sabato 22 ottobre 2011

ma dai......

F.1, gli Usa raddoppiano
GP nel New Jersey nel 2013

NEW JERSEY (Usa), 22 ottobre 2011

Dopo il già previsto appuntamento di Austin (Texas) nel 2012, il Wall Street Journal riferisce che la prossima settimana sarà annunciata la prova che tra due stagioni avrà New York sullo sfondo

Lo skyline di New York visto dal New Jersey
Lo skyline di New York visto dal New Jersey
La F.1 è pronta a tornare in grande stile negli Usa con ben due GP. Oltre al già programmato GP a Austin, in Texas, nel 2012, è di oggi la notizia che nel 2013 ci sarà anche un GP nel New Jersey, vicinissimo ai grattacieli in prossimità di New York, insomma.
desideri — La notizia, pubblicata dal Wall Street Journal, confermerebbe quello che era sempre stato un duplice desiderio di Bernie Ecclestone, vedere la F.1 con almeno due GP negli Usa e in particolare uno svolgersi in prossimità del suggestivo scenario della Grande Mela.
lavori in corso — Il patron della F.1 lo aveva recentemente detto anche ai britannici di Autosport: "Ci stiamo lavorando. I colloqui sono in fase avanzata, vediamo che succede". Il WSJ, che cita autorevoli fonti locali, riferisce che non più tardi della prossima settimana Chris Christie, governatore del New Jersey e altri politici locali dovrebbero dare l'annuncio ufficiale dell'evento che si svolgerebbe in giugno, per essere agganciato nel calendario di F.1 al logisticamente vicino GP del Canada. Lo stesso vale per il programmato GP di Austin in Texas, previsto nel 2012 nel finale di stagione per poter essere accostato alla prova in Brasile.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Sei anni fa era un’azienda in salute
oggi la Rai ha le casse semivuote 

A causa dei ritardi del Tesoro nel versare i soldi raccolti con l'abbonamento, le casse di via Mazzini sono vuote: a dicembre rischio blocco per tredicesima, stipendi e pagamenti ai fornitori.
Il palazzo della Rai a viale Mazzini
Non è un programma d’informazione domestica, ma l’ultima deriva di viale Mazzini: persino per la Rai è una fatica arrivare a fine mese. Non bastano 2,5 miliardi di euro l’anno fra canone e pubblicità. Non bastano fidi bancari che sfiorano 700 milioni di euro. Non bastano piani industriali che nascondono licenziamenti. E dicembre fa paura: c’è il rischio che l’azienda possa bloccare le tredicesime, forse pure gli stipendi, e tanti auguri ai 13 mila dipendenti. Nemmeno un euro, poi, per i fornitori che, ormai senza pazienza, aspettano i pagamenti.

La cassa è vuota, strangolata dai ritardi del Tesoro nel versare il malloppo pubblico, 1,6 miliardi di euro raccolti con l’abbonamento: consumata la metà, mancano 800 milioni. A settembre avevano promesso 400 milioni, poi rinviati in tre comode rate a ottobre; adesso per l’assegno finale di 400 milioni dicono dicembre: se slittano di due settimane, addio retribuzioni (un macigno da 80 milioni di euro al mese). La Rai ripara il pallone sgonfio con cuciture improvvisate. Più passa il tempo, più il buco s’allarga. Ecco, l’ennesimo palliativo: un prestito di 80 milioni di euro per gentile concessione di Bei, la Banca europea per gli investimenti. La rete per diffondere il segnale del servizio pubblico – antenne, piloni, ferro – è l’unica proprietà di viale Mazzini.

Dilapidato il patrimonio culturale, povero di contenuti e ricco di contenitori, l’azienda mostra le strutture di Raiway con l’illusione di chi, finito in disgrazia, cerca di salvarsi svendendo l’eredità. Raiway vale un miliardo di euro, estrema garanzia per chiedere o trovare soldi. Alessandro Penati, economista della Cattolica, intravede nuvoloni minacciosi su viale Mazzini: “Quando sei disposto a cedere il bene più solido e prezioso, significa che sei in corsa verso il fallimento e cerchi di mascherare il debito. La Rai può smobilitare Raiway, ma poi deve noleggiare le frequenze per andare in onda oppure vogliono chiudere le televisioni?”.

Nel bilancio 2011 i debiti consolidati superano i 350 milioni di euro. Il peggio è dietro l’angolo: nel 2012, per resistere sul mercato, la Rai deve comprare i diritti per le Olimpiadi e l’Europeo di calcio, una botta di 140 milioni di euro. Dove cercare 140 milioni di euro senza aumentare i 350 milioni di esposizione bancaria? Non con la pubblicità. La concessionaria Sipra ha raccolto 980 milioni di euro (50 in meno che nel 2010), e le previsioni sono pessime: “L’anno prossimo dovremo fronteggiare il calo di ascolti e la prevedibile crisi finanziaria, qualsiasi stima è troppo ottimistica”, spiegano fonti qualificate di Sipra. Dicembre sarà il primo esame di stabilità, ancora più dura sarà tra gennaio e marzo. Senza canone e senza tesoretti.

Sei anni fa, mica nel dopoguerra, la Rai era un’azienda sana. Il passaggio al digitale terrestre, una manna per Mediaset e una condanna per viale Mazzini, è costato 500 milioni di euro, soltanto il governo Prodi ha contribuito con 58 milioni di euro, Silvio Berlusconi ha pensato bene di non aggiungere. In Gran Bretagna per assorbire le nuove spese, la Bbc ha aumentato il canone di 20 sterline. Qui scherzano con le diffide: il Consiglio di amministrazione ha intimato al ministero dello Sviluppo di pagare 1,3 miliardi di euro per onorare il contratto di servizio (quel documento che giustifica la tassa chiamata canone, che però non copre i costi di quelle trasmissioni qualificate come “servizio pubblico”). Sai che paura, avrà detto il ministro Paolo Romani.

Senza sparare cifre colossali, seppur legittime, la Rai poteva confermare l’accordo con Sky per trasmettere sul satellite, 350 milioni di euro in 7 anni sdegnosamente rifiutati dall’ex direttore generale, Mauro Masi. Bellissimi quei 13 canali di offerta gratuita, anche inutili però: nessun inserzionista sgomita per piazzare un prodotto a Rai 5 o Rai Gulp. Guai a toccare l’appalto, ogni anno benedetto: 224 milioni di euro per società esterne, 200 milioni per le serie televisive; profumati contanti per imprenditori che vengono, incassano e salutano, che sia un successo o un disastro. Dentro, il nulla: “La Rai si costruisce fuori, non nei suoi studi – commenta il professor Penati – . Non può vantare una scuola per sceneggiature o varietà, né marchi né autori. Logico che finisci con i creditori che ti circondano, e devi tranquillizzarli subito perché altrimenti sei spacciato. Mi ricorda un po’ la logica del San Raffaele di Milano che rinviava i pagamenti ai fornitori, fin quando ha portato i libri contabili in tribunale”. La soluzione non è vendere: “Chi acquista un’automobile vecchia e rotta con pochi pregi e tanti difetti? La Rai ha due strade: o taglia i costi del 30 per cento o morirà per rinascere male come Alitalia con i soliti salvatori della patria”. E i cittadini costretti a svenarsi ancora.

da Il Fatto Quotidiano del 22 ottobre 2011
 
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IL CASO

Usa, stretta sulla musica web
vietato anche cantare cover

Il Congresso americano sarebbe sul punto di approvare una legge che equipara i video pubblicati sul web al download illegale. Così gli autori di cover che caricano su internet la loro versione di canzoni famose potrebbero finire in carcere anche per cinque anni. Scatta la protesta che prende il volto di Justin Bieber, web-star nata proprio grazie alle cover su YouTube

ROMA - "Can anybody find me somebody to love?". L'appello venne lanciato per la prima volta da Freddie Mercury. Fu proprio il frontman dei Queen a scrivere, nel 1976, la canzone, tra le più famose della band inglese. Un invito ad amare cantato lo scorso anno anche da Justin Bieber, che ne fece una cover. Ma ora, chi come la baby star canadese e molti suoi colleghi reinterpreta brani musicali eseguiti e pubblicati in precedenza da altri, rischia grosso: fino a cinque anni di carcere.

