lunedì 14 novembre 2011

già..............

 Un'idea sulla Green Economy

può farti vincere un Master

Giornalismo e comunicazione ambientale in un'iniziativa dedicata ai nostri lettori. C'è tempo fino al 12 dicembre


ROMA - Nel pieno della crisi economica la green economy aumenta il passo. Secondo il rapporto GreenItaly 2011, che Symbola e Unioncamere hanno presentato a Milano, la rivoluzione verde della produzione interessa il 23,9% delle imprese che tra il 2008 e il 2011 hanno investito in tecnologie e prodotti ambientalmente sostenibili. Il 38% delle assunzioni programmate per l'anno in corso riguarda figure professionali legate alla sostenibilità.
Per dare un contributo a questa domanda da parte del mercato, è stato organizzato dal  Master Gem (Green Economy Management) in collaborazione con Repubblica.it   il concorso di giornalismo e comunicazione ambientale "Comunica la Green Economy".  Al primo classificato verrà assegnata una borsa di studio a copertura totale dei costi di partecipazione al Master (seimila euro). Al secondo e terzo classificato andranno due borse di studio da tremila euro a copertura parziale dei costi.

Al concorso potranno partecipare i candidati in possesso dei requisiti necessari (i dettagli si trovano sul sito www. mastergem.it 1) che entro il 12 dicembre 2011 risulteranno iscritti e ammessi alle selezioni del Master. Le tre borse di studio saranno vincolate al superamento dei colloqui di selezione e assegnate a chi avrà prodotto i migliori elaborati a giudizio insindacabile della giuria del concorso.

Il testo, non più di due cartelle in cui il candidato deve descrivere la propria idea di Green Economy in linea con le finalità e gli obiettivi del Master, va inviato dal 14 novembre al 12 dicembre 2011 a segreteria@mastergem. it (mettendo come oggetto "Partecipazione concorso di giornalismo e comunicazione ambientale  -  Descrivi la tua idea di Green Economy"). I tre elaborati migliori saranno pubblicati sul nostro sito.
  (14 novembre 2011)

--------------

SCENARI

Google X, il luogo segreto
dove si disegna il futuro

Big G progetta nuove tecnologie e scenari, in un laboratorio top-secret in California. Robot, intelligenze artificiali, ascensori spaziali e la prima nuova rivoluzione: l'auto senza pilota, prossimamente sulle strade. Il tutto sotto l'occhio geniale di Sergey Brin di TIZIANO TONIUTTI

IL LUOGO è segreto, anzi segretissimo, ma esiste. E' una vera bat-caverna, irraggiungibile ai più e pieno di ogni sorta di tecnologia futuristica. Solo che Batman in questo caso è Sergey Brin, uno dei fondatori di Google, e cervello di tutta l'operazione Google X. Un laboratorio tanto fantastico quanto clandestino, vero luna park dei ricercatori hi-tech, dove Google immagina e sperimenta il futuro. Con algoritmi di ricerca di nuova concezione 1, sì, ma anche un luogo in cui si incontrano robotica avanzata, domotica sperimentale, intelligenza artificiale e umana. Dove gli "Android" escono da tablet e smartphone e diventano sostituti elettronici delle persone fisiche. E su cui tutti mantengono il massimo riserbo.

Area 52. Di fronte a Google X, i segreti della famosa Area 51 impallidiscono. Qui siamo almeno un numero progressivo oltre. Anche se a Google X non ci sono relitti Ufo (forse), ci sono in questo momento cento "progetti per il futuro" aperti. Tra questi, elettrodomestici che parlano con il web e ordinano quello che manca in cucina e condividono i vostri menù in rete, robot che lavorano mentre i proprietari riposano, curiosi e fumosi esperimenti spaziali su cui più di tanto non si sa. E che neanche i dipendenti di Google conoscono, anzi, sono molti quelli che neanche sanno dell'esistenza della Google-caverna. Rodney Brooks, professore emerito al MIT, Massachusetts Institute of Technology, descrive le attività di Google X come "avanzatissime". Uno dei progetti che potrebbero diventare presto realtà è l'automobile senza conducente realizzata da Big G, vista recentemente sulle strade californiane. Google vorrebbe produrla negli Usa, per rilanciare il settore automobilistico, da sempre piuttosto lento nell'incorporare le innovazioni.

Il fattore G. "Google si vede come un'azienda atipica", dice Brooks. Nel senso che come ha rivoluzionato il mondo con i suoi algoritmi di ricerca, cerca strade per nuove rivoluzioni, anche che non derivino direttamente dalla sua missione originaria. Una portavoce di Big G, Jill Hazelbaker, riassume così: "Investire in ricerca e progetti avanzati è una parte importante del Dna di Google. Le possibilità e gli scenari sono entusiasmanti, ma gli investimenti in questo settore sono comunque molto meno rilevanti rispetto a quanto spendiamo per il core business".

A Google X si punta sui robot (Sergey Brin ha anche già delegato un automa a rappresentarlo in un recente evento), sull'intelligenza artificiale e sulla raccolta di dati, e sul modo in cui raccoglierli. Google è già oltre il pianeta Terra, e gli "ascensori spaziali" sono tra i progetti chiave di Google X. Strutture che permetteranno di raccogliere dati nello spazio e nei sogni dei fondatori di Google, viaggi spaziali senza razzi, attraverso un cavo ancorato a terra. E poi ancora flotte di robot dai mille impieghi, professionali, personali, domestici. E al "web delle cose", che vede connessi a internet non solo computer e dispositivi, ma oggetti di uso comune, anche indossabili. Hazelbaker non commenta sull'esistenza di Google X, ma in quel Dna di cui parla, questa zona inaccessibile rappresenta una componente chiave.
  (14 novembre 2011)
 
-------------------
 
Governo, Pdl: anche sottosegretari tecnici
La Lega riapre il parlamento della Padania 

Mario Monti incassa il sì incondizionato dal Terzo Polo, mentre Cicchitto e Matteoli annunciano che "non ci sarà nessun consenso al buio". Intanto Burlando ripete per tre volte: "In esecutivo vedrei bene Gianni Letta"
“Nessun consenso al buio né mandato al buio a Monti”. Mentre proseguono le consultazioni, il Pdl chiudono sempre più gli spiragli di dialogo. Fabrizio Cicchitto prima, Altero Matteoli poi, dettano le condizioni. Una su tutte: nessun politico nell’esecutivo, neanche tra i sottosegretari.

Per Mario Monti, che ieri sera ha accettato da Napolitano l’incarico con riserva, oggi si tratterà di vagliare le posizioni della varie forze politiche. Sul tavolo la scelta dei nuovi ministri. Che saranno dodici e prevalentemente tecnici. Così vogliono Pd e Pdl. Mentre il terzo Polo è più possibilista nel dare una connotazione più politica al nuovo governo. No secco della Lega, che diserta l’incontro con il neo premier e anzi alza la posta e indice per il 4 dicembre la riapertura del parlamento padano.

LA CRONACA DELLA GIORNATA

18.43 – Sacconi: “Rimane l’asse fondamentale Lega-Pdl”. Nonostante l’indisponibilità del Carroccio a sostenere il governo Monti, “rimane l’asse fondamentale Lega-Pdl”. Lo ha detto il ministro uscente del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. Sacconi ha poi parlato di Pdl e Lega come di “forze popolari che alternative alla sinistra e che, quindi, nell’esperienza parlamentare avranno modo di convergere, io spero – ha detto -, più di quanto il voto iniziale possa consentire e far prevedere, perché c’è un comune sentire”.

18.33 – Fini: “Politica ritrovi coesione”. “In queste cruciali giornate lapolitica deve saper ritrovare la coesione necessaria per restituire all’Italia credibilità internazionale e far ripartire il motore della crescita economica”. Lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla presentazione del libro ‘Patria. Un’idea del nostro futuro.

18.32 – Rutelli: “Da Terzo Polo carta bianca a Monti”. “Il Terzo polo, con i suoi cento parlamentari, dà carta bianca a Monti”. Lo ha detto Francesco Rutelli al termine delle consultazioni con il premier incaricato Mario Monti.

18.30 – Alfano: “Momento delicato e siamo solo a metà”. “Momento molto delicato. Giornata ricca di incontri… e siamo ancora a metà!”. Lo scrive il segretario del Pdl, Angelino Alfano, su Twitter.

18.27 – Cicchitto: “Anche sottosegretari siano tecnici”. Per il Pdl “è chiaro” che anche i sottosegretari del governo Monti dovranno essere tutti tecnici. Lo dice il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

18.18 – Bonino: “Governo anche con politici e fino a scadenza”. ”La situazione italiana ci porta ad auspicare un governo autorevole con un impegno diretto delle forze politiche perché non è più tempo di distinguo, prese di distanza, no a Vietnam parlamentare”. Lo ha detto Emma Bonino che insieme a Rita Bernardini e Maurizio Turco si è incontrata con il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti. “Rimettere in moto il Paese non si fa in pochi mesi, governo duri fino a fine legislatura” precisa Bonino.

18.10 – Lega: “Ministeri Monza? Restino o sarà autodeterminazione”. “Il destino delle sedi dei ministeri a Monza a questo punto dipende dalle determinazioni che a riguardo assumerà il nuovo governo”. Lo afferma il leghista Roberto Calderoli in una nota. “Ai ciarlatani che continuano ad urlare alla luna però vorrei ricordare che questi sono gli unici ministeri a non essere costati neppure un euro ai contribuenti”, aggiunge Calderoli. “Il mio auspicio, ovviamente, è che questo minimo segnale di attenzione verso il Nord ora non venga vanificato. Perchè diversamente sarà autodeterminazione”, conclude l’esponente leghista.

18.02 – Montezemolo: “Monti ideale per salvarci dall’abisso”. ”Un eventuale governo sotto la guida del professor Mario Monti, con più ampio appoggio politico, sarebbe la soluzione ideale che potrebbe salvare l’Italia dall’abisso. Così sarebbe possibile una ripartenza per l’Italia”. Lo dice il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Sono sicuro – sottolinea Montezemolo – che la gran maggioranza degli italiani sosterrebbe questa soluzione con lo spirito di responsabilità che l’Italia ha sempre dimostrato nei momenti di difficoltà”.

18.01 – Marcegaglia: “Grande apprezzamento convocazione Monti”. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha espresso “grande apprezzamento per la convocazione domani a Roma delle parti sociali da parte del presidente del Consiglio incaricato Mario Monti. “L’ottica è quella di una collaborazione e di trovare strade comuni per risolvere insieme i problemi del Paese”, aggiunge Marcegaglia intervenendo agli Stati generali di Confindustria Lombardia a Milano.

17.52 – Capezzone: “Patrimoniale e Ici sono macigni anticrescita”. Spero che siano smentite le voci sul ripristino dell’Ici (feticcio ideologico della sinistra piu’ vecchia) e sull’introduzione della patrimoniale (reclamata ancora oggi dalla Cgil). Si tratterebbe non solo di errori politici gravissimi per il possibile nuovo governo, ma soprattutto di altrettanti macigni anticrescita”. Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.

17.39 – Gasparri: “No a ministri politici in governo tecnico”. No a ministri politici in un governo tecnico. E’ quanto torna a ribadire Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. “L’insistenza con cui si parla di ministri politici – sottolinea Gasparri – deve fare i conti con quanto ha dichiarato ieri, all’uscita dal colloquio con il Presidente della Repubblica Napolitano, la delegazione del Pdl guidata dal segretario Alfano. Come ha detto Alfano – ribadisce dunque – il Pdl ritiene che non ci debbano essere politici in questo governo e che gli obiettivi dell’esecutivo tecnico devono essere quelli indicati dalla lettera illustrata il 26 ottobre dal Presidente Berlusconi all’Unione Europea”.

17.25 – Di Pietro: “Monti rispetti il referendum: al più presto nuova legge elettorale”. “Scioglieremo le nostre riserve al momento del voto di fiducia, dopo aver visto la squadra e il programma del governo di Mario Monti”: lo ha detto il leader dell’Idv Antonio Di Pietro poco dopo aver concluso la sua consultazione con il premier designato Mario Monti. L’ex pm, poi, ha sottolineato che bisogna rispettare la volontà dei cittadini che si sono espressi con il referendum e, quindi, realizzare, la nuova legge elettorale. Se dovesse passare il referendum sulla legge elettorale ci sarebbe un “dovere morale e costituzionale” che impone di ridare la parola agli elettori anche se con un governo Monti in carica. E’ la posizione espressa da Antonio Di Pietro, Idv al termine dell’incontro con il presidente incaricato Monti.

17.22 – Burlando: “Al Governo avrei visto bene Gianni Letta”. Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, avrebbe “visto bene” una figura come Gianni Letta nel governo a cui sta lavorando il presidente incaricato, Mario Monti. Lo ha detto questa sera in Consiglio regionale nel corso del dibattito sulle alluvioni. “In questo governo avrei visto bene Gianni Letta – ha detto Burlando, ripetendo il concetto per tre volte -. Avete capito bene, Gianni Letta. Lo ripeto, Gianni Letta”.

