venerdì 9 marzo 2012

già

Massa va controcorrente
"Il podio è possibile"

MILANO, 8 marzo 2012

Felipe, a San Paolo per uno sponsor, non fa drammi sulla Ferrari: "La macchina è nuova e ho fiducia, non siamo contenti al 100% dei test, ma credo sempre che possiamo lottare per i primi tre posti. Il contratto? Non sono preoccupato"

Felipe Massa, 30 anni, al settimo anno a Maranello. Colombo
Felipe Massa, 30 anni, al settimo anno a Maranello. Colombo
La Ferrari non parte per Melbourne con i favori del pronostico, ma prima di capirne le reali potenzialità bisogna aspettare le prime prove, con la consapevolezza di poter lottare per il podio. Lo dice Felipe Massa che, a San Paolo, ha presentato il suo nuovo sponsor Tnt. "L'anno scorso - ha detto il pilota della Ferrari alla stampa brasiliana - siamo andati molto bene nei test poi siamo arrivati a Melbourne e ci siamo ritrovati a più di 1" dalla pole position. Non nascondo che non siamo soddisfatti al 100% di quello che abbiamo fatto nelle tre sessioni di test in Spagna e avrei preferito essere un po' più veloce. Abbiamo una macchina tutta nuova e dobbiamo ancora capirla bene e tirarne fuori tutto il potenziale e ho una squadra molto forte e molta fiducia nelle capacità di saper sviluppare la monoposto durante la stagione. La verità la scopriremo solamente in Australia, quando saremo tutti nelle stesse condizioni: poca benzina nel serbatoio e le gomme più morbide montate. Spero che sia un anno migliore rispetto a quello passato, che non è stato certo buono".
controcorrre sul podio — E se Pat Fry si è detto pessimista su un podio in Australia, Massa va controcorrente. "Voi pensate che non abbiamo alcuna possibilità di lottare per i primi tre posti, ma è una cosa che non mi passa per la testa - dice il brasiliano -. A Melbourne le scuderie da battere saranno Red Bull, McLaren e Lotus, ma è difficile avere certezze. Io però credo sempre che possiamo lottare per il podio: è l'unico pensiero che ho nella mia testa. Poi basta aspettare ancora pochi giorni per avere la risposta".
Felipe Massa con la Ferrari F2012 nei test al Montmelò. Epa
Felipe Massa con la Ferrari F2012 nei test al Montmelò. Epa
il futuro — Poi il pilota affronta il capitolo legato al suo futuro, visto che è in scadenza di contratto con il Cavallino. "Le voci sul mio futuro non sono una novità - commenta - Tutti siamo sotto contratto che, nel mio caso, è sempre andato di biennio in biennio con la Ferrari. Sono alla fine del secondo anno e il mio obiettivo è lavorare al 100% per poter rimanere, niente di diverso rispetto al passato. Sono alla mia settima stagione alla Rossa, non sono preoccupato. Nessuno entra in abitacolo pensando ad altre cose, io penso solo a guidare la monoposto e dare il 100% per ottenere il miglior risultato possibile".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Corteo Fiom a Roma, il giorno delle tute blu. In piazza anche studenti, No Tav e (poco) Pd 

Il percorso del corteo della Fiom del 9 marzo 2012
“IL PD NON VIENE perché ci sono quelli del Tav – ci dice Maurizio Landini, il segretario generale – ma non ha considerato che in piazza ci saranno tanti metalmeccanici”. Che verranno per lo più in pullman visti i costi proibitivi applicati da Trenitalia anche ai treni speciali. E che probabilmente ritroveranno l’orgoglio di appartenere a un sindacato che non vuole arrendersi alla linea sindacale e aziendale della Fiat. Ma non solo. La piattaforma che indice la manifestazione, e lo sciopero generale di otto ore di tutta la categoria, è infatti più ampia delle questioni aperte dalla “Fabbrica Italia” di Marchionne e chiama in causa anche il governo: il no “a ogni manomissione all’art. 18” rappresenta infatti il primo punto delle rivendicazioni Fiom assieme alla riduzione della precarietà, all’estensione degli ammortizzatori sociali, a un piano di investimenti pubblici, alla sostenibilità ambientale delle produzioni e, ovviamente, alla difesa del Contratto nazionale dei metalmeccanici che deve essere rinnovato, ma che vede Confindustria posizionata sulla linea di Marchionne. Certamente non è quello “sciopero politico contro il governo” di cui parla la Fim criticando la mobilitazione del sindacato cugino, ma che la manifestazione si carichi di un significato “generale” è chiaro a tutti. In questo senso ha un peso la presenza della Val di Susa, sia pure in forma di delegazione, che allude a una vertenza più complessiva. Ma in piazza ci saranno anche i movimenti studenteschi (partenza dalla Sapienza, in piazzale Aldo Moro) che avranno un loro spezzone, il mondo della ricerca, molta parte della Cgil – se Susanna Camusso non parlerà in piazza è solo perché è a New York, alla Commissione Onu sullo “status” delle donne – categorie come i Pensionati, i partiti della sinistra radicale ma anche l’Idv che scenderà in campo con tutto il suo gruppo dirigente per non far notare l’assenza di Di Pietro costretto a letto da una vertebra incrinata.

TRA LE ADESIONI del mondo della cultura o dalla società, Andrea Camilleri, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais, Antonio Tabucchi, don Andrea Gallo, Carlo Lucarelli, Ascanio Celestini, Gustavo Zagrebelsky, Gino Strada e tanti altri (l’elenco sul sito della Fiom o su MicroMega). Non tutto il Pd seguirà l’indicazione del partito di non scendere in piazza: ci saranno infatti Sergio Cofferati e Paolo Nerozzi, ma anche il Forum dei movimenti per l’acqua, il comitato No debito e altre sigle ancora. In occasione della manifestazione il Fattoquotidiano.it seguirà in diretta streaming tutto il corteo, dalle 9,30 alle 14,30 con interventi da piazza San Giovanni e da studio. Ospiti della redazione, Marco Ferrante, giornalista e autore del libro Marchionne, Rivoluzione Fiat, Giorgio Airaudo, responsabile Auto Fiom, Benedetto della Vedova, capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà, Stefano Fassina, responsabile economico del Pd.

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11.00 – Corteo studenti e No Tav si unisce a corteo lavoratori

Il corteo degli studenti universitari partito da La Sapienza è giunto poco fa in Piazza dei Cinquecento e si è unito alla protesta della Fiom Cgil.

10.59 – Da corteo studenti-no tav uova contro Banca Intesa

Una decina di uova sono state lanciate dagli studenti contro una filiale di Banca Intesa, al passaggio del corteo degli universitari che aderiscono al corteo della Fiom di Roma. Gli studenti hanno anche affisso sulla banca uno striscione che recitava ‘Con l’augurio di un fallimento ad alta velocita”.

10.56 – Landini: “Il Pd rappresenti i lavoratori”

La manifestazione di oggi deimetalmeccanici della Cgil rappresenta ‘un grande risultato. Poi le forze politiche devono assumersi le proprie responsabilità e mi auguro recuperino la capacità di ascoltarè. Così il leader della Fiom, Maurizio Landini, risponde a chi gli chiede della scelta del Pd di non partecipare al corteo. ‘I partiti facciano il loro mestiere rappresentando anche gli interessi di chi lavora, che èanche la parte del Paese che paga le tasse e fa andare avanti il Paese per tutti. Ascoltarli sarebbe utilè.

10.44 – Di Pietro su Facebook: “Sono in piazza con voi”

“E’ partito il corteo della Fiom e noi dell’Idv siamo al fianco dei lavoratori per la difesa dei diritti, del lavoro, della democrazia e della Costituzione. Oggi sarei stato volentieri in piazza, ma come sapete non posso. Seguirò la manifestazione grazie alla diretta streaming trasmessa anche sul sito www.italiadeivalori.it”. E’ quanto scrive sul suo profilo facebook il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro.

10.35 – Parte il corteo di studenti e No Tav

“Reddito, diritti, audit” contro il governo dell’austerità. Dietro questo striscione, circa 300 studenti sono partiti dalla Sapienza a Roma per aderire alla manifestazione della Fiom. I giovani, tra i quali anche alcuni sostenitori dei No Tav ed esponenti dei centri sociali, raggiungeranno piazza della Repubblica per confluire nel corteo dei metalmeccanici diretto a S.Giovanni.

10.34 – Secondo Fiat adesione del 9,1%

E’ stata del 9,1%, secondo la Fiat, l’adesione degli operai di Spa e Industrial allo sciopero generale della Fiom nel primo turno di lavoro. Il Lingotto ricorda che allo sciopero generale di 4 mesi fa proclamato dalla stessa Fiom sempre tra gli operai del Gruppo l’adesione era stata del 23,2%.

