sabato 6 ottobre 2012

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Apple, Cook ricorda Steve Jobs
la Rete: "Non sarà dimenticato"

Sul sito dell'azienda una lettera dell'amministratore delegato: "Il lavoro che stiamo facendo è un tributo bellissimo alla memoria" del cofondatore. E sul web si moltiplicano i messaggi, mentre i video relativi collezionano milioni di visualizzazioni

A UN ANNO dalla scomparsa del cofondatore di Apple, la Mela lo ricorda con un messaggio dell'attuale amministratore dell'azienda, Tim Cook. "La morte di Steve Jobs, un anno fa, è stato un momento triste e difficile per tutti noi", scrive Cook sull'home page sito di Apple, commentando l'anniversario della scomparsa dell'uomo simbolo dell'azienda di Cupertino .
"Spero che oggi sia un'occasione per riflettere sulla sua vita straordinaria", prosegue la lettera, "L'azienda che ha fondato è stata ispirazione di creatività per molti". Il numero uno di Apple ha infine avvertito di essere "incredibilmente orgoglioso del lavoro che stiamo facendo, che è un tributo bellissimo alla memoria di Steve". Sul sito, l'azienda ha caricato un video che racconta alcuni momenti della vita e della storia professionale di Steve Jobs. Immagini in memoria appaiono anche negli Apple Store, da Palo Alto in poi.


Il ricordo del web. "Non mi sembra sia passato un anno", "Grazie per aver messo il mondo tra le mie dita", "Non sarai dimenticato. Mi hai ispirato a essere differente", "Oggi indosso un girocollo nero in tuo onore". Steve Jobs è presente nei ricordi e nelle parole degli utenti di internet, e presumibilmente dei prodotti Apple. In rete arrivano tanti messaggi, video, foto e citazioni, tanto che 'Rip Steve Jobs' è tra i dieci argomenti più discussi di Twitter, sia in Italia che nel mondo. Mentre su Facebook gli utenti scrivono sulla bacheca dei diversi profili aperti dai fan, in sua memoria.
In tanti postano e cercano online anche i suoi video. Sono molto gettonati su YouTube quelli delle presentazioni di iPhone e iPad dell'iCeo, mentre il video del famoso discorso all'Università di Stanford in cui Jobs raccontò la sua vita e pronunciò la celebre frase "Siate affamati, siate folli", ha raccolto oltre 15 milioni di visualizzazioni. E c'è un filmato in cui Guy Kawasaki, ex software evangelist di Apple, racconta le lunghe discussioni con Jobs e la sua ironia.

  (05 ottobre 2012)
 
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Alonso: "Frenato da bandiere"
Vettel: "Macchina fantastica"

SUZUKA (Giappone), 6 ottobre 2012

Lo spagnolo della Ferrari recrimina: "Che sfortuna, sono passato davanti alla curva dell'uscita di Raikkonen proprio quando dovevo rallentare, sennò ero in seconda fila". Massa: "Problemi con un treno di gomme". Sebastian: "Mi aspetto una grande gara". Hamilton: "Sbaglio di assetto"

Fernando Alonso, 31 anni, terza stagione alla Ferrari. Epa
Fernando Alonso, 31 anni, terza stagione alla Ferrari. Epa
Veramente una qualifica sfortunata per Fernando Alonso, a Suzuka, costretto a rallentare per le bandiere gialle legate all'uscita di Raikkonen, esposte proprio nel momento del passaggio dello spagnolo. "Siamo stati davvero sfortunati - ha detto lo spagnolo -: 5" prima c'erano le bandiere verdi e 5" dopo il mio passaggio sono state esposte di nuovo; nel mezzo, con le gialle, sono passato nella curva dove è uscito Raikkonen e ho dovuto rallentare: un peccato. Ho perso almeno un 4° posto che con la retrocessione di Button sarebbe stato un 3°. Quelli che dicono che noi siamo fortunati dimenticano spesso qualcosa: in questo sabato non lo siamo stati". Le McLaren sono alle spalle, ma le Red Bull paiono irraggiungibili: "Hamilton è dietro, ma sia lui sia Jenson hanno un grande passo - ha detto Fernando -. Noi dobbiamo però guardare a chi sta davanti: le Red Bull qui sono molto forti, ma lo erano anche a Singapore. Sarà importante finire la gara, ma si deciderà tutto in corsa, è ancora tutto aperto: conterà fare una buona partenza, studiare la migliore strategia e tenere le gomme sottto controllo".
domenicali — Deluso anche Domenicali: "Senza quelle bandiere gialle Fernando sarebbe stato 3°, è una variabile che pesa: le Red Bull sono velocissime ma noi avevamo il passo per stare immediatamente dietro ed è un peccato che Fernando sia stato rallentato. In gara noi dobbiamo e possiamo puntare al podio, la corsa sarà lunga, abbiamo davanti macchine gentili con gomme che non sarà facile superare e dovremo stare accorti con la strategia. Ora però è il tempo di mettersi alle spalle queste vicende e pensare alla corsa".
massa — Dice l'altro ferrarista: "Non so cosa sia successo: sono stato sempre veloce, la macchina andava benissimo, ho fatto il tempo con le morbide usate, ma quando ho messo quelle nuove soft non avevo più grip. Forse c'era un problema in quel treno di pneumatici".
Sebastian Vettel, 25 anni, quattro pole stagionali. Reuters
Sebastian Vettel, 25 anni, quattro pole stagionali. Reuters
vettel e webber — Vettel: “La quarta pole di fila qui: non male! Sono molto contento, sono state delle qualifiche perfette. La mia macchina era fantastica, sta migliorando in ogni uscita. Sono riuscito a trovare il miglior ritmo giorno dopo giorno, mi aspetto una grande gara". Webber: "È un bel week end, come team abbiamo fatto una buona Q3, con giri puliti. Sono felice, non ho avuto problemi come in altre occasioni".
button e hamilton — Button: "Certo fa male perdere 5 posizioni, ma è andata abbastanza bene, ho fatto dei bei giri con le gomme nuove". Hamilton, mastica amaro: "Non è stata una buona qualifica, ho avuto un buon passo per tutto il week end, poi un cambio di assetto mi ha penalizzato: è stata una scelta sbagliata ed ecco la conseguenza".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA

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BlogFest, il Fatto quotidiano.it è il miglior sito di analisi politica

L’evento riunisce ogni anno a Riva del Garda anche le community nate dai social network. Matteo Renzi è il miglior politico su Twitter e Roberto Formigoni premiato per la categoria “Twitter da salvare togliendogli l’account”

BlogFest, il Fatto quotidiano.it è il miglior sito di analisi politica
Migliore sito d’informazione nelle scorse due edizioni e quest’anno Il Fatto Quotidiano è miglior sito di analisi politica. La premiazione è avvenuta a Riva del Garda (Trento) in occasione della BlogFest, l’evento che ogni anno riunisce le community nate dai social network, da Twitter a Facebook, alle chat e ai forum. Il ‘MacchiaNera Italian Awards 2012‘ è assegnato in base ai voti degli utenti. Quest’anno ne sono stati raccolti oltre trentamila.
Tra i vincitori, Giallozafferano si conferma per il terzo anno consecutivo il miglior sito di food, Matteo Renzi è il miglior politico su Twitter, Emergency vince la categoria di sito a sfondo sociale, Spinoza vince per la miglior satira e Dagospia come il più cattivo. Il premio Macchianera, assegnato ai social network più votati dal pubblico, è andato al servizio twitter “Ingv Terremoti”, ideato dai ricercatori dell’istituto Antonio Piersanti, Emanuele Casarotti e Valentino Lauciani. Nato all’inizio del 2010, “Ingv terremoti” ha finora inviato 10.500 tweet e ha raggiunto circa 75mila follower. 
Focus invece è il migliore sito web tecnico-divulgativo d’Italia. “Siamo molto orgogliosi di ricevere questo premio – ha dichiarato la direttrice Francesca Folda – perché dimostra quanto anche gli utenti della rete, sempre pronti a confrontare le fonti e valutare le notizie, apprezzino il lavoro accurato e puntuale della redazione digitale di Focus”.YouReporter ha vinto il premio come miglior community del 2012, ma c’è anche la categoria dei premi ‘negativi’. Per la categoria “Twitter da salvare togliendogli l’account” vince Roberto Formigoni e l’hashtag più votato del 2012 risulta essere #VadaABordoCazzo.

