giovedì 22 marzo 2012

aahhaaaahahahaha

Respinta l'ipotesi di spionaggio
Il giudice dice no alla Force India

Milano, 21 marzo 2012

L’Alta Corte di Londra ha archiviato il caso che la opponeva alla 1Malaysia Racing team. Nella disputa erano coinvolti anche il direttore tecnico Mike Gascoyne e il consulente aerodinamico Jean Claude Migeot della Aerolab/FondTech

Chi pensava che fosse un’altra spy-story tipo Ferrari contro McLaren dovrà ricredersi. L’Alta Corte di Londra ha infatti archiviato il caso che opponeva la Force India alla 1Malaysia Racing team, cioè la ex Lotus oggi Caterham. Nella disputa erano coinvolti anche il d.t. Mike Gascoyne e il consulente aerodinamico Jean Claude Migeot della Aerolab/FondTech, lo stesso che negli Anni 90 progettò la famosa Tyrrell 019 ad ala di gabbiano guidata da Alesi e poi la meno fortunata Ferrari F92A col doppio fondo scalinato.
Briatore con Mike Gascoyne. Ap
Briatore con Mike Gascoyne. Ap
NESSUN PLAGIO — La Force India li accusava di aver cospirato tra di loro "copiando sistematicamente" i propri disegni e utilizzato informazioni riservate per costruire il primo modello in scala della Lotus T127 da portare in galleria del vento, tra l’agosto e il settembre 2009. Ma il giudice londinese Justice Arnold, dopo aver esaminato nel dettaglio il contenuto dei file contestati e una moltitudine di altri dati relativi al progetto, ha respinto l’ipotesi dello spionaggio. "Dal mio punto di vista — ha scritto nella sentenza —, la Force India non è andata in alcun modo vicina a provare che questo era il caso (cioè che vi sia stata una sistematica copia dei particolari aerodinamici della sua vettura; ndr). Al contrario, da quello che ho potuto appurare, si trattò di una riproduzione opportunistica di alcuni file Cad da parte dei designer allo scopo di compiere operazioni comuni che altrimenti avrebbero richiesto più tempo".
Gazzetta TV
 
RISARCIMENTO — La sentenza ha anche chiuso a favore della Aerolab l’altro contenzioso che in origine opponeva Migeot alla Force India per il pagamento dei servizi di consulenza resi fino al luglio 2009, pari a circa 850 mila euro. La Corte ha infine stabilito un risarcimento di 25 mila euro — questa volta a favore della Force India — per il risparmio di tempo che la controparte ottenne nella preparazione del modello della Lotus T127: la squadra del magnate indiano VJ Mallya al contrario aveva richiesto ben 15 milioni di sterline (18 milioni di euro).
PARLA IL TECNICO — "C’è voluto molto tempo, ma sono felice che la 1Malaysia e Mike Gascoyne sono stati assolti da qualsiasi accusa di comportamento illecito — dice Migeot —. Ho sempre pensato che il caso sia stato sollevato dalla Force India solo per rimandare i pagamenti dovuti. Dopo la decisione della Corte, che ha esaminato gli aspetti tecnici della vicenda, il mio punto di vista non è cambiato. Siamo stati sempre trasparenti. E sono grato al giudice Arnold che è riuscito ad analizzare fino in fondo i sottili dettagli tecnici in questione. Ora posso tornare a concentrarmi interamente sui progetti attuali e futuri della Aerolab/FondTech".
Luigi Perna© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Lorenzo, che show a Valencia
Ottimi tempi su una monoposto

MILANO, 15 marzo 2012

Il maiorchino a Valencia ha provato una GP2 del 2007 con telaio Dallara e motore Renault da 600 Cv, con risultati sorprendenti: "Mi sono divertito molto - ha detto Jorge -: i 280 km/h su quattro ruote impressionano più dei 310 sulla moto"

Jorge Lorenzo vicino alla monoposto GP2 provata a Valencia
Jorge Lorenzo vicino alla monoposto GP2 provata a Valencia
Jorge Lorenzo in pista, ma non su due ruote. Il maiorchino ha passato tutta la giornata sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, provando una monoposto di GP2 del team di Alejandro Agag, il Barwa Addax. Esperienza unica per il campione del mondo 2010 della MotoGP che ha utilizzato una monoposto del triennio 2005-2007, con telaio Dallara e motore Renault V8 di 600 cavalli.
studente modello — Il maiorchino ha ascoltato con attenzione i consigli dell’esperto Javi Villa, suo istruttore personale durante tutta l'esperienza in pista, e poi si è prodotto in una serie di tornate, con tempi non molto lontani da quelli del "maestro". "È stata un’esperienza unica - ha detto Lorenzo -. Qui in moto vai a 310 km/h, mentre con la macchina a 280, ma il fatto di essere così vicino al suolo ti fa credere di essere molto più rapido. Poi impressiona la frenata, che ti permette di frenare molto molto tardi, quasi dentro la curva. Sono sensazioni nuove e ci si diverte un sacco: sono contento del risultato, anche se gli ultimi secondi sono i più difficili da abbassare. Ho notato che più sono andato avanti, più ho faticato a registrare progressi”.
Jorge Lorenzo in azione a Valencia su una GP2 da 600 cavalli
Jorge Lorenzo in azione a Valencia su una GP2 da 600 cavalli
fedeltà alla moto — Alcuni suoi tempi hanno sorpreso gli uomini del Barwa Addax Team. ”Per essere la prima volta, mi ritengo molto soddisfatto”. Lorenzo, però, ha escluso di voler tentare il salto di categoria, dalle due alle quattro ruote: "Bella esperienza, divertente, ma la mia passione resta la MotoGP. Quando mi ritirerò, però...". Sembra una storia simile a quella di Valentino Rossi, che proprio a Valencia provò la Ferrari F.1 con tempi strabilianti, restando però fedele alle moto, e di altri campioni delle due ruote come Mike Hailwood, Johnny Cecotto, Giacomo Agostini e ovviamente Surtees che si sono esibiti anche sulle quattro ruote. A proposito del mondiale MotoGP, che scatterà l'8 aprile in Qatar, ecco il pensiero di Lorenzo: "Al momento io e Stoner siamo i piloti più completi, ma le cose posso cambiare dal giorno alla notte. Anche Pedrosa è molto veloce. Rossi? Ha nove titoli e più di 100 vittorie... Poi ci sono Hayden, Dovizioso e Spies: in tanti possono vincere il campionato”.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Brianti e Seppi tornano a casa
Venus e Clijsters, gran ritorni

MIAMI (Usa), 21 marzo 2012

Alberta cede 6-1 6-2 alla qualificata ungherese Czink, Andreas sconfitto in 3 set dallo spagnolo Bautista. La Williams liquida la giapponese Date-Krumm, la belga batte in rimonta l'australiana Gajdosova