La notizia arriva dagli Stati Uniti, dove il Parlamento si appresta ad approvare con un accordo bipartisan la legge S.978. Il provvedimento equipara di fatto lo streaming di contenuti protetti dal diritto d'autore al download illegale. Così pubblicare su YouTube il video di un vostro amico che vi canta "Buon Compleanno" potrebbe dunque diventare pericoloso. Così come i filmati della recita scolastica di un figlio, le migliori azioni di una partita e comunque di tutte quelle situazioni in cui è presente un sottofondo musicale.

Proprio Bieber, il ragazzino della porta accanto diventato una star di fama internazionale grazie alle cover cantate su YouTube, è stato eletto a testimonial (involontario) di una campagna di sensibilizzazione per impedire che la S.978 venga approvata. "Se ciò accadesse - si legge sul sito Freebieber.org - Justin rischierebbe 5 anni di prigione. Chiunque si rende conto che si tratta di una cattiva idea".

A volere la legge sono l'industria discografica e cinematografica statunitensi: la Recording Industry Association of America (Riaa) e la Motion Picture Association of America (Mpaa). "Più severa è la legge sul copyright - si legge ancora sul sito - più alti sono i loro guadagni. Quello che vogliono è vedere la gente che paga 18 dollari per i loro dischi di plastica piuttosto che sentire cover meravigliose online e gratis. Hanno cercato di bandire i registratori e ora vorrebbero far diventare internet un movie store e perseguire ragazzini di 14 anni".

L'appello al popolo del web è dunque quello di firmare una petizione direttamente sul sito o di esprimere il proprio dissenso sui più famosi social network perché l'approvazione della legge sia definitivamente bloccata. Si può anche registrare un video indirizzato ai membri del Congresso "da dietro le sbarre". Video che per ora sono solo prese in giro. Ma se il prossimo concerto di Bieber ed emuli sarà davvero dal carcere (e sicuramente non pubblicato sul web) dovrà deciderlo la politica.
(22 ottobre 2011)
 
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Malesia, pole Pedrosa, Dovi 3°
Rossi cade ed è 9°: "Solita Ducati"

SEPANG (Malesia), 22 ottobre 2011

Lo spagnolo della Honda in pole davanti a Stoner, per soli 29/1000, e all'italiano, staccato di 204/1000. Valentino scivola e finisce 9° a 933/1000: "Se la guidi come si deve la Desmosedici fa degli scherzi. Poi, oggi sono capace di guidare, ieri no, chissà domani...". Forfeit di Spies, per una caduta. In 125 pole di Terol; in Moto2 svetta Luthi, con Marquez in ultima fila ancora frastornato per la botta alla testa

Dani Pedrosa, 26 anni, seconda pole stagionale. Epa
Dani Pedrosa, 26 anni, seconda pole stagionale. Epa
Nelle qualifiche del GP di Malesia, penultimo appuntamento della stagione 2011, che ha già incoronato Casey Stoner campione del mondo della MotoGP, si conferma Dani Pedrosa, che conquista la pole, la seconda della stagione, con il tempo di 2'01"462, precedendo proprio l'australiano di soli 29/1000. Terzo Dovizioso, ma con un ottimo passo per la gara, 5° Simoncelli, 9° Rossi.
la sessione — Per metà sessione, circa, sventola il tricolore, con Dovizioso e Simoncelli ai primi due posti, divisi da circa 4 decimi. Poi Pedrosa, il primo a scendere sotto il muro del 2’02”, con 2’01”938, si porta in testa, sopravanzato successivamente, prima da Dovizioso (2’01”793), poi da Stoner (2’01”732). Nelle battute finali, con le gomme migliori, però, riemerge lo spagnolo che piega la resistenza strenua dei due compagni della Hrc, con il tempo di 2’01”462, conquistando la pole in una fila tutta colorata con i colori rosso-arancio della team ufficiale di Tokyo. Valentino Rossi scivola, pochi istanti dopo il provvisorio e confortante 4° tempo di Hayden (che finirà comunque buon 6°), senza conseguenze e chiude la sessione al 9° posto, con 933/1000 di distacco. Caduto e costretto al forfeit Ben Spies, che ha subito una leggera commozione cerebrale e una botta alle costole: il pilota della Yamaha ufficiale, che già deve rinunciare a Jorge Lorenzo per l'operazione al dito schiacciato in Australia, salterà anche i test con le 1000 cc di lunedì 24 e dovrebbe essere pronto per l'ultimo appuntamento, a Velencia, il 6 novembre.
Valentino Rossi, 32 anni, prima stagione con la Ducati. Ap
Valentino Rossi, 32 anni, prima stagione con la Ducati. Ap
vale amaramente ironico — Un'amara ironia fa però da contorno alla prestazione di Rossi: "È andata un po ' meglio - ha detto Vale - grazie a delle modifiche che mi fanno guidare meglio. Siamo abbastanza veloci nei tratti difficili della pista dove ci sono dei cambi di direzione, ma perdiamo nel T4, nell'accelerazione delle ultime due curve, dove facciamo fatica rispetto alle Honda. Non siamo tanto lontani, la terza fila non è male". Una sessione caratterizzata anche da una scivolata. "La solita caduta da Ducati - dice Rossi -, che quando si guida come deve essere guidata fa degli scherzi, ed è un problema da risolvere se vogliamo essere competitivi". Un po' di fiducia per la gara, comunque c'è: "Non ho un cattivo passo, ma bisognerà vedere che temperature e grip ci saranno, per decidere se utilizzare la dura o la morbida. Nel compesso non va male, ma ieri non ero capace di andare in moto, oggi sono invece capace di farlo, chissà domani... sembra che uno possa rincoglionire da un giorno all'altro...". Infine, una nota tecnica: "In velocità massima paghiamo perché Stoner è più piccolo e meno pesante di me, non abbiamo più, purtroppo, il vantaggio di motore che la Ducati aveva qualche anno fa, e nella gestione elettronica la Honda ha fatto passi avanti: loro aprono il gas più facilmente di noi e questo fa molta differenza".
Gazzetta TV
 
dichiarazioni — Il poleman Pedrosa è abbastanza soddifatto: "Sono caduto quando ho cominciato le prove e non so perché, non avevo spinto molto - ha detto lo spagnolo -. Faceva anche molto caldo, le gomme scivolano, ma alla fine sono riuscito a fare un bel tempo. Speriamo che il setting sia buono anche per la gara, perché sappiamo che i nostri rivali sono forti". Entusiasta, nonostante il terzo tempo, Andrea Dovizioso: "Prima fila fantastica e ancora di più il passo, sia con la gomma morbida, sia con la dura - ha detto l'italiano -. Sono molto contento, c'era caldo, poco grip, ma abbiamo lavorato bene e siamo messi bene per la gara, ma vedremo il tempo. Nel finale mi si chiudeva un po' l'anteriore e mi sono tenuto un po' di margine per non rischiare, ma non credo che avrei fatto la pole". Stoner, secondo, è un po' meno cannibale del solito: "Sono tranquillo e rilassato solo quando sono giù dalla moto - ha detto il neo campione del mondo -, ma quando ci salgo su sono concentrato come sempre. Ci sono stati alcuni problemi di assetto e c'è ancora qualcosa da sistemare, ma sono fiducioso: ho un buon passo con la dura e simile a quello degli altri con la morbida". Simoncelli: "Mi aspettavo meglio, ma ho avuto un problema con la centralina della prima moto, l'ho cambiata e non mi sono trovato più così bene - ha detto il Sic -. Il passo però è buono e credo di poter stare con i primi tre. Sarà una gara tosta".
Gazzetta TV
 