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Usa, il Gps impiantato negli squali
"Ci avvertirà se si avvicinano" 

Chris Fischer, fondatore dell'organizzazione no profit Ocearch cattura i grandi carnivori per inserirli in un database, aperto anche al pubblico tramite un sito web, per seguire e studiare i loro movimenti nell'oceano

NELLE FREDDE ACQUE del nord America, nelle vicinanze della mitica Nantucket - l'isola raccontata da Melville in Moby Dick - gli squali vengono ancora presi all'amo. Non per essere venduti al mercato nero, ma per esser trafitti con un trapano e tracciati via GPS. Il motivo di questo "trattamento speciale" riservato ai grandi predatori del mare è puramente scientifico. La pratica è infatti alla base di una ricerca condotta dal team di Ocearch, un'organizzazione no-profit americana.

La squadra che va a caccia di squali in tutto il mondo, ha come missione quello di inserire all'interno di un database gli esemplari presi all'amo. Lo scopo è seguire i loro spostamenti grazie a un segnale satellitare emanato dal trasmettitore installato nella loro pinna dorsale e scoprire come, dove e quando gli squali si spostano. I movimenti degli esemplari già "schedati" possono essere seguiti da tutti attraverso il sito web 2 dell'organizzazione e sapere dove hanno passato le ultime 24 ore, lle loro caratteristiche, quando sono stati catturati e tutto il tragitto effettuato in questo arco di tempo. Un accorgimento tecnologico che può essere molto utile in caso di avvistamenti vicino alla costa per le persone che vivono nelle prossimità.

La squadra, guidata da Chris Fisher, ora è sotto accusa per il metodo con cui tentano di preservare la specie. Molte ricerche scientifiche sugli squali ed altri grandi pesci hanno come principio comune quello di monitorare gli esemplari attraverso l'inserimento di dispositivi elettronici su di loro e ricevere aggiornamenti continui sulle funzioni vitali e spostamenti. Ma è la cattura poco ortodossa effettuata dall'Ocearch a far arricciare il naso agli ambientalisti.

Per alcuni la missione non è così necessaria.
Vedono la cattura diretta degli squali più invasiva di altri metodi, come per esempio l'utilizzo di un arpione per impiantare i dispositivi di tracciamento. I grandi squali bianchi sono già una specie protetta negli Stati Uniti e l'uso di ami, secondo alcuni, e un metodo che li sottopone a traumi inutili. Durante una spedizione del team di Ocearch in Sudafrica uno squalo
ha perfino perso la vita.

Una petizione con 750 firme inviata alla divisione del Massachusetts Marine Fisheries aveva cercato di negare a Fischer il permesso di effetturare la sua spedizione. Il timore era, oltre a quello di poter danneggiare gli squali, svolgere il progetto a fini sensazionalistici. Ma lo Stato non ha fermato l'Ocearch e il suo equipaggio.

Per capire effettivamente come gli animali reagiscano alla cattura, il team di ricerca è stato seguito a largo di Cape Cod da Greg Skomal, un esperto di squali arruolato dallo stato del Massachusetts . "Questo metodo di cattura - dice Skomal - da agli scienziati una posizione privilegiata per osservali. Ogni volta che si cattura un pesce, qualunque sia la metodologia, lo si espone ad un certo livello di stress".

Attraverso i campioni di sangue, riferisce l'esperto, "abbiamo avuto la certezza che gli animali sono stati sottoposti a stress fisiologico." Ma grazie ad uno strumento chiamato accelerometro - simile alla "scatola nera" di un aereo - Skomal ha potuto anche seguire il loro comportamento dopo il rilascio e capire se si erano sdraiati sul fondo dell'oceano, a che velocità nuotavano e il numero di battute della coda. Questa è stata la prima volta che un accelerometro è stato collegato ad uno squalo e la ripresa dell'animale dalla stress della cattura sembra buono. "All'inizio nuota lentamente, è un pesce esausto - afferma il dottor Skomal - ma poi riprende il suo ritmo e diventa più attivo. E sembra tornare perfettamente normale".

 
(04 ottobre 2012)

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Portimao, Biaggi ipoteca il titolo
Melandri, addio Mondiale

PORTIMAO (Portogallo), 23 settembre 2012

Sykes vince gara 1 in Portogallo e avvicina Biaggi che però riallunga col terzo posto in gara 2 vinta da Laverty. Brutta caduta per Marco, trasportato in ospedale. Per lui il distacco in classifica si fa pesante

