lunedì 14 maggio 2012

che SUPERBIKE......

 BMW, trionfo e patatrac
A segno Melandri e Rea

DONINGTON (Gran Bretagna), 13 maggio 2012

A Donington primo successo per la casa tedesca grazie all'italiano, che in gara-2 si autoelimina con il compagno Haslam all'ultima curva, lasciando la vittoria all'inglese. Biaggi, 2° in gara-2, in testa al mondiale con 5 punti su Sykes, due volte 3°. Rossi: "Che show la Superbike, ma voglio restare altri anni in MotoGP"

Marco Melandri sulla sua Bmw nel circuito di Donington, in Gran Bretagna. Ansa
Marco Melandri sulla sua Bmw nel circuito di Donington, in Gran Bretagna. Ansa
Marco Melandri ha regalato alla BMW una storica affermazione nella prima gara del quinto round del campionato mondiale Superbike a Donington. E' stata una giornata storica per la BMW che battezza il primo successo dall'esordio 2009. Il trionfo del colosso tedesco però è stato offuscato dal patatrac all'ultima curva di gara due quando una spericolata manovra di Jonathan Rea (Honda) ha fatto cadere Leon Haslam, seconda guida BMW, che a sua volta ha travolto Melandri finito largo. Le due BMW, avviate verso una nuova doppietta, sono rocambolescamente uscite di scena con Rea che ha vinto la seconda gara dell'anno riportando la Honda in gioco per il Mondiale. Nella confusione Max Biaggi ha salvato il secondo posto e il primato nel Mondiale con 5 punti di vantaggio su Tom Sykes finito alle sue spalle. Melandri adesso è quinto a -31 punti dal rivale italiano. A Melandri resta comunque la gioia della quinta vittoria della carriera in Superbike sullo stesso tracciato che aveva battezzato la prima volta un anno fa con la Yamaha.
gara-1 — La prima corsa aveva offerto uno spettacolo eccezionale con le due BMW di Leon Haslam e Marco Melandri a giocarsi il primato con la Kawasaki Racing di Tom Sykes e l'Aprilia Racing di Max Biaggi. Melandri aveva rotto gli indugi al diciannovesimo dei ventitre giri superando di slancio il compagno Haslam. Dietro la doppietta BMW si era fatto largo Sykes riuscito a tenere testa a Biaggi in difficoltà in accelerazione e beffato all'ultimo giro dal nordirlandese Jonathan Rea (Honda World Superbike Team) risalito nelle battute finali. Biaggi a metà gara si era toccato con Melandri subito scusatosi con il grande rivale.
Haslam falcia Melandri all'ultima curva: Rea e Biaggi ringraziano
Haslam falcia Melandri all'ultima curva: Rea e Biaggi ringraziano
gara-2, il patatrac — Nulla al confronto con quanto si è visto alle due ultime curve di gara-2. La BMW, esaminato il video, ha deciso di non inoltrare proteste ufficiali contro Rea sul quale la direzione gara non ha avuto nulla da eccepire.
vale entusiasta — Lo show è piaciuto molto a Valentino Rossi davanti alla tv nella domenica di riposo della MotoGP. “Che razza di gare la Superbike! - ha detto via Twitter il pesarese - che bagarre, bravi tutti, peccato per la BMW all'ultima curva. Purtroppo le nostre gare sono diventate molto più noiose. Detto questo, voglio continuare a correre in MotoGP per altri anni.” Al termine di gara uno Melandri aveva commentato così. “E' un'emozione fantastica entrare nei libri di storia come primo vincitore in un Mondiale per la BMW” ha commentato Marco Melandri. “Ho tante persone da ringraziare: i miei tecnici, gli ingegneri tedeschi che hanno lavorato per mesi senza sosta, i miei parenti e la fidanzata Manuela che mi sono stati vicini anche nei momenti difficili. Sapevo che sarei tornato là davanti, ci ho sempre creduto anche quando sembravo smarrito. Adesso mi godo questo momento di gioia incredibile.”
Risultati Superbike a Donington
Gara uno:
1. Melandri (Ita-BMW) in 34’26”736 media 161,174; 2. Haslam (GB-BMW) a 0”728; 3. Sykes (GB-Kawasaki) a 1”609; 4. Rea (GB-Honda) 1”819; 5. Biaggi (Ita-Aprilia) 2”102; 6. Checa (Spa-Ducati) a 4”820; 7. Giugliano (Ita-Ducati) a 7”520; 8. Guintoli (Fra-Ducati) a 7”927; 9. Camier (GB-Suzuki) a 15”144; 10. Fabrizio (Ita-BMW) a 16”065; 11. Badovini (Ita-BMW) a 19”805; 12. Davies (GB-Aprilia) a 20”170; 13. Berger (Fra-Ducati) a 21”274; 14. Smrz (Rep.Cec-Ducati) a 21”517; 15. Laverty (Irl-Aprilia) a 26”920; 16. Baz (Fra-Kawasaki) a 35”025; 17. Aoyama (Gia-Honda) a 39”193; 18. Zanetti (Ita-Ducati) a 42”334; 19. Canepa (Ita-Ducati) a 43”554 Non classificati: 20. Aitchison (Aus-BMW); 21. Hickman (GB-Suzuki); 22. Mason (GB-Kawasaki); 23. Mercado (Arg-Kawasaki).
Gara due: 1. Rea (GB-Honda) in 34’31”847 media 160,777; 2. Biaggi (Ita-Aprilia) a 0”508; 3. Sykes (GB-Kawasaki) a 2“029; 4. Camier (GB-Suzuki) a 4”245; 5. Guintoli (Fra-Ducati) a 6”595; 6. Badovini (Ita-BMW) a 17”469; 7. Davies (GB-Aprilia) a 17”788; 8. Baz (Fra-Kawasaki) a 21”093; 9. Hickman (GB-Suzuki) a 21”866; 10. Aoyama (Gia-Honda) a 22”620; 11. Canepa (Ita-Ducati) a 26”764; 12. Zanetti (Ita-Ducati) a 27”043; 13. Fabrizio (Ita-BMW) a 28”390; 14. Aitchison (Aus-BMW) a 56”618; 15. Haslam (GB-BMW) a 1’20”196 Non classificati: Melandri (Ita-BMW); Mercado (Arg-Kawasaki); Mason (GB-Kawasaki); Berger (Fra-Ducati); Giugliano (Ita-Ducati); Laverty (Irl-Aprilia); Checa (Spa-Ducati); Smrz (Rep.Cec-Ducati)
Classifica Mondiale dopo 5 round su 14: 1. Biaggi punti 128,5; 2. Sykes 123,5; 3. Rea 108; 4. Checa 105,5; 5. Melandri 97,5; 6. Haslam 89; 7. Guintoli 85; 8. Laverty 65; 9. Giugliano 50; 10. Smrz 44,5; 11. Fabrizio 35; 12. Camier 34,5; 13. Aoyama 30,5; 14. Berger 29,5; 15. Badovini 29; 16. Canepa e Zanetti 25; 18. Lascorz e Davies 17; 20. Mercado e Salom 9; 22. Hopkins e Baz 8; 24. Hickman 7; 25. Staring 6; 26. Aitchison 3; 27. Brookes 1.
Classifica Costruttori: 1. Ducati punti 161,5; 2. Aprilia 139; 3. BMW 131; 4. Kawasaki 129,5; 5. Honda 112; 6. Suzuki 40,5.
Paolo Gozzi© RIPRODUZIONE RISERVATA

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La Ferrari e il primato inatteso
"Ma che carica ci dà"

MONTMELO (Spagna), 14 maggio 2012

Alonso in testa al campionato dopo 5 GP "benché la progettazione non sia stata la migliore di tutti. Ma sappiamo tirare fuori il massimo dalla F2012 ed essere tornati a lottare per il podio è positivo e dà fiducia". Domenicali: "Basta pochissimo per cambiare i rapporti in campo"