125 — In 125, invece, la pole, la settima stagionale, va a Nico Terol, che con il tempo di 2'13"579 ha sopravanzato il connazionale Hector Faubel di soli 15/1000 e l'italo tedesco Sandro Cortese di 375/1000. Johann Zarco, che per tenere aperti i giochi iridati deve arrivare davanti a Terol, è solo 15°, a 2"630. Sessione condizionata da una leggera pioggia nelle fasi iniziali.
Gazzetta TV
 
moto2, marquez frastornato — In Moto2, la pole va a Thomas Luthi (Suter) che con il tempo di 2'07"512 ha preceduto il tedesco Bradl (Kalex) di 212/1000 e l'italiano Michele Pirro (Moriwaki) di 492/1000. Decimo Pasini e 11° De Angelis. Marc Marquez, ancora fortemente frastornato per la caduta di venerdì in cui ha battuto la testa, è sceso in pista solo per fare un tempo che gli consentisse di potersi schierare in griglia, ma ha abbandonato la sessione quasi subito per riposarsi e cercare di riprendersi in vista della gara. Lo spagnolo, che si è affidato alle cure della Clinica Mobile e che partirà in ultima fila, è secondo nel mondiale a 3 punti dal leader, Bradl.
Massimo Brizzi© RIPRODUZIONE RISERVATA

mercoledì 19 ottobre 2011

hahhahahaha

IL CASO

Così gli archivi gratis sul Web
cambieranno le nostre vite

Dal Comune di Firenze all'Istat le informazioni raccolte da strutture pubbliche diventano consultabili da tutti. E possono essere riusate per applicazioni utili: sbarca in Italia una pratica che rende più efficienti le istituzioni  di RICCARDO LUNA

C'è una applicazione per il telefonino per sapere chi sono le persone che frequentano la Casa Bianca: il più visitato è il presidente Obama, ma al secondo posto non c'è il vicepresidente Joe Biden, come sarebbe lecito attendersi: c'è la coppia Barack & Michelle Obama. Con la stessa applicazione si può scoprire la classifica dei visitatori e se i nomi non vi dicono nulla, con un clic potete finire sulla relativa pagina di Wikipedia e leggerne il profilo. La residenza del presidente americano è una Casa di Vetro e questo aiuta a capire le scelte che vengono fatte e induce comportamenti migliori. C'è poi un sito internet che indica il grado di pericolosità delle principali città americane: utilizza dati pubblici della polizia e dei municipi per rispondere alla domanda "Are you safe?" (Sei al sicuro?). Il risultato è un barometro del rischio in modo che chiunque possa sapere se una certa zona è pericolosa per furti, scippi, stupri o omicidi e regolarsi di conseguenza. Un'altra applicazione calcola il valore degli immobili in base ai dati di criminalità e inquinamento.

Sono solo due esempi di quello che sta per accadere in Italia. Stiamo per essere felicemente travolti da una marea di dati. Non si tratta di dati qualunque, ma dei dati raccolti da strutture pubbliche con i nostri soldi che stanno per diventare liberi; e quindi consultabili da tutti, riutilizzabili per farne applicazioni utili. Magari anche per farci una startup (come Britescope, che offrendo un servizio
con i dati della previdenza Usa, fattura 10 milioni l'anno).

Parliamo degli Open Data che finalmente, dopo essere diventati pratica di buona amministrazione negli Usa e nel Regno Unito, aver conquistato la Spagna e i paesi del Nord Europa, arrivano in Italia per cambiarci la vita. I fatti dicono più di ogni altra cosa. E i fatti principali sono tre. Il primo: da ieri sera Firenze ha rilasciato molti set di dati; è il primo comune italiano a farlo, finora solo quello di Udine lo aveva fatto ma limitandosi al bilancio, il salto di Firenze sarà presto imitato da Torino, Matera e Roma. Il secondo fatto: il Piemonte da qualche anno ha un sito di dati istituzionali, da oggi una dozzina di altre regioni sono pronte a imitarlo; parliamo di dati fondamentali a partire da quelli che riguardano la sanità. Il terzo fatto: l'Istat, detentore massimo dei nostri dati statistici, sta per metterli a disposizione di tutti con un accesso "dal computer di casa".

Gli Open Data sono un presupposto essenziale della trasparenza e dell'efficienza della pubblica amministrazione ma sono anche un potentissimo attivatore della creatività dei singoli. Uno studio della McKinsey sui paesi della Unione Europea ha calcolato che gli Open Data potrebbero abbattere i costi della pubblica amministrazione del 20 per cento creando valore fino a 300 miliardi di euro in dieci anni tra riduzione di inefficienze, maggiori introiti fiscali e maggiore produttività.

Gli esempi virtuosi non mancano. Nel Regno Unito il governo mette a disposizione dati sulle performance delle strutture sanitarie pubbliche o sulle scuole: questo porta i cittadini a fare scelte più informate e a una maggiore efficienza del sistema. In Germania l'Agenzia federale per il lavoro nonostante il taglio del budget ha aumentato il proprio impatto usando in maniera creativa i dati. Sempre in Gran Bretagna la Open Knowledge Foundation ha lanciato un servizio "wheredoesmymoneygo", ("dove vanno a finire i miei soldi") con cui ogni cittadino capisce come è composta la spesa pubblica.

La forza dei dati aumenta quando vengono incrociati fra di loro per ottenere nuova conoscenza come ha spiegato l'inventore del web Tim Berners Lee nel 2009 lanciando la campagna "linked-data". Intanto il movimento è diventato globale come si vedrà giovedì a Varsavia al più grande summit mondiale di Open Data. "Eppure è un momento delicato" ha detto nei giorni scorsi il direttore della Open Knowledge Foundation Jonathan Gray, "i fondi per il sito americano data. gov sono stati tagliati, in giro si sente parlare della tentazione di vendere i dati per farci qualche soldo, e anche chi li pubblica lo fa in formati sbagliati, che ne rendono difficile l'uso".

LEGGI L'INTERVISTA A GRAY 1

In Italia la storia è iniziata, lontano da ogni riflettore, molto tempo fa. E se oggi arriva a un traguardo storico lo deve ai pochi che hanno continuato a parlarne anche quando ai più sembrava astrusa. Ora il vento è cambiato: il ministro Renato Brunetta è pronto a lanciare anche il governo italiano su questo tema. Presto avremo un portale di dati e una gara a premi per generare applicazioni socialmente utili. Certo "i dati da soli non bastano, occorre saperli leggere", osserva il presidente dell'Istat Enrico Giovannini che ha appena creato una Scuola Superiore di Statistica. Vedremo i risultati. Intanto i dati tornano a chi li ha pagati. Ai cittadini. Ci faranno molto bene.
(18 ottobre 2011)

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QUIRINALE

Napolitano, appello per le riforme
"No ai condizionamenti elettorali"

Il presidente della Repubblica  interviene nel corso della cerimonia per la consegna delle onorificenze ai cavalieri del lavoro: "Abbattere il debito pubblico". "L'Italia è esposta ai venti di crisi, sono angustiato per la mancata coesione". "La questione della disoccupazione e della frustrazione giovanile deve essere al centro delle nostre preoccupazioni"

ROMA - "E' giunto il momento di abbattere, gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante, il nero del debito pubblico accumulatosi nel corso dei decenni" dice il presidente della Repubblica nel corso della cerimonia per la consegna delle onorificenze ai cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno scorso. Ad ascoltarlo, tra gli altri, il premier Silvio Berlusconi e il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "Lo stiamo facendo - continua l'inquilino del Colle - come indicano i decreti di luglio e di agosto, adottati celermente in Parlamento in ottemperanza agli impegni assunti e intendiamo farlo senza alcuna incertezza e tergiversazione".

Per Napolitano l'Italia "è molto esposta a questi venti di crisi" e "bersaglio di attacchi dei mercati e di una crisi di fiducia da parte anche di altri Paesi". Per questo le riforma strutturali sono "impellenti". Ma il clima non appare propizio. Per questo il presidente non nasconde la preoccupazione: "Non posso tacere la mia angustia nel constatare che le condizioni politiche per questa più larga condivisione non si sono finora verificate". Quello che serve, continua l'inquilino del Colle, è "una forte, netta assunzione di responsabilità: largamente condivisa perchè risulti più credibile, più garantita nella sua efficacia realizzativa". Uno dei "punti di forza su cui oggi
possiamo contare è la consapevolezza della necessità di una straordinaria mobilitazione per liberarci
da antiche insufficienze e far fronte a momenti di estrema difficoltà".

Coesione e riforme, dunque. "Senza farsi condizionare da calcoli elettorali" continua il capo dello Stato. Un rischio che esiste non solo in Italia ma in Europa: "In Francia, dove si voterà nel 2012, ed in Germania, dove si sono succedute elezioni regionali e si andrà successivamente alle elezioni generali, o negli Stati Uniti, dove egualmente si tornerà a votare l'anno venturo. Si guardi con coraggio agli interessi comuni di più lungo termine per l'unità dell'Europa, per lo sviluppo mondiale, per il futuro delle giovani generazioni". Tutti insomma devono fare la propria parte e "molto sta facendo il mondo delle imprese anche in modo propositivo ed è importante: lo testimonia il 'Progetto per l'Italia".