Marco Melandri, caduto in gara-1. Ansa
Marco Melandri, caduto in gara-1. Ansa
In una giornata di mille emozioni Max Biaggi non vince (quarto e terzo) ma ipoteca il Mondiale Superbike: nel round finale di Magny Cours (Francia) tra due settimane gli basteranno due semplici sesti posti per conquistare il settimo iride di una eccezionale carriera. Marco Melandri invece esce dolorosamente di scena, tradito dal suo stesso impeto: sul bagnato, dopo appena due giri su ventidue, ha tentato un improbabile sorpasso al rivale, centrato ma rimasto miracolosamente in piedi. Melandri invece è volato giù coinvolgendo anche Davide Giugliano e Chaz Davies. Sembrava una scivolata da poco invece al centro medico Melandri ha perso i sensi ed è stato trasportato all'ospedale di Portimao per controlli che hanno evidenziato una piccola lesione al polo del rene destro. Pur dolorante e affranto, in serata ha fatto ritorno nel box.
terzo errore — Il terzo errore consecutivo però è un colpo fatale per le ambizioni Bmw, che ha cancellato il test previsto per lunedi su questa stessa pista. Perde colpi anche la Kawasaki per il cedimento meccanico che ha tolto di scena l'arrembante Tom Sykes nelle prime battute di gara 2. Nella prima, interrotta per olio in pista al settimo giro con Biaggi al comando, Sykes era partito in contropiede conquistando il quarto successo in carriera (terzo di stagione) arrivando ad appena 14,5 dal romano, finito soltanto quarto. Biaggi arriverà alla finalissima (50 punti in palio) a +30,5 punti su Sykes e a +38,5 sull'acciaccato Melandri, che comunque ci sarà. A Magny Cours Max ha già vinto, quindi i due piazzamenti che servono sembrano formalità.
Biaggi (a des) sul podio di gara 2 con Laverty e Rea
Biaggi (a des) sul podio di gara 2 con Laverty e Rea
max non ha fretta — Grazie al successo dello scudiero Eugene Laverty nella corsa finale l'Aprilia ha ipotecato anche il Mondiale Costruttori con un +28,5 punti sulla Bmw e +47,5 sulla Ducati ormai ex campione. Lo scontro con Melandri non è stato l'unico nella complicata giornata di Biaggi. “Al secondo via della prima gara mi ha toccato Jonathan Rea e a tre passaggi dal termine della seconda sono stato colpito sul fianco destro da Leon Camier” racconta Max, mostrando una vistosa impronta di gomma sulla tuta. “In prova eravamo messi molto bene ma la pioggia ha fatto saltare tutti i piani, è stata durissima perchè siamo partiti alla cieca con le regolazioni ma in qualche modo ci siano salvati. Il punteggio non ci premia ancora, è necessario un altro sforzo. Il rinnovo con Aprilia? Non ho fretta, adesso mi interessa di più pensare al l'obiettivo da raggiungere: una settimana più o meno per la firma non cambia nulla”. Melandri parla a fatica. “Biaggi mi ha passato arrivando un pelo largo, mi sono riinfilato all'interno e credo di non aver fatto nulla di particolare. Ho sentito partire l'avantreno, non ho capito per quale motivo. Non ho commesso una scorrettezza, è stato un normale tentativo di sorpasso. Quando mi sono rialzato ho temuto di essermi fatto veramente male. Era parecchio tempo che non soffrivo così. Ormai è andata, in Francia sarà meglio provare novità che ci serviranno per la rivincita 2013”.
così gara 1 — Gara 1 (16 giri, km. 73,472): 1. Sykes (GB-Kawasaki) in 31'42”011 media 139.063 km/h; 2. Checa (Spa-Ducati) a 0”300; 3. Guintoli (Fra-Ducati) a 2”732; 4. Biaggi (Ita-Aprilia) a 11”564; 5. McCormick (Can-Ducati) a 11”771; 6. Rea (Gb-Honda) a 11”792; 7. Baz (Fra-Kawasaki) a 28”693; 8. Aoyama (Gia-Honda) a 29”581; 9. Badovini (Ita-Bmw) a 31”507; 10. Fabrizio (Ita-Bmw) a 31”587; 11. Camier (Gb-Suzuki) a 31”710; 12. Hopkins (Usa-Suzuki) a 33”167; 13. Laverty (Irl-Aprilia) a 37”843; 14. Lundh (Sve-Kawasaki) a 37”993; 15. Baiocco (Ita-Ducati) a 39”397; 16. Zanetti (Ita-Ducati) a 39”666; 17. Brignola (Ita-Bmw) a 42”434; 18. Lanzi (Ita-Ducati) a 1'00”356; 19. Haslam (Gb-BMW).
così gara 2 — Risultati gara 2: 1. Laverty (Aprilia) 22 giri/101.024 km in 38'35.105 media 157.093 kph; 2. Rea (Honda) 0.162; 3. Biaggi (Aprilia) 3.766; 4. Guintoli (Ducati) 10.440; 5. Checa (Ducati) 20.153; 6. Badovini (BMW) 23.152; 7. Baz (Kawasaki) 27.314; 8. Fabrizio (BMW) 35.682; 9. McCormick (Ducati) 35.766; 10. Lanzi (Ducati) 38.311;11. Hopkins (Suzuki) 47.814; 12. Zanetti (Ducati) 57.359; 13. Salom (Kawasaki) 1'11.035; 14. Lundh (Kawasaki) 1'28.197; 15. Brignola (BMW) 1'42.589; NC. Giugliano (Ducati); RT. Camier (Suzuki); RT. Aoyama (Honda); RT. Baiocco(Ducati); RT. Davies (Aprilia); RT. Sykes (Kawasaki); RT. Haslam (BMW).
mondiale — Classifica piloti: 1. Biaggi 347; 2. Sykes 316,5; 3. Melandri 308,5; 4. Checa 278,5; 5. Rea 255,5; 6. Laverty 241,5; 7. Haslam 189; 8. Guintoli 172,5; 9. Davies 156,5; 10. Fabrizio 133,5; 11. Giugliano 125; 12. Baz 116; 13. Badovini 116; 14. Camier 109,5; 15. Smrz 92,5; 16. Berger 74; 17. Zanetti 65;18. Aoyama 59,5; 19. Hopkins 44; 20. Canepa 42,5; 21. Salom 22; 22. McCormick 19; 23. Lascorz 17; 24. Mercado 9; 25. Lanzi 8; 26. Baiocco 8; 27. Lundh 8; 28. Hickman 7; 29. Staring 6; 30. Polita 4; 31. Brignola 4; 32. Aitchison 3; 33. Brookes 1. Costruttori: 1. Aprilia 422,5; 2. BMW 394; 3. Ducati 375; 4. Kawasaki 356,5; 5. Honda 270,5; 6. Suzuki 130,5.
Paolo Gozzi© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

 

