lunedì 19 dicembre 2011

http://www.youtube.com/watch?v=qOQ0F105otA

I was told when I was young,
That I could one day hold the world right as it spun,
But now it seems as though
I've made a mess of everything I've ever done

Could I forget it all?
Follow the setting sun...

It's crystal clear to me
That I've been killing time
Nothing's going to stand in my way
Cos I'm not done,
Even if the sun sets I will start a fire
To change your mind

A scar is just a mark,
Not a burden but a start of something new
Even stars in the end fade,
Given time coast lines will change so why won't you?

Could I forget it all?
I've lost teeth, failed every test,
My broken heart's the only thing of any value I have left

It's crystal clear to me
That I've been killing time
Nothing's going to stand in my way
Cos I'm not done,
Even if the sun sets I will start a fire
To change your mind

You will see me in the dark,
Burning brighter than the stars
I defy the motion of the setting sun,
I hold my head up high cos I'm still here.

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TRADUZIONE

Mi è stato detto quando ero giovane,
Che un giorno avrei potuto tenere la destra mondo così com'è filata,
Ma ora sembra che
Ho fatto un pasticcio di tutto ciò che ho mai fatto

Potrei dimenticare tutto?
Segui il sole al tramonto ...

E 'cristallino per me
Che ho ammazzato il tempo
Niente sta andando a stare a modo mio
Cosa non ho finito,
Anche se il sole tramonta inizierò un incendio
Di cambiare idea

Una cicatrice è solo un marchio,
Non un peso ma un inizio di qualcosa di nuovo
Anche le stelle nel dissolvenza finale,
Dato linee di costa tempo cambierà e allora perché non è vero?

Potrei dimenticare tutto?
Ho perso i denti, fallito ogni test,
Il mio cuore spezzato è l'unica cosa di valore che ho lasciato

E 'cristallino per me
Che ho ammazzato il tempo
Niente sta andando a stare a modo mio
Cosa non ho finito,
Anche se il sole tramonta inizierò un incendio
Di cambiare idea

Voi invece mi vedrete al buio,
Brucia più luminosa delle stelle
Sfido il movimento del sole al tramonto,
Tengo la testa alta così io sono ancora qui.

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BANDA LARGA

Fibra ottica per tutti a Trento
è la "prima" pubblico-privato

La società si chiama Trentino NGN, ne fanno parte Provincia, Telecom, Mc-Link e una finanziaria, investimento di 160 milioni di euro fino al 2018. In piccolo il progetto che si voleva a livello nazionale ma sul quale il precedente governo aveva fallito di ALESSANDRO LONGO

E' NATO il primo esempio di società in cui il pubblico e il privato si accordano in nome della banda larghissima, fibra ottica a 100 Megabit nelle case: Trentino Ngn. La firma, che le dà il via libera, è di oggi. Partecipano al capitale della nuova società (96 milioni di euro) la Provincia Autonomia di Trento, Telecom Italia, il provider MC-link e la Finanziaria Trentina: porteranno la fibra nel 60 per cento delle case di Trento (150 mila coperte), entro il 2018, investendo circa 160 milioni di euro. Un progetto piccolo, certo. Frutto di oltre un anno di lavoro (un accordo di massima per Trentino NGN è di febbraio 2011) per altro. Ma è un laboratorio di innovazione nel deserto di iniziative: quest'alleanza tra il pubblico e il privato è ciò che sarebbe opportuno avere su scala nazionale. Come aveva tentato di fare lo scorso governo, fallendo 1.

"E' un progetto su un territorio particolare, ma è comunque il primo esempio di società pubblico-privata per la fibra ottica. E' bene che si parta, finalmente, da qualche parte per costruire il futuro della banda larga italiana", dice Alessandro Zorer, a capo di Trentino Network, società della Provincia che si occuperà di portare la fibra al restante 40 per cento degli abitanti. Non solo case: l'obiettivo di Trentino NGN è collegare anche Amministrazioni pubbliche locali, le aziende sanitarie, le Università
e gli istituti di ricerca e le imprese.

Uno spiraglio di futuro, insomma: in cui tutte le aziende e le famiglie saranno connesse a Internet ultraveloce. E in cui la pubblica amministrazione potrà utilizzarla per ridurre i costi e aumentare l'efficienza. Ebbene, a meno di una svolta, sarà molto difficile che questo futuro riguarderà anche il resto dell'Italia, fuori dall'isola di Trento. Sì, nasceranno altre isole privilegiate con banda larghissima, ma la massa della popolazione ne sarà esclusa, almeno nei prossimi dieci anni.

Quello che manca è un impegno pubblico-privato in grande scala. Al momento ci sono solo tentativi falliti (a parte, appunto, Trentino Ngn). L'ex ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani aveva provato con un progetto molto ambizioso: mettere tutti i principali soggetti italiani intorno a un tavolo e costituire insieme una società per portare la fibra nelle zone dove gli operatori non avevano interesse ad arrivare. È fallito per i contrasti tra la visione dirigistica del governo e le mire di Telecom Italia. Che comunque è interessata ad avere un ruolo di primo attore nelle scelte per la banda larghissima, riducendo al tempo stesso al minimo l'investimento finanziario. Anche per questo l'esempio di Trentino NGN è illuminante: MC-link e la Finanziaria verseranno contanti per avere una quota nella nuova società, mentre Telecom Italia parteciperà alla capitalizzazione conferendole il diritto di uso delle infrastrutture civili necessarie per la posa delle fibre. In base all'accordo, Telecom ha inoltre l'opzione, in futuro, di acquisire la maggioranza di Trentino NGN apportando al capitale la propria rete in rame.

Altro progetto a rischio è della Regione Lombardia, sempre per le difficoltà di trovare un accordo (finanziario, tecnologico) tra tutti gli operatori. Le sorti del progetto si scopriranno entro fine anno, quando la Regione deciderà di stanziare o no un investimento per la fibra.

A parte questo, sul fronte delle iniziative pubbliche c'è solo una buona notizia: il nuovo governo è riuscito nei giorni scorsi a sbloccare fondi europei- che rischiavano di andare perduti per mancato utilizzo. Ne risulta che nel "piano di azione coesione" adesso ci sono 1,140 miliardi di euro per costruire reti a banda larghissima nelle regioni del Sud Italia. Un altro piccolo passo nella direzione giusta. Ma resta ancora tanto da fare per il sogno di dare la fibra almeno al 50 per cento della popolazione entro il 2020, come voluto dall'Agenda Digitale europea. (16 dicembre 2011)

venerdì 16 dicembre 2011

hahahahahahaha

Casa acquistata al Colosseo
A Scajola torna la memoria 

Sterzata improvvisa della difesa dell'ex ministro che, secondo l'accusa, si è fatto pagare una casa di pregio da Anemone, imprenditorie indagato nell'inchiesta sul G8. Scompare la parola “a mia insaputa”
L’ultimo anno Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, lo ha trascorso ripetendo innumerevoli volte la frase “a mia insaputa”, a giustificazione di quel regalo ricevuto da Diego Anemone. Un regalo che pochi riescono ad incassare: perché l’imprenditore, al centro dell’inchiesta sugli appalti del G 8, avrebbe deciso di aiutare l’esponente del Pdl per l’acquisto di un pezzo di paradiso: un appartamento di 200 metri quadri di superficie, 9,5 vani catastali, cantina e vista sul Colosseo.

Per i magistrati romani, Alberto Caperna, Roberto Felici e Ilaria Calò, non si trattava affatto di generosità, ma di finanziamento illecito, decidendo così di indagarli entrambi. Secondo la procura, infatti, Anemone, proprio in quanto amministratore di società come la Redim 2002 srl, Amp srl, Medea Progetti e Consulenze srl, Tecnolocos srl e Impresa Costruzioni srl, avrebbe dapprima erogato all’ex ministro un milione e 100 mila euro per l’acquisto dell’appartamento in via Fagutale, e poi altri 100 mila euro per i lavori di ristrutturazione, “senza che fosse intervenuta la deliberazione degli organi societari – scrive la procura – e senza che i contributi medesimi venissero regolarmente iscritti nei bilanci delle società”.

