lunedì 18 giugno 2012

hahahahahhah

 Rio+20, disaccordo sul testo
Wwf: "Serve miracolo politico"

A pochi giorni dall'inizio del summit sull'ambiente, in Brasile, ancora  non è stata approvata la dichiarazione finale con gli intenti da perseguire. Divergenze tra Paesi ricchi e in via di sviluppo. Per la buona riuscita dei negoziati, l'organizzazione mondiale per la difesa della natura chiede aiuto ai leader del G20. L'Onu lancia un sondaggio globale

RIO DE JANEIRO - Accordo ancora in alto mare a Rio de Janeiro. Nonostante manchino solo tre giorni all'inizio di Rio+20, il verice sull'ambiente e sullo sviluppo sostenibile che prenderà il via il prossimo 20 giugno nella città brasiliana, la dichiarazione finale non ha ancora trovato piena approvazione. La fase preparatoria si è conclusa ieri mattina, ma solo il 38% del testo ha ricevuto l'ok: ancora 199 i paragrafi da discutere a dispetto dei 119 vagliati. I negoziati proseguiranno fino a lunedì prossimo, a ridosso del summit tra i 135 capi di Stato e di governo, sotto la responsabilità del Brasile.

La causa va ricercata nelle divergenze sul modo di affrontare gli impegni che saranno presi nell'ambito del vertice: da una parte Usa e Unione Europea, dall'altra i Paesi emergenti, Cina compresa. Per esempio, gli Stati più sviluppati hanno mal visto la proposta di creare un fondo annuale di 30 miliardi di dollari per finanziare opere sostenibili nei Paesi più poveri. Ma l'accordo è lontano anche solo nella definizione di economia verde. "Faremo il possibile", ha comunque precisato il ministro degli Esteri brasiliano Antonio Patriota. E già si parla di ridurre il documento dalle 80 pagine previste a 59.

Per uscire dall'impasse c'è chi auspica un "miracolo politico". "I negoziatori - scrive in una nota Mariagrazia Midulla, responsabile policy clima e energia di Wwf italia, a Rio per seguire i negoziati - devono ricordarsi che questa è una conferenza 'sulla sicurezza' e la sicurezza deriva dalla stabilità. Per raggiungere la stabilità, le necessità di base delle persone devono essere garantite. Per questo, se vogliamo davvero economie e sistemi politici sicuri, i nostri leader devono impegnarsi per garantire cibo, acqua ed energia per tutti. La settimana prossima questo potrà ancora accadere, ma avremo bisogno di un miracolo politico e di protagonisti forti per emergere da questo processo, mentre i 'cattivi' devono cedere il passo".

Per evitare che non si raggiunga l'accordo, il Brasile deve dimostrarsi politicamente forte. Soprattutto con quei Paesi come il Canada, che questa settimana ha presentato un piano nazionale per annullare le proprie leggi sul cambiamento climatico, intaccare quelle sulla pesca e indebolire le proprie norme di tutela ambientale. "Gli obiettivi di sviluppo sostenibile - continua il Wwf - devono essere un'evoluzione degli obiettivi di sviluppo del millennio e rio+20 deve indicare aree tematiche come cibo, acqua, energia e oceani e avviare il processo per creare i nuovi obiettivi, finanziarli e misurarli".

Per l'organizzazione mondiale per la difesa della natura, il testo finora approvato è sulla linea giusta. Ma è ricco di parole sintomo di poca iniziativa. "Quando si parla di azione - contesta Midulla - vediamo una sbilanciata vittoria delle 'parole deboli', che hanno avuto la meglio in 514 casi contro 10. Le parole deboli compaiono proprio nelle parti di testo che dovrebbero essere rafforzate, come la sezione sulla green economy che lancia un processo che era già stato lanciato a Rio nel 1992. E scarseggiano parole sull'urgenza di obiettivi di sviluppo sostenibile mentre le parti sull'energia potrebbero essere state scritte dall'industria del petrolio e dei combustibili fossili".

Per la buona riuscita dei negoziati, Midulla ha poi esortato l'intervento dei leader che prendono parte al G20 in Messico: "Si tratta di un forum per la stabilità economica e politica - e non c'è modo di raggiungere una stabilità economica senza uno sviluppo sostenibile a lungo termine".

Intanto l'Onu ha lanciato un sondaggio globale per invitare tutti gli abitanti del Pianeta a proporre soluzioni per risolvere le sfide sociali, economiche e ambientali considerate più importanti. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha lanciato l'appello: "Andate su Riodialogues 1. Diteci cosa pensate. Questi voti possono fare la differenza nel costruire un mondo prospero, equo, stabile e sostenibile per tutti". I risultati del sondaggio saranno presentati al summit. "I dialoghi - ha aggiunto Ban - sono un tentativo di creare un ponte fra la società civile e l'iter ufficiale della prossima conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile".
(17 giugno 2012)

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Jorge l'incontentabile
"Anno quasi perfetto"

SILVERSTONE (Inghilterra), 17 giugno 2012

Lorenzo spiega il primato in MotoGP: "Sembra facile ma sono al limite, per battere Stoner". Casey: "Ci manca un po' di inclinazione rispetto alla Yamaha". Pedrosa: "Al momento Jorge non si batte". Bautista: "Gran passo avanti"

Jorge Lorenzo, 4 vittorie nel 2012. Afp
Jorge Lorenzo, 4 vittorie nel 2012. Afp
Quattro successi (di questi gli ultimi tre consecutivi) e due secondi posti. Testa del Mondiale con 25 punti di vantaggio su Stoner: "La stagione finora è stata quasi perfetta". E come si può dare torto a Jorge Lorenzo, sempre più scatenato leader di questo Mondiale della MotoGP. Sembrerebbe una stagione semplice, ma dopo la gara Jorge, felicissimo, ha tenuto a spiegare che non è così: "È stata una gara molto difficile, complicata - ha detto - all'inizio ero sesto, poi ho cominciato a riprendere il gruppo davanti, non volevo fare stupidaggini e ho aspettato un po'. E infine c'è stato il duello con Casey (Stoner, n.d.r.) che è stato uno spettacolo, mi sono divertito molto". Si sente il campionato inpugno? "Assolutamente no - ha detto ancora - non posso chiedere di più, certo, ma queste sono gare corse sempre al limite. Anche oggi sarebbe bastato un piccolo errore nelle curve finali e Casey mi sarebbe arrivato addosso".
parla casey — Proprio Stoner se la prende un po' con la Honda, nel senso che nelle ultime uscite qualcosa rispetto alla Yamaha non ha funzionato. "Ho cercato di migliorare la moto nel warm-up, avevo trovato una soluzione ragionevole ma sin dai primi giri ho capito di essere in difficoltà - ha detto il campione del mondo australiano - non riuscivo ad avere la stessa inclinazione della Yamaha, in curva avevo il problema del chattering sull'anteriore e questo ha reso tutto complicato. Ho lottato e alla fine sono arrivato lì davanti". "Sul chattering - ha detto ancora Stoner - abbiamo fatto qualche passo avanti ma ci sono voluti 18 mesi. Non siamo messi così male, oggi abbiamo dovuto cercare di adattare la moto al pneumatico anteriore. Dopo 5 giri il pneumatico era distrutto, qualcosa va risolto".
Da si, Stoner, Lorenzo e Pedrosa. Afp
Da si, Stoner, Lorenzo e Pedrosa. Afp
parla dani — Finendo davanti al compagno di marca Daniel Pedrosa. Lo spagnolo ha cercato disperatamente un assalto nel finale ma Stoner gli ha chiuso tutti i varchi. "Peccato, era possibile fare secondo, ma non di più: per ora Lorenzo è troppo forte - ha detto Dani - contro Casey avevo recuperato e quando sono arrivato da lui ho pensato di passarlo ma ha ricominciato ad andare più veloce. Negli ultimi due-tre giri mi sono un po' rilassato, poi nell'ultimo ho spinto un po' di più ma non ero in scia e non sono riuscito ad arrivargli vicino per passarlo".
bautista contento — Alvaro Bautista ha chiuso al quarto posto un buon fine settimana per la Repsol Honda. Lo spagnolo del Team Gresini era partito dalla pole position. "Abbiamo lavorato molto bene - afferma - da dopo i test di Barcellona, abbiamo fatto un passo in avanti e si è visto. Sono stato vicino al podio, non volevo sbagliare, finire la gara ed è stato un buon fine settimana, siamo arrivati a 5 secondi da Lorenzo, speriamo di continuare così. La nuova gomma davanti? Non sono migliorato per quello, il cambio più grosso è stata la forcella, abbiamo fatto un bel passo in avanti e la geometria della moto è stata adattata al mio stile di guida".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Caorso, la bonifica della centrale. “Il reattore richiederà tempo e soldi”