17.20 – Gli obiettivi di Mario Monti. Mario Monti non pensa ad un Governo di breve durata. All’orizzonte ci sono sfide economiche da far tremare le vene ai polsi e c’e’ bisogno dell’appoggio piu’ largo possibile da parte delle forze politiche. Per questo Monti non vuole affatto escludere ministri politici dalla compagine governativa per rispetto al Parlamento e alla politica. Secondo quanto si e’ appreso da chi ha parlato oggi con il Presidente del Consiglio incaricato, Monti vuole arrivare al 2013 e, tenendo conto anche del pensiero di Napolitano, non esclude riforme costituzionali da qui alla fine della legislatura. Monti, secondo quanto si e’ appreso, ha preso nota, in particolare, di due riforme: la modifica del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari, riforma quest’ultima che comporterebbe fra l’altro un taglio alla spesa pubblica.

17.15 – Matteoli: “Da Monti garanzie chieste da Pdl o voto”. “Il governo Monti può nascere solo seci sono le garanzie chieste dall’Ufficio di Presidenza del Pdl. Se le garanzie avanzate dal Pdl scaturite da una sintesi politica fossero misconosciute, il ricorso alle urne, che in democrazia non è mai una jattura, sarebbe l’unica opzione possibile”. Lo dichiara Altero Matteoli

17.10 – Napolitano: “Sprigionare massima coesione”. “Dobbiamo realizzare la massima coesione per permettere all’Italia di essere protagonista come lo è stata in passato”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’Accademia dei Lincei: “Sprigionare uno sforzo collettivo che purtroppo negli ultimi tempi è mancato”. “Non dobbiamo perdere le nostre posizioni nel processo della costruzione europea. Occorre fare grandi sforzi perchè l’Italia rimanga protagonista di questo processo anche nel prossimo futuro. Ciò significa anche che dobbiamo darci istituzioni credibili e sprigionare uno sforzo comune, collettivo, che purtroppo negli ultimi tempi è mancato”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un breve intervento a braccio all’Accademia dei Lincei.

16.59 – Marcegaglia: “Agenda di Monti è la nostra agenda”. L’agenda del presidente del Consiglio incaricato Mario Monti “è la nostra agenda. Sono esattamente i nostri 5 punti”. Lo fa notare il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine degli stati generali dell’associazione lombarda. Marcegaglia, in particolare, ricorda quali sono questi punti, ovvero: “pensioni, abbassare le tasse su imprese e lavoro, aumentare le tasse sui patrimoni, riduzione dei costi della politica e liberalizzazioni”. Su quest’ultimo punto, evidenzia la numero uno degli industriali, “Monti ha già detto che intende fare molto”. “Da quello che sentiamo sono i punti che noi condividiamo e che pensiamo fondamentali per ricominciare a crescere”.

16.57 – Romano: “Voterò contro governo se non ci sarà ministero Agricoltura”. Se nel governo Monti non ci sarà il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano non gli darà il suo voto in Parlamento. Lo ha detto lo stesso ministro uscente a Bruxelles, dove ha partecipato alla riunione del Consiglio agricoltura. “Nel caso in cui il nuovo governo non avrà un ministro dell’Agricoltura, troverà la mia ferma opposizione – ha detto – ma sono certo che non accadrà, perché tutti hanno la consapevolezza del ruolo importante che svolge per l’economia reale del nostro paese”.

16.40 – Lega, segreteria politica delibera apertura parlamento Padania. Il Carroccio riapre il Parlamento del Nord. Lo ha deciso la segreteria politica della Lega Nord, presieduta da Umberto Bossi, che si è riunita oggi presso la sede federale di via Bellerio. La riunione, si legge in una nota, “ha deliberato la riapertura del Parlamento della Padania che tornerà a riunirsi il prossimo 4 dicembre”.

16.20 – Cicchitto: “Collaboriamo, ma non consensi al buio”. Quello del Pdl sarà un ”atteggiamento costruttivo” nei confronti di Monti “a condizione che ci si confronti su una proposta programmatica e sulla struttura del Governo. Nessuno può pensare a consensi al buio anche perché noi dovremo portare una precisa proposta all’Ufficio di Presidenza”. Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto. “Berlusconi – ricorda il capogruppo del Pdl alla Camera – non è stato sfiduciato dal Parlamento: ha fatto un passo indietro con grande senso di responsabilità perché, anche per la secessione di alcuni deputati, si era creata una situazione di stallo alla Camera, mentre invece per un verso la UE per altro la finanza internazionale chiedono governi con maggioranze ampie e stabili per fare manovre economiche molto incisive”.

16.00 – Di Girolamo: “Possibile che al Sud non ci sia un bravo tecnico?”. “Perchè il Mezzogiorno d’Italia deve essere escluso sia dai governi politici sia dai governi tecnici?”. Nunzia Di Girolamo (Pdl), via twitter, difende le ragioni del sud a proposito del totoministri per il governo Monti. “Possibile che al sud non ci sia un bravo tecnico?”, chiede la deputata del Pdl sul social network.

15.55 – Brunetta, Alfano e Letta lasciano Palazzo Grazioli. Dopo avere incontrato il premier Silvio Berlusconi nella sua residenza romana, il segretario del Pdl Angelino Alfano, Renato Brunetta e Gianni Letta hanno lasciato palazzo Grazioli.

15 49 – Fli: “Si indaghi su ultimi atti esecutivo”. ”Chiediamo che si faccia luce inquesti giorni di transizione difficile, sugli ultimi atti amministrativi del governo Berlusconi”. E’ quanto scrive Valerio Lamorte, membro dell’Assemblea Nazionale di Futuro e Libertà, in un editoriale sul sito dell’associazione finiana Onda Futurista. “Nell’ultimo consiglio dei ministri -dice Lamorte- pare che i titolari dei dicasteri siano stati avvistati nei corridoi, intenti a firmare in tutta fretta le ultime carte prima di preparare gli scatoloni”. “I colpi di coda in zona cesarini sono sempre i più pericolosi -prosegue- le ‘legginè più scandalose e le spese più incredibili, sono state approvate alla chetichella notte tempo, a volte a mandato già scaduto. Assunzioni negli enti pubblici, sprechi di denaro per sfamare le ultime clientele, nomine in quantità industriali”.

15.18 – Pionati: “Per Monti orizzonte temporale è 2013″. ”Monti ci ha detto che non avrebbemai accettato nessun incarico a termine e che il suo governo guarda alla scadenza naturale della legislatura”. E’ quanto riferisce il segretario dell’Adc Francesco Pionati, al termine dell’incontro con il premier incaricato Mario Monti.

15.10 – Riunita la segreteria del Pd. Il governo a guida Mario Monti “sarà tecnico con personalità di altissimo profilo, poi il parlamento tornerà centrale”. A spiegarlo è stata Anna Finocchiaro, al termine di un vertice al Partito Democratico con il segretario Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi e Dario Franceschini per mettere a punto la linea in vista delel consultazioni di domani. L’esecutivo Monti, ha tenuto a sottolineare la capogruppo del Pd al Senato, porrà sfide nuove alla politica per come è stata vissuta in Italia negli ultimi anni. “Dovremo trovare strumenti nuovi di raccordo e confronto tra le forze politiche”, ha detto Finocchiaro, “dovremo sperimentare una fase nuova da cui potrebbe nascere un bipolarismo più maturo”. E del resto il compito che Monti dovrà affrontare non sarà facile. “C’è un’emergenza, trovare i 20 miliardi della delega fiscale in modo da evitare che scattino i tagli lineari”, ha ricordato previsti dall’ultima manovra”, ha segnalato.

15.04 – Iniziata riunione segreteria politica della Lega. E’ iniziata, nella sede federale della Lega Nord, la riunione della segreteria politica del Carroccio, convocata all’indomani del conferimento dell’incarico a Mario Monti. In via Bellerio, a Milano, presente tutto lo stato maggiore del partito: il segretario federale, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Roberto Maroni, coordinatore della segreteria politica, il governatore del Piemonte, Roberto Cota, i capigruppo alla Camera e al Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo. All’ordine del giorno la definizione della linea politica dopo i recenti sviluppi. Ieri Bossi, Bricolo e Reguzzoni sono saliti al Quirinale per spiegare a Giorgio Napolitano che non voteranno la fiducia al prossimo esecutivo guidato da Monti, ma che valuteranno il loro sostegno ai singoli provvedimenti. Linea ribadita dallo stesso Bossi a Monti, oggi al telefono.

15.00 – Violante: “I tecnici tengano conto dinamiche parlamentari”. “Il Parlamento si regge anche suprassi e convenzioni. Uno dei problemi che si possono porre per un governo composto da soli tecnici è quello che nessuno di essi conosce gli accordi non scritti su cui si reggono le dinamiche parlamentari”. E’ questo secondo Luciano Violante, uno dei problemi che dovrà affrontare il nuovo esecutivo guidato da Mario Monti. Parlando agli studenti dell’Università della Valle d’Aosta, l’esponente del Pd ha affermato: “I nomi che si fanno sono di bravissimi accademici, ma sarà da verificare la loro capacità di calarsi nella realtà di un’aula, in particolare Montecitorio, che è tutt’altro che tranquilla”. E ha ricordato: “Una volta Romano Prodi mi confido: ‘quando entro alla Camera mi impaurisco’”.

14.52 – Antonione: “Monti vuole ministri politici”. Mario Monti vuole una “rappresentanza politica ai massimi livelli” del governo il che significa anche a livello di ministri. Lo ha detto Roberto Antonione, del gruppo dei Liberali per l’Italia, al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato.

14.49 – Saltato l’incontro tra Monti e Lega. Consultazione solo telefonica. Salta l’incontro tra la delegazione della Lega e il premier incaricato, Mario Monti. Secondo quanto viene riferito e come confermato dallo stesso Umberto Bossi, l’appuntamento che era previsto per le 17.15 a Palazzo Giustiniani non si terrà, dal momento che non soltanto il Senatur ma anche i capigruppo leghisti, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo, sono impegnati a Milano in via Bellerio per una riunione della segreteria politica già fissata in precedenza. Le consultazioni tra il Carroccio e Monti, quindi, sono state solo telefoniche con Bossi che ha ribadito “l’indisponibilità della Lega Nord a votare la fiducia al futuro governo” ma “la disponibilità a valutare caso per caso i singoli provvedimenti proposti”.

14.37 – Pionati: “Per Monti economia e riforme su tavoli paralleli”. “Noi abbiamo proposto che il tema delle riforme e il tema dell’economia procedano di pari passo ma su tavoli paralleli e Monti ci ha detto di sì”. Così Francesco Pionati, al termine delle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato con il gruppo di Popolo e territorio, ha riferito che Monti ha garantito che ci sara’ il massimo rispetto per le iniziative parlamentari di riforme istituzionali.

14.32 – Moffa: “Monti ha parlato di provvedimenti impopolari”. Il professore Monti ”ha detto che forse ci sarà qualche problema per i provvedimenti impopolari” necessari per far uscire l’Italia dalla Crisi. Così Silvano Moffa, di Popolo e Territorio, al termine delle consultazione con il presidente del Consiglio Mario Monti a palazzo Giustiniani.

14.23 – D’Alema: “Governo Monti occasione per rilegittimare politica”. Con le dimissioni di Berlusconi e l’incarico a “Monti si apre una partita delicatissima, ma tutta da giocare”. Lo afferma Massimo D’Alema in un colloquio con ‘L’Unità. Per il presidente del Copasir, il governo Monti “è un’occasione da utilizzare per uno sforzo di rilegittimazione della politica. Se si coglie l’occasione per mettere mano a riforme significative, il ruolo della politica ne sarà rilanciato”. “Le forze politiche -prosegue- non possono rinunciare al loro ruolo, devono fare una legge elettorale in grado di rispondere alla richiesta di cambiamento, e cioè una legge elettorale di tipo europeo”. Sulla possibilità di un ingresso al governo di esponenti politici, D’Alema è scettico: “Lo avete sentito Cicchitto alla Camera? E’ evidente che nel centrodestra non c’è una svolta politica tale da rendere comprensibile agli italiani una collaborazione tra di noi” e questo è il fattore che pesa maggiormente perchè “in un clima simile il futuro del nuovo governo è incerto”.

14.08 – Telefonata Bossi-Monti. Umberto Bossi ha contattato telefonicamente Mario Monti. Nel colloquio “cordiale e collaborativo” Bossi ha confermato l’indisponibilità della Lega Nord a votare la fiducia al futuro Governo e la disponibilità a valutare caso per caso i singoli provvedimenti proposti. Ne dà notizia un comunicato. Ecco il testo del comunicato: “L’On. Umberto Bossi, Segretario Federale della Lega Nord, non potendo partecipare di persona alle consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato, per la già programmata riunione della Segreteria Politica del Movimento a Milano, ha contattato telefonicamente il Prof. Mario Monti. Nel cordiale e collaborativo colloquio telefonico il Segretario della Lega Nord ha confermato la linea politica già espressa al Presidente della Repubblica, che prevede l’indisponibilità della Lega Nord a votare la fiducia al futuro Governo e la disponibilità a valutare caso per caso i singoli provvedimenti proposti. L’On. Bossi e il Prof. Monti si incontreranno personalmente dopo l’espressione della fiducia da parte del Parlamento”.