10.12 – Landini a Marchionne: “Basta autoritarismo”

“Si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, a fare investimenti concreti in Italia e soprattutto a garantire le libertà sindacali”: così il leader Fiom, Maurizio Landini, si rivolge all’ad Fiat, Marchionne, a cui dice di “smetterla di avere un atteggiamento autoritario. E’ una logica sbagliata, che non va da nessuna parte”. “L’idea che le aziende funzionino impedendo ai lavoratori di scegliere il sindacato che vogliono non è utile” afferma Landini, aprendo il corteo della Fiom. E sempre rivolto all’Ad di Fiat, il segretario generale della Fiom sostiene che “dovrebbe smetterla di avere un atteggiamento autoritario verso i lavoratori: non assumere chi è iscritto alla Fiom a Pomigliano o impedire ai tre lavoratori di Melfi ingiustamente licenziati di entrare in fabbrica è una logica sbagliata che non va da nessuna parte”.

10.00 – Roma, parte il corteo della Fiom

E’ partito il corteo della Fiom che da piazza della Repubblica raggiungerà piazza S.Giovanni, per la manifestazione nazionale organizzata con lo slogan ‘Democrazia al lavoro’. In testa al corteo il segretario generale delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini. I metalmeccanici della Fiom scioperano oggi otto ore per dire ‘nò alle scelte della Fiat, per difendere i diritti e l’art.18. In piazza è atteso anche il movimento No Tav.
 
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Sacchetti bio, altro rinvio
niente multe fino al 2014

Il divieto di commercializzazione rimane, ma è stato prorogato il termine ultimo dell'emanazione da parte del governo di un decreto che definisca le caratteristiche tecniche dei shopper monouso ecologici. Intanto, fino al 31 dicembre 2013, niente sanzioni per chi viola la legge

ROMA - E' stato prorogato di sei mesi il termine per la definizione dei criteri di  biodegradabilità degli "shopper" e anche le sanzioni sono state spostate al 31 dicembre 2013. Resta invece il divieto, in vigore dal gennaio del 2011, di usare sacchetti di plastica non biodegradabili. E' quanto stabilito dalla commissione ambiente della camera, durante la discussione dell'articolo 2 del decreto su "misure straordinarie e urgenti in materia ambientale".

LA SCHEDA DELL'ESPRESSO 1

La plastica è consentita soltanto per "determinate categorie" di buste "riutilizzabili" con precise "grammature e sagome". Queste, secondo il testo del decreto, vengono definiti sulla base di alcune indicazioni: "maniglia esterna e spessore superiore a 200 micron" se destinati ad uso alimentare e "100 micron" se per altri usi; "maniglia interna" con spessore superiore ai "100 micron" se destinati ad uso alimentare e "60 micron" per altri usi.

"Il divieto di vendere gli shopper di plastica, i sacchetti non biodegradabili, in vigore da gennaio 2011, rimane - spiega Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd - vengono invece prorogati due termini: il tempo dato, sempre che il governo non la faccia prima, per emanare il decreto applicativo per i parametri di biodegradabilità dei sacchetti che passa da luglio a dicembre di quest'anno e poi il termine a partire dal quale scattano anche le sanzioni pecuniarie, il divieto infatti è in ogni caso in vigore, mentre le multe scatterranno  non da luglio di quest'anno ma nel dicembre 2013". Infine, "è stato stabilito che se i produttori hanno dei problemi per adeguare i  macchinari possono fare ricorso ai fondi del Fondo rotativo per Kyoto, ovvero quelli attivati per le misure volte a ridurre le misure di CO2".
(08 marzo 2012)

giovedì 8 marzo 2012

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Strage di via d’Amelio, inchiesta bis. Quattro nuovi arresti, anche boss Madonia 

Secondo l'accusa, Madonia partecipò alla più importante riunione di Cosa nostra, quella in cui venne deciso di dare il via alla stagione stragista. Il ruolo di Madonia è stato tracciato dai collaboratori di giustizia Nino Giuffre' e Giovanni Brusca
La Dia di Caltanissetta, su richiesta della Dda, ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nell’ambito della nuova inchiesta sulla strage del 19 luglio del ’92 in via D’Amelio, dove furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cusina. I provvedimenti a firma del Gip di Caltanissetta Alessandra Giunta riguardano il capomafia palermitano Salvatore Madonia, 51 anni, Vittorio Tutino, 41 anni, Salvatore Vitale, 61 anni, tutti già detenuti e l’ex pentito di Sommatino (Caltanissetta), Calogero Pulci, 52 anni. Salvatore Madonia, detto Salvuccio, è considerato uno dei mandanti della strage. Pulci, risponde solo di calunnia aggravata perché nel processo “Borsellino Bis” in appello incolpò falsamente Gaetano Murana, di aver partecipato alle fasi esecutive dell’attentato di via D’Amelio. Murana venne poi condannato all’ergastolo.

Il Gip di Caltanissetta contesta al boss mafioso palermitano Salvatore Madonia l’aggravante di aver organizzato la strage di via D’Amelio per fine terroristici, con lo scopo di indurre lo Stato a trattare con Cosa nostra sotto l’urto di un’azione eclatante.

Elementi esterni a Cosa nostra

Annotano i giudici: “Con riferimento al possibile coinvolgimento nella strage di Via D’amelio di soggetti esterni a Cosa nostra è opportuno evidenziare che fino ad oggi non sono emersi elementi di prova utili a formulare ipotesi accusatorie concrete a carico di individui ben determinati da sottoporre al vaglio di un giudice”. E ancora: “In particolare, su questo peculiare versante probatorio nessun elemento concretamente utilizzabile è emerso dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, che è stato addirittura incriminato da questa Procura per calunnia”. Tuttavia, la Procura evidenzia “che elementi indiziari in ordine alla possibile presenza e partecipazione alle stragi del 1992 , ma anche all’attentato dell’Addaura del 1989, di soggetti esterni, emerge da altre investigazioni condotte da questa Procura basate su fonti probatorie diverse da Massimo Ciancimino: sicché su questo tema di indagine la partita non può affatto definirsi conclusa”.

Borsellino ucciso perché ostacolo alla trattativa

Inoltre, secondo i magistrati, Paolo Borsellino venne ucciso dalla mafia perché era percepito da Riina come un “ostacolo” alla trattativa con esponenti delle istituzioni. Una trattativa che “sembrava essere arrivata su un binario morto” che il capomafia voleva “rivitalizzare” con una sanguinaria esibizione di potenza. Questo lo scenario disegnato dalla Procura di Caltanissetta. “La tempistica della strage è stata certamente influenzata dall’esistenza e dalla evoluzione della così detta trattativa tra uomini delle Istituzioni e Cosa nostra”. Si legge negli atti della Procura di Caltanissetta “Dalle indagini è altresì risultato”, scrivono i PM nisseni che al riguardo richiamano la testimonianza di Liliana Ferraro, succeduta a Giovanni Falcone al ministero della Giustizia, “che della trattativa era stato informato anche il dott. Borsellino il 28 giugno del 1992. Quest’ultimo elemento aggiunge un ulteriore tassello all’ipotesi dell’esistenza di un collegamento tra la conoscenza della trattativa da parte di Borsellino, la sua percezione quale ‘ostacolo’ da parte di Riina e la conseguente accelerazione della esecuzione della strage”.

Massimo Ciancimino inattendibile

Nell’ordinanza, poi, si definisce inattendibile il contributo di Massimo Ciancimino che, interrogato il 17 marzo 1993, tentò di collocare l’inizio della trattativa in un momento successivo all’attentato di via D’Amelio e riferì “di avere cominciato i colloqui con De Donno dopo la strage Borsellino, in ciò andando contro le stesse successive ammissioni del cap. De Donno, e contro le stesse dichiarazioni del col. Mori, che riferiscono entrambi di un inizio dei colloqui con Vito Ciancimino da parte di De Donno già nel mese di Giugno del 1992″. Interrogato dai magistrati, Brusca sull’anticipazione dell’attacco contro Borsellino, ha detto: “Non ho mai parlato con Riina del fatto che il Dr. Borsellino sia stato ucciso in quanto ostacolo alla trattativa. Si tratta di una mia interpretazione basata sulla conoscenza che ho dei fatti di cosa nostra ma anche delle vicende processuali cui ho partecipato. Mi venne detto da Riina che vi era ‘un muro’ da superare ma in quel momento non mi venne fatto il nome di Borsellino. E’ sicuro, comunque, che vi fu un’accelerazione nell’esecuzione della strage”, ha detto Brusca, interrogato dai magistrati. La Procura di Caltanissetta rileva che la scelta di colpire Borsellino con nuovo eclatante attentato a meno di due mesi dalla strage di Capaci in cui il 23 maggio del ’92 era stato ucciso Falcone, potrebbe essere ritenuta “talmente avventata ed imprudente da apparire per ciò solo poco credibile”. Anche perche’ il 19 luglio 1992, quando scoppio’ l’autobomba in via D’Amelio, mancavano pochi giorni dalla scadenza del termine di approvazione del decreto legge dell’8 giugno 1992, contenente, tra l’altro, la modifica dell’art. 41 bis dell’Ordinamento penitenziario, e la strage avrebbe annullato “tutte le possibilita’ di modifica che pure erano parse possibili nel corso del cammino parlamentare del decreto stesso”, osservano i Pm nisseni. Ma, “se si riflette sulle caratteristiche umane e criminali del cosi’ detto ‘capo dei capi’ quali emergono dalle dichiarazioni rese nei suoi confronti dai numerosi collaboratori di giustizia che lo hanno conosciuto e frequentato”, secondo i magistrati, “e’ del tutto plausibile che Salvatore Riina, noto per la sua feroce determinazione criminale, abbia potuto confidare che con il compimento di un ulteriore attentato di quella gravita’ si potesse rivitalizzare una ‘trattativa’ che sembrava essere arrivata su un binario morto, non curandosi delle conseguenze negative che da tale iniziativa sarebbero potute conseguire per la sua organizzazione criminale”.