Alberta Brianti, 31 anni, numero 63 del mondo. Ansa
Alberta Brianti, 31 anni, numero 63 del mondo. Ansa
Miami, il torneo dei ritorni eccellenti, si apre con le vittorie di due ex regine, la statunitense Venus Williams e la belga Kim Clijsters. Venus, assente dai campi dall'agosto scorso quando si ritirò al secondo turno dell'Open degli Stati Uniti, lascia appena tre game alla 41enne giapponese Kimiko Date (6-0 6-3 lo score) che riesce a fare match pari soltanto per i primi sei game del secondo set. Per il resto è un monologo della statunitense che piazza 5 ace senza però ottenere dal servizio quello che avrebbe sperato (solo il 56% di prime con una realizzazione del 59%). Troppo poco per impensierire la sua prossima avversaria, la ceca Petra Kvitova, regina in carica di Wimbledon e numero 3 del mondo.
kim c'e' — Dopo quasi due mesi d'infermeria, l'ex numero uno del mondo Kim Clijsters torna in campo a Miami e supera con un po' di apprensione iniziale l'australiana Jarmila Gajdosova per 4-6 6-1 6-0. La belga cede il primo set dopo essere stata avanti 3-1, poi infila il pilota automatico ritrovando i ritmi perduti e le brillanti accelerazioni dal fondo. "E' sempre difficile - ha dichiarato la Clijsters a fine match - ritrovare da subito la condizione giusta. Pensavo più che altro a muovermi bene, ad arrivare sulla palla con il timing giusto, dimenticandomi però di essere aggressiva. Poi mi sono sentita più a mio agio e le cose sono andate subito meglio". Kim gioca Miami per la decima volta in carriera con un bilancio aggiornato di 30 vittorie e 7 sconfitte: i suoi risultati sono stati ottavi di finale nel 2000 e 2001, quarti nel 2002, semifinale nel 2003, vittoria nel 2005 in finale su Maria Sharapova, primo turno nel 2006, ottavi nel 2007, vittoria nel 2010 in finale su Venus Williams e quarti nel 2011. Ora è attesa dalla tedesca Julia Goerges, numero 14 del seeding. Avanti anche la ceca Iveta Benesova (7-6 6-1 alla russa Elena Vesnina), Shahar Peer (6-4 6-2 alla francese Alize Cornet), Sofia Arvidsson (6-4 7-5 all'argentina Gisela Dulko) a Barbora Zahlavova Strycova (7-6 6-4 alla russa Vera Dushevina).
crollo brianti — Male invece la nostra Alberta Brianti che è riuscita a raccogliere appena tre game contro l'ungherese Melinda Czink (6-1 6-2 in appena 57 minuti). L'azzurra non è riuscita a spingere per contenere una rivale decisamente in palla. Per la Brianti due doppi falli e una resa al servizio dell'appena il 50% (24 punti fatti su 48). Nel femminile ci restano in gara ancora quattro atlete: Francesca Schiavone (testa di serie n° 11) attende al secondo turno la vincente tra la bielorussa Anastasiya Yakimova e la kazaka Ksenia Pervak, Flavia Pennetta (n° 24 del tabellone) invece incontrerà la spagnola Lourdes Dominguez Lino che ha superato con un doppio 6-3 la serba Bojana Jovanovski, Roberta Vinci (n° 21 del seeding) invece se la vedrà contro la bulgana Tsvetana Pironkova (6-3 6-2 alla croata Petra Martic) e Sara Errani (testa di serie numero 30) attende la vincente tra la francese Pauline Parmentier e la statunitense Sloane Stephens.
cade anche seppi — Alla sconfitta della Brianti ha fatto seguito quella di Andreas Seppi, battuto contro ogni pronostico dal 23enne spagnolo Roberto Bautista-Agut, appena numero 169 del ranking mondiale, per 6-3 1-6 6-3. L'altoatesino pareva aver ripreso in mano la partita, dopo lo sciagurato 6-3 iniziale incassato a freddo senza praticamente lottare. Ma il 6-1 con il quale ha dominato la seconda frazione si è dimostrato un fuoco di paglia che Seppi non è riuscito ad alimentare. Nel sesto gioco del terzo set Seppi si smarriva nuovamente, lo spagnolo saliva rapido fino al 5-2 prima di chiudere per 6-3 in 2 ore e 3 minuti di gioco. L'azzurro ha servito appena il 51% di prime con 5 ace e 5 doppi falli. Ma la chiave di tutto sono stati i break point mancati: 3 quelli fatti e 9 quelli sciupati.
tabellone maschile — Bene il campione del 2008 Nikolay Davydenko che approda al secondo turno battendo per 4-6 6-4 6-4 lo statunitense James Blake. Il russo ritrova la verve giocando ottimamente i turni di ribattuta con i quali strappa per ben 5 volte la battuta ad un Blake avviato mestamente verso il viale del tramonto. Bene il bulgaro Grigor Dimitrov (6-2 periodico in 54 minuti al kazako Mikhail Kukushkin), avanti il 34enne francese Arnaud Clement (6-3 periodico a Dudi Sela) e il colombiano Alejandro Falla (6-1 2-1 e ritiro contro Denis Istomin). Male invece il brasiliano Thomaz Bellucci, fulminato in due set dal portoghese Frederico Gil. Domani gli esordi di Flavio Cipolla contro il tedesco Cedrik-Marcel Stebe, dell'ottimo qualificato Simone Bolelli contro lo spagnolo Albert Ramos e di Potito Starace contro lo statunitense Ryan Harrison.
ciao gonzalez — Intanto Miami saluta definitivamente Francisco Gonzalez che chiude la carriera con la sconfitta patita al tie break del terzo set per mano del francese Nicolas Mahut (7-5 4-6 7-6 il punteggio). Il cileno è bravo ad annullare tre match point sul 4-5 del terzo set prima di cedere nel game decisivo per 7 punti a 3. A fine partita il presidente dell'Atp Brad Drewett dona a Gonzalez una targa ricordo per i suoi 11 anni trascorsi nel circuito e un video con i saliti di Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Nalbandian e dei gemelli Bryan. Mani di pietra, così veniva soprannominato, chiude con 11 titoli Atp (il primo a Orlando nel 2000, l'ultimo a Vina del Mar nel 2009) e 11 finali perdute tra cui spiccano il Masters 1000 di Madrid 2006, Roma e l'Open d'Australia del 2007 e le Olimpiadi di del 2008. David Nalbandian supera per 6-4 7-6 il belga Steve Darcis dominando il tie break del secondo set per 7 punti a zero.
Luca Marianantoni© RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 19 marzo 2012

yesss

Guerra cibernetica sui network
il Pentagono accelera i piani

Per gli strateghi americani, l'eventualità di un possibile conflitto con l'Iran o la Siria ha rafforzato  il valore delle armi digitali, che potrebbero essere usate anche contro target militari come i sistemi di difesa aerea. Stanziamenti per 3,4 miliardi di dollari per l'anno in corso

IL PENTAGONO sta accelerando gli sforzi per sviluppare una nuova generazione di armi cibernetiche capaci di intervenire sui network militari degli stranieri, anche quelli che non sono connessi con Internet. Lo rendono noto fonti dell'amministrazione Usa che sottolineano come l'eventualità di un possibile conflitto con l'Iran o la Siria ha rafforzato per gli strateghi americani il valore di queste "cyberweapon".

Le Cyberweapon. Questa nuova generazione di armi potrebbero essere usate anche contro target militari, come i sistemi di difesa aerea, che non sono collegati con Internet, ma un utilizzo del genere richiederebbero diversi mesi, se non anni, di duro lavoro tecnico. Per esempio un anno fa, al momento di lanciare i raid Nato contro la Libia, si era presa in considerazione di utilizzare la cibertecnologia contro la difesa aerea libica, ma l'idea era stata subito scartata come non praticabile. Ora, esattamente 12 mesi dopo, la situazione si è evoluta, ma forse ancora non a sufficienza. "Non eravamo pronti a farlo in LIbia, e in effetti non siamo ancora pronti a farlo ora", spiega un ex ufficiale Usa. Progressi e sforzi comunque sono stati fatti, anche grazie ai 500 milioni di dollari investiti in un periodo di cinque anni dallo Stato Maggiore Riunito nella Defense Advanced Research Projects Agency, la principale agenzia di ricerca del Pentagono.

Anche offline. "Abbiamo bisogno di opzioni cibernetiche che possano essere applicate in modo veloce ed ampio", ha detto, in un'audizione al Congresso il mese scorso, Kaigham Gabriel, vice direttore dell'agenzia. In particolare, i ricercatori stanno cercando di mettere a punto cyberweapon che possano colpire sistemi militari "offline", in parte ampliando una nuova tecnologia che usa i segnali radio per inserire a distanza codici informatici nei network. "Per poter colpire un sistema deve poter avere accesso e noi non abbiamo perfezionato la capacità di accedere in un sistema che non sia connesso con Internet" spiega Joel Harding, un ex ufficiale che ora lavora come consulente esterno.
Gli stanziamenti ufficiali del Pentagono per la guerra cibernetica, sia per programmi di difesa che di attacco, ammontano a 3,4 miliardi di dollari per l'anno in corso. E nel 2010 è stato istituito a Fort Meade l'U.S. Cyber Command, che nel 2012 ha ottenuto un budget di 154 milioni di dollari. Al momento - concludono gli ufficiali Usa - le armi cibernetiche in possesso sono in grado di sconnettere le componenti di un sistema d'arma, ma non di distruggere completamente il sistema. (19 marzo 2012)
 
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Grillo espelle anche i ribelli di Cento
“Non potranno mai più usare il simbolo” 

Il blogger genovese risponde a coloro che si ribellavano per l'espulsione di Tavolazzi. E non sembrano esserci spazi per una trattativa: da oggi sono ufficialmente fuori
È stata la prima protesta partita dalla base del Movimento 5 stelle. Un’iniziativa voluta da una dozzina di militanti della prima ora e durata meno di un giorno, visto che hanno parlato e sono stati di fatto espulsi. Ma potrebbe dare il via a una serie di defezioni in tutt’Italia. I protagonisti sono gli attivisti di Cento, in provincia di Ferrara, che sabato hanno deciso di sostituire il simbolo ufficiale con il logo “uno vale uno”, in attesa di avere altri chiarimenti in merito all’allontanamento del consigliere Tavolazzi. Un gesto simbolico, che gli è costato l’uscita dal Movimento. A poche ore dalla diffusione della notizia, infatti, Beppe Grillo ha pubblicamente scomunicato gli attivisti “ribelli”, e attraverso un post sul suo blog ha vietato loro l’utilizzo del simbolo per sempre: “Hanno cambiato quello del Movimento con un altro. Liberi di farlo. Non potranno però più usarlo in futuro”.