14.03 – Colloquio telefonico Van Rompuy-Monti. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha avuto un colloquio telefonico con il premier italiano incaricato, Mario Monti. Lo ha riferito il portavoce di Van Rompuy. La conversazione ha seguito quella con il presidente della Commissione Ue, questa mattina da Parigi, dove Jose Manuel Durao Barroso si trovava in visita.

13.31 – Iannacone (Noi sud): “Sull’ingresso dei politici nel governo c’è discussione in corso”. A proposito della presenza dipolitici nel futuro governo, il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti “ha detto che c’è una discussione in corso”. Così Arturo Iannaccone, di Noi Sud, al termine del colloquio con Monti nell’ambito delle consultazioni avviate a palazzo Giustiniani.

13.26 – Alemanno: “Parlamento faccia legge elettorale”. “La Legge elettorale deve essere di iniziativa parlamentare e bisogna usare questi mesi per una legge che porti come minimo alla reintroduzione delle preferenze, per ristabilire un rapporto tra elettori ed eletti”. Cosi’ il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, questa mattina ha risposto a chi gli chiedeva se tra le riforme da mettere nel programma del nuovo Governo ci debba essere anche quella elettorale.

13.09 – Letta e Alfano da Berlusconi. Il sottosegretario Gianni Letta ed il segretario del Pdl, Angelino Alfano, sono giunti poco fa a Palazzo Grazioli per incontrare Silvio Berlusconi. In mattinata a Via del Plebiscito, per poco piu’ di un quarto d’ora, anche il ministro Renato Brunetta.

12.53 – Telefonata Monti – Barroso. Questa mattina il presidente della Commissione Ue Jose’ Manuel Barroso ha parlato al telefono con il premier incaricato Mario Monti. Barroso, come ha detto la portavoce Pia Ahrenkilde Hansen, si trovava al momento della telefonata a Parigi.

12.49 – Nucara: “Monti vorrebbe politici al governo, ma i partiti si oppongono”. “Mario Monti vorrebbe politici al governo, ma i partiti non vogliono saperne di impegnarsi in un programma lacrime e sangue”. Lo ha detto Francesco Nucara, dopo l’incontro tra i repubblicani e il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti. Nucara ha specificato che “non e’ stato Monti a parlare di programma lacrime e sangue, lo dico io. Si tratta comunque di un programma impegnativo”. Il presidente del Consiglio incaricato ha parlato “di un programma importante con molti sacrifici”, sottolineando però che questi sacrifici saranno “accompagnati” da interventi sulla crescita. Lo ha detto Francesco Nucara, del Pri, dopo il colloquio con Mario Monti a Palazzo Giustiniani.

12.45 – Camusso: “Con Ici sulla prima casa si inizia male”. ”Se si comincia dall’Ici sulla prima casa si parte maluccio, perchè significa colpire i soliti noti”. Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo ad una manifestazione a Palermo.

12.44 – Fini: “Fiducia a Monti fino a venerdì”. “Credo che il governo Monti nascerà ed entro venerdì avrà ricevuto la fiducia in entrambi i rami del Parlamento”. Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini a Gr Parlamento.

12.36 – Merkel: “Governo in tempi rapidi per attuare riforme”. Angela Merkel “spera che il nuovo governo italiano si insedi presto e che le misure di austerity e le riforme vengano attuate rapidamente e senza perdere tempo”. E’ quanto ha dichiarato un portavoce del cancelliere tedesco.

12.34 – Tabellini: “I miei auguri a Mario Monti”. “Voglio fare i miei auguri al neosenatore Mario Monti di un lavoro importante e veloce sui problemi del Paese”. Gli auguri arrivano dal rettore della Bocconi, Guido Tabellini, che secondo indiscrezioni dovrebbe far parte della nuova squadra di governo. Tabellini, intervenuto a un incontro della Fondazione Invernizzi, non ha voluto aggiungere nulla su un suo eventuale coinvolgimento nell’esecutivo.

12.23 – Monti a Fare Italia: “Ora interventi strutturali”. E’ il momento degli interventi strutturali per abbattere il debito e far ripartire la crescita, tenendo come caposaldo il binomio sviluppo-equità sociale, che vige in Europa. E’ quanto avrebbe detto Mario Monti durante le consultazioni di questa mattina, il premier incaricato Mario Monti ha incontrato l’ex ministro Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Antonio Bonfiglio e Pippo Scalia – della componente ‘Fare Italià che lo riferiscono – e con loro ha fatto una panoramica in vista della formazione del nuovo governo. Monti ha in mente un esecutivo assolutamente tecnico e non un governo del ribaltone, riferiscono dopo l’incontro gli esponenti di Fare Italia, aggiungendo che il premier incaricato è consapevole della difficoltà di formare un governo che non abbia al suo interno esponenti di partito. Monti non sarebbe entrato nel dettaglio del programma durante l’incontro, che viene definito “un bel momento di confronto”.

12.18 – La Malfa: “Per Monti crescita essenziale come rigore”. “Monti è perfettamente consapevole che la crescita è un elemento essenziale” tanto quanto il “risanamento”e che “i conti si possono far quadrare solo se insieme al risanamento c’è la crescita”. Lo ha detto Giorgio La Malfa, esponente dei Liberaldemocratici, dopo aver incontrato il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, nel giro di consultazioni che si stanno tenendo a Palazzo Giustiniani. Crescita e risanamento, ha insistito La Malfa, per Monti devono essere “due sforzi contestuali”.

11.52 – Urso (Fare Italia): “Monti farà governo tecnico, alti profili”. “Monti realizzerà nelle prossime oreun governo tecnico con personalità di alto valore”. Lo ha detto Adolfo Urso che ha incontrato il premier incaricato insieme a Andrea Ronchi e Antonio Buonfiglio per ‘Fare Italià, componente gruppo misto della Camera, aggiungendo che questa sarà “per la politica un’opportunità di giungere a un bipolarismo normale”. “Abbiamo detto al presidente incaricato che noi crediamo che il governo debba attuare subito e al meglio l’agenda concordata con l’Europa” ma anche “tutte le altre misure necessarie per abbattere il debito e innescare lo sviluppo economico. Quindi – ha concluso Urso – servirà maggiore rigore e maggiori riforme”.

11.49 – Formigoni: “Siano tecnici veri, non si candidino”. Poiché si è deciso per un governo senza personalità politiche, i ministri scelti dal presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, “è chiaro che devono essere tecnici veramente tecnici: un tecnico non si è candidato mai alle elezioni né intenderà farlo nel futuro, non possiamo trovare ministri tecnici che fra un anno si candideranno alle elezioni”. E’ quanto ha auspicato Roberto Formigoni, secondo cui Berlusconi, visto il discorso di ieri, “non è più premier, ma resta leader”. Per quanto riguarda il rapporto con la Lega, invece, il presidente della Lombardia si augura “che non cambi nulla in Lombardia, perché c’è un patto elettorale di collaborazione molto forte firmato l’anno scorso. Abbiamo collaborato bene, stiamo collaborando bene e continueremo a farlo”.

11.48 – Di Pietro: “Elezioni dopo nuova legge elettorale”. “Noi riteniamo che alle elezioni si debba andare al più presto, ma non lo si può fare con questa legge elettorale che è stata la causa di un Parlamento composto da nominati che non rispondono ai propri elettori ma sono sul mercato al miglior offerente”. Lo ha detto il leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

11.44 – Monti convoca parti sociali. Il Presidente del Consiglio incaricato Mario Monti ha convocato le parti sociali per domani alle ore 15, presso palazzo Giustiniani. E’ quanto si apprende da fonti sindacali. “L’Italia ha bisogno di un’altra politica economica che si basi innanzitutto sull’equità sociale e sulle possibilità di crescere. Domani ascolteremo Monti e sottolineeremo che le ricette finora presentate non sono utili e che per fare equità sociale bisogna partire dalla redistribuzione fiscale e quindi dall’imposta patrimoniale e l’imposta sulle grandi ricchezze”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale Cgil parlando a Palermo dell’incontro previsto domani con il nuovo premier Mario Monti. “Bisogna partire da una condizoone che liberi risorse per il lavoro”, ha concluso Camusso.

11.25 – Giai: “Monti non esclude di finire la legislatura”. Mario Monti ”non si pone limiti ditempo, anche fino alla fine della legislatura”. Lo ha riferito Mirella Giai, a nome degli eletti all’estero, al termine dell’incontro con il premier incaricato. Il Professore “è stato molto preciso nei programmi e nell’attività” delle prossime settimane. Giai ha avuto occasione di parlare con Monti anche dell’Argentina, dove è stata eletta, perché “mi ha detto che suo padre è nato lì”.

11.16 – Marcegaglia: “Ora abbassare toni e fare riforme”. ”I partiti pensino soprattutto albene del Paese, quindi si abbassino i toni”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parlando dell’incarico a Mario Monti e aggiungendo che “è molto importante che questo governo nasca presto e metta mano alle riforme fondamentali per tornare a crescere”.

11.23 – Emma Bonino: “No credo a esecutivi tecnici”. “Non credo ai governi tecnici, nel senso che ci vuole comunque un grande sostegno parlamentare”. Lo ha detto a Sky Tg24 Mattina il vicepresidente del Senato Emma Bonino. “Credo che i tecnici sono sempre utilissimi – ha aggiunto Bonino – ma a mio avviso è necessario che le forze politiche si impegnino direttamente in prima persona e ci mettano la faccia per il futuro, per la speranza di questo paese, per le nuove generazioni”.

11.22 – Passera (Intesa SanPaolo): “Siamo tutti con Monti”. ”Monti sta lavorando: deve saperee sa che siamo tutti con lui”. Lo afferma il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. “Napolitano ha gestito nei modi e nei tempi necessari la crisi, quindi ha fatto un grande bene al Paese”, aggiunge Passera.

11.21 – Brunetta a Palazzo Grazioli. Il ministro uscente Renato Brunetta stamane, poco prima delle 11, è arrivato a palazzo Grazioli dove è stato ricevuto da Berlusconi. Il colloquio è durato una ventina di minuti, e al termine, Brunetta ha lasciato la residenza romana del Cavaliere senza rilasciare dichiarazioni.

11.20 – Governo, Napolitano: “Crisi delicatissima e cruciale”. “Avrei voluto intervenire di persona a questa cerimonia di apertura della sessione autunnale del Consiglio Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, che celebra il cinquantesimo anniversario quale Agenzia indipendente. Ma conto che comprenderete come la delicatissima e cruciale crisi di governo apertasi in Italia mi impegni in modo tale da impedirmi di essere questa mattina con voi”. E’ quanto afferma tra l’altro il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato alla signora Josette Sheeran, direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale.

11.19 – Dell’Aringa: “Io ministro? Accetterei”. Carlo Dell’Aringa si dice pronto ad assumere un ruolo ministeriale (Welfare?) se chiamato da Mario Monti. “Premesso che non ho ancora ricevuto nessun rapporto ufficiale in merito – ha spiegato Dell’Aringa, docente all’Università La Cattolica di Milano – e che quindi anch’io posso basarmi solo su quanto scrivono i giornali, posso dire che accetterei senz’altro questo incarico. La mia speranza – conclude – è in ogni caso quella che questa fase interlocutoria si possa concludere rapidamente e felicemente”.

11.05 – Prestigiacomo (Pdl): “Noi come Craxi? Mai umiliata così”. Sabato ”è stata una giornata orribile, non mi sono mai sentita tanto umiliata in vita mia. Tutta quella gente vociante, gli insulti, le monetine. Si fa il confronto con le monetine di Craxi, ma è tutta un’altra storia. Noi siamo gente perbene, non abbiamo nulla di cui vergognarci”. Lo dice il ministro uscente dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in un colloquio con il Corriere della Sera, raccontando di aver dovuto lasciare il ministero “raggomitolata in macchina” e di essere stata seguita fin sotto casa dagli insulti.

10.50 – Amato: “Io tecnico o politico? Un ermafrodita”. “Sul governo non so nulla”. Questa la risposta del presidente della Treccani Giuliano Amato raggiunto a margine del convegno ‘Europa 2020: rendere l’Italia protagonista’. Alla domanda dei cronisti se si consideri di più un tecnico o un politico Amato risponde: “Forse un ermafrodita”. L’idea che l’Italia possa uscire dall’euro, invece, è “inimmaginabile” per Giuliano Amato, che ha parlato in un’intervista al quotidiano ‘Die Welt’, in cui spiega che “il maggiore pericolo è quello di avere in futuro un euro forte ed un euro debole. Ciò minerebbe l’identità dell’Unione monetaria”. “E’ inimmaginabile che l’Italia non rimanga nell’eurozona e non penso nemmeno che ci si arrivera’”, sottolinea Amato, secondo il quale “i problemi dell’Italia sono soprattutto di natura politica, non tanto economica. Una volta risolti i problemi politici, le cose in Italia si svilupperanno meglio”. Interrogato sui punti deboli dell’Italia, Amato spiega che “quello più grosso è la bassa produttività dell’economia”, causata dalla “rigida regolamentazione in alcuni settori e nel livello dei salari. Adesso dobbiamo invertire la marcia. Sappiamo cosa bisogna fare”.