Indagato Mannino

Secondo la Procura di Caltanissetta, “questa conclusione è legittimata, tra l’altro, dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Giovanni Brusca a proposito dell’ordine ricevuto da Salvatore Riina di sospendere, nel giugno 1992, l’esecuzione dell’attentato omicidiario nei confronti dell’on. Calogero Mannino perche’ ‘vi era una vicenda più urgente da risolvere’”. Mannino, ex ministro democristiano e segretario della Dc siciliana, è stato di recente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa, per ipotetiche pressioni che, temendo di essere ucciso, avrebbe esercitato all’epoca delle stragi per un ammorbidimento del regime carcerario del 41 bis. L’ordine dato dal boss corleonese di interrompere la preparazione dell’agguato contro Mannino, secondo i magistrati di Caltanissetta, “appare rivelatore della decisione da parte del Riina quanto meno di ‘anticipare’ l’esecuzione del progetto omicidiario gia’ deliberato – dalla commissione provinciale di Palermo di cosa nostra nel dicembre del 1991 – nei confronti del dott. Paolo Borsellino”. Borsellino, due giorni dopo la strage di Capaci, aveva incontrato il capo del Ros dei carabinieri Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno, e “il primo luglio 1992, con certezza, il dott. Borsellino aveva incontrato al Ministero dell’Interno il capo della polizia Parisi ed il Prefetto Rossi, nonche’ il ministro Mancino”, ricostruiscono i Pm a proposito dei contatti istituzionali del magistrato nei giorni dell’approccio dei carabinieri con l’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, indicato come il tramite della trattativa.

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Montezemolo alla carica
"La Ferrari è determinata"

MARANELLO (Modena), 7 marzo 2012

Il presidente del Cavallino ha visitato la squadra prima della partenza della stagione: "La verità su dove siamo si scoprirà solo a Melbourne e comunque il campionato è lunghissimo. Siamo concentrati e con una gran voglia di reagire"

A pochi giorni dalla partenza della Scuderia Ferrari per Melbourne, dove si svolgerà la prima delle venti gare del mondiale 2012, e all'indomani delle parole rilasciate al Salone dell'auto di Ginevra, oggi il presidente Luca di Montezemolo ha incontrato il team principal Stefano Domenicali e i vertici della scuderia. "Ho trovato una squadra molto concentrata e determinata - ha detto Montezemolo a ferrarif1.com - e ho visto in Domenicali e nei nostri tecnici una gran voglia di reagire a un precampionato che è stato inferiore a quelli che erano i nostri obiettivi e di dimostrare tutto il loro valore".
Gazzetta TV
 
qualifiche — "La verità su dove siamo rispetto agli altri - ha aggiunto Montezemolo - la scopriremo solamente sabato a Melbourne dopo le qualifiche: oggi si possono fare soltanto delle supposizioni. Comunque vada a Melbourne, vorrei ricordare a tutti che questo sarà il campionato più lungo della storia della F.1 e non si potranno certo trarre delle conclusioni dopo una gara".
preparativi — A Maranello, intanto, sono in corso i consueti programmi di lavoro che precedono la partenza, dalla revisione della vettura utilizzata nell'ultimo test di Barcellona all'allestimento del secondo telaio che sarà disponibile nel box dell'Albert Park alla preparazione delle casse contenti tutto il materiale necessario per questa lunga trasferta, visto che le vetture torneranno nella loro casa natale soltanto dopo il Gran Premio del Bahrain. I tecnici sono impegnati, in particolare, nell'analisi dei risultati dei test e lavorano sia sul fronte della preparazione specifica delle prime gare sia su quello dello sviluppo della F2012.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le ministre Cancellieri e Fornero
"No quote, più aiuti per lavoro e famiglia"

Le due ministre del governo Monti alla radio. La titolare del Viminale: "Mettiamo le donne in condizione di competere". La responsabile del Lavoro: "La nostra riforma per rafforzare segmenti deboli"

 ROMA - "Le quote rosa non mi piacciono molto, preferirei non ce ne fosse bisogno, che le donne fossero messe davvero in condizione di competere con il resto del mondo". A dirlo in occasione della festa della donna, è il ministro dell' Interno, Anna Maria Cancellieri, intervistata stamani alla trasmissione di Rai Radio1, "Primaditutto". Il ministro ha poi sottolineato come le donne per essere competitive "non hanno bisogno di quote rosa, ma di asili nido, di aiuti per la famiglia e per sostenere il doppio peso che rende difficile lo loro professionale". E per quanto riguarda il tema "violenze" il ministro Cancellieri, ha poi affermato che "il governo lavorerà per cercare di rendere le condizioni delle donne più accettabili e più agevole la denuncia di forme di prevaricazioni a cui sono sottoposte".

E anche il ministro del Lavoro e delle Pari opportunità, Elsa Fornero, è intervenuta stamani a Radio1: "Sulle donne si è scaricata molta della flessibilità cattiva, e noi vorremmo separarla da quella buona". Il ministro ha poi sottolineato che proprio in questi giorni "il governo è impegnato in una riforma del mercato del lavoro che includerà e rafforzerà i segmenti deboli". "E quello più debole - ha aggiunto la Fornero -  è rappresentato proprio dalle donne che difficilmente riescono a farsi valere valere sul lavoro,  perché non abbiamo una società basata sul merito".
La Fornero torna poi su un tema che ha già toccato in passato, ovvero la rappresentazione della donna nei media: "C'è molto da ridire, messaggi che danno false speranze di soluzioni facili ai problemi della vita. Bisogna far leva sugli elementi positivi riportati sui media e qualche volta, con un clic, avere il coraggio di spegnere

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Apple svela il nuovo iPad
Cook: "È l'era del post pc"

La terza generazione del tablet più venduto del mondo ha un display ad alta risoluzione unico nel settore. Più potenza grafica, nuove app. Novità anche per Apple Tv. L'ad: "Nel 2012 mostreremo altro" dal nostro inviato TIZIANO TONIUTTI

 LONDRA - La terza generazione del tablet non poteva essere meno che rivoluzionaria, almeno secondo i canoni di Apple, e in effetti il nuovo iPad (questo il nome, quindi non iPad 3 o iPad HD) introduce elementi tecnologici e concettuali destinati a diventare paradigmi per il genere. Sul palco dello Yerba Buena Center di San Francisco c'è Tim Cook, numero uno di Apple dopo il mito dell'era digitale che é diventato Steve Jobs.

FOTO L'IPAD 1 / IL KEYNOTE 2

E rende subito chiaro che la mela risponde alla sfida della concorrenza con un ampio rilancio. E "non é tutto qui", dice Cook in chiusura del keynote, "il 2012 sarà un anno in cui introdurremo altra tecnologia di alto livello. Questo è solo l'inizio", ha chiosato l'ad.

Il nuovo iPad. Cook elenca i consueti numeri dei successi di Apple, i 25 miliardi di download dall'App store, i milioni di dispositivi iOs venduti nel mondo. Ma la platea aspetta altro, e Cook gioca un po' con l'attesa, mostrando la nuova Apple Tv e le sue nuove capacità FullHD, gli show televisivi disponibili il giorno dopo la messa in onda, una nuova interfaccia e i suggerimenti di Genius.

Poi finalmente svela il nuovo tablet. L'elemento chiave di questa terza generazione é l'alta definizione. E ci sono almeno due motivi: primo, il display ad alta risoluzione, effettivamente di impatto visivo notevole. È un "retina display" da 2048 x 1536, in cui la distanza tra i pixel diminuisce (264ppp), formando un'immagine molto più definita del precedente, qualcosa di mai visto finora su un tablet. La differenza, data la grandezza del display, è anche più percepibile del salto qualitativo tra iPhone 3GS e iPhone4, il primo dispositivo ad adottare il display Retina.

L'alta qualità dello schermo rende la fruizione di contenuti multimediali e applicazioni un'esperienza inedita, senza dubbio Apple ha in mano qualcosa di unico sul mercato, e una risoluzione così elevata apre le porte a infinite applicazioni di alto livello dell'oggetto tablet, dalla produttività ai servizi, dal campo medico all'intrattenimento interattivo e passivo.

Il secondo motivo è la fotocamera da 5 megapixel, meno degli 8 che ci si aspettava, ma migliorata e dotata di stabilizzatore, comunque in grado di scattare immagini di buona fattura e soprattutto di girare video in fullHD 1080p, e rivederli subito sul display in alta risoluzione, o montarli con iMovie, e condividerli subito in rete. Una caratteristica che prevedibilmente farà sfoderare molte carte di credito alla cassa dell'Apple store.

Le altre innovazioni sono quelle che le indiscrezioni prima del lancio avevano annunciato, ovvero un nuovo processore centrale dual-core (ma con grafica quad-core), l'A5X: "Due volte più veloce di un Tegra3", garantisce Phil Schiller, sul palco per la presentazione.