Accuse queste che Scajola ha sempre respinto, rifiutandosi perfino di presentarsi davanti ai magistrati. Durante tutto il periodo delle indagini, l’ex ministro si è sempre giustificato dicendo che la casa era stata pagata a sua insaputa. Ma ieri, all’ultimo giorno utile per la presentazione di atti e documenti dopo la chiusura del fascicolo, la difesa di Scajola ha tentato il sorpasso e ha presentato un memoriale. Improvvisamente la versione dei fatti fornita dall’ex ministro è cambiata. La frase tanto ripetuta “a mia insaputa” è scomparsa. Per il legale dell’esponente del Pdl, l’avvocato Giorgio Perroni, quei soldi contestati dalla procura Anemone li prelevò non dalle proprie società, ma da un suo conto personale. E poi si gioca tutto sulle date, puntando all’obiettivo prescrizione. Secondo la memoria presentata, il reato, qualora configurabile, fu commesso nell’anno 2004, quando fu fatto il rogito. Il che salverebbe l’ex ministro. Per i magistrati, invece, il reato sarebbe stato commesso fino all’aprile del 2007, termine previsto per l’approvazione dei bilanci delle società di Anemone relativi al 2006. E quindi il sipario calerebbe solo nel 2013 o nel 2014.

A questo punto, già domani ci potrebbe essere la decisione dei magistrati, se archiviare la posizione di Scajola, oppure procedere alla richiesta di citazione diretta a giudizio. Anche se, la presentazione del memoriale e l’improvvisa sterzata della difesa, pare non aver convinto i pubblici ministeri. Si aspetta così uno degli ultimi passaggi di questa inchiesta che è partita proprio da Perugia, mentre si indagava sui Grandi Eventi. Era il 2004 quando Scajola, allora ministro dell’Attuazione del programma, ha comprato la casa di via Fagutale, di proprietà delle sorelle Beatrice e Barbara Papa. L’ex ministro, secondo le sue dichiarazioni, avrebbe pagato questo ‘ paradiso ’ circa 610 mila euro. Ma una cifra del genere non ha convinto i magistrati, che hanno iniziato ad indagare. Il restante dei soldi, secondo gli inquirenti, sarebbero venuti dalle tasche dell’imprenditore Diego Anemone. E infatti già dai primi accertamenti fatti a Perugia, emerse un bonifico di circa 500 mila euro proveniente dal conto corrente dell’architetto Angelo Zampolini, che lavorava appunto per Anemone. Successivamente è stato lo stesso architetto a confermare ai pm di Perugia (nell’ambito di un patteggiamento di una condanna a undici mesi per favoreggiamento) di aver consegnato 900 mila euro, attraverso 80 assegni circolari della Deutsche Bank, alle sorelle Papa.

Nel settembre 2009 però il fascicolo è stato trasferito alla procura di Roma per competenza, dove si è scoperto che anche i lavori di ristrutturazione sono stati regalati all’ex ministro da Anenome. A confermarlo, l’ultima informativa della Guardia di Finanza consegnata ai magistrati qualche tempo fa. Gli investigatori hanno sentito i titolari delle ditte che hanno avuto l’incarico di finire i lavori di ponteggio, disinfestazione e colonne di scarico e ognuno di loro ha confermato di non aver mai ricevuto pagamenti da Scajola. Che da ieri, sembra aver cambiato idea sul proprio rapporto con Anemone.
 
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NUCLEARE 

"Fukushima è in sicurezza"
40 anni per smantellarla

L'annuncio del primo ministro Noda: stabilmente sotto i 100 gradi le temperature dei reattori da 1 a 3 della centrale danneggiata dal sisma/tsunami dell'11 marzo. Ma ci vorrà ancora molto tempo per risolvere definitivamente la crisi più grave dopo quella di Chernobyl

TOKYO - Il governo giapponese ha annunciato la messa in sicurezza dei reattori della centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal sisma e dallo tsunami dell'11 marzo scorso. La notizia tanto attesa è stata data dal premier Yoshihiko Noda in un messaggio trasmesso dalla tv pubblica Nhk: "Si è raggiunto lo stato di arresto a freddo, ora bisogna andare avanti e accelerare con il decommissionamento (smantellamento)", ha detto il capo del governo di Tokyo dopo una riunione della cellula ministeriale creata per l'emergenza.

Il dossier video sul disastro di Fukushima
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RE Le inchieste: Archivio Fukushima 2
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"Possiamo dire che la situazione è stabile", ha affermato Noda, in relazione alle temperature dei reattori da 1 a 3, ampiamente sotto i 100 gradi. Il governo, con qualche settimana di anticipo sui tempi fissati, ha potuto così ufficializzare la chiusura della 'fase 2' del piano che porterà ora, in un arco temporale fino a 40 anni, allo smantellamento dei reattori in avaria.

L'"arresto a freddo" significa appunto che la temperatura all'interno delle cave dei reattori è ormai stabile sotto i 100 gradi Celsius e che le emissioni radioattive sono sotto controllo. Equivale alla certificazione che le condizioni all'interno dei reattori sono ritenute tali da rendere impossibile "stati di criticità" e reazioni atomiche a catena. Una tappa cruciale, anche se non rappresenta il superamento definitivo della peggiore crisi nucleare dopo quella di Chernobyl del 1986. Non a caso lo stato di allerta a Fukushima non è ancora stato revocato. Per arrivare allo smantellamento della struttura il governo e il gestore dell'impianto, la Tepco, hanno messo a punto un piano che prevede interventi costanti articolati in un lasso di tempo di 40 anni. Le prime operazioni partiranno entro 20-25 anni, a causa della parziale fusione verificatasi nei reattori numero 1, 2 e 3.
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(16 dicembre 2011)

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Paypal sfida Groupon
nel 2012 la partita dei click

La controllata di eBay scende in campo nel mercato dell'acquisto dei coupon web. Potrebbe essere la maggiore concorrente della compagnia di Chicago. La strategia prevede l'integrazione con il servizio di pagamento online che conta ormai oltre 250 milioni utenti di LAURA BONASERA   

PAYPAL vs Groupon. Potrebbe essere questa la nuova partita che si disputerà, entro la fine del primo trimestre 2012, nel mercato dei coupon e dell'e-commerce dopo l'annuncio della discesa in campo della società controllata da Ebay. Dopo Google Offers 1, Living social e Deals 2 (la sperimentazione durata solo quattro mesi di Facebook, ndr), è in arrivo il coupon firmato Paypal. In pratica un altro modello dell'offerta Groupon. Il meccanismo è in fondo lo stesso: l'utente acquista con un click un coupon virtuale che presenterà poi alla cassa dell'esercizio commerciale come attestazione di pagamento del servizio o del prodotto selezionato. A un prezzo molto più vantaggioso rispetto a quello che pagherebbe normalmente: ai clienti del mercato in rete è riservata, infatti, un'alta percentuale di sconto.  

Sarà una sfida molto accesa: la neo-concorrente di Groupon (312,9 milioni di dollari di fatturato nel 2010 e un debutto a Wall Street 3con un prezzo di collocamento a 20 dollari per azione), è una società leader mondiale per i pagamenti online. Paypal consente, infatti,
ad acquirenti e aziende di inviare e ricevere pagamenti online senza dover reinserire i dati della carta di credito o prepagata ad ogni acquisto. Il sistema, infatti, associa il numero della carta di credito o prepagata al conto PayPal. Nel mondo se ne contano già ben oltre 251 milioni.

La controllata di Ebay ha però una marcia in più rispetto alle altre realtà che sfidano Groupon perché con la sua community ha nel tempo creato un database di utenti, "schedati" per abitudini di acquisto. Si configura così la proposta di un'offerta quotidiana studiata "ad hoc" sui gusti di ciascuno con un sistema "location based", cioè con le offerte visualizzabili sullo smartphone mentre il potenziale cliente si trova nelle vicinanze di quegli esercizi che accetteranno i coupon Paypal. "Presenteremo solo ciò che riterremo si possa classificare come unico e importante - ha dichiarato Scott Thompson, presidente della società - Tutti gli altri, invece, vi bombardano". La differenziazione pare essere tutta puntata sulla qualità e non sulla quantità.