10.48 – Capezzone (Pdl): “Ici e patrimoniale? Sai che feste in piazza”. “Viste le indiscrezioni di stampa di oggi, attendo con ansia feste di piazza e caroselli per la possibile reintroduzione dell’Ici, la tassa piu’ odiosa di tutte, quella sulla casa, e per l’avvento della patrimoniale, doppia, secondo alcuni giornali”. Daniele Capezzone, portavoce Pdl, agiunge che “non è con le tasse che si curano i mali italiani, e, se queste sono le ricette, si parte con il piede sbagliato”.

10.45 – Rotondi: “Presenza Amato rassicurante”. “Mi associo all’apprezzamento di La Russa per Giuliano Amato. A prescindere dal mio dissenso per questa operazione politica, considero la presenza di Amato al governo un elemento rassicurante”. Lo dichiara Gianfranco Rotondi.

10.43 – Iniziate le consultazioni di Monti. Sono cominciate a Palazzo Giustiniani le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti. Nello studio del senatore a vita sono entrate per prime le rappresentanze parlamentari delle minoranze linguistiche. Successivamente saranno ricevute le rappresentanze delle componenti del gruppo Misto della Camera e del Senato.

10.42 – Galli (Confindustria): “Faccio il tifo per Monti”. “Faccio il tifo perché il tentativo Monti riesca. L’emergenza è enorme: chi non lo capisce si assuma la responsabilità nei confronti degli italiani”: così Gianpaolo Galli, direttore generale di Confindustria, intervenuto questa mattina nel corso di ‘Coffee Break’, in onda su LA7.

10.24 – Il calendario delle consultazioni. Alle 10.20 Rappresentanza parlamentare Sud Tiroler Volkspartei; 10.40 Rappresentanza parlamentare Union Valdtaine; 11.00 Rappresentanza parlamentare Fareitalia per la Costituente Popolare (Gruppo Misto della Camera); 11.15 Rappresentanza parlamentare Liberal Democratici-MAIE (Gruppo Misto della Camera); 11.30 Rappresentanza parlamentare Repubblicani-Azionisti (Gruppo Misto della Camera); 11.45 Rappresentanza parlamentare Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud) (Gruppo Misto della Camera); 12.00 Rappresentanza parlamentare Socialista nell’ambito del Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI (Gruppo al Senato); 12.15 Rappresentanza Forza del Sud; 12.30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Popolo e Territorio (Noi Sud-Libertà ed Autonomia, Popolari d’Italia Domani- Pid, Movimento di Responsabilità Nazionale – Mrn, Azione Popolare, Alleanza di Centro – Adc, La Discussione) (Gruppo alla Camera); 12.45 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Coesione Nazionale – Io Sud-Forza del Sud (Gruppo al Senato); 13.00 Rappresentanza parlamentare Liberali per l’Italia – PLI. Nel pomeriggio: alle 16.30, Rappresentanza del Gruppo parlamentare Italia dei Valori; alle 17.15 – Rappresentanza del Gruppo parlamentare Lega Nord Padania; alle ore 18.00 ‘Terzo Polò – Rappresentanza del Gruppo parlamentare Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano) (Gruppo al Senato) – Rappresentanza del Gruppo parlamentare Unione di Centro per il Terzo Polo (Gruppo alla Camera) – Rappresentanza del Gruppo parlamentare Per il Terzo Polo (Api-Fli) (Gruppo al Senato) – Rappresentanza del Gruppo parlamentare Futuro e Libertà per il Terzo Polo (Gruppo alla Camera)- Rappresentanza parlamentare Alleanza per l’Italia (Gruppo Misto della Camera) – Rappresentanza parlamentare MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud. Le consultazioni proseguirannodomani martedì 15 novembre alle 9.30 con la Rappresentanza del Gruppo parlamentare Partito Democratico e 11.00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Popolo della Libertà. Nel pomeriggio di domani saranno ascoltate le parti sociali.

09.56 – A breve le consultazioni. Il premier incaricato Mario Monti è arrivato poco dopo le 9 a Palazzo Giustiniani, dove alle 10 e 20 cominceranno le consultazioni con le forze politiche per verificare la possibilità di formare un nuovo governo.

09.37 – Fini: “Vedo Monti molto determinato”. Gianfranco Fini spiega di aver visto un Mario Monti “molto determinato e consapevole dell’importanza del ruolo che gli è stato assegnato dal Capo dello Stato, e consapevole della necessita’ di agire presto e bene”. Ospite di 60 minuti su Gr Parlamento, il presidente della Camera, rivela solo che il premier incaricato “ha ribadito quello che aveva detto davanti alle telecamere, e cioé che sono necessarie iniziative per rilanciare l’economia ma con equità, due parole magiche, ripresa e equità, che infatti sono riprese con evidenza oggi su tutti i giornali”. Fini, poi, ha parlato della polemica sul suo ruolo. “Le polemiche sulle dimissioni di Berlusconi e mie appartengono ad un’altra stagione” ha detto il presidente della Camera rispondendo alla domanda se si dimetterà o meno. “E’ inevitabile che la legge elettorale sia un tema centrale dell’agenda parlamentare e della politica” ha poi detto Fini, secondo cui “reintrodurre l’Ici sulla prima casa o ricorrere ad una patrimoniale sugli immobili sono misure che possono essere introdotte, ma solo a condizione che abbiano un grado di equità”.

09.22 – La Padania annuncia manifestazioni in tutta Italia. La Padania annuncia “manifestazioni in tutta Italia” contro il governo Monti. E spiega che è convocata per oggi una riunione della segreteria politica della Lega Nord. “Bossi: no all’ammucchiata. Lega unica forza d’opposizione”, titola il quotidiano del Carroccio nell’edizione speciale (normalmente non esce il lunedì) all’indomani dell’incarico a Monti. “Il segretario: non abbiamo neanche visto il programma del governo – continua il giornale – Saremo la sola garanzia per arginare i danni a chi lavora e produce”. “Di fronte ai giochi di palazzo, la Lega sta sul territorio e lavora per la Padania – si sostiene nell’articolo di apertura – proprio oggi nella sede leghista e’ prevista una segreteria politica”.

09.14 – Nuovo governo, Casini: “Possibili politici, ma non parlamentari”. “Mi sembra che siano Pdl e Pd che preferiscono che non ci siano politici”. Lo dice Pier Ferdinando Casini nel corso de La Telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5. Il leader Udc non esclude del tutto però la partecipazione di politici: “Politici certo, ma parlamentari in carica adesso no…”. Quanto alla figura di Gianni Letta, come possibile figura da inserire nel nuovo governo, Casini ribadisce la sua stima nei confronti dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio: “Sono quello -ricorda- che lo stima di più che ha dimostrato di essere un grande servitore dello Stato. Certo, è il collaboratore di Silvio Berlusconi; ma dovremmo chiederci, noi che abbiamo avversato Berlusconi: se non ci fosse stato Letta quanti maggiori motivi di avversione avremmo avuto”.
 

http://www.youtube.com/watch?v=xSS8S3YD38Y

Loeb è nella storia: 8° titolo
Il francese meglio di Schumi

BUILTH WELLS (Gran Bretagna), 13 novembre 2011

Nel Rally del Galles il pilota della Citroen finisce in ambulanza dopo un incidente, ma il rivale Hirvonen era già fuori: otto Mondiali vinti ininterrottamente dal 2004

Il navigatore Daniel Elena e Sebastien Loeb, 37 anni, festeggiano il titolo mondiale. Epa
In ambulanza per un incidente, ma campione del mondo. Ancora lui, per l'ottava volta consecutiva dal 2004. Il francese Sebastien Loeb, recordman del rally mondiale, ha festeggiato senza terminare l'ultima tappa del Mondiale Rally, in Galles, il suo sigillo di una carriera pazzesca. Con il successo a bordo della Citroen DS3, Loeb ha superato il sette volte campione del mondo di F1, Michael Schumacher, e Valentino Rossi.

Loeb è nella storia: 8° titoloIl francese meglio di Schumi
E' una cosa straordinaria, in questi anni ha sempre avuto qualcosa in più degli altri
VETTEL APPLAUDE — "Mi sento molto felice. Questo è veramente un grande momento", ha detto il 37enne Loeb, che era sicuro del successo dopo il ritiro del finlandese Mikko Hirvonen, che con la sua Ford era rimasto l'unico in grado di strappare il successo finale. Un'uscita di strada dell'avversario avea chiuso la pratica. Così l'incidente nell'ultimo giorno di gara, senza gravi conseguenze, non ha impedito a Sebastien Loeb e al compagno Daniel Elena, di festeggiare come si conviene la vittoria stagionale.
TRA I GRANDI — La vittoria del Rally del Galles è andata al finlandese Jari-Matti Latvala. Da Abu Dhabi sono arrivati i complimenti dell'altro campione del mondo 2011, Vettel, confermatosi in Formula 1: "E' realmente una cosa straordinaria. In tutti questi anni ha avuto sempre qualcosa in più degli altri. Questo dice tutto". Durante la sua carriera, il francese non ha mai smesso di battere record: quest'anno ha sigliato il limite di oltre 800 migliori tempi nelle prove speciali.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
--------------- --

LA CRISI

Incarico a Monti: "Occorre crescita ed equità"
Napolitano: "Serve fiducia, basta faziosità"

Il senatore a vita accetta con riserva il compito di formare un nuovo governo: "Farò presto ma con scrupolo, fantasie le voci sui ministri, con sforzo comune possiamo vincere sfida del riscatto". Il capo dello Stato: "Nessun ribaltone, subito risposta ad emergenza economica"

ROMA - Saranno stretti i tempi per la formazione del nuovo governo, ma chi si aspettava il varo di un esecutivo nel giro di un paio di giorni si sbagliava. Sia il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti, sia il capo dello Stato Giorgio Napolitano, sgomberano il campo dall'illusione che il governo tecnico di emergenza possa ottenere il via libera del Parlamento in fretta, limitando così al massimo le tensioni sui mercati.

TUTTI I SERVIZI VIDEO DAL QUIRINALE 1

Tempi più lunghi. Parlando subito dopo aver ricevuto il conferimento dell'incarico di formare un nuovo esecutivo dal presidente della Repubblica, Monti chiarisce che "le consultazioni che svolgerò saranno condotte con il senso dell'urgenza ma con scrupolo". "Ritornerò - dice - dal presidente della Repubblica quando sarò in grado di sciogliere la riserva". Posizione ribadita poco dopo dallo stesso Napolitano: "Se qualcuno si inventa prima che si fa il governo in due ore i tempi risultano allungati. Ma non si è mai detto quanto tempo sarebbe bastato. Monti farà nei tempi più brevi che gli consentano di ascoltare e valutare e decidere se e venire qui, come mi auguro, a sciogliere la riserva".

Rispetto per il Parlamento. La necessità di fare bene, senza compiere passi
falsi, non nasconde comunque la consapevolezza dell'urgenza del momento. "La situazione ha aspetti di emergenza ma l'Italia può uscirne con uno sforzo comune", dice ancora l'ex commissario Ue. Poi, illustrando nella sala stampa del Quirinale il senso della disponibilità comunicata con riserva al capo dello Stato e quelle che saranno le linee guida del suo sforzo, precisa: "Mi accingo a questo compito con profondo rispetto nei confronti del Parlamento e nei confronti delle forze politiche. Opererò per valorizzarne l'impegno comune per uscire presto da una situazione che presenta aspetti di emergenza ma che l'Italia può superare con lo sforzo comune". 

Serve più equità. E la linea da seguire per centrare questo obiettivo, aggiunge Monti con l'unico riferimento "programmatico" della sua breve comunicazione a giornalisti, è quella di indirizzare gli sforzi "a risanare la situazione finanziaria, a riprendere il cammino della crescita in un quadro di accresciuta attenzione all'equità sociale". Perché, agiunge, "lo dobbiamo ai nostri figli, dobbiamo dare loro un futuro concreto di  dignità e di speranza".