Grillo non ci ha pensato due volte e senza giri di parole ha messo alla porta il gruppo, preferendo ancora una volta la linea dura al dialogo. Nello stesso intervento il blogger ha poi voluto fare delle precisazioni sulla vicenda di Tavolazzi. “In merito alla cosiddetta espulsione della lista di Tavolazzi, non è stata espulsa. Gli è stato invece ritirato l’uso del simbolo del Movimento accanto al suo simbolo Progetto per Ferrara, una lista nata prima del Movimento, che ha anche un suo statuto, diverso dal nostro”.

Si conclude così la prima defezione, la prima protesta partita dalla base dopo la bufera scatenata dall’esclusione del consigliere del comune di Ferrara. Fin da subito una parte dei supporters di Grillo ha dimostrato di non gradire la scelta del blogger genovese. In particolare in Emilia Romagna, dove molti conoscono personalmente Tavolazzi. Qui l’episodio ha disorientato diversi militanti a 5 stelle, dando inizio a una dibattito interno che, tempo dieci giorni, a Cento si è tradotto in azione. “Il caso ora esiste e va assolutamente risolto senza che questa imbarazzante questione finisca nel dimenticatoio – si legge sulla pagina online del gruppo centese- Pertanto noi, in forma provvisoria, senza alcuna parvenza di azione scissionista e con voto espresso in assemblea, abbiamo deciso di usare nelle nostre note stampa il non-simbolo Uno vale uno”.

Gli stessi attivisti hanno detto di essere rimasti “stupiti, delusi e demoralizzati” di fronte alla decisione di estromettere un eletto, senza aver prima consultato la base. Lanciando poi un appello a tutti i simpatizzanti: “Invitiamo a sostituire provvisoriamente l’immagine del profilo Facebook con quella del non-simbolo, così che ciascuno di noi possa manifestare il rigetto di ogni tipo di diktat all’interno del Movimento”.

Sebbene Cento sia una piccola realtà, composta da una quindicina di attivisti, il loro gesto potrebbe rappresentare un esempio in altre città d’Italia. Il terreno sembra fertile. E non solo in Emilia Romagna. In Trentino ad esempio, prima ancora della protesta del non-simbolo la lista che si trovava in attesa di diventare ufficialmente parte del Movimento 5 stelle aveva già deciso di mettersi in stand by, chiedendo pubblicamente a Grillo di sospendere la richiesta di certificazione. E ieri, sul loro sito, gli attivisti di Trento hanno sostituito il logo con quello ideato dai colleghi di Cento “uno vale uno”.

Dall’altra parte d’Italia, a Matera, la lista civica a 5 stelle ha pubblicato una lettera aperta, in cu chiede a Grillo di spiegare meglio cosa l’abbia spinto a espellere Tavolazzi. “Pur non entrando nel merito della discussione sull’incontro di Rimini – si legge sul loro sito – ci piacerebbe che si approfondisse la questione, evitando di liquidarla come se si trattasse di un episodio di normale amministrazione e di cui i gruppi radicati sul territorio non debbano occuparsi”.

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Ecco la Ducati GP12 di Vale
"Più facile da mettere a posto"

MILANO, 19 marzo 2012

Svelata sulla pagina Facebook di Tim la nuova rossa di Borgo Panigale per il Mondiale 2012 alla presenza dei piloti, Filippo Preziosi e il presidente Del Torchio. Rossi: "Gran lavoro: l'obiettivo è di lottare per le posizioni che contano e l'importante sarà di migliorare"

La nuova Ducati Desmosedici GP12
La nuova Ducati Desmosedici GP12
È stata svelata sulla pagina Facebook di Tim la nuova Desmosedici GP12, la Ducati con cui Valentino Rossi spera di riscattare un 2011 ricco di amarezze nel Mondiale della MotoGP che scatta l'8 aprile in Qatar. Presenti i due piloti - oltre a Vale c'è Nicky Hayden - il progettista, Filippo Preziosi, e il presidente Gabriele Del Torchio, in una kermesse diretta con ironia da Valerio Staffelli. Livrea stupenda - per la GP12 - con un bordo tricolore ai lati del cupolino e il tradizionale colore biancorosso sulla carena; sotto, c'è un telaio a traliccio in tubi al posto della tradizionale struttura con motore portante e un'unità di 1.000 cc - con angolo fra i cilindri di 90° -, visto che i nuovi regolamenti tecnici hanno portato alla pensione le 800 cc.
Gazzetta TV
 
del torchio — Felice, orgoglioso - e inorgoglito dai 96 mila utenti che hanno seguito la presentazione on line - il presidente del Gruppo, Gabriele Del Torchio: “Noi in Ducati siamo come una grande famiglia, onorati di portare nel mondo la nostra immagine e una passione che inizia dalla voglia di essere parte del territorio. Siamo carichi e ringraziamo gli sponsor per il loro supporto nella nostra attività".
Nicky Hayden e Valentino Rossi, con Staffelli, e la nuova GP12
Nicky Hayden e Valentino Rossi, con Staffelli, e la nuova GP12
preziosi — Pronto alla sfida il progettista Filippo Preziosi: “La 'bambina è irrequieta - ha iniziato scherzando -. Abbiamo scelto la cilindrata piena, sarà una mille, con l’angolo fra i cilindri di 90°. I primi test sono serviti per sgrezzare la moto e le componenti principali; adesso, a Jerez, cercheremo di trovare il set up per la gara iniziale, con gli ultimi affinamenti affidati ai ragazzi e a Jeremy Burgess”.
rossi — Valentino Rossi è tirato a lucido e rilassato dopo aver staccato la spina per qualche giorno. “Sono in forma, reduce da una vacanza in cui ho fatto niente e mi sono riposato: sonno, spiaggia, un po' di palestra al pomeriggio per allenarmi, la compagnia degli amici. Moto? Solo un giro con quella d'acqua". Quanto alla nuova Desmosedici: "È stato fatto un grande lavoro - ha detto -; nei primi test abbiamo fatto bene ed ero anche 5°. Restano sempre dei problemi in uscita di curva, che dobbiamo ancora risolvere del tutto, ma stiamo migliorando: sappiamo che ci vorrà un po' di tempo, abbiamo tante novità da provare durante la stagione, ma vogliamo essere là davanti, a lottare per le posizioni che contano. L'importante - chiude Rossi - sarà di migliorare: ci abbiamo provato l'anno scorso ma abbiamo fatto fatica, speriamo quest'anno di essere competitivi il prima possibile. La moto, poi, in questa nuova configurazione è più facile da mettere a posto, si possono apportare le modifiche più rapidamente ed è importante per crescere alla svelta”.
Una fase della presentazione della Desmosedici GP12
Una fase della presentazione della Desmosedici GP12
ottimista hayden — Ottimista pure Nicky Hayden, in compagno di Rossi: "Certo che vogliamo salire di nuovo sul podio, altrimenti saremmo rimasti a casa - scherza Nicky, che ha simpaticamente 'duellato' con Staffelli sulla sua passione per Twitter che ha indotto il predidente Del Torchio quasi a vietargli il cellulare nei box, per evitare la diffusione di immagini delicate -. Abbiamo una moto migliore rispetto all'anno scorso e una grande squadra: mi piace questa cilindrata più grande, e soprattutto il telaio sul quale sarà più semplice fare cambiamenti, anche se sarà soprattutto decisiva l'elettronica"
Massimo Brizzi© RIPRODUZIONE RISERVATA

venerdì 16 marzo 2012

Tav di merda......