Forse non sarà come la Champions League, che, per dirla alla Josè Mourinho, si vince per dettagli. Ma questo campionato mondiale di F.1 è già negli almanacchi per essere il quarto in cui 5 piloti differenti di 5 scuderie differenti si sono aggiudicati le prime 5 corse dell'anno. Un equilibrio eccezionale in cui nessuno dei top team che ha vinto può dirsi del tutto escluso dai giochi. Che dire poi della Lotus che non ha ancora vinto gare ma continua a dimostrarsi su livelli da podio? Ieri la vittoria di Pastor Maldonado con l'inattesa Williams ha ulteriormente mescolato le carte. Di solito le vetture forti a Montmeló hanno ottime possibilità di successo a fine anno e allora, Williams a parte, aver visto la Ferrari di Fernando Alonso estremamente competitiva rispetto a McLaren, Red Bull e Mercedes è un segnale che non può non dare grande spinta al team di Maranello.
Gazzetta TV
 
i precedenti — I precedenti, poi, fanno ben ben sperare. In due delle tre occasioni in cui si è verificata la pazza cinquina iniziale, la rossa ha vinto un paio di Mondiali. Si tratta della stagione 1983 (titolo a Nelson Piquet ma trionfo del Cavallino nei costruttori) e della stagione 1975, titolo piloti e costruttori al Cavallino con Niki Lauda. Riuscirà Alonso a fare altrettanto? "È difficile capire la situazione, tutte le grandi squadre hanno saliscendi da una gara all'altra".
problemi f2012 — Un'ammissione curiosa per un pilota che tende ad avere sotto controllo tutto. Eppure... Eppure al momento la classifica vede in testa il campione del mondo Sebastian Vettel e lo spagnolo della Ferrari che ieri era quasi stupito: "In Bahrain abbiamo chiuso con un distacco di quasi un minuto da Vettel, oggi abbiamo doppiato una delle due Red Bull e abbiamo lottato fino alla fine per la vittoria". Non solo, tutto questo è avvenuto con una vettura che non sembra memorabile. "Sicuramente non abbiamo fatto il lavoro migliore di tutti in sede di progettazione della macchina - ha detto - c’è ancora molto lavoro da fare". Ma con la guida sempre al massimo del suo pilota e le modifiche apportate in Spagna sono arrivati punti pesanti. "Possiamo essere fieri di come siamo riusciti a sfruttare tutto il potenziale a disposizione - ha detto Alonso - probabilmente al di là dei limiti della monoposto. Dopo Cina e Bahrain in cui avevamo sofferto tantissimo, essere tornati a lottare per il podio è molto positivo e dà fiducia".
grazie mclaren — In Spagna un bel ringraziamento bisogna farlo anche alla McLaren che non mettendo un litro di benzina in più a Hamilton ha di fatto vanificato la pole position del suo pilota, spedito dai commissari in fondo allo schieramento. Considerato che l'inglese è riuscito a finire ottavo su una strategia di sole due soste è lecito pensare che se fosse partito regolarmente dalla pole, per Maldonado e Alonso sarebbe stata molto più dura. Inoltre, analizzando le caratteristiche delle piste dove si è corso, si può dire che la McLaren e la pur scostante Red Bull sono state le vetture che globalmente si sono dimostrate un pelo più efficaci. Lasciando però consistenti spazi di manovra a Lotus, Ferrari e Mercedes. Poche variabili, dal meteo, a errori di guida e ai pit stop, fino al carico di benzina, hanno aperto enormi voragini in cui si sono inseriti in tanti. E la Ferrari, bisogna dirlo, in questo è stata brava quando ha potuto. Alonso con la sua guida costante è il valore aggiunto che può far pendere l'ago della bilancia dalla parte di Maranello. A patto che i prossimi sviluppi della F2012 garantiscano un vero salto di qualità.
motivazione — Lo ha detto anche il direttore tecnico Pat Fry: "Abbiamo confermato anche in gara di aver fatto un passo avanti in termini di prestazione del nostro pacchetto ma non è ancora sufficiente - ha detto - dobbiamo tenere presenti tutti gli elementi, anche esterni a noi, che hanno portato alla classifica della gara durante il fine settimana. C’è ancora molto lavoro da fare per avere una vettura realmente in grado di lottare per la vittoria in tutte le piste e in ogni condizione. Però essere in testa è una ricompensa per il lavoro fatto da tutti per alzare il livello della nostra prestazione così come un’ulteriore motivazione per fare ancora meglio nel prossimo futuro”.
La Ferrari e il primato inatteso"Ma che carica ci dà"
Quest'anno vincerà chi riuscirà a portare in pista i migliori aggiornamenti tecnici nel più breve tempo possibile
domenicali — Anche il barometro di Stefano Domenicali punta al bello "Bisogna crederci sempre, anche quando l'apparenza sembra dire il contrario - racconta il Team Principal al sito ufficiale della Rossa -. Ci sono tante storie di sport che lo dimostrano. Basta pochissimo per cambiare i rapporti di forza in campo e questa legge è ancora più vera quando le differenze sono di pochissimi decimi o, addirittura, centesimi. Quest'anno vincerà chi riuscirà a portare in pista i migliori aggiornamenti tecnici nel più breve tempo possibile: rimanere fermi anche solo per un paio di gare può voler dire finire fuori dai punti, considerato che ci sono tantissime squadre che hanno dimostrato di poter lottare per le prime posizioni. Noi abbiamo centrato l'obiettivo di fare un passo avanti in Spagna ma dobbiamo continuare su questa strada, anche perchè il ritardo rispetto al tempo che era valsa la pole position ad Hamilton era ancora troppo grande".
g.fer.© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Copyright, la grande minaccia del Tppa
"Saremo costretti a pagare due volte"

L'allarme delle associazioni per la libertà della Rete: il nuovo accordo commerciale in discussione a Dallas minaccia i diritti degli utenti. Secondo gli osservatori rischia di essere peggiore dell'Acta perché, tra le altre cose, prevede l'allungamento della durata temporale del copyright fino a 120 anni di ARTURO DI CORINTO

QUESTA settimana a Dallas le rappresentanze di diversi paesi stanno negoziando nuove regole per Internet, comprese alcune norme sulla proprietà intellettuale che potrebbero soffocare la libertà d'informazione online. L'accordo commerciale Asia-Pacifico - Tppa, Trans-Pacific Partnership Agreement, questo è il trattato in via di definizione (la bozza in pdf 1) - potrebbe infatti rivelarsi peggiore dell'Acta 2, creando nuovi standard per l'applicazione di brevetti e copyright.

Il Tppa è infatti un accordo di libero commercio che ha l'obiettivo di rimuovere 'ostacoli' commerciali come le tariffe doganali e le quote d'importazione per facilitare commercio ed investimenti nella regione Asia-Pacifico. Ma contiene alcune norme pericolose per la Rete, intesa come piattaforma commerciale per la produzione e la vendita di beni, merci e servizi. 

Secondo alcuni osservatori 4, tra cui la Electronic Frontier Foundation, il Tppa somiglia all'accordo anticontraffazione (Acta - Anti Counterfeiting Trade Agreement) e alla proposta di legge nota come Sopa (Stop Online Piracy Act), visto che nel capitolo sulla proprietà intellettuale ne ricalca le raccomandazioni.

Dai documenti riservati trapelati mesi addietro, il trattato considera violazione del copyright anche le riproduzioni temporanee a dispetto delle regole stabilite dalla Wipo; vieta l'importazione di merci senza l'autorizzazione dei titolari del copyright e allunga la vita del copyright stesso oltre gli accordi Trips (Agreement on Trade-Related Aspects of IP). In particolare, questa estensione riguarda, per tutti i paesi firmatari, la regola dei settanta anni di tutela dopo la morte dell'autore nel caso di opere individuali, 95 anni dopo la pubblicazione e 120 anni per le opere creative di proprietà aziendale (tipo Mickey Mouse). 
 
In aggiunta a questo, il Tppa impone una norma che impedisce di aggirare le misure tecniche di protezione (le famigerate Tpm) e tratta il loro aggiramento come un reato separato, anche in assenza di violazione del copyright, facendo di fatto carta straccia delle leggi più avanzate al riguardo, come quella neozelandese e quella australiana (del 2007) relativa alle misure di protezione dei codici regionali dei dvd, dei videogame, dei lettori e del software incorporato in dispositivi che restringono l'accesso a beni e servizi.
 
All'accordo, già firmato da Singapore, Cile, Nuova Zelanda, Brunei, Australia, Peru e Vietnam sono interessati ,oltre agli Stati Uniti che l'hanno proposto, anche Malesia, Peru e Vietnam, un insieme di paesi che rappresentano il 40 per cento del commercio mondiale, e un volume di scambi destinato ad aumentare con la probabile aggiunta di Giappone, Messico e Canada.

