell’Idv Antonio Di Pietro si tratta di una norma “incostituzionale e criminogena”.

Pochi giorni prima che la Corte d’Appello di Milano si pronunci sulla vicenda (la sentenza di secondo grado è prevista per il fine settimana), il governo introduce all’ultimo momento una norma che modifica due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) con un unico obiettivo: obbligare il giudice d’appello a sospendere l’esecuzione di una sentenza se la condanna supera i 20 milioni di euro (10 se è in primo grado) e se la parte che deve pagare presta “idonea” cauzione. Il magistrato dovrà prendere tale decisione se la parte interessata ne farà richiesta.

Le opposizioni attaccano a testa bassa e si rivolgono ad Angelino Alfano, stavolta non solo in veste di Guardasigilli, ma anche di neo-segretario del Pdl. A lui chiedono di cancellare quella che i più battezzano “l’ennesima legge ad personam”. E se non lo farà, avverte il vicesegretario del Pd Enrico Letta, il ‘nuovo cors ipotizzato per il Pdl di “partito degli onesti” di cui ha parlato Alfano nel suo discorso di insediamento, non sarebbe credibile.

Ma c’è anche chi ironizza, come Vincenzo Vita (Pd): “Come mai oggi Alfano ha disdetto all’ultimo momento la sua partecipazione al workshop organizzato alla Bocconi dalla fondazione Rodolfo De Benedetti?”.

Alfano, è invece la domanda che rivolge il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione, avrà “il coraggio e la forza di rompere questa protezione sfacciata di interessi privati tramite il potere dello Stato?”. Il finiano Italo Bocchino e il Democratico Andrea Orlando si rivolgono direttamente a Giulio Tremonti. Il ministro dell’ Economia, è l’appello del primo, dovrebbe cancellare la misura salva-Fininvest anche per non “scalfire la sua immagine internazionale”. Tremonti cancelli questa “vergognosa e inaccettabile norma”, interviene il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando.

Il fatto, interviene il capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti, è che la maggioranza continua, come se nulla fosse, con le sue “leggi ad personam”. A prescindere da ciò che si dice e da ciò che si promette. E questo, nello stesso provvedimento in cui si chiedono “lacrime e sangue agli italiani” e si “salvano ancora una volta i produttori che non hanno pagato le quote latte”.

Più che di ‘leggi ad personam’, afferma il Verde Angelo Bonelli, forse sarebbe meglio parlare in questo caso di ‘manovra ad personam…”. E’ un “provvedimento da furbetti”, taglia corto il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Un “inaccettabile abuso di potere”, osserva il presidente del Pd Rosy Bindi.

Ma il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia della Camera Enrico Costa rispedisce le critiche al mittente e tenta di fornire una giustificazione ‘tecnica’. La maggioranza, spiega, “in un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole” ha deciso semplicemente di “contemperare il diritto del creditore con le ragioni del debitore” quando le somme di denaro da corrispondere “hanno dimensioni di rilevante entità”. La polemica però non si spegne: questa manovra, insiste il leader di Sel Nichi Vendola è tutto “fumo, arrosto e dessert (“da 750 milioni di euro”)”

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Notte sul web contro la delibera ammazza-Internet

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Non sarà una vigilia tranquilla per l'Agcom: sarà, piuttosto, la "Notte della Rete". A 24 ore dall'approvazione della Delibera definita "ammazza-Internet" dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento. Come noto, domani 6 luglio l'Autorità per le Comunicazioni si appresta a votare una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Su internet oltre 130.000 cittadini hanno espresso il loro dissenso via email all'Agcom e cresce di ora in ora il passaparola su Facebook, una mobilitazione on-line e off-line che ha già dimostrato con il referendum quanto possa risultare incisiva.

La protesta continua anche fuori dal web: "La notte della rete", il 5 luglio alla Domus Talenti a Roma, è una no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti: tutti contro il bavaglio alla rete. L'iniziativa sarà preceduta da una serie di flash-mob. Luca Nicotra, di Agorà Digitale e tra gli organizzatori dell'evento, chiede un ripensamento all'agenzia: "Agcom deve porre in moratoria la regolamentazione o metterà a rischio non solo la libertà di espressione, informazione e accesso alla conocenza, ma lo stesso funzionamento democratico delle istituzioni".


Fra i presenti già confermati: Olivero Beha, Pippo Civati, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Giulia Innocenzi, Gianfranco Mascia, Roberto Natale, il Piotta, Franca Rame, Guido Scorza, Mario Staderini.

5 luglio 2011
 
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IL CASO

Boom di richieste, autore cult
ma il libro non è stato scritto

John Green ha sfruttato la sua popolarità sul web promettendo di autografare tutte le copie "preordinate". Ed è stato subito successo: in testa alle classifiche di Amazon e Barnes&Nobles. Ora lo scrittore si deve mettere al lavoro...  dal nostro inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK - Martedì pomeriggio John Green era uno scrittore felice e quasi sconosciuto. I suoi libri per ragazzi avevano venduto bene negli ultimi sei anni ma certo nulla a paragone con le star: sarà mica Dan Brown o Stephen King. Martedì all'ora di cena, invece, John Green si ritrovò primo in classifica su Amazon, la libreria virtuale più grande del mondo. Erano le 9 di sera. Un'ora dopo, era primo in classifica anche su Barnes&Nobles, la catena libraria più grande d'America. Che cosa era successo in quelle pochissime ore da averlo trasformato da giovane promessa a piazzatissima realtà? La risposta è accompagnata da un'altra sorpresa: il libro che mezz'America già sogna, non esiste. Ancora. E per la verità lo sogna lo stesso John Green: che ha appena cominciato a scriverlo. E non sa neppure come - e soprattutto quando  -  lo finirà.

Il miracolo di John Green ha un nome, social, e un cognome, network. Non è uno scherzo. Questo ragazzone di 33 anni, una moglie e un bimbo appena nato, ha sposato anche un'altra scommessa: quella che il futuro dei libri passa appunto per il web. Ma in questo caso non si tratta dell'ennessima realizzazione del sogno degli eBook o della vendita virtuale. Lo straordinario successo di "The Fault in Our Stars" - si chiama così il libro che non c'è - è merito di un'intuizione che rischia di essere un'idea più vincente di qualsiasi plot: il social network come mezzo di promozione. Anche per i
libri.

Il giovane John sei anni fa ebbe un discreto successo al debutto con il suo "Looking con Alaska". Ma la letteratura per bambini non l'ha distratto da quella che è forse la sua vera passione: il web. Per il popolo della rete John Green è quel matto di  Brotherood 2.0. Ovvero, come dice lo stesso titolo del progetto, di una diversa concezione di fratellanza, declinata in questi anni-web. Lui e suo fratello per un anno intero hanno rinunciato alla comunicazione testuale e si sono parlati soltanto per videoblog. Un esperimento, certo: che però ha provocato sul loro sito un traffico incontenibile.

Così martedì scorso John lo smanettone ha provato a mettere a frutto il suo seguito di 1milione e centomila fan su Twitter. E 526mila seguaci su YouTube. E 62mila amici su Facebook. E 60mila compagni di discussione su Nerdifighters.com. E 27mila seguaci su Yourpants.org. E 26mila fratelli di Tumblir. Un solo messaggio: "Ecco il titolo del mio nuovo libro". E poi, un'ora dopo, la promessa: "Firmerò tutte le preordinazioni". Passa ancora qualche ora ed eccolo su YouTube a discutere il progetto e finalmente a svelare la trama: il racconto strappacuore di due malati terminali. Non poteva mancare l'appello a cercare una copertina alla creatura. E così a sera il miracolo era compiuto: il libro che non c'è - ma il cui titolo, con l'uscita a data da destinarsi, l'editore aveva già comunicato ai rivenditori elettronici - era improvvisamente risalito dal nulla al primo posto di Amazon.

Quel miracolo si ripete quasi da una settimana. Per la gioia dell'editore di John: che non è piccolo, si chiama Pearson, fa parte del gigante Penguin e già progetta, adesso, una prima tiratura in decine e decine di migliaia di copie. Sempre che John prima o poi lo finisca, il libro che non c'è. Come ci si sente a sedere in cima al nulla? "Questa è la dimostrazione che quando costruisci un rapporto con i tuoi fan, quelli ti danno fiducia quando hai qualcosa da raccontare", dice il ragazzo al Wall Street Journal. Sarà. Ma per l'editoria che non se la passa certo bene, con le vendite che annaspano e le librerie che chiudono, il trionfo del passaparola sul web è la prova definitiva che la via per uscire dalla crisi passa, anche qui, dal social network. E lui, John? Ha salutato i suoi fan realizzando una specie di danza di ringraziamento - naturalmente su YouTube. E poi è finalmente tornato alla sua scrivania: adesso il libro che non c'è va finito per davvero.
(04 luglio 2011)

lunedì 4 luglio 2011

yesss.....