E al ministro Romani, intervenuto poco prima nella cerimonia Napolitano riserva una replica precisa: "Lo ringrazio per averci ragguagliato sugli sforzi che si stanno compiendo. Ma le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti. E a queste difficoltà guarda con preoccupazione l'Europa".

Il presidente poi torna a difendere la moneta unica. "Mi rifiuto di credere che possa serpeggiare in qualsiasi ambiente l'idea che l'euro, la nostra appartenenza all'Eurozona, sia per noi come una camicia di forza". Piuttosto è vero il contrario: "E' una cintura di protezione e un propulsore insostituibile di sviluppo competitivo per la nostra economia nazionale, in sinergia con le altre economie europee".

Infine un passaggio sui giovani e le difficoltà che ne frenano le prospettive future: ""La questione della disoccupazione e della frustrazione giovanile deve essere al centro delle nostre preoccupazioni. E' parlo di preoccupazioni per la coesione sociale e anche per l'equilibrio democratico e per la convivenza civile". Con negli occhi le immagini degli scontri di sabato a Roma, il presidente chiede "attenzione alla protesta pacifica" e "rigore contro inammissibili violenze". 
 
(19 ottobre 2011)
 
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Le liberalizzazioni che servono a poco 

Chi l’avrebbe mai detto: la crescita zero dell’Italia è colpa della lobby delle estetiste, della corporazione dei facchini, dell’oligopolio della produzione di margarina e grassi idrogenati e perfino, ebbene sì, del caos normativo sui premi assegnati dai quiz televisivi. Dopo settimane di riflessione, infatti, il ministro dello Sviluppo Paolo Romani e quello della Semplificazione normativa Roberto Calderoli hanno partorito una bozza dell’attesissimo decreto sviluppo, che il Fatto Quotidiano ha potuto consultare.

Alla voce “liberalizzazione di alcune attività professionali”, Romani sceglie con cura i suoi bersagli: le imprese di facchinaggio, che potranno operare con meno requisiti di quelli richiesti oggi, il commercio all’ingrosso con deposito e produzione di margarina e grassi idrogenati, dove ci sarà meno burocrazia, poi al comma 4 si annuncia l’imprescindibile “soppressione del ruolo degli stimatori e pesatori pubblici”. Al posto delle autorizzazioni richieste oggi, per alcune professioni basterà la cosiddetta “Segnalazione certificata di inizio attività”, la Scia, cosa che dovrebbe stimolare l’apertura di nuove imprese. I settori beneficiati da questo alleggerimento burocratico (e colpiti, forse, da una maggiore concorrenza) non sono scontati. Ecco l’elenco: impianto di un nuovo molino, raccomandazione di navi, acconciatore ed estetista, autotrasporto di cose per conto di terzi (questo è serio e delicato, visti i rapporti sempre tesi con le lobby del trasporto), imprese di autoriparazione per l’esecuzione delle revisioni, ampliamento di un magazzino generale.

Si può discutere se i rigassificatori siano volani per lo sviluppo, di certo sono sgraditi dai territori che li devono ospitare. Quindi la bozza del decreto prevede di sedurre i riottosi con una riduzione del 15 per cento del prezzo del metano per le auto nella zona del rigassificatore.
Visto che anche Calderoli ha dato il suo contributo alle 42 pagine della bozza, la seconda metà ha titolo “misure di semplificazione”. La prima è soprattutto di trasparenza: sui siti web della pubblica amministrazione deve essere reperibile anche la normativa già pubblicata in gazzetta ufficiale, a differenza di oggi. C’è qualche formalità in meno per gli albergatori e poi il documento si chiude con un lungo articolo su “semplificazione della disciplina dei concorsi e manifestazioni a premio”, dove la novità principale è la possibilità di partecipare e vincere anche per chi vuol giocare dall’estero. E questo forse aiuterà davvero, visto che è noto che in tempo di crisi si gioca di più.

É solo la prima stesura, chissà che forma avrà il decreto nella sua veste definitiva. Assai probabile che almeno qualcosa in comune con questo documento ce l’abbia: sarà a costo zero, Giulio Tremonti non sgancia un euro. E senza soldi (e senza liberalizzazioni vere) di sviluppo se ne vedrà poco.

Il Fatto Quotidiano, 19 ottobre 2011


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Casey: "Il giorno perfetto"
Vale: "Non mi fido della moto"

PHILLIP ISLAND (Australia), 16 ottobre 2011

Stoner, iridato nel giorno del compleanno: "Solo la paternità potrà migliorarmi rispetto a quanto fatto oggi". Rossi e la caduta: "Era un sorpasso normalissimo, non ha senso, questa Ducati non vuol sorpassare". Sic secondo: "Felicissimo, saluto Lorenzo, mi dispiace per lui"

La festa di Casey Stoner , 26 anni, sul podio. Ap
La festa di Casey Stoner , 26 anni, sul podio. Ap
Felicissimo Stoner, nel Casey-day: "È stata la giornata perfetta - ha detto euforico -, non capita spesso di festeggiare il compleanno con il GP di casa, una vittoria e addirittura il titolo mondiale. Sono molto dispiaciuto per quanto è successo a Lorenzo, non era questo il modo in cui avrei voluto vincere il titolo, ma sono davvero felicissimo". Emozioni e brividi, che lui stesso fa fatica a spiegare. "Ora ho talmente tante emozioni, che tutto mi straborda da dentro - ha detto -. Sono felice di aver vinto questa gara: è difficile che succeda qualcosa che mi colpisca di più di quanto ho fatto oggi".
Gazzetta TV
 
sapore diverso — Secondo titolo, dal sapore diverso dal primo, conquistato nel 2007 con la Ducati. "Nel caso del primo titolo nessuno mi dava fiducia, era diverso, non sembrava fosse possibile, si diceva che era merito della moto. Poi è passato del tempo, sono qui alla Honda, mi sono ripetuto, ho avuto meno pressione anche perché qui c'è un gruppo comune, più ampio, e di risultato negativi, se così si può dire, abbiamo fatto solo dei podi". Adesso la paternità, fra circa 4 mesi: "Forse l'unica cosa in cui potrò essere migliore rispetto a quanto fatto oggi. è una nuova sfida e sarà bellissima".
Gazzetta TV
 
sic, primo degli umani — Simoncelli, secondo al traguardo, è il primo degli umani su questa pista, considerando l'inarrivabile ritmo di Stoner, che a Phillip Island vince da cinque gare di fila: "Sono davvero contento - ha detto Marco -, è stata dura per le condizioni, con il vento forte e la pioggia nel finale. Il problema era che non si sapeva quanto si dovesse spingere, ma dopo aver fatto tutta la gara al 2° posto ho pensato non potevo farmi fregare negli ultimi due giri così, quindi ho spinto e ho tenuto la posizione". Con questo risultato, il migliore in carriera in MotoGP, Simoncelli è ora 6° nel Mondiale, alla pari con Rossi, ma con la possibilità di prendere Spies, 5°, distante 17 punti. E sul suo recupero, non fa alcun tipo di illazione legato al rendimento della moto. "La mia moto è sempre stata ad alto livello, il suo rendimento non è stato condizionato dall'incidente di Le Mans, ne sono convinto. Il segreto di Stoner? Qui fa paura e in generale la differenza è che riesce a dare gas prima degli altri". Poi, un bel finale, con un saluto all'infortunato Lorenzo: "Non ci siamo molto simpatici, ma vorrei dargli un in bocca al lupo e salutarlo: mi dispiace che non abbia corso per quello che gli è successo".
Gazzetta TV
 