Caratteristiche tecniche  che pongono il nuovo iPad un bel po' sopra il pur ottimo iPad 2, e che lo rendono uno strumento al momento unico per potenza e capacità grafiche. Per lavorare sì, ma sicuramente anche per giocare e per informarsi, perché il display in alta risoluzione appare particolarmente indicato per apprezzare i dettagli di immagini e facilitare la lettura.

Altra novità: il riconoscimento vocale, con la possibilità di dettare sms o messaggi mail (ma non c'è ancora in italiano). Batteria: fino a nove ore di utilizzo su rete 4G, 10 ore su 3G. Ma peserà qualcosa di più del suo predecessore. Dimensioni: 24,1x18,6 centimetri, alto 9,4 millimetri per 635 grammi. Aggiornate tutte le applicazioni, ovviamente.

Le pezzature di memoria rimangono le stesse, 16, 32 e 64 gigabyte. Per new iPad é prevista anche connettività LTE, ovvero internet più veloce in mobilità, che sarà impostata sulle singole frequenze che le nazioni assegneranno al 4G. Per dimostrare la velocità, il demo fa vedere un iPad con LTE scaricare tre immagini pesanti molto prima che l'iPad 3G affiancato abbia iniziato a scaricare la prima.

Prezzi e disponibilità. Aumentare i prezzi non avrebbe avuto senso, commercialmente e per storia dell'azienda. E così nel nuovo listino, new iPad prende il posto di iPad 2, e ne eredita direttamente i prezzi. A parità di memoria e di connettività, il nuovo iPad costerà esattamente quanto iPad 2. L'iPad2 rimarrà in commercio, ma i suoi prezzi caleranno di 100 dollari. Il nuovo tablet arriverà nei negozi e sull'Apple store online dal 16 marzo, in quest'ultimo caso è già possibile prenotarlo. In Italia sarà disponibile una settimana dopo.

Le App. Le potenzialità del nuovo processore e del nuovo display sono evidenti sul fronte software. La presentazione è stata a lungo dedicata a questo aspetto. Mostrati nuovi giochi pensati per il nuovo apparecchio, migliorato anche Sketchbook, il software di pittura e disegno, e la suite di produttività iWork, aggiornabile a 9,99$.

Anche Garageband, il software per produrre musica, conta nuove funzionalità, e ora permette di suonare insieme ad altre persone collegate via wifi o Bluetooth in delle vere e proprie jam session, e registrare tutto come in studio. Per iMovie é stato implementato un sistema di montaggio più sofisticato con maggiore controllo su sequenze, fotogrammi e transizioni.
Arriva anche il nuovo iPhoto, con effetti, pennelli e una migliore gestione dell'archivio di immagini. Interessante la nuova interfaccia multitouch per operare sulle immagini e le capacità di analisi dell'immagine, che rendono iPhoto una applicazione di livello superiore alla precedente versione, vicina al mondo professionale.
  (07 marzo 2012)

martedì 6 marzo 2012

hahahahaha

Lombardia, indagato per corruzione il leghista Boni. I pm: “Più di un milione al partito” 

Ennesimo colpo per l'amministrazione Formigoni: il presidente del consiglio regionale accusato nell'ambito di un'inchiesta per tangenti urbanistiche. I pm Robledo e Filippini contestano mazzette per centinaia di migliaia di euro e ipotizzano che siano finite nelle casse del Carroccio. La replica: "Totalmente estraneo ai fatti, sono pronto a chiarire". Il Carroccio: "Valuteremo". Inquisito anche l'immobiliarista Zunino
Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo
Il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Davide Boni, della Lega Nord, è indagato dalla procura di Milano per corruzione. Ma i soldi, per un totale di circa un milione di euro, potrebbero essere finiti nelle casse del partito di Umberto Bossi. L’indagine per presunte tangenti in campo urbanistico è condotta dai pm Alfredo Robledo e Paolo Filippini che hanno fatto notificare all’esponente del Carroccio un avviso di garanzia.  Inquisiti anche un suo stretto collaboratore, Dario Ghezzi, per concorso in corruzione, e l’immobiliarista Luigi Zunino. A quanto emerge, l’inchiesta riguarda una serie di irregolarità nelle concessioni per aree edificabili, aree commerciali e immobili.

“Boni e Ghezzi utilizzavano gli uffici pubblici della Regione come luogo di incontro per concludere accordi nonché per la consegna dei soldi”, scrivono i pm Robledo e Filippini nel decreto di perquisizione. E stimano un giro di tangenti per circa un milione di euro, tra date e promesse, “girate” tra il 2008 e il 2010, anche se si sarebbero verificati episodi più recenti. Una parte delle mazzette, secondo gli inquirenti, potrebbe essere andata a  finanziare la Lega. I pm prefigurano una sorta di sistema finalizzato non all’arricchimento personale di chi intascava le tangenti, ma a foraggiare il partito.

Il grosso del denaro sarebbe stato utilizzato per “esigenze del partito”, mentre alcune mazzette di importo minore, secondo l’accusa, sarebbero state dirottate da Boni e Ghezzi ad altri esponenti della Lega per essere utilizzate nell’attivita’ politica.

Gli indagati sono sei: Davide Boni, Dario Ghezzi, l’architetto Michele Ugliola, il cognato di quest’ultimo Gilberto Leuci, l’ex assessore al Comune di Cassano d’Adda e attuale consigliere provinciale della Lega Marco Paoletti e l’ex sindaco di Cassano d’Adda Edoardo Sala.

Il coinvolgimento di Boni, infatti, deriva da una precedente  inchiesta su presunte tangenti che ha toccato i vecchi amministratori del Comune di Cassano D’Adda, in provincia di Milano. Inchiesta che aveva portato all’arresto dell’allora sindaco Sala. A dare impulso al nuovo filone investigativo sarebbero state una serie di dichiarazioni rese agli inquirenti dall’architetto Ugliola, coinvolto anche nel caso Montecity-Santa Giulia.  Le accuse al presidente del Consiglio regionale lombardo fanno riferimento al periodo in cui rivestiva l’incarico di assessore all’Urbanistica e Territorio della Regione Lombardia, tra il 2005 e il 2010.

Oltre a Ugliola, anche il leghista Paoletti avrebbe tirato in ballo Boni. Sia il presidente del Consiglio regionale lombardo che il suo collaboratore Ghezzi hanno subito perquisizioni operate dai militari della Guardia di Finanza. Quanto all’immobiliarista Zunino, sarebbe stato beneficiario di alcuni interventi urbanistici.

Boni, mantovano, leghista della prima ora,  ha immediatamente dichiarato la sua “totale estraneità” ai fatti contestati, offrendo “piena disponibilità a chiarire la mia posizione”.

Ancora una volta un’indagine per corruzione colpisce la Regione governata da Roberto Formigoni. Nei mesi scorsi sono finiti in carcere i pidiellini Massimo Ponzoni, segretario del Consiglio regionale ed ex assessore, e Franco Nicoli Cristiani, quest’ultimo vicepresidente del consiglio. E vicepresidente del consiglio era anche Filippo Penati, dirigente del Pd anche lui accusato di corruzione dalla Procura di Monza.

Ora tocca alla Lega fronteggiare politicamente un’inchiesta per corruzione. ”Sono aperte tutte le possibilità, ma al momento non c’è alcuna richiesta formale”, afferma il vicepresidente leghista della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, a proposito de un’eventuale richiesta di “passo indietro” a Davide Boni. “Spero – ha spiegato Gibelli – che Boni darà informazioni coerenti con quello che ci attendiamo: dopo, come partito, faremo tutte le valutazioni del caso”.
 
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Arriva l'iPad con display Hd
le indiscrezioni prima del lancio

Il nuovo tablet verrà presentato domani. Tra le novità il display Retina ad alta risoluzione, processore quad core e nuova fotocamera, il tutto supportato da batterie più efficienti. Il prezzo dovrebbe rimanere lo stesso della linea attuale. In arrivo anche iOs 6 di TIZIANO TONIUTTI

MANCA UN GIORNO per scoprire come Apple ha voluto la terza generazione di iPad. Le indiscrezioni più o meno a fuoco su cosa si vedrà domani si rincorrono ormai dall'uscita di iPad 2, e negli ultimi giorni tradizionalmente si intensificano. I parametri in gioco sono tanti: il nuovo display, il peso, come sarà il processore, se lo spessore aumenterà, se il tasto home sparirà. E poi ancora quando arriverà nei negozi, la durata della batteria, se avrà capacità LTE. Su tutti gli interrogativi ne regna sovrano uno: il prezzo resterà lo stesso? Domani alle 19 ora italiana, questi e altri misteri saranno svelati dal palco dello Yerba Buena center di San Francisco e Repubblica.it seguirà il lancio in diretta.

Ipotesi e realtà.
Qualche velata sicurezza c'è. Il nuovo tablet dovrebbe chiamarsi iPad HD anziché iPad 3, per sottolineare che il punto forte di questa terza generazione è il display ad alta risoluzione, 2048 x 1536 contro il 1024 x 768 dell'attuale iPad 2. Un salto considerevole che porterebbe la tecnologia "Retina" anche sul tablet, staccando nettamente la concorrenza. Nelle statistiche di alcuni siti web sono apparsi dati di dispositivi che hanno visualizzato il sito alla risoluzione di 2048 x 1536, ed è difficile non pensare a test sul campo del nuovo iPad.