Djokovic "re" di Wimbledon
Nadal deve arrendersi

Il serbo, da lunedì nuovo numero uno del mondo, vince per la prima volta lo slam sull'erba londinese battendo in finale in quattro set lo spagnolo Nadal: 6-4 6-1 1-6 6-3 il punteggio finale

di PAOLO ROSSI
Djokovic "re" di Wimbledon Nadal deve arrendersi Novak Djokovic alza al cielo il trofeo di Wimbledon
LONDRA - Il sorpasso è avvenuto. In tutti i sensi. Nessuno l'avrebbe immaginato, diciamoci la verità: Federer&Nadal (nell'ordine in cui voi preferite) scavalcati. In classifica. Nel gioco. Nel tennis. Nella psicologia.
Inchiniamoci ed inginocchiamoci al nuovo numero uno del mondo, Novak Djokovic. Vincitore di Wimbledon 2011. L'unico nella storia capace di battere Rafa Nadal cinque volte di fila, cinque volte nello stesso anno. Questo terribile serbo ha perso soltanto una partita, in questo 2011 che lo consacra alla storia (48 successi): contro Federer in semifinale al Roland Garros. Le altre le ha letteralmente vinte tutte. Resterà nella memoria il secondo set di questa finale 2011, il 6-1 di Djokovic allo spagnolo annichilito dalle geometrie, dalla potenza, dalla strategia dello slavo.

La finale non ha praticamente avuto storia: 6-4, 6-1, 1-6, 6-3. Djokovic ha trovato l'antidoto tecnico al dritto di Nadal, spostandolo di continuo, sorprendendolo sempre, non ripetendo mai lo stesso colpo. Nadal era arrabbiato, alla fine: perché sapeva benissimo di essere stato reso impotente. Djokovic gli ha impedito di buttare il match in battaglia, nel più puro agonismo. Al momento giusto ha scelto il serve and volley, o il contropiede, o la palla liftata. E poi ha corso, sempre elastico nei suoi movimenti. Concentrato. Tranne nel terzo set, quando ha dovuto rifiatare. Poi ha ripreso il controllo del gioco: è risalito con la percentuale delle prime palle, ha gestito sempre i primi colpi di ogni scambio. Nadal ha
giocato una partita in rimonta, psicologicamente e tecnicamente. Era davvero frustrato.

Chapeau dunque per Nole, bravo in campo e fuori. Mai banale nell'eloquio, lavoratore sodo ma pronto anche a scherzare al momento giusto. Quasi inutile ricordare i suoi vecchi siparietti, le sue imitazioni meravigliose. Anzi, ora che è numero uno e leader indiscusso del movimento, bisognerebbe chiedergli, pregarlo, di tornare ad inscenare una gag delle sue. Sarebbe il modo migliore, e intelligente, di dissacrare il suo nuovo status istituzionale, quello di number one.
(03 luglio 2011)
 
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No Tav, nella guerriglia più di 200 feriti
Colle: “lntervenire contro violenza eversiva”
Decine di feriti tra le forze dell'ordine e i manifestanti. Solo dopo ore di guerriglia torna la calma intorno alla centrale di Chiomonte, teatro degli scontri. Il leader dei NoTav, Alberto Perino, dichiara: "L'assedio al cantiere è riuscito, abbiamo vinto". Bersani: "Inaccettabile aggressione a polizia"
In Val Susa è durata circa sei ore la guerriglia tra manifestanti NoTav e forze dell’ordine. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato di “violenza eversiva” contro le forze dell’ordine e di necessità per lo Stato di intervenire con la “massima fermezza”. I primi scontri si sono verificati intorno a mezzogiorno, soprattutto nell’area del cantiere della Torino-Lione e nel perimetro della centrale idroelettrica. Tutto questo mentre sfilavano i due cortei: quello “ufficiale” composto da oltre 50mila persone, partito da Exilles, e aperto dai bambini e dai 23 sindaci della Valle. E il secondo: quello partito da Giaglione a cui partecipavano anche appartenenti degli autonomi e dei centri sociali, che hanno puntato decisi verso la “zona rossa”. Passando per i sentieri di montagna. I tafferugli si sono registrati in diversi punti della Valle. Le Forze dell’ordine hanno sparato decine e decine di lacrimogeni. Alla fine il conto – difficile da stimare perché c’è stata un vera e propria ‘guerriglia anche delle informazioni’ – è stato di più di cento feriti tra agenti e attivisti. La Questura parla di 188 feriti solo tra la polizia, i carabinieri e la Gdf. Il movimento dei NoTav denuncia, invece, che gli agenti avrebbero lanciato molti lacrimogeni ad alzo zero. Un ragazzo veneto sarebbe stato colpito sul volto in modo serio e trasportato di urgenza in ospedale. A Chiomonte nel primo pomeriggio è arrivato anche il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, che in un discorso improvvisato al popolo NoTav ha dichiarato: “Stanno facendo le prove tecniche di dittatura”. Intanto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha affermato: “Il governo va avanti con i lavori della Tav”.

21.39 – Bersani: “Inaccettabile aggressione a polizia”

”Io chiedo che ogni forza politica e ogni persona civile rifiuti non solo la violenza ma ogni parola di giustificazione della violenza, perché non è consentito mettersi su questa strada”. Lo ha dichiarato questa sera il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, intervenendo alla festa Democratica di Seriate (Bergamo), commentando gli scontri in Val di Susa. “Siamo in democrazia, sono state prese delle decisioni e ci può essere disaccordo – ha aggiunto Bersani -. Tuttavia abbiamo assistito a cose che non sono accettabili. Che la polizia debba difendere un cantiere ed essere aggredita in questo modo non è accettabile”.

21.32 – Fini: “Ferma condanna, condivido parole Napolitano”

”Nel condividere l’appello del Capo dello Stato e nell’esprimere la massima solidarietà alle forze dell’ordine, il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ritiene doverosa la più ferma condanna da parte di tutte le forze politiche alle violenze di oggi in Val di Susa”. E’ quanto si legge in una nota. “In un momento difficile della vita del Paese, è necessario il massimo senso di responsabilità da parte di tutti, istituzioni, partiti, associazioni”, conclude Fini.

21.09 – Schifani: “Solidarietà alle forze dell’ordine”

Il Presidente del Senato, Renato Schifani, in una nota diffusa dall’ufficio stampa di Palazzo Madama esprime “la più ferma condanna per gli incidenti e gli atti vandalici avvenuti oggi in Val di Susa, nonché la totale solidarietà e vicinanza alle Forze dell’Ordine per l’aggressione di cui sono state oggetto”.

“Il Presidente del Senato – si legge ancora – invia altresì agli uomini delle Forze dell’Ordine feriti nei disordini gli auguri più sinceri di pronta e completa guarigione”.

20.25 – Questura: “188 feriti tra forze dell’ordine

I rappresentanti delle forze dell’ordine feriti nei disordini scoppiati oggi in Valle di Susa intorno al cantiere della Torino-Lione sono in tutto – rende noto la Questura – 188. Tra loro ci sono un Primo Dirigente, 5 Funzionari, 130 operatori dei Reparti Mobili; 37 carabinieri; 15 Finanzieri. La Questura precisa che il bollettino dei feriti è destinato ad aumentare, tenuto conto che alcuni degli appartenenti alle Forze di Polizia rimasti coinvolti stamattina negli scontri contro gli antagonisti in località La Maddalena, al termine del servizio, si recheranno in ospedale per le cure del caso.

20.17 – Napolitano: “Violenza eversiva, reagire con fermezza”

”Non si può tollerare che a legittime manifestazioni di dissenso cui partecipino pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano, provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge”. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una nota in cui commenta quanto accaduto in Val di Susa. Che, “per responsabilità di gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva, sollecita tutte le istituzioni e le componenti politiche democratiche a ribadire la più netta condanna, e le forze dello Stato a vigilare e intervenire ancora con la massima fermezza”. Il Capo dello Stato conclude esprimendo “plauso e solidarietà alle forze dell’ordine che hanno subito un pesante numero di feriti, e confido che si accresca in Val di Susa, con chiari comportamenti da parte di tutti, l’impegno a isolare sempre di più i professionisti della violenza”.

18.31 – Leader dei NoTav: “Abbiamo vinto, l’assedio è riuscito”

Secondo Alberto Perino, leader dei NoTav “L’assedio al cantiere è riuscito e quindi abbiamo vinto”. “Abbiamo visto chi usa la violenza – continua -, è chi tira i lacrimogeni ad altezza d’uomo”.

17.53 – Alla centrale torna la calma per ora

Dopo ore di guerriglia è tornata la calma alla centrale idroelettrica di Chiomonte. Un piccolo gruppo di manifestanti, con le mani alzate si è avvicinato alle forze dell’ordine per parlare. Il confronto sta proseguendo, mediato dal consigliere regionale piemontese del Movimento 5 stelle, Davide Bono.

17.31 – Forze di Polizia: “Manifestanti violenti non fanno parte di NoTav”

Le forze dell’ordine sottolineano che i manifestanti violenti che stanno animando gli scontri in Val di Susa non hanno nulla a che vedere con il movimento No Tav,

17.28 – Consigliere veneziano: “Grave uno studente veneto”

Uno studente veneziano è stato gravemente ferito dalla Polizia questo pomeriggio in Val di Susa. “Si tratta di un ragazzo di diciannove anni, del Coordinamento studenti medi di Venezia e Mestre”, lo sostiene il consigliere comunale di Venezia Beppe Caccia, che partecipava, insieme ad una folta delegazione partita da Mestre nella notte, alla manifestazione di oggi contro il progetto Tav.