La scure dei titoli in scadenza. Del resto fallire in questo tentativo, torna ad avvertire Napolitano, significherebbe andare dritti verso elezioni anticipate e "tentare di evitare un precipitoso ricorso al voto e un vuoto di governo è esigenza su cui dovrebbero concordare tutti" anche perché "da domani alla fine di aprile andranno a scadenza 200 miliardi di euro di Btp che bisognerà rinnovare ricollocandoli su mercati". "La particolare fragilità del nostro paese - prosegue - sta nell'altissimo debito pubblico accumulato nel passato. E' un peso che rischia di mettere a dura prova l'impegno dello stato". Per questo motivo "è perciò indispensabile recuperare la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee, operando senza indugio nel senso richiesto. E' una responsabilità - dice ancora Napolitano - che avvertiamo verso l'intera comunità internazionale, a tutela della stabilità della moneta comune e della stessa costruzione europea, oltre che delle prospettive di ripresa dell'economia mondiale".

Nessun ribaltone. Sbagliato quindi, sottolinea un presidente della Repubblica apparso più combattivo che mai, parlare di ribaltone. "Non si tratta di operare nessun ribaltamento delle elezioni 2008 né di venir meno a rinnovare la nostra democrazia dell'alternanza - puntualizza Napolitano - si tratta solo di dar vita ad un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l'emergenza economica esige".

Personalità fuori dalla mischia. Un'emergenza che Monti pochi istanti prima aveva descritto così: "In un momento di grande difficoltà il Paese deve vincere la sfida del riscatto, deve tornare a essere elemento di forza e non di debolezza di un'Unione europea di cui siamo stati fondatori e di cui dobbiamo essere protagonisti".  E per vincere questa sfida, osserva ancora Napolitano, non ci sono dubbi che Monti è la persona più indicata in quanto l'ex rettore della Bocconi è "personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica" e "dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali". 

Smentita sui nomi dei ministri. La presenza o meno di politici all'interno del nuovo esecutivo, dice ancora il capo dello Stato "è materia che ora passa al professor Monti e che sarà oggetto dei suoi colloqui con le forze politiche". E quelle girate fino ad oggi, avverte invece il presidente del Consiglio incaricato, sono "di pura fantasia".
(13 novembre 2011)

-------------- 

Addio legittimo impedimento
Il deputato Berlusconi va a processo 

Con le dimissioni da presidente del Consiglio vengono a cadere molte delle motivazioni che hanno fin qui rimandato il calendario giudiziario dei tre processi in cui il Cavaliere è imputato. Corsa contro il tempo per il caso Mills in cui B. è accusato di corruzione. Attesa per la sfilata di testimoni del Ruby-gate, che potrebbe coincidere con una eventuale campagna elettorale
Addio legittimo impedimento. Con le dimissioni dalla carica di premier cadono molti dei motivi con cui Silvio Berlusconi ha fino ad oggi rallentato l’iter dei processi. E ora il calendario potrebbe intensificarsi. Da oggi, come parlamentare, l’ex premier potrà invocare il legittimo impedimento solo in caso di votazioni in aula e per tutti quei motivi (malattia o viaggi all’estero, ad esempio) per i quali chiunque può chiedere un rinvio. Sono tre a Milano i procedimenti penali che lo vedono imputato e in quarto è stato chiesto il suo rinvio a giudizio: il ‘caso Ruby’, dove deve difendersi dall’accusa di concussione e prostituzione minorile, la gestione dei diritti tv da parte di Mediaset, la presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills e il passaggio di mano dell’intercettazione disposta nel corso dell’indagine sulla mancata scalata alla Bnl tra Piero Fassino e Giovanni Consorte. Intercettazione finita sulle pagine de il Giornale, per la quale il 5 dicembre prossimo il gup di Milano Maria Grazia Domanico deciderà se disporre il rinvio a giudizio anche per il leader del Pdl dopo quello già deciso per il fratello Paolo.

Il procedimento più delicato, quello che ha le ‘settimane contate’ prima della prescrizione è quello sul caso Mills. Il pubblico ministero Fabio De Pasquale potrebbe dare battaglia per chiedere di inserire nuove udienze e arrivare, in tempi stretti, a una sentenza nei confronti dell’imputato accusato di corruzione in atti giudiziari. Il 5 dicembre prossimo è fissato l’interrogatorio di Berlusconi, chiamato a difendersi dall’accusa di aver consegnato 600mila dollari a Mills per fornire testimonianze reticenti, e in quell’occasione l’ex premier, al quale resta lo status di deputato, non potrà far valere impegni governativi di sorta. Per capire quale sarà l’accelerata, se ci sarà, nell’aula del caso Mills bisognerà attendere il 28 novembre quando le parti torneranno a riunirsi per l’interrogatorio, in video conferenza, del legale inglese, già condannato in primo e secondo grado per il reato di corruzione poi prescritto dalla Cassazione.

Ritmi più intensi, probabilmente, anche per il processo sui diritti tv dove Berlusconi è accusato di frode fiscale per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti di film americani da parte di Mediaset, il secondo procedimento che si avvicina alla prescrizione. Anche qui, come nel caso Ruby, pende la spada del conflitto di attribuzione tra poteri dello stato, dopo che la Consulta ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dei legali di Berlusconi contro il diniego della corte di concedere il legittimo impedimento in una udienza del marzo 2010. Ma la Corte Costituzionale non si esprimerà prima della metà del 2012. Procede in attesa della Consulta anche il processo per il Ruby-gate. Il processo è iniziato lo scorso 6 aprile e sembra difficile ipotizzare nuove udienze rispetto a un calendario già fitto e senza rischi temporali, dal momento che la vicenda sarà prescritta solo a partire dal 2025. Ma l’addio di Berlusconi a Palazzo Chigi potrebbe far saltare l’accordo raggiunto tra la Procura di Milano e i legali dell’imputato per mediare tra le esigenze dei giudici e gli impegni del Cavaliere. Una prospettiva che potrebbe tradursi – in tempi di campagna elettorale – in una successione ravvicinata di impegni giudiziari.
 
---------------- 

Anche Hollywood si arrende
ora comandano i videogame

L'ultimo capitolo della saga di Call of Duty in sole 24 ore ha venduto fra Usa e Inghilterra oltre 6.5 milioni di copie incassando più di 400 milioni di dollari. Avatar di James Cameron si era fermato a 77. Ecco come gli eredi di Lara Croft stanno surclassando Hollywood di JAIME D'ALESSANDRO

ROMA - Dimenticate Avatar e Guerre Stellari, dimenticate anche la versione cinematografica di Il Signore degli Anelli. Perché il re dell'intrattenimento non vive a Hollywood né in Nuova Zelanda, ma a Encino, paesotto a sud di Los Angeles. E' qui che ha sede la Infinity Wards, software house che ha appena lanciato il suo ultimo videogame di guerra intitolato  Call of Duty: Modern Warfare 3. E che da oggi può guardare dall'alto i vari George Lucas, James Cameron e Peter Jackson.

In 24 ore Modern Warfare 3 ha venduto solo fra Stati Uniti e Inghilterra, dove esiste una raccolta capillare dei dati, oltre 6,5 milioni di copie per un giro d'affari stimato di circa 400 milioni di dollari. Cifra impressionate. Non foss'altro perché un blockbuster come Avatar nel suo primo weekend ha portato a casa "appena" 77 milioni negli Stati Uniti e 242 in tutto il mondo. Ma è costato tre volte di più. In secondo luogo perché la serie di Call of Duty a questo punto stabilisce un altro record.

"Al di fuori di Call of Duty", ha dichiarato Bobby Kotick, amministratore delegato di Activision Blizzard, l'editore, "non c'è mai stato nessun altro franchise nel mondo dell'entertainment che abbia raggiunto risultati del genere. Le vendite ad oggi dell'intera serie superano il box office cinematografico mondiale
di Guerre stellari e di Il Signore degli Anelli, due tra le saghe di maggiore successo di tutti i tempi sul grande schermo".

Che il settore dei videogame fosse solido, con il suo giro di affari da 50 miliardi di dollari l'anno, è cosa nota. Ed è noto anche che negli Stati Uniti c'è una emorragia di spettatori dalle sale cinematografiche, malgrado il lancio del 3D in pompa magna. Ma quel che sta accedendo ultimamente è diverso e ha più a che fare con un mutamento interno all'industria dei videogame. Stanno progressivamente diminuendo il numero dei prodotti di punta, mentre le risorse vengono concentrate su quelli rimanenti. In parole povere si producono meno videogame che però costano molto di più. Megaproduzioni alle quali lavorano anche 500 persone, è il caso di  Assassin’s Creed, con budget superiori ai 100 milioni di dollari.

"Questo accade perché giochi simili sono gli unici capaci davvero di incassare", racconta Peter Moore, ex presidente di Sega America, poi diventato vice presidente di Microsoft e ora a capo di Ea Sport, la stessa dei videogame di calcio Fifa. "Nell'anno fiscale 2011 abbiamo pubblicato 67 videogame differenti. Nel 2012? Saranno meno di 30. Stiamo tagliando la metà dei giochi e facendolo stiamo aumentando i nostri profitti. Perché concentriamo gli sforzi solo sulle grandi produzioni".

Come Battlefield 3, che appartiene allo stesso genere di Modern Warfare. Un gioco della Ea che nel primo fine settimana ha venduto anche lui molto, circa 5 milioni di copie. Ma l'exploit dei videogame bellici, i cosiddetti "sparatutto" in prima persona dalle ambientazioni molto realistiche, è in realtà un crescendo. Lo scorso anno, Call of Duty: Black Ops era arrivato a 5.6 milioni di copie con un incasso stimato intorno ai 360 milioni di dollari sempre nei soli Stati Uniti e Inghilterra. Battendo il precedente record del 2009 di Call of Duty: Modern Warfare 2, pari a 310 milioni di dollari e 4.7 milioni di copie vendute nelle prime 24 ore.

Modern Warfare 3, lo diciamo per inciso, è molto americano nella sua spettacolarità. Narra una fantomatica invasione russa di Europa e Stati Uniti generata da una serie di complotti raccontati nel capitolo precedente. La trama è confusa, a tratti perfino rozza, eppure il ritmo dell'azione, l'impatto delle sequenze, la costruzione delle diverse missioni fra New York, Parigi, l'Africa e il Medio Oriente è tale che diventa difficile smettere di giocare. Esempio, e i numeri lo confermano, di una maestria nel riuscire a catturare l'attenzione che Hollywood non ha più. 
 
(13 novembre 2011)
 

giovedì 10 novembre 2011

......già

  Rosberg rinnova con Mercedes

La Ferrari si allontana

ABU DHABI (Emirati Arabi), 10 novembre 2011

Il tedesco resta con le frecce d'argento fino al 2013: "Felicissimo, ora voglio vincere con loro un GP". Il nome di Nico era stato accostato al Cavallino per sostituire Massa

Nico Rosberg, 26 anni, pilota della Mercedes. Ap
Nico Rosberg, 26 anni, pilota della Mercedes. Ap
Nico Rosberg sarà alla guida della Mercedes di F.1 almeno per le prossime due stagioni. "Sarà con noi fino al 2013 e oltre", ha reso noto il team tedesco, confermando inoltre che Michael Schumacher resterà anche nel 2012. Il tedesco Rosberg, 26 anni, figlio dell'ex campione del mondo finlandese Keke, non ha ancora vinto una gara in F.1 dal debutto nel 2006, ma la Mercedes, che lo ha ingaggiato nel 2010, è soddisfatta delle sue prestazioni e ha deciso di prolungargli il contratto. In questa stagione, finora ha conquistato cinque punti in più rispetto al sette volte campione del mondo. "Il mio obiettivo ora è vincere una gara con le frecce d'argento - ha detto Rosberg - e sono sicuro che il team mi metterà a disposizione una macchina per farlo". Nico Rosberg era considerato tra i papabili per sostituire Felipe Massa alla Ferrari nella stagione 2013: con la Mercedes che ha preferito giocare d'anticipo nel prolungargli il contratto, questa ipotesi si allontana.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
-----------------

MAXIEMENDAMENTO

Vendita terreni, allarme Verdi
"Via libera a nuovo cemento"

Il partito ecologista denuncia i rischi nascosti nella norma di modifica alla legge di stabilità: "La possibilità di cambiare destinazione urbanistica 5 anni dopo l'acquisto favorisce la speculazione selvaggia"