Quello degli "sconti giornalieri" è un mercato a crescita esponenziale, destinato a raddoppiare a 4,17 miliardi di dollari entro il 2015 secondo la ricerca di BIA/Kelsey. L'obiettivo della società avversaria di Groupon è ambizioso al punto che stima addirittura un ricavato da 7 miliardi di dollari entro il 2013. Ma una cosa è certa: PayPal parte da basi solide per avviare il suo progetto pilota. Una community di centinaia di utenti nel mondo ed almeno 200 partner commerciali solo negli Stati Uniti. Le premesse perché la scommessa di PayPal funzioni ci sono tutte. L'asso nella manica? La connessione diretta tra il coupon ed il sistema di pagamento. È questa la vera novità.
(15 dicembre 2011)
 

mercoledì 14 dicembre 2011

la mamma degli imbecilli.......la vogliamo sterilizzare!!!!!!

Questo articolo è tratto da un recente numero della famosa rivista “Famiglia Cristiana”, pubblicata in tutta Italia. Si tratta di un test che permette ai genitori di capire se il proprio figlio è anche il figlio del Diavolo: se una o più di queste voci sono abbinabili al ragazzo allora lo stesso è figlio di Satana!!!

Ecco qua l’elenco:
- Si veste spesso di nero.
- Si mette t-shirt di bands o riferite al rock.
- Mette quantità eccessive di rossetto, smalto per le unghie e makeup nero.
- Si mette ogni tipo di strani gioielli di metallo e con simboli, come: croci rovesciate, pentagrammi, pentacoli, o altri simboli di Satana.
- Manifesta interesse verso tatuaggi e piercing.
- Ascolta musica gothic oppure ogni altro tipo di musica antisociale. (Marilyn Manson dice di essere l’anticristo, e parla pubblicamente contro il Signore. Eliminate ogni tipo di questi album).
- Fa amicizia con altra gente che si veste, si atteggia o parla in modo eccentrico.
- Si mostra disinteressato riguardo ad attività costruttive, come: la Bibbia, pregare, chiesa o sport
- Sembra molto interessato alla morte, ai vampiri, alla magia e all’occulto, alla stregoneria o qualsiasi altra cosa che implichi Satana.
- Si droga.
- Beve alcolici.
- Ha istinti suicidi o è depresso.
- Taglia, brucia o partecipa ad ogni genere di autolesionismo. (Questo è un rito Satanico che usa il dolore per portarlo via dalla luce e dall’amore del Signore. Pregasi fare attenzione e rivolgersi al centro locale di sanità mentale)
- Si lamenta di annoiarsi.
- Dorme troppo, o troppo poco.
- E’ eccessivamente sveglio durante la notte.
- Odia il sole oppure ogni altro tipo di luce. (Rimando ai vampiri, che odiano la Luce)
- Chiede troppa privacy.
- Passa molto tempo in solitudine.
- Chiede tempo per stare da solo e in silenzio. (Questo perché potrebbe parlare con gli spiriti malefici attraverso la meditazione. )
- Insiste per passare del tempo da solo con i suoi amici, senza l’accompagnamento di un adulto.
- Non porta rispetto alle autorità; insegnanti, preti, e anziani, ma anche altri.
- Non va a scuola.
- Passa molto tempo fuori casa.
- Mangia troppo o troppo poco.
- Mangia cibi gotici
- Beve sangue o manifesta interesse nel berlo. (I vampiri credono che questo attiri Satana. Questa azione è molto pericolosa e deve essere fermata immediatamente.)
- Guarda la televisione via cavo o altri programmi corrotti. (Chiedi alla tua chiesa locale per i programmi che tuo figlio dovrebbe guardare)
- Gioca a videogames che contengono violenza oppure videogames di ruolo.
- Usa internet eccessivamente oppure passa molto tempo sul PC.
- Fa simboli satanici e/o fa headbanging ascoltando musica.
- Balla in modo sensuale o provocatorio.
- E’ omosessuale e/o bisessuale.
- S’interessa di religioni pericolose: Satanismo, Scientology, Filosofia, Paganismo, Wicca, Induismo e Buddhismo.
- Indossa spille, adesivi, o qualsiasi altra scritta come: “Sono gothic”, “Sono morto”, “Sono così gothic”.
- Si definisce “gothic”.

martedì 13 dicembre 2011

non resterà nulla dell'italia.......

 Protezione della privacy, internauta austriaco deposita 22 denunce contro Facebook

Guai in vista per Zuckerberg e soci. Schrems, studente viennese di giurisprudenza, ha depositato le sue iniziative legali in Irlanda, dove opera la sede continentale del social network. Nel mirino la gestione degli utenti che viola Legge europea sulla protezione dei dati personali
Mark Zuckerberg viola la legge quando gestisce la privacy dei suoi 721 milioni di utenti. Max Schrems, un ragazzo di 24 anni che studia giurisprudenza a Vienna, ha depositato 22 denunce con questa accusa e ha creato il sito Europe-vs-Facebook.org che in quattro mesi ha registrato oltre mezzo milione di visite, attirando l’attenzione dei principali media internazionali. Le critiche contro Facebook relative al modo di gestire la privacy degli utenti, in realtà, sono molto diffuse e proprio in questi giorni una nuova funzione del popolare social network espone le foto private alla curiosità dei navigatori. Ma nessuo finora aveva battuto il record di denunce depositate nei tribunali irlandesi, dove ha sede la Facebook Ireland Ltd. Ilfattoquotidiano.it ha intervistato il giovane internauta sulle ragioni della sua iniziativa.

Come nasce la tua battaglia contro il social network più popolare del mondo?
Ho studiato sei mesi in una università americana e in quel periodo ho scritto un articolo sull’argomento. Quando sono tornato in Austria ho deciso di approfondire il problema con l’aiuto di alcuni amici e abbiamo individuato centinaia di articoli molto critici sul modo di gestire da privacy degli utenti da parte di Facebook. Ma nessuno ha mai depositato una denuncia in Irlanda, dove opera la sede europea del social network.

Quali sono le accuse che muovi contro Zuckerberg e soci?
Ci sono utenti che non vogliono condividere troppe informazioni on line. Ma Facebook ha trovato un modo per ottenere i loro dati lo stesso. E sta incoraggiando altri utenti a fornire i dati dei propri contatti.
Un esempio di questa pratica è la possibilità di sincronizzare i telefoni cellulari, importando gli indirizzi e-mail o “taggando” altri utenti nelle foto, nei video o anche in determinati luoghi. In questo modo Facebook ignora alcuni principi della Legge europea sulla protezione dei dati personali. Solo il singolo utente può dare il consenso al trattamento dei propri dati. Non è sufficiente che qualche altro utente pensi che possa segnalarti in una foto imbarazzante o inviare le e-mail di altre persone a Facebook. Altri social network hanno risolto questo problema e non trattano queste informazioni finché il singolo utente non è d’accordo sull’utilizzo del dato specifico.

C’è dell’altro?
Sì. Facebook non offre un modo adeguato per cancellare i vecchi dati. Ogni commento sconsiderato, ogni invito a un evento ed ogni “mi piace” è registrato per un periodo di tempo indefinito. Anche i “tag” delle foto, gli amici o i messaggi rimossi rimangono memorizzati nei sistemi del social network. Anche se cancelli interamente il tuo account, Facebook continuerà a mantenere alcuni di questi dati personali. Questa modalità è contraria al principio europeo per la minimizzazione dei dati. È giunto il tempo di riflettere sullo “smaltimento” dei dati su Facebook.

Quante persone lavorano al tuo progetto?
Siamo circa 10 persone. Alcuni si dedicano alla gestione del sito, che riceve migliaia di e-mail al giorno e abbiamo ottenuto oltre mezzo milione di visite in pochi mesi. Altri seguono le pratiche per le denunce.

Ci sono anche italiani nel tuo staff?
Sì. Alcuni ci aiutano nella traduzione dei documenti on line.

Perché le tue denunce sono tutte depositate in Irlanda? Pensi di estendere l’azione legale anche alla Corte di Giustizia europea?
L’Irlanda è il paese che ha giurisdizione sulle attività di Facebook Ireland Ltd, cioè la società con cui gli utenti europei stipulano un contratto Per ora siamo impegnati a seguire 22 denunce che abbiamo già depositato, poi valuteremo altri interventi.