17.22 – Forze dell’ordine caricano e allontano i manifestanti dal cantiere


L forze dell’ordine sono uscite in massa dall’area di cantiere vicino alla centrale per allontanare i manifestanti. I manifestanti stanno risalendo i tornanti che portano all’abitato di Chiomonte dopo un lancio fitto di lacrimogeni. Molte le proteste dei No Tav: “Stanno usando un tipo di lacrimogeni altamente tossici che in altre Paesi sono proibiti”.

17.03 – Scontri senza sosta davanti alla centrale

A Chiomonte, davanti al centrale, continuano senza sosta gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli uni scagliano pietre, bastoni e grossi petardi, le altre li allontanano con i lacrimogeni. A distanza dalla zona calda sono ancora migliaia le persone assiepate lungo le strade che portano all’area di cantiere. C’è difficoltà anche per il transito per i mezzi di soccorso.

16.03 – Presidio dal viadotto si sposta verso Baita

Il presidio nella zona dei viadotti si è spostato verso la baita della Maddalena per fare il punto della situazione e medicare alcuni dei feriti. Alcuni, comunque, si sono già incamminati sui sentieri che conducono all’abitato di Giaglione. Alla baita sono arrivati anche i dimostranti che, nell’area archeologica (la località si chiama Ramat), questa mattina erano riusciti a sfondare una cancellata del cantiere impegnando le forze dell’ordine in duri scontri.

15.27 – Ministro Matteoli: “I lavori proseguono. Grati alle forze di polizia”

“Il governo va avanti nei lavori della Tav per la Torino-Lione. Ho telefonato al collega Maroni per ringraziarlo e per sottolineare l’equilibrio e la professionalità con cui gli agenti stanno operando in un contesto difficile” è quanto dichiara il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

15.19 – Ancora in corso il presidio sotto viadotto dell’autostrada

E’ ancora in corso il presidio sotto il viadotto dell’autostrada. I manifestanti stringono d’assedio l’area recintata. Gruppi dei più facinorosi tentano di avvicinarsi alla recinzione. Stessa cosa accade in zona Ramad, un po’ più a valle le forze dell’ordine lanciano lacrimogeni per disperderli.

15.03 – Arrestati 5 manifestanti in Val di Susa. Decine di feriti tra le forze di Polizia e NoTav


Secondo la Questura sono stati arrestati cinque manifestanti impegnati negli scontri in Val di Susa. Tre sono provenienti da Modena, anarco-insurrezionalisti, pluripregiudicati per reati specifici; uno da Padova e uno da Bologna, antagonisti con precedenti specifici. Uno degli arrestati è stato portato in ospedale in elisoccorso per alcune sospette fratture. La Questura rileva, poi, la presenza in località La Maddalena “di circa 2000 aderenti a centri sociali, circa 800 dei quali appartengono all’antagonismo radicale e resistente, che rappresenta l’ala più dura di questo coagulo a livello europeo di professionisti della protesta, mentre circa 300 provengono dall’estero (Francia, Spagna, Austria e Germania)”. Sono decine i feriti tra polizia e manifestanti.

14.57 – Lacrimogeni sparati anche nel perimetro della centrale

Diversi lacrimogeni sono stati sparati dalle forze dell’ordine verso i manifestanti che assediano la centrale idroelettrica di Chiomonte, parte della folla si è dispersa nei boschi.

14.45 – Piegata la recinzione davanti la centrale di Chiomonte

Alcuni manifestanti NoTav passando attraverso i sentieri sono riusciti ad entrare nell’area transennata nei pressi della centrale idroelettrica ed hanno sventolato una bandiera NoTav.

14.31 – Questura: in campo Black Bloc

La polizia, parla “di impostazione paramilitare da parte dell’ala oltranzista del movimento No Tav”. A dare man forte all’ala più radicale del movimento, sono venuti, secondo la Questura, oltre a manifestanti da tutta Italia e anche dall’estero, anche gruppi di “black bloc che stanno dando sfogo alla più inaudita violenza focalizzata contro le Forze di Polizia”.

14.28 – Attivisti violenti provenienti anche dall’estero

A quanto riportano le agenzie, tra i manifestanti più violenti che stanno partecipando agli scontri con le forze dell’ordine intorno al cantiere della Torino-Lione in Val di Susa, molti sarebbero arrivati dall’estero.

14.23 – Bottiglie di ammonica contro agenti

Negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine intorno al cantiere della Torino-Lione in Val di Susa, secondo quanto riporta la Questura, oltre al lancio di pietre, petardi, bombe carta, contro le forze dell’ordine i manifestanti stanno lanciando anche bottiglie piene di ammoniaca.

14.09 – Siti NoTav: manifestante colpito in volto da lacrimogeno

Secondo i siti No Tav ci sarebbe un manifestante “gravemente ferito” da un lacrimogeno che lo avrebbe colpito al volto in Val di Susa. Mentre si fanno sempre più numerosi i messaggi secondo i quali le forze dell’ordine starebbero sparando proiettili di gomma, ma la Questura fa sapere che “proiettili di gomma” non sarebbero in dotazione alle forze dell’ordine.

14.03 – Cicchitto (Pdl): “Gravissimi danni da gruppi di squadristi”

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera dichiara alle agenzie: ”Le azioni di guerriglia messe in campo oggi in Val di Susa sono l’esempio di come l’estremismo ideologico e politico si sposi all’estremismo comportamentale con effetti devastanti. Un manipolo – prosegue – di esaltati e di squadristi sta cercando di fare all’Italia dei danni gravissimi. A questo punto visto che Sel e i Verdi politicamente sono schierati contro la Tav che riveste una importanza fondamentale per il nostro futuro, è – conclude – da capire come il Pd possa progettare una alleanza politica e organica con queste forze”. Secondo il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, in Val Susa “è stato organizzato un atto-paraterroristico che non può passare per una normale manifestazione di dissenso”.

13.39 – Chiomonte, Beppe Grillo: “Prove generali della dittatura”

“Sono prove tecniche di dittatura”. Così Beppe Grillo al suo arrivo a Chiomonte nei pressi della centrale idroelettrica dove si sono radunati i no Tav in marcia contro la Torino-Lione. “C’è uno scorpamento tra cittadini ed istituzioni”, ha aggiunto il comico genovese, “volevo esserci, è una battaglia che con voi stiamo conducendo da tanti anni”, ha detto rivolto ai No Tav, che lo applaudono.

13.38 – Manifestante ferito portato in ospedale

Secondo la diretta Twitter sul sito Notav.info è stato portato in ospedale un ragazzo ferito da un lacrimogeno alla mano. Il movimento NoTav parla di “tre feriti” e di “lacrimogeni ad altezza uomo”, mentre c’è chi segnala che in tutta la zona è impossibile telefonare ed è possibile comunicare solo via sms o via internet.

13.28 – Cantiere assediato dai manifestanti, interrotti i lavori

Il cantiere Tav è stato di fatto assediato dai manifestanti. Gruppo antagonisti di No Tav lo hanno raggiunto da più lati obbligando le forze dell’ordine, che hanno messo in sicurezza gli operai, a disporre l’interruzione dei lavori per evitare il peggioramento della situazione.

13.23 – Feriti 6 poliziotti vicino al cantiere

Durante gli scontri che si sono verificati a ridosso della recinzione del cantiere della Tav, sono rimasti feriti sei agenti di Polizia. Uno è svenuto a seguito dello scoppio di una bomba carta; un secondo ha riportato la frattura del setto nasale; un altro ha riportato ferite lacero-contuse al capo. Infine altri tre hanno riportato alcune ustioni.

13.05 – Primi feriti dopo il lancio massiccio di lacrimogeni

Ci sono i primi feriti in Val Susa, secondo quanto riportato dalla diretta su Twitter della manifestazione No Tav contro la Torino-Lione. “Ondata massiva di lacrimogeni nei pressi del cantiere: impressionante”, si legge, mentre un altro messaggio on line recita: “Un lacrimogeno ha squarciato la coscia di un manifestante”.

13.02 – Recinzione sfondata, corteo saluta con applausi e fuochi d’artificio

E’ stato salutato con il lancio di alcuni fuochi di artificio e lo sfondamento della recinzione di protezione al cantiere all’altezza dell’area archeologica. Una sorta di segnale convenzionale che i manifestanti che stanno marciando da questa mattina da Exilles diretti a Chiomonte dove al campo sportivo si concluderà la manifestazione, hanno salutato con un applauso.

12.57 – Alcuni manifestanti sfondano recinzione

E’ stata sfondata da alcuni manifestanti No Tav la recinzione di protezione al cantiere all’altezza dell’area archeologica. Continua, poi, il lancio di oggetti e sassi, anche con fionde, verso le forze dell’ordine.