podio dovi — Dovizioso, al sesto podio stagionale, è riuscito a tenersi dietro Pedrosa, suo compagno di squadra nell'Hrc, ma anche rivale nella lotta per il terzo posto nel mondiale, che lo vede ancora davantio per 4 puntri. "Contava stare davanti a Dani - ha detto Andrea - perché l'obiettivo vero sarà di confermare il terzo posto nel mondiale. Non che sia il mio obiettivo massimo in carriera, ma ruiuscirci quest'anno, con il livello alto che c'è, non sarebbe male, e non certo per i soldi in palio...La gara è stata dura, con condizioni difficili e tante incognite con la pioggia nelle curve, ma il risultato è stato importante".
Valentino Rossi, 32 anni., seconda caduta di fila. LaPresse
Valentino Rossi, 32 anni., seconda caduta di fila. LaPresse
rossi non si fida — La gara di Rossi è finita al 14° giro, in un sorpasso che semprava normale a Bautista, cui contendeva il 5° posto. "È molto difficile, abbiamo problemi, ma in mattinata avevo migliorato il feeling e in gara, grazie anche all'assenza delle Yamaha, pensavo di ottenere un risultato onorevole. Avevo un passo migliore di Hayden e Bautista e sono andato all'attacco per passarli". La manovra del sorpasso, e caduta, non è apparsa così estrema. "Ho frenato, sono entrato tranquillo nella piega a destra - spiega - forse mezzo metro più stretto, ma lei non vuole fare i sorpassi, ho perso l'anteriore, sono caduto ed è andata pure bene che Bautista non mi abbia centrato". Una caduta senza senso, un po' come la satgione, davvero inspiegabile. "Sono entrato alla solita velocità e con il solito angolo di piega, era un sorpassino, non ero impiccato, non ha senso". Poi, sulle ragioni di tanta difficoltà, Vale si stringe nelle spalle: "Io devo guidare al 70 per cento perché non mi fido della moto, e poi anche così cado. Non ce la faccio, il mio stile non si adatta; non è questione di sfortuna, è che ci sono dei problemi che non riusciamo a risolvere".
m.bri.© RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 17 ottobre 2011

già.....

Neppure il podio aiuta Hamilton
È in crisi con la bella Nicole

LONDRA (Gran Bretagna), 17 ottobre 2011

La stampa inglese sottolinea la mestizia del pilota dopo il 2° posto nel GP di Corea, legandola alle difficoltà del rapporto con la fidanzata, forse avviatto alla fine per i reciproci impegni di lavoro. Solo il Daily Mail evidenzia il "suo ritorno in stile"

Lewis Hamilton con la fidanzata, Nicole Scherzinger. Epa
Lewis Hamilton con la fidanzata, Nicole Scherzinger. Epa
Una parvenza di sorriso e nulla più: così ha festeggiato il secondo posto del GP di Corea, nonché il primo podio da luglio, un imbronciato Lewis Hamilton. Una faccia triste che più triste non si può che per il Mirror sarebbe dovuta alla crisi non solo sportiva che il pilota inglese sta vivendo in questi giorni: insomma, “cerchez la femme”, che nel caso specifico si chiama Nicole Scherzinger, con cui Hamilton sta da quattro anni ma con la quale si starebbe mollando, causa eccessivi impegni di entrambi che renderebbero arduo riuscire a vedersi.
poca voglia di brindare — Da qui la poca voglia di brindare a fine gara, concedendosi, appunto solo un timido sorriso, come sottolineanoDaily Express, Daily Star e Telegraph Sport, mentre il Daily Mail è uno dei pochi a vedere il bicchiere di Hamilton mezzo pieno, sottolineando “il suo ritorno in stile” sul podio e parlando di “strada della redenzione” finalmente imboccata.
VETTEL, THE PERFECT 10 — Una strada che vede però sempre là davanti Sebastian Vettel, ovvero “the perfect 10” come lo definisce The Independent per i dieci successi di stagione, che regala alla Red Bull il secondo titolo costruttori consecutivo (grazie anche al terzo posto di Mark Webber) e che ora, come ricorda il Guardian ), punta ad eguagliare il record di 13 vittorie che dal 2004 appartiene all’idolo Michael Schumacher.
Simona Marchetti© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Berlusconi, telefonate shock a Lavitola
"Facciamo fuori il tribunale di Milano"

"Rivoluzione con milioni in piazza. Diamo l'assedio a Repubblica". E' l'autunno del 2009. Il premier parla con il direttore del'Avanti! di lodo Alfano, raccomandazioni alla Guardia di Finanza e soldi ai giornali

"Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...". Parola di Silvio Berlusconi nell'ottobre 2009. Sì, proprio lui. Si sfoga al telefono con Valter Lavitola, il giornalista-faccendiere incredibilmente di casa a palazzo Grazioli. Questa è solo una delle migliaia di telefonate raccolte negli atti dell'inchiesta di Pescara sui fondi dell'Avanti. Sta in un cd depositato al processo. Intercettazioni ormai pubbliche quindi. Sorprendenti. Confermano il rapporto strettissimo tra il premier e Lavitola. Che, come dice lui stesso, lo accompagna abitualmente in aeroporto. In questa stretta relazione il Cavaliere rivela i suoi odi e le sue ossessioni: "La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera". Qual è, allora, la ricetta risolutiva del premier? "Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera". Colloqui continui tra Lavitola e il premier, l'affannosa ricerca di non farsi intercettare, di beffare "il maresciallo" che ascolta.

La segretaria Marinella, pressata da Lavitola, gli dice "lasciami vivere" e "togli il fiato". Ma lui dà ordini su chi e come deve entrare dal Dottore. Parla con tutti i palazzi del potere, tutti gli rispondono, spesso con insofferenza e con fastidio, ma è evidente dai colloqui registrati che nessuno gli può dire di no. Sembra un plenipotenziario occulto, la cui frase preferita è: "Ne ho parlato con il capo".

ASCOLTA GLI AUDIO DELLE INTERCETTAZIONI

Dottore come va?
Male male

(20 ottobre 2009 ore 9.30)

Lavitola. "Buongiorno dottore come va?".

Berlusconi. "Male male... dimmi...".

L. "Quando ci riusciamo a vedere un minuto?".

B. "Venerdì".

L. "Venerdì ok, l'altra faccenda ancora sulla questione editoria... Ma prima... Quello lì che poi ha incontrato, è andato bene (il riferimento è al generale Spaziante, ndr.)? Perché ho avuto riscontri entusiastici...".

(...)

B. "Non conto niente... Che cosa vuoi che conti... Hai visto la Corte Costituzionale che ha detto che io sono esattamente come gli altri ministri... quindi non ho bisogno di tutele... Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera...".

L. "Ci fanno un culo come una casa...".

B. "Poi quando in Parlamento decidono qualcosa che alla sinistra non va, interviene il presidente della Repubblica che intanto non te la fa fare prima... come quella delle intercettazioni... e poi passa tutto alla Consulta, che hanno occupato, e con undici giudici la bocciano. Berlusconi è sputtanato, tiranneggiato, se va in tribunale a chiedere giustizia perché gli hanno dato del buffone... Berlusconi va a Messina, lavora tutta la mattina per rifare le case, va in chiesa e sta tre ore in piedi con la gamba che gli fa male, di fronte alle bare. Abbraccia tutti coloro che deve abbracciare perché hanno perso i cari eccetera ... Poi dalla chiesa va alla sua macchina e ha quindici giovani da una parte e dall'altra che gli dicono "assassino", "buffone", "vergogna", "vai via" "vai a casa", e non succede niente. Vado da un avvocato e gli dico "vorrei denunciare questi qua" e l'avvocato mi dice "lei vuol perdere soldi e tempo". Poi quando Berlusconi aggredito dalla stampa non dico non fa querela, ma semplicemente chiede un danno per far capire a questi giornali che non possono andare avanti così, rivolgendosi in maniera disarmata a quella magistratura civile che gli è ostile e dicendo "se per caso trovo un giudice onesto e vinco, quello che porto a casa lo da ad un'istituzione benefica... ti dicono che non c'è la libertà di stampa, che lui è un dittatore e portano il Parlamento Europeo a discutere e a votare sulla libertà di stampa in Italia... tu capisci che siamo a una situazione per cui: o io lascio, cosa che può essere anche possibile e che dato che non sto bene sto pensando anche di fare, oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...".

L. "Presidente, però se lei mi permette la prima opzione scordiamocela per due o tre motivi: uno, si distrugge il Paese, due a lei la fanno a fettine sottili come la... come si chiama lì ... la bresaola diventa una cosa doppia, e mica solo a lei, a tutti quelli che...".