Secondo Giordano Mancini, ex addetto al controllo della qualità di Ansaldo Nira (Nucleare Italiana Reattori Avanzati) nel 'cuore' del sito "le radiazioni ci sono e il lavoro si fa lentissimo e delicato". Finora smantellate 6.500 tonnellate di materiale metallico, il 62% di tutto quello presente nell’impianto

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Quasi diecimila tonnellate di componenti metallici: il peso della tour Eiffel. A tanto ammonta il materiale smantellato e decontaminato dell’edificio turbina nella centrale nucleare di Caorso, in provincia di Piacenza. “Si tratta del più grande intervento di bonifica di materiale contaminato realizzato in Italia”, sottolinea la Sogin, Società gestione impianti nucleari. Ora tocca all’edificio reattore, quello più problematico a livello di rischi e di costi. Ma anche di collocazione del materiale di risulta. “Per terminare la bonifica dei siti nucleari – spiega Giuseppe Nucci, ad della società statale – sono previste attività per 5 miliardi di euro e circa 2,5 miliardi per la realizzazione del Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi”.
La costruzione del Deposito, infatti, non è neppure iniziata, nonostante la legge (368/03) la ritenga da anni “indifferibile ed urgente” e da completare “entro e non oltre il 31 dicembre 2008”. L’uscita dal nucleare in Italia ha compiuto un importante passo avanti. Nella centrale di Caorso, dopo la rimozione delle turbine e del turboalternatore, anche l’edificio turbina è stato smantellato: 6.500 tonnellate di materiale metallico, il 62% di tutto quello presente nell’impianto. Decontaminato con “specifici trattamenti di sabbiatura e idrolavaggio”, ha visto compiere su di esso ben 77mila misure radiologiche. Un lavoro svolto “nella massima sicurezza e nel rispetto delle procedure radio-protezionistiche”, afferma la Sogin, condotto sotto la supervisione dell’Ispra e dell’Arpa Emilia Romagna. I componenti sono stati separati tra contaminati e non contaminati, contrassegnati e quindi tracciabili, portando ad un incoraggiante 98% il metallo decontaminato che potrà finire in fonderia. Ma non è tutto oro quello che luccica.
“La turbina e il suo edificio sono componenti relativamente esterni rispetto al reattore nucleare vero e proprio”, puntualizza Gian Piero Godio, responsabile del settore energia di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: “Pertanto il loro smantellamento, giusto e necessario, rappresenta ben poca cosa rispetto a quello della parte veramente ‘nucleare’ della centrale, che è ancora tutta lì”. C’è poi l’eterno problema dei depositi, ricorda Godio: “La strategia della Sogin, in ogni suo centro, è quella di trasformare i siti in depositi di se stessi, nonostante la totale inidoneità di queste aree”. Ovvero quasi ogni suo centro. Caorso, a differenza degli altri siti nucleari italiani, ha infatti ottenuto, grazie alle prescrizioni imposte dalla Regione, che non si possano realizzare sul posto nuovi depositi nucleari, e che i materiali radioattivi derivanti dalla disattivazione possano essere collocati solamente nei depositi già esistenti sul sito. In altre parole, precisa Godio, “quello che non si riesce a fare stare lì dovrà essere portato altrove”.
E i miliardi di euro che i contribuenti italiani dovranno sborsare ancora da qui al 2025? Un problema anche per Caorso. “È l’edificio del reattore che richiederà più tempo e soldi”, aggiunge Giordano Mancini, ex addetto al controllo della qualità di Ansaldo Nira (Nucleare Italiana Reattori Avanzati): “Se le centrali non hanno avuto guasti gravi come quello di Three Mile Island o incidenti catastrofici come Chernobyl o Fukushima, si smontano senza particolari problemi di sicurezza. Sono progettate per il decommissioning”. Ma “ci vorranno ancora molti soldi e parecchi anni, perché quando si mettono le mani sul ‘pentolone’ (il vessel del reattore) le radiazioni ci sono e il lavoro si fa lentissimo e delicato”. Inoltre, sottolinea, “il problema vero, oltre ai costi, è la collocazione delle scorie radioattive da fissione – conclude Mancini, a suo tempo impiegato anche nella costruzione della centrale di Latina – ovvero gli scarti del combustibile esaurito, ricco di plutonio, xeno e altri veleni neutronici”. Problema “vero” e da non sottovalutare, vista la quantità di rifiuti radioattivi ospedalieri, industriali e di ricerca a tutt’oggi prodotti in Italia. Che, in assenza del Deposito nazionale, resta ancora tutto da risolvere.

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Un tablet Windows 8 e low cost
Microsoft, attacco frontale all'iPad

L'azienda di Steve Ballmer annuncia un' "importante" novità per lunedì. E le indiscrezioni parlano di una tavoletta costruita in casa per sfidare frontalmente Apple e Samsung

LOS ANGELES - Mossa a sorpresa di Microsoft. Che pensa di entrare a gamba tesa nel mercato dei tablet, fin qui dominato da Apple, con il suo popolarissimo iPad, e Samsung.  L'azienda fondata da Bill Gates e guidata da Steve Ballmer sembra intenzionata a lanciare - secondo quanto riferisce l'agenzia Bloomberg - un tablet tutto suo nei prossimi giorni. Ha infatti annunciato per lunedì prossimo "un'importante novità" della quale sapremo di più probabilmente in un evento speciale previsto a Los Angeles, in California.

LE IMMAGINI 1

Questo tablet, sempre secondo le voci non confermate ufficialmente dal colosso statunitense, sarebbe equipaggiato con la versione Windows 8 la cui uscita sul mercato è prevista nel prossimo autunno. Un dispositivo di cui l'azienda avrebbe curato l'hardware in prima persona. Si tratta di un scelta decisamente insolita: in genere l'azienda di Redmond si limita a produrre il sistema operativo, lasciando che siano altre aziende a sviluppare e lanciare l'hardware. E molte di queste - tra l'altro - sono già pronte a lanciare sul mercato dei tablet con l'ultimo e atteso sistema operativo di Microsoft che dovrebbe funzionare su computer portatili, tablet e persino televisori.

Se la presentazione del tablet Microsoft sarà confermata, metterà l'azienda in diretta concorrenza con Apple e la coreana Samsung ma non solo: se, come si pensa, si tratterà di un prodotto a prezzo contenuto, anche con Amazon e il suo Kindle Fire. Tablet che viaggiano attorno ai 200 dollari. Microsoft produce hardware di elevata qualità, ma solo limitatamente a periferiche quali tastiere, mouse e joystick. Nel 2010 era stato studiato un ambizioso progetto di un tablet chiamato Courier, poi abbandonato. Negli scorsi mesi il colosso informatico aveva aggiornato la Xbox 360, aggiungendo nuove funzioni multimediali come il servizio Netflix. (15 giugno 2012)

domenica 10 giugno 2012

già...........

Cellula Anonymous oscura il sito di Grillo
ma la comunità si spacca: "Solo cani sciolti"

Una cellula di hacker, 'AnonOps', legata al movimento, critica le scelte del comico genovese e rivendica l'azione. Dura la condanna di altri componenti: "Siamo in mano a gente sprovveduta. Anonymous è una cosa seria. Quello che hanno fatto va contro i nostri principi" . E adesso sul blog di Anonymous si pensa a votare sulla legittimità dell'attacco di LAURA LONGO

ROMA - Il blog di Beppe Grillo affondato da Anonymous, ma il movimento si spacca. Il sito è rimasto inaccessibile per circa 10 ore. Paradossalmente il leader del Movimento Cinque Stelle ha chiesto aiuto alla Rete e poi, alla stessa Anonymous, sigla che nasconde espertissimi hacker che operano in tutto il mondo. "L'attacco non è sicuramente opera loro", ha dichiarato il comico genovese. Invece in serata, sul blog ufficiale di Anonymous Italia l'operazione è stato rivendicata attraverso un comunicato molto critico verso Grillo, cancellato poi dopo poche ore: "Sei un populista senza arte né parte, per questo abbiamo deciso di darti un po' della nostra attenzione".

Non va dimenticato però che Anonymous non è una struttura gerarchizzata: non ha né leader né partiti che lo controllano. "Nessun utente può garantire del comportamento dell'altro però ognuno ha diritto a sviluppare liberamente il proprio dissenso purché non discriminatorio verso religione, etnie e orientamenti sessuali", spiega un secondo post dei cyberattivisti del blog ufficiale di Anonymous Italia. "L'attacco di oggi è stato effettuato da una cellula 'AnonOps', una rete dove gli Anonymous si organizzano e comunicano da svariati anni". E poi ne giustifica l'incursione: "Riguardo al recente attacco al blog di Beppe Grillo è un'azione che può essere rivendicata. E come tutte le azioni di Anonymous è sostenuta da alcuni ma non da tutti.
La cellula - continua la nota - è stata momentaneamente esclusa dall'amministrazione del blog fino a quando l'intera comunità potrà decidere la legittimità dell'attacco con un sondaggio".