Il presidente del Partito Pirata australiano David Campbell, a un incontro sul Tppa a Melbourne, ha sostenuto che le norme del trattato relative al copyright potrebbero impedire a un utente di usare come gli pare i media che preferisce: "Se si acquista un nuovo iPod, non sarà più possibile accedere alla collezione di musica preesistente col nuovo dispositivo ma si dovrà pagarne la licenza una seconda volta". In base al Tppa una compagnia straniera potrebbe ottenere informazioni personali dagli provider internet locali semplicemente accusando un loro cliente di attività illegale.

Secondo l'associazione no-profit Public Knowledge, che si è rivolta al governo americano scrivendo una lettera aperta 5, "un accordo commerciale del ventunesimo secolo deve riflettere i diritti e gli interessi di tutti coloro le cui attività siano influenzate dal copyright", poiché coinvolge non solo produttori e distributori di contenuti ma anche tutte le aziende tecnologiche i cui prodotti sono usati per copiare, immagazzinare, accedere, usare, riutilizzare le opere sotto copyright.

Una protezione eccessiva indebolirebbe la capacità commerciale di tali compagnie altrimenti corresponsabili di violare una legge che, limitando la capacità di reinterpretare l'uso di tecnologie e contenuti da parte dei singoli utenti, crea grave danno alla libertà e alla capacità di innovare. Producendo quindi un saldo negativo sulle dinamiche commerciali degli stessi paesi firmatari.

Venerdì prossimo si chiuderà a Dallas il dodicesimo round negoziale condotto dal rappresentante americano 6 per il commercio. Obama ha chiesto che l'accordo venga chiuso entro la fine dell'anno.
(14 maggio 2012)
 
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Federer insegue il trono di Nole
Serena, dalla Henin alla Azarenka

Milano, 14 maggio 2012

Lo svizzero dopo oltre un anno risale al numero 2 del mondo col 20° successo in un Masters 1000: gli mancano solo Roma e Montecarlo. La statunitense a Madrid ha battuto per la 13ª volta in carriera una numero 1, l'ultima volta 5 anni fa

Roger Federer, 30 anni, ha 1770 punti di ritardo dal numero 1 Djokovic. Ap
Roger Federer, 30 anni, ha 1770 punti di ritardo dal numero 1 Djokovic. Ap
Roger Federer e Serena Williams sbancano il Masters 1000 di Madrid e affrontano Roma come ultimo torneo in preparazione di Parigi, secondo grande appuntamento della stagione dopo l'Open d'Australia del gennaio scorso. Al Foro Italico troveranno la terra rossa, quella vera, diciamo naturale e non quel miscuglio sintetico che tanto scalpore ha fatto a Madrid. Sarà una terra molto simile a quella che troveranno al Roland Garros e per questo l'appuntamento romano si carica di significati supplementari. La sconfitta di Djokovic contro Tipsarevic e la vittoria finale di Federer su Berdych riaprono la corsa al primo posto del ranking mondiale. Ora Federer è a meno di 2000 punti da Djokovic (11.200 contro 9430) e un passo falso commesso a Roma o a Parigi potrebbe stravolgere quello che fino a qualche settimana fa sembrava il dominio incontrastato del serbo. Avere un nuovo numero 1 prima delle Olimpiadi di Londra non sembra poi così tanto improbabile.
2 — La classifica di Roger Federer. L'ultima volta dello svizzero al numero 2 del mondo è stato il 20 marzo 2011 all'indomani della finale di Indian Wells vinta da Djokovic su Nadal con Federer eliminato dal serbo in semifinale.
20 — I Masters 1000 conquistati da Federer, che pareggia il record stabilito da Nadal poche settimane fa a Montecarlo. Lo svizzero ha vinto 4 volte Indian Wells, 2 Miami, 4 Amburgo, 3 Madrid, 2 l'Open del Canada, 4 Cincinnati e una Bercy.
Gazzetta TV
 
2 — I Masters 1000 che Federer non ha mai vinto: Montecarlo e Roma. A Montecarlo ha perso 3 finali di fila contro Nadal (2006, 2007 e 2008); a Roma invece due finali, una nel 2003 contro Felix Mantilla e una nel 2006 contro Nadal al tie break del quinto set dopo aver mancato due match point sul 6-5 del quinto.
3 — Le sconfitte di Federer dal settembre scorso quando perse in semifinale a Flushing Meadows dopo aver mancato due match point contro Djokovic. Lo svizzero ha perso contro Nadal in semifinale all'Open d'Australia, contro Isner in Coppa Davis e contro Roddick a Miami.
45 — Le partite vinte da Federer da dopo l'Open degli Stati Uniti del settembre scorso.
7 — I tornei vinti da Tomas Berdych: Palermo 2004, Parigi-Bercy 2005, Halle 2007, Tokyo 2008, Monaco 2009, Pechino 2011 e Montpellier 2012.
7 — Le finali perse da Tomas Berdych: Bastad 2005, Mumbai e Halle 2006, Bastad 2008, Miami e Wimbledon 2010, Madrid 2012.
Gazzetta TV
 
5 — Gli anni dall'ultima volta che Serena Williams ha superato la numero 1 del mondo in una finale. L'ultima volta era accaduto il 31 marzo 2007 a Miami contro Justine Henin.
41 — I tornei vinti da Serena Williams. Nel 2012 ha vinto a Charleston l'8 aprile (6-0 6-1 alla ceca Lucie Safarova) e ieri a Madrid contro la numero 1 del mondo Victoria Azarenka (6-1 6-3).
13 — Le vittorie di Serena Williams contro la n°1 del mondo: il record appartiene a Martina Navratilova che ha vinto 18 volte contro la n°1 del mondo (13 volte contro la Evert, 3 volte contro la Seles e 2 volte contro la Graf).
Luca Marianantoni© RIPRODUZIONE RISERVATA

domenica 6 maggio 2012

aria nuova......dai cazzooooo

hollande interna new
A Parigi, la piazza della Bastiglia, dove è prevista una grande festa popolare , se Francois Hollande diventerà il nuovo Presidente francese, si sta già riempiendo di simpatizzanti socialisti. Che in gran numero stanno occupando anche rue Solferino, dove il Ps ha sede. Vuota, invece, Place de la Concorde, dove i sostenitori di Nicolas Sarkozy avevano previsto di festeggiare l’eventuale conferma del Presidente uscente. E ormai l’hanno già annullata.
E’ il mondo di Twitter e dei network sociali, che è venuto già a conoscenza dei primi exit poll, pubblicati dai siti d’informazione francofoni esterni alla Francia (dove, invece, vige l’assoluto divieto a pubblicare qualsiasi tipo di dato prima delle 20). Hollande avrebbe strappato il 53% dei consensi contro il 47% per Sarkozy. E’ quanto indica il sito del quotidiano belga Le Soir. Ormai questi exit poll sono stati confermati anche dall’agenzia France presse. I dati provengono dai principali istituti di sondaggio francesi. Cominciano ad avere un valore importante, perché in Francia il grosso dei seggi ha chiuso alle 18, anche se per la chiusura definitiva della totalità delle urne bisogna aspettare le 20. Insomma, la maggioranza degli elettori ha ormai votato a questo momento della giornata.
E in effetti il ministero degli Interni ha reso noto il dato aggiornato dell’affluenza alle urne alle 17. A quel momento aveva già espresso il proprio voto il 71,96% degli elettori. Come dire: meno che alla stessa ora per il ballottaggio Royal-Sarkozy nel 2007 (75,11%), ma di più che alla medesima ora in occasione del primo turno delle presidenziali di quest’anno, quando alle urne era andato il 70,59% degli elettori.
Nicolas Sarkozy sta valutando i primi risultati nel suo studio all’Eliseo, circondato dai più stretti collaboratori. Mentre François Hollande si trova a Tulle, il capoluogo della Corrèze, la provincia del Centro della Francia, dove, quasi ininterrottamente dal 1988, è eletto deputato. Proprio li’ il parigino Hollande fu catapultato nell’era Mitterrand dai vertici del Partito socialista per sfidare Jacques Chirac nella sua terra d’origine. In serata Hollande raggiungerà Parigi e potrebbe raggiungere i suoi sostenitori alla Bastiglia.
Il socialista Jean-Marc Ayrault, sindaco di Nantes, amico di Hollande e in odore di diventare orimo ministro, con un Hollande presidente, ha deto che, nel caso di vittoria, è già previsto un primo contatto telefonico del nuovo capo di Stato con la cancelliera Angela Merkel entro la sera.