IMMAGINI: ASPETTANDO IPAD HD 1

Prezzi e potenza. Secondo tutte le voci più accreditabili, i prezzi di iPad HD dovrebbero rimanere gli stessi dell'attuale iPad 2, con le medesime pezzature di memoria, 16, 32 e 64 gigabyte. Ma c'è anche chi accenna all'arrivo di un iPad Hd da 128 gigabyte, perché inevitabilmente i file video in alta risoluzione che il nuovo display può mostrare, occuperanno più memoria. Il processore centrale dovebbe proprio essere l'atteso quad-core A6, anche se in Rete sono comparse immagini di un fantomatico A5X, un passaggio evolutivo nei processori Apple, verso l'A6. Uno scenario che fa pensare alla possibile introduzione di un chip più potente nell'attuale iPad 2, che rimarrebbe sul mercato dopo un taglio di prezzo. Ma l'A5x potrebbe anche essere il cuore di un prossimo iPad 2s, una versione aggiornata dell'attuale. O forse anche di un nuovo Mini-iPad (o Nano? Chissà) che dovrebbe essere presentato più in là, con display da 7 pollici. Una versione ridotta del tablet che Steve Jobs non avrebbe mai voluto, ma che per Cupertino è essenziale per combattere il Kindle Fire di Amazon e competere nella fascia di prezzo più bassa.

Come sarà. Anche se lo spessore dovrebbe aumentare di circa un millimetro, la percezione per l'utente sarà quella di un tablet indistinguibile, da spento, rispetto a iPad 2. Il tasto home, che molti davano per spacciato, dovrebbe rimanere saldamente al suo posto e iPad Hd sarà individuabile esteticamente per la fotocamera più grande. Questa dovrebbe essere da 8 megapixel come quella di iPhone 4s, ma nei prototipi degli chassis finora visti non c'è traccia della predisposizione per il flash. Le smart cover attuali saranno utilizzabili anche su iPad HD. Anche la batteria dovrà necessariamente essere più capace, per alimentare il display e l'eventuale tecnologia LTE, che il nuovo iPad probabilmente porterà in dote, forse all'inizio solo per il mercato americano. Il peso del tablet dovrebbe rimanere quello di iPad 2.

Quando arriverà. Dopo la presentazione, Apple in genere rende disponibili i prodotti nello store e nei negozi dopo circa una settimana. Il nuovo iPad potrebbe quindi essere disponibile dal 12 marzo in poi, probabilmente non oltre il 16. Il problema semmai sarà nel mantenimento numerico della produzione a fronte della richiesta, perché sono diverse le voci che vedono i partner della mela in difficoltà nel soddisfare la domanda di Cupertino per quanto riguarda la produzione dei display Hd per il nuovo tablet. Che tra l'altro potrebbe non essere l'unico prodotto che verrà presentato domani. Di sicuro si vedranno le novità del prossimo iOs, la versione 6.0. E poi i bookmaker puntano su una nuova Apple Tv, o possibili nuovi iPod. La tradizionale "One more thing" potrebbe essere un accenno a OsX Mountain Lion, la prossima versione del sistema operativo per Mac che arriverà a giugno.
 
(06 marzo 2012)

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Montezemolo e il distacco Ferrari
"Devo rimediare in tempi brevi"

GINEVRA (Svizzera), 6 marzo 2012

Il Presidente del Cavallino da Ginevra: "Spero non sia vero che all'inizio ci sarà da soffrire, ma vorrei capire il perché e, in tempi veloci, come sistemare le cose"

Luca di Montezemolo, 64 anni, presidente della Ferrari. Reuters
Luca di Montezemolo, 64 anni, presidente della Ferrari. Reuters
Dal salone dell'auto di Ginevra, il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, presente insieme a John Elkann e Sergio Marchionne, vertici del Gruppo Fiat, in occasione della presentazione alla stampa della F12 Berlinetta, la vettura stradale del Cavallino più performante di sempre, ha parlato di F.1 e della monoposto di Maranello. "Questa F.1 non mi piace - ha detto Montezemolo -. L'aerodinamica incide per il 90 per cento, e soltanto il kers consente degli sviluppi da applicare alla produzione per le vetture da strada". Poi si passa alle note dolenti di una Ferrari, emersa dai test di Jerez e Montmelò piuttosto in ritardo: "Spero non sia vero che ci sarà da soffrire all'inizio, anche se Alonso dice sempre cose obiettive - ha tuonato Montezemolo -, vorrei capire il perché e soprattutto capire in tempo, in tempi brevi, come rimediare".
Dal nostro inviato
Marco Nicolucci© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Parte il "Treno verde 2012"
in un Italia dall'aria malata

I dati presentati da Legambiente sulla qualità dell'aria nella principali città della penisola sono ancora molto negativi. Ecco la mappa dell'inquinamento. Le tappe del convoglio ecologico di VINCENZO FOTI

ANCORA cattiva la qualità dell'aria nel nostro Paese. Ossidi di azoto, ozono troposferico, ma soprattutto pm10 continuano a soffocare le nostre città e a farci ammalare. Da gennaio, sono 27 i capoluoghi italiani che hanno già esaurito i 35 superamenti annuali del limite medio giornaliero di emissioni (50 µg/m3). Sul podio ci sono Parma, Cremona e Vicenza con rispettivamente 52, 47 e 46 giorni di "malaria". Seguono a ruota Alessandria, Brescia, Verona e Vercelli. Al Centro-Sud le più inquinate sono Frosinone e Benevento, dove sono stati rilevati rispettivamente 44 e 38 sforamenti dei valori limite. Questo, sintesi, il verdetto pronunciato da Legambiente 1 durante la presentazione del Treno Verde 2012, che dal 7 marzo al 6 aprile ritornerà a girovagare per l'Italia. Ecco le tappe: Potenza (7-9 marzo), Napoli Centrale (10-14 marzo), Roma San Pietro (15-19 marzo), Grosseto (20-22 marzo), Genova Piazza Principe (23-27 marzo), Milano Porta Garibaldi (28-31 marzo), Venezia Santa Lucia (1-4 aprile), Ancona (5-7 aprile).

Giunto alla 23esima edizione, il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane tasterà il polso alle nostre città per sottolineare quanto il trasporto su gomma sia ormai insostenibile e l'urgenza di passare a quello su rotaia. Intervenire sulle principali fonti di emissione (anzitutto il traffico), ridurre le emissioni stesse, promuovere le energie pulite, l'efficienza e il risparmio energetico, contrastare il consumo di suolo e ridurre i consumi sono gli obiettivi di quest'anno. In ogni sosta, il Treno Verde rileverà i dati sulla qualità dell'aria e sui livelli di rumore tramite il laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di Rete Ferroviaria Italiana, la società dell'infrastruttura del Gruppo Fsi. Inoltre, effettuerà ulteriori monitoraggi sulla concentrazione delle polveri sottili anche in altre zone delle città visitate. Per completare il check - up atmosferico, in aggiunta ai valori del pm10 e pm2,5, saranno raccolte informazioni sulle concentrazioni nell'aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

L'iniziativa si presenta come un tracciato interattivo e multimediale articolato in tre carrozze. Sulla prima c'è un percorso simulato per raggiungere il proprio quartiere e la propria abitazione sperimentando diverse soluzioni: a vincere saranno le più sostenibili cioè quelle che permettono di risparmiare stress ed emissioni di CO2, nonché di recuperare tempo e denaro. Entrando nella seconda carrozza, con l'ausilio di ben dieci aree tematiche, prosegue il viaggio nell'evoluzione architettonica e urbanistica di una città contemporanea, seguendo i canoni adottati in tutto il mondo e basati su pratiche a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica. Nella terza carrozza il focus passa dalla città alla casa, trasformando le abitudini domestiche in un micro-mondo sostenibile caratterizzato da bassi consumi energetici e da prodotti eco-friendly.