12.50 – Scontri sempre più intensi, ferito un operaio del cantiere

Le forze dell’ordine confermano che è in corso un’attività di contenimento della forze di polizia di un gruppo di circa cinquanta manifestanti appartenenti all’ala più radicale del movimento, muniti di caschi e scudi che nella parte alta del cantiere, a ridosso dell’area archeologica, stanno tentando di danneggiare prima le strutture perimetrali del cantiere a tutela dell’area per arrivare a un contatto con le forze dell’ordine, contro le quali sarebbero stati lanciati oggetti di ogni sorta e anche bombe carta. Per questo le forze dell’ordine hanno lanciato alcuni lacrimogeni. Intanto, a quanto si apprende da fonti della questura manifestanti del corteo proveniente da Giaglione, già giunti al presidio No Tav della Val Clarea (casetta in pietra), hanno dato luogo al lancio ripetuto di razzi di segnalazione, finalizzati a scandire i tempi di coordinamento dei diversi gruppi di manifestanti. Nella circostanza è rimasto ferito, colpito da una pietra, un operaio del cantiere, soccorso e medicato da personale sanitario della Polizia.

12.25 – Lacrimogeni in una zona vicino al cantiere

Continuano gli scontri tra alcuni manifestanti che stavano tentando di varcare la zona chiusa del cantiere e gli agenti di polizia, che confermano l’uso di lacrimogeni. Si è trattato, come spiegano in Questura, di un’azione di contenimento in quanto i primi manifestanti, passando per i boschi, sono stati notati in prossimità della recinzione. L’area del cantiere corre sotto il viadotto dell’autostrada del Frejus ed è costituita da una rete metallica sovrastata da filo spinato. Dietro c’è un’imponente cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Si sentono continuamente tonfi che potrebbero essere di lacrimogeni. Il grosso dei manifestanti è ancora qualche decina di metri più a valle all’altezza della baita. Sull’autostrada ci sono poliziotti, carabinieri e numerosi veicoli delle forze dell’ordine.

12.18 – Movimenti: “Siamo oltre 50mila”

Per i movimenti No Tav, che hanno promosso la manifestazione, alla marcia contro la Torino-Lione partecipano oltre 50 mila persone. L’interminabile serpentone umano si snoda lungo chilometri e chilometri delle strade che portano alla Maddalena e alle altre frazioni di montagna di Chiomonte.

12.10 – Lacrimogeni nei boschi in località Ramatz

Sono in corso scontri lungo i sentieri dei boschi di Ramatz tra le frange che si sono staccate dal corteo principale e la polizia.

12.06 – I manifestanti la baita dell’ex presidio

Dopo un’ora di marcia per i boschi i primi dimostranti No Tav da Giaglione hanno raggiunto la baita che è stata costruita abusivamente vicino alla Maddalena di Chiomonte e che era diventata il primo presidio dei No Tav.  La costruzione si trova ancora all’esterno dell’area del cantiere presidiata dalla forze dell’ordine.


11.52 – Manifestanti si staccano da corteo diretti al cantiere

Molti manifestanti, circa trecento secondo la polizia, quando il corteo da Exilles non era ancora partito, si sono staccati incamminandosi lungo i sentieri attraverso i boschi in direzione Ramats, piccolo centro abitato della Val di Susa. Secondo le forze dell’ordine si tratta di individui dell’ala più radicale del movimento, presumibilmente interessati a raggiungere il cantiere della Torino-Lione che si trova a ridosso dell’area archeologica sottostante.

11.38 – Chiusa A32 per alcuni lanci di pietre, trovate 11 bombe carta

In concomitanza con l’inizio del corteo anti Tav, per il momento del tutto pacifico, le forze dell’ordine hanno dovuto far chiudere, per ragioni di sicurezza, l’Autostrada A32 nel tratto Bardonecchia-Susa, dopo che ignoti hanno lanciato sassi dall’area sovrastante la galleria Cels in direzione delle stesse forze dell’ordine. Inoltre la Questura ha reso noto che nel corso delle mirate bonifiche nell’area del costituito cantiere LTF in località La Maddalena, è stato rinvenuto un contenitore con 14 bombe carta, poste sotto sequestro.

11.32 – Partito il terzo corteo da Chiomonte

Decine di migliaia di persone partite in corteo da Chiomonte hanno raggiunto poco fa la località Ramats, dove si sono unite al corteo proveniente da Exilles e guidato dagli amministratori della Val di Susa ed insieme stanno marciando diretti alla centrale idroelettrica ai confini della ‘libera repubblica della Maddalena il presidio no Tav smantellato nei giorni scorsi a seguito del blitz delle forze dell’ordine. Ad aprire il corteo proveniente da Chiomonte lo striscione ‘La Valle di Susa esige rispetto’.

10.54 – Cremaschi (Fiom): “La gente è stufa della sordità del Palazzo”

Per Giorgio Cremaschi,presidente del comitato centrale della Fiom, la manifestazione di oggi contro la Tav “dimostra quanto la gente sia stufa dei bla bla, del palazzo politico-sindacale che risponde con sordità totale alla domanda di cambiamento sociale. La Fiom aderisce ufficialmente alla giornata No Tav – aggiunge Cremaschi, anche lui a Exilles – e condivide il rifiuto di un’opera assurda sia dal punto di vista ambientale che da quello economico”.

10.43 – Sindaci e bambini aprono il corteo di Exilles

Il corteo con i sindaci è partito poco dopo le 10 da Exilles. E’ aperto dallo striscione “amministratori valle Susa” e subito dietro i politici locali sfilano famiglie con molti bambini. Alla marcia partecipano migliaia di persone, molte arrivate da fuori regione e dalla francese Savoia.

10.22 – Partito il corteo da Giaglione, considerato il più “a rischio”

Almeno un migliaio di persone si sono messe in marcia da Giaglione (Torino), in Val di Susa, per raggiungere, attraverso i sentieri di montagna, l’area in cui si sta realizzando il primo cantiere dell’alta velocità. Ai numerosi residenti nella valle si sono aggiunti gruppi di autonomi e frequentatori dei Centri sociali; alcuni manifestanti vengono da Roma, dal Veneto e anche dalla Francia. Un elicottero delle forze dell’ordine controlla dall’alto i movimenti del lungo corteo.

9.49 – Perino: “Quest’opera non si farà mai”

Migliaia di persone si stanno radunando sotto il forte di Exilles, in Valle di Susa, per partecipare alla marcia di protesta contro la Tav. Con i manifestanti ci sono anche i sindaci dei 23 Comuni della valle che hanno aderito alla manifestazione. “La Tav non si farà mai – dice Alberto Perino, leader del movimento No-Tav – perchè non ci sono i soldi, perchè non hanno le idee chiare e perchè ci siamo noi. L’unica cosa che riescono a fare è aprire cantieri per mangiare i soldi pubblici”. Da Exilles il corteo scenderà verso Chiomonte, dove lunedì scorso è stato aperto il cantiere per lo scavo del tunnel esplorativo della Torino-Lione. Lì confluirà anche un’altra marcia in partenza da Giaglione. “Questa manifestazione – commenta Sandro Plano, presidente della Comunità montana – è il segnale che non esiste tutto questo consenso sbandierato, nella Valle di Susa ci sono migliaia e migliaia di persone contrarie e ci sono i sindaci di 23 Comuni che hanno deliberato la loro contrarietà all’opera”.

9.28 – Fassino: “Stop alle barricate, sì al confronto”

“Abbandonare le barricate. Allo stillicidio di manifestazioni e blocchi sarebbe più utile un confronto con l’Osservatorio, vigilando sul cantiere e sulla costruzione delle opere per la messa in sicurezza della Valle, insieme con i sindaci”. E’ l’appello ai No-Tav lanciato dal sindaco di Torino Fassino dalle pagine dei giornali di oggi.
 