Tav, tutte le obiezioni ai 14 punti del governo Luca Mercalli: “Opera dannosa e costosa” 

Il climatologo, residente in Valsusa, ribatte argomento per argomento al documento pubblicato dall'esecutivo l'8 marzo per dimostrare la necessità e la sostenibilità del progetto
E così il governo tira finalmente fuori alcune risposte ai dubbi sul Tav Torino-Lione. Posto che una seria valutazione non si fa a colpi di comunicati e dibattito sui giornali, ma attivando una apposita commissione tecnica indipendente, accenniamo qui ad alcune obiezioni. Secondo il team tecnico della Comunità montana Valli Susa e Sangone, i 14 punti appaiono “affrettati, superficiali, parziali e qua e là inesatti; in ogni caso mancano i riferimenti agli studi che dovrebbero esserne la base e che, se esistono, continuano a essere coperti da segreto di Stato”. Il riferimento alla riduzione delle emissioni di gas serra e ai benefici ambientali dell’opera non è credibile, in quanto la letteratura scientifica internazionale attribuisce a opere simili pessime prestazioni energetiche e qui si afferma il contrario senza fornire un’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) o un semplice bilancio di carbonio verificabile, invocati da anni.

Il nuovo tunnel di base, tra energia e materie prime spese in fase di realizzazione ed energia di gestione, inclusa quella per il raffreddamento dell’elevata temperatura interna alla roccia, produrrebbe più emissioni della linea storica a pieno carico di merci e passeggeri, in palese contrasto con gli obiettivi europei di efficienza energetica 20-20-20. Per limitare l’impatto psicologico e diluire quello finanziario a carico dei contribuenti si tende nei 14 punti a frammentare l’opera in sezioni indipendenti più piccole, che tuttavia non permetterebbero da sole di raggiungere le prestazioni promesse.

Un esempio: si dichiara una riduzione dei tempi di percorrenza tra Torino e Chambéry pari a 79 minuti, solo grazie al nuovo tunnel di base, rimanendo invariati i raccordi. Ma tale risultato è irraggiungibile senza la realizzazione dell’intera tratta, in quanto implicherebbe velocità prossime ai 500 km/h in tunnel a fronte di una velocità di progetto di 220 km/h. Delle tre ore di riduzione tempi di percorrenza sulla tratta Parigi-Milano enunciate al punto 6, già ora circa 40 minuti sarebbero recuperabili facendo transitare i Tgv sulla nuova e sottoutilizzata linea ad alta velocità Torino-Milano, sulla quale tuttavia i treni francesi non sono ammessi per discutibili scelte sui sistemi di segnalamento, che pure l’Europa individua come primo fattore da armonizzare per le reti transeuropee. Al punto 11 si arriva addirittura ad affermare che “il progetto non genera danni ambientali diretti ed indiretti” il che è ovviamente impossibile, un’opera di questo genere presenta inevitabilmente enormi criticità ambientali e sanitarie, evidenziate perfino nelle relazioni progettuali Ltf, che si può tentare di mitigare e compensare, ma non certo eliminare. L’unico modo per non avere impatti “nel delicato ambiente alpino” è lasciarlo indisturbato!

I posti di lavoro promessi, oltre che sovrastimati, riguarderebbero principalmente gli scavi in galleria, dunque notoriamente temporanei, insalubri e di modesta qualificazione professionale, in genere coperti da emigrati da paesi in via di sviluppo. Le prestazioni della linea esistente vengono minimizzate sulla base della vetustà e non delle sue effettive capacità. Nel 2010 infatti la linea attuale è stata utilizzata a meno del 12% delle sue potenzialità. Un tunnel è un tunnel, non può essere né vecchio né nuovo allorché svolge la sua funzione di condotto. Il Frejus, benché ultimato nel 1871, a differenza di quanto affermato al punto 8 “dove non entrano i containers oggi in uso per il trasporto merci” è stato recentemente ampliato per consentire il passaggio di container a sagoma GB1 (standard europeo), spendendo poco meno di 400 milioni di euro. Non è chiaro perché il collaudo tardi ancora o, se c’è stato, perché permangano i limiti preesistenti ai lavori. Quanto alla pendenza della linea storica, indicata al punto 6 nel 33 per mille, si rileva che il valore medio è attorno al 20 per mille, e solo 1 km raggiunge il 31 per mille e non il 33. L’energia spesa per raggiungere la quota massima del tunnel del Frejus a 1335 metri viene inoltre in buona parte recuperata nel tratto di discesa.

Si ricorda che negli Stati Uniti l’unico tunnel che attraversa il Continental Divide nelle Montagne Rocciose del Colorado, il Moffat Tunnel, lungo 10 km, è a binario unico e culmina a ben 2817 m, e dal 1928 viene ritenuto ancora perfettamente efficiente.

In conclusione: c’è già una ferrovia funzionante lungi da essere paragonata a una macchina da scrivere nell’era del computer; l’attuale domanda di trasporto è enormemente inferiore alla capacità della linea; costruire un’altra linea in megatunnel costa una cifra spropositata in un momento così critico per la nostra economia; l’Europa non ci ha imposto niente, tant’è che non ha ancora deciso se finanziare o meno il tunnel di base; la valutazione di impatto ambientale dell’intero progetto non è mai stata effettuata; l’analisi completa costi-benefici non è ancora stata pubblicata; il bilancio energetico non è disponibile. E nel frattempo, intorno alla torta si affollano anche troppi commensali, tutti interessati a partire con i lavori, non importa come, purché si cominci a scavare.

da Il Fatto Quotidiano del 15 marzo 2012
 
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Addio monitor, il display si arrotola
presto schermi flessibili al grafene

Secondo uno studio su Science entro breve arriveranno i primi supporti visivi a grafene, un materiale con cui produrre schermi arrotolabili in grado di ridefinire il concetto di visione. Infinite le applicazioni possibili, dalla tecnica all'intrattenimento, alla salute. I supporti potranno immagazzinare più energia delle attuali batterie

ROMA - Grafene, un materiale che per la tecnologia inizia a sembrare più prezioso del silicio. E che forse a breve farà ridefinire all'industria il concetto di display. La prestigiosa rivista Science ha pubblicato uno studio secondo cui si avvicinano a grandi passi gli schermi che si arrotolano come fogli di carta. Una possibilità data da una nuova tecnica che con la comune tecnologia laser per scrivere i Dvd, realizza fogli di grafene capaci di immagazzinare grandi quantità di energia. Il risultato si deve a un gruppo di ricerca coordinato da Maher El-Kady dell'Università della California a Los Angeles.

Lo schermo si piega. I fogli di grafene ottenuti dai ricercatori, sono flessibili, robusti e altamente conduttivi, tanto da essere utilizzati come dispositivi capaci di immagazzinare grandi quantità di energia. Le possibili applicazioni sono moltissime e sanno di futuro: dagli schermi arrotolabili alla carta da parati elettronica, fino all'elettronica indossabile che raccoglie e immagazzina energia grazie al movimento del corpo. E' facile immaginare una casa con le pareti interattive, così come una tuta in grado di mostrare dati e informazioni riguardanti il corpo che la indossa. Senza contare le possibili applicazioni nel campo della tecnologia personale, dai dispositivi mobili di nuova concezione e portabilità, fino a fogli digitali di informazione.

Alta capacità energetica.
I nuovi dispositivi, chiamati capacitori elettrochimici, possono essere usati come elettrodi e tendono ad aver un ciclo di vita più lungo rispetto alle batterie.  A differenza delle tecniche tradizionali che realizzano sottili elettrodi di grafene con tecniche di stampa, come quella a getto di inchiostro, il nuovo processo concentra un laser a bassa potenza su un deposito di ossido di grafene per assottigliarlo e convertirlo in uno strato di singoli atomi di carbonio. La larga area di superficie dei fogli di grafene aumenta la loro capacità di immagazzinare energia.
(15 marzo 2012)

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Ferrari, dubbi e sorrisi
"La F2012 risponde"

MELBOURNE (Australia), 16 marzo 2012

Positivo il giudizio di Alonso dopo le libere: "Non sappiamo bene dove siamo rispetto agli altri ma la macchina ha reagito bene alle regolazioni". Massa: "Ho perso tempo con l'uscita di pista". Fry: "Un giudizio? Aspettiamo le qualifiche"

Gazzetta TV
 
Ci si è messo pure il maltempo a complicare la lettura delle prime prove libere stagionali e di conseguenza intuire il reale stato di forma della Ferrari. Ma stando alle parole di Alonso la situazione è promettente. "E’ stata una giornata soddisfacente perché quello che abbiamo provato ha funzionato, la macchina ha risposto bene alle regolazioni e come avevamo constatato durante i test invernali si riesce subito a ottenere il tempo. Lo è stato sia con le gomme da asciutto sia con quelle da bagnato. Dunque se domani dovessimo avere condizioni simili, potremmo anche ottenere un buon risultato al contrario di quello che avveniva un anno fa quando con la pista bagnata e il freddo soffrivamo".
Gazzetta TV
 