Quando prevedi che arriveranno le prime sentenze?
Entro la fine di dicembre, oppure all’inizio di gennaio 2012.

Quanto hai speso in avvocati?
Niente. I reclami possono essere presentati da qualsiasi cittadino e mi capita di sapere molte più cose sulle leggi di protezione dei dati rispetto alla maggior parte degli avvocati. Quindi facciamo da soli, per ora.

Facebook si è messo in contatto con te?
Sì, abbiamo contatti frequenti. Ma non hanno voluto commentare le nostre accuse.

In sostanza, Zuckerberg gestisce  illegalmente la privacy?
Sì. Ma la risposta potrebbe riempire un libro! I problemi principali sono la trasparenza e il controllo dell’utente rispetto alla pubblicazione dei propri dati.

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Il Canada esce da Kyoto
"Per noi è il passato"

La decisione di Ottawa a pochi giorni dall'accordo di Durban, che prevede un nuovo trattato sul clima entro il 2015. Il ministro Kent: "Rischieremmo di pagare penali altissime". Critiche dalla Cina

OTTAWA - Mentre il mondo guarda all'accordo del Kyoto 2 1, il Canada si ritira dall'originale: "Il protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici non funziona", ha detto il ministro dell'ambiente canadese Peter Kent. Che ha aggiunto: "Come abbiamo già detto, il Protocollo per noi è il passato".

Il ministro non ha precisato quando il Canada uscirà ufficialmente dal trattato, diventando così il primo Paese a farlo, ma ha specificato che il suo governo farà ricorso al suo "diritto legale di ritirarsi formalmente dal Protocollo".

Il Canada rischierebbe di dover pagare altissime penalità se non si ritirasse da Protocollo, ha aggiunto il ministro, che così si è espresso al suo rientro da Durban, in Sudafrica, dove ha partecipato alla 17/ma conferenza mondiale sul clima.

Una decisione aspramente criticata dalla Cina, che è il maggior inquinatore mondiale ma a Durban ha annunciato una svolta verde 2: "La scelta canadese è spiacevole e va in controtendenza con gli sforzi della comunità internazionale" (13 dicembre 2011)
 
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Manovra, province in vita fino al 2013
Frenata sui tagli agli stipendi della Casta
Mario Monti ospite di Bruno Vespa a Porta a porta
Doveva essere la manovra del rigore, dell’equità e dello sviluppo. Ma dei tre elementi del mantra montiano al momento resta solo il rigore, a gravare su Iva, pensioni e carburanti. Senz’altro il governo ha promesso nuovi interventi in favore di una maggiore equità, e il ministro del Welfare Elsa Fornero ha promesso di iniziare a lavorare immediatamente sui meccanismi di accesso al lavoro. Ma il dato che emerge ad ora è che la maggior parte delle novità previste dalla prima stesura del decreto – quella firmata dal presidente Napolitano – viene procrastinata di uno o due anni e messa in carico a successivi interventi legislativi: licenze dei taxi escluse dalle liberalizzazioni, consigli provinciali in vita fino al 31 marzo 2013. E poi ancora gettoni di presenza salvi per i consiglieri di circoscrizione (diventeranno ruoli onorifici solo al prossimo rinnovo). E soprattutto nessun taglio agli stipendi dei politici che non saranno inseriti nel decreto ma verranno affidati alla gestione di ciascuna camera sulla base dei risultati dell’ormai famigerata commissione Giovannini.

Giallo, invece, sugli attesi emendamenti su Imu e pensioni: attesi alle otto e trenta, rinviati alle dieci, a poche ore dall’audizione di Mario Monti (che parlerà in commissione alle 15.30) non sono ancora stati depositati. In compenso, ascoltata in commissione Lavoro, il ministro Fornero ha proposto la sua personale ricetta: “Un prelievo del 25% come contributo di solidarietà per le pensioni sopra i 200mila euro”. Questa l’idea “personalmente” indicata dal ministro. “Io la proposta la faccio, la palla passa a voi, al Parlamento”, ha aggiunto. “Non è un contentino”. Per quanto riguarda l’indicizzazione degli assegni previdenziali, in ogni caso, Fornero si è mostrata possibilista: “C’è un atteggiamento del governo di disponibilità ad attenuare” gli aspetti “più severi, inclusa la mancata perequazione delle pensioni”, quindi “un allargamento della platea. Sono ore in cui spero chiuderemo”.

Ma sui tempi per la conclusione dei lavori delle commissioni si è aperto lo scontro. Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Gianfranco Conte, ha fatto sapere “che ci sono stati contatti informali e c’è stata la disponibilità a prorogare l’inizio della discussione generale di domani”. Il nodo da sbloccare è quello delle liberalizzazioni, in particolare quello sulla vendita dei farmaci: il Pdl vorrebbe attenuarle, il Pd al contrario preme per una sua accentuazione. Ma contro l’ipotesi si è schierato con durezza il presidente della Camera Gianfranco Fini: “Non ho alcuna intenzione di differire ulteriormente” la discussione della manovra in Aula: “Doveva andare oggi, è stata differita ma domani mattina sarà in Aula”, ha detto. Fini è tornato anche sulle indennità parlamentari, promettendo che “i tagli arriveranno a gennaio”  e riguarderanno “anche i parlamentari eletti in questa legislatura”.

Ecco nel dettaglio le principali variazioni previste dagli emendamenti dei relatori

I consigli provinciali decadranno entro il 31 marzo 2013 e le sei province che avrebbero dovuto rinnovare i propri organi in primavera (Vicenza, Ancona, Ragusa, Como, Belluno, Genova e La Spezia) saranno commissariati. L’emendamento del governo rinvia dal prossimo 30 aprile al 31 dicembre 2012 l’emanazione di una legge di applicazione della manovra, che trasforma le province in Enti di secondo livello. Lo scioglimento definitivo di tutti i consigli avverrà il 31 marzo del 2013. E qui interviene una norma transitoria che interessa le sei province in scadenza la prossima primavera: in attesa della legge attuativa saranno commissariate. Sono invece escluse da tutte le norme le province autonome di Trento e Bolzano.

I tagli agli stipendi dei parlamentari competono all’iniziativa, “immediata” si dice nel nuovo testo, del Parlamento. E’ l’emendamento del governo alla manovra a correggere così la norma prevista all’articolo 23, comma 7, della precedente stesura della manovra, dove si stabiliva che, nel caso in cui la commissione governativa per il livellamento retributivo Italia-Europa non avesse provveduto, entro il 31 dicembre 2011, all’individuazione della media dei trattamenti economici europei dei “titolari di cariche elettive e di incarichi di vertice delle pubbliche amministrazioni”, sarebbe stato proprio l’esecutivo a provvedere “con apposito provvedimento d’urgenza”. Invece saranno sì governo e Parlamento ad assumere iniziative ma “ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni”. Le iniziative, si legge sempre nel testo, sono qualificate “immediate” e questo è l’unico riferimento a carattere temporale sui tagli degli stipendi dei parlamentari. Del resto, ha spiegato il presidente dell’Istat Enrico Giovannini “nella legge che ad agosto ha istituito la commissione che io presiedo, c’è un ultimo comma, che forse qualcuno ha dimenticato, che dice che i risultati della commissione si applicano per i parlamentari a partire dalla prossima legislatura, mentre per i dirigenti pubblici dalle nuove nomine”.

Liberalizzazioni. ”Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea” viene escluso “dall’ambito di applicazione” dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall’articolo 34 della manovra. Il processo di liberalizzazione potrebbe però interessare, “entro sei mesi dalla entrata in vigore” della manovra, i servizi di mobilità urbana, dunque anche i taxi, nell’ambito delle più ampie “disposizioni volte a realizzare una compiuta liberalizzazione e una efficiente regolazione nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture”. Lo prevede un emendamento del governo nel quale si sceglie una dizione più ampia (“settore dei trasporti”) rispetto a quella precedente che indicava per il futuro processo di liberalizzazione solo il “settore ferroviario, aereo e marittimo”.