E si spiega così il fatto che - subito dopo la rivendicazione - hanno iniziato a moltiplicarsi, nelle centinaia di  commenti e su Twitter, i distinguo: "Va contro i nostri valori. Non abbiamo mai attaccato nessun media o blog. L'informazione deve essere libera e plurale. Chi l'ha fatto non ha rispettato questa regola condivisa comunemente".

Abbiamo contattato via mail uno degli esponenti del movimento, che ha duramente condannato l'operazione informatica: "Non sono altro che cani sciolti. Sembravano seri, in realtà cercano notorietà". E spiega chi c'è dietro l'attacco: "Basta vedere chi ha scritto sul blog ufficiale: uno dei tanti che non ha mai capito nulla. Purtroppo non c'è modo per bloccarli e noi anziani del movimento non possiamo intervenire. Sono in pochi. forse hanno attaccato anche con l'aiuto di qualche Anonymous non italiano che non conosce bene la situazione, qui, in Italia". Poi le parole di amarezza: "E ora, sapete quanto farà comodo dire che Anonymous ha attaccato Beppe Grillo? Non oso immaginare".

"Ripeto sono dei cani sciolti, non sanno niente delle regole, se avessero capito il senso del nostro movimento non l'avrebbero fatto. Ogni volta - prosegue l'interlocutore - ogni volta che hanno attaccato un media si sono presi delle strigliate dagli Anonymous internazionali, ma non succederà più perché purtroppo sono stati quasi tutti arrestati". Una situazione degenerata nel movimento degli hacker e in mano a persone sprovvedute. "Anonymous è una cosa seria, non si può fermare un processo bellissimo come questo. Sono solo idioti frettolosi, ma io dopo stasera lascio".

La rivendicazione. Il comunicato pubblicato da 'AnonOps' rimprovera a Grillo una serie di scelte: "Abbiamo deciso di darti un po' della nostra attenzione perché non apri le tue liste agli stranieri, perché sei un populista che cerca di raccogliere consensi senza arte né parte e che perché più volte hai magistralmente eseguito il saluto romano, sostenendo la politica di repressione fascista". "Tutto ciò basterebbe - continua la nota - per giustificare il perché di tanto accanimento".

Ma c’è dell’altro. "Sfortunatamente  - proseguono gli hacker - altri motivi ci spingono a schierarci contro di te. Il fatto che sostieni la medicina alternativa dai presunti medici che la praticano ha creato taciti consensi che hanno causato persino morti".

Anonymous poi si sposta sulla ricerca scientifica e l’ambiente: "Tralasciamo inoltre - continua Anonymous- la devastazione della barriera corallina compiuta dalla tua barca e i tuoi inutili tentativi di riparare al danno proponendone la ricostruzione". Poi i cyberattivisti parlano del caso più deplorevole: "La scomparsa del microscopio elettronico che serviva ai ricercatori per dimostrare che il plasma utilizzato negli inceneritori di ultima generazione è peggiore ai metodi precedenti". Grillo è accusato di aver prima sostenuto la ricerca nella raccolta fondi e poi di screditata, tacciandola di plagio "sottraendo il microscopio che avevi fatto (preventivamente) intestare ad una Onlus ai ricercatori, impedendo così il loro lavoro". "Ci chiediamo - conclude la nota - perché non liberi il movimento dal tuo nome".
(08 giugno 2012)

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Seb: "Abbiamo imparato"
Alonso: "Non ci fermiamo"

MONTREAL (Canada), 9 giugno 2012

Vettel felice per la pole: "Nelle ultime due gare non avevamo tirato fuori il meglio dalla vettura, ora sì". Ottimista lo spagnolo della Ferrari: "Ok assetto e aderenza, grande lavoro fatto dalla squadra"

"Non abbiamo avuto nessun problema, perché abbiamo imparato alcune lezioni dalle ultime due gare a Barcellona e Monaco dove eravamo veloci ma non siamo riusciti a trarre il meglio dalla macchina. Tratte queste lezioni siamo andati bene sia nelle libere di ieri che in quelle di oggi dove siamo andati forte". Sebastian Vettel commenta così le sue qualifiche in Canada che l'hanno visto ottenere la pole position, dominando tutte e tre le manche in programma e anche le prove libere che le hanno precedute.

 
ossi duri — Gli ultimi GP hanno insegnato che in gara tutto può accadere, specie se si hanno alle spalle due ossi durissimi come Hamilton e Alonso. Ma il campione del mondo è ottimista: "Ci siamo lanciati sul circuito cercando di leggere le condizioni dell'asfalto e sono andato molto forte sia in Q1 che in Q2 e Q3. I tempi erano molto serrati ma alla fine sono contento del risultato, spero di fare meglio domani e di distanziare di più Lewis (Hamilton). Ho fatto un'ottima qualifica e non vedo l'ora di guidare domani e di tornare in Germania da vincitore. Sarà difficile gestire la temperatura delle gomme visto che non ci sono molte curve, ma come ho detto l'importante è stato imparare dagli ultimi due gran premi".

 
nascondino lewis — Hamilton gioca invece a nascondino. A sentire l'inglese della McLaren la prima fila è un risultato quasi sorprendente: "Abbiamo dovuto lottare con i pneumatici - afferma l'inglese - abbiamo dovuto spingere molto per riuscire a gestire la temperatura. Sono comunque contento per come è andata e anche abbastanza sorpreso per la prima fila. Staremo attenti e lavoreremo duro in vista del GP".

 
passo avanti — GP che vedrà tra i possibili vincitori anche Fernando Alonso. Il ferrarista forse si aspettava qualcosa di più ma essere in terza posizione lascia aperti tutti i giochi. Specie pensando che in gara la F2012 quest'anno ha sempre lavorato più che dignitosamente. "La nostra monoposto è andata molto bene, anche ieri è andato tutto bene e sono molto più contento sia dell'assetto che del grip - ha detto il due volte iridato - è stato il primo passo in avanti ma non ci fermeremo mai, così come non lo faranno i nostri rivali. Siamo molto contenti, molto felici del lavoro fatto dai ragazzi del team. Italia-Spagna agli Europei di calcio? Non ne abbiamo ancora parlato con la squadra ma, se dovessimo vincere noi, magari al pit-stop potrei ritrovarmi con poca gente disposta a cambiarmi le gomme…".
Gazzetta TV
 
strategie felipe — Il sesto tempo di Massa conferma la crescita complessiva del pacchetto Ferrari: "Mi aspettavo di più - afferma il brasiliano - è positivo partire dalla sesta posizione ma quando c'è la macchina ti aspetti di fare un giro migliore; mi è partito il posteriore nel secondo settore e ho fallito l'occasione per migliorare di 1-2 decimi. Mi dispiace, ma andiamo avanti, si migliora e questo è molto positivo per me e per la squadra. Un solo pit-stop? Sì sarà una lotta tra 1 e 2 pit-stop per la gara".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Rinnovabili, la Ue boccia l'Italia
"Troppa burocrazia e tempi lunghi"

La Commissione ha criticato duramente il nuovo decreto del ministro dello sviluppo economico che riforma il sistema degli incentivi per le energie rinnovabili. "Procedure amministrative troppo difficili". Le reazioni: "Richiamo sacrosanto", dicono dal Pd. "Rivedere il decreto, per stare in Europa" sottolineano da Legambiente
 

BRUXELLES - La bacchettata arriva da Bruxelles. La Commissione europea ha inviato una lettera di richiamo all'Italia in cui critica severamente il nuovo decreto del ministero dello sviluppo economico che riforma il sistema di incentivi per le energie rinnovabili. Le nuove norme che impone il decreto, in discussione domani alla riunione stato-regioni, renderanno "molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento dei propri progetti", scrive l'esecutivo comunitario in una missiva dei servizi del commissario all'energia, Guenter Oettinger.

"Insieme alla riduzione degli incentivi finanziari", si legge nella lettera inviata lunedì, "le procedure amministrative che si applicano agli incentivi devono essere semplificate. L'introduzione del meccanismo dei registri per i nuovi progetti di energia rinnovabile potrebbero aumentare l'onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario". Una preoccupazione, nota Bruxelles, aumentata dall'attuale "clima finanziario difficile".

Inoltre "l'obbligo di registrare i progetti con una capacità superiore ai 12 kw per il fotovoltaico e ai 50 kw per altri progetti di tecnologie di produzione di elettricità rinnovabile potrebbe funzionare come un deterrente capace di paralizzare proprio il segmento di mercato di piccola scala che la riforma mira a rendere prioritario".