Riferimenti — Le sensazioni sono buone dunque anche se lo spagnolo non se la sente di sbilanciarsi sui rapporti di forza con gli altri team. "Non abbiamo molte idee su dove siamo, il venerdì è sempre difficile capire le cose e oggi lo è stato anche molto di più per via delle mutevoli condizioni meteo. Abbiamo cercato di imparare il più possibile nella stretta finestra in cui la pista è rimasta asciutta da questo punto di vista siamo soddisfatti, stamane abbiamo fatto prove di aerodinamica, nel pomeriggio avevamo in mente di provare i due tipi di gomme ma non ci siamo riusciti perché la pista è stata asciutta per un solo quarto d’ora. Però i compiti li abbiamo fatti tutti con prove di partenze, di raffreddamento. Diciamo che siamo pronti anche se quando hai pochi giri disponibili, ci sono sempre cose da fare".
Gazzetta TV
 
massa storce il naso — L’avvio iridato di Massa non è stato esaltante: al mattino il brasiliano è stato costretto a chiudere in anticipo le prove per un'escursione, poi si è ripreso. "È stata una prima giornata piuttosto difficile. Nella prima sessione ci si è messa anche un’uscita di pista che mi ha fatto perdere un po’ di tempo: in frenata ho messo la ruota posteriore sinistra sull’erba e la vettura è partita per conto suo, fermandosi solamente sulla ghiaia della via di fuga. Nella seconda sessione la pioggia ha lasciato a lungo la pista bagnata e soltanto verso la fine abbiamo potuto mettere le gomme da asciutto. Considerato tutto questo, non è stato davvero possibile capire un granché su dove siamo rispetto agli altri. Ho fatto troppi pochi giri per dire se la monoposto è cambiata rispetto all’ultimo giorno di test di Barcellona".
Gazzetta TV
 
la pazienza di fry — Il maltempo ha anche consigliato alla Ferrari di centellinare i km. "Considerato che questa è la prima gara - ha spiegato il d.t. Pat Fry - abbiamo preferito risparmiare al motore una manciata di chilometri. Inoltre ora c’è la possibilità di usare nella terza sessione di libere uno dei treni di gomme a disposizione oggi e questo ci permetterà di poter recuperare domani almeno parte del programma. Un giudizio sulla F2012? Abbiate ancora 24 ore di pazienza!".
dal nostro inviato
Andrea Cremonesi© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Cemento Spa, anche al Nord
allarme abusivismo e illegalità

Il rapporto di Legambiente sulle citicità che colpiscono l'Italia a danno dell'economia e dell'ambiente. Anche nel Settentrione


ROMA - Mafie, corruzione, illegalità: sono l'altra faccia dell'Italia, tre criticità che colpiscono tutta la Penisola, a danno anche dell'economia e dell'ambiente. Negli ultimi cinque anni anche il Nord Italia ha registrato dati allarmanti che indicano come questi fenomeni non siano una prerogativa solo del Sud. E i numeri parlano chiaro: dal 2006 al 2010 ci sono state 7.139 infrazioni, 9.476 persone denunciate, 1.198 sequestri, 9 arresti. Il dossier "Cemento Spa", messo a punto da Legambiente, è un viaggio tra le regioni del Nord fatto di dati e di storie per capire quanto l'illegalità sia radicata e quanto sia importante estirparla.

Un quadro, questo, che non conta lo scioglimento forzato o le dimissioni anticipate di consigli comunali per infiltrazioni mafiose, Piani di governo del territorio (Pgt) scritti e riscritti 'sotto dettatura', professionisti sorpresi con la mazzetta in mano, banconote da 200 e 500 euro, e ancora omicidi, sequestri, denunce. La regione con il più alto numero di reati è la Liguria con 1.797 infrazioni, pari al 25,2% di quelli accertati nelle regioni del Nord, con 2.641 persone denunciate e 337 sequestri. Al secondo posto c'è la Lombardia (1.606 infrazioni), seguita da Emilia Romagna (1.078), Piemonte (1.037), Veneto (903), Trentino Alto Adige (407), Friuli Venezia Giulia (278) e Valle D'Aosta (33). Tra le province del Nord la più colpita è Imperia (453 reati), segue Genova (401), Savona (398) e Sondrio (398).

Nel complesso, ragionando per macro-aree, il maggior numero d'infrazioni si concentra dunque nell'Italia Nord occidentale, dove begli ultimi cinque anni sono stati registrati 4.473 illeciti rispetto ai 2.666 di quelli del Nord orientale. E' quanto emerge da 'Cemento Spa', il dossier di Legambiente presentato questa mattina a Genova e che offre un'inquietante panoramica macroregionale del malaffare che si annida nel ciclo del cemento.

A muovere la "Cemento spa", in tutte le sue articolazioni, da quelle criminali fino alla malapolitica, è un vorticoso giro d'affari. Quello legale e quello illecito, collegato alla corruzione e all'abusivismo edilizio. Buona parte dei 60 miliardi di euro 'fatturati' ogni anno nel nostro Paese dalla corruzione, secondo le stime della Corte dei Conti, è riconducibile al sistema degli appalti pubblici e alla 'valorizzazione' immobiliare del territorio. Il mattone illegale ha fatturato solo nel 2010, secondo i dati elaborati dalla nostra associazione, almeno 1,8 miliardi di euro.

Il dossier di Legambiente, dunque, evidenzia nel Nord del Paese il maggior numero di infrazioni che si è consumato in particolare in Liguria, (1.797 infrazioni), con una incidenza di 33 reati ogni 100 chilometri quadrati (quella di Lombardia, per avere un dato di riferimento, è di 6,7). In questa regione, come provano le recenti indagini, le mafie sono diventate vere protagoniste della vita economica e politica. Non a caso, quindi, in Liguria sono stati sciolti due consigli comunali per infiltrazioni mafiose: quello di Bordighera (2011) e di Ventimiglia (2012), che si vanno ad aggiungere a quello di Bardonecchia del 1995. Invece per tre comuni piemontesi, Leinì, Rivarolo e Chivasso, il ministero dell'Interno ha disposto delle Commissioni di accesso agli atti per valutare i rischi di compromissione con la criminalità organizzata.

Ma non è solo una questione di mafie. L'abusivismo edilizio classico continua a sfregiare l'intero Paese, non solo al Sud, come solitamente viene raccontato. Secondo le stime del Cresme, nell'ultimo anno sono stati 26.500 gli abusi censiti, numero che assorbe ben 18mila nuove costruzioni. Lo scorso 29 febbraio, solo un esempio, ad Arcola, vicino La Spezia, il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato un complesso immobiliare (residenziale e commerciale) in un'area ad alto rischio idrogeologico, nonostante la Regione avesse imposto nell'area il divieto assoluto di edificazione dopo i danni arrecati dall'alluvione del 25 ottobre 2011.
(15 marzo 2012)

mercoledì 14 marzo 2012

già..........dai dai......

Regione Lombardia, indagato per corruzione il consigliere Giammario: “Tangenti sul verde” 

Una nuova inchiesta giudiziaria tocca la maggioranza guidata da Roberto Formigoni. L'esponente del Popolo della Libertà e vicepresidente della Commissione Ambiente è accusato di aver intascato una mazzetta da 10 mila euro in veste di amministratore del Parco nord Milano. Corruzione e finanziamento illecito dei partiti le ipotesi di reato nei suoi confronti
Il consigliere regionale del Pdl Angelo Giammario
A pochi giorni dal caso Boni, un’altra inchiesta giudiziaria tocca la Regione Lombardia. I carabinieri del Noe di Milano sono stati questa mattina per circa tre ore negli uffici del Pdl al consiglio regionale, dove hanno acquisito documenti. I carabinieri si sono recati nell’ufficio del consigliere Angelo Giammario, che risulta indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di corruzione e finanziamento illecito dei partiti. All’alba le forze dell’ordine avevano eseguito un’altra perquisizione proprio nella casa del consigliere regionale del Popolo della Libertà. Nel decreto di perquisizione si legge che Giammario avrebbe intascato una tangente di 10 mila euro (con la promessa di altri 30 mila) per appalti del verde pubblico in Brianza.

L’indagine coordinata dai pm Alfredo Robledo e Giordano Baggio, è uno stralcio di una precedente inchiesta della Procura di Monza, dove lo stesso Baggio – in servizio nel capoluogo brianzolo prima del recente trasferimento a Milano – e la collega Manuela Massenz si erano imbattuti in Giammario, in veste di amministratore del Parco nord Milano, in un’indagine per turbativa d’asta relativa agli appalti per la manutenzione del verde e dell’arredo urbano, a Monza e in altre città lombarde. L’inchiesta è culminata in 19 richieste di rinvio a giudizio per altrettanti imprenditori accusati di aver creato un cartello per pilotare gli appalti.