Tema caldo anche quello delle parafarmacie. Secondo le associazioni di categoria (Forum nazionale parafarmacie, Anpi e dal Mnlf in rappresentanza dei farmacisti non titolari) ”in queste ore migliaia di fax stanno raggiungendo il presidente del Consiglio Mario Monti per chiedergli di non cedere alle pressioni delle corporazioni, in primis la lobby dei farmacisti titolari” affinché il governo non torni indietro sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, quelli distribuiti con ricetta medica. Contro la liberalizzazione della vendita dei farmaci di Fascia C, in compenso, l’associazione dei farmacisti ha già preannunciato una serrata di protesta.

Ridotto a 64 il numero dei componenti del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Lo stabilisce un emendamento dei relatori, Pier Paolo Baretta e Maurizio Leo, alla manovra. Il decreto stabiliva già una sforbiciata al numero dei componenti del Cnel, portandolo da 111 (più il presidente) a 68. Ora i relatori limano ulteriormente tale cifra sino a 64.
 
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"Tracce della particella di Dio"
L'impronta fotografata al Cern

Diffusi i risultati degli esperimenti Atlas e Cms condotti nell'acceleratore Lhc: i ricercatori credono di aver osservato un'impronta del bosone di Higgs, l'ultimo elemento mancante per spiegare la struttura dell'universo. "Entro il 2012 la prova definitiva" dal nostro inviato ELENA DUSI

GINEVRA - Inseguita da quasi 50 anni, un'impronta della "particella di Dio" è stata finalmente osservata dagli esperimenti del Cern di Ginevra. A produrla è stato il Large Hadron Collider (Lhc) il più potente acceleratore di particelle del mondo, un anello sotterraneo di 27 chilometri di diametro capace di far scontrare protoni a velocità prossime a quelle della luce. E a "fotografare" le sue tracce sono stati due degli enormi rilevatori piazzati nei punti di collisione fra i protoni: Atlas e Cms, guidati dagli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli.

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"Abbiamo iniziato a notare il segnale alla fine dell'estate. Ma analisi così complesse hanno richiesto mesi di lavoro e la collaborazione di migliaia di fisici in tutto il mondo", racconta Sergio Bertolucci, che al Cern è direttore della ricerca. Dei circa 10mila fisici del Cern impegnati nella ricerca della particella di Dio, circa mille sono italiani. La presenza del nostro paese nel Centro di Ginevra è coordinata dall'Istituto nazionale di fisica nucleare. Il bosone di Higgs (il cui soprannome di "particella di Dio" nasce dal titolo di un libro del Nobel americano Leon Lederman) si sarebbe dunque affacciato nei rivelatori del Cern contemporaneamente alla misurazione dei neutrini più veloci della luce 2.

"Anche se i risultati sono significativi, i dati non bastano ancora a confermare con assoluta certezza l'esistenza del bosone di Higgs", mette in guardia il direttore del Centro, il fisico tedesco Rolf Heuer. Nella scala che i fisici chiamano "sigma" o "deviazione standard" siamo ancora al livello 3: per dichiarare con certezza una scoperta si richiede un livello minimo di 5. Ma Lhc continuerà ad accumulare dati. "Ed entro il 2012 saremo certamente in grado di dare una risposta definitiva" assicura Heuer.

Nel puzzle delle 17 particelle elementari che compongono la materia così come la conosciamo, il bosone di Higgs era l'ultimo pezzo mancante. La sua esistenza era stata ipotizzata nel 1964 dal fisico teorico inglese Peter Higgs. Come una chiave di volta, la "particella di Dio" ha il compito di tenere in piedi il Modello Standard della fisica moderna. Il compendio di teorie sul funzionamento dell'universo comunemente accettato dagli scienziati, senza questo bosone si trovava a descrivere un mondo fatto esclusivamente di particelle elementari senza massa, libere di schizzare via nell'universo alla velocità della luce e incapaci di formare stelle, pianeti ed esseri viventi.

Paradossalmente, il bosone di Higgs ha il compito di spiegare come mai la materia abbia un peso, ma la sua massa era proprio il parametro che mancava per descriverne l'identità. Gli esperimenti di Ginevra ora hanno fissato questo valore in 125 Gev (pari a oltre cento volte la massa di un protone), ma con un margine di incertezza che ancora impedisce al Cern di gridare alla scoperta definitiva. Per confermare il risultato serviranno almeno altri sei mesi di collisioni fra protoni al 99,9 per cento della velocità della luce oltre ai 400 trilioni avvenuti dal marzo del 2010 a oggi.

Fino all'annuncio ufficiale di oggi pomeriggio, i gruppi di ricerca di Cms e di Atlas erano stati tenuti all'oscuro l'uno dei dati dell'altro affinché i due risultati non si influenzassero a vicenda. Il Cern ha evitato così anche fughe di notizie e annunci prematuri di scoperta.

Il valore di 125 Gev, per quanto ampiamente atteso, apre però un nuovo problema ai fisici teorici che cercano di spiegare la struttura dell'universo. Il bosone di Higgs sarebbe infatti troppo leggero per assicurare l'equilibrio della materia alle altre energie. L'ipotesi che subentra ora è che per ogni particella nota ne esista un'altra, detta supersimmetrica, molto più pesante. Trovare questi nuovi ingredienti del mondo che ci circonda, e capire se possono anche spiegare il mistero della massa mancante dell'universo  -  la cosiddetta materia oscura  -  saranno le prossime missioni della macchina per l'esplorazione scientifica più grande del mondo, soprannominata "le piramidi del XXI secolo" per le sue dimensioni e la sua complessità.
 
(13 dicembre 2011)
 

giovedì 8 dicembre 2011

ma dai......http://www.youtube.com/watch?v=-BLdH4mUsXA&feature=player_embedded#!

Ici, dal Pdl a Fli: “Paghi anche la Chiesa”
Radicali: I convitti sono alberghi 

Mario Staderini è riuscito a testimoniare con dei video come le strutture adibite a ospitare esclusivamente sacerdoti o studenti universitari funzionano come degli hotel e sono aperti a tutti. Nel 2005 l’Anci aveva stimato in più di 400 milioni di euro il mancato introito per queste esenzioni, cifra che, alla luce della rivalutazione del 60% degli estimi catastali, sfiora oggi i 700 milioni di euro
Far pagare alla Chiesa l’Ici sugli immobili che non sono utilizzati a fini di culto ma per attività economiche. Contro i privilegi del Vaticano scampati alla manovra lacrime e sangue di Mario Monti, si scaglia un numero sempre maggiore di forze politiche. E se i Radicali e alcuni deputati di Futuro e Libertà invocano un intervento, Gabriella Giammanco del Pdl ha compiuto un passo in più, proponendo direttamente al ministro Elsa Fornero l’introduzione dell’Ici vaticana. Anche il coordinatore del partito, Denis Verdini, si è detto d’accordo a rivedere i privilegi riconosciuti alle proprietà della Chiesa. Mentre Antonio di Pietro annuncia che presenterà “un emendamento per eliminare questa ingiustizia”, ha detto il leader dell’Idv. “Sarebbe giusto far pagare le tasse alla Chiesa per gli immobili che adopera non a scopo di culto, ma per fini commerciali”.

L’ipotesi di lasciare l’esenzione solo sui locali adibiti alle attività di culto, beneficenza e carità è condivisa anche dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. “I locali che sono adibiti ad attività commerciali è giusto che siano tassati”. Come distinguerli e individuarli? I Radicali sono entrati in possesso dell’elenco dei beni di proprietà della Chiesa, scoprendo che i convitti riservati a ospitare sacerdoti in realtà sono dei veri e propri alberghi. Mario Staderini, segretario dei Radicali, è riuscito a testimoniare con alcuni video come queste strutture destinate a esclusivo utilizzo della Chiesa siano in realtà aperti a tutti: una camera può essere affittata anche per dei mesi. Infatti grazie alle norme attuali, un pensionato religioso che fa pagare una retta di 600 euro al mese ad uno studente per una camera oggi non paga l’Ici. Lo stesso dicasi per le case per ferie che si comportano di fatto come degli alberghi. Nel 2005 l’Anci aveva stimato in più di 400 milioni di euro il mancato introito per queste esenzioni, cifra che, alla luce della rivalutazione del 60% degli estimi catastali, sfiora oggi i 700 milioni di euro.