La commissione chiede anche una "differenziazione" nella riduzione delle tariffe elettriche a seconda della "maturità" delle diverse tecnologie. Il richiamo di Bruxelles sollecita poi "periodi di transizione più lunghi di quelli attualmente previsti" per poter "accompagnare l'adattamento del mercato ai nuovi sistemi d'incentivi e proteggere gli investimenti esistenti", considerando anche che "le procedure d'attuazione delle procedure dei nuovi meccanismi d'asta non sono ancora stati definiti".

Non sono ancora stati adottati, infine, lamenta la Commissione, "i sistemi di sostegno per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento". Oltre alla "necessità di un'adozione tempestiva" di queste misure, la Ue chiede "chiarezza sulla continuazione" del sistema di sostegno ai progetti di efficienza energetica e "la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema di 'certificati bianchi'".

Le reazioni. "Il richiamo che arriva all'Italia dalla Commissione Europea sul decreto rinnovabili è sacrosanto", commenta Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. "Ora si cambi, accogliendo le richieste che vengono anche dalle regioni 1, per migliorare il provvedimento che così come è rischia di bloccare il settore con inutili e vessatori appesantimenti burocratici". "E' una netta bocciatura, che non può che indurre il Governo a rivedere drasticamente l'impianto del decreto, a partire dal meccanismo dei 'registri'", dichiarano i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

Dura la replica del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza che sottolinea: "Per stare in Europa, non si possono affossare le energie pulite. L'invito di Bruxelles a rivedere da capo a fondo il nuovo decreto sulle energie rinnovabili è un chiaro avvertimento sulla necessità di non sacrificare le fonti rinnovabili e i meccanismi che le incentivano". E conclude: "Una vera e propria bocciatura su un terreno, quello delle politiche energetiche per contrastare i cambiamenti climatici e della semplificazione, che da anni rappresenta un cavallo di battaglia per l'Unione. Occorre rivedere subito l'impianto del decreto, per dare una prospettiva di sviluppo a lungo termine alle fonti pulite e tagliare le emissioni di CO2". (05 giugno 2012)

martedì 5 giugno 2012

adgafdad

Libri animati e film-videogame
la Sony risponde a Microsoft

La casa giapponese mette in campo una nutrita pattuglia di nuovi videogiochi di grande livello per arginare la perdita di appetibilità della sua console. E punta sulla qualità per il rilancio. Facendo recitare Ellen Page dal nostro inviato JAIME D'ALESSANDRO

LOS ANGELES - Sony riparte dai videogame, o almeno ci prova. Mentre Zynga, la software house di Farmville, fa per la prima volta il suo ingresso all'Electronic Entertainment Show (E3) di Los Angeles, la multinazionale giapponese che per più di dieci anni ha letteralmente dominato il mondo dei giochi elettronici con le due prime PlayStation, tenta di mettere assieme i pezzi e di risollevarsi.

"Nessuno ha la forza che abbiamo noi nel mondo dell'intrattenimento", scandisce dal palco Jack Tretton, a capo di Sony Computer Entertainment America. Ma considerando le difficoltà finanziare della compagnia, con un buco da 5,7 miliardi di dollari, il suo più che una rivendicazione sembra un mantra recitato per rassicurare i dipendenti.

Se Microsoft punta sui servizi online e sull'integrazione Xbox-tablet-smartphone 1 di oggi e soprattutto di domani, Sony si limita a mostrare i titoli di rilievo per la prossima stagione sia per PlayStation 3 e un paio per PlayStation Vita. Da questo punto di vista, aspettando la conferenza della Nintendo che comincia fra poche ore, sembra essere quella che ha per le mani i videogame in esclusiva più interessanti. Cominciando da Beyond: Two Souls, realizzato con una nuova tecnica per digitalizzare attori in carne ed ossa adoperando ben 65 telecamere in contemporanea. E nel caso specifico, l'attrice porta il nome di Ellen Page (candidata all'Oscar per Juno, per cui ha vinto un Golden Globe, e protagonista con DiCaprio di Inception).

E' la storia di una bambina di 15 anni, Jodie Holmes. Anzi: è il racconto interattivo della sua esistenza mentre cresce. Ma le accade qualcosa di brutto durante l'adolescenza e lei si ritrova braccata dalla polizia perché dotata di poteri psichici devastanti. "Epico e maturo", puntualizza David Cage, game designer di gran talento noto per videogame innovativi come Heavy Rain. Il trailer impressiona per la raffinatezza della recitazione dei protagonisti e strappa facili applausi. In un settore dove le idee originali si son fatte davvero rare, Beyond: Two Souls è una mosca bianca.

Anche i libri per bambini, Book of Spells, scritti in collaborazione con la mamma di Harry Potter, J.K. Rowling, hanno il pregio di aprire strade nuove. Via di mezzo fra testo e videogame, sfruttano la realtà aumentata (con la webcam collegabile alla Ps3) e si animano sullo schermo della tv. Permettono così di interagire con la trama e con i suoi personaggi. Sorta di giocattolo 2.0 in versione evoluta, o forse bisognerebbe dire in versione aumentata.

Chiude The Last of Us, altro progetto di livello che narra di due sopravvissuti, una ragazzina e un uomo, in una città postatomica dove regna la legge del più forte. E' una storia sentita tante volte, anche nei videogame (fra gli ultimi I am alive della Ubisoft), ma in questo caso è messa bene in scena dagli stessi autori di Uncharted e i personaggi sembrano avere una profondità psicologica fuori dal comune. Che basti a frenare l'ecosistema di Microsoft fra console e Windows 8 o la nuova Wii della Nintendo è ovviamente difficile. Ma almeno, assieme all'ennesimo God of War e Beyond: Two Souls, ha catturato l'attenzione.   
(05 giugno 2012)

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Corte dei Conti: “Troppe tasse, evasione e corruzione. Il Paese rischia di avvitarsi”

corte dei conti interna new
“Tasse e corruzione frenano la crescita italiana e il Paese rischia di avvitarsi. E non si potrà contare, ancora per qualche anno, su una ripresa del gettito fiscale“. E’ questa in sintesi la presa di posizione della  Corte dei conti alla presentazione del rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica. L’aumento della pressione fiscale provoca “impulsi recessivi sull’economia reale allontanando gli obiettivi di gettito e provocando un rischio di avvitamento”, afferma il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti Luigi Mazzillo secondo cui “va disinnescato il circolo vizioso”. I percorsi di rientro della spesa sanitaria hanno presentato “contraddizioni e criticità, evidenziate dai frequenti episodi di corruzione a danno della collettività”. Una situazione che non trova conforto in una ripresa del gettito fiscale che, secondo la Corte, continuerà ad essere in calo: “Nel 2011 il gettito fiscale è rimasto al di sotto delle previsioni, penalizzato dalla mancata ripresa dell’economica. Un fenomeno non occasionale ma destinato a protrarsi per alcuni anni”.
Come far ripartire la crescita? “Puntare sulla lotta all’evasione, elusione ed erosione fiscale per il riequilibrio del sistema di prelievo”, spiega il Presidente della Corte, Luigi Giampaolino: “Sostanzialmente esauriti i margini finora offerti dalle entrate volontarie, a cominciare da quelle per giochi, e dall’efficientamento dell’attività di riscossione, si rafforzano le ragioni per puntare sulla soluzione dell’ampliamento della base imponibile, assegnando alla lotta all’evasione ed all’elusione e al ridimensionamento dell’erosione il compito di assicurare margini consistenti per un riequilibrio del sistema di prelievi al fine poter almeno in parte conciliare rigore, equità e crescita”. La ricetta della Corte dei conti tocca un altro tema molto dibattuto: quello della dismissione del patrimonio pubblico: secondo la magistratura contabile, per una crescita più elevata è necessario ridurre il debito, da realizzare attraverso la dismissione di quote importanti del patrimonio pubblico.

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Efficienza, le immagini shock
colabrodo anche edifici post 2000

Legambiente presenta un dossier con le termogarfie di 200 immobili in 21 città: quelli realizzati con i criteri della classe energetica A sono la minoranza, anche quando a progettarli sono grandi architetti come Fuksas e Gregotti di VALERIO GUALERZI

ROMA - E' una raccolta di "cartoline" dall'Italia dell'inefficienza energetica il nuovo dossier realizzato da Legambiente in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente celebrata oggi in tutto il mondo su iniziativa delle Nazion Unite. "In classe A si vive meglio", recita con spirito esortativo il titolo del volume. Lo studio dimostra però che gli italiani che ci vivono sono ancora troppo pochi. L'associazione ha sottoposto a termogarfia 200 immobili in 21 città d'Italia scoprendo che quelli ben isolati e in grado di conservare correttamente il riscaldamento sono una minoranza e tra questi ci sono anche alcuni spacciati per ecoefficienti dai costruttori o realizzati da alcuni dei nomi più prestigiosi dell'architettura italiana come Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti.