domenica 30 settembre 2012

hahahahahaha

I cento parlamentari condannati, imputati, indagati o prescritti

I cento parlamentari condannati, imputati, indagati o prescritti
Sono cento i parlamentari condannati, imputati, indagati e prescritti che siedono tra Montecitorio e Palazzo Madama. Tocca a loro, per lo più macchiati da reati contro il patrimonio, votare la legge sulla corruzione. Del resto, come ha detto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Piero Longo, a Report: “Il Parlamento deve essere la rappresentazione mediana del popolo. Perché dovrebbe essere migliore?”. Forse perché i delinquenti non dovrebbero esserci, invece di cercare addirittura rappresentanza nelle istituzioni?
Abrignani Ignazio (deputato Pdl): indagato per dissipazione post-fallimentare.
Alessandri Angelo (dep Lega): indagato per finanziamento illecito ai partiti.
Angelucci Antonio (dep Pdl): indagato per associazione a delinquere, truffa e falso.
Aracu Sabatino (dep Pdl): rinviato a giudizio nella Sanitopoli abruzzese.
Barbareschi Luca (dep Misto- eletto Pdl): indagato per abusivismo.
Berlusconi Silvio (dep Pdl): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills).
Bernardini Rita (dep Pd): condannata nel 2008 a quattro mesi per cessione gratuita di marijuana, pena estinta per indulto.
Berruti Massimo (dep Pdl): condannato a 8 mesi per favoreggiamento.
Bossi Umberto (dep Lega): condannato a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito, 1 anno per istigazione a delinquere, 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera poi indultati, oggi è indagato per truffa ai danni dello Stato.
Bosi Francesco (dep Udc): indagato per abuso d’ufficio.
Bragantini Matteo (dep Lega): condannato in appello per propaganda razziale.
Brancher Aldo (dep Pdl): condannato per appropriazione indebita e ricettazione.
Briguglio Carmelo (dep Pdl): vari processi a carico (truffa, falso, abuso d’ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali e in seguito assolto.
Calderoli Roberto (senatore Lega): indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, prescritto. Indagato per truffa dal Tribunale dei ministri, i senatori votano contro l’autorizzazione a procedere.
Caliendo Giacomo (sen Pdl): indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2).
Camber Giulio (sen Pdl): condannato in via definitiva per millantato credito.
Caparini Davide (dep Lega): resistenza a pubblico ufficiale, prescritto.
Carlucci Gabriella (dep Pdl): condannata a risarcire una sua collaboratrice.
Carra Enzo (dep Udc): condannato in via definitiva a 16 mesi per false dichiarazioni ai pm.
Castagnetti Pierluigi (dep Pd): rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.
Castelli Roberto (sen Lega): indagato per abuso d’ufficio patrimoniale.
Catone Giampiero (dep Misto – eletto Pdl): condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata.
Cesa Lorenzo (dep Udc): condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per vizio di forma.
Cesaro Luigi (dep Pdl): indagato per associazione camorristica.
Ciarrapico Giuseppe (sen Pdl): condannato per truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, finanziamento illecito, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di Palazzo Chigi.
Cilluffo Francesca (dep Pd): indagata per evasione fiscale.
Cosentino Nicola (dep Pdl): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.
Crisafulli Vladimiro (sen Pd): sotto inchiesta per abuso d’ufficio.
Cursi Cesare (sen Pdl): indagato per corruzione.
D’Alema Massimo (dep Pd): finanziamento illecito accertato, prescritto.
D’Alì Antonio (sen Pdl): rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
De Angelis Marcello (dep Pdl): condannato per banda armata e associazione eversiva.
De Gregorio Sergio (sen Pdl): indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa e truffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.
Dell’Utri Marcello (dep Pdl): condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.
Del Pennino Antonio : (sen Pdl): ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.
De Luca Francesco (dep Pdl): indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.
Di Giuseppe Anita (dep Idv): indagata per abuso di ufficio, turbativa d’asta e associazione a delinquere.
Di Stefano Fabrizio (dep Pdl): rinviato a giudizio per corruzione.
Drago Giuseppe (dep Misto – eletto Udc): condannato per peculato e abuso d’ufficio.
Farina Renato (dep Pdl): condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.
Fasano Vincenzo (sen Pdl): condannato per concussione, indultato.
Fazzone Claudio (sen Pdl): rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
Firrarello Giuseppe (sen Pdl): condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).
Fitto Raffaele (dep Pdl): rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito.
Galati Giuseppe (dep Pdl): indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta.
Galioto Vincenzo (sen Misto-eletto Pdl): condannato in primo grado per falso in bilancio.
Genovese Fracantonio (dep Pd): indagato per abuso d’ufficio.
Grassano Maurizio (Misto – eletto Lega): condannato in primo grado a 4 anni per truffa.
Grillo Luigi (dep Pdl): indagato e prescritto per truffa.
Iapicca Maurizio (dep Misto-eletto Pdl): rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto.
La Malfa Giorgio (dep Misto-eletto Pdl): condannato per finanziamento illecito.
Laganà Maria Grazia (dep Pd): imputata per truffa ai danni dello Stato.
Landolfi Mario (dep Pdl): indagato per concorso in corruzione, concorso in truffa e concorso in favoreggiamento mafioso.
Lehner Giancarlo (dep Pdl): condannato per diffamazione.
Lolli Giovanni (dep Pd): rinviato a giudizio per favoreggiamento , prescritto.
Lombardo Angelo (dep Misto): indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Lumia Giuseppe (dep Pd): indagato per diffamazione. Querelato dal suo ex addetto stampa.
Lunardi Pietro (dep Pdl): indagato per corruzione.
Luongo Antonio (dep Pd): rinviato a giudizio per corruzione.
Lusetti Renzo (dep Pd): condannato a risarcimento per consulenze ingiustificate.
Lusi Luigi (Misto-eletto Pd): indagato per appropriazione indebita e calunnia, è attualmente in carcerazione preventiva e resta senatore.
Malgieri Gennaro (dep Pdl): condannato dalla Corte dei conti per la nomina di Alfredo Meocci a dg della Rai.
Mannino Calogero (sen misto, eletto Udc): imputato per minaccia a corpo dello Stato nell’inchiesta sulla Trattativa Stato-mafia.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.
Matteoli Altero (sen Pdl): imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera.
Messina Alfredo (sen Pdl): indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.
Milanese Marco (dep Pdl): indagato per corruzione, rivelazione segreta e associazione a delinquere (P4).
Nania Domenico: (sen Pdl): condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto.
Naro Giuseppe (dep Udc): condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta.
Nessa Pasquale (sen Pdl): rinviato a giudizio per concussione.
Nespoli Vincenzo: (sen Pdl): indagato per concorso in scambio elettorale, concorso in bancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato.
Paravia Antonio ( arrestato per tangenti, poi prescritto.
Papa Alfonso: (dep Pdl): accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla P4.
Papania Antonino (dep Pd): patteggia accusa per abuso d’ufficio.
Pili Mauro (dep Pdl): indagato a Cagliari per peculato.
Pini Gianluca: (dep Lega): indagato per millantato credito.
Pittelli Giancarlo (dep Misto – eletto Pdl): indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collega avvocato.
Pistorio Giovanni (sen Misto): condannato dalla Corte dei conti per danno erariale.
Porfidia Americo: (dep Misto – eletto Idv): rinviato a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento.
Rigoni Andrea (dep Pd): condanna in primo grado per abuso edilizio, poi reato prescritto.
Rizzoli Melania (dep Pdl): indagata per concorso in falso.
Romano Francesco Saverio (dep misto – eletto Udc): indagato per corruzione.
Rosso Roberto (dep Pdl): indagato per associazione a delinquere.
Russo Paolo (dep Pdl): indagato per violazione della legge elettorale.
Rutelli Francesco (sen Misto): condannato per danno erariale dalla Corte dei conti.
Savino Elvira (dep Pdl): indagata per concorso in riciclaggio.
Scajola Claudio (dep Pdl): indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.
Scapagnini Umberto (dep Pdl): condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale.
Scelli Maurizio (dep Pdl): condannato a pagare 900 mila euro per irregolarità nell’acquisizione di servizi informatici.
Sciascia Salvatore (sen Pdl): condannato per corruzione alla Guardia di finanza.
Simeoni Giorgio (dep Pdl): indagato per associazione per delinquere e corruzione.
Serafini Giancarlo (sen Pdl): ha patteggiato una condanna per corruzione.
Speciale Roberto (dep Pdl): condannato dalla Corte di appello militare a 1 anno e 1 mese per peculato d’uso e abuso d’ufficio.
Stiffoni Piergiorgio (sen misto – eletto Lega) indagato dalla Procura di Milano per peculato.
Strano Nino (sen Misto – Fli): condannato in appello a 2 anni e 2 mesi per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale
Tancredi Paolo (dep Pd): indagato per corruzione
Tedesco Alberto (sen Pd): indagato per turbativa d’asta e corruzione. La Camera dei deputati l’ha salvato negando l’autorizzazione all’arresto.
Tomassini Antonio (sen Pdl): condannato per falso.
Tortoli Roberto (dep Pdl): condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione.
Verdini Denis (dep Pdl): indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio.
Vizzini Carlo (sen Pdl): condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescrizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont. Indagato per favoreggiamento alla mafia.
 

Alcuni dati potrebbero essere cambiati rispetto a quelli riportati e nel caso saremo pronti a rettificarli essendo molti i processi in corso. Altri ancora possono essere subentrati.
a cura di Giampiero Calapà e Caterina Perniconi
da Il Fatto Quotidiano del 30 settembre 2012

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F.1 2013, ecco le date
Monza è l'8 settembre

Milano, 28 settembre 2012

Si parte il 17 marzo in Australia, dubbio New Jersey il 16 giugno, Corea e Giappone si invertono. Chiusura il 24 novembre a Interlagos