Nello stralcio milanese sarebbero indagate altre quattro persone: il florovivaista Achille Baronchelli (uno dei 19 su cui pende la richiesta di rinvio a giudizio a Monza), Nicola Di Rosario, vicepresidente del Consorzio Stabile Litta, Fulvio Saldini e Gianmauro Nigretti, quest’ultimo ritenuto dagli inquirenti il presunto intermediario della tangente.

La vicenda non sarebbe legata a quelle per cui sono indagati il presidente del Consiglio regionale Davide Boni e l’ex assessore Nicoli Cristiani, ma intanto si accumulano i casi di presunto malaffare amministrativo che colpiscono esponenti di punta della maggioranza guidata da Roberto Formigoni. Oltre a Boni e Nicoli Cristiani, accuse di corruzione hanno colpito gli ex assessori Massimo Ponzoni e Piergianni Prosperini.

L’esponente del Pdl è vicepresidente della Commissione Ambiente della Regione Lombardia e membro della commissione Sanità, mentre in passato è stato sottosegretario regionale ai rapporti con Milano. Nel 2006, come riporta il suo sito personale, è stato designato da Formigoni come rappresentante della Regione nel Cda dell’università Bocconi. Giammario, 50 anni, originario di Molfetta (Bari), è stato nel 1997 anche consigliere comunale a Milano.

Il nome di Gianmario si trova anche nelle carte dell’inchiesta Infinito del 2010 sulla ‘ndrangheta in Lombardia (dove il consigliere regionale de Pdl non è stato indagato): del sostegno alla sua corsa elettorale parlano al telefono Carlo Chiriaco, direttore della Asl di Pavia, attualmente imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, e Cosimo Barranca, accusato di essere il capo della “locale” di ‘ndrangheta di Milano.

“Non commento notizie non ufficiali”: il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si è limitato a rispondere così ai cronisti che, al termine di una conferenza stampa sulla conciliazione al Pirellone, gli hanno chiesto della presenza dei carabinieri negli uffici del Pdl in Consiglio regionale.

“Vale il principio di presunzione d’innocenza”, si è limitato ad affermare in una nota il capogruppo del Pdl in Regione Paolo Valentini, “attendiamo l’esito delle indagini”.
 
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Si parte, caccia a re Vettel
Ferrari, fame di riscatto

Milano, 13 marzo 2012

Comincia domenica il lungo Mondiale che si concluderà il 25 novembre in Brasile. Il tedesco cerca il tris, la rossa vuole interrompere il digiuno, McLaren e Raikkonen in agguato. In pista 6 campioni del mondo

I preparativi in corso a Melbourne. Colombo
I preparativi in corso a Melbourne. Colombo
Il Mondiale dei sei campioni del mondo contemporanamente in pista (Vettel, Alonso, Button, Hamilton, Schumacher e Raikkonen). Il Mondiale della caccia alla Red Bull che vuole riconfermarsi, quello della Ferrari che vuole riscattarsi, quello della McLaren sempre in agguato e quello di Schumacher che vuole dimostrare di non essere un pensionato di lusso. Quello di Raikkonen che torna dopo l'"esilio" nei rally e sembra pure aver trovato una situazione tecnica interessante alla Lotus. Quello di un calendario record che porterà le discussioni sulla F.1 a un mese esatto dal Natale, visto che l'ultima corsa dell'anno sarà in Brasile il 25 novembre, passando anche per il ritorno negli Usa, non a Indianapolis ma ad Austin, in Texas. Quale sarà lo scenario sovrano del Mondiale 2012 inizieremo comunque a scoprirlo domenica in Australia, sede della gara di apertura del nuovo, sempre attesissimo campionato del mondo.
Fernando Alonso al volante della Ferrari F2012. Ansa
Fernando Alonso al volante della Ferrari F2012. Ansa
caccia al tris — Il campione del mondo in carica, Sebastian Vettel, può diventare il terzo pilota nella storia della F.1 ad aver conquistato tre titoli mondiali consecutivi dopo Fangio e Schumacher. E sarebbe comunque, dei tre, il più giovane a riuscirci. Soprattutto si leverebbe l'etichetta di essere ancora considerato (forse più per invidia dei colleghi) quello che ha vinto facile perché guida la Red Bull. Con tre titoli in tasca, per gli avversari sarebbe una tesi sempre più scomoda e difficile da sostenere. "Non so a che punto siamo rispetto ai rivali - ha detto il tedesco prima della partenza per l'Australia - credo abbiamo fatto un buon lavoro ma scopriremo tutto solo dopo le qualifiche a Melbourne, non vedo l'ora di cominciare". In tutte le numerose, infinite, interviste premondiali, Seb ha ribadito il concetto di essere affamato e di voler dare sempre il massimo. Se la Red Bull lo dovesse assistere bene anche quest'anno, sarà un cliente durissimo per tutti, spavaldo come i giovani della sua età, ma pure terribilmente esperto, dopo due stagioni da campione in cui si è levato di dosso tutte le pressioni.
Per la McLaren niente scalino sul muso. Colombo
Per la McLaren niente scalino sul muso. Colombo
i rivali — Su chi sarà il suo principale rivale la discussione è tutta un fermento. Almeno uno dei due della McLaren non dovrebbe mancare. Alla Red Bull temono molto Jenson Button, che non si nasconde: "Rispetto all'anno scorso il nostro è stato un ottimo inverno. Certo, vorrei aver messo più chilometri di test, ma non vedo l'ora di misurarmi con gli altri". Il suo compagno di squadra Lewis Hamilton conferma: "La vettura sembra efficace e affidabile, sono davvero contento".
casa ferrari — Fernando Alonso e Felipe Massa sperano e vogliono essere della partita, spinti da tutto l'ambiente ferrarista ansioso di riscattarsi. Alonso si è lasciato scappare che l'inizio della F2012 non sarà facile, il dt Fry che il podio in Australia non è realistico, il presidente Montezemolo che vuole immediata reazione e risultati. Il clima è in apparenza teso e Felipe Massa si gioca la riconferma essendo in scadenza di contratto. Da tenere d'occhio anche l'ex Ferrari al rientro, quel Kimi Raikkonen che negli ultimi test si è scatenato. E poi la Mercedes di Schumacher che deve cominciare a produrre qualche risultato positivo. Di carne al fuoco ce n'è quindi molta.
Gazzetta TV
 
via gli scarichi soffiati — Dal punto di vista tecnico l'abolizione degli scarichi soffiati nel diffusore con finalità aerodinamiche è la novità più consistente. Sui motori non ci sono state variazioni e la mancanza di test praticamente congelerà i valori. Novità durante i sorpassi: quest'anno al pilota che è davanti sarà consentito un solo cambio di direzione per difendere la posizione. Da questa stagione sono inoltre entrati in vigore nuovi regolamenti in materia di pneumatici: i team avranno a disposizione sin dall'inizio della prima sessione di prove libere del venerdì tutti gli 11 set di gomme a loro destinati. Questa novità è stata introdotta per far sì che le vetture corrano il più possibile fin dall'inizio del weekend di gara, offrendo molta più azione in pista e qualche venerdì noioso in meno. Per rispondere al divieto degli scarichi soffiati la Pirelli ha progettato pneumatici in grado di fornire maggiore aderenza al retrotreno. Altra novità introdotta dall'azienda italiana riguarda le bande colorate poste sui fianchi degli pneumatici, più accentuate per renderle ancora più visibili agli spettatori.
Giusto Ferronato© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Ue, 5 telecom europee nel mirino
indagini su "possibili collusioni"

Deutsche Telekom, France Telecom, Telecom Italia, la spagnola Telefonica e la britannica Vodafone si riunivano nel del gruppo "E5". La Commissione europea teme un possibile cartello e vuol vederci chiaro su come limitano servizi Google, Facebook, Apple e Skype di ALESSANDRO LONGO

LA COMMISSIONE europea comincia a prendere di petto una polemica: il modo in cui gli operatori mobili limitano i servizi degli over the top come Google, Facebook, Apple, Skype. Le cinque maggiori società di telecomunicazioni europee, tra cui Telecom Italia e Vodafone, rischiano infatti una indagine della Commissione su "possibili collusioni", scrive nell'edizione odierna il Financial Times, riferendo che da Bruxelles sono state chieste informazioni sulle discussioni intercorse nel cosiddetto gruppo "E5". Si tratta di riunioni periodiche, iniziate nel 2010, tra i dirigenti di quattro ex monopolisti pubblici, Deutsche Telekom, France Telecom, Telecom Italia, la spagnola Telefonica, alle quali si aggiungeva la britannica Vodafone.