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"La termografia è una sorta di radiografia a colori - spiega Legambiente - che consente di capire come sono costruiti gli edifici sotto il profilo dell'isolamento termico, e quindi di svelare la qualità o meno degli edifici in cui viviamo o lavoriamo. Uno strumento nuovo al quale ricorre Legambiente con un obiettivo semplice e preciso: mostrare i vantaggi degli edifici ben costruiti e gli svantaggi di quelli fatti male. Perché la vivibilità degli edifici nei quali passiamo larga parte delle nostre giornate dipende dal modo in cui sono progettati e costruiti".

Tra le costruzione prese in esame anche 91 edifici costruiti dopo il 2000, ossia dopo che le direttive europee avevano già chiarito tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire. "Su quasi tutti questi immobili nuovi e già vecchi - denuncia ancora l'associazione - i problemi sono evidenti  (dal Villaggio Olimpico di Torino, alla Giudecca a Venezia fino alla periferia di Bari, dal complesso Porta Nuova di Pescara o al quartiere Bufalotta a Roma, ad esempio) si ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee. Anche, spesso, per edifici che si promuovono come 'biocase' o a basso consumo energetico. La conseguenza è che si hanno temperature più elevate del dovuto d'estate e più fredde d'inverno, con disagio e bollette più care". Un divario nei costi energetici che nei casi più estremi può arrivare a raggiungere la ragguardevole cifra di 2000 euro l'anno per ogni famiglia.

Non si salvano neppure edifici progettati da alcune firme dell'architettura italiana, come mostrano le termografie realizzate su palazzi costruiti da Fuksas, Krier e Gregotti in via Leoni a Milano, nel quartiere Pista di Alessandria e Bicocca di Milano. "All'analisi a infrarossi presentano risultati simili a quelli di altri edifici recenti con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti - commenta Edoardo Zanchini - Se in tutti e tre gli edifici analizzati è chiara l'impronta architettonica che si voleva proporre è invece da rivedere completamente l'attenzione all'efficienza energetica".
(04 giugno 2012)

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Dovizioso in forma
È il migliore nei test

MONTMELO (Spagna), 4 giugno 2012

Nella giornata di lavoro dopo il GP il forlivese si conferma veloce con la Yamaha satellite davanti a Spies e Barbera. Rossi h provato i due forcelloni: "Quello in alluminio qui innesca troppe vibrazioni, al Mugello è invece vantaggioso"

È Andrea Dovizioso il più veloce nei test della MotoGP che si sono svolti sul circuito del Montmeló. Il pilota italiano in sella alla Yamaha privata del Team Tech3 ha fatto segnare il tempo 1'41"997, meglio di quanto fatto in gara ieri dal vincitore del GP della Catalogna, Jorge Lorenzo (Yamaha), che ha fatto segnare il giro veloce della gara in 1'42"642. Dovizioso, che si è concentrato in alcune prove di elettronica e di assetti, ha compiuto 42 giri, il doppio di un gran premio.
Gazzetta TV
 
stoner lontano — Secondo tempo per l'americano Ben Spies (Yamaha) a 146 millesimi, mentre in terza posizione c'è Hector Barbera con la Ducati privata del Team Pramac staccato da Dovizioso di 189 millesimi. Solo sesto il campione del mondo della Honda, l'australiano Casey Stoner che ha chiuso i test con il tempo 1'42"639, alle spalle del compagno di squadra Dani Pedrosa, che nella gara di ieri era arrivato secondo alle spalle di Lorenzo.
test ducati — Valentino Rossi (Ducati), che era impegnato in prove di assetto e di comparazione tra i forcelloni posteriori (tra il nuovo in alluminio e quello precedente in carbonio, usato anche in gara domenica), è solo 11° a 1"255 da Dovizioso. Rossi è rimasto in pista per 56 giri e ha chiuso i test alle spalle del compagno di squadra Nicky Hayden (10°). “Non avevamo tante cose nuove quindi ci siamo concentrati su test di assetto provando molte configurazioni diverse - ha detto Rossi - alla fine abbiamo avuto conferma che il set-up che avevamo individuato per la gara era proprio il migliore per questa pista. Abbiamo riprovato il forcellone in alluminio, che ci potrebbe aiutare per quanto riguarda il “grip” in accelerazione, ma qui innesca troppo “chattering”, diversamente da quanto era avvenuto nei test al Mugello dove invece si era rivelato un vantaggio".
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sabato 2 giugno 2012

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Sms al posto del bancomat, i pagamenti con il cellulare crescono del 62% nel 2012

Una analisi della società americana Gartner prevede una vera rivoluzione del mercato a livello mondiale nei prossimi 5 anni. I pagamenti online hanno iniziato da poco a diffondersi soprattutto tra i più giovani e potrebbero già essere sorpassati nel giro di qualche anno da SMS e NFC

NFC_interna
I dati della relazione di mercato della società di consulenza e analisi Gartner parlano chiaro: solo nel 2012 i pagamenti in mobilità attraverso l’uso di smartphone e cellulari subirà un incremento di quasi il 62 per cento rispetto all’anno scorso. Le transazioni supereranno i 171 miliardi di dollari per un numero di utenti che usufruiranno del servizio che supererà quota 212 milioni, ben oltre i 160 milioni del 2011.
Nonostante le tecnologie a disposizione degli utenti siano ancora limitate e frammentarie, si prevede che nell’arco di cinque anni i pagamenti in mobilità diventeranno il mezzo più utilizzato grazie alla forte spinta dello shopping online e dell’e-commerce. Sandy Shen, research director alla Gartner, ha commentato: “Ci aspettiamo che il volume e il valore delle transazioni attraverso tecnologie mobile a livello mondiale raggiunga una crescita media annuale del 42% tra il 2011 e il 2016, con un valore di mercato di 617 miliardi di dollari e 448 milioni di utenti nel 2016. Questo processo porterà nuovi opportunità per i fornitori del servizio che dovranno riuscire a cogliere le reali necessità per personalizzare al meglio le loro offerte”.
Il vero freno della veloce espansione a livello globale di questa tecnologia sarà però dettata dai dispositivi e dalle aziende che offriranno il servizio che, sempre secondo le previsioni della società americana, saranno ancora frammentate e poco diffuse per almeno i prossimi due anni. Se i pagamenti tramite il servizio NFC (Near Field Communicaton) non sono ancora così diffusi è sicuramente un problema dettato dalla necessità della collaborazione congiunta di diversi enti per raggiungere lo stesso scopo: dagli operatori di rete alle banche, passando per i circuiti delle carte di credito e gli stessi commercianti. Fino a qualche anno fa la tendenza di mercato sembrava andare fortemente verso la digitalizzazione delle transazioni bancarie, l’utilizzo di carte prepagate o pagamenti bancomat al posto dei più obsoleti contanti. Negli altri Paesi del continente europeo il pagamento tramite carta di credito di un semplice caffè al bar è ormai una pratica consolidata, mentre sotto questo aspetto in Italia la concezione ha iniziato ad invertire il suo andamento solo negli ultimi anni e sono ancora in molti a non possedere una carta bancomat. Nonostante la maggior parte delle persone non abbia ancora preso come abitudine quella di effettuare pagamenti online, il cambiamento prospettato dalla Gartner promette quindi di rivoluzionare completamente il mercato globale nel giro di qualche anno.
Sotto questo aspetto l’Italia sta velocemente migrando verso le transazioni digitali grazie soprattutto alle nuove generazioni e il costante aumento degli acquisti online soprattutto per quanto riguarda accessori e oggetti tecnologici. Proprio l’utilizzo delle tecnologie Web/WAP rappresenterà nel 2016 l’88% delle transazioni nel Nord America e circa l’80% nell’Europa Occidentale. Attualmente a farla da padroni continuano ad essere i pagamenti attraverso gli SMS, grazie alla loro diffusione capillare e per via delle limitazioni tecnologiche dei dispositivi mobili soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Sotto questo punto di vista è stato da poco introdotto in Italia il primo servizio di “Mobile Ticketing” a Firenze, grazie al lavoro dell’Ataf con la collaborazione dei principali operatori telefonici. Con un SMS sarà infatti possibile acquistare i biglietti urbani della durata di 90 minuti al costo di 1,20 euro senza costi aggiuntivi. Secondo Shen saranno proprio i biglietti per servizi pubblici, concerti e vendita al dettaglio ad essere da traino in questi anni per la diffusione delle tecnologie NFC.