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Lorenzo: "Qui ho dato tutto"
Sic: "Pedrosa mi ha rotto"

Mugello, i protagonisti. Dovizioso: "Grande risultato, me la gioco con i migliori". Jorge: "Yamaha migliorata, sto lottando con un grande Stoner. Simoncelli: "La polemica con Dani mi ha stufato". Vale: "Tanti problemi, speravo meglio". Stoner: "Non sono contento, ho sbagliato la pressione dei pneumatici"

SCARPERIA (Firenze), 3 luglio 2011 - Il cuore oltre l'ostacolo: è quello che ha buttato Lorenzo al Mugello, per vincere la gara e riportarsi prepotentemente in lotta per il titolo, dopo due gare, Silverstone ed Assen, in cui era stato un po' sfortunato. Alle sue spalle un Dovizioso raggiante, che consolida le sua ambizioni nel primo GP dell'anno in cui sopravanza il compagno di squadra e leader del Mondiale, Casey Stoner.
euforia lorenzo — Lorenzo è felicissimo: "Ho dato tutto, mettendo in pista tutta l'energia che avevo. Non è stata una gara facile, era difficilissimo sorpassare quelli che erano davanti e quando ho raggiunto Stoner alla Casanova, ci ho messo il cuore. Un po' il sorpasso l'avevo studiato contro Dovizioso. Una vittoria importantissima e una gara fantastica. Dopo Silverstone, con la mia caduta era dura: dovevo vincere e non c'erano altre possibilità di ridurre le distanza con Casey. Qui è andata bene, anche la Yamaha ora è più stabile, grazie all'adozione di qualche pezzo del 2010: mi piacerebbe averne una più competitiva, ma non posso dire che questa sia male. C'è sempre da lavorare tanto perché la Honda è molto forte. Lottare contro Stoner con il talento che ha è dura, ma noi ci siamo".
dovi in paradiso — Andrea Dovizioso è raggiante: "Una gara durissima, ho tirato sempre, vedevo sul display i tempi sul 48.8 e credevo che fosse rotto. Il podio al Mugello era un obiettivo, salirci sopra è un sogno, mi commuovo a sentire il mio nome scandito dai tifosi. Sono contento perché ho tenuto un passo allucinante, con un gran caldo che faceva perdere il grip. Bellissimo l'attacco a Stoner alla fine: lui è fortissimo, è in testa al Mondiale, ed è sempre il più competitivo, ma il mio risultato è straordinario. Siamo lì, a giocarcela con i migliori, mi sento in formissima, abbiamo fatto tanto lavoro, Casey e Lorenzo restano davanti e fortissimi, ma ci siamo anche noi".
sic a metà — Simoncelli vede il traguardo, non nella posizione che si aspettava, ed è stufo delle polemiche di Pedrosa. "Sapevo che sarebbe stata dura - dice il Sic -, e che ce la giocavamo in 5. Da 1° a 5° purtroppo ho chiuso 5°. Faceva caldo, avevo meno grip dietro, pensavo di poterli prendere, ma tutto quello che guadagnavo in pista lo perdevo nell'ultima curva, in cui gli altri riuscivano a entrare più stretti e io non ci riuscivo. Ho perso qualcosa in partenza e nel primo giro sono stato molto cauto, forse troppo. L'umore? Contento per non aver preso un'altra pacca per terra, deluso per non aver fatto di meglio". Infine, ancora la questione Pedrosa, che ha chiesto un colloquio con la commissione dei commissari e il responsabile della sicurezza, Franco Uncini: "Pedrosa mi ha rotto i 'maroni' - ha detto Simoncelli -. Forse non si è ancora reso conto che da Le Mans è passato un mese e emzzo e sono successe altre cose. Io gli ho detto quello pensavo di lui e lui ha fatto altrettanto con me e non erano cose belle. Adesso, credo che si debba smettere di parlarne, perché anche la gente da casa credo che si sia stufata. E comunque, meglio avere aria nel cervello che qualcos'altro...", riferito al manager del piliota spagnolo.
pressione stoner — Stoner 3° con problemi al collo fa autocrittica: "Non sono contento. I problemi al collo non c'entrano, quelli alle gomme sì. Perché al mattino avevo capito che la pressione non andava e l'ho sbagliata. Ero a posto a inizio gara, poi i pneumatici si sono surriscaldati e ho perso grip e rischiato anche di perdere l'anteriore. Potevo vincere, ma non ci sono riuscito, il podio va bene, ma non è quello che volevo".
valentino arranca — Mastica amaro Valentino Rossi, che al Mugello non è certo abituato a lottare solo per il 6° posto, il massimo ottenuto con la sua Ducati: "Ho avuto problemi con la frizione in partenza e in gara, ma anche senza quelli il distacco sarebbe stato troppo grande. Speravo di fare meglio qui: l'asfalto nuovo aiutava anche molto, ma restano i miei problemi in ingresso di curva e il distacco è troppo grande."
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Montezemolo: "Non molliamo
Sono contento di Massa e Alonso"

Il presidente torna a spronare la Ferrari: "Situazione difficile, ma ogni volta dobbiamo puntare alla vittoria. E sono molto soddisfatto dei piloti". Intanto apre al futuro: "Abbiamo cominciato a parlare della vettura del 2012". Poi applaude i nuovi regolamenti: "La scelta di avere un motore V6 turbo a partire dal 2014 è giusta"

Luca Cordero di Montezemolo, 63 anni. Ansa
Luca Cordero di Montezemolo, 63 anni. Ansa
SCARPERIA, 2 luglio 2011 - Vietato mollare. Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, sprona la Rossa in vista del GP di Silverstone anche dal Mugello, dove ha seguito le qualifiche della MotoGP : "Sappiamo che la situazione nelle due classifiche è difficile, ma non voglio sentire parlare di mollare la presa - ha spiegato Montezemolo -: dobbiamo cercare di progredire continuamente e di lottare per la vittoria ad ogni gara, com'è d'obbligo per la Ferrari". In partenza per Tokyo dove lunedì presenterà la FF all'Ambasciata d'Italia, Montezemolo, dopo i progressi delle ultime gare si è mostrato fiducioso: "Nei giorni scorsi ho fatto il punto della situazione insieme a Stefano Domenicali e ai suoi tecnici. Stiamo lavorando con il massimo impegno e si sono visti già dei miglioramenti rispetto alle prime gare, che sono frutto anche di un diverso approccio allo sviluppo della vettura". Al presidente è stato chiesto anche un giudizio sui due piloti. "Alonso è un grande e sono molto contento di aver firmato con lui un contratto così a lungo termine per avere una collaborazione profonda come l'abbiamo avuta con Michael Schumacher a suo tempo: il fatto che staremo insieme almeno fino al 2016 è una conferma che entrambe le parti sono contente di questo rapporto. Sono anche molto soddisfatto di Felipe che quest'anno sta reagendo molto bene e che rappresenta un punto di riferimento per tutta la squadra. Siamo contenti dei nostri piloti: dobbiamo migliorare la macchina per tornare in alto".
SPAZIO ALLA F2012 — In casa Ferrari, però, si guarda anche avanti: "Ovviamente abbiamo anche cominciato a parlare della vettura del 2012, com'è normale che accada in questo periodo", ha sottolineato il presidente, ribadendo di avere "fiducia in quello che stanno facendo Domenicali e i suoi: sono convinto che ne vedremo i risultati". Quanto alla prima parte di stagione già archiviata, Montezemolo la ritiene "positiva per la Formula 1. Devo dire che le gare sono tutte molto incerte e ricche di sorpassi, interessanti per il pubblico fino alla fine, sia sulle tribune sia in televisione. Era uno degli obiettivi che il nostro sport si era posto e credo sia stato raggiunto".
Il presidente della Ferrari ha incontrato Domenicali. Reuters
Il presidente della Ferrari ha incontrato Domenicali. Reuters
PIRELLI E REGOLAMENTI — Montezemolo, infine, coglie l'occasione per fare i complimenti alla Pirelli, al suo ritorno in Formula 1: "Non sono stupito, abbiamo con loro un ottimo rapporto e li conosciamo da tempo, visto che sono fra i nostri fornitori storici per le vetture stradali ad altissime prestazioni". Sulle ultime novità in materia di regolamenti tecnici, il presidente della Ferrari promuove le decisioni della Federazione internazionale (Fia) presieduta da Jean Todt: "La scelta di avere un motore V6 turbo a partire dal 2014 è giusta e prendo atto con soddisfazione come abbia prevalso il buon senso", dice. "È la prova di come lavorando insieme, senza inutili contrapposizioni o diktat, si possano raggiungere i migliori risultati per il bene di questo sport".
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sabato 2 luglio 2011

hahahahaha

Consorzio Apple batte Google
e si aggiudica i brevetti Nortel

Nel "cartello" che ha acquisito 6000 tecnologie depositate dall'azienda canadese c'è, oltre alla "Mela morsicata", Microsoft, Research in Motion (BlackBerry), EMC, Sony ed Ericsson. Pagati 4,5 miliardi di dollari. Mountain View aveva offerto 900 milioni di dollari di CLAUDIO GERINO

NEW YORK - Apple batte Google e si aggiudica i brevetti wireless di Nortel Networks per 4,5 miliardi di dollari.
Google si dice delusa del risultato. "Il risultato è deludente per chi crede - commenta Google - che l'innovazione aperta possa offrire benefici agli utilizzatori e promuovere la concorrenza".

Il consorzio di Apple include Microsoft, Reserch in Motion, EMC, Sony ed Ericsson. Rim pagherà 770 milioni di dollari, ed Ericsson contribuirà per 340 milioni di dollari.

Ad aprile scorso, Google aveva fatto la sua prima offerta per i brevetti wireless di Nortel: 900 milioni di dollari. L'azienda canadese che anni fa era leader nelle telecomunicazioni mobili, era in bancarotta. L'acquisto di Nortel permette di usufruire dei circa 6000 brevetti nel campo delle telecomunicazioni depositati dall'azienda canadese e che comprende tecnologie wireless, il 4G, Internet, i service provider, il networking e molto altro ancora.