Inoltre si configura, secondo le testimonianze raccolte dai Radicali,una grande area di elusione, che si verifica ogni volta che quello stesso pensionato accoglie oltre agli studenti anche turisti e lavoratori, oppure quando una struttura riservata al clero affitta camere anche a privati. Solo a Roma il sindaco Gianni Alemanno ha recuperato in un anno oltre 10 milioni di euro di Ici non pagata grazie ad alcuni accertamenti effettuati.

La stampa cattolica sta difendendo le esenzioni scagliandosi in particolare contro il sito www.vaticanopagatu.org e negando che la Chiesa goda di privilegi così diffusi “come si vuol far credere” in queste “campagne col trucco”, titola Famiglia Cristiana. Immediata (e ironica) la risposta dei gestori del sito: “Davvero una storica testata come Famiglia cristiana può pensare che gli italiani vogliono tagliare i privilegi vaticani a causa della campagna della nostra pagina facebook? Se 158 mila persone aderiscono alla nostra richiesta, cioè che anche il Vaticano paghi i sacrifici della manovra finanziaria, è perchè tanta gente vive tutti i giorni, nelle proprie città, gli infiniti favori e i privilegi di cui godono gli enti ecclesiastici. Piuttosto che pensare a noi, farebbero bene a prendere ad esempio dalla Chiesa ortodossa, che in Grecia ha detto di essere pronta a cedere parte del suo vasto patrimonio immobiliare per aiutare il paese a contrastare la grave crisi economica. Noi invece gli chiediamo solo di pagare le tasse”.

Anche il Radicale Staderini ha ribattuto a Famiglia Cristiana. “Ora che non sono solo i Radicali a chiedere l’abolizione dell’esenzione Ici per le attività commerciali degli enti ecclesiastici, dalla stampa cattolica tornano anatemi e fatwe dopo che questa estate mi avevano persino dato del massone”, commenta Staderini. “È inutile che il direttore di Avvenire e Famiglia Cristiana ripetano che vogliamo tagliare i fondi alle parrocchie o alla Caritas. Al contrario, chiediamo l’eliminazione dei privilegi fiscali garantiti alle strutture ecclesiastiche che fanno business, ad esempio nel settore turistico o ricettivo”.
 
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IL CASO

La Ue indaga sugli Ebook
Rischio cartello anti-concorrenti

Bruxelles apre un'indagine formale per valutare l'esistenza di accordi tra cinque editori di libri elettronici per restringere il mercato. Accertamenti anche su Apple

ROMA - Ebook e Apple nel mirino di Bruxelles: la Commissione Ue ha aperto un'indagine formale per valutare se cinque case editrici tra cui Hachette, Harper e Penguin, in accordo con Apple, abbiano stretto accordi anti-concorrenziali che hanno avuto un impatto sul mercato europeo dei libri elettronici.

A comunicarlo è una nota dell'Unione. L'indagine avviata oggi avviene in seguito alle ispezioni a sorpresa effettuate dai servizi di Bruxelles in molte sedi di case editrici di Ebook. All'indagine Ue si è affiancata anche quella degli uffici del commercio britannico.

Sono cinque le case editrici coinvolte nell'inchiesta: Hachette Livre (Francia), Harper Collins e Simon & Schuster (Usa), Penguin (Gran Bretagna), Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck (Germania). I servizi antitrust della Ue, si legge nella nota, esamineranno in particolare se queste case editrici hanno stipulato accordi illegali o hanno ingaggiato altre pratiche con l'obiettivo di restringere la concorrenza in Europa.

La Commissione indagherà anche sull'accordo stretto tra questo cinque editori e commercianti per la vendita di libri elettronici.
 
(06 dicembre 2011)

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Ci sono Bahrain e Usa
Tornano anche i test

LONDRA (Inghilterra), 7 dicembre 2011

La Fia, riunitasi a Nuova Delhi, ha formalizzato il calendario della prossima stagione: le due tappe che erano a rischio sono invece regolarmente in programma. Ammesse anche tre giornate di lavoro extra


Il GP del Bahrain resta in calendario. Ap
Il GP del Bahrain resta in calendario. Ap
Il GP degli Stati Uniti e il GP del Bahrain rimangono nel calendario del Mondiale 2012, almeno per ora. Lo riferisce la Bbc, facendo riferimento alle decisioni del Consiglio Mondiale della Federazione internazionale dell'automobile riunitosi a Nuova Delhi. Il regolare svolgimento del GP in programma a Austin, in Texas, era stato messo in discussione nelle ultime settimane per i ritardi nella realizzazione del circuito e per il braccio di ferro tra gli organizzatori della gara e la società proprietaria dell'impianto. Il GP del Bahrain, invece, nel 2011 è stato cancellato per l'instabile situazione interna del paese. La stagione, che comprenderà 20 gare, si aprirà il 18 marzo in Australia e terminerà il 25 novembre in Brasile. Il GP del Bahrain è in programma il 22 aprile, quello degli Stati Uniti il 18 novembre. La tappa italiana, a Monza, è fissata per il 9 settembre.
Gazzetta TV
 
test e gomme — Novità importanti anche per quanto riguarda i test, da tempo vietati. Il Consiglio Mondiale della Federazione ha alleggerito il regolamento su questo punto approvando una sessione di test articolata su 3 giornate (sulla reintroduzione dei test a stagione iniziata la Ferrari ha sempre spinto molto). Il Consiglio, inoltre, ha deciso che le monoposto non potranno prendere parte alle prove invernali se prima non avranno superato tutti i crash test. Capitolo gomme: i piloti potranno utilizzare tutti i set di pneumatici a partire dall'inizio delle prove libere. Prima della modifica regolamentare, era consentito l'impiego di 3 set. Novità anche sullo svolgimento delle gare. In regime di Safety car, ad esempio, i piloti doppiati potranno recuperare il giro e collocarsi in fondo al gruppo. In questo modo, i leader potranno ripartire senza essere ostacolati dalle monoposto più lente. La durata totale di ogni GP non potrà superare le 4 ore.
le date — Questo il calendario ufficiale confermato dal Consiglio Mondiale della Fia:
18 marzo - GP Australia (Melbourne)
25 marzo - GP Malesia (Sepang)
15 aprile - GP Cina (Shanghai)
22 aprile - GP Bahrain (Sakhir)
13 maggio - GP Spagna (Barcellona)
27 maggio - GP Monaco (Montecarlo)
10 giugno - GP Canada (Montreal)
24 giugno - GP Europa (Valencia)
8 luglio - GP Gran Bretagna (Silverstone)
22 luglio - GP Germania (Hockenheim)
29 luglio - GP Ungheria (Budapest)
2 settembre - GP Belgio (Spa-Francorchamps)
9 settembre - GP Italia (Monza)
23 settembre - GP Singapore (Marina Bay)
7 ottobre - GP Giappone (Suzuka)
14 ottobre - GP Corea del Sud (Yeongam)
28 ottobre - GP India (Nuova Delhi)
4 novembre - GP Abu Dhabi (Yas Marina)
18 novembre - GP Usa (Austin)
25 novembre - GP Brasile (Interlagos).
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA

venerdì 2 dicembre 2011

dai dai.....

Yahoo!, si stringe per vendita
Oltre a Microsoft anche i cinesi

Il consorzio formato da Blackstone e Bain (con Alibaba e Softbank) sta preparando un'offerta di acquisto con una valutazione complessiva di 25 miliardi di dollari. Cinque in più del gruppo del quale fa parte Microsoft, che penserebbe anche a una soluzione alternativa e autonoma

NEW YORK - Si stringono i tempi per le prime offerte e mai come adesso uno dei motori più prestigiosi del web, Yahoo! 1, è vicino a cambiare proprietà. L'ultima in ordine di tempo è del consorzio formato da Blackstone e Bain, che sta preparando un'offerta di acquisto per il portale Internet che verrebbe valutato 25 miliardi di dollari. Nel consorzio ci sarebbero anche partner asiatici come la cinese Alibaba e la giapponese Softbank. L'intesa, secondo quanto rivelano fonti ben informata, non è ancora stata finalizzata. Alibaba sarebbe soprattutto interessata a rilevare la partecipazione del 40% che detiene Yahoo!. Indiscrezioni che hanno lanciato il titolo del portale: +7 per cento nell'after hours. Secondo Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier, secondo cui l'offerta potrebbe valutare Yahoo! oltre 20 dollari ad azione.