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Casey: "Fantastico, non perfetto"
Valentino: "Sono stato quasi bello"

Milano, 06 maggio 2012

Stoner incontentabile nonostante il dominio a Estoril: "C'è un problema chattering: entro in curva saltellando". Lorenzo svela un retroscena: "In partenza ho bruciato la frizione". Dovizioso: "Passo avanti". Rossi: "Perdiamo in accelerazione"

Un punto avanti in classifica generale. Il secondo successo stagionale. Un dominio assoluto nella terza prova. Ma non basta. Casey Stoner non smette mai di essere incontentabile. Lo vedi sorridere, allora, ti aspetti che esploda di gioia, eppure c'è sempre qualcosa che lo turba: "Non direi che è stata una gara perfetta. Ma sicuramente fantastica...".
Casey Stoner, 26 anni, alla seconda stagione sulla Honda. Epa
Casey Stoner, 26 anni, alla seconda stagione sulla Honda. Epa
dominatore — Primo dall'inizio alla fine: dalle prove ad ogni singolo giro della gara. Ma Stoner trova sempre un neo: "Perdiamo in trazione sulle curve lunghe per colpa del chattering, non si può entrare in curva sempre saltellando. Ho dovuto adattare il mio stile di guida e sono riuscito a riprendere il vantaggio". Stravincendo. "La verità è che siamo andati molto forte in tutte e tre gare di questo inizio stagione. Dietro c'è sempre pressione e allora bisogna spingere". Però... "Nel warm-up la moto è stata fantastica, ma appena sale la temperatura tende ad avere qualche problema. Va sempre meglio la mattina con il freddo, che il pomeriggio con il caldo. Perciò ho dovuto far fronte alle problematiche, ma per fortuna ho retto fino a fine gara". Dominando.
i rivali — Jorge Lorenzo si è dovuto accontentare del secondo posto che lo proietta giù dal trono. Ma accetta il verdetto di Estoril con grande serenità: "Ho dato il massimo, non mi aspettavo di arrivare secondo", spiega lo spagnolo. Che poi svela un retroscena: "In partenza ho bruciato la frizione e nei primi due giri l'ho pagato: per questo Stoner è andato subito via. Poi, però, mi sono trovato bene, ma non è stato sufficiente perché Stoner è andato forte soprattutto bel finale e per questo non ho potuto batterlo". Anche Pedrosa non fa drammi, pur sottolineando i problemi: "E' stata dura sin dall'inizio: in staccata arrivano bene ma la velocità a centro curva non era buona. Ho provato a migliorare, ma loro spingevano e oggi non ce l'ho fatta. Ho anche provato a cambiare stile di guida, ma non c'è stato nulla da fare. Il terzo posto non è il massimo, comunque il camponato è lungo e spero di fare meglio nelle prossime gare".
Valentino Rossi si asciuga il sudore: quest'anno guidare è una faticaccia. Epa
Valentino Rossi si asciuga il sudore: quest'anno guidare è una faticaccia. Epa
DOVIZIOSO — Il quarto posto fa felice Andrea: "Battere Crutchlow era uno degli obiettivi. Sono molto contento perché abbiamo migliorato tantissimo in gara, abbiamo preso 13 secondi ma secondo me sono 13 secondi corti non lunghi". La spiegazione è subito pronta: "Ho perso tanto ai primi giri, non riuscivo a passare Cal e ho preso pochi rischi. Ma dopo andavo come Pedrosa, perciò si è fatto un bel passo avanti rispetto a Jerez. Purtoppo abbiamo perso tempo venerdì e sabato pomeriggio, ma queste sono le corse". E tutto sommato non è andata così male. "Mi trovo sempre meglio con la moto. Certo, sento che in certi punti non la sfrutto al 100%, ma quando le gomme sono calate e tutti hanno fatto fatica, sono andato meglio". Per il futuro: "Il freno non è un problema. Spero che lunedì arrivino le nuove parti da Yamaha e si possano provare i nuovi pezzi. Non so se già a Le Mans si potrà fare di più: Yamaha è diversa da Honda e devo ancora imparare".
ROSSI — Valentino sorride a fine gara. Non ha accontentato l'amico Uccio che aveva previsto il sesto posto, ma al di là della settima posizione, vanno registrati i progressi della sua Ducati: "Siamo partiti da una base migliore ed è andata meglio. Sono riuscito a partire sapendo cosa aspettarmi dalla moto e così sono rimasto costante sui tempi che ci aspettavamo di fare". L'analisi della gara presenta qualche nota negativa: "Nei primi giri soprattutto è andata bene. Ma questo è il nostro potenziale: purtroppo perdo troppo in accelerazione, non riusciamo a mettere i cavalli a terra. Ed è lì il punto dove migliorare". Per ora bisogna accontentarsi: "Sono riuscito ad essere quasi bello sulla moto e a spingermi quasi fino al limite. Ho fatto qualche decimo meglio dell'anno scorso ma il distacco è diventato più grande perché gli altri sono più a posto e quelli davanti guidano bene".
Ivan Palumbo© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Facebook si quoterà il 18 maggio
Zuckerberg prepara il road-show

Il Wall Street Journal cita una data precisa per lo sbarco in Borsa del social network. L'amministratore si appresta ad incontrare gli investitori dalla prossima settimana, l'azienda ha scelto il Nasdaq e non lo Stock Exchange. L'acquisto di Instagram come asset strategico per il mercato cinese

IL SOCIAL NETWORK di Mark Zuckerberg si quoterà in borsa il 18 Maggio, o almeno questa è la data fornita dal Wall Street Journal per l'ipo tecnologica più attesa da quando Google si è quotata nel 2004. Precedentemente, si era parlato della possibilità che la quotazione in borsa del colosso di Palo Alto slittasse a dopo il Memorial Day (giorno in cui si rende omaggio ai caduti in guerra), ovvero a dopo il 28 maggio.

Zuckerberg incontrerà gli investitori. Secondo il prestigioso quotidiano finanziario, Facebook starebbe pensando di lanciare il road show - una serie di incontri con alcuni importanti investitori per presentare l'ipo - lunedì 7 maggio. Secondo il Wsj, Zuckerberg prenderà parte in persona ad alcuni di questi incontri. L'azienda che gestisce il più popolare social network al mondo spera di raccogliere almeno cinque miliardi di dollari con l'operazione -somma che attribuirebbe a Facebook un valore di circa 100 miliardi di dollari.

Al Nasdaq sarà "fb". In vista dello sbarco in borsa, Facebook - che a fine marzo aveva 901 milioni di utenti unici - avrebbe scelto di quotarsi con il simbolo "fb" sul Nasdaq. L'azienda di Zuckerberg avrebbe dunque preferito l'indice dei principali titoli tecnologici al New York Stock Exchange.

Nonostante risultati finanziari contrastanti (durante il primo trimestre, gli utili di Facebook sono calati del 12%, mentre le vendite sono aumentate del 45% a 1,06 miliardi di dollari), lo scorso mese, l'azienda di Palo Alto ha acquistato Instagram 1, azienda proprietaria dell'omonima app che consente di scattare, modificare e condividere foto, per un miliardo di dollari. Secondo alcuni analisti, l'acquisto potrebbe servire a facilitare la diffusione di Facebook in Cina (Instagram è disponibile in cinese ed è utilizzata assieme a Sina Weibo, uno dei siti di microblogging più popolare del paese).
(02 maggio 2012)

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Monza nel segno della pioggia
Cancellata gara-1, poi vince Sykes

Milano, 06 maggio 2012

Il temporale costringe allo stop il 1° round della quarta prova del Mondiale, con Melandri, Hopkins, Simon e Gadea già fuori pista. Si corre nel pomeriggio ma a metà gara la pioggia costringe alla bandiera rossa: assegnati la metà dei punti