Il New Jersey la novità del 2013 (in attesa di conferma ufficiale). Ansa
Il New Jersey la novità del 2013 (in attesa di conferma ufficiale). Ansa
La Federazione internazionale dell'automobile ha sostanzialmente confermato il calendario del Mondiale 2013 annunciato una settimana fa. Via il 17 marzo in Australia, epilogo il 24 novembre in Brasile. Le uniche variazioni sono rappresentate dall'inversione tra il GP della Corea e quello del Giappone, in programma rispettivamente il 6 e il 13 ottobre, e dall'anticipo del GP di Germania (14 luglio e non 21) e di quello del Belgio (dal 1° settembre al 25 agosto). Il GP del New Jersey dovrebbe svolgersi il 16 giugno: il condizionale è legato al confronto tra Bernie Ecclestone, patron del Mondiale, e gli organizzatori sul rispetto del contratto stipulato.
le date — Il calendario: 17 marzo: Australia (Melbourne); 24 marzo: Malesia (Sepang); 14 aprile: Cina (Shanghai); 21 aprile: Bahrain (Sakhir); 12 maggio: Spagna (Barcellona); 26 maggio: Monaco (Montecarlo); 9 giugno: Canada (Montreal); 16 giugno: New Jersey (New Jersey); 30 giugno: Gran Bretagna (Silverstone); 14 luglio: Germania (Nurburgring); 28 luglio: Ungheria (Hungaroring); 25 agosto: Belgio (Spa); 8 settembre: Italia (Monza); 22 settembre: Singapore (Marina Bay); 6 ottobre: Corea del Sud (Yeongam); 13 ottobre: Giappone (Suzuka); 27 ottobre: India (Buddh International Circuit); 3 novembre: Abu Dhabi (Yas Marina); 17 novembre: Stati Uniti (Austin); 24 novembre: Brasile (Interlagos).
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Skype somiglierà a Windows 8
Microsoft cambia l'interfaccia

Secondo indiscrezioni, nella prossima versione l'interfaccia grafica del popolare programma di comunicazione diventerà molto simile a quella del nuovo sistema operativo. Una procedura di integrazione ma anche un'abile mossa di marketing

POTREBBE ESSERE L'ASSO pubblicitario di Microsoft per l'imminente Windows 8: portare il look del nuovo sistema operativo dentro una delle più popolari applicazioni multipiattaforma del pianeta: Skype. Il software di comunicazione più utilizzato del mondo è infatti proprietà di Microsoft, che lo sta già integrando nei suoi software di messaggistica e nelle applicazioni internet e di Office. E secondo le indiscrezioni che viaggiano in Rete, per la prossima versione di Skype sarebbero previste almeno due novità di rilievo.

La prima, tecnica, è una nuova funzione di videomessaggistica in differita. Nulla di diverso da un MMS video, una funzione attraverso cui l'utente videoregistra un messaggio e lo invia a un suo contatto. La seconda, estetica, funzionale e in qualche modo pubblicitaria: l'interfaccia grafica di Skype diventerebbe molto simile a quella di Windows 8, che un tempo si chiamava "Metro" e oggi semplicemente "Windows 8 UI".

Nulla che cambi l'operatività dell'applicazione, ma certamente un modo per far arrivare dentro i computer di milioni di utenti un assaggio di quello che è l'ambiente grafico di Windows 8 e Windows Phone 8. Qualcosa di simile a quello che Apple fa con il Launchpad dentro Mac OsX. Microsoft per ora non commenta.
L'altra novità potrebbe essere l'integrazione di Outlook.com dentro Skype, che diventerebbe un hub di messaggistica più ricco dell'attuale, a rischio però di maggior complessità per l'utente.
(29 settembre 2012)

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Pedrosa: "Ci voleva"
Jorge: "Ok per il titolo"

ARAGON (Spagna), 30 settembre 2012

Lo spagnolo torna alla vittoria dopo lo zero di Misano: "Bello vincere davanti a famiglia e tifosi". Lorenzo lo applaude: "Ho preferito prendere i punti". Dovizioso: "Bel terzo posto, ma dobbiamo crescere con le gomme nuove". Rossi: "Ho sbagliato"

Pedrosa e Lorenzo festeggiano sul podio. Ap
Pedrosa e Lorenzo festeggiano sul podio. Ap
Daniel Pedrosa torna alla vittoria dopo lo zero di Misano: "È stata una buona gara perché tutto il weekend è stato duro ed è stato pure duro restare concentrato dopo Misano. Ieri poi c'è stata anche la caduta durante le prove, una difficoltà in più perché i meccanici hanno dovuto rimettermi a posto la moto e sono stati bravissimi. Sono contento per aver vinto davanti alla mia famiglia e anche per il team". C'è anche spazio per una polemica riferita ai fatti di Misano: "Mi ero fatto tante domande, non credo che sia stato applicato bene il regolamento, io ho ricevuto una penalità e Abraham no, per chi guarda le gare da casa e per gli sponsor sembra tutto facile, per noi che siamo in pista non lo è".
jorge formichina — Jorge Lorenzo si accontenta. Appena si è reso conto che oggi non ci sarebbe stata gara ha preso la saggia decisione di non rischiare: "Dani ha fatto molto bene - ha detto - il pneumatico della mia Yamaha è calato di rendimento e dopo ho capito che era impossibile batterlo, allora ho fatto una gara di attesa perché ho pensato al campionato. Non era giornata e quando non è giornata meglio restare freddi e salvare i punti. Sono arrivato sempre primo o secondo? Dani è in forma, sta meglio di noi quindi è meglio portare a casa punti".
bene dovi — Andrea Dovizioso ha incamerato un buon terzo posto. E' felice per il piazzamento anche se non si accontenta: "Sì, era fondamentale tornare tra i migliori - ha detto il forlivese - sono contento perché non ero molto veloce, facevo fatica ma la strategia per battere Crutchlow e Spies si è rivelata corretta. Purtroppo però non basta, perché ero lento in varie curve, siamo un po' lontani da Dani e Lorenzo, anche perché avevamo il loro stesso passo da metà gara in poi. Evidentemente dobbiamo migliorare con le gomme nuove. Le prossime due gare mi saranno favorevoli, penso di poter far benissimo".
vale deluso — Valentino Rossi racconta così l'uscita di pista del primo giro: "Purtroppo ho sbagliato, il passo era buono per il sesto posto. Dopo Misano la moto è migliorata, ma dove c'è poco grip soffriamo tanto, ogni gara ha la sua storia comunque e a Motegi possiamo far bene. Il potenziale comunque è da sesto posto. La prossima stagione? Credo che Lorenzo e Pedrosa in questo momento siano superiori e facciano la differenza rispetto a tutti gli altri".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

domenica 23 settembre 2012

già...

Sykes show a Portimao
Biaggi e Melandri tremano

PORTIMAIO (Portogallo), 22 settembre 2012

Superpole al britannico che insidia da vicino i due italiani in lotta per il titolo. Il pilota della Bmw parte con il quarto tempo, quello dell'Aprilia con il quinto. Secondo tempo per Checa su Laverty. Ma sul passo gara il romano appare nettamente superiore a tutti