"Le richieste di informazioni riguardano il modo in cui si procede alla standardizzazione dei futuri servizi di telefonia mobile," ha detto Antoine Colombani, portavoce del commissario Ue all'antitrust, Joaquin Almunia. I dettagli sono scarni e la Commissione non ha ancora deciso se aprire un'indagine formale. Ma sono certi alcuni elementi: primo, la Commissione ha alzato il livello di attenzione sul fenomeno; secondo, gli operatori mobili studiano nuovi modi per gestire il traffico sulla rete, sia per evitare le congestioni sia per monetizzare meglio gli investimenti; terzo, si sono effettivamente riuniti per discutere il problema e- forse- trovare soluzioni comuni. La Commissione è sul chi va là appunto per chiarire quest'ultimo aspetto: c'è infatti un sottile confine tra "soluzioni comuni" e "collusioni" che facciano pensare a un cartello ai danni dei servizi e degli utenti internet mobili.

"Non sono noti ulteriori dettagli, ma posso fare alcune speculazioni", dice a Repubblica.it Innocenzo Genna, esperto di policy tlc a Bruxelles. "Probabilmente si tratta dei limiti che gli operatori mobili intendono sempre più adottare sui servizi VoIP e video degli over the top", conferma. Servizi che occupano la loro rete e/o danneggiano i loro ricavi tradizionali (sms, chiamate). È di pochi giorni fa uno studio di Ovum, secondo cui gli operatori mobili mondiali hanno perso 13,9 miliardi di dollari nel 2011 in ricavi sms, per colpa della popolarità degli instant messenger via internet. In realtà i mobili stanno già cercando di limitare alcuni servizi degli over the top, solo che evidentemente questo non basta più. È di ieri la protesta del Berec (Body of European Regulators for Electronic Communications), l'organismo che raccoglie tutte le authority europee delle Comunicazioni di 27 stati Ue: accusa gli operatori mobili di analizzare il traffico degli utenti per limitare in vario modo il VoIP e il peer to peer. In Italia lo fanno tutti gli operatori eccetto 3 Italia.

Secondo alcuni gruppi per la libertà di internet, come La Quadrature du Net, è un'inaccettabile violazione della "neutralità della rete" e dei diritti degli utenti. "La diffusione di queste pratiche mostra chiaramente che il laissez faire del commissario Ue Neelie Kroes in tema di Net Neutrality consente agli operatori di violare la libertà di comunicare e la privacy dei clienti serve una legge seria in Europa sulla net neutrality, in modo da assicurare che la libertà online, l'innovazione e la competizione nell'economia digitale siano protette", ha detto ha detto il portavoce de La Quadrature Jérémie Zimmermann. La Commissione infatti finora ha tenuto una posizione prudente. Non ha vietato espressamente le pratiche di gestione del traffico su rete fissa o mobile, ma l'hanno scorso ha avvisato che non avrebbe accettato blocchi dei servizi; e ha comunque detto che per ora si limita a monitorare le pratiche. Sarebbe intervenuta solo se avesse riscontrato danni alla concorrenza e all'innovazione. La notizia riportata dal Financial Times potrebbe essere quindi il primo segnale di allarme da parte della Commissione. Il primo indizio che qualcosa non torna e che queste pratiche possono essere in effetti una minaccia.

Di contro, tuttavia, la Commissione sa che deve muoversi con cautela. I mobili hanno il coltello dalla parte del manico: stanno facendo investimenti miliardari per lanciare l'Lte (la quarta generazione di rete mobile). In Italia, solo per accaparrarsi le frequenze necessarie, i gestori hanno speso 4,2 miliardi e dovranno investirne circa altri 6 nei prossimi anni per costruire le reti. Ecco perché chiedono alle istituzioni di settore, nazionali ed europee, di dar loro regole leggere nei confronti dei servizi over the top: è l'appello per esempio di Franco Bernabè, presidente di Telecom e di Gsma (Gsm Association), due settimane fa. Che ci aspetta, quindi? I mobili cercheranno di applicare limiti più stringenti e più sofisticati sulle tariffe (del tipo, "paga un extra per vedere i video di Youtube") e lanceranno servizi comuni concorrenti a quelli degli over the top. Gsma ha svelato la piattaforma Joyn, infatti, a cui partecipano operatori italiani, spagnoli, francesi, tedeschi e coreani: la lanceranno nell'estate 2012. Sono servizi, integrati nei cellulari, per scambiare messaggi, documenti, fare video chiamate via internet. A quel punto la sfida agli over the top sarà completa.   
(14 marzo 2012)

venerdì 9 marzo 2012

già

Massa va controcorrente
"Il podio è possibile"

MILANO, 8 marzo 2012

Felipe, a San Paolo per uno sponsor, non fa drammi sulla Ferrari: "La macchina è nuova e ho fiducia, non siamo contenti al 100% dei test, ma credo sempre che possiamo lottare per i primi tre posti. Il contratto? Non sono preoccupato"

Felipe Massa, 30 anni, al settimo anno a Maranello. Colombo
Felipe Massa, 30 anni, al settimo anno a Maranello. Colombo
La Ferrari non parte per Melbourne con i favori del pronostico, ma prima di capirne le reali potenzialità bisogna aspettare le prime prove, con la consapevolezza di poter lottare per il podio. Lo dice Felipe Massa che, a San Paolo, ha presentato il suo nuovo sponsor Tnt. "L'anno scorso - ha detto il pilota della Ferrari alla stampa brasiliana - siamo andati molto bene nei test poi siamo arrivati a Melbourne e ci siamo ritrovati a più di 1" dalla pole position. Non nascondo che non siamo soddisfatti al 100% di quello che abbiamo fatto nelle tre sessioni di test in Spagna e avrei preferito essere un po' più veloce. Abbiamo una macchina tutta nuova e dobbiamo ancora capirla bene e tirarne fuori tutto il potenziale e ho una squadra molto forte e molta fiducia nelle capacità di saper sviluppare la monoposto durante la stagione. La verità la scopriremo solamente in Australia, quando saremo tutti nelle stesse condizioni: poca benzina nel serbatoio e le gomme più morbide montate. Spero che sia un anno migliore rispetto a quello passato, che non è stato certo buono".
controcorrre sul podio — E se Pat Fry si è detto pessimista su un podio in Australia, Massa va controcorrente. "Voi pensate che non abbiamo alcuna possibilità di lottare per i primi tre posti, ma è una cosa che non mi passa per la testa - dice il brasiliano -. A Melbourne le scuderie da battere saranno Red Bull, McLaren e Lotus, ma è difficile avere certezze. Io però credo sempre che possiamo lottare per il podio: è l'unico pensiero che ho nella mia testa. Poi basta aspettare ancora pochi giorni per avere la risposta".
Felipe Massa con la Ferrari F2012 nei test al Montmelò. Epa
Felipe Massa con la Ferrari F2012 nei test al Montmelò. Epa
il futuro — Poi il pilota affronta il capitolo legato al suo futuro, visto che è in scadenza di contratto con il Cavallino. "Le voci sul mio futuro non sono una novità - commenta - Tutti siamo sotto contratto che, nel mio caso, è sempre andato di biennio in biennio con la Ferrari. Sono alla fine del secondo anno e il mio obiettivo è lavorare al 100% per poter rimanere, niente di diverso rispetto al passato. Sono alla mia settima stagione alla Rossa, non sono preoccupato. Nessuno entra in abitacolo pensando ad altre cose, io penso solo a guidare la monoposto e dare il 100% per ottenere il miglior risultato possibile".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Corteo Fiom a Roma, il giorno delle tute blu. In piazza anche studenti, No Tav e (poco) Pd 