Marco Melandri, terzo nelle qualifiche. Archivio
Marco Melandri, terzo nelle qualifiche. Archivio
Caos e polemiche nel tormenato GP d'Italia Superbike a Monza. Il meteo pazzo, con continui scrosci di pioggia e squarci di sole, ha mandato in tilt l'organizzazione e la pazienza del pubblico che dopo la cancellazione di gara uno e un'attesa di ore ha potuto gustare soltanto la minigara di otto giri dominata dal britannico Tom Sykes con la Kawasaki con punteggio dimezzato.
melandri-biaggi delusi — Delusione per le due stelle italiane Marco Melandri e Max Biaggi fuori dal podio e battuti dai rispettivi compagni di marca Leon Haslam ed Eugene Laverty. Biaggi è comuqnue riuscito a difendere a il primato nel Mondiale con due punti sull'iridato Carlos Checa finito settimo con una Ducati che sulla pista più veloce e penalizzante per la bicilindrica ha salvato ampiamente le penne.
stop — La prima corsa era scattata regolarmente sull'asciutto e il primo colpo di scena si è stata la rovinosa caduta al primo giro di Marco Melandri partito dalla prima fila con la BMW. Al terzo dei diciotto giri, con il francese Sylvain Guintoli e il britannico Tom Sykes già in fuga, la gara è stata interrotta per qualche goccia di pioggia. Durante i preparativi per la ripartenza si è scatenato un breve temporale per cui la Direzione Corsa, sentito il parere dei piloti, ha deciso di cancellare la gara per motivi di sicurezza.
"era Pericoloso" — La partenza della seconda sfida è stata ritardata per far asciugare la pista ma dopo due giri di ricognizione Marco Melandri in prima fila ha alzato la mano chiedendo la sospensione della corsa. “C'erano chiazze di umidità ed era molto pericoloso, avevamo concordato che se ci fossero stati problemi di sicurezza lo avremmo segnalato alla direzione gara” ha spiegato il pilota ravennate della BMW. Ma non tutti erano daccordo. “Siamo partiti in condizioni ben peggiori, sarebbe bastato andare un po' più piano nei pochi punti con aderenza precaria” ha sottolineato Ayrton Badovini, tra l'altro compagno di marca di Melandri. “Siamo piloti, dovremmo sapere dove e quando rischiare, il pubblico ha fatto bene a fischiarci perchè abbiamo dato un'immagine veramente pessima.”
super sykes — Alla sospiratissima partenza Sykes è schizzato via come un fulmine ed era già irraggiungile quando, a metà gara esatta, è uscita l'ennesima bandiera rossa per qualche goccia di pioggia. Per il britannico si tratta del secondo successo in carriera con la Kawasaki che a Monza non andava a podio dal doppio terzo posto di Akira Yanagawa nel 2001. Ma lo stop è sembrato precipitoso come discutibile è stata la decisione di non far ripartire la corsa come prescritto dal regolamento. Meglio girare pagina in fretta: domenica la Superbike corre a Donington, in Gran Bretagna.
Risultati del quarto round del Mondiale Superbike a Monza (m. 5.777)
Gara uno: annullata per motivi di sicurezza.
Gara due (8 giri, km 42,216): 1. Sykes (GB-Kawasaki) in 14’08”800 media 196,015 km/h; 2. Haslam (GB-BMW) a 9”709; 3. Laverty (Irl-Aprilia) a 10”119; 4. Melandri (Ita-BMW) a 10”294; 5. Biaggi (Ita-Aprilia) a 10”527; 6. Rea (GB-Honda) a 10”638; 7. Checa (Spa-Ducati) a 10”899; 8. Giugliano (Ita-Ducati) a 12”195; 9. Smrz (Rep.Cec-Ducati) a 13”199; 10. Badovini (Ita-BMW) a 19”372; 11. Aoyama (Gia-Honda) a 24”551; 12. Davies (GB-Aprilia) a 24”655; 13. Berger (Fra-Ducati) a 24”662; 14. Zanetti (Ita-Ducati) a 24”668; 15. Camier (GB-Suzuki) a 24”810; 16. Mercado (Arg-Kawasaki) a 24”935; 17. Canepa (Ita-Ducati) a 25”278.
Non classificati: Fabrizio (Ita-BMW); Guintoli (Fra-Ducati) Gadea (Spa-Kawasaki); Aitchison (Aus-BMW).
Classifica Mondiale dopo 4 round su 14: 1. Biaggi punti 97,5; 2. Checa 95,5; 3. Sykes 91,5; 4. Melandri 72,5; 5. Rea 70; 6. Haslam 68; 7. Guintoli 66; 8. Laverty 64; 9. Smrz 42,5; 10. Giugliano 41; 11. Berger 26,5; 12. Fabrizio 26; 13. Aoyama 24,5; 14. Zanetti 21; 15. Canepa 20; 16. Lascorz 17; 17. Camier 14,5; 18. Badovini 14; 19. Mercado e Salom 9; 21. Hopkins 8; 22. Staring 6; 23 Davies 4; 24. Aitchison e Brookes 1.
Costruttori: 1. Ducati punti 140,5; 2. Aprilia 108; 3. Kawasaki 97,5; 4. BMW 96; 5. Honda 74; 6. Suzuki 20,5.
Paolo Gozzi© RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 3 maggio 2012

haaaahahhaaaaaahaaaha

Samsung svela il Galaxy S III
anti-iPhone a quattro "cuori"

L'azienda coreana, primo produttore di cellulari al mondo, presenta il nuovo dispositivo di fascia alta. Prestazioni di rilievo e consumi ridotti, e  fotocamera da 8 megapixel che può filmare in alta definizione

LA NUOVA GENERAZIONE dell'anti-iPhone di Samsung è arrivata. Molto era trapelato e, rispetto alle indiscrezioni, sorprese ce ne sono poche. Ed è un bene perché il nuovo Galaxy S III si presenta come un dispositivo di fascia alta, con specifiche e prestazioni di rilievo.
Samsung ha scelto di presentare il nuovo smartphone con un evento dedicato, all'Earls Court Exhibition Centre di Londra, seguendo Apple nello stile di rendere uno show il lancio di un prodotto. L'azienda viene da successi importanti sul mercato mondiale: ha appena scalzato Nokia dal piedistallo di primo produttore globale di cellulari, e nel settore degli smartphone è l'unico vero competitor della Apple (che però è sempre al top del mercato negli Usa). 

Galaxy S III. Il cuore del nuovo smarthone è un chip quad-core, l'Exynos 4. Quattro "cuori" operativi che rendono l'S3 uno dei più potenti dispositivi mobili sul mercato. Un giga di Ram, e un display Super Amoled da 4.8 pollici, dall'ottima risoluzione di 1280x720 pixel. Per quanto riguarda la fotocamera la posteriore è da 8 megapixel e permette la registrazione di video in FullHD a 1080p. Non diversa su carta quindi da quella del concorrente diretto, iPhone 4S. Quella anteriore da 1,9 megapixel. Per ora l'S III non avrà connettività LTE, ma arriverà più avanti. Il Galaxy S III pesa 133 grammi. Il sistema operativo è Android 4.0, e la batteria è rimovibile. Sarà lanciato in 145 paesi.

Innovazioni. Samsung punta molto su alcune caratteristiche particolarmente "smart" del nuovo Galaxy S III. Anzitutto S-Voice, il sistema di riconoscimento vocale che i coreani oppongono al Siri di Apple. Con la voce, l'utente potrà controllare la fotocamera, riprodurre musica, sbloccare il telefono. Il protocollo Near Field Communication è presente e permetterà all'S III di essere utilizzato anche come portafogli elettronico. Interessanti poi le tecnologie proprietarie di Samsung che permettono di sbloccare il terminale con il riconoscimento facciale.

Ma la battaglia vera non si giocherà a colpi di  dati. "Samsung - dice Gavin Byrne, analista di CCS - ha finalmente imparato che il software e la capacità del prodotto di farsi desiderare sono gli elementi che contano davvero, piuttosto che avere la migliore tecnologia e le migliori specifiche". Più emozioni, insomma, e meno preziosismi da ingegneri fissati. Proprio come hanno da tempo capito a Cupertino. Ma è un terreno su cui si può competere se la tecnologia è all'altezza. E nel caso del Galaxy S III, Samsung ha ottime carte in mano. (03 maggio 2012)
 
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Mugello, stop di Alonso
Fuori pista e danni alla Rossa

SCARPERIA (Firenze) , 3 maggio 2012

Nel terzo giorno di test (comanda Vettel), contrattempo per il pilota spagnolo della Ferrari. Danneggiate l’ala anteriore e la sospensione, ma lo spagnolo è già tornato in pista. Nel pomeriggio missile Grosjean