Ottava superpole per Tom Sykes sulla Kawasaki. Afp
Ottava superpole per Tom Sykes sulla Kawasaki. Afp
Marco Melandri appeso all'ultima casella della prima fila, Max Biaggi scivolato in seconda linea (quinto tempo) dopo una giornata da protagonista assoluto. La Superbike sta arrivando alla resa dei conti e la vigilia del penultimo round (100 punti in palio) a Portimao non è filata liscia per i due fuoriclasse italiani di Bmw e Aprilia. Che a questo punto faranno bene a non sottovalutare il terzo incomodo Tom Sykes che è a soli 26,5 punti dal capofila Max (e 17 da Melandri) e come d'abitudine ha dato la zampata nella Superpole.
gara dura — Sul passo gara Biaggi è stato nettamente più veloce del 26enne britannico che però intanto festeggia l'ottavo centro 2012 (su 13 tentativi), il decimo in carriera. La Kawasaki partirà al palo per la 29ª volta. Marco ha punzecchiato Max nella seconda fase della Superpole, agganciandosi alla ruota del rivale come già aveva fatto in altre occasioni. Attenzione che Biaggi non ha gradito. Tanto da entrare in pista per ultimo nella terza e decisiva sessione riservata ai migliori otto. Melandri, pur non brillando, ha salvato la prima fila preceduto anche dal ducatista Carlos Checa e dallo scudiero Aprilia Eugene Laverty. Max Biaggi invece non è riuscito a sfruttare il vantaggio offerto dalla copertura ultrasoffice ed è scivolato in una quinta posizione che lo costringerà a scattare da una scomoda seconda linea: l'Aprilia parte a razzo, ma la prima curva è un imbuto pieno di insidie. Il cinque volte iridato due anni fa su questo stesso tracciato portoghese ipotecò il titolo con una doppietta ma il passo falso può complicare il piano di fuga.
"ci provo" — Tanto che appena rientrato al box Biaggi si è rintanato nel motorhome con la compagna Eleonora Pedron senza profferire parola. "La copertura soffice è velocissima ma meno stabile, Max non si è trovato bene ma non mi sembra un dramma" ha gettato acqua sul fuoco il responsabile tecnico del Gruppo Piaggio Luigi Dall'Igna. Neanche Melandri è sereno "perché la Bmw è veloce solo per pochissimi giri, poi perde stabilità cominciando a vibrare, un problema che diventa via via sempre più grave". La marca tedesca ha portato tante novità per ricucire il piccolo divario dall'Aprilia che comanda anche il campionato Costruttori, però finora non sono servite. Quello che non ha nulla da perdere è Tom Sykes, re indiscusso del giro tutto-o-niente ma non sempre affidabile sulla distanza. "Nel round precedente al Nurburgring abbiamo avuto qualche piccolo problema (4° e 5° nelle due gare, ndr) ma pensiamo di averlo risolto - confida il pupillo Kawasaki -. Contro Max e Marco è dura ma io ci provo".
i tempi — 1.Sykes (Gb-Kawasaki) 1'41"415 media 163.005 km/h; 2. Checa (Spa-Ducati) 1'41"780; 3. Laverty (Irl-Aprilia) 1'41"789; 4. Melandri (Ita-Bmw) 1'42"015; 5. Biaggi (Ita-Aprilia) 1'42"140; 6. Haslam (Gb-Bmw) 1'42"271; 7. Rea (Gb-Honda) 1'42"717; 8. Davies (Gb-Aprilia) 1'43"459;.
Superpole 2: 9. Camier (Gb-Suzuki) 1'42”767; 10. Giugliano (Ita-Ducati) 1'42”799; 11. Guintoli (Fra-Ducati) 1'42”995; 12. Baz (Fra-Kawasaki) 1'43”199; Superpole 3: 13. McCormick (Can-Ducati) 1'43”410; 14. Badovini (Ita-Bmw) 1'43”483; 15. Fabrizio (Ita-Bmw) 1'43”863; 16. Salom (Spa-Kawasaki) 1'44”479.
Non ammessi: 17. Aoyama (Gia-Honda) 1'44”569; 18. Zanetti (Ita-Ducati) 1'44”790; 19. Hopkins (Usa-Suzuki) 1'44”865; 20. Lundh (Sve-Kawasaki) 1'45”158; 21. Lanzi (Ita-Ducati) 1'45”682; 22. Baiocco (Ita-Ducati) 1'46”344; 23. Brignola (Ita-Bmw) 1'46”891.
Paolo Gozzi© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Quanto inquina la tua auto?
Tre italiani su dieci non lo sanno

Un'indagine rivela che soprattutto giovani e donne non conoscono la classe Euro della loro macchina, ma la maggior parte degli intervistati vorrebbe comprarne una ecologica per risparmiare sul pieno. Molti sono anche favorevoli al car sharing

LA SOSTENIBILITA' ambientale e il risparmio energetico sono temi sempre cari agli automobilisti ma, nonostante questo, quasi tre italiani su dieci ancora non sanno quanto inquina la propria auto. E' quanto emerge da un'indagine del Centro Studi e Documentazione Direct Line, compagnia di assicurazione on line. Dalla ricerca risulta infatti che se il 19 per cento del campione non è sicuro della classe Euro della propria macchina, quasi un italiano su 10 (il 9 per cento) confessa di ignorarla del tutto.

Rimandate in materia "classe Euro" le donne, bocciati i ragazzi: il 23 per cento delle appartenenti al gentil sesso afferma infatti di non essere poi così certo di quanto inquini la propria auto e ben il 22 per cento degli under 25 confessa candidamente di non conoscere la classe Euro. In particolare, poi, la maggioranza degli intervistati (49 per cento) comprerebbe volentieri un'auto ecologica, ma solo se allo stesso prezzo della propria, mentre il 22 per cento sarebbe disposto a spendere solo fino a 1.000 euro in più. Uno su cinque (il 20 per cento), poi, si dimostra scettico. Infine il 9 per cento del campione intervistato, esasperato dai continui rincari del carburante, ammette che rinuncerebbe addirittura alle vacanze pur di avere un'auto che inquini meno e che faccia risparmiare sul pieno.

Sul fronte auto elettriche il 45 per cento degli italiani dichiara che in caso di acquisto vorrebbe dotarsi anche dell'apparecchiatura per la ricarica, il 22 per cento dividerebbe la spesa con un amico o un vicino di casa mentre il 19 per cento sceglierebbe di risparmiare per poi rivolgersi ai punti di ricarica disponibili. Infine, un più confuso 14 per cento non ha ancora le idee ben chiare sull'argomento.   

In materia di mobilità sostenibile, inoltre, un ruolo di spicco lo gioca il car sharing 1, la condivisione dello stesso mezzo con più persone che rappresenta un buon modo per risparmiare: il 44 per cento degli intervistati ammette di essere a favore di questa iniziativa, il 21 per cento degli italiani la trova una bella idea, mentre di opinione diametralmente opposta risulta il 13 per cento del campione. L'indagine di Direct Line offre anche uno spaccato regionale sulle preferenze degli italiani riguardo al car-sharing: se fiorentini (39 per cento), bolognesi (28 per cento) e romani (26 per cento) si professano attenti all'ambiente e alle emissioni nocive, sono per lo più cagliaritani e bresciani (entrambi nel 48 per cento dei casi) ad ammettere che nella propria zona il servizio è carente. E mentre i veronesi (20 per cento) sono tra quelli che credono meno in questa pratica, milanesi (32 per cento), palermitani (28 per cento) e torinesi (23 per cento) dichiarano che il principio del car-sharing è sì lodevole, ma guai a metterlo in pratica condividendo la propria auto.
(20 settembre 2012)

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“iTunes? Solo noleggio”. Altroconsumo (e Bruce Willis) contro Apple

L'associazione dei consumatori: "L'azienda di Cupertino pubblicizza la vendita dei suoi contenuti, in realtà quando si decide di acquistare musica o altri contenuti, ci viene fornita solo una licenza d'uso". Così non è possibile copiare niente su cd. Cosa che ha fatto infuriare anche l'attore americano