B. "Ci vediamo venerdì, ciao".

L. "Un bacio, grazie, buon viaggio".

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APPLE

iPhone 4s, 4 milioni venduti in 2 giorni
forse un iPad low cost nel 2012

Battuto il record del precedente modello nei negozi, e oltre un milione di ordini online. Dietro al successo, la nuova applicazione di riconoscimento vocale e i miglioramenti all'hardware e al software. In progetto per l'anno prossimo un tablet a basso costo, insieme alla terza generazione full price

NEW YORK - Sono oltre quattro milioni gli iPhone 4S venduti nel fine settimana del debutto. Il lancio del nuovo smartphone di Apple è avvenuto lo scorso 14 ottobre in Giappone, Australia, Francia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti e nelle prime 24 ore la società ha collezionato anche oltre un milione di ordini online, battendo il record delle 600.000 richieste che ci furono per l'iPhone 4. L'ultima vertsione dello smartphone è stata già ribattezzata dalla comunità di utenti "4 Steve", dedicando il nuovo prodotto alla memoria di Steve Jobs. Il dispositivo è stato presentato al pubblico il giorno prima della scomparsa del fondatore della Apple.

Siri e iOs5. L'accoglienza riservata a iPhone 4S al momento del lancio non era stata particolarmente calorosa, un fatto poi smentito dalle vendite. Il 4S è molto simile al predecessore, almeno in apparenza, ma sotto la scocca le cose cambiano in termini di potenza e capacità. Inoltre l'applicazione di controllo vocale "Siri" sembra aver spinto il nuovo record di vendite, con le consuete interminabili file davanti ai negozi di mezzo mondo.
Nel comunicato di Cupertino rilasciato oggi, oltre al record di vendite dell'iPhone, Apple sottolinea come oltre 25 milioni di persone stiano usando il sistema operativo iOS. E sono già oltre 20 milioni gli utenti che si sono registrati per il servizio gratuito "Cloud". Il nuovo iPhone 4S uscirà in Italia il prossimo 28 ottobre ed entro la fine dell'anno
sarà distribuito in altri 70 Paesi.

Un iPad economico? Ma oltre ai successi commerciali di oggi, nell'universo Apple si registrano possibili nuove ipotesi di prodotto, da qui a breve. Sono molto insistenti infatti le voci che voglioni Cupertino pronta a lanciare un un iPad "economico". Potrebbe non essere un nuovo modello, ma semplicemente l'attuale con un prezzo diverso per competere con le nuove proposte di Amazon (Kindle Fire) e il caotico mercato dei dispositivi Android. Naturalmente l'iPad low-cost non sarà presentato prima dell'iPad 3, che dovrebbe essere svelato intorno alla primavera del prossimo anno. L'autunno del 2012 dovrebbe poi essere il periodo di lancio dell'atteso iPhone 5.
 
(17 ottobre 2011)
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Lega, il video del congresso di Varese
Bossi impone Canton e si scatena la protesta 

A una settimana dal congresso provinciale di Varese, che ha definitivamente spaccato la base del Carroccio dal fantomatico cerchio magico di Umberto Bossi, spunta il primo video di quanto accaduto durante i lavori. I circa trecento delegati si erano riuniti a porte chiuse, cacciando i giornalisti fuori dalla struttura dove si sarebbe dovuto svolgere l’elezione. Ma Bossi ha imposto un candidato unico: Maurilio Canton; pretendendo anche l’acclamazione. Quando Gibelli ha spiegato l’intenzione del Capo dalla sala si è levato il coro: “Voto, voto, voto”. Roberto Maroni, seduto in prima fila, assisteva quasi soddisfatto alla scena. Il voto non c’è stato, Canton è stato nominato segretario provinciale e si è scatenata la polemica interna, con molti sindaci e amministratori locali che si solo ribellati e hanno contestato apertamente il Senatùr. Le polemiche non si sono mai placate.



Lunedì scorso, infatti, davanti alla sede provinciale era apparso un manifesto che esprimeva chiaramente il sentimento dei militanti, delusi dall’atteggiamento tenuto dal Senatùr: “Canton segretario di chi? Di Nessuno”. E per tutta la settimana le polemiche si sono rincorse, tanto che è apparsa persino una lista di 47 leghisti considerati vicini a Maroni e quindi da epurare dal partito. Elenco stilato da via Bellerio ma poi smentito da Canton. Eppure il sindaco di Varese, Attilio Fontana, inserito al numero uno della lista, ha scritto una lettera al segretario provinciale: “E’ vero che ci vuoi espellere?”, ha scritto il primo cittadino. La parte più rilevante della missiva è nel finale. In un post scriptum: “Questa mia richiesta viene fatta anche a nome dei tanti bravi amministratori e militanti che si vedono ingiustamente additati come dei reprobi. Non solo… Ho ricevuto proprio in questo momento una telefonata del Ministro Maroni, che si sente offeso dal non essere stato inserito in questa ipotetica lista, al numero 1!”.

venerdì 14 ottobre 2011

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Fiducia, Berlusconi “appeso” a Sardelli
L’opposizione: “Non avete il numero legale” 

E’ terminato alla Camera il dibattito sulla fiducia al governo chiesta ieri dal presidente del consiglio. Le opposizioni compatte hanno scelto di non intervenire in aula. Silvio Berlusconi punta alla maggioranza di 316 voti, ma alcuni deputati scajolani, Gava e Destro, hanno annunciato che non parteciperanno al voto. “Non andrò a votare la fiducia’”, dice Fabio Gava prima della seduta.“Lo faccio perché non credo sia giusto votare la sfiducia essendo stato eletto nella lista del Pdl e per l’affetto sincero che provo per Berlusconi. Ma nel suo interesse reputo necessario un momento di decantazione per un allargamento della maggioranza”. Giustina Destro, ex sindaco di Padova, anche lei pidiellina vicina a Claudio Scajola, spiega il suo dissenso al Corriere della Sera: “Non andrò a votare. E lo dico congrande dolore. Mi sento molto responsabile verso chi mi ha eletto e verso il mio Paese. Chi non vuole il governo di larghe intese, non vuole il bene della nazione”. Sempre sul Corriere, annuncia il voto contrario il “responsabile” Luciano Sardelli, che chiede a Berlusconi “un passo indietro”.

12,35. Camera, iniziata la “chiama” per il voto di fiducia.

12,31. Pisacane (Pt) non voterà la fiducia. A pochi minuti dal previsto inizio delle voto, Michele Pisacane, di Popolo e Territorio, risulta, secondo quanto viene riferito, assente. Sempre secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, non dovrebbe votare la fiducia.

12,26. Numero legale sul filo, l’incognita dei radicali. Secondo gli ultimi conteggi interni ai partiti, Pdl, Lega e Popolo e territorio raggiungerebbero quota 313-314. L’opposizione ha deciso di disertare la prima chiama e probabilmente anche la seconda, puntando alla mancanza del numero legale e all’annullamento della seduta. Resta l’incognita dei radicali. Se tutti e cinque entrassero in aula, il numero legale si raggiungerebbe. Ma le opposizioni potrebbero non votare comunque. “I radicali hanno diritto a fare quello che vogliono, ma non cambia nulla”, ha spiegato Massimo Donadi, capogruppo Idv, “o la maggioranza ha il numero legale da sola o non ce l’ha. In quest’ultimo caso, con ogni probabilità non parteciperemo al voto”.

12,22. Il Pdl: “Siamo 317, ce la faremo”. E’ fissata a quota 317 l’asticella per il voto di fiducia alla Camera, stando agli ultimi conti fatti dalla maggioranza. Mentre prosegue a Montecitorio una girandola di incontri e telefonate, fonti Pdl fanno infatti sapere che, anche al netto dell’eventuale assenza o voto contro di Luciano Sardelli, i sì al governo Berlusconi dovrebbero essere 317.

12,16. Sardelli ribadisce: “Non voto”. “Ho detto a Berlusconi che non voto la fiducia e che dovrebbe fare un passo indietro e trovare una soluzione perché così non si va avanti”. Così Luciano Sardelli ai giornalisti che lo interpellano conferma la sua posizione, che smentisce le parole del premier.

12,07. Berlusconi: “L’importante è vincere”. Il governo raggiungerà quota 316 per la fiducia? “Non lo so, importante è che vinciamo sulla sinistra che ha inscenato questa farsa delle assenze”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, allontandosi dall’Aula di Montecitorio per una breve pausa alla buvette.