ROMA - Nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, con le misure per la crescita chieste dall'Europa, c'è un cavallo di Troia che rischia di devastare ulteriormente il territorio e il paesaggio italiano. La denuncia arriva dal leader dei Verdi, Angelo Bonelli. "Il provvedimento - dice Bonelli - contiene un colpo mortale al territorio ed all'agricoltura italiana perché grazie a quanto previsto dall'articolo 4 quater, che riguarda la vendita delle aree agricole, è prevista la possibilità di modifica della destinazione urbanistica". Secondo Bonelli, "i terreni agricoli dello Stato, dismessi per ridurre il debito pubblico, potranno essere variati urbanisticamente dopo soli 5 anni diventando, così, facile preda della speculazione edilizia e della cementificazione selvaggia".
"Siamo indignati - sottolinea ancora Bonelli - perché, con la scusa di aggredire il debito pubblico, non solo si dà  un colpo mortale a un settore già in crisi come quello agricolo, rendendo i terreni dismessi appetibili più per la speculazione del cemento che non per la coltivazione; ma perché continua l'assalto selvaggio a un territorio che ha già mille ferite e in cui ogni settimana si muore a causa del dissesto idrogeologico".
La norma in questione prevede che i terreni vengano individuati entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge con decreto del ministero delle Politiche agricole d'intesa con quello dell'Economia. L'alienazione dal patrimonio disponibile sarà a cura dell'Agenzia del demanio e avverrà mediante trattativa privata per quelli di valore inferiore ai 400mila euro, e mediante asta pubblica per quelli di valore superiore.
Il rischio della speculazione, con la speranza di fare cassa, è chiaramente messo in conto dal governo. L'articolo 4 quater, infatti, prevede che "nell'eventualità di incremento di valore dei terreni alienati derivante da cambi di destinazione urbanistica intervenuti nel corso del quinquiennio successivo all'alienazione medesima, è riconosciuta allo stato una quota pari al 75% del maggior valore acquisito dal terreno rispetto al prezzo di vendita".
"Invece di continuare a tirare la volata ai signori del cemento svendendo il patrimonio pubblico - conclude Bonelli - si taglino le spese militari e i privilegi della casta degli armamenti. Ci sono oltre 40 miliardi che verranno letteralmente buttati per l'acquisto di aeri da guerra, navi, elicotteri e sommergibili, come abbiamo più volte documentato: si usino quei fondi per mettere i conti in ordine".
La richiesta di poter acquistare la terra di proprietà dello Stato è un vecchio cavallo di battaglia delle associazioni degli agricoltori, rilanciata di recente 1. Anche ieri, appena trapelate le prime indiscrezioni sui contenuti del provvedimento presentato al Senato, i commenti da parte delle organizzazioni agricole sono stati positivi.
"L'accoglimento nel maxiemendamento alla manovra della proposta di Coldiretti di vendere le terre pubbliche ai coltivatori è una buona notizia per il Paese e per l'agricoltura", ha commentato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ricordando che si tratta di 338mila ettari di terreni agricoli per un valore stimato di 6 miliardi di euro (la stima Coldiretti è su dati del censimento dell'agricoltura).
La cessione di questi terreni, ha proseguito Marini, "toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, rende disponibili risorse per lo sviluppo per le casse pubbliche, ma favorisce anche la competitività delle imprese e nuova occupazione in un settore, quello del cibo e del made in Italy, che rappresenta una leva straordinaria su cui poggiare un pezzo importante del nostro futuro". E di intervento che "può dare risposte importanti ai tanti giovani che vogliono continuare o intraprendere l'attività agricola" parla anche l'Associazione giovani imprenditori (Agia) della Confederazione italiana agricoltori.
(10 novembre 2011)
-------------
Di Pietro e la Lega contro il governo Monti
Pdl si sfascia, Alfano: “Posizioni diverse” 

Il premier rassegnato all'idea di lasciare all'ex rettore della Bocconi. L'Idv non ci sta: "Non gli voteremo la fiducia e ne staremo fuori". Anche il Carroccio si tira indietro: "Bello stare all'opposizione" ha detto Bossi. D'Alema: "Pronti a un esecutivo con Pdl, ora fare presto"
Mario Monti
“Mi pare un’ottima idea”. Così Silvio Berlusconi avrebbe accolto ieri pomeriggio la notizia della nomina di Mario Monti a senatore a vita, riferitagli da Gianni Letta. Poche parole, che però sono suonate come un via libera a un possibile governo di larghe intese presieduto dall’economista, ipotesi che fino a poche ore prima Berlusconi escludeva con nettezza, dichiarando in ogni sede la sua volontà di andare ad elezioni subito dopo le dimissioni promesse al Presidente della Repubblica. Ora invece l’ipotesi è talmente concreta che già circolano i nomi per una possibile squadra che potrebbe essere composta da dodici ministri tecnici, affiancati da sottosegretari di nomina politica. Lo stesso Monti sembra avere fatto le prove generali del governo che sarà, con le dichiarazioni rese ieri in un convegno a Berlino e riportate oggi dal Financial Times: “L’Italia ha un lavoro enorme da fare – ha detto l’ex rettore della Bocconi – bisogna fare riforme strutturali che rimuovano privilegi”.

E l’ipotesi dell’ex commissario europeo alla guida di un esecutivo tecnico riceve anche il pieno appoggio del presidente della Camera Gianfranco Fini, che promette il sostegno del Terzo Polo. Restano fermamente contrari la Lega Nord (Umberto Bossi non partecipa al vertice con Berlusconi a Palazzo Grazioli) e, sul fronte opposto, dall’Italia dei Valori. Antonio Di Pietro ha ribadito la linea oggi, intervistato a “La Telefonata” di Canale 5: “L’Italia dei valori dice no a questo governo tecnico, non gli voteremo la fiducia e ne staremo fuori”. Perché il governo che si “paventa”, ha affermato, “risponde al sistema bancario, al sistema finanziario e addirittura a quello della speculazione”. Di Pietro ha anche precisato che non darà il suo appoggio a un esecutivo del genere “perché sarebbe sostenuto anche dalla maggioranza berlusconiana. Poi, nel caso questo nuovo governo dovesse fare un provvedimento che può servire agli interessi del Paese, potrò anche votarlo. Ma alla fiducia voterò no e staremo fuori dal governo”.

Ma la questione principale è quella interna allo stesso Pdl, con un folto gruppo di parlamentari, capeggiato dagli ex An La Russa e Matteoli, fermamente contrari all’ipotesi di un esecutivo tecnico. A tal punto che un nuovo governo, privo del sostegno della Lega e di una parte consistente dei berlusconiani, potrebbe partire senza la stabilità necessaria per portare in porto i provvedimenti chiesti dalla Ue e dalla Bce.

LA CRONACA ORA PER ORA

16.17 – Berlusconi ai suoi: “Devo tutelare gli interessi del paese”
Sono aperto ai vostri suggerimenti, considerate però che io devo tutelare gli interessi del Paese, l’Italia viene prima di tutto. E’ il ragionamento che ha fatto Silvio Berlusconi al vertice del Pdl appena conclusosi a palazzo Grazioli. I ministri perplessi sulla ‘soluzione Monti’ hanno chiesto al premier di considerare tutte le opzioni sul campo e di non abbandonare affatto la ‘carta’ del voto anticipato. Il premier ha spiegato che il suo via libera a Monti è motivato dalla gravità della crisi economica ma che è aperto ad ascoltare le ragioni di tutti i dirigenti del partito. Per questo motivo sabato ci sarà un ufficio di presidenza e dopo le consultazioni, ha annunciato Angelino Alfano, verrà presa la decisione finale sull’eventualità di appoggiare Monti o di chiedere le elezioni anticipate. Al momento, dunque, restano le divisioni all’interno del Pdl sull’ipotesi Monti.

16.05 – Alfano: “Per ora diciamo voto, ma decida Napolitano. Pdl ha posizioni diverse, troveremo sintesi”
“Noi operiamo per il bene del Paese, il nostro comitato di presidenza aveva deciso che dopo il governo Berlusconi si sarebbe dovuti andare al voto, ma non sovrapponiamo la nostra voce a quella del Presidente della Repubblica”. Cosi’ Angelino Alfano, segretario del Pdl, al termine del vertice del partito con Berlusconi. Il Pdl – ha aggiunto -terra’ un’altra riunione dell’ufficio di presidenza dopo le consultazioni e in quella sede verra’ presa la decisione definitiva sulla questione del governo. E’ lo stesso segretario Pdl a riconoscere che nel partito “ci sono opinioni differenti” pur difendendo il diritto “di un partito al confronto. Se avessimo deciso a maggioranza ci avreste criticati come partito verticistico, questo è un partito democratico nel quale ci si confronta e si discute”. Una ammissione del momento del partito che comunque Alfano accompagna alla assicurazione che “il Pdl non è spaccato”.

15.58 – Pdl, ufficio di presidenza sabato mattina per posizione su Monti
Confronto ancora aperto nel Pdl sull’eventualità di appoggiare un governo Monti. Silvio Berlusconi sta ascoltando i pareri di tutti i ‘big’ del partito di via dell’Umiltà. Al momento restano le perplessità di vari ministri (Matteoli, Romani, Sacconi, Brunetta e Gelmini) e di altri esponenti di primo piano. Per questo motivo il premier, riferiscono fonti parlamentari, ha deciso di convocare un ufficio di presidenza per sabato. Solo al termine dell’ufficio di presidenza verrà ‘ufficializzata’ la linea da seguire, riferisce chi è stato ricevuto a palazzo Grazioli. Il presidente del Consiglio, sostengono sempre le stesse fonti, ha ribadito che la scelta di Monti è ineludibile ma vorrebbe che si arrivasse ad una decisione unitaria per evitare spaccature nel partito. C’è poi da risolvere il problema dell’alleanza con il Carroccio, fortemente a rischio qualora Berlusconi decidesse di dare il via libera definitivo ad un esecutivo guidato dal presidente della Bocconi.

15.56 – Montezemolo: “Monti è unica soluzione”

15.22 – Maxiemendamento: in pensione a 70 anni dal 2050
In pensione a 70 anni a partire dal 2050. Lo conferma la norma del maxiemendamento del governo alla legge di stabilita’ che dovrebbe essere approvato nel pomeriggio dalla commissione Bilancio del Senato. La relazione tecnica, dopo avere stabilito che per il pensionamento di vecchiaia ordinario si raggiungeranno i 67 anni nel 2026 per le categorie di lavoratori, spiega che l’eta’ minima di accesso al pensionamento “cresce ulteriormente per effetto dell’adeguamento agli incrementi della speranza di vita per raggiungere valori prossimi ai 70 anni attorno al 2050″.

15.04 – Pd e Terzo polo verso non voto anche alla Camera
Pd e Terzo polo sono orientati a seguire l’esempio del Senato e non votare il ddl stabilita’ anche alla Camera. A quanto si e’ appreso, l’intendimento dei due gruppi e’ di continuare sulla scia degli ultimi giorni e assicurare la presenza in Aula senza votare. La decisione finale sara’ presa pero’ alla luce dell’andamento dell’esame del ddl a Palazzo Madama e delle presenza a Montecitorio del centrodestra.

14.49 – Si allunga lista ministri a palazzo Grazioli, manca Bossi
Dopo Gianni Letta e Giulio Tremonti anche i ministri Stefania Prestigiacomo e Giorgia Meloni hanno raggiunto da pochi minuti Palazzo Grazioli dove è in corso un vertice con il premier Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del PdL.

14.46 – Ddl stabilità: domani Terzo Polo non sarà in aula al Senato
Domani in aula al Senato il Terzo Polo non parteciperà al voto sul ddl stabilità. Lo ha reso noto il capogruppo Francesco Rutelli parlando con i giornalisti a Palazzo Madama. Il Terzo Polo non si asterrà, come ha fatto alla Camera in occasione del voto sul Rendiconto dello Stato, perché al Senato l’astensione vale come voto contrario. “Faremo passare il ddl stabilità – ha spiegato Rutelli – come ultimo atto del governo Berlusconi”.

14.30 – Cgil: “Governo del presidente poi voto”
“Il corretto epilogo della crisi di governo aperta è il ricorso alle urne”. A sostenerlo è la segreteria confederale della Cgil che ritiene che non spetta all’attuale “governo dimissionario guidare il Paese alle elezioni” ma che serve “un governo di emergenza, di transizione e di garanzia del presidente della Repubblica”.

--------------

L'e-commerce non teme crisi
+20 per cento rispetto al 2010

Netcomm e Politecnico di Milano rendono noti i numeri sulle vendite via web. Superati gli 8 miliardi di euro, un utente su tre ormai acquista in rete. Boom dell'abbigliamento, più 38 per cento, e dell'editoria. Ma sono ancora troppe le aziende del made in Italy assenti di JAIME D'ALESSANDRO  

ROMA - Una salto in avanti del 20 per cento e un giro d'affari che ormai ha superato gli otto miliardi di euro. Ecco i numeri dell'e-commerce, il settore degli acquisti fatti via web, in Italia. Numeri che cominciano ad essere davvero interessati. Basti pensare infatti che il business legato al settore televisivo, il più ricco nel mondo dell'intrattenimento, valeva otto miliardi e mezzo di euro lo scorso anno. Con una differenza però: il commercio elettronico sta crescendo a ritmi da record e non rallenta nemmeno in un periodo di crisi economica come questo.

Di qui l'entusiasmo di Roberto Liscia, presidente del Consorzio del Commercio Elettronico Italiano (Netcomm), che assieme al Politecnico di Milano ha realizzato l'indagine. "Oggi più che mai, in un contesto di crisi globale, l'e-commerce non è un'opportunità ma un'esigenza per le imprese italiane". Difficile dargli torto con risultati del genere. Già nel 2010 coloro che vendono su internet avevano totalizzato un più 17 per cento, superiore alle previsioni 1 che si fermavano a un +14 per cento. Ora allungano il passo grazie all'aumento degli acquirenti diventati circa nove milioni. E questo significa che un utente su tre, fra chi in Italia frequenta la rete, compra online spendendo una media di 1050 euro contro i 960 dello scorso anno.