“iTunes? Solo noleggio”. Altroconsumo (e Bruce Willis) contro Apple
Le canzoni e i film che avete “acquistato” su iTunes in realtà non sono propriamente vostri, ma sarebbe più corretto affermare che di vostra proprietà è solamente la licenza d’uso. A puntare nuovamente il dito contro Apple è Altroconsumo. L’associazione per i consumatori torna a sfidare il colosso di Cupertino mentre la questione delle pratiche scorrette sulla garanzia è tutt’altro che conclusa. “Se con la questione dei due anni di garanzia era evidente una violazione da parte di Apple, in questo caso la segnalazione riguarda un discorso di più ampio respiro che pone l’accento sulle normative e sulle tutele dei consumatori nel mercato virtuale – spiega l’avvocato Marco Pierani, responsabile Relazioni esterne ed istituzionali di Altroconsumo – Apple pubblicizza la vendita dei suoi contenuti, invitando i consumatori ad acquistarli, senza però dirla tutta fino in fondo. In realtà, infatti, quando si decide di acquistare musica o, più in generale, contenuti su iTunes, Apple fornisce una licenza d’uso. Questo significa ad esempio che i contenuti non potranno mai essere lasciati in eredità e che è possibile farne solo un uso personale e su un numero limitato di apparecchi. Insomma Apple non ci vende nulla, ma ci concede alcuni utilizzi sui contenuti e ne limita altri”. Una nuova forma di noleggio, più che di un vero acquisto.
Proprio sulla questione è arrivata negli scorsi giorni la dichiarazione dell’attore Bruce Willis, intenzionato a lasciare in eredità alle figlie la sua sterminata collezione musicale regolarmente acquistata su iTunes, con la sorpresa di non poterlo fare. “Accettando i termini e le condizioni di utilizzo – continua Pierani – in realtà si va incontro ad una contraddizione: ad un certo punto si legge infatti che la musica acquistata può essere masterizzata, e che il cd ricavato può essere utilizzato allo stesso modo di un cd acquistato in un qualsiasi negozio. Possiamo quindi regalare, rivendere o lasciare in eredità questa musica esattamente come facciamo con la musica su supporto fisico? Nient’affatto! Qualche riga più sotto infatti si legge che il cd può essere masterizzato, ma solo come copia di backup”. Altroconsumo ha inoltrato la sua segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Antitrust) che sta valutando proprio in questi giorni l’apertura di un fascicolo sulla questione. Con la segnalazione l’associazione ha inoltre richiesto di bloccare gli spot definiti “ingannevoli” per il consumatore, non specificando chiaramente che cosa si sta acquistando. La denuncia nei confronti dei termini di utilizzo di iTunes si inserisce in un panorama che ha già visto coinvolto in passato anche Amazon e la tutela del consumatore nei suoi acquisti online.
“Se è vero che il passaggio dei contenuti online permette di avere un mercato più concorrenziale, dall’altra parte si va incontro alla perdita di alcuni diritti che il consumatore aveva con il supporto fisico. Nei termini di utilizzo di iTunes si parla di “contratto” e non più di diritti veri e propri: gli accordi commerciali vengono di fatto imposti al consumatore e sono basati su concetti contrattuali più che su normative vere e proprie”. Questa mancanza dal punto di vista normativo sembra proprio essere un facile appiglio per la creazione di accordi commerciali poco trasparenti, soprattutto se si considera che l’attuale normativa sul copyright fonda le sue radici in un momento storico in cui la musica si ascoltava su compact disc e non in formato mp3. La segnalazione di Altroconsumo cerca quindi di aprire un dibattito sulla questione e ammette che, almeno in questa prima fase, sarà difficile ottenere grandi risultati: “Se l’Antitrust decidesse di aprire un fascicolo sulla questione e tutto il procedimento andasse a buon fine, probabilmente potremmo assistere ad una sanzione nei confronti di Apple – spiega il responsabile Relazioni esterne ed istituzionali di Altroconsumo – Ma è ovvio che questo vuole solo essere il punto di partenza di una discussione molto più ampia che andrà a coinvolgere la normativa sul diritto d’autore, sul copyright e soprattutto sulla tutela dei consumatori nel mercato virtuale, così come avviene nel mercato reale”.
 
 

giovedì 20 settembre 2012

hahahaha

Alonso alla Thiago Silva
"Marcatura su Hamilton"

SINGAPORE, 20 settembre 2012

Vigilia delle prime prove libere e il ferrarista ha un piano preciso: "Inutile fare scelte o strategie su cinque o sei piloti, il più vicino in classifica è lui. Gara fisicamente dura, non sono ammessi errori ma sono ottimista. La Ferrari porterà novità"

 
"Marcatura su Lewis Hamilton. Semplicemente perché è il più vicino in classifica e non si possono fare scelte, strategie e soste su cinque o sei piloti insieme. In questo momento il più vicino è lui, quindi correrò su Lewis". Pragmatico come sempre Fernando Alonso. Alla vigilia delle prime prove libere di un cruciale GP di Singapore lo spagnolo della Ferrari si nasconde parlando di gara in cui è essenziale limitare i danni facendo però pure intendere che se avrà qualche occasione non si tirerà indietro. Anche perché la F2012 porterà delle novità che si spera diano qualche essenziale decimo in più, soprattutto in qualifica. Sul tracciato cittadino della piccola Città Stato la pole sarà un'ipoteca sul risultato finale, esattamente come a Montecarlo.
 
serie mclaren — Alonso ha 37 punti di vantaggio su Hamilton, 38 su Kimi Raikkonen e 39 su Sebastian Vettel. Ma in questo momento sarebbe grandioso interrompere la striscia vincente delle McLaren, vincenti nelle ultime tre corse. "Le McLaren saranno favorite - ha detto Alonso - dobbiamo senz'altro spezzare la loro serie. In questo momento, comunque, sono tutti avversari pericolosi. Di sicuro conosciamo il valore di Hamilton, uno che è capace di guidare benissimo una buona o una cattiva vettura". "Questa pista mi piace, devi conoscere bene i tuoi limiti. Su una pista normale se tocchi l'erba perdi il giro. Qui se tocchi il muro perdi la sessione. E poi sono due ore di gara in condizioni di caldo umido. Sapere di dover correre tutto il fine settimana con la pressione di non dover sbagliare niente la rende una corsa molto esigente".
 
quanti podi — E lui ci è arrivato in testa alla classifica e in smaglianti condizioni di forma fisica. Ma anche la Ferrari gli dà fiducia: "Anche perché in Canada e a Montecarlo, piste con caratteristiche simili, siamo stati veloci". Il podio di Monza è stato l'80° della carriera, risultato che lo ha messo al livello di Ayrton Senna e appena dietro a Michael Schumacher (155) e Alain Prost (106): "Sono numeri bellissimi perché quando ero piccolo Senna era un idolo, raggiungere queste cifre è incredibile anche se quando si corre non ci si fa troppo caso. Ma quando ci si ritira e il proprio nome è insieme a quelli la soddisfazione è enorme. Tutto sta andando bene nella mia carriera, sono orgoglioso e felice".
 
forza kubica — Ad Alonso hanno poi chiesto un parere su Robert Kubica, tornato a correre nei rally: "Conosco Robert da quando aveva 12 anni, è un bravo ragazzo e un pilota di grande talento. Mi ha fatto piacere rivederlo alla guida in una macchina da rally, ma se vuole tornare in F.1, non può semplicemente lasciare l'ospedale e ricominciare. È necessaria tanta pratica per risvegliare le proprie abilità alla guida e cominciare un allenamento mentale, oltre che fisico, perché è importante tornare un pilota professionista innanzitutto nella propria testa. Guidare nel rally -conclude Alnso - fa parte di questo processo".
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Mediobanca paga il conto del salotto buono e l’utile crolla del 78%