Il percorso del corteo della Fiom del 9 marzo 2012
“IL PD NON VIENE perché ci sono quelli del Tav – ci dice Maurizio Landini, il segretario generale – ma non ha considerato che in piazza ci saranno tanti metalmeccanici”. Che verranno per lo più in pullman visti i costi proibitivi applicati da Trenitalia anche ai treni speciali. E che probabilmente ritroveranno l’orgoglio di appartenere a un sindacato che non vuole arrendersi alla linea sindacale e aziendale della Fiat. Ma non solo. La piattaforma che indice la manifestazione, e lo sciopero generale di otto ore di tutta la categoria, è infatti più ampia delle questioni aperte dalla “Fabbrica Italia” di Marchionne e chiama in causa anche il governo: il no “a ogni manomissione all’art. 18” rappresenta infatti il primo punto delle rivendicazioni Fiom assieme alla riduzione della precarietà, all’estensione degli ammortizzatori sociali, a un piano di investimenti pubblici, alla sostenibilità ambientale delle produzioni e, ovviamente, alla difesa del Contratto nazionale dei metalmeccanici che deve essere rinnovato, ma che vede Confindustria posizionata sulla linea di Marchionne. Certamente non è quello “sciopero politico contro il governo” di cui parla la Fim criticando la mobilitazione del sindacato cugino, ma che la manifestazione si carichi di un significato “generale” è chiaro a tutti. In questo senso ha un peso la presenza della Val di Susa, sia pure in forma di delegazione, che allude a una vertenza più complessiva. Ma in piazza ci saranno anche i movimenti studenteschi (partenza dalla Sapienza, in piazzale Aldo Moro) che avranno un loro spezzone, il mondo della ricerca, molta parte della Cgil – se Susanna Camusso non parlerà in piazza è solo perché è a New York, alla Commissione Onu sullo “status” delle donne – categorie come i Pensionati, i partiti della sinistra radicale ma anche l’Idv che scenderà in campo con tutto il suo gruppo dirigente per non far notare l’assenza di Di Pietro costretto a letto da una vertebra incrinata.

TRA LE ADESIONI del mondo della cultura o dalla società, Andrea Camilleri, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais, Antonio Tabucchi, don Andrea Gallo, Carlo Lucarelli, Ascanio Celestini, Gustavo Zagrebelsky, Gino Strada e tanti altri (l’elenco sul sito della Fiom o su MicroMega). Non tutto il Pd seguirà l’indicazione del partito di non scendere in piazza: ci saranno infatti Sergio Cofferati e Paolo Nerozzi, ma anche il Forum dei movimenti per l’acqua, il comitato No debito e altre sigle ancora. In occasione della manifestazione il Fattoquotidiano.it seguirà in diretta streaming tutto il corteo, dalle 9,30 alle 14,30 con interventi da piazza San Giovanni e da studio. Ospiti della redazione, Marco Ferrante, giornalista e autore del libro Marchionne, Rivoluzione Fiat, Giorgio Airaudo, responsabile Auto Fiom, Benedetto della Vedova, capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà, Stefano Fassina, responsabile economico del Pd.

Segui la cronaca ora per ora


11.00 – Corteo studenti e No Tav si unisce a corteo lavoratori

Il corteo degli studenti universitari partito da La Sapienza è giunto poco fa in Piazza dei Cinquecento e si è unito alla protesta della Fiom Cgil.

10.59 – Da corteo studenti-no tav uova contro Banca Intesa

Una decina di uova sono state lanciate dagli studenti contro una filiale di Banca Intesa, al passaggio del corteo degli universitari che aderiscono al corteo della Fiom di Roma. Gli studenti hanno anche affisso sulla banca uno striscione che recitava ‘Con l’augurio di un fallimento ad alta velocita”.

10.56 – Landini: “Il Pd rappresenti i lavoratori”

La manifestazione di oggi deimetalmeccanici della Cgil rappresenta ‘un grande risultato. Poi le forze politiche devono assumersi le proprie responsabilità e mi auguro recuperino la capacità di ascoltarè. Così il leader della Fiom, Maurizio Landini, risponde a chi gli chiede della scelta del Pd di non partecipare al corteo. ‘I partiti facciano il loro mestiere rappresentando anche gli interessi di chi lavora, che èanche la parte del Paese che paga le tasse e fa andare avanti il Paese per tutti. Ascoltarli sarebbe utilè.

10.44 – Di Pietro su Facebook: “Sono in piazza con voi”

“E’ partito il corteo della Fiom e noi dell’Idv siamo al fianco dei lavoratori per la difesa dei diritti, del lavoro, della democrazia e della Costituzione. Oggi sarei stato volentieri in piazza, ma come sapete non posso. Seguirò la manifestazione grazie alla diretta streaming trasmessa anche sul sito www.italiadeivalori.it”. E’ quanto scrive sul suo profilo facebook il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro.

10.35 – Parte il corteo di studenti e No Tav

“Reddito, diritti, audit” contro il governo dell’austerità. Dietro questo striscione, circa 300 studenti sono partiti dalla Sapienza a Roma per aderire alla manifestazione della Fiom. I giovani, tra i quali anche alcuni sostenitori dei No Tav ed esponenti dei centri sociali, raggiungeranno piazza della Repubblica per confluire nel corteo dei metalmeccanici diretto a S.Giovanni.

10.34 – Secondo Fiat adesione del 9,1%

E’ stata del 9,1%, secondo la Fiat, l’adesione degli operai di Spa e Industrial allo sciopero generale della Fiom nel primo turno di lavoro. Il Lingotto ricorda che allo sciopero generale di 4 mesi fa proclamato dalla stessa Fiom sempre tra gli operai del Gruppo l’adesione era stata del 23,2%.

10.12 – Landini a Marchionne: “Basta autoritarismo”

“Si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, a fare investimenti concreti in Italia e soprattutto a garantire le libertà sindacali”: così il leader Fiom, Maurizio Landini, si rivolge all’ad Fiat, Marchionne, a cui dice di “smetterla di avere un atteggiamento autoritario. E’ una logica sbagliata, che non va da nessuna parte”. “L’idea che le aziende funzionino impedendo ai lavoratori di scegliere il sindacato che vogliono non è utile” afferma Landini, aprendo il corteo della Fiom. E sempre rivolto all’Ad di Fiat, il segretario generale della Fiom sostiene che “dovrebbe smetterla di avere un atteggiamento autoritario verso i lavoratori: non assumere chi è iscritto alla Fiom a Pomigliano o impedire ai tre lavoratori di Melfi ingiustamente licenziati di entrare in fabbrica è una logica sbagliata che non va da nessuna parte”.

10.00 – Roma, parte il corteo della Fiom

E’ partito il corteo della Fiom che da piazza della Repubblica raggiungerà piazza S.Giovanni, per la manifestazione nazionale organizzata con lo slogan ‘Democrazia al lavoro’. In testa al corteo il segretario generale delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini. I metalmeccanici della Fiom scioperano oggi otto ore per dire ‘nò alle scelte della Fiat, per difendere i diritti e l’art.18. In piazza è atteso anche il movimento No Tav.
 
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Sacchetti bio, altro rinvio
niente multe fino al 2014

Il divieto di commercializzazione rimane, ma è stato prorogato il termine ultimo dell'emanazione da parte del governo di un decreto che definisca le caratteristiche tecniche dei shopper monouso ecologici. Intanto, fino al 31 dicembre 2013, niente sanzioni per chi viola la legge

ROMA - E' stato prorogato di sei mesi il termine per la definizione dei criteri di  biodegradabilità degli "shopper" e anche le sanzioni sono state spostate al 31 dicembre 2013. Resta invece il divieto, in vigore dal gennaio del 2011, di usare sacchetti di plastica non biodegradabili. E' quanto stabilito dalla commissione ambiente della camera, durante la discussione dell'articolo 2 del decreto su "misure straordinarie e urgenti in materia ambientale".

LA SCHEDA DELL'ESPRESSO 1

La plastica è consentita soltanto per "determinate categorie" di buste "riutilizzabili" con precise "grammature e sagome". Queste, secondo il testo del decreto, vengono definiti sulla base di alcune indicazioni: "maniglia esterna e spessore superiore a 200 micron" se destinati ad uso alimentare e "100 micron" se per altri usi; "maniglia interna" con spessore superiore ai "100 micron" se destinati ad uso alimentare e "60 micron" per altri usi.

"Il divieto di vendere gli shopper di plastica, i sacchetti non biodegradabili, in vigore da gennaio 2011, rimane - spiega Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd - vengono invece prorogati due termini: il tempo dato, sempre che il governo non la faccia prima, per emanare il decreto applicativo per i parametri di biodegradabilità dei sacchetti che passa da luglio a dicembre di quest'anno e poi il termine a partire dal quale scattano anche le sanzioni pecuniarie, il divieto infatti è in ogni caso in vigore, mentre le multe scatterranno  non da luglio di quest'anno ma nel dicembre 2013". Infine, "è stato stabilito che se i produttori hanno dei problemi per adeguare i  macchinari possono fare ricorso ai fondi del Fondo rotativo per Kyoto, ovvero quelli attivati per le misure volte a ridurre le misure di CO2".
(08 marzo 2012)