I servizi, assicurazioni in testa, continuano a farla da padrone valendo due terzi del giro di affari complessivo. Ma, per il terzo anno consecutivo, crescono meno dei comparti merceologici. Brilla l'abbigliamento (più 38 per cento), seguito da editoria, musica e audiovisivi (più 35 per cento). Bene anche l'elettronica di consumo e la "grocery" (alimentari e health&care da supermercato) che superano entrambi il più 30 per cento.

Un altro dato interessante emerge dal confronto fra il nostro mercato e quelli occidentali di maggior importanza: l'e-commerce italiano cresce a ritmi superiori rispetto all'Inghilterra, che aumenta di 10 punti percentuali. La Francia si ferma invece a un più 12, la Germania a più 10, gli Stati Uniti a più 11. Tenendo però ben presente che le dimensioni di questi mercati sono molto maggiori. Il commercio elettronico italiano è infatti un sesto di quello inglese, che vale oltre 51 miliardi di euro, un quarto di quello tedesco (34 miliardi di euro) e meno della metà di quello francese (20 miliardi di euro).

Insomma, il boom registrato dal Politecnico non è segno di dinamismo ma sembra frutto di un ritardo. Del resto secondo l'Eurostat, il 65 per cento dei cittadini europei collegati ad internet ha effettuato un acquisto online negli ultimi 12 mesi, contro il 35 per cento di quelli italiani. E le vendite in Inghilterra e Francia sono state superiori a quelle effettuate da noi rispettivamente di otto e quattro volte. Continua poi ad aumentare il saldo negativo tra import ed export, vista la nota carenza di offerta da parte di tante imprese italiane. In pratica ancora oggi molti marchi del made in Italy sul web semplicemente non vendono. Assenza che, considerando quel che sta accadendo in rete, somiglia a un suicidio.
  (10 novembre 2011)

sabato 5 novembre 2011

...........................

LA SENTENZA

Dissequestrati 493 siti web
vittoria storica dei provider

Il blocco era stato richiesto, e ottenuto, dalla multinazionale della moda Moncler nell'ambito di una campagna contro la vendita di prodotti contraffatti online. Il giudice - che ha giudicato "esorbitante" l'oscuramento - ha invitato a raccogliere altre prove che permettano di confermare il reato. Una sentenza che evita i sequestri facili dei siti di ALESSANDRO LONGO
 

D'ORA in avanti sarà più difficile sequestrare un sito web in Italia e i provider internet difenderanno i diritti degli utenti contro eventuali abusi dei detentori di marchi e diritti d'autore. I provider (attraverso le associazioni Aiip e Assoprovider) hanno vinto infatti per la prima volta un ricorso con cui si opponevano a un ordine di sequestro. Il Tribunale di Padova oggi ha annullato quello di 493 siti, richiesto e in precedenza ottenuto dalla multinazionale della moda Moncler 1 nell'ambito di una campagna contro la vendita di prodotti contraffatti online.

Il sequestro è stato però ingiustificato, secondo il giudice delle indagini preliminari Lara Fortuna, che firma il provvedimento che lo annulla. Motivo: non ci sono elementi sufficienti per ritenere che quei siti vendano prodotti contraffatti, visto che il solo elemento provato era il nome "Moncler" negli indirizzi web. Il che, secondo il giudice, giustifica la prosecuzione degli indagini, ma non l'oscuramento preventivo dei siti. Per il quale servirebbe invece un nesso "certo" tra il nome del sito e il reato. Il giudice definisce quindi "esorbitante" l'oscuramento e invita a raccogliere altre prove che permettano di confermare il reato.

È un passaggio cruciale della sentenza: significa- proprio come affermavano i provider- che è esagerato sequestrare i siti senz'altra prova che un indirizzo sospetto. Il rischio era quello di inaugurare l'era dei sequestri facili e sbrigativi del web: una linea dura che certo potrebbe piacere ai detentori di marchi e di diritto d'autore. Ma che porta con sé un pericolo: di fare mattanza di siti magari innocenti, finiti nel mucchio di una grande lista (come quella di Moncler), per reati che vanno dalla violazione del diritto d'autore alla diffamazione.

Insomma, il provvedimento di Padova è il primo freno al sequestro facile e chiede maggiore cautela nell'usare quest'arma, in precedenza adoperata a volte con una certa leggerezza. Moncler ribadisce a Repubblica.it di aver chiesto di oscurare i siti per "tutelare i propri consumatori dall'acquisto di prodotti contraffatti". E che questo reato accumunava tutti i 493 siti, almeno al momento della denuncia (a una nostra verifica molti di loro erano invece inattivi o vuoti subito dopo l'ordine del sequestro). Moncler afferma quindi di non aver mai chiesto il sequestro di siti che si limitino a contenere quel nome nell'indirizzo; ma lo fa solo per quelli che effettivamente vendono merce contraffatta.

Fatto sta che secondo quest'ultimo provvedimento del Tribunale di Padova non c'erano elementi sufficienti a conferma di tale reato. E tanto basta perché i provider possano parlare di "vittoria storica". "Questo cambierà tutto. Significa che i provider possono finalmente porsi a tutela degli utenti, opponendosi d'ora in avanti ai sequestri che ritengono illegittimi", dice Fulvio Sarzana, avvocato dei ricorrenti ed esperto di diritto di Internet. In precedenza, i provider non erano nemmeno riusciti a far discutere in aula un proprio ricorso contro un sequestro. I tribunali- nel caso dell'oscuramento di The Pirate Bay, per esempio- avevano sostenuto che i provider non avessero diritto di opporsi, perché non erano imputati dell'eventuale reato. Il Gip di Padova, a quanto si legge nel provvedimento, riconosce invece anche questo diritto. Forse d'ora in avanti quindi sarà meno facile far sequestrare un sito web. Ad oggi sono 6 mila quelli bloccati in Italia, di cui 900 per pedopornografia e 2.500 per giochi e scommesse clandestine. I provider vogliono porre un freno agli oscuramenti per altri tipi di reati: pirateria, contraffazione e diffamazione, che riguardano i restanti 1.500 siti.
(04 novembre 2011)
 
------------------

Rossi, 3° tempo nel dopo Sic
"Serviva vedere l'effetto in pista"

VALENCIA (Spagna), 4 novembre 2011

Valencia, il pesarese a suo agio con la Ducati sul bagnato, nella prima gara successiva alla morte dell'amico Simoncelli: "È dura per tutti, ma è positivo correre subito. Andiamo bene perché sull'acqua non mettiamo in crisi l'anteriore". Capirossi: "Un onore il numero di Marco sulla mia moto"

Valentino Rossi, 32 anni, prima stagione con la Ducati. LaPresse
Valentino Rossi, 32 anni, prima stagione con la Ducati. LaPresse
Rossi centra il 3° tempo nelle libere del GP di Valencia, il primo dopo la scomparsa di Marco Simoncelli. "Bisognava tornare e vedere che effetto faceva - ha detto Valentino -. Certo è difficile per tutti ma è positivo che ci sia un'altra gara".
desmo ok su acqua — Poi la soddisfazione per la confortante posizione al termine di una sessione caratterizzata dalla pioggia. "La Ducati va bene sul bagnato e anche quando è freddo, perché spesso con il freddo c'è anche la pioggia - dice Rossi -. Secondo me, è perché abbiano un buon grip nel posteriore in queste condizioni quando è molto bene sentire le moto dietro, perché con le pieghe che si fanno sul bagnato non mettiamo in difficoltà l'anteriore che è il nostro cruccio. Adesso vedremo come prosegue il meteo nel fine settimana perché se rimane bagnato possiamo fare abbastanza bene, se migliora dovremo vedere come saremo messi con gli assetti per l’asciutto”.
Gazzetta TV
 
Capirossi in azione con il '58' di Simoncelli. LaPresse
Capirossi in azione con il '58' di Simoncelli. LaPresse
test per il 2012 — Un'occhiata, poi, al futuro, ai test di martedì, in vista della prossima stagione, che non avranno grosse novità da provare. "I test sono sempre importanti, visto quanto abbiamo sofferto da questo inverno non riuscendo a migliorare la nostra situazione, ma non sarà il più importante, perché le modifiche più importanti saranno pronte più avanti per quelli di febbraio. Noi, comunque, proveremo la nostra 1.000 cmc insieme agli altri".
capirex con il '58' — "È stato un onore correre con il numero di Marco sulla mia moto". Loris Capirossi ha reso omaggio a Marco Simoncelli esibendo il numero 58 sulla sua Ducati Pramac. Per Loris, all'ultima gara in carriera, 5° tempo nelle libere con 1'46"108. "Per il resto, pomeriggio negativo - ha detto -: le gomme non funzionavano, negli ultimi minuti abbiamo quindi dovuto utilizzare quelle della mattina, che erano però usate, anche se alla fine sono riuscito a migliorare di 3" il tempo della seconda sessione - aggiunge Capirossi -. Tengo per buono quanto fatto durante la mattina, possiamo fare bene".
stoner insoddisfatto — Il leader della classifica, Stoner, non è del tutto contento: "Onestamente non è stata una bella giornata. Su questa pista non ho mai avuto un buon feeling sul bagnato, mentre mi piace moltissimo sull’asciutto. Sembra che ci sia una pellicola di olio o di grasso che complica la situazione. Con entrambe le sessioni sul bagnato, continui inutilmente a modificare il set up, così non abbiamo lavorato molto sulla moto. Se dovesse piovere, in qualifica, spero che sia costante così da avere una vera sessione sul bagnato”.
Gazzetta TV
 
dovi in difficoltà — Dovizioso è un po' attardato, 9°: "Abbiamo girato con condizioni veramente difficili perché non c’era grip. Con la squadra abbiamo fatto un buon lavoro, stando attenti a non commettere errori: sono stato veloce senza spingere troppo per non prendere rischi ulteriori".
La moto e un tributo a Marco Simoncelli nel box Gresini. Ap
La moto e un tributo a Marco Simoncelli nel box Gresini. Ap
atmosfera surreale in box gresini — "Quanta tristezza nel nostro box. L'atmosfera era surreale con l'assenza di Super Sic e tutto è stato affrontato con estrema difficoltà - ha detto Fausto Gresini, team manager della squadra con cui correva Marco Simoncelli -. È inutile dire che ci manca molto ma era estremamente importante esserci, per onorarlo al meglio perchè sono convinto che lui avrebbe voluto che così fosse. Aoyama ha tentato di trovare il limite nelle difficili condizioni odierne ma si è trovato in difficoltà. Sono però sicuro che per domenica cercherà di dare il massimo proprio nel nome di Marco".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
----------------- 
 
Ue e Fmi monitoreranno i conti pubblici
Barroso: “E’ stata l’Italia a chiederlo”


E alla fine arrivò anche il Fondo monetario internazionale, l’ultimo baluardo contro una tempesta ormai dilagante, l’ultima barriera, si spera efficace, contro un fallimento che è soprattutto politico. Il G20, cioè il mondo che conta, ha paura dell’Italia e l’Italia, a ben vedere, ha paura di se stessa. Non siamo la Grecia, d’accordo, non siamo nemmeno l’Irlanda (anche perché a differenza di essa non cresciamo) o il Portogallo. Però rischiamo di diventare come loro e questo nessuno se lo può permettere. L’intervento del Fmi a favore di un Paese del G8 (non G20, G8) è un evento epocale anche se di questi tempi non ci si stupisce più di nulla. Perché la crisi è entrata ormai in una spirale potenzialmente devastante il che, di fatto, significa una cosa sola: che è necessario giocare d’anticipo.

Come una Grecia, un’Irlanda, un Portogallo, un’Islanda o un Nicaragua qualsiasi – con tutto il doveroso rispetto per questi Paesi – l’Italia vive il suo momento più umiliante: il commissariamento della sua gestione contabile e della sua politica economica. Solo che, ovviamente, lo vive allegramente “all’italiana”, ovvero con un grottesco balletto di interpretazioni ad hoc e smentite di breve durata che evidenziano implicitamente tutta quell’inattendibilità di fondo che giustifica da sé la tutela esterna. Prima la negazione della realtà – “nessun intervento Fmi, solo consigli” – , poi la dichiarazione forte – non intendiamo farci “commissariare”, i provvedimenti del governo sono sufficienti a superare la crisi – , infine l’ennesima pessima figura con la smentita più tragicomica che si potesse concepire: l’Italia? “Ha deciso di sua iniziativa di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni” hanno spiegato sostanzialmente all’unisono il presidente della commissione Ue José Manuel Barroso e il numero uno del consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Ed è stato proprio il “caro” Herman a chiarire in pieno il senso dell’iniziativa internazionale. “L’Italia – ha spiegato– ha invitato l’Fmi a verificare ogni trimestre, in collegamento con il ministro dell’Economia, l’attuazione delle misure”. Una verifica periodica, insomma, condotta attraverso un dialogo continuo con Giulio Tremonti, l’uomo che il governo italiano aveva ormai emarginato e che oggi, al contrario, riacquista nuovi margini di autorità. Al controllo del Fmi si affiancherà al tempo stesso il rinnovato sistema di vigilanza europea che aumenta i poteri di controllo di Bruxelles. Barroso e Van Rompuy sono attesi in Italia già a partire dalla prossima settimana.