Ma in campo era subito scesa Microsoft che aveva annunciato la propria opposizione: "Anche se i brevetti cambiassero di proprietà, noi possiamo continuare a sfruttarli in esclusiva ora e per sempre". La sicurezza della multinazionale di Redmond nasceva dal fatto che quest'ultima detiene, in base ad un accordo di cross licensing di brevetti con Nortel siglato nel 2006, una licenza universale, perpetua ed esente da royalties per l'utilizzo delle innovazioni realizzate dall'azienda canadese. Microsoft fu categorica: "I diritti di sfruttamento dei brevetti continuano,
indipendentemente da chi ne sarà titolare".

Google, dal canto suo, aveva precisato che l'acquisizione dei brevetti di Nortel 1avrebbe avuto solo "una funzione difensiva": detenere un così ampio ventaglio di innovazioni, spiegano da Mountain View, "rappresenta la migliore difesa della società e naturalmente dei sui utenti". Inoltre, sarebbe protetto così anche il business della pubblicità e dell'advertising, i servizi telematici presenti e futuri, da eventuali cause legali che potrebbero essere intentate contro la multinazionale.

In questi mesi le trattative per l'acquisizione di Nortel da parte di Google si erano arenate. Il consorzio costituito da Apple e Microsoft, insoliti alleati in questa battaglia, ha fatto l'offerta migliore. Ora quei brevetti saranno pagati 4,5 miliardi di dollari, ma secondo le stime frutteranno alle aziende partecipanti al consorzio stesso almeno tre volte tanto.
(01 luglio 2011)
 
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Montezemolo, carica Ferrari
"Adesso è vietato mollare"

Il presidente torna a spronare la Rossa: "Situazione difficile, ma ogni volta dobbiamo puntare alla vittoria". Intanto apre al futuro: "Abbiamo cominciato a parlare della vettura del 2012". Poi applaude i nuovi regolamenti: "La scelta di avere un motore V6 turbo a partire dal 2014 è giusta"


Luca Cordero di Montezemolo, 63 anni. Ansa
Luca Cordero di Montezemolo, 63 anni. Ansa
MILANO, 1 luglio 2011 - Vietato mollare. Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, sprona la Rossa in vista del GP di Silvestrone: "Sappiamo che la situazione nelle due classifiche è difficile, ma non voglio sentire parlare di mollare la presa - ha spiegato Montezemolo -: dobbiamo cercare di progredire continuamente e di lottare per la vittoria ad ogni gara, com'è d'obbligo per la Ferrari". In partenza per Tokyo dove lunedì presenterà la FF all'Ambasciata d'Italia, Montezemolo, dopo i progressi delle ultime gare si è mostrato fiducioso: "Nei giorni scorsi ho fatto il punto della situazione insieme a Stefano Domenicali e ai suoi tecnici. Stiamo lavorando con il massimo impegno e si sono visti già dei miglioramenti rispetto alle prime gare, che sono frutto anche di un diverso approccio allo sviluppo della vettura".
SPAZIO ALLA F2012 — In casa Ferrari, però, si guarda anche avanti: "Ovviamente abbiamo anche cominciato a parlare della vettura del 2012, com'è normale che accada in questo periodo", ha sottolineato il presidente, ribadendo di avere "fiducia in quello che stanno facendo Domenicali e i suoi: sono convinto che ne vedremo i risultati". Quanto alla prima parte di stagione già archiviata, Montezemolo la ritiene "positiva per la Formula 1. Devo dire che le gare sono tutte molto incerte e ricche di sorpassi, interessanti per il pubblico fino alla fine, sia sulle tribune sia in televisione. Era uno degli obiettivi che il nostro sport si era posto e credo sia stato raggiunto".

Il presidente della Ferrari ha incontrato Domenicali. Reuters
Il presidente della Ferrari ha incontrato Domenicali. Reuters
PIRELLI E REGOLAMENTI — Montezemolo, infine, coglie l'occasione per fare i complimenti alla Pirelli, al suo ritorno in Formula 1: "Non sono stupito, abbiamo con loro un ottimo rapporto e li conosciamo da tempo, visto che sono fra i nostri fornitori storici per le vetture stradali ad altissime prestazioni". Sulle ultime novità in materia di regolamenti tecnici, il presidente della Ferrari promuove le decisioni della Federazione internazionale (Fia) presieduta da Jean Todt: "La scelta di avere un motore V6 turbo a partire dal 2014 è giusta e prendo atto con soddisfazione come abbia prevalso il buon senso", dice. "È la prova di come lavorando insieme, senza inutili contrapposizioni o diktat, si possano raggiungere i migliori risultati per il bene di questo sport".
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Santoro: “Con La7 era fatta
Poi sono cominciati i pretesti sul nulla”
Il conduttore racconta le trattative con la La7 e la loro rottura. Sull'autonomia giornalistica e le garanzie sembrava esserci l'accordo. Il giornalista: "C'è stato un intervento esterno, colpa del conflitto d'interessi". Ma rassicura gli spettatori: "Un programma ci sarà"
“Una cosa è certa: o alla Rai, o a La7 o da qualche altra parte, noi in autunno saremo in onda. Continuare a esistere, magari su una multipiattaforma internet-digitale-satellite, anche ‘senza il permesso de li superiori’, sarebbe il coronamento della mia carriera”. Domani Michele Santoro compie 60 anni. Ma, diversamente da Vasco Rossi, non si dimette da nulla. Anzi rilancia. La rottura con La7 non la vive come una sconfitta, ma come una nuova opportunità. L’ha detto lui stesso nel suo comunicato: “Tutto cambia”. E lo spiega in questa intervista al Fatto.

Cominciamo dall’inizio. Pentito di aver lasciato la Rai?
Non credo di aver commesso errori né subìto sconfitte. Alla Rai mi sentivo assediato: regole, regolette, codicilli, pseudogaranti, partiti dappertutto. Ormai questo sistematico abuso di potere costruito da interessi estranei e confliggenti con quelli della Rai emerge da tutte le inchieste: P4, Trani, Hdc… Ero costretto a difendere l’esistente, e sempre più a fatica. Annozero arricchiva la Rai, che però ci trattava come criminali, indesiderati, imposti dai giudici. E mi sono ribellato a quella gabbia: c’è la possibilità di lavorare liberamente altrove?

Dopo la transazione, s’è fatta avanti La7.
Mi ha contattato l’amministratore Giovanni Stella. Ho subito messo le carte in tavola: “Siete davvero convinti di potervi permettere un programma come Annozero?”. Risposta: “Sì”. “Bene, lo sa come si fa Annozero? Rispettando l’autonomia dei giornalisti”. So bene che Mentana, Lerner, Gruber, Telese, Costamagna, D’Amico sono liberi. Ma, quando uno va a contrattualizzare la sua posizione con un nuovo editore, mette nero su bianco le garanzie d’indipendenza.

Problemi di soldi?
Per sgomberare subito il campo da questioni del genere, ho accettato la ‘formula La7’: contratto-base basso, meno della metà dello stipendio Rai (630 mila euro lordi dal 1999, ndr), con incentivi legati agli ascolti. Per andare in pari, avrei dovuto ottenere risultati straordinari. Ma non era questo il problema: ho subito accettato le loro condizioni.

Siete arrivati a un contratto?
Sì, Stella mi ha inviato, con la sua firma, una proposta subordinata all’accettazione di un contratto standard come quelli che ormai si fanno firmare a chiunque fa tv in Italia. Autonomia zero: l’editore si riserva di leggere preventivamente scalette, argomenti, ospiti e di porre il veto. Per questo Celentano da anni non mette più piede in tv. Gli editori pretendono totale soggezione, per poter fare di te ciò che vogliono, in barba all’autonomia dei giornalisti. È un recinto, figlio della mancanza di concorrenza.

E tu che hai risposto?
Ho tirato fuori il contratto che mi fece Mediaset nel ‘96: “Firmate questo”. In ogni caso, penso che alla fine ci saremmo intesi con una stretta di mano: nei successivi incontri c’è stato un lavoro di reciproca conoscenza. Anche perchè Stella dava ancora l’impressione di volerlo fare davvero, il programma. L’ho rassicurato: non siamo avventurieri, in trent’anni non abbiamo mai perso una causa, mica siamo gente che spara ai bambini. Ferma restando la mia autonomia di giornalista, non ho problemi a informare l’editore di ciò che va in onda.

Tutte rose e fiori. Poi?
La fase costruttiva s’è chiusa con l’annuncio di Mentana, in diretta, che l’accordo con noi era cosa fatta. E in effetti, a parte qualche dettaglio… Poi hanno cominciato a cercare pretesti. Si sono attaccati a una mia dichiarazione. Cioè che, per il suo potenziale umano e professionale e per le attese che suscita, La7 potrebbe svolgere meglio il ruolo di terzo polo competitivo se riducesse la dipendenza da Telecom. Un’ovvietà: una concessionaria dello Stato, in un paese in cui il premier possiede tv, è inevitabilmente esposta a ritorsioni governative. Non mi sembra un’offesa sanguinosa al presidente Telecom, Franco Bernabè. E l’aveva detto proprio Stella, al Fatto, che entro fine anno Telecom avrebbe ceduto il 40% di La7. Quindi dov’è il problema? Era un pretesto.