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Facebook, prove di democrazia
"Votate le regole sulla privacy"

Chiamati ad esprimersi oltre 900 milioni di utenti. La consultazione sarà valida se parteciperanno almeno 270 milioni, in caso contrario il risultato sarà "indicativo". Ma potrebbe essere l'ultima volta

NUOVE FUNZIONALITA' per le pagine, la timeline, gli strumenti per gli amministratori. E trasparenza su come il social network più frequentato del mondo, quasi un miliardo di utenti, utilizza i dati personali di ognuno. Argomenti delicati come le informazioni che contengono, su cui Facebook chiede che gli utenti si esprimano direttamente, attraverso una procedura di voto. Anche perché nelle regole della piattaforma c'è la possibilità di pubblicare annunci con dentro informazioni relative agli utenti anche al di fuori del social network. Una fonte di reddito, in cui gli utenti diventano sponsor senza pagare nulla ma anche senza guadagno. Su questa e altre questioni riguardanti la privacy, gli utenti esprimeranno la loro opinione

Si vota online. E' la seconda volta che Facebook chiede agli utenti di esprimersi, ma la prima volta l'utenza del sito era molto più contenuta, circa 200 milioni di utenti. La consultazione durerà una settimana, a partire dal primo giugno. Perché il voto sia valido e abbia effetto sulle decisioni dell'azienda, ad esprimersi dovrà essere almeno terzo dell'utenza, quindi circa 270 milioni di utenti. Se la consultazione non dovesse raggiungere il quorum, Facebook considererà il voto "indicativo", mentre a pieno quorum le decisioni dei votanti saranno rispettate. Se la tanto discussa "Timeline" resterà o meno insomma lo decideranno gli utenti. Uno scenario inedito: più che una ricerca di marketing in tempo reale, questa mossa di Facebook sembra una prova tecnica di espressione pubblica online. E' un referendum dai grandi numeri, che può rendere chiaro al mondo il potere di movimentazione di masse umane in Rete. Un'iniziativa che capita proprio nel momento in cui le azioni di Facebook non brillano, e che potrebbe riaccendere l'interesse del mercato.

Forse l'ultima volta. L'azienda si dice interessata a "un responso popolare di alta qualità più che di massa", come spiega Erin Dogan, Chief Privacy Officer of Policy di Facebook. Il social network conferma l'interesse dell'azienda a valutare l'opinione degli utenti ma sta lavorando sui modi migliori per ottenerla. E non è detto che lo strumento utilizzato questa volta sia quello definitivo: "Potranno cambiare i modi in cui gli utenti parteciperanno, ma il nostro impegno per una maggiore trasparenza e connessione con chi usa Facebook non è in discussione", scrive il vice presidente del social network Elliot Schrage in un blog: "Esploreremo le modalità migliori per portare le proposte e i suggerimenti dei nostri utenti all'attezione degli amministratori del social network", conclude.
  (01 giugno 2012)
 
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Montmelò, acuto di Pedrosa
Stoner è lì; Rossi indietro

MONTMELO (Spagna), 2 giugno 2012

Nelle libere lo spagnolo della Honda precede il compagno di squadra. Terzo Dovizioso, poi Barbera, Hayden e Lorenzo. Vale solo 9° a 1"4. Alle 13.55 le qualifiche

Dani Pedrosa, 26 anni, spagnolo della Honda Hrc. Afp
Dani Pedrosa, 26 anni, spagnolo della Honda Hrc. Afp
Nelle libere del sabato sulla pista del Montmelò, sede del GP di Catalunya, svetta Dani Pedrosa con la Honda, con il tempo di 1'41"464, davanti al compagno Casey Stoner, staccato di 320/1000. La Honda, quindi, si riprende dopo una prima giornata in ombra, ma in una situazione generale di incertezza, con tanti piloti volti a sperimentare la soluzione migliore per la scelta della gomma, morbida o dura, il cui rendimento varia da moto a moto e dalla temperatura dell'asfalto: lo spagnolo, per capirci, ha fatto il tempo con la soft, mentre l'australiano ha usato la dura. Terzo Dovizioso (Yamaha Tech 3) a 347/1000, poi due Ducati: non quella di Rossi, solo 9° a 1"477, ma le Desmosedici di Barbera, 4° a 707/1000, e Hayden, 5° a 787/1000. Solo 6° Lorenzo, che però ha girato con gomme giù usurate.
cortese caduto — Caduta, intanto, per Sandro Cortese, nelle libere della Moto3: il pilota italo-tedesco è stato disarcionato dalla sua Ktm, ha battuto violentemente la mano destra ed è stato portato al centro medico per dei controlli. Per lui solo una forte contusione.
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Trivellazioni nel decreto incentivi
il limite previsto a 5 miglia marine

Nel decreto sugli incentivi e il rilancio delle infrastrutture, Passera inserisce il nuovo via libera alle estrazioni molto più vicine alla costa. La denuncia da due senatori del Pd: "Enormi rischi e vantaggi minimi" di ANTONIO CIANCIULLO

E' DURATO due anni il ricordo del disastro del Golfo del Messico, che in America continua a seminare una lunga scia di danni. Nel maggio 2010 il governo Berlusconi bloccò le trivelle. Ora è pronto il nuovo via libera per le trivellazioni fino a 5 miglia dalle coste. La denuncia viene dai senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. "Nel decreto sugli incentivi e il rilancio delle infrastrutture, ormai quasi pronto, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera intende dare semaforo verde per le trivellazioni petrolifere e gasiere selvagge nei mari italiani, con un limite per gli interventi off shore che  passa da 12 a 5 miglia marine, praticamente sottocosta", spiega Ferrante.

Secondo i calcoli del ministero dello Sviluppo economico, le nuove trivellazioni porterebbero a 2 miliardi di euro l'anno di entrate. Numeri che i senatori del Pd contestano: "I rischi economici sono importanti e i vantaggi minimi. Anche se estraessimo le 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, ai consumi attuali li esauriremmo in soli 55 giorni. Non possiamo continuare a costruire capannoni che non si tengono in piedi appena si è appannata la memoria del'ultimo terremoto e a trasformare il Mediterraneo in una groviera due anni dopo l'esplosione della piattaforma della Bp".

Tra l'altro una quantità ben maggiore del gas che si potrebbe estrarre dal mare è potenzialmente già disponibile in modo non rischioso: è il biometano, un'energia rinnovabile che tra l'altro darebbe un'iniezione di reddito alle imprese agricole sull'orlo della chiusura. Secondo i calcoli delle associazioni di settore entro il 2030 può valere 8 miliardi di metri cubi prodotti l'anno, ossia l'attuale produzione di gas naturale in Italia. E questo obiettivo potrebbe essere raggiunto per il 65% già nel 2020. Ottenendo un risparmio annuo, calcolato a prezzi correnti, di 5 miliardi di euro.

Esattamente la stessa quantità di energia, l'equivalente di 8 miliardi di metri cubi di metano, potrebbe essere ottenuta se si utilizzasse il giacimento di energia nascosto nelle case, cioè se si eliminassero gli sprechi energetici. "Efficienza e fonti rinnovabili possono darci lavoro e sicurezza energetica oggi e nel lungo periodo", concludono Ferrante e Della Seta, "Ma la paralisi normativa sulle fonti rinnovabili e i decreti ministeriali che aumentano il peso della burocrazia finirebbero per soffocare assieme all'energia pulita un settore produttivo che vale l'1% del Pil. C'è un serio rischio disoccupazione e una seria minaccia per il sistema paese. Abbiamo pochi giorni a disposizione per correggere la rotta seguendo i suggerimenti delle Regioni che chiedono di non fermare la nostra economia".
(01 giugno 2012)

venerdì 25 maggio 2012

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La Camera ha bocciato l'emendamento dell'Idv contenuto nella riforma del finanziamento dei partiti. Il ddl comunque è stato approvato alla Camera e ora passa al Senato. Di Pietro: "Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore". Pd e Udc chiedono lo stralcio del taglio dei parlamentari