"Con l'edizione 2012, il Treno Verde partecipa all'anno internazionale dell'energia sostenibile per tutti promosso dall'Onu", spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. "L'adesione rientra nelle iniziative di Legambiente verso Rio+20, un appuntamento significativo per raggiungere obiettivi di sostenibilità globale. Riteniamo che il contributo dato dalle realtà urbane sia determinante per porre in essere stili di vita e tecnologie compatibili con la tutela ambientale e con uno sviluppo economico lungimirante". Anche le Fsi parteggiano per l'ambiente. "Due sono i principi  -  dice il numero uno Mauro Moretti  -  che guidano la politica ambientale di Ferrovie dello Stato Italiane: sostenere e massimizzare i vantaggi del trasporto su ferro e ridurre il più possibile gli impatti ambientali. Far viaggiare i treni e costruire ferrovie costituisce oggi una scelta vincente e virtuosa per l'ambiente, per l'economia e per la società".
(06 marzo 2012)

giovedì 1 marzo 2012

hahahaha

 Ferrari, sono test chiave
Per ora McLaren davanti

MONTMELO’ (Spagna), 1 marzo 2012

In pista le F.1 per quattro giorni fondamentali in vista della prima gara in Australia. Le rosse devono capitalizzare quanto appreso nell'ultima sessione per far crescere la F2012. Alla pausa comanda Button

Massa in azione con la F2012. Ap
Massa in azione con la F2012. Ap
Si è aperta a Barcellona l’ultima quattro giorni di test invernali della F.1, con in pista tutte le scuderie tranne la Marussia, che non ha passato i crash test e diserterà l’intera sessione, e la Hrt, che dovrebbe far debuttare la nuova monoposto domenica. Grande attesa per vedere se finalmente le ultime modifiche apportate consentiranno alla Ferrari di uscire dall’anonimato di questo inverno per proporsi come seria sfidante della Red Bull.
tubo PITOT — Anche questa mattina, però, con Felipe Massa al volante sono proseguite le prove di aerodinamica, con l’utilizzo sul cupolino del tubo di Pitot per rilevare dati, nonché della vernice gialla per studiare i flussi. Alla pausa pranzo il miglior tempo è l’1’23”510 realizzato da Jenson Button con la McLaren. Per lui però soltanto 27 giri. Alle spalle dell’inglese la Sauber di Sergio Perez (1’23”820), quindi la Lotus di Romain Grosjean (1’23”959), tornata in pista dopo i cedimenti del telaio che l’hanno fermata la scorsa settimana e la Mercedes di Nico Rosberg (1’23”992). Ottavo tempo per Massa (1’24”318), a 0”808 dalla McLaren.
AUSTRALIA A RISCHIO — Intanto Bernie Ecclestone non ha mancato di ribadire come il GP d'Australia sia sempre più a rischio, definendolo come il "meno vitale" fra tutte le gare del Mondiale. Il boss del Circus ne ha parlato in un'intervista al quotidiano The Age. Melbourne ospiterà anche quest'anno la gara inaugurale della stagione. In futuro, però, le cose potrebbero cambiare. "Abbiamo un contratto che rispetteremo, perciò fino al 2015 siamo a posto. Ma dopo davvero non lo sappiamo - dice Ecclestone - se dovessimo divorziare dai nostri amici di Melbourne probabilmente lasceremmo l'Australia. Se Melbourne non potrà ospitare una gara non vedo come potrebbero farlo Adelaide o altre città".
dal nostro inviato
Paolo Ianieri© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Allarme per gli oceani malati
non sono mai stati così acidi

I mari stanno assorbendo circa un quarto delle emissioni di CO2 rilasciate nell'atmosfera, abbassando notevolmente il pH della propria superficie: aumenta la presenza di CO2 nell'atmosfera e aumenta la velocità con cui si dissolve nell'acqua di mare, promuovendone l'acidificazione

NEW YORK - Il livello di anidride carbonica (CO2) negli oceani non è mai stato così alto: è quanto dimostra uno studio che ha ricostruito per la prima volta l'andamento dell'acidificazione degli oceani, dovuta all'anidride carbonica, nel corso degli ultimi 300 milioni di anni. Il lavoro, pubblicato su Science, si deve a un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Barbel Honisch, della Columbia University.

Secondo i ricercatori, dal momento che i dati attuali relativi alla CO2 in atmosfera sembrano non avere precedenti storici non è chiaro come in futuro il fenomeno influenzerà l'acidità degli oceani e quali potrebbero essere le conseguenze. "Sappiamo che la vita durante gli eventi passati di acidificazione degli oceani non è stata spazzata via, nuove specie si sono evolute per sostituire quelle estinte. Ma se le emissioni di carbonio industriali continueranno al ritmo attuale, potremmo perdere organismi come barriere coralline, ostriche e salmoni", ha osservato Honisch.

Esaminando i dati relativi agli ultimi 300 milioni di anni, i ricercatori hanno individuato un periodo nel quale la quantità CO2 è aumentata nell'atmosfera, anche se non velocemente come oggi. Il periodo, chiamato Paleocene-Eocene Thermal Maximum (Petm), risale a 56 milioni di anni fa e i ricercatori hanno osservato che nell'arco di circa 5.000 anni il carbonio è misteriosamente raddoppiato nell'atmosfera, facendo aumentare le temperature medie globali di circa 6 gradi e cambiando drammaticamente il panorama ecologico.

Come risultato si estinsero metà degli organismi unicellulari della specie di foraminiferi bentonici e ciò "potrebbe suggerire che anche gli organismi della catena alimentare superiore potrebbero essere scomparsi", ha osservato una delle autrici, Ellen Thomas, della università di Yale. I ricercatori stimano che durante questo periodo il Ph marino sia sceso di 0,45 unità e di conseguenza gli oceani sono diventati più acidi. Negli ultimi cento anni la CO2 atmosferica è aumentata di circa il 30% e il Ph oceanico è diminuito di 0,1 unità, arrivando a 8,1, un tasso di acidificazione, osserva Honisch, almeno 10 volte più veloce rispetto a quello di 56 milioni di anni fa. (01 marzo 2012)

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Mobile World 2012, sfida mondiale
Schmidt: "No alla casta digitale"

A Barcellona nuovi prodotti e strategie per l'industria dei dispositivi connessi. Samsung punta sulla scalabilità di os e app e gioca dei jolly, Blackberry sulle applicazioni verticali per aziende e scuole. Cina e India lavorano sulla potenza e i costi, con i quad core Huauei e Zte. Il chairman di Google: "Colmeremo il digital divide". Assenza strategica di Apple dal nostro inviato TIZIANO TONIUTTI

BARCELLONA - Il Mobile World Congress 2012 si chiude dopo una settimana all'insegna delle nuove tecnologie portatili. Da Plaza de Espana al palazzo Reale, il radioso centro della città catalana è impazzito di bit in download e upload, vaganti per le centinaia di reti wireless nell'area dell'expo. Ma anche coi network 3G oberati di trasmissioni di testi, immagini e video dai padiglioni dell'expo, tutto sommato la mancanza di nuove tecnologie di trasmissione già esistenti altrove (LTE in Usa é realtà) non si è fatta avvertire più di tanto: quello che si è percepito più chiaramente chiaramente in questi giorni é come internet sia uscita dal recinto dei computer per sempre. E che nel giro di poco, anche grazie al protocollo Near Field Communication (che consente lo scambio di dati per una molteplicità di usi), ogni oggetto quotidiano avrà il suo spazio nella rete, connesso con tutti i dispositivi che accetteranno di scambiare informazioni. Lavoro, scuola, cultura, passioni, tutto passa attraverso i connected device, dispositivi connessi da una parte alla Rete e dall'altra alla vita delle persone.

Schmidt: "No alla casta digitale". La coda umana per assistere al keynote del chairman di Google ha ricordato la fila di "o" che compaiono nel nome del motore di ricerca, quando restituisce le pagine dei risultati. Sembra non finire mai, e del resto il discorso di Schmidt era uno degli eventi più attesi di tutta l'expo. E il chairman di Google non ha deluso le attese: "Il mondo deve agire ora per evitare l'insorgenza di una nuova casta digitale", ha detto Schmidt, individuando subito l'argomento: il digital divide. "Cinque miliardi di essere umani su sette hanno ancora scarso accesso al web, e il futuro appartiene a chi adotta prima le tecnologie. Che rappresentano il potere puro. Avere uno smartphone è un passo verso la connettività, ma lo smartphone da solo non permette di essere online", ha spiegato Schmidt sottolineando l'importanza dell'infrastruttura digitale: "Nei prossimi dieci anni ci saranno dei miglioramenti nell'ambito della connettività, ma ci sono dei limiti a quanto potrà essere fatto entro il 2020". Anche se la sua visione incorpora elementi di innovazione teorica: "Anche un lieve innalzamento nei livelli di connettività può cambiare la vita delle persone. E dove non c'è la banda larga o le infrastrutture, i piccoli gruppi sociali possono organizzarsi in piccole reti P2P, condividendo l'accesso, e utilizzando l'energia solare. In un mondo così connesso, sarà più facile per le persone ribellarsi ai regimi, come ci ha dimostrato la primavera araba". Il discorso di Schmidt è stato allo stesso tempo politico e tecnico. "I governi proveranno a controllare l'innovazione e la Rete, ma falliranno. La tecnologia è un'agente parificatore, anche se le elite esisteranno sempre, i cittadini saranno più partecipi e consapevoli. E chi non ha niente, potrà avere. Google vuole costruire un mondo in cui ognuno abbia la possibilità di essere connesso", ha concluso Schmidt, riferendosi alla visione dell'azienda ma anche alla spinta che Google sta imprimendo ad Android.