Ultima giornata di prove della Formula 1 al Mugello e la Ferrari finalmente getta in pista le prime corpose novità per tentare una difficile risalita nel Mondiale. Come preannunciato, sulla F2012 di Fernando Alonso debuttano i nuovi scarichi, che rispetto alle prime gare ora soffiano più esterni verso le ruote e in basso. Una soluzione sulla quale si fondano la maggior parte delle speranze della rossa.
La Ferrari danneggiata viene trasferita ai box. Reuters
La Ferrari danneggiata viene trasferita ai box. Reuters
Veloce e k.o. — I primi dati cronometrici sembrano positivi, visto che Alonso montando le gomme dure è riuscito a firmare il miglior tempo (per ora) di questa tre giorni, fermando il crono su 1’21”363. Peccato però che, subito dopo, il ferrarista sia uscito di pista al Correntaio, danneggiando l’ala anteriore e la sospensione. Vettura riportata ai box sul carro attrezzi e prove per il momento interrotte per il Cavallino. "Un'uscita di pista di Fernando rallenterà il lavoro di oggi. Ci vorranno almeno due ore per riparare i danni. Peccato, ma nei test capita!" scrive la Ferrari, sul proprio profilo di Twitter. Alle spalle di Alonso, staccato di 142 millesimi, c’è Sebastian Vettel con la Red Bull, quindi la Lotus di Romain Grosjean (a 221 millesimi), che guida per il secondo giorno di fila.
Comanda Vettel — Alle 12 la Ferrari di Alonso era ancora ai box per sostituire la sospensione anteriore sinistra, mentre in testa passava Vettel. Secondo tempo per Grosjean, staccato di 20 millesimi dal tedesco, con Alonso scivolato al terzo posto.
RIECCO FERNANDO — Mentre Vettel abbassa il limite della giornata (e dei test) a 1’21”267, utilizzando gomme di mescola media, a 20’ dalla pausa pranzo Fernando Alonso torna in pista con la F2012. Lo spagnolo è stato fermo un’ora e 40 minuti.
RIECCO LA LOTUS — Nel pomeriggio il francese Grosjean con la Lotus torna davanti a tutti. Romain si è migliorato per due volte, prima scavalcando Vettel con un crono di 1’21”159 e poi migliorandosi fino a 1’21”035. Continua intanto il lavoro aerodinamico di Alonso, la cui F2012 ha l’ala e altre aree del retrotreno verniciate di giallo per studiare i flussi.
I TEMPi alle 13 — Tempi immutati in vetta allo scadere della sessione mattutina, con la Red Bull che precede Lotus e Ferrari. Alonso dal ritorno in pista dopo l’incidente ha compiuto 10 giri. La ripresa alle 14.
1. Vettel (Red Bull) 1’21”267 (47 giri)
2. Grosjean (Lotus) 1’21”334 (31)
3. Alonso (Ferrari) 1’21”363 (29) 4. Ricciardo (Toro Rosso) 1’22”143 (46) 5. Perez (Sauber) 1’22”229 (47) 6. Di Resta (Force India) 1’23”002 (33) 7. Kovalainen (Caterham) 1’23”169 (62) 8. Turvey (McLaren) 1’23”221 (34) 9. Rosberg (Mercedes) 1’24”017 (57) 10. Glock (Marussia) 1’24”310 (54) 11. Maldonado (Williams) 1’31”769 (4).
seguono aggiornamenti
Dal nostro inviato
Paolo Ianieri© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Bilinguismo, un'arma in più
"Il cervello è più reattivo"

Un nuovo studio della Northwestern University conferma che apprendere due o più lingue permette di destreggiarsi fra diversi stimoli senza fatica. E previene il decadimento delle facoltà cognitive di ALESSIA MANFREDI

ABILI giocolieri, capaci di destreggiarsi fra stimoli diversi scremando senza fatica, in automatico, informazioni rilevanti rispetto al rumore di fondo. Il cervello di chi cresce bilingue ha una marcia in più. Sono diversi gli studi che negli ultimi anni hanno portato prove dei vantaggi che regala apprendere due o più lingue fin da molto piccoli.

L'ultimo, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Science (Pnas), viene dalla Northwestern University in Illinois: la ricchezza dell'esperienza linguistica dei bilingui ne affina il sistema uditivo e ne migliora l'attenzione e la memoria di lavoro, una sorta di sostegno cognitivo che ci aiuta a svolgere più compiti contemporaneamente.

Viorica Marian ha studiato insieme alla neuroscienziata Nina Kraus le conseguenze del bilinguismo sul cervello, in particolare nelle aree uditive sottocorticali, che ricevono diversi stimoli dalle aree cognitive. Era già noto come lo studio della musica, un arricchimento sensoriale, migliorasse l'elaborazione del suono.

Ora Marian e Kraus, insieme ad altri colleghi, si sono chieste se l'esperienza di parlare più lingue potesse portare a modificazioni nella codifica del suono in aree evolutivamente antiche del cervello, come il tronco cerebrale. E la risposta è stata positiva, fornendo così una prova biologica dell'impatto di questa abilità acquisita sul cervello.

In pratica, nei bilingui cambia il modo in cui il cervello risponde ai suoni. "Si fanno puzzle e parole crociate per
mantenere la mente lucida", ha spiegato la dottoressa Marian, del laboratorio di bilinguismo e psicolinguistica a scienza della comunicazione della Northwestern University. "Ma i vantaggi che abbiamo osservato in chi parla due lingue vengono in automatico, semplicemente per il fatto di conoscere e usare due idiomi", sottolinea la studiosa. Benefici particolarmente estesi e rilevanti, che riguardano anche la capacità di attenzione, aggiunge Nina Kraus.

Lo studio è stato condotto su adolescenti bilingui, che parlavano inglese e spagnolo, e monolingui, solo inglese, sottoposti ad una serie di test in cui ascoltavano una sillaba, "da", in condizioni diverse. In una situazione di ascolto non disturbata, le risposte neurali a suoni complessi sono risultate simili per entrambi i gruppi. Ma in presenza di rumori di fondo, il cervello dei bilingui è riuscito a distinguere caratteristiche del suono "sottili", come la frequenza fondamentale, molto meglio rispetto ai monolingui. Parallelamente, i risultati sono stati migliori anche in compiti che richiedevano attenzione prolungata.

"Nei bilingui l'attenzione si affina grazie all'esperienza e il loro sistema uditivo diventa più efficiente nell'elaborazione automatica dei suoni", commenta Andrea Marini, docente di Psicologia del linguaggio e della comunicazione all'Università di Udine "e la cosa interessante è che tutto avviene in modo implicito, senza alcuno sforzo". Una palestra preziosa per il cervello, che rende migliori i risultati anche in compiti che richiedono attenzione sostenuta, non solo uditivi ma anche di tipo visivo.

In sostanza, chi è esposto a più di una lingua si trova fin da subito in una situazione di maggiore difficoltà. "Deve riconoscere fin da piccolo suoni e frequenze diverse, fa più fatica ma affina diverse qualità rispetto a chi non viene messo di fronte a questa prova, come i monolingui", spiega ancora il professore. Con vantaggi importanti anche rispetto al decadimento delle facoltà cognitive, "come ha dimostrato uno studio canadese 1 del 2010", ricorda Marini, in cui si evidenziava che il bilinguismo quotidiano, non saltuario, può ritardare la comparsa dei sintomi dell'Alzheimer anche di cinque anni nelle persone anziane". Risultato non raggiunto da alcun farmaco esistente. 

 
(02 maggio 2012)

mercoledì 2 maggio 2012

già........

Le centrali sottomarine del futuro
"ruberanno" energia all'oceano

Sfruttando la differenza di temperatura nelle acque tropicali è possibile costruire centrali per produrre elettricità senza inquinamento. Ci sono però ancora alcune limitazioni tecnologiche da superare, ma Stati Uniti e Giappone non si arrendono... di MASSIMILIANO RAZZANO

RACCOGLIERE energia direttamente dal mare, sfruttando il calore delle acque tropicali per attivare delle centrali termoelettriche nell'oceano. Un progetto che a prima vista può sembrare semplice, se non fosse che una centrale sottomarina efficiente richiede la costruzione di un'enorme sistema di pompaggio largo alcuni metri e che si estende per oltre un chilometro di profondità.

Praticamente come costruire un tunnel della metropolitana ed immergerlo verticalmente negli abissi marini per una profondità pari a tre grattacieli come l'Empire State Building. Una sfida tecnologica molto ambiziosa, ma che secondo gli ingegneri della Lockheed Martin potrebbe essere realizzabile in pochi anni.

Come discusso recentemente anche su Popular Science 1, l'azienda americana nota a tutti per la sua attività nel campo aeronautico sta lavorando ad un prototipo di centrale capace di sfruttare il calore degli oceani tropicali e convertirlo in energia elettrica. Il prototipo, che dovrebbe produrre 10 megawatt, dovrebbe essere completata entro quest'anno, e potrebbe rappresentare una svolta nel campo delle energie rinnovabili.