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Anche se i partiti includono nelle loro liste nomi di condannati hanno diritto ai rimborsi elettorali. E’ stato respinto alla Camera con 325 no l’emendamento dell’Italia dei Valori che puntava a interrompere l’erogazione delle risorse pubbliche in presenza di eletti e candidati giudicati colpevoli anche con sentenze non definitive. Contro la bocciatura hanno protestato anche i finiani. Lo Presti (Fli) ha annunciato la sua astensione sull’intero provvedimento. Per il relatore del testo sul finanziamento dei partiti, Gianclaudio Bressa, in conferenza stampa con l’altro relatore Peppino Calderisi, Montecitorio “ha bocciato l’emendamento” in quanto “la responsabilità penale è del tutto personale”. L’emendamento è contenuto nel ddl per la riforma del finanziamento dei partiti che oggi è stato approvato a Montecitorio con 291 sì che ora passa all’esame del Senato. Hanno votato contro in 78, astenuti 17.
Antonio Di Pietro, primo firmatario dell’emendamento bocciato, commenta sul suo blog: “Hanno scambiato il Parlamento per San Vittore – scrive –  e ogni volta che c’è una commemorazione per morti di mafia continuano ipocritamente a inondarvi di messaggi sulle battaglie delle istituzioni, mentre lavorano in direzione opposta”, commenta il leader Idv che ha deciso di diffondere un video perchè “quel che è successo stamattina in Parlamento nelle votazioni della legge sul finanziamento dei partiti è gravissimo”. Di Pietro spiega anche il silenzio intorno a “quanto sta accadendo nell’aula della Camera” perché ritiene che “in questo Paese non esiste più un’informazione imparziale e onesta. I media parlano con una voce sola e si preoccupano di nascondere le cose invece di raccontarle: il manovratore non va disturbato”. Ribadisce poi la posizione dell’Italia dei Valori che “voterà contro questa legge sul finanziamento dei partiti perchè è una legge-beffa, di una casta che pensa all’autoconservazione”. Sui rimborsi elettorali è intervenuto anche Beppe Grillo a seguito dell’emendamento presentato dall’Udc già approvato alla Camera che vincola l’erogazione dei fondi solo a chi ha uno statuto. 
CONTROLLO SUI BILANCI DEI PARTITI: L’idea della ‘task force’ per la trasparenza con 5 magistrati, 3 della Corte dei Conti, uno del Consiglio di Stato e uno della Corte di Cassazione, ottiene il via libera di Montecitorio, anche se la Corte dei Conti aveva rivendicato la competenza a svolgere “qualsiasi forma di controllo” sui bilanci dei partiti. Ma i relatori rispediscono le critiche al mittente: da parte del presidente delle Corte dei Conti, dice Bressa, c’è “una interpretazione suggestiva. Anzi. Un’interpretazione creativa della Costituzione”. E’ il Parlamento che decide, insistono, e su questo non possono ricadere delle “tensioni giurisdizionali” che evidentemente esistono tra le varie magistrature. E a questo proposito si cita la lettera del primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo con la quale si protestò sempre contro la composizione della ‘Task Force’ per la trasparenza. Lui, disse, non poteva svolgere compiti che non gli fossero riconosciuti dalla Costituzione e soprattutto non poteva essere coordinato dal presidente della Corte dei Conti, come prevedeva la formulazione originaria della Commissione (i 3 presidenti di Corte Conti, Consiglio di Stato e Cassazione coordinati dal primo). La task force avrà sede presso la Camera e comminerà sanzioni.
Il provvedimento, inoltre, introduce un primo efficace controllo anche per l’obbligo di rivolgersi a società di revisione iscritte all’albo Consob che stileranno una relazione che poi dovrà essere trasmessa alla Commissione di controllo.Respinta anche la proposta della Lanzillotta (Api) di vietare erogazioni in denaro da parte di enti pubblici e società controllate dallo Stato in favore di associazioni, fondazioni, enti o altri soggetti presieduti da deputati, senatori, europarlamentari o membri di assemblee elettive o da dirigenti di partito. 
RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI: Nell’incertezza determinata dall’annuncio della conferenza stampa di domani di Berlusconi e Alfano al Senato, il Pd ha chiesto lo stralcio della parte della riforma relativa alla riduzione dei parlamentari. Alla richiesta ha aderito l’Udc. Conversando con i cronisti a Palazzo Madama, la capogruppo dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha detto: “Chiedo che questa parte della riforma vada in Aula, così la mettiamo in sicurezza” dal momento che “le indiscrezioni dicono che la conferenza stampa di domani di Berlusconi e Alfano sarà su una proposta di riforma della Costituzione”. Gianpiero D’Alia (Udc) ha aggiunto: “Se il Pdl vuol far saltare il tavolo, noi siamo per lo stralcio”.
RIMBORSI DIMEZZATI: Taglio del 50% dei rimborsi ai partiti. Dai 182 attuali si passa a 91 milioni. Il 70% di questi saranno erogazioni ricevute direttamente dallo Stato (63,7 milioni di euro); il 30% (27,3 milioni) sarà di cofinanziamento. Il che significa che partiti riceveranno 50 centesimi per ogni euro ricevuto da persone fisiche o enti. E ogni contributo non potrà superare i 10.000 euro.  
DETRAZIONI FISCALI: Un privato che voglia finanziare il partito del cuore potrà avere una detrazione fiscale del 24% per il 2013 e del 26% dal 2014. Stessa detrazione si avrà per chi sceglie le Onlus. Perchè i donatori abbiano diritto alla detrazione basterà che il partito abbia presentato una lista.
QUOTE ROSA: Se più di due terzi dei candidati di un partito sono dello stesso ‘generè la forza politica si vedrà decurtata del 5% la quota di rimborso che le spetta.
TESORIERI ‘TRASPARENTI’: Per tutti i tesorieri, anche non eletti, scatterà l’obbligo di pubblicare redditi e patrimonio anche di moglie (se c’è comunione dei beni) e figli a carico. I tesorieri che ‘sbagliano’ non potranno più sottoscrivere i bilanci del partito per almeno 5 anni. Questo emendamento ha provocato momenti di tensione. A scatenarli, l’intervento del tesoriere dei Ds Ugo Sposetti che dice di non votare la norma “in dissenso dal gruppo” in “memoria” e “rispetto” di “galantuomini che hanno scritto la storia di questo Parlamento come Severino Citaristi e Stefanini”. Gli applausi, arrivati solo dai banchi del Pdl, scatenano commenti al vetriolo. Poi la norma riceve l’ok e ora i tesorieri anche non eletti dovranno pubblicare redditi e patrimoni personali e quelli della moglie (se in regime di comunione) e dei figli a carico. 
COME ACCEDERE AI RIMBORSI: I partiti, per avere i finanziamenti, dovranno ottenere il 2% alla Camera o avere almeno un eletto. Dovranno dotarsi di uno Statuto democratico e dovranno farne esplicita richiesta dopo le elezioni.
TETTI DI SPESA: Sono previsti per elezioni politiche, europee e amministrative. I Comuni si divideranno in tre fasce. La I da 15 mila a 100 mila abitanti; la II da 100 mila a 500 mila; la III da 500 mila in su. Se si tratta di candidati sindaci: per la prima fascia potranno spendere 25 mila euro, più un euro per ogni iscritto nelle liste elettorali. Nella seconda, 125 mila euro più un euro per ogni scritto. Per la terza, 250 mila euro più 0,90 centesimi per ogni iscritto. Tetti ridotti per i consiglieri.
SI INVESTE SOLO IN TITOLI DI STATO UE: I partiti potranno investire esclusivamente in titoli di Stato europei.
NO CASE IN AFFITTO DA ELETTI: Partiti e movimenti non potranno più prendere in affitto o acquistare a titolo oneroso immobili da persone elette in Parlamento, in Europa e nei consigli regionali.
SANZIONI: La ‘pena’ massima è il taglio del rimborso. Ma ci sono anche altre sanzioni che vanno dalla decurtazione dei due terzi di rimborsi e contributi a seconda della gravità della violazione.

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Yahoo! lancia il suo browser
"Axis", il web è un'immagine

Disponibile come estensione sui navigatori tradizionali e come app per iPhone e iPad, il nuovo software è il simbolo di un rilancio aziendale dopo le recenti vicissitudini. Un prodotto particolare e intelligente con cui sincronizzare la navigazione da desktop a dispositivi mobili e viceversa, con poche parole: la navigazione è tutta grafica, come una rivista del web

NELL'ARENA in cui si combatte la dei browser si aggiunge un nuovo campione. Si chiama Axis ed è la proposta di Yahoo! per competere con Chrome, recentemente numero uno al mondo, Firefox e Internet Explorer. Una proposta "indiretta": per ora Axis non è una vera e propria applicazione indipendente, almeno sui desktop, dove si installa come estensione dei browser tradizionali, Windows e Mac. In versione mobile per iOs è invece una classica app che si scarica dallo store, e si sincronizza istantaneamente con le altre sessioni Axis del medesimo utente. Yahoo insomma rilancia, dopo le non felici oscillazioni borsistiche e le vicissitudini al vertice.
Il web è un'immagine. L'interpretazione di Yahoo! del browser è peculiare. Axis è incentrato su due coordinate, la ricerca - affidata per accordo a Bing di Microsoft, nonostante il search sia storicamente la funzione primaria di Yahoo! - e le immagini, che sono la modalità di visualizzazione dei risultati. Utilizzare Axis di fatto equivale a navigare in Rete sfogliando un catalogo illustrato del web e dedicato in particolare all'argomento di ricerca. Un'esperienza piacevole e certamente inusuale, anche se non mancano dei plugin per browser come Cooliris che partono dallo stesso concetto. La chiave interessante di Axis è la sincronia. Sulla scia di quanto già fa Chrome, che sincronizza le schede aperte su tutti i dispositivi collegati al proprio account Google, e Firefox Sync in misura minore, Axis rende la navigazione contigua su ogni device registrato dall'utente. Si potrà ad esempio sospendere una sessione internet-Axis sul pc, prendere il tablet e andare in riunione, lanciare Axis e continuare esattamente dal punto di abbandono.