Un'altra proposta è quella del consorzio guidato dalla Silver Lake, nel quale sarebbero incluse anche Andreessen Horowitz e Microsoft. Nello specifico, Silver Lake avrebbe proposto a Yahoo una cifra pari a 16,60 dollari per azione, con una valutazione complessiva di poco superiore ai 20 miliardi di dollari, circa il 6% in più rispetto all’attuale quotazione del titolo sul listino della Borsa di New York. Benché partecipe di tale iniziativa, Microsoft starebbe tuttavia valutando anche strade alternative per garantirsi una posizione
di primo piano nel segmento della ricerca del gruppo prossimo al passaggio di testimone. Un'ulteriore offerta sarebbe giunta da TGP Capital, ma in questo caso non sono al momento note le cifre dell’eventuale affare.

Microsoft torna alla carica dopo le vicende del 2008, quando l'azienda di Redmond offrì per il motore fondato nel 1995 da David Filo e Jerry Young una cifra di poco superiore ai 44 miliardi di dollari. Ma dalla dirigenza di allora arrivò un rifiuto, per quanto contrastato. Ai tempi provò l'acquisizione anche Google, ma fu stoppato dall'antitrust americano. Il rifiuto di Yahoo! a Microsoft, allora, costò nei fatti il posto a Jerry Young che fu costretto a dimettersi travolto dalle critiche degli azionisti favorevoli a una vendita a Microsoft. Da allora il motore di ricerca ha perso molto del suo patrimonio in termini di audience e valore di mercato accumulato nei primi anni dello sviluppo del web: attualmente vanta 700 milioni di utenti e un giro di affari annuo che si aggira sui 2 miliardi di dollari. Ma al di là di questo, resta sostanzialmente intatto il valore strategico dell'azienda di Sunnyvale: rappresenta la possibilità, per i big del web, di poter provare a contrastare l'egemonia di Google nel ricchissimo mercato della pubblicità online. (01 dicembre 2011)
 
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Pensioni e Imu, ma anche il reddito minimo
I partiti aspettano il pacchetto Monti 

Manovra: Pd pronto a votare tutto, il Pdl quasi. Btp alle aziende al posto dei crediti vantati verso lo Stato. In Europa torniamo in seconda fila: lunedì Merkel e Sarkozy si vedono per riscrivere i trattati
I partiti non vogliono saperne niente, sono pronti a votare il “pacchetto Monti” così come sarà presentato lunedì al Consiglio dei ministri. Il premier Mario Monti sta lavorando agli ultimi dettagli e conta, ancora una volta, sulla pressione esterna dell’Europa e dei mercati perché anche le misure più dure passino senza troppa opposizione. Ieri il presidente Nicolas Sarkozy, in un discorso molto atteso, da Tolone ha annunciato: “Lunedì riceverò la cancelliera Angela Merkel, insieme faremo proposte franco-tedesche per garantire il futuro dell’Europa”.

Il direttorio a tre, inaugurato a Strasburgo appena una settimana fa, torna già a due, senza l’Italia. Ma forse è normale così, ognuno deve fare la sua parte in vista del Consiglio europeo dell’ 8-9 dicembre quando i leader dell’eurozona cercheranno di presentare qualche misura risolutiva, perchè “l’Europa rischia di essere spazzata via”, dice Sarkozy. Oggi toccherà alla Merkel presentare davanti al Parlamento le sue idee sull’euro e rispondere alla proposta di Sarkozy: le decisioni sul futuro europeo si devono prendere “a maggioranza qualificata”, la Germania non può pretendere di avere sempre diritto di veto sulle decisioni che riguardano il destino dell’euro.

SUBITO LE PENSIONI. Il ruolo dell’Italia, tornata a quella seconda fila cui la confina il suo debito al 120 per cento del Pil, è fare i “compiti a casa”, come la Merkel ha definito il risanamento di Monti. La manovra, ormai è chiaro, dovrà contenere una correzione di bilancio di circa 15 miliardi e probabilmente altri cinque miliardi di misure per la crescita. Domenica Monti incontrerà sindacati e imprese. Difficile che l’impianto generale possa essere stravolto a poche ore dalla presentazione.

La riforma delle pensioni, ieri il ministro Elsa Fornero l’ha confermato, ci sarà: subito il passaggio al sistema che calcola la pensione sui contributi versati e non sulla retribuzione, anche per chi era fuori dall’ombrello della riforma Dini (una quota della pensione sarà calcolata sulla retribuzione, un’altra sui contributi), poi un aumento dell’età per le pensioni di anzianità, possibilmente con il sistema delle quote per non irritare la Cgil che non vuole sia toccata la soglia dei 40 anni di contributi. Più difficile che passi il temuto blocco dell’indicizzazione delle pensioni medio basse, un mancato aumento che costerebbe parecchio ai pensionati.

BOT E BTP ALLE AZIENDE. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera sta lavorando alle misure per la crescita. In un incontro con le imprese ha annunciato una riforma concreta: pagare subito con titoli di debito pubblico i fornitori della pubblica amministrazione che da anni attendono il dovuto. Btp e Bot al posto di crediti che ormai anche le banche si rifiutano di anticipare, visto che lo Stato paga con anni di ritardo e ormai ha accumulato debiti verso i fornitori per oltre 60 miliardi, secondo le stime di Confindustria. Certo, questo debito pubblico finora mascherato andrà nel conto generale e non sarà un bel vedere. Ma almeno le imprese potranno vendere subito i Btp sul mercato e in molte eviteranno di fallire.

Sempre con le imprese Passera ha discusso anche l’abbassamento per la soglia del contante: si potrà pagare con banconote fino a 500 euro (dai 2500 attuali), ma si potrebbe scendere addirittura a 100. Il Pdl dovrà digerire un’imposta sulla casa, non come ritorno dell’Ici ma dentro l’Imu, l’Imposta municipale unica. Per tacitare le critiche da sinistra, invece, basterebbe il “reddito minimo garantito” ventilato ieri dalla Fornero, un progetto che anche nelle sue forme minimaliste costa almeno 4 miliardi di euro.

PARTITI AMMUTOLITI. Mentre Monti e i suoi “tecnici” lavorano, fanno e disfanno ipotesi, in questa strana sospensione della politica i partiti tacciono, stanno a guardare. I paletti sono minimi e pure modificabili. Se il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani ribadisce che “chi ha di più, deve pagare di più”, Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, sbandiera sostegno incondizionato, chiedendo attenzione alla famiglia. Sulla carta, il Pdl non vuole né l’Ici né la patrimoniale. Ma, come ha ammesso lo stesso Berlusconi non più di 2 giorni fa, è pronto a discutere dell’Imu. E sulla patrimoniale il no è più formale che sostanziale.

Quindi Monti arriverà lunedì con un pacchetto praticamente blindato. Una soluzione che in fondo va bene ai partiti: non sono previsti vertici ufficiali, e probabilmente nemmeno incontri formali con i leader. Si parla invece di “contatti”: telefonate, messaggi, messi viaggiatori. Così è più facile scaricare la responsabilità e non assumersi la paternità dei provvedimenti. E anche lasciare ai gruppi parlamentari la possibilità di intervenire.

TUTTO PRIMA DI NATALE. La manovra arriverà in commissione Bilancio alla Camera martedì prossimo, il 13 andrà in Aula per arrivare al voto a Montecitorio il 17 e in Senato prima di Natale. “I saldi devono essere quelli stabiliti, all’interno di quelli magari si potrà proporre qualche aggiustamento”, spiega il neo-Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento che in un Transatlantico semi-deserto è assediato dai giornalisti. La posizione più complicata al solito è quella del Pd, stretto tra un appoggio a Monti fuori discussione e le pressioni dei sindacati. Spiega il sondaggista Nicola Piepoli: “La reazione dell’elettorato? Per ora è largamente favorevole all’esecutivo, ma bisognerà vedere dopo lunedì con le misure”.

Sulle pensioni, il punto più critico, Bersani si è limitato a chiedere “ascolto”. Sul contributivo pro-rata a partire dal 2011 sono d’accordo anime diversissime tra loro, come quella più radicale rappresentata dall’ex ministro Cesare Damiano e quella liberal di Enrico Morando. Ma il partito è paralizzato: ieri c’è stata una riunione delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato con il responsabile economico, Stefano Fassina, che in queste ultime settimane si è fatto la fama di barricadero (ieri Susanna Camusso, Cgil, l’ha abbracciato: “Siamo rimasti solo io e te”), con una posizione attendista. “Aspettiamo lunedì”.
 