A spese dell'oceano. Esistono diversi metodi per produrre
energia a spese delle acque dell'oceano, sfruttando ad esempio le maree o il moto ondoso per mettere in moto turbine e generare elettricità. Ma il metodo studiato dai tecnici della Lockheed Martin si basa su un principio diverso, che non utilizza il movimento delle masse d'acqua.

La centrale sviluppata dagli americani utilizza invece l'energia talassotermica (o mareotermica), cioè sfrutta la differenza di temperatura fra l'acqua in superficie ed in profondità per attivare i generatori elettrici. Le centrali a conversione di energia termica dell'oceano, o OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion) in inglese, sono sofisticate macchine termiche nelle quali un fluido scorre in un circuito e scambia calore con l'acqua a diverse temperature.

Nelle centrali a ciclo chiuso, come quella che stanno studiando alla Lockheed Martin, un fluido con punto di ebollizione basso (ad esempio ammoniaca) entra in uno scambiatore di calore dove a contatto con acqua calda evapora. La pressione del vapore fa ruotare le pale di una turbina collegata ad un generatore di corrente elettrica. Successivamente il vapore arriva ad un altro scambiatore di calore, nel quale entra in contatto con l'acqua fredda e condensa in liquido, che viene immesso nuovamente nel ciclo.

Esistono poi sistemi a ciclo aperto, nei quali è l'acqua stessa dell'oceano che viene fatta evaporare in recipienti a bassa pressione, e successivamente fatta condensare dopo che il vapor d'acqua ha attivato le turbine. Un terzo tipo di centrali OTEC è di tipo ibrido, in cui in un primo tempo l'acqua è fatta evaporare ed il vapore è poi utilizzato per far evaporare il fluido. Questo tipo di procedimento può essere applicato con successo negli oceani tropicali, dove la temperatura superficiale può raggiungere i 30 °C mentre nelle zone più profonde può arrivare a 6 °C.

Tra le varie forme di conversione dell'energia marina, quella talassotermica sembra essere una delle più promettenti, sebbene il rendimento teorico sia relativamente basso e possa raggiungere il 7%. Inoltre, ogni giorno i mari tropicali assorbono una quantità di energia solare pari all'energia prodotta da 250 miliardi di barili di petrolio. Infine, oltre a produrre energia pulita senza scorie, questo tipo di centrali hanno anche interessanti impieghi secondari. Per esempio l'acqua fredda può essere utilizzata per alimentare sistemi di aria condizionata, oppure gli impianti possono essere anche impiegati per desalinizzare l'acqua di mare in maniera molto rapida. Ma quando è nata l'idea di questa fonte di energia del tutto naturale?

Un'idea ottocentesca. L'idea di sfruttare il calore dell'oceano per realizzare centrali elettriche non è però così nuova. Fu nel 1881 che il fisico francese Jacques Arsene d'Arsonval propose per primo di sfruttare l'energia termica degli oceani. Grazie a Georges Claude, uno degli studenti di d'Arsonval, venne poi costruita la prima centrale OTEC nel 1930 a Cuba, che poteva generare 22 kilowatt. Nei decenni successivi l'interesse crebbe, e negli anni Settanta anche il Giappone e gli Stati Uniti avviarono specifici programmi per sviluppare questo tipo di risorse energetiche.

La Tokyo Electric Power Company 3 costruì una prima centrale OTEC che divenne operativa nell'isola di Nauru agli inizi degli anni Ottanta, producendo 120 kilowatt. Gli Stati Uniti inaugurarono nel 1974 il Laboratorio per l'Energia Naturale delle Hawaii (Nelha 4), che sviluppò nel 1979 una prima centrale da 50 kilowatt. Presso i laboratori del Nelha vengono tuttora condotti esperimenti e messi alla prova nuovi impianti.

Grazie alle particolari condizioni climatiche ed alla enorme disponibilità di acqua, le isole hawaiane sono il sito ideale per questo genere di tecnologie, ed è proprio laggiù che verrà installata la nuova centrale a cui stanno lavorando i tecnici della Lockheed Martin. Nel 2009 infatti l'azienda ha ricevuto dalla Marina degli Stati Uniti un finanziamento di 12 milioni e mezzo di dollari per sviluppare impianti di nuova generazione, che potranno servire sia le comunità delle isole che le basi militari dislocate in zona.

Un super-tubo sotto il mare. La sfida principale per questo tipo di centrali sottomarine è la competitività rispetto alle fonti energetiche tradizionali. I calcoli hanno mostrato che, a parità di volume d'acqua impiegato, una centrale OTEC che opera su differenze di temperatura di 20 °C produce la stessa energia di una centrale idroelettrica con un dislivello di circa 30 metri. "Per produrre una quantità ragguardevole di energia, gli impianti per la conversione dell'energia termica dell'oceano dovranno muovere fiumi d'acqua" ha commentato Laurie Meyer, capo tecnologo alla Lockeed Martin.

Infatti è necessario portare in superficie l'acqua fredda dalle profondità dell'oceano, e per muoverne una grande quantità, le simulazioni hanno mostrato che servirà un enorme tubo del diametro di dieci metri e profondo un chilometro. Non è pensabile costruire una simile infrastruttura e trasportarla successivamente, ed è per questo motivo che gli ingegneri hanno sviluppato una serie di sistemi per costruire il tubo direttamente in loco. Per farlo, hanno adattato un sistema attualmente usato per costruire gli aerei, basato su uno stampo iniziale di materiale fuso, che viene successivamente lasciato raffreddare.

Anche il materiale del tubo, un composto di resina e fibra di vetro, è stato sviluppato appositamente anche se i dettagli non sono stati rivelati dall'azienda americana per ovvie ragioni di mercato. Nello sviluppo di questo super-tubo, i ricercatori sono stati attenti ad ogni minimo dettaglio, cercando di ottimizzarlo anche in base ad aspetti decisamente curiosi. Ad esempio si è cercato di limitare la velocità con cui l'acqua viene pompata nel tubo, per evitare che l'impianto possa risucchiare pesci ed altre specie marine che abitano nelle profondità dell'oceano.

Si tratta senza dubbio di una sfida tecnologica di tutto rispetto, ma i ricercatori americani sono fiduciosi, soprattutto perché il prototipo da 10 megawatt che verrà completato quest'anno, un tubo del diametro di quattro metri, sarà un ottimo banco di prova per la costruzione di una centrale da 100 megawatt. Sarà sicuramente un ottimo modo per capire la distanza fra le previsioni e la realizzazione concreta di questi impianti. Perché tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. In questo caso, addirittura l'oceano.
 
(30 aprile 2012)

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Microsoft vuole cambiare musica
arriva Woodstock, Zune al tramonto

Un nome di un evento storico per il nuovo servizio di Redmond. Descritto come simile a Spotify, utilizzerà il cloud per sincronizzare i dispositivi. Anteprima probabile all'E3 di Los Angeles a giugno, arrivo in autunno


ARIA DI RINNOVAMENTO nel settore musicale di Microsoft. Passando dall'antico, anzi dal vintage: "Woodstock" è il nome, per ora in codice, del prodotto che sostituirà Zune. Un marchio a cui va dato l'onore delle armi (anche come ottimo software di gestione per Windows Phone), ma che è legato a un passato che l'azienda sembra voler archiviare. Il nome Woodstock invece vuole evocare proprio l'evento storico, il luogo in cui il rock per la prima volta è diventato un'immagine mondiale. Nelle intenzioni di Redmond, Woodstock potrebbe essere il punto di svolta per la musica come la intende Microsoft.

Presentazione a breve. Microsoft potrebbe svelare Woodstock in tempi rapidi, si parla dell'Electronic Entertainment Expo di Los Angeles, al via il prossimo 7 giugno. E quindi come servizio fondamentale su Xbox, ma si parla anche di un legame a doppio filo con Facebook. La piattaforma potrebbe rivelarsi qualcosa di molto simile a Spotify, il servizio di distribuzione gratuita di musica, ancora non attivo in Italia, con elementi di iTunes, come la possibilità di rendere disponibile tutta la propria collezione di musica su ogni dispositivo connesso. La gestione e la sincronizzazione dell'archivio avverrebbe attraverso il cloud, nei computer e nei personal device in possesso dell'utente.