Ottime impressioni. Ci sono ancora dei bachi in Axis, e il sistema va evidentemente perfezionato. Per scaricarlo su iPad e iPhone al momento c'è bisogno di un account americano per l'App store. Ma è proprio in versione mobile che Axis rende al meglio, sia per l'impostazione molto grafica che per la sincronia immediata con la controparte desktop. Sul tablet Apple, Axis risulta una app molto intuitiva da usare e potrebbe definire un trend: dietro c'è una grande idea, e se Yahoo riesce a integrarla con i servizi di cui già dispone, potrebbe iniziare a ricreare un suo giardino fiorito e ben delimitato all'interno del web. (24 maggio 2012)
 
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Alonso ha buone sensazioni
"Abbiamo iniziato nel modo giusto"

MONTECARLO, 24 maggio 2012

Lo spagnolo della Ferrari dopo le libere a Montecarlo: "Le sensazioni sulla vettura sono positive e la trazione è buona, perché le gomme non si degradano"

Momento di relax ai box per Fernando Alonso. Ansa
Momento di relax ai box per Fernando Alonso. Ansa
Le libere di un GP vivono di sensazioni, tanto più se si corre su un tracciato fuori dalla norma come quello di Monaco e se anche le condizioni climatiche variano, lasciando per esempio senza risposta il quesito sulla durata e la reale prestazione della gomma super morbida, ovvero la mescola con la quale sabato si lotterà per la pole position. Ma, anche se la pioggia ha ridotto a una manciata di minuti le prove pomeridiane, le sensazioni al box della Ferrari sono positive come dicono in coro Alonso, Massa e il direttore tecnico Pat Fry. "Per quanto riguarda la vettura - ha commentato lo spagnolo - le sensazioni sono tutte piuttosto positive: ogni cosa sembra rispondere alle nostre aspettative. Abbiamo fatto delle piccole modifiche sull’assetto, cercando di migliorarlo ma è ovviamente presto per trarre le conclusioni. Diciamo che abbiamo iniziato il fine settimana col piede giusto: ora vediamo di continuare su questa strada".

TRAZIONE — In particolare l’attenzione dei tecnici era puntata sulla trazione che costituisce uno dei tallone d’achille della F2012 e che qui è fondamentale per fare il tempo. E anche qui le notizie sono confortanti: "La situazione è meglio del previsto, lo capiamo anche dal fatto che le gomme non si degradano. Io ho costantemente migliorato il tempo prima che piovesse nel pomeriggio e più in generale la macchina è buona da guidare. Anche il bilanciamento è già positivo, certo non sappiamo che cosa succederà con le gomme supersoffici. La pole? E’ presto per dirlo, dopo le ultime libere di sabato mattina avremo le idee più chiare". Infine il direttore tecnico Pat Fry sottolinea "che non abbiamo avuto alcun problema di sorta sulle due vetture, il che è sempre positivo su un tracciato come questo". Già, perché al mattino Massa ha pizzicato il guard-rail al Tabaccaio senza conseguenze e al pomeriggio, causa l’asfalto viscido, è andato lungo alla discesa del Mirabeau
dal nostro inviato
Andrea Cremonesi© RIPRODUZIONE RISERVATA

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 Rossi, un podio per il futuro

È sempre lui l'ago del mercato

ROMA, 21 maggio 2012

Il 2° posto di Le Mans con la Ducati conferma il ruoto di top rider di Vale, che con la Honda Hrc di Stoner vacante, può alzare con Borgo Panigale le sue pretese di garanzie tecniche. La crescita della Desmosedici sarà decisiva per tenerlo sulla rossa

Valentino Rossi, 33 anni, sul podio di Le Mans: 2°. Afp
Valentino Rossi, 33 anni, sul podio di Le Mans: 2°. Afp
I tuoni del week end di Le Mans hanno lasciato un'eco più profonda della cavalcata trionfale di Jorge Lorenzo e dello splendido 2° posto di Valentino Rossi con la Ducati, dopo un duello dall'antico sapore di iride con il 'prepensionato' Casey Stoner. La Francia, infatti, riconsegna al motomondiale alcune certezze come la caratura di Lorenzo, l'inaffidabilità di Pedrosa, la qualità della Yamaha; fuga dei dubbi legati a Rossi, che non è il dimesso pilota apparso nel post Qatar ("ho perso le speranze con questa moto"), ma un campione che sa ancora fare la differenza, e lascia degli interrogativi sullo scacchiere del futuro, aperti dall'annuncio del ritiro di Stoner e ancor più intricati dopo la prestazione di Valentino.
vale non si è perso — Inutile illudersi: il podio di Le Mans non rilancerà Vale nelle partita iridata, come lo stesso pesarese ha ammesso: "sull'asciutto non è ancora plausibile puntare al podio, ma almeno dobbiamo cercare di essere lì con le Yamaha Tech 3 e divertirci". Al massimo Rossi potrà fare da terzo incomodo come in Francia - pesanti i 4 punti tolti a Stoner nel testa a testa con Lorenzo - quando le variabili dei GP ne presenteranno l'occasione. Per crescere ancora, però, la Ducati deve lavorare ancora sodo, cercando di ammorbidire quel motore che sul bagnato, con la potenza inevitabilmete tagliata, rende la Desmosedici un perfetto mezzo anfibio da battaglia, ma non solo. Gli imminenti test al Mugello serviranno a questo e "saranno molto più importanti del podio", come ha detto Vale, e hanno il sapore del crocevia. Non della stagione, ma del futuro. Il risultato di Le Mans ha fatto capire che Rossi ha ancora voglia di combattere, la cattiveria agonistica dei bei tempi, e che, adeguatamente supportato, resta un pilota da lotta al vertice. Si era smarrito nelle contorsioni tecniche di Borgo Panigale, ma alla prima occasione di poter mostrare la sua stoffa, non ha fallito. In più, con il passo indietro di Stoner, sa di essere l'asso di briscola, che al tavolo del mercato tutti i team cercheranno di accaparrarsi.
le chiavi del mercato — Uscendo di scena, infatti, Stoner lascia una bella Honda Hrc che fa gola a tanti, ma che in pochi possono permettersi. Forse non più Pedrosa, che dopo tanti anni con la casa madre non pare in grado di ricevere i galloni di prima guida; non ancora Marc Marquez, che se non cambiano le regole salirà dalla Moto2, ma sarà parcheggiato in un team satellite prima di vestire il rossonerarancio della squadra ufficiale; probabilmente non Lorenzo, che ha dichiarato fedeltà e amore ai tre diapason della Yamaha, ma che non si volterebbe certo dall'altra parte davanti a un'offerta irrinunciabile che gli arrivasse da Tokyo. Quindi tocca a Vale? Non è certo, ma non è da escludersi, visto che pure il vicepresidente Hrc Nakamoto ha lasciato uno spiraglio - "Tutto è possibile" -, impensabile fino a qualche tempo fa, considerando le modalità del divorzio di Vale da Tokyo per andare a riportare gloria alla Yamaha, la rivale di Iwata.
Valentino Rossi, 33, e Jorge Lorenzo, 25 a Le Mans. LaPresse
Valentino Rossi, 33, e Jorge Lorenzo, 25 a Le Mans. LaPresse
la carta ducati — Per scompaginare i piani giapponesi, in una partita in cui la prima mossa, come a scacchi, produrrà immediate conseguenze per gli altri pezzi, la Ducati ha una sola chance: far capire in poco tempo a Vale di potergli dare un mezzo competitivo dal 2013 in poi. Se da questi test del Mugello, o dal lavoro entro l'estate, o dalle garanzie che avrà ricevuto da una squadra che si è messa totalmente a sua disposizione, Vale riceverà segnali sufficienti per capire di poter lottare per il primato, o almeno essere lì "a divertirsi", allora la partita potrebbe essere chiusa e la "x" vacante di casa Honda non preoccuperà più di tanto Filippo Preziosi&C: Rossi e la rossa proseguiranno il loro, travagliato, matrimonio per inseguire la massima suggestione di un trionfo tutto tricolore. Il tempo però stringe, tutti i segnali, da qui ai prossimi mesi saranno decisivi e anche ogni singola sessione di test può avere una valenza enorme. In fondo, a setacciare con meticolosità il gruppo, senza Stoner restano due i top rider: Lorenzo e Rossi. Entrambi hanno carisma, velocità e caratura da vendere. E sanno di poter alzare il tiro delle loro pretese. Uno lo ha sempre saputo; l'altro ha solo dimostrato in Francia, di poterlo ribadire ad alta voce.
Massimo Brizzi© RIPRODUZIONE RISERVATA