A quel punto che è accaduto?
All’improvviso sono ricomparsi i vincoli e le diffidenze iniziali, che avevamo già dissipato. Stella domanda: “Chi si accolla le spese legali?”. Io mi dico: ecco, gli stessi problemi che la Rai sta creando alla Gabanelli. È un altro pretesto per nascondere qualcosa che mi sfugge. E rimuovo anche quello: ok, ci accolliamo anche i rischi legali. Ma allora – rilancio – se siamo responsabili di tutto, il programma lo autoproduciamo. Più responsabilità, più libertà e nessun veto. Inventano un altro pretesto: la responsabilità penale. Obietto che le denunce penali non le fanno quasi più, in ogni caso non all’editore. Ma qui Mentana si offre come ‘direttore responsabile’ del nostro programma, accogliendoci sotto la testata del tg. A quel punto però una cosa l’aggiungo.

Quale?
Domando a Stella: “Ma voi lo volete fare questo programma o no? Perchè su tutto il resto, la quadra si trova”. È come nei matrimoni: se sposi Santoro, o Celentano, ti sarai almeno informato su chi sono e come sono fatti. Mica puoi sposarti con la riserva mentale. Stella continuava a dire che voleva Annozero su La7, ma non mi convinceva più.

Forse Stella voleva sposarti, ma Bernabè non poteva dare l’assenso. Si è molto discettato sulla loro divaricazione.
Qualcuno ha ipotizzato questo dualismo, ma io ho esplicitamente chiesto a Stella di avere l’ok di Bernabè prima di iniziare qualunque trattativa. E l’ok c’era. Ora non c’è più? Non posso immaginare che improvvisamente abbiano scoperto che io lavoro in autonomia. Lo sanno pure i sassi che mi sono scontrato con Masi perchè pretendeva schede-programma e scalette sette giorni prima.

E allora come si spiega la retromarcia di La7? In fondo, si erano fatti avanti loro.
Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra. Quando i partiti, diversamente dalla Prima Repubblica, non rappresentano che i propri gruppi dirigenti senza un progetto culturale, le tv sottostanti ne risentono: dirigenti sempre più mediocri e incompetenti, nessuno sa cosa sia il prodotto, nessuno progetta né pensa né innova. Così si finisce per appaltare tutto agli impresari delle star e ai venditori di format. Gestiscono budget e personaggi, se vuoi una star devi prenderti tutto il pacchetto pieno di patacche. Risultato: il palinsesto si svuota, la programmazione finisce non più a luglio-agosto, ma fra un po’ si esaurirà poco dopo il Festival di Sanremo, ad aprile.

Questo “intervento esterno” su La7 ha un nome?
Un nome e un cognome: conflitto d’interessi. Politico e industriale insieme. Un’azienda, Mediaset, occupa il governo, il Parlamento, le Autorità, la Rai e piega tutto al proprio tornaconto. Con i numeri che facciamo, dovremmo avere una fila di editori: invece c’è la fuga. La miglior prova della debolezza organica delle classi dirigenti e del capitalismo, incapace di tradurre in progetti e prodotti le idee migliori e di portarle al pubblico. Non è un regime, ma un paese semilibero sì.

Davvero basta Santoro su La7 per stendere i due colossi?
Non sono così presuntuoso. Ma un tempo i programmi ‘diversi’ erano importanti ma non determinanti nella programmazione. Ancora nel 2002 eliminare Biagi, Santoro e Luttazzi fu un colpo per l’immagine, ma non significò svuotare la Rai. Ora i programmi scomodi sono diventati il core business, il top del palinsesto: senza Vieni via con me, Report e Annozero, la Rai si dimezza. È la grande novità degli ultimi anni, imposta dal pubblico che, stufo della ripetitività dei reality, va a cercarsi la realtà là dove sopravvive. Disposto persino a ciucciarsi Avetrana, dove qualcosa di reale comunque c’è, pur di non cadere nei Grandi Fratelli e nelle Talpe. Specie dopo che lo scandalo del bunga bunga ne ha svelato il retroscena, il reality del reality: le selezioni nell’alcova di Arcore.

Lerner e Mentana invitano La7 a ripensarci.
Li ringrazio. La battuta d’arresto delle rete nei nostri confronti è un pessimo segnale di stop anche per chi resta dentro.

Parliamo del futuro. Tu ora sei un ex dipendente Rai…
No, sono ancora dipendente fino al 31 luglio. Se il Cda rivuole Annozero lo dica, io straccio la transazione e resto qui. Oppure torno da esterno, purchè smettano di vedermi come un’imposizione da malsopportare e mi vogliano con la necessaria autonomia. Il servizio pubblico resta sempre la mia prima scelta.

Pia illusione.
E vabbè, se non mi vogliono alla Rai né a La7, devo provare a farne a meno. Siamo usciti dalla serata “Tutti in piedi” a Bologna, come l’anno scorso da “Raiperunanotte”, con una grande carica: c’è un enorme pubblico, soprattutto giovane, che ci chiede di rompere gli schemi, anche quelli in cui abbiamo lavorato finora, per parlare liberamente e uscire da un campo da gioco sempre più ristretto e asfittico. Una rottura come quella del Fatto nell’editoria. C’è un grande pubblico disposto a finanziarci con contributi individuali, a cercarci in rete, sul digitale, sul satellite. La ragazza precaria, sul palco di Bologna davanti a 30 mila persone, spaccava lo schermo. L’ho rivista in tv, seduta in un talk: non era la stessa cosa. Ecco, io ora cerco questo: una tv che rimetta al centro la realtà. “Scassando tutto”, come dice De Magistris: spazzando via l’equilibrio perverso che tiene insieme cattiva politica, cattiva economia e cattiva tv.

Molti si domandano: in autunno rivedremo Santoro e la sua squadra?
Certo che sì. È il momento della chiarezza, siamo alla scelta finale: se Rai e La7 non ci vogliono, dobbiamo essere noi a dire “rivogliamo la Rai” e a riprenderci il servizio pubblico privatizzato dai partiti, di destra e di sinistra, che lo considerano terreno di conquista. Per questo mi sono candidato a direttore generale: della Rai: una provocazione per affermare la necessità di competenze. E poi ci vogliono regole veramente liberali e un garante unico della comunicazione.

E Annozero?
Sto lavorando perché un programma come Annozero vada in onda dall’autunno ogni settimana, come sempre: alla Rai, a La7 o su una multipiattaforma fra satellite, streaming in rete e network di tv locali sul digitale.

Può funzionare anche in versione “feriale” o solo in quella “festiva” dei grandi eventi?
È una sfida entusiasmante. Ma possiamo vincerla solo se si mettono in gioco centinaia di migliaia di persone. Le interpelleremo presto perchè ci diano la forza necessaria. Riuscire in questa impresa sarebbe il coronamento della mia carriera.

di Marco Travaglio e Silvia Truzzi

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La rinascita della canapa
coltivazione ecosostenibile

Usata per fare carta, stoffe, olio, farina, cosmetici e medicinali, è stata proibita dalla legge Cossiga nel 1977 perché accomunata alla cannabis indica. Nel 1997 una deroga per la "sperimentazione" su mille ettari, poi ampliata. E ora si scommette sul suo ritorno dal nostro inviato ANTONIO CIANCIULLO

FERRARA - "I campi di canapa me li ricordo da bambino: per me erano il parco giochi. E per l'Italia una bella voce di export: 100 mila ettari coltivati che davano tessuti, carta, corde, vele, mangime. Poi è arrivata la plastica e questo settore agricolo è finito fuori mercato. Ma ora che si cominciano a rifare i conti calcolando l'impatto ambientale della produzione, il quadro della convenienza cambia. Si scopre che c'è più che mai bisogno di una pianta che cresce con poca acqua, aiuta il terreno a recuperare fertilità e contiene sostanze con potenzialità terapeutiche che stiamo appena iniziando a conoscere". A parlare è Gianpaolo Grassi, il ricercatore che a Rovigo coordina le attività del Cra (Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura), un ente pubblico che si è da poco staccato dal ministero delle Politiche agricole: da molti anni studia le proprietà della canapa ed è disposto a scommettere sulla sua rinascita. Una scommessa di cui i lettori ci hanno chiesto di occuparci con il quinto sondaggio "scegli la tua inchiesta".

LA VIDEOINCHIESTA 1

La canapa ha avuto infatti un passato glorioso e un declino improvviso. E' stata la prima pianta da fibra a essere coltivata, agli albori dell'agricoltura, perché la crescita è rapidissima e una volta tagliata è come un supermercato, offre di tutto: si usa per fare carta, stoffe, olio, farina, cosmetici e medicinali. La canapa è stata utilizzata per stampare la prima Bibbia di Gutenberg, per scrivere la dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti, per tessere le vele delle navi dei fenici e delle caravelle di Cristoforo Colombo. E tra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento ha conosciuto in Italia la sua stagione d'oro.