12,05. Il mistero Sardelli. “Sardelli c’è e vota”, assicura Silvio Berlusconi a proposito del “responsabile” riottoso. Ma contemporaneamente lo stesso Sardelli ribadisce: ”Non voto”, e aggiunge di avere deputati “più che sufficienti” a non consentire a Silvio Berlusconi di avere la fiducia.

12,03. L’opposizione: la maggioranza non ha i numeri. Secondo i conti dell’opposizione, la maggioranza potrebbe non garantire il numero legale necessario per procedere al voto di fiducia. Si fermerebbe a 315 i partecipanti al voto, al momento. Il calcolo viene fatto sull’ultima fiducia quando la maggioranza ottenne 317 voti. Contando gli assenti Ronchi, Calearo e Porcu, arriverebbe a 320. Da questi 320, l’opposizione scala: Franzoso, Gava, Destro, Papa e Versace. Quindi, si scende a 315. Il numero legale non ci sarebbe. Secondo la maggioranza, invece, in base al regolamento della Camera il numero legale sarebbe proprio di 315.

11,47. Sardelli (Responsabili): “Dico a Berlusconi di salire al colle”. “Non parteciperò al voto. Sto per incontrare Berlusconi per dirgli di salire al Colle per aprire una nuova fase”. Così Luciano Sardelli, all’Ansa, dopo un incontro con il segretario Udc Lorenzo Cesa.

11,44. Le opposizioni: Partecipiamo al voto solo se maggioranza garantisce numero legale. L’orientamento prevalente di tutte le forze di opposizione Pd, Udc, Idv, Api, Mpa e Libdem) è quello di partecipare al voto solo dopo che la maggioranza è in grado di dimostrare di aver raggiunto in aula il numero legale di presenti. E’ quanto emerge da una riunione dei capigruppo delle opposizioni. Il numero legale è di 316 voti (la metà più uno dei deputati). Se non fosse raggiunto, sarebbe necessario riconvocare la seduta per un nuovo voto di fiducia e potrebbe così crearsi un blocco dei lavori della Camera. Anche il deputato Santo Versace, passato dal Pdl al Misto, ha annunciato che voterà contro la fiducia, ma solo dopo che il governo avrà assicurato il numero legale.
11,35. Ascierto (Pdl): “Con le stampelle ma voto”. “Sono a Roma, voterò sicuramente la fiducia al governo, arrivo con le stampelle, mi sono tolto il gesso, non ci sono problemi”. Lo assicura Filippo Ascierto, deputato Pdl, smentendo le voci sulla sua presenza oggi a Montecitorio a causa di un’operazione alla gamba.
11,33. Grande Sud dà la fiducia. Maurizio Iapicca di Grande Sud conferma la fiducia al governo. E’ l’ultima dichiarazione di voto, la seduta è sospesa fino alle 12,30, quando comincerà la “chiama” al voto di fiducia.

11,25. Cicchitto (Pdl) attacca Fini. Per il Pdl, Fabrizio Cicchitto attacca frontalmente il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Lei ha disconosciuto le sue stesse parole il 21 maggio dell’anno scorso”, quando “disse che l’esigenza della Giunta per il Regolamento è realizzare l’equilibrio tra forze di maggioranza e opposizione. Facciamo una valutazione politica, se lei non può fare il presidente della Camera, si dimetta e partecipi alla lotta politica, fare le due cose insieme è un’impresa impossibile anche per uno abile come lei”. Quanto al governo, ”auspichiamo che il decreto sviluppo non sia a costo zero”, afferma Cicchitto rivolgendosi al presidente del consiglio a nome del Pdl. L’altro nodo “da prendere di petto” è “l’abbattimento del debito pubblico”, una precondizione per la crescita e per la diminuzione della pressione fiscale.

11,17. Reguzzoni (Lega nord): “Fiducia, ma agiamo su fisco e occupazione”. Anche il capogruppo della Lega nord Marco Reguzzoni attacca l’Aventino dell’opposizione, “un’offesa alla dignità delle istituzioni”. Reguzzoni chiede l’approvazione della bozza Calderoli sul federalismo. Invece oggi la Camera funziona con “regolamenti del secolo scorso”. Ma “le riforme devono essere approvate con una maggioranza più ampia”, e la sinistra non ha mai dimostrato volontà di riformare. Ecco invece le richieste sull’azione di governo. In primo luogo provvedimenti che agevolino l’occupazione femminile, in particolare il part time. E ancora, misure fiscali agevolate per l’acquisto della prima casa da parte dei precari. “Indispensabile la riforma tributaria”, dice ancora Reguzzoni, che attacca le modalità di riscossione di Equitalia. Fiducia confermata.

11,14. Rotondi: “Senza fiducia si vota in autunno”. “Penso che avremo una fiducia ampia per completare la legislatura. In caso contrario, per la prima volta andremo a votare in autunno. C’e’ sempre una prima volta, magari ci sarebbe meno assenteismo”. Cosi’ il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi.

11,11. Moffa (Pt): “Da noi nessun baratto”. Popolo e Territorio garantisce la fiducia. Il capogruppo Silvano Moffa critica “l’Aventino” scelto dalle opposizioni. “Siamo stanchi di sentire che qui c’è il baratto del voto”, afferma, “il baratto è dall’altra parte”. Moffa difende il governo, parla di “congiure di palazzo” e “alternative impossibili”. Sull’economia, l’esecutivo “ha fatto quello che era possibile fare”. E ancora: “Noi di Popolo e territorio non siamo i venduti al principe”. Secondo Moffa, alcuni provvedimenti stanno già ottenendo riscontri positivi, in particolare, sul fronte del lavoro, “l’apprendistato”.

11,05; Nucara (Pri): fiducia, ma pesanti critiche. Il primo a intervenire è il repubblicano Francesco Nucara, che assicura la fiducia, ma accomapgnata da pesanti critiche all’azione di governo e alla mancata scelta del Governatore della Banca d’Italia. “I Repubblicani”, conclude, non sono soddisfatti della politica del governo, ma non vedono alternative”.

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Rossi: "Quest'anno non si vince
Ma se va male pure il 2012..."

PHILLIP ISLAND (Australia), 13 ottobre 2011

Il pesarese a Phillip Island: "Da qui a fine stagione non credo che finiremo primi. Ho un contratto con Ducati per un altro anno: non mollo e c'è tempo per migliorare, ma se non dovessero arrivare i risultati alla fine della prossima annata sarà il caso di prendere delle decisioni". Lorenzo: "Ho davanti un pilota e una moto molti forti". Stoner: "Difficile arrivare qui al titolo, ma voglio la vittoria"