Quando. Probabilmente Woodstock non arriverà prima dell'autunno, in quanto potrebbe rivelarsi una caratteristica di lancio di Windows 8, che arriverà nei negozi dopo l'estate. Le indiscrezioni parlano però di un servizio multipattaforma, e quindi sì a Windows, ma senza dimenticare Android, Mac e il mondo iOs.
  (29 aprile 2012)
 
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Webber allontana la Ferrari
"Non ho firmato proprio nulla"

SCARPERIA, 1 maggio 2012

L'australiano della Red Bull smentisce la stampa spagnola, che parlava di un precontratto con la rossa dal 2013: "C'è un'intera stagione prima di parlare del futuro". Poi parla di moto: "Guai a sottovalutare Valentino. Che bravo il giovane Fenati"

Mark Webber in questo Mondiale ha ottenuto quattro quarti posti. Afp
Mark Webber in questo Mondiale ha ottenuto quattro quarti posti. Afp
"Un giorno si parla di Jenson (Button), uno di Sergio (Perez), l’altro di me. Ma io non ho firmato proprio niente". Così Mark Webber, pilota della Red Bull, spegne le voci di un suo approdo in Ferrari nel 2013, dopo che in Spagna El Mundo Deportivo ha annunciato la firma di un pre-contratto. "La mia attenzione è su questa squadra, abbiamo avuto un buon inizio di stagione, abbiamo disputato solo quattro gare e la strada è molto, molto, molto lunga prima di iniziare a parlare del futuro" ha aggiunto il pilota australiano, che al mattino ha sfruttato i pochi giri di pista asciutta per piazzarsi 2° alle spalle della F2012 di Fernando Alonso, prima che il diluvio tenesse tutti fermi ai box nel pomeriggio.
LOTTA APERTA — "Questa è una gran bella pista, emozionante, anche se forse un po’ troppo veloce per fare i test" ha aggiunto Webber, che in campionato ha ottenuto quattro quarti posti. "La griglia si è ristretta, Sebastian in Bahrain ha avuto un fine settimana senza problemi e ha vinto ma senza dominare, però questo è lo stesso per tutti. Non c’è nessun dominatore in questa prima parte di stagione e arrivare in quarta posizione all’avvio della stagione europea non è male".
BRAVO FENATI — Grande appassionato di moto, Webber parla anche di Romano Fenati, con il quale si era complimentato via Twitter dopo la grande vittoria a Jerez. "Fantastico. Lo avevo guardato in Qatar e con quel casco bianco risaltava su tutti. Ha portato una ventata d’aria fresca e la sua vittoria a Jerez mi ha molto impressionato. Ha solo 16 anni ma ha la testa di un adulto e sta imparando velocemente. Io sono un grandissimo appassionato della moto e vederlo vincere così è stato molto bello".
FORZA ROSSI — Mark parla anche del momento difficile del suo amico Valentino Rossi: "Lui ha alzato l’asticella della moto, vincendo e dominando in tutte le categorie in cui ha corso. Ora sta attraversando un momento difficile, non è supercompetitivo, ma guai a sottovalutare un campione come lui".
dal nostro inviato
Paolo Ianieri© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Jorge-Casey, non solo polso
E Agostini punge Valentino

ROMA, 30 aprile 2012

Stoner in Spagna ha pareggiato la sfida iridata con Lorenzo, un successo a testa, pure sul piano mentale, ma deve curare meglio l'aspetto fisico: le noie al braccio possono frenarlo nella lotta con il leader della classifica. 'Ago' a Die Welt su Rossi: "È triste quando le tue qualità ti abbandonano, ma non puoi farci niente"

Lorenzo, 24, e Stoner, 26, sul podio di Jerez. Afp
Lorenzo, 24, e Stoner, 26, sul podio di Jerez. Afp
Uno a uno, palla al centro. La partita iridata è fra loro due: una vittoria a testa, e fra l’altro ‘in trasferta’, e la sfida ora si sposta in Portogallo, domenica prossima. Le prime due gare della MotoGP hanno confermato che la sfida per la maglia iridata è un affare fra Jorge Lorenzo e Casey Stoner, in ordine di classifica - con Pedrosa in grado di sparigliare le carte soprattutto se la salute, leggi gli acciacchi post caduta, gli daranno tregua per tutta la stagione -, ma con dei risultati che hanno sovvertito dei pronostici che parevano già scritti. Prima Jorge ha violato l’Emirato-Stoner, in Qatar – ben 5 le vittorie dell’australiano lì -, poi Casey è andato a festeggiare a Jerez, a casa di Lorenzo, dove il maiorchino ha visto nascere la sua storia e vanta 4 centri. Botta e risposta: io ti batto sulla tua pista preferita, ma tu vieni a festeggiare davanti alla mia gente e su una pista dove al massimo avevi fatto terzo. La battaglia psicologica è in parità: l’abbrivio di Lorenzo, che poteva diventare fuga in caso di successo a Jerez, è stato subito fermato, e in un colpo solo Stoner ha ribaltato il pronostico. E lo ha fatto a modo suo: sorprendendo.
Gazzetta TV
 
casey, exploit di testa — Casey non ha mai amato Jerez, pista priva di quei curvoni veloci su cui lui fa la differenza, e per tutto il difficile, e umido, week end spagnolo non è mai stato davanti a tutti. Si è nascosto nelle libere, è finito quinto in qualifica, e ha disertato il warm up per risparmiare gomme da pioggia in caso di gara bagnata. Un azzardo. O più semplicemente la serena consapevolezza delle proprie potenzialità, puntualmente espresse in gara, nonostante il solito dolore al braccio che lo aveva frenato in Qatar. Un successo di polso, ma anche e soprattutto di testa, di nervi, sul terreno che talvolta è stato il suo punto debole, e che invece è la peculiarità del suo avversario, Lorenzo.
Gazzetta TV
 
Lotta Stoner-Lorenzo: il maiorchino è leader del mondiale. Reuters
Lotta Stoner-Lorenzo: il maiorchino è leader del mondiale. Reuters
jorge re della forma — Jorge ha corso bene in Spagna, ha fatto scintille con Pedrosa per centrare una pole meravigliosa, ha provato a pressare Stoner in gara e tendergli un attacco, ma si è inchinato a una errata scelta di gomme e alla maggiore caratura dell’australiano, che sulla velocità pura lo batte, ma che sulla tenuta, fisica e a lungo termine, non gli è superiore, anzi. Nessun pilota cura l’aspetto psicofisico come il maiorchino; nessuno lo ‘tralascia’ come Stoner, nel senso che lo sacrifica sull’altare della sua estrema velocità. La partita, però, si gioca non solo sul gas, sul polso, ma soprattutto sui nervi. Ed è una sfida in più.
decisivi i dettagli — Stoner ha impressionato in gara, sereno, maturo, concentrato; Lorenzo in qualifica, calmo ai box con un crono da centro griglia, nonostante i nuvoloni che incombevano, ma sicuro nel poter migliorare e dare spettacolo, come ha fatto strappando la pole a Pedrosa. Testa e polso in un pilota vanno di pari passo, e Lorenzo e Stoner hanno dimostrato che ambedue le componenti devono essere al top. A un livello così alto la differenza la fanno soprattutto i dettagli. Quelli che deve migliorare Lorenzo, e la Yamaha, sul piano tecnico, visto che la Honda pare avere ancora un maggiore spunto prestazionale; quelli che deve costringersi a curare Casey, sul piano fisico. La stagione è lunga, finirà a novembre, e logorante: quel braccio ballerino, alla lunga, molto più che le sirene di pensione anticipata, attratto dal calore della familiglia e della figlia, potrebbe dare la spinta decisiva a Lorenzo.

ago punge vale — Dopo il non brilante nono posto di Jerez, Rossi ha capito che per guidare la Ducati deve adattare il suo stile alla Desmosedici, non viceversa, usando magari l'assetto base che con Hayden, ottavo al traguardo, ma in prima fila, terzo, al via, dà risultati migliori. Dalla Germania, dalle colonne di Die Welt, Giacomo Agostini analizza il momentaccio del pesarese, e non è tenero: "Quando le proprie qualità ti abbandonano è triste, ma non si può far niente. Per un pilota è difficile realizzarlo e accettarlo: uno perde forse solo due decimi al giro, ma mette in dubbio la moto. Valentino a 33 anni certamente non è vecchio, ma ha già una lunga carriera dietro di lui ed è come un limone: lo si spreme sempre più e a un certo momento non c’è più succo. Ma uno come Rossi si mette sempre in discussione e lui deve continuare a credere in se stesso".
Massimo Brizzi© RIPRODUZIONE RISERVATA