Poi, dopo il colpo di freno determinato dalla concorrenza delle materie plastiche, nel 1977 è arrivato lo stop: la coltivazione è stata proibita dalla legge Cossiga che ha accomunato nel divieto di coltivazione due piante cugine ma con caratteristiche molto diverse: la canapa indica (quella utilizzata per uso ricreativo dalla generazione del '68) e la canapa sativa (usata per usi produttivi). Così, per vent'anni, il monopolio del settore è stato lasciato alla Cina e ai Paesi dell'Est. Ma nel dicembre 1997 una circolare del ministero delle Politiche agricole ha autorizzato una deroga per la coltivazione sperimentale su mille ettari (successivamente ampliata).
Ora la coltivazione della canapa potrebbe essere rilanciata se verrà approvata la legge proposta dal senatore Francesco Ferrante, responsabile del Pd per le politiche sui cambiamenti climatici. "E' ora di adeguarsi a una scelta che l'Unione europea ha fatto nel 1972 inserendo nella politica agricola comune gli aiuti alla canapa sativa", spiega Ferrante. "In Francia oltre 9 mila ettari di questa pianta alimentano i settori della bioedilizia e della carta. Si coltiva anche in Germania, Finlandia, Romania, Olanda, Gran Bretagna e in Canada nel giro di otto anni si è passati da 2.400 a 21 mila ettari. Nei prossimi anni, con il ciclo idrico sempre più sbilanciato dal caos climatico, diventeranno sempre più utili le virtù ambientali della canapa che può essere utilizzata in moltissimi settori".

"Oggi la novità sta proprio nella grande differenziazione degli usi proposti", aggiunge Arturo Malagoli, presidente di Raggio Verde. "Da una parte c'è una tradizione antichissima che non si è mai interrotta: per secoli le stoffe fatte in canapa sono state usate e riusate finché non diventavano stracci e a quel punto gli stracci venivano riciclati trasformandoli nella carta di cui sono fatte tante cinquecentine e tanti volumi antichi. Dall'altra ci sono usi che riprendono abitudini che si erano perse: ad esempio i prodotti di cosmesi che aiutano a prevenire la disidratazione della pelle e proteggono da un eccesso di raggi solari. In questa partita, che può produrre occupazione e fatturati importanti rivitalizzando un intero settore agricolo, l'Italia può tornare ad assumere un ruolo di leadership mondiale".

Una scommessa condivisa anche da Massimo Gasparini che, dopo aver sperimentato in famiglia, con una figlia celiaca, i problemi affrontati quotidianamente da oltre 110 mila italiani intolleranti al glutine, ha fondato Zmg nutraceutica per fornire sia biscotti, torte e pizze ricavati dalla farina di canapa priva di glutine che integratori alimentari con un concentrato di olio ricco di acidi grassi omega 3 e omega 6 particolarmente utile per la riduzione del colesterolo e per la prevenzione di problemi cardiaci.

"Sulle proprietà positive degli alimenti derivati dalla canapa c'è ormai un largo consenso scientifico", ricorda la nutrizionista Elisabetta Bernardi. "L'elenco dei benefici è lungo: va dalla riduzione dei trigliceridi alla prevenzione dell'acne giovanile, dalla qualità delle proteine contenute nei semi, simile a quella della soia e dunque molto utile per i vegetariani, alla protezione contro gli eritemi solari".
 
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Rossi: "Le prove più inutili"
Sic: "Che noia non girare"

Mugello, Vale dopo i problemi nelle libere: "Persa una giornata per guai insignificanti: per le qualifiche però la direzione è giusta. Simoncelli? L'accanimento contro di lui non ha senso". Simoncelli: "Io ok, ma con l'umido non serviva rischiare. Polemiche? Le lascio agli altri"

Valentino Rossi, 32 anni, prima stagione alla Ducati. Afp
Valentino Rossi, 32 anni, prima stagione alla Ducati. Afp
SCARPERIA (Firenze), 1 luglio 2011 - È un Valentino Rossi deluso e amareggiato quello che chiude il venerdì di libere del Mugello al 13° posto, che pure nel GP di casa si prende oltre 1,7". "Sono state le prove più inutili fatte finora - ha detto il pilota della Ducati -. Non sono riuscito a lavorare bene per problemi insignificanti: sulla prima moto abbiamo avuto problemi con un cavetto difettoso, sull'altra, poi, delle noie elettroniche, quindi non siamo riusciti a migliorare il tempo fatto dopo solo sette giri".
c'è tempo — La situazione per Rossi, comunque non è disperata. "Questi problemi è meglio averli il venerdì, che il sabato o la domenica. Sono sicuro che per le qualifiche potremo lavorare nella giusta direzione, anche se dobbiamo ancora migliorare qualcosa. Quando ho provato qui avevo la 1.000, che richiede uno stile di guida differente dalla 800. Con queste moto devi spigolare molto le curve, mentre con la GP12 si può far correre di più la moto. Ma abbiamo il tempo di sistemare le cose: con questa moto siamo già migliorati con il retrotreno". La gara sulla pista toscana potrebbe somigliare a un'ultima spiaggia. "Non credo che siamo a questo punto, sono sicuro che miglioreremo, ma per farlo dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa come stiamo facendo".
Rossi ai box del Mugello con la Ducati  GP11.1. Ansa
Rossi ai box del Mugello con la Ducati GP11.1. Ansa
radiazioni in giappone — Poi Valentino si interessa alla questione del GP del Giappone a Motegi, e ai problemi legati alle possibili contaminazioni provocate dall'incidente alla centrale nucleare, citati dalla circolare del ministero degli Esteri spagnolo che suggerisce ai suoi cittadini di non recarsi in zone a 100 km dalla centrale di Fukushima. "Trovo molto positivo - ha detto Valentino - che il governo spagnolo si sia mosso in questo senso. Per ora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale e definitiva dalla Federazione Internazionale sulla sicurezza delle zone dove si svolgerà il GP. Possiamo solo aspettare, ma fosse per me non andrei". Infine, un commento sulla alleanza spagnola contro Simoncelli: "Spero non sia vero, io gli consiglio di restare calmo e guidare anche con la testa. Ma tutto questo accanimento contro Marco ha poco senso".
Jorge Lorenzo, campione del mondo 2010 con la Yamaha. Reuters
Jorge Lorenzo, campione del mondo 2010 con la Yamaha. Reuters
fiducia lorenzo — Moderato ottimismo in casa Yamaha dopo il 4° posto di Lorenzo e il 5° di Spies. Il campione del mondo: "Nel pomeriggio la pista non era perfetta e ho deciso di restare ai box - ha detto Jorge -. Ho fiducia, mi piace il Mugello, mi sento a posto con il nuovo asfalto e tutta la squadra ha fatto un fantastico lavoro. Credo che non siamo mai stati così vicini al top, come livello, per la gara. Nonostante questo, però, vincere qui sarà duro". Spies, vincitore ad Assem punta al podio: "La sessione del mattino è andata bene, la moto ha lavorato a dovere, abbiamo provato varie combinazioni di gomme e penso che possiamo crescere. Nel pomeriggio, poi, con la pioggia improvvisa, è stato meglio non prendere alcun rischio. Comunque, abbiamo il passo per stare fra i primi 5 e lottare per il podio, che è il nostro obiettivo".
Casey Stoner, 25 anni, campione del mondo nel 2007. Reuters
Casey Stoner, 25 anni, campione del mondo nel 2007. Reuters
stoner in agguato — Alle spalle di Simoncelli, c'è Stoner: "In mattinata è stato un turno impegnativo perché risentivo ancora al collo della botta di Assen, poi non c’è stato abbastanza tempo per trovare il giusto assetto e fare il numero di giri che avrei voluto. Però, in generale, la moto ha lavorato molto bene fin da subito e non posso lamentarmi anche se vorrei migliorare nei cambi di direzione". Andrea Dovizioso, 3°, è abbastanza sorridente: "Con il nuovo asfalto devo dire che le buche sono sparite, sono cambiati i punti di riferimento e si possono fare tante traiettorie. Ho un buon feeling con la moto, ma dobbiamo continuare a lavorare perché con il mio stile di guida si scalda un po' troppo la gomma anteriore". Pedrosa, 7° al rientro dopo la frattura alla clavicola. "È bello tornare in moto e ritrovare il ritmo. Ho dolore nelle frenate più violente e nelle curve a destra, ma è normale. Spero di avere tutto il giorno per lavorare di fare delle buone qualifiche".
Marco Simoncelli, 24 anni, 2 pole in MoroGP. LaPresse
Marco Simoncelli, 24 anni, 2 pole in MoroGP. LaPresse
sic veloce e ironico — Simoncelli, intanto, si gode il primato come spesso gli capita durante le prove. "Il pomeriggio è stato un turno abbastanza lungo perché non finiva più con lo stare senza senza far niente - dice il pilota del team Gresini -. Per il week-end le previsioni volgono al bello, per cui non aveva senso rischiare con la pista umida. Con questo nuovo asfalto girare al Mugello è veramente una goduria, la moto mi ha dato subito buone sensazioni, anche se dobbiamo lavorare un po' su freno motore e assetto". Sorriso e ironia anche quando Marco viene di nuovo provocato sul litigio con Dani Pedrosa. "Sono sereno perché alla fine la polemica la fanno gli altri - sorride -, speriamo però che la smettano di parlare perché altrimenti alla fine non riesco a guidare al massimo".
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