Samsung. Ma sul fronte dei prodotti, chi ha "vinto" il Mobile World 2012? Dipende dalle categorie di gara. Certamente per consolidamento dell'offerta e risveglio della proposta, i due fenomeni più interessanti sono Nokia e Samsung. I finlandesi per  l'attacco combinato 1 al mercato insieme a Microsoft, con quattro prodotti Lumia/Windows Phone in catalogo, applicazioni per la fruizione di contenuti (musica e news/libri) di livello assoluto, e una rinnovata linea low cost. Nokia ha vinto il premio per il miglior smartphone al Mwc 2012 con l'808 Pureview da 41 megapixel. Ma Samsung, premiata come miglior produttore di dispositivi, spicca per l'offerta complessiva e la tendenza a innovare in un contesto dove la concorrenza è spietata: lo scenario dei prodotti Android. Ed è l'unico modo per mantenere una posizione. Hankil Yoon, vice presidente per la product strategy di Samsung, ha ammesso che sul fronte dei tablet le cose non vanno benissimo, in termini di vendite. Ma l'azienda spinge per delimitare un suo ruolo inimitabile nello scenario, e i nuovi prodotti "Phablet", i Galaxy Note da 5 e 10 pollici, ibridi tablet-smartphone potrebbero essere determinanti, anche perché la reazione del mercato è interessante. I Galaxy Note si configurano oltre che come normali "connected device" come strumenti educativi e professionali di qualità e l'azienda ha appena rilasciato le librerie di programmazione per la penna elettronica che li contraddistingue, aprendo nuovi possibili scenari di applicazione. Al Mwc 2012, Samsung ha mostrato un range di prodotti che va dallo smartphone economico ma performante (i nuovi Galaxy Ace II e Mini), il nuovo Galaxy Tab 10.1 dal grande e brillante display.  Android è "rivestito" dall'interfaccia proprietaria dei coreani,  e l'hardware è già pronto ad accogliere l'arrivo della prossima versione dell'Os Google in autunno.

Blackberry. Il sistema operativo 2.0 2 per il tablet Playbook e il 10 per gli smartphone sono per i canadesi di Research in motion le chiavi per riprendersi dalle recenti defaillance negli Stati Uniti. Ma quello di Blackberry rimane un marchio forte in Europa, Asia e Medio Oriente, dove la diffusione dei dispositivi è notevole e la base di utenza molto consistente. "Il multitasking del Playbook 2.0 è il punto focale della proposta Blackberry", dice Alberto Acito, managing director di Rim, "e le applicazioni verticali permettono di utilizzare il tablet in contesti che variano dal professionale all'educational", spiega. In mostra al Mwc 2012, Blackberry aveva delle demo convincenti di sinergizzazione e scambio di contenuti in tempo reale, ideale in azienda ma anche in un modello scolastico. Su un altro fronte, a Barcellona Rim ha anche mostrato una Porsche, i cui sistemi di controllo e di display completamente controllate dall'Os Blackberry. Quello del digital automotive è un settore piuttosto seguito da Rim, che Acito individua come strategico. 

Huawei. L'attacco cinese al mobile market è particolarmente evidente quest'anno, con le novità di Zte, che ha annunciato una partnership con Intel, come anche gli indiani di Lava. E poi c'è Huawei, colosso delle reti, ora anche concorrente per lo stesso titolo nell'ambito del mobile consumer. La Cina sembra aver colmato il gap che separa l'industria dall'enterprise e ora stringe accordi di produzione sì, ma anche di collaborazione nello sviluppo di tecnologie e prodotto, e inizia a spingere con forza i suoi brand. Huawei è molto attiva, e ha mostrato una nuova e vasta gamma di smartphone Android fortemente connotati dalla potenza elaborativa. C'è anche un tablet quad-core, il Mediapad 10, basato su Android 4, pronto per il 5 e con uno chassis modello unibody, nel solco di Apple. I nuovi smartphone dell'azienda cinese offrono specifiche di rilievo indiscutibile, processori a quattro core anche in tasca oltre che nel tablet per l'Ascend D quad, che secondo l’azienda è "il più veloce sul mercato". Caratteristiche di livello elevato (video a 1080p, Dolby surround, scheda grafica dedicata e quindi indicata per i videogiochi, display da 4.5 pollici a 720p), il D Quad appare particolarmente efficiente dal punto di vista energetico, con una batteria 1800mAh, che secondo Huawei dura il 30% in più rispetto alle omologhe grazie all'ottimizzazione del software e dell'hardware del telefono. Nella stessa linea Ascend c'è il D quad XL con batteria da 2500mAh, e il più piccolo Ascend D1.

Panasonic. Il ritorno di Panasonic 3 nel mondo mobile avviene per via di Eluga, uno smartphone elegante e già waterproof, la tendenza prossima ventura nel settore, e per ora un elemento unico. Ma non è una puntata di prova in un nuovo mercato: ma a guardare le mosse dell'azienda negli ultimi tempi, i progetti di Panasonic sono molto chiari,  e tracciano la definizione di un sistema integrato di dispositivi, dal televisore per la casa allo smartphone per la mobilità, tutti in grado di comunicare tra loro. Qualcosa che Samsung sta già sperimentando, e il probabile schema d'attacco di Apple per la prossima stagione di prodotti. Eluga è uno smartphone sofisticato, basato su Android, molto sottile e decisamente di fascia alta. E' il primo di una serie di modelli, e lo stile ricercato e la peculiarità dell'oggetto possono rappresentare un buon cavallo di troia per entrare nel mercato.

Apple. L'azienda di Cupertino, assente dal Mcw 2012, ha ricevuto un premio per iPad 2, che guadagna il titolo di "miglior tablet" tra quelli in commercio. Ma la defezione della mela non è casuale: il 7 marzo verrà svelato iPad 3, terza generazione della tavoletta più venduta del mondo. E già durante l'expo, sul web hanno iniziato a rincorrersi le voci sulle possibili innovazioni impreviste del nuovo dispositivo, dopo quelle già date per certe come il display ad alta risoluzione e la fotocamera migliorata. E anche senza esserci, Apple comunque ha ottenuto un importante e strategico risultato di comunicazione.

(29 febbraio 2012)
 
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No Tav, blocchi e manifestazioni in tutta Italia contro la Torino-Lione: “Occupiamo tutto” 

Centinaia di attivisti solidali con il movimento della Valsusa da Milano a Cosenza. Bloccata l'autostrada A32, occupata la tangenziale di Bologna, fermi per venti minuti i treni a Torino Porta Nuova e Genova Brignole
La protesta davanti alla sede del Pd a Roma
Autostrada A32 Torino-Bardonecchia bloccata in entrambe le direzioni, tangenziale di Bologna paralizzata, stazione ferroviaria di Torino occupata: sono solo tre delle situazioni che si stanno vivendo in tutta Italia, dove le manifestazioni degli attivisti No Tav continuano a tener banco. Da Roma ad Ancona, da Trieste a Firenze, da Brescia a Bergamo, per finire a Napoli e Genova le scene sono sempre le stesse: tangenziali occupate, stazioni ferroviarie militarizzate e traffico impazzito. L’altra faccia dell’azione dimostrativa, tuttavia, ha un risvolto lieto: al momento, infatti, non si registrano né scontri violenti né incidenti tra forze dell’ordine e manifestanti.

Ciò che avrebbero fatto i No Tav, del resto, era già ampiamente preventivabile. ”Occupiamo tutto” è stato lo slogan che dalle 18 ha guidato le proteste No Tav organizzate in tutto il Paese. E si concentreranno in blocchi stradali e occupazione di stazioni ferroviarie. Per alcuni però la mobilitazione è scattata prima. A Roma nel pomeriggio è stata occupata con un rapido blitz la sede del Partito democratico. Poi, in serata, un gruppo di attivisti dei ha bloccato il traffico in via Prenestina a Roma sfilando in corteo. I manifestanti, alcune decine, erano partiti da Porta Maggiore. Durante il corteo, bruciati qualche cassonetti, con i vigili del fuoco impegnati a spegnere le fiamme.

E un’ora prima dell’ora ‘X’ un gruppo di manifestanti dei centri sociali, militanti di Rifondazione Comunista e studenti dell’Università della Calabria, ha occupato i binari della stazione ferroviaria di Paola, nel cosentino, bloccando la circolazione dei treni a cominciare da un Intercity diretto a Roma. Proprio la partenza dell’Intercity, ha chiarito uno dei manifestanti, ha fatto anticipare di un’ora la manifestazione rispetto all’orario fissato a livello nazionale. Oltre a cori e slogan, i manifestanti hanno sistemato una bandiera dei No Tav davanti alla statua di San Francesco di Paola che si trova poco lontano dallo scalo ferroviario. Il traffico ferroviario è ripreso regolarmente intorno alle 19.

Tra i primi manifestanti a radunarsi, un centinaio di attivisti a Palermo che hanno bloccato lo svincolo di via Oreto e l’ingresso all’autostrada A19 Palermo-Catania. Il traffico prosegue a rilento. “Stiamo manifestando per essere solidali – spiega Gabriella, una attivista – con i nostri compagni del nord che stanno facendo una battaglia giusta. Siamo contro le violenze della polizia e di tutte le forse dell’ordine che vogliono così sedare la lotta popolare”. Hanno esposto uno striscione che solidarizza con le popolazioni della Val di Susa e stigmatizza la “violenza di Stato”.

Anche a Torino una trentina di persone ha bloccato lo svincolo di Corso Francia della tangenziale, nel Comune di Rivoli. I manifestanti hanno distribuito volantini agli automobilisti, che per tutta risposta hanno contestato l’occupazione, che si ripete da tre giorni. Circa duecento manifestanti No Tav, che si erano raccolti in presidio sotto la sede Rai di Torino, hanno bloccato via Verdi e la vicina via Rossini e un corteo di circa 300 persone si è diretto in centro città. I manifestanti, in corteo si stanno dirigendo verso il centro cittadino. L’intenzione dei manifestanti, che scandiscono slogan come “andate via, la Valle non vi vuole” e “la Valsusa paura non ne ha”, prima di raggiungere la stazione ferroviaria di Porta Nuova. Qui gli attivisti si sono seduti sulle banchine del binario 17, dove è stato bloccato un Frecciarossa che si era appena messo in movimento. Altri si sono sparpagliati sui diversi binari dello scalo ferroviario, bloccando, di fatto, tutta la circolazione a Torino Porta Nuova per almeno venti minuti. Successivamente gli attivisti hanno liberato di loro spontanea volontà i binari.