Valentino Rossi e la Ducati Desmosedici: coppia in crisi. LaPresse
Valentino Rossi e la Ducati Desmosedici: coppia in crisi. LaPresse
Mentre Casey Stoner si rilassa pescando trote dell'allevamento di Phillip Island, aspettando il momento di conquistare il suo secondo titolo mondiale, il paddock della MotoGP si gode i panorami della pista australiana.
lorenzo senza speranza — Pare quasi senza speranza Jorge Lorenzo, che nella conferenza stampa pre evento, ha fatto intendere come questo titolo mondiale sia già nelle mani di Stoner. "Ho lottato con tutte le forze - ha detto Lorenzo - ma davanti a me ho sempre avuto un pilota e una moto molto forti". Le parole non rispecchieranno le azioni che poi Lorenzo farà in pista, visto che il maiorchino non si arrenderà facilmente e nonostante il fattore campo decisamente più amico di Stoner, che qui ha vinto le ultime 4 gare di fila, anche questa volta venderà cara la pelle.
Valentino Rossi, 32 anni, e...il dito infortunato. Reuters
Valentino Rossi, 32 anni, e...il dito infortunato. Reuters
vale rassegnato — Chi appare rassegnato è Valentino Rossi, che non vince da più di un anno e con la Ducati non ha ancora trovato il feeling giusto, conquistando un solo podio stagionale. Nonostante tutto, Valentino rimane fedele alla Ducati, nella speranza che, con il cambio dei regolamenti del 2012 e il ritorno alle 1000 cmc, le cose possano andare meglio. "Ho ancora un anno di contratto con la Ducati - ha detto Valentino -, non sono uno di quelli che si arrende così presto e c'è ancora tempo per migliorare. Abbiamo ancora qualcosa da far vedere e poi se l'anno prossimo i risultati non dovessero arrivare, beh certo sarà il caso di prendere delle decisioni". In attesa del 2012, però, ci sono altre gare da disputare del 2011. "Non credo che si possa vincere da qui alla fine della stagione - ha detto Valentino -, ma sicuramente potranno arrivare indicazioni importanti soprattutto a Sepang e a Valencia, dove avevamo già provato in inverno: lì potremo vedere se e quali sono stati i progressi di quest'anno". Sulle complicazioni della gara australiana, poi, legate alla microfrattura al mignolo della mano, Rossi chiarisce: "Purtroppo, la radiografia che ho fatto in Giappone dopo la caduta non era molto precisa e così non ci siamo accorti subito della frattura che ho scoperto il martedì successivo in Italia. La situazione non è ottimale perché non ho la forza necessaria a stringere il manubrio come vorrei, mi fa ancora un pò male ma migliora con i giorni".
stoner cauto — Stoner, al primo match point iridato (deve conquistare 10 punti più di Lorenzo), sulla pista di casa e nel giorno del suo compleanno, però è cauto: "Le mie chance di vincere il titolo già durante questo weekend sono molto sottili, quasi nulle. Jorge dovrebbe chiudere 4º o peggio, e io dovrei vincere la gara. Per me la cosa più importante è conseguire ciò che inseguo in ogni gara: la vittoria. Volevo salire sul gradino più alto di Motegi e alla fine non ci sono riuscito, quindi spero di potermi riscattare qui".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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FUKUSHIMA

"Tokyo, radioattività altissima"
Greenpeace lancia l'allarme

Rilevati valori di 3,35 microsievert nel quartiere di Setagaya e di 5,82  in un parco per bambini in Funabashi. L'organizzazione ambientalista avvisa: "Situazione più grave di quanto comunicato". Ma le autorità negano relazioni con l'incidente della centrale nucleare

TOKYO - Allarme da Greenpeace sulla diffusione di radiazioni nell'area della capitale giapponese. Alti livelli di radioattività sono stati registrati a Tokyo e nella vicina prefettura di Chiba, entrambe a più di 200 chilometri dalla centrale di Fukushima distrutta da uno tsunami 1 a marzo. Alcune misurazioni rivelano livelli di contaminazione addirittura superiori a quelli registrati nella zona di evacuazione intorno alla centrale.

I dati. Greenpeace precisa che le autorità locali hanno comunicato che durante un'ispezione sono stati misurati livelli di radioattività di 3,35 microsievert l'ora lungo una strada residenziale del quartiere di Setagaya e di 5,82 microsievert l'ora in un parco per bambini in Funabashi, nella prefettura di Chiba.

"Questi nuovi test mostrano che la dispersione del materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale di Fukushima è più ampia e più grave di quanto si pensasse - commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace Italia - il fatto che le autorità locali stiano cercando di decontaminare la zona usando idranti ad alta pressione, disperdendo ancor più il materiale radioattivo invece di rimuoverlo, è il segno che non hanno ricevuto il necessario supporto dal governo centrale e che stanno operando senza seguire le normali linee guida in caso di contaminazione nucleare". 

Greenpeace aggiunge di ritenere "assurda" l'intenzione del primo ministro Noda di far ripartire i reattori nucleari prima che venga completata l'investigazione sulle cause e le conseguenze della triplice fusione del nocciolo avvenuta sette mesi fa nella centrale di Fukushima.

Le autorità: nessuna relazione con Fukushima. Ma secondo il governo giapponese, gli alti livelli di radioattività registrati a Tokyo non possono essere messi in relazione con l'incidente di Fukushima. Secondo il ministro della Scienza, le radiazioni sono state provocate da materiale conservato nel seminterrato di un appartamento. I residenti, ha aggiunto il ministro, sono stati informati che non c'è alcuna minaccia per la loro salute.
 
(13 ottobre 2011)

giovedì 13 ottobre 2011

mha....http://www.lotuscars.com/engineering/en/omnivore-research-engine

Lotus Omnivore
ECCO IL DUE TEMPI FLEXFLUEL


Il Lotus Omnivore Engine è un prototipo di motore due tempi, presentato al Salone di Ginevra 2009 che ha fornito risultati interessanti nei primi test di consumo: secondo la Casa sono inferiori del 10% rispetto alle più moderne unità a benzina, dotate d'iniezione diretta stratificata, e anche le emissioni inquinanti si ridurrebbero notevolmente.

Questo due tempi è un flexfuel, ossia può funzionare a benzina, con bioetanolo puro o con una qualsiasi miscela dei due carburanti (come avviene già sulle auto vendute in Brasile con l'iniezione diretta e rapporto di compressione variabile). Si tratta di uno studio nel filone dei motori a combustione interna con principio di funzionamento Hcci (Homogeneous charge compression ignition), vale a dire propulsori che - come i diesel - accendono la carica spontaneamente a regimi e coppie medie, ma che sfruttano l'accensione comandata dalla candela - come i classici benzina - nelle altre condizioni. Anche Honda, General Motors, Mercedes (con il DiesOtto) e Volkswagen (con il Gci) stanno sviluppando unità simili.

I ricercatori Lotus si sono soffermati in particolare sull'ottimizzazione della combustione ai bassi regimi, che rappresentano la parte preponderante del funzionamento di un motore nell'utilizzo reale. La maggiore difficoltà tecnica (poi ci sono anche le questioni di costo) che si incontra nello sviluppo di tutti questi Hcci, non ancora maturi per la produzione di serie, è la gestione quando si varia rapidamente numero di giri o la posizione dell'acceleratore.

Nel sito della Lotus Engineering si trova ora un'interessante animazione dell'Omnivore che consente di vedere in maniera molto realistica che cosa accade variando il numero di giri (engine speed), la coppia erogata (engine load), tipo di carburante (fuel mix). Come si vede, la gestione deve intervenire sul rapporto di compressione (Vcr), l'utilizzo della candela accensione (spark) e la valvola a escusione variabile (trapping) nel condotto di scarico.

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Motore a due tempi: Bill Gates investe per riportarlo sulle auto

 
motore_due_tempi_pistoni_contrapposti
Secondo una notizia apparsa ieri sul Wall Street Journal e rilanciata dai colleghi di Motoblog, Bill Gates ha investito nell’americana EcoMotors, start-up che ha in fase di elaborazione un progetto per motore due tempi destinato a impieghi automobilistici.
Il propulsore su cui sta lavorando EcoMotors è un’unità nota sotto la sigla di OPOC, Opposite Piston-Opposite Cylinder. Si tratta in altri termini di un motore in cui i pistoni sono contrapposti all’interno di una medesima canna cilindro e non esiste la testata per come viene intesa nei motori tradizionali in cui in ogni cilindro lavora un solo pistone.
A differenza di un motore di questo tipo inoltre, il pistoni contrapposti (che pur avendo avuto poche applicazioni industriali non è certo una novità dell’altro ieri) sfrutta logicamente due alberi a gomiti ed una camera di scoppio comune. Ma perché EcoMotors sta puntando ad un propulsore così “originale”?
Secondo la compagnia, un motore di questo tipo -che potrebbe funzionare sia con la benzina che con il diesel- sarà in grado di avere ottime credenziali sul piano della riduzione dei consumi e delle emissioni, costi di sviluppo e gestione più che ragionevoli, pesi e ingombri contenuti, minore utilizzo di componenti e un rendimento termico sconosciuto a propulsori ad architettura convenzionale.
Ma a che punto sono Gates&soci? Pare che il progetto sia ad uno stadio piuttosto avanzato: si dice infatti che il primo prototipo di auto equipaggiata con il propulsore sopra descritto sarà pronto entro fine anno in vista di una eventuale produzione in serie prevista per il 2013-2014. La vettura, secondo le stime, saprà contenere i consumi di carburante ben al di sotto dei 2,5 l/100 km.
I piani di EcoMotors contemplano inoltre una possibile cessione dei diritti di produzione ad aziende terze, e pare che un soggetto industriale cinese abbia già espresso il proprio interesse nei confronti di questa proposta tuttora in fieri, ma già da tenere d’occhio.