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Napoli, il ministro dell’Ambiente Clini
“Sui rifiuti non escludo intervento esercito” 

"La situazione è di nuovo al limite", ha detto paventando la possibilità di ricorrere al "contributo delle forze armate" e annunciando l'incontro sabato prossimo con Caldoro, De Magistris e Cesaro. “Né commissari, né esercito”, risponde Palazzo San Giacomo: "Mi sembra strano che si torni improvvisamente a parlare di rischio emergenza proprio quando è andata deserta la gara per il termovalorizzatore di Napoli Est"
Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini
Con la prospettiva di un nuovo riacutizzarsi dell’emergenza rifiuti a Napoli torna in campo l’ipotesi esercito. E A ipotizzare un nuovo ricorso alle forze armate è stato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

“La situazione di Napoli è di nuovo al limite”, ha detto Clini intervenendo in Commissione alla Camera, paventando la possibilità di ricorrere al “contributo di esercito e forze dell’ordine per situazioni come quella di Napoli” e annunciando che sabato prossimo sarà in città per incontrare il governatore della Campania Stefano Caldoro, il sindaco Luigi De Magistris e il presidente della Provincia Luigi Cesaro per fare il punto della situazione. “Forse – ha detto Clini in audizione – è il caso di mettersi a ragionare sulle opzioni tecnologiche e ambientali che funzionano in altre regioni e Paesi, come la differenziata e i termovalorizzatori”.

Il ricorso dello Stato all’esercito per risolvere il problema spazzatura non sarebbe una prima volta. Sin da quando è esplosa l’emergenza, nel 1994, l’esercito ha fatto la sua comparsa per le vie di Napoli ora con compiti di presidio delle discariche ora con funzioni di raccolta o di scorta ai camion. Ma è nel 2008 che l’intervento dell’esercito a Napoli e provincia è stato disciplinato per legge col decreto 29/2008. Allora il commissario all’emergenza era Guido Bertolaso, ma già con il suo predecessore Gianni De Gennaro un’ordinanza ne dispose l’utilizzo a presidio delle discariche ricoprendo un ruolo strategico nella gestione di alcune strutture tecniche.

“Né commissari, né esercito”, è la posizione di Palazzo San Giacomo, affidata alle parole del vicesindaco di Napoli con delega all’Ambiente Tommaso Sodano. Col ministro sabato si parlerà del termovalorizzatore da realizzare a Napoli Est sul quale è netta la posizione contraria del Comune di Napoli: “Non lo vogliamo”.

“La Campania, secondo i dati del ministero dell’Ambiente, è terza in Italia per quantità di rifiuti bruciati – ha affermato Sodano – Perché invece di parlare di termovalorizzatori non si parla degli impianti di compostaggio?”. “Al ministro – spiega Sodano – sabato diremo che il Comune punta alla differenziata, che è partita, sui siti di stoccaggio, ne abbiamo realizzati tre in 4 mesi, e sulle navi da spedire in Olanda che partiranno prima di Natale”. “In passato sono state esperienze fallimentari che hanno alimentato solo il sistema affaristico della camorra e della malapolitica – ha affermato – Mi sembra strano che si torni improvvisamente a parlare di rischio emergenza proprio quando è andata deserta la gara per il termovalorizzatore di Napoli Est. E’ inutile agitare lo spettro dell’emergenza”. “Il rischio emergenza – ha precisato – era noto anche da prima, ed è sempre dietro l’angolo”. Invece di parlare di inceneritori, il vicesindaco invita a parlare di impianti di compostaggio: “Perchè non si parla degli impianti di compostaggio? E’ questo che diremo anche all’Europa”.

“La questione della raccolta dei rifiuti non è competenza della Regione, non entriamo nel merito delle scelte – ha commentato Giovanni Romano, assessore all’Ambiente della Regione Campania. Apprezziamo, però, l’indirizzo di Clini che punta alla realizzazione dell’impiantistica”.

Ieri intanto agli angoli delle strade, in città, sono ricomparsi, dopo un po’ che non si vedevano, cumuli di sacchetti. Stavolta, però, la mancanza di raccolta è stata causata da uno sciopero, a livello nazionale, indetto dai sindacati del settore perché il contratto nazionale non è stato rinnovato.
 
 
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Rossi: "Chiuso un 2011 disastroso
Dobbiamo migliorare, come l'Inter"

MONZA, 25 novembre 2011

Valentino tra i protagonisti del Monza rally show: "E' un bel modo di finire l'anno peggiore della mia carriera. Un regalo da Babbo Natale? Una GP 2012 competitiva"

E' un Valentino Rossi sorridente e rilassato, come poche volte quest'anno, quello che sale nell'abitacolo della Ford Fiesta Wrc per l’edizione 2011 del Monza Rally Show, tradizionale appuntamento conclusivo della stagione agonistica dell’autodromo brianzolo. Via le tensioni della MotoGp, via le preoccupazioni dei test 2012. Qui, dove Vale ha già vinto due volte, ci sono gli inseparabili Uccio e Davide Brivio, anche loro in gara con altrettanti equipaggi griffati “46”. Protettivi, certo, ma non troppo, perché oggi il Dottor Rossi si diverte. “E' un bel modo di finire l'anno – sorride – quello che forse, anzi sicuramente è stato il peggiore della mia carriera. Il regalo che vorrei da Babbo Natale? Una GP 2012 competitiva”.
Gazzetta TV
 
come l'inter — “Abbiamo una moto molto diversa – continua Rossi – vorrei vedere i progressi già da febbraio. Speriamo di essere più veloci e competitivi, il fatto che non ci siano più limiti alle prove è giusto e ci aiuta”. Intanto c'è il rally, con una sfida speciale al “Cannibale” Loeb. “Lui ha vinto 8 Mondiali di fila, cosa vuoi dirgli? Correre con lui per me è già un onore e un modo divertente per chiudere un 2011 dal bilancio disastroso”. La ricetta, insomma, è ripartire da zero, un po' come la sua Inter con i tanti cambi d'allenatore: “Sono contento che si sia qualificata in Champions, però il girone non era difficile. Devo dire che negli ultimi tempi non gioca bene, se vuol competere col Milan deve migliorare”.
in pista per sic — Un’edizione del Rally particolare, quella di quest’anno, la prima senza Marco Simoncelli, che nel 2010 proprio qua non s'era fatto mancare niente con l'incidente e l'incendio nel Master Show conclusivo. “Proprio così, eravamo stati noi a tirarlo dentro – conclude Valentino - ricordo ancora quando papà Graziano gli ha fatto provare le prime auto. Era diventato pure veloce”. “Sic non c'è, ma c'è” dicono tutti, come testimoniano i moltissimi “Ciao Sic” attaccati sulle auto e la sua Honda numero 58 esposta al centro del paddock. Accanto alla moto, un pannello raccoglierà il saluto dei tifosi che passeranno dall'autodromo fino a domenica. A Simoncelli, inoltre, è dedicato il Master Show, la prova più spettacolare del Monza Rally Show, che si disputerà domenica dalle ore 13.30.
Gazzetta TV
 
donne, motori e vip — Chi cerca i contenuti agonistici, non rimarrà deluso. Al via del Monza Rally 2011, infatti, ci sono i vincitori di 8 Mondiali rally, 5 Europei, 1 titolo IRC, 11 tricolori, 10 Mondiali moto e 3 ventiquattrore di Le Mans. Stelle assolute come Sébastien Loeb e Valentino Rossi, Dindo Capello e Dani Sordo, più l'esordiente Andrea Dovizioso e i piloti di Moto 2 Andrea Iannone e Claudio Corti. A bordo anche tanti vip come il cantante Cesare Cremonini, Capitan Ventosa, l'ex ciclista Claudio Chiappucci, la consigliera regionale lombarda Nicole Minetti e la conduttrice tv Sara Ventura. A far da apripista, per la prima volta in Italia, la vettura Nascar di Max Papis.
dal nostro inviato
Claudio Lenzi