Silvio Berlusconi, manco a dirlo, ha provato a minimizzare. “Dopo la Grecia – ha dichiarato oggi – i movimenti speculativi si stavano dirigendo verso l’Italia e quindi come fanno le aziende che si rivolgono a società specializzate nei momenti di crisi abbiamo chiesto alla Lagarde (Christine, direttore del Fmi – ndr) il monitoraggio del Fondo monetario internazionale”. Tutto esatto, per carità, ma anche decisamente riduttivo. Perché se è vero che la speculazione era diventata un problema (ormai gli investitori lunghi stavano fuggendo, il gioco il ribasso era fuori controllo e a sostenere i nostri titoli ci stava pensando con sempre meno efficacia soltanto la Bce), è anche vero che l’azione del Fondo non si limiterà al semplice monitoraggio e la stessa Lagarde lo ha detto molto chiaramente: “Il problema dell’Italia è la scarsa credibilità”. E qui, allora, si inizia a parlare di cifre, anche se il direttore generale del Fondo smentisce ufficialmente di avere offerto denaro all’Italia. Eppure sul tavolo ci sarebbero già 44 miliardi di euro di precautionary credit line, la linea di credito precauzionale messa disposizione dall’Fmi come garanzia da usare in caso di estrema necessità. Cifra che il prossimo anno potrebbe anche raddoppiare. Per chi non lo avesse capito, siamo ormai pienamente sotto tutela.

Il punto, ovviamente, è che il sostegno offerto dal Fondo dovrà essere accompagnato da un impegno concreto da parte dell’Italia a raggiungere i risultati auspicati. Da un lato ci sono le riforme in favore della crescita, dall’altro, le azioni più imminenti di bonifica dei conti. Il primo obiettivo è l’abbassamento del debito a quota 113% del Pil entro il 2014. Un traguardo irrinunciabile ma anche ambizioso, visto che l’economia cresce ancora a ritmi molto bassi. Da qui le ipotesi più radicali che, per forza di cose, finiscono per diventare di giorno in giorno sempre più concrete: il prelievo forzoso su tutti i conti correnti e l’istituzione di una tassa patrimoniale che, se applicata una tantum ma con un’aliquota piuttosto pesante, garantirebbe un incasso di almeno 200 miliardi. Berlusconi, si sa, continua ad opporsi con tutte le sue forze ad un provvedimento simile. Ma di fronte alle ultime defezioni all’interno della maggioranza, le attuali speranze di vita del governo rendono la sua opinione sempre meno rilevante.

martedì 1 novembre 2011

hahhahahaha

Il caso

Papandreou spiazza Bruxelles
"Un referendum sugli aiuti Ue"

Il premier ellenico annuncia a sorpresa una consultazione popolare per dare l'ok al nuovo pacchetto di aiuti: "I greci devono decidere se vogliono stare nell'euro". Critiche dalla Germania, brividi sui mercati

di ETTORE LIVINI La Grecia deciderà con un referendum se accettare o no il piano di aiuti da 110 miliardi di Ue, Bce e Fmi. L'annuncio-choc è arrivato da George Papandreou, che spiazzando mercati e Bruxelles ha convocato per le prossime settimane (la data dovrebbe essere tra dicembre e gennaio) una consultazione popolare che rischia di far deragliare il tentativo di salvataggio dell'euro. "Io credo nei miei concittadini e nel loro buon senso - ha detto il premier di Atene -. Tra pochi giorni l'accordo con la Troika sarà un contratto definitivo e tocca al paese dire se lo accetta o no".

Il problema è che il salvagente internazionale è condizionato a un piano di sacrifici pesantissimi per i greci - tagli del 20% agli stipendi pubblici e alle pensioni, 60mila esuberi nella pubblica amministrazione - e tutti i sondaggi puntano per il momento a una vittoria del "no" che renderebbe inutili mesi e mesi di trattative per definire il default pilotato della Grecia ed evitare il rischio contagio nel Vecchio continente. Se l'accordo venisse respinto, dicono i costituzionalisti, Papandreou dovrebbe dare le dimissioni e convocare le elezioni anticipate ma soprattutto sarebbe costretto a dichiarare subito la bancarotta, visto che la Grecia, dopo l'arrivo della nuova tranche di aiuti da 8 miliardi, ha soldi per far funzionare la macchina statale solo fino a metà gennaio.

Perchè Papandreou si è imbarcato in questa rischiosissima roulette? Il premier, dicono gli uomini a lui più
vicini, sarebbe convinto che davanti a una scelta secca sulla permanenza nell'euro o una drammatica uscita dalle conseguenze tragiche per il paese i greci direbbero sì al referendum. Un bluff da giocatore di poker che non è piaciuto nè all'opposizione nè ai partner europei. Sono irritato - ha detto Rainer Bruderle, leader di un partito della coalizione che sostiene Angela Merkel in Germania -. L'impressione è che Papandreou voglia sottrarsi a un accordo che ha già firmato". Il tema del referendum sarà al centro di una telefonata in giornata tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.
(01 novembre 2011)
 
----------------- 

Google ci riprova con la tv
le app di Android in salotto

Versione 2.0 per la piattaforma di "connected television" di Big G, che punta su Android 3.1, una nuova interfaccia e applicazioni da scaricare. Mountain View sfida così Samsung e a breve anche Apple, in uno scenario non dissimile da quello degli smartphone. Ma in Italia l'arrivo è ancora lontano

ROMA - La prima generazione del progetto tv non era andata granché bene, nonostante le potenzialità e il nome altisonante di Google. Interfaccia complicata e problemi con i fornitori di contenuti ed ecco che la piattaforma tv di Mountain View si arena a pochi mesi dal lancio. Ma stavolta sarà un'altra storia, dicono a Google sul blog del progetto televisivo 1. E la svolta si riassume in alcune parole chiave: semplicità, velocità e soprattutto 'app'.

Google Tv 2.0. Il nuovo passaggio evolutivo della televisione secondo Google passa necessariamente dalle applicazioni. Ormai le tv non sono più solo schermi 2, per quanto sottili e sofisticati. Dentro hanno tecnologie di alto livello e connettività, con funzionalità ormai analoghe a quelle degli smartphone e dei tablet.

Così, la Google tv 2.0 punta su Android 3.1 (Honeycomb) e sulle app, attraverso l'apertura di un'area dedicata sull'Android Market 3. Gli sviluppatori potranno così realizzare prodotti dedicati all'ecosistema della tv, per sfruttare al meglio le caratteristiche degli schermi Hd e delle interfacce disponibili. Sono già 50 gli sviluppatori che hanno contribuito alla sezione tv, e a Google dicono di "non vedere l'ora" che l'offerta cresca.

I partner hardware sono gli
stessi della prima generazione, Sony e Logitech. La prima con delle tv appositamente realizzate, la seconda con un dispositivo simil-decoder da usare con qualunque apparecchio.

Interfaccia più semplice. La schermata home di Google Tv è ora strutturata in maniera più intuitiva ed è modificabile dall'utente. In sostanza, è un ambiente molto simile al display di un tablet, dove tutto è a portata di dito, con la differenza che qui è tutto a portata di telecomando. Il metodo di ricerca dei programmi è stato migliorato, dicono a Mountain View, per consentire una migliore indicizzazione dei contenuti disponibili.

C'è poi una nuova app, “TV & Movies”, che permette di sfogliare tra 80mila film e serie tv sul satellite e sul cavo, e ottenere risultati da Netflix, Amazon e Youtube, ove questi servizi sono disponibili. C'è anche un sistema di suggerimenti, con un algoritmo che segnala i programmi allo spettatore a seconda dei suoi gusti e del suo "storico" di visione.

Ritocchi a Youtube. Anche il popolare servizio di social-video è stato migliorato, soprattutto sul fronte della gestione dei contenuti in Hd. Si può anche navigare sul web con Chrome.

Le ruggini della prima G-tv sembrano insomma superate, ma come quello di smartphone e tablet, anche il mercato della "Connected Television" è burrascoso. Samsung è un avversario temibile e già molto solido in questa nicchia del mercato, e le voci che indicano un ingresso di Apple 4 nel settore entro la prima metà del 2012 sono sempre più insistenti. Un altro fronte di sfida per Google, dove gli scenari sono completamente aperti. Anche se di tutto questo in Italia non c'è ancora traccia.
(30 ottobre 2011)
 
-------------- 
 
Occupy Wall Street sperimenta i nuovi social network per sfuggire alla censura 

Gli attivisti statunitensi accampati a Zuccotti Park utilizzano applicazioni e social network più o meno noti con il duplice obiettivo di raggiungere un pubblico vasto e di eludere i controlli e la censura dei governi. Tra i sistemi utilizzati Vibe, Tumblr e un social network sviluppato ad hoc.
Il controllo dei governi sui social network diventa sempre più stretto. E i movimenti si adeguano, sperimentando nuovi media in grado di sfuggire alle maglie della censura.

La prova arriva da New York, dove gli attivisti di Occupy Wall Street, accampati da oltre un mese a Zuccotti Park, hanno scelto di affiancare ai media tradizionali altri mezzi finora poco utilizzati: da Vibe a Tumblr, per arrivare a strumenti nuovi di zecca, creati per l’occasione, come il portale “New York City General Assembly”.

Evitare i canali mainstream della comunicazione appare infatti necessario sfuggire al controllo dei governi. Un rischio, questo, sempre più concreto, anche nel liberale Occidente. Lo scorso agosto, proprio attraverso gli sms scambiati via Blackberry il governo inglese guidato da David Cameron riuscì a risalire all’identità di molti protagonisti dei riot di Londra. Più di recente, è stato il governo italiano a setacciare il web, e in particolare Facebook, per dare la caccia ai black bloc attivi durante la manifestazione di Roma del 15 ottobre.

E così che il movimento Usa, nato in rete con una convocazione via web lanciata a luglio dal magazine canadese Adbusters, ha deciso di sperimentare strumenti poco popolari tra il grande pubblico. Il più utilizzato è Vibe, un’app per iPhone che consente di scambiare messaggi con gli altri utenti del servizio, mantenendo l’anonimato e senza bisogno di alcuna registrazione preventiva. Gli utenti devono solo stabilire il raggio di diffusione del messaggio desiderato (da poche centinaia di metri fino all’intera superficie terrestre) e il suo periodo di “vita” (da 15 minuti a sempre). Scaduto il tempo programmato, il messaggio scompare, senza lasciare traccia. Proprio Vibe, creato originariamente per comunicare all’interno dei college e in occasione dei concerti, è stato utilizzato dagli attivisti di Occupy Wall Street a fine settembre per raccontare i primi arresti e denunciare i maltrattamenti della polizia, senza il rischio di venire intercettati.

Altrettanto diffuso a Zuccotti Park, e decisamente più noto anche nel resto del mondo, è Tumblr, la piattaforma di microblogging che si pone a metà strada tra Twitter e un blog classico, consentendo di postare anche foto e altri documenti. Il riferimento in questo caso è la pagina “We Are The 99 Percent”, ripresa da migliaia di utenti, che qui possono trovare immagini delle manifestazioni di New York, Boston e Chicago, inclusi striscioni, manifesti e schermate dai notebook in cui vengono rappresentate le ragioni della protesta.

I manifestanti di Occupy Wal Street si sono però spinti anche oltre, arrivando a creare un nuovo social network, ad uso esclusivamente interno, chiamato “New York City General Assembly”. In questo caso si tratta di un sito sviluppato su una piattaforma WordPress, che – come ha spiegato uno dei suoi ideatori, Drew Hornbein, 24enne programmatore di Brooklyn – ha lo scopo di riprodurre sul web gli incontri e i dibattiti che avvengono quotidianamente tra i manifestanti, consentendo la partecipazione anche a chi non può raggiungere fisicamente Zuccotti Park.

Quella messa in atto sul web da parte degli attivisti Usa, insomma, è una vera e propria strategia, a cui oltreoceano è stato dato il nome di “anti-popular social media strategy”. Quello che il commentatore della Cnn Douglas Rushkoff ha definito “il primo vero movimento Americano dell’era di internet” non poteva però non avere anche una presenza sui social network “tradizionali”, che se non altro consentono di arrivare a un pubblico più vasto. In questo caso i numeri raggiunti sono impressionanti: l’account Twitter [@occupywallst] ha oltre 85mila follower, mentre la pagina “Occupy Wall Street” di Facebook conta più di 250mila fan. Il tutto in un solo mese di mobilitazione.