A Bergamo, invece, è in corso un corteo non autorizzato di circa 40 persone, che hanno sfilato dalla circonvallazione fino al centro città, rallentando il traffico. A Porta Nuova i manifestanti si sono uniti ad altre 50 persone che stanno manifestando sempre contro la Tav in piazza Vittorio Veneto. Per circa 15 minuti i manifestanti hanno bloccato il traffico nel centro della città. La protesta è comunque sempre rimasta pacifica e ora, scortato dalle forze dell’ordine, il corteo si sta dirigendo verso la stazione, dove è annunciato lo scioglimento.

I centri sociali del nord-est, inoltre, hanno organizzato un corteo davanti alla stazione ferroviaria di Padova contro la Tav in Val di Susa. A darsi appuntamento – secondo la Digos – circa 400 giovani che si sono ritrovati nel capoluogo euganeo nel tardo pomeriggio. I manifestanti hanno esposto striscioni contro la realizzazione dell’opera, lo sperpero di denaro e la devastazione del territorio, chiedendo alle ferrovie un servizio adeguato e meno costoso per pendolari e studenti. La manifestazione ha provocato rallentamenti del traffico urbano e qualche disagio ma non sono stati segnalati problemi di ordine pubblico.

Raduno in stazione centrale per le proteste a Milano, dove circa 150 ragazzi dei centri sociali hanno tentato di avvicinarsi ai binari e sono circondati dalle forze dell’ordine. Hanno portato anche alcuni striscioni e gridano slogan come “Giù le mani dalla Val Susa” e “Via, via, la polizia”. Nessuno scontro con le forze dell’ordine e alle 19 gli attivisti hanno lasciato la stazione per dirigersi verso piazzale Loreto.

Diverso il discorso a Brescia, dove un gruppo di No Tav ha bloccato il treno regionale delle 19.39 in partenza dal secondo binario della stazione. Circa trenta persone stanno occupando le rotaie. “Venti miliardi di euro sono stati sottratti alle risorse pubbliche. Risorse che andrebbero usate per i bisogni della collettività, non per arricchire una lobby di costruttori” dicono i manifestanti. Dopo un paio di ore, i manifestanti hanno liberato i binari ed hanno formato un corteo diretto nel centro della città.

A Firenze invece c’è stato un blitz non autorizzato di manifestanti in una zona della città poco distante dalla stazione ferroviaria di Campo di Marte, dove alcune decine di No Tav hanno bloccato la circolazione, occupando la sede stradale e via degli Artisti. Ci sono code che si stanno ripercuotendo su tutta la viabilità della zona. Sul posto massiccia presenza di carabinieri, polizia, vigili urbani e anche mezzi di soccorso. Nella zona stanno affluendo altri esponenti. Manifestazione non autorizzata, inoltre, nella zona di Ponte al Pino, dove alcune decine di No Tav hanno bloccato la circolazione, occupando la sede stradale e via degli Artisti. In serata, poi, i manifestanti sono diventati oltre 300. E’ presidiato dai blindati e da agenti in assetto anti-sommossa il cantiere del sottoattraversamento Tav di Ponte al Pino. Per ora nessun manifestante si è avvicinato alla stazione di Campo di Marte.

Ad Ancona, i No Tav che hanno cercato di entrare nella stazione ferroviaria sono stati respinti da “cariche a freddo”. Lo denuncia uno dei partecipanti alla manifestazione: “Neppure il tempo di cominciare il presidio di fronte alla stazione che la polizia ci ha caricato a freddo: ci sono anche alcuni feriti”. Secondo fonti di polizia è stato posto uno sbarramento come da prassi. Ora i manifestanti sono raggruppati all’esterno della stazione con i reparti antisommossa schierati.

A Genova circa 150 attivisti hanno bloccato la circolazione in via Roma, di fronte alla Prefettura, in pieno centro. Ritmando la protesta con alcuni tamburi, hanno lanciato numerosi slogan contro il progetto di treno ad alta velocità. Tra i manifestanti c’è anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo, ucciso durante il G8 di Genova nel 2001: “Assurdo pensare di premiare un carabiniere che ha fatto il suo dovere”, ha detto in merito all’encomio assegnato al militare che non ha replicato alle provocazioni verbali di un No Tav sulla A32. In serata, invece, tensione tra forze dell’ordine e manifestanti: la stazione di Brignole è stata chiusa dopo che un gruppo di una trentina di attivisti è riuscito a occupare un binario, dove è in sosta un treno. Inferociti i passeggeri. Tra forze dell’ordine e no tav vi sono stati brevi scontri. Il traffico ferroviario è rimasto bloccato per circa venti minuti.

A Bologna gli attivisti hanno fatto irruzione al punto informativo di Rete ferroviaria italiana di via Carracci, a ridosso dell’ingresso posteriore della stazione, accesso attualmente chiuso per i lavori della alta velocità. In serata, invece, circa 400 persone sono partite da Piazza Maggiore in direzione delle due Torri. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta “Blocchiamo tutto! Siamo tutti no tav” del centro sociale Tpo e un altro del laboratorio Cres con su scritto “Giù le mani dalla Val di Susa. Siamo tutti valsusini”. Il corteo, poi, dopo aver sfilato lungo le vie del centro, punta ora ad occupare la Tangenziale di Bologna. “Tangenziale, tangenziale” è lo slogan che urlano i militanti. Diversi gli slogan contro l’attuale governo, definito “politico” e i cori di solidarietà per i manifestanti della Val di Susa rimasti coinvolti negli scontri con le forze dell’ordine. Il corteo (quasi mille persone) ha percorso la parte esterna dei viali di circonvallazione causando blocchi del traffico, per poi imboccare via Stalingrado in direzione dell’imbocco della Tangenziale, immediatamente bloccata intorno alle 20.30. Una parte dei manifestanti, inoltre, si sta dirigendo verso la vicina autostrada. Molti i cori sulla “Val di Susa Libera” e contro Giancarlo Caselli, il procuratore capo di Torino accusato di criminalizzare il movimento No Tav.

Mentre è iniziata a Bussoleno, nella piazza del mercato, l’assemblea dei movimenti No Tav per concordare le prossime iniziative di protesta contro la Torino-Lione. A partecipare un centinaio di persone che durante l’incontro hanno espresso solidarietà a Federico Cambursano, il giovane arrestato. “Dobbiamo stringerci intorno a Federico – ha detto Mario Solara, attivista no tav e vicino di casa del ragazzo – una persona dolcissima, un ragazzo fragile, indifeso che non sarebbe capace di fare del male a mezza mosca. Federico – ha concluso – ha bisogno del nostro sostegno, non lasciamolo solo”. All’assemblea ha preso parte anche il leader storico del movimento Alberto Perino, che si è presentato con un braccio fasciato per la frattura del gomito e si è limitato a dire: “Vogliono che torniamo a casa ma noi non ci ritorneremo. Li faremo impazzire tutti”. L’assemblea ha quindi deciso di organizzare un corteo ed un presidio a Bussoleno. In serata, invece, sull’A32 Torino-Bardonecchia circa settecento manifestanti hanno occupato e bloccato entrambe le carreggiate dell’autostrada a cinque chilometri dall’uscita di Susa, all’altezza della galleria “Prapontin”. La circolazione è stata interrotta tra Susa e Avigliana. Contemporaneamente stanno cercando di prevenire l’arrivo delle forze dell’ordine, posizionando reti e tronchi d’albero all’altezza di una galleria e smontando anche i guard-rail dell’arteria. Sul posto, due idranti della polizia. Immediati i problemi alla circolazione, con una lunga fila di tir creatasi a causa del blocco. Altri No-Tav hanno bloccato la vicina statale 24.

A Trieste, invece, un gruppo di manifestanti sta creando difficoltà al traffico nel centro della città. Dopo aver protestato in piazza Unità d’Italia, i No Tav, pur senza autorizzazione, stanno sfilando in un breve corteo non autorizzato, bloccando di tanto in tanto una strada o una piazza creando così grande disagio alla circolazione stradale. Dopo aver occupato corso Italia, il gruppo si è spostato nella vicina piazza Goldoni. A Napoli in cento hanno bloccato per alcuni minuti (circa trenta) il traffico dell’alta velocità poi in corteo hanno lasciato la stazione, seguiti a vista dagli agenti di polizia.

Da registrare, inoltre, un nuovo attacco degli hacker di Anonymous in sostegno del movimento No Tav. Dopo aver bloccato nei giorni scorsi i siti di carabinieri e polizia, oggi i pirati informatici hanno reso impossibile collegarsi ai siti di Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino. L’azione è stata rilanciata da militanti No Tav e sostenitori su twitter e altri social network.