L'istituto di Piazzetta Cuccia distribuisce 43 milioni di dividendi contro i 146 del 2011. La linea è non vendere partecipazioni che assicurano potere (ma non profitti) come Generali, Telecom o Rcs

mediobanca interna new
Il nuovo motto che rimbomba nelle salette ovattate di Mediobanca deve’essere qualcosa del tipo: “Resistere, resistere, resistere”. Tenere duro senza vendere neppure un’azione delle partecipazioni chiave come Generali, Telecom o Rcs che una volta garantivano potere e profitti mentre oggi assicurano solo il primo. E pazienza se la prova di forza diventa sempre più faticosa per i conti, l’utile crolla del 78% passando da 369 a 81 milioni di euro (con l’ultimo trimestre in rosso di 24 milioni), gli azionisti si trovano in mano un titolo che vale il 22% in meno di un anno fa e il dividendo si rimpicciolisce da 17 a 5 centesimi per azione. Agli azionisti andranno insomma 43 milioni contro i 146 dello scorso anno o i 144 del 2010.
I conti annuali, che per Mediobanca si aprono e chiudono a giugno, confermano una tendenza in atto da tempo: l’attività bancaria tradizionale (prestiti, commissioni, etc) porta fieno nella cascina di Piazzetta Cuccia mentre le partecipazioni azionarie tenute in portafoglio se lo stanno mangiando poco a poco. L’escalation del 2012 fa impressione: per far fronte alla perdita di valore delle varie quote in società chiave per il sistema, nel primo trimestre dell’anno vengono messi da parte 70 milioni di euro, nel secondo trimestre 161, nel terzo 117, nel quarto e ultimo trimestre, quello in cui si fanno le ‘pulizie finali’, altri 256 milioni per un totale di 573 milioni. E’ più del doppio rispetto ai 275 milioni “pagati” nel 2011.
Nel frattempo l’attività bancaria classica non ha mai smesso di macinare ricavi. Un miliardo e 989 milioni gli incassi del 2012 che fa seguito ai risultati solo di poco più bassi registrati negli ultimi quattro anni. Persino nel terribile 2009 la divisione bancaria aveva generato introiti per più di 1 miliardo e 700 milioni. I costi risultano in calo e scendono da 824 milioni del 2011 a 789 milioni. Anche se, a far brillare i conti della divisione bancaria hanno certamente aiutato pure i 7,5 miliardi presi in prestito dalla Banca Centrale Europea con tasso agevolato dell1% annuo nell’ambito delle operazioni LTRO (Long Term Refinancing Operation) varate da Mario Draghi tra il 2011 e il 2012.
Tornado alle società che “scottano”, il valore complessivo delle partecipazioni di Piazzetta Cuccia in società quotate è passato dagli oltre 2,8 miliardi di marzo ai 2,7 di fine giugno . La quota in Telco (la finanziaria che controlla Telecom Italia) è stata svalutata di 113 milioni, ipotizzando un valore del titolo Telecom di 1,5 euro. Oggi l’azione ne vale in realtà 0,8, se le cose non cambiano nei prossimi mesi questa voce è destinata a generare altre perdite. Il valore della partecipazione nella società che controlla il Corriere della Sera,  Rcs (14,3%) è stato invece tagliato di quasi 78 milioni ipotizzando una quotazione del titolo pari a un euro. Svalutazioni per 34 milioni anche su Delmi, la cabina di comando di Edison e quasi 29 milioni sulla partecipazione del 9% in Santé, cliniche privati francesi riconducibili ad Antonino Ligresti, fratello di Salvatore.
Il risultato avrebbe potuto essere ancora peggiore se fosse stato ritoccato il valore della partecipazione più pregiata. Quel 14% di Generali che vale quasi 2,4 miliardi e fa di Mediobanca il primo azionista del gruppo assicurativo triestino. In realtà l’andamento del titolo del Leone alato nel periodo aprile – giugno avrebbe suggerito un comportamento diverso. L’azione è stata quasi sempre al di sotto di quei 10 euro che per Piazzetta Cuccia rappresentano una sorta di linea del Piave. Se i titoli Generali stanno sopra questa soglia la partecipazione di Mediobanca vale di più di quanto è stata pagata, al di sotto si inizia invece a perdere.
Per ora si è preferito far finta di niente confidando in una pronta risalita del titolo Generali che attualmente quota 11,8 euro, non certo in una zona di sicurezza. Una valutazione improntata unicamente a criteri di massimizzazione dei profitti avrebbe consigliato di disfarsi tempo fa almeno di una parte delle partecipazioni. Hanno evidentemente prevalso considerazioni di altra natura e indietro non si può più tornare. Vendere ora vorrebbe dire farlo in perdita, si può solo sperare che la ripresa dei corsi azionari rimetta le cose in ordine. E intanto l’ad di Mediobanca mette le mani avanti. ”Siamo convinti che dovremmo ridurre la nostra esposizione sui titoli azionari perchè danno troppa volatilità al nostro risultato netto. Nei prossimi mesi, quando la situazione dell’euro sarà un pò più chiara, una volta deciso, daremo indicazioni al mercato su cosa vogliamo fare sulla nostra esposizione nell’equity”, ha detto oggi Alberto Nagel agli analisti in risposta a una domanda su una eventuale riduzione della quota in Generali.
Sta di fatto che Mediobanca paga un prezzo sempre più salato per la sua natura da ‘centauro’, metà banca tradizionale, metà cassaforte di partecipazioni. E occupare un posto a sedere in quello che viene ancora considerato il ‘salotto buono’ del capitalismo italiano sta diventando sempre più oneroso. Un anno fa il titolo valeva 5,5 euro oggi ne vale 4,3. Grandi soci come Unicredit, Benetton, Fonsai o Fininvest hanno rettificato il valore delle azioni Mediobanca nei loro portafogli portandole a 6/7 euro e incamerando così perdite per decine o centinai di milioni. E se il titolo non recupera valori più rassicuranti prima o poi dovranno arrivare altre sforbiciate.

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"Internet bene comune, migliora lo Stato"
I principi del web secondo il governo

Il ministro Profumo lancia la consultazione pubblica sui principi di Internet da portare all'Internet Governance Forum di Baku. Un testo asciutto e essenziale che sintetizza il meglio del dibattito italiano sui diritti e i doveri dell'agire sociale in rete dimostrando che il paese é spesso migliore di come lo si rappresenta di ARTURO DI CORINTO

UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA sui principi fondamentali di Internet, l'ha lanciata martedì 18 settembre il Ministero per l'università e la ricerca con lo scopo di "arricchire e migliorare il documento che riassume la posizione italiana sui principi fondamentali di Internet". Un documento che sarà portato all'Internet Governance Forum (IGF) di Baku, in Azerbaigian, e costituirà di certo la base della discussione al forum italiano sulla governance di Internet che si terrà quest'anno a Torino dopo essere passato per Trento, Pisa, Cagliari e Roma. Come consueto in tali consultazioni tutti i "portatori di interesse" ("stakeholder") cioè i cittadini, singoli, in gruppo o associati

Al netto della considerazione che ogni prodotto dell'inegno umano è passibile di miglioramento, le ventidue sezioni della posizione italiana sintetizzano forse il pensiero più alto prodotto dal nostro paese su quello che Internet è oggi e quello che può diventare domani. Cioè da quando a Tunisi, durante il World Summit on Information Society fu lanciata l'idea di un incontro annuale e itinerante per discutere della governance di Internet.

Un punto alto dicevamo, perché dopo il fallimento della identica consultazione sul codice Azuni (altro nome per la stessa cosa) voluto da Brunetta, e dopo la lettera che l'Igf trentino aveva inviato al senatore Monti chedendogli di affrontare "lo spread digitale", tutto sembrava fermo. Anche nell'agenda digitale, dove alcuni temi della governance di Internet erano stati addirittura rimossi e segnatamente quelli sulla neutralità della rete, il principio per cui "tutti i bit sono creati uguali".

IL DOCUMENTO (PDF) 2

Internet Bene Comune. Nel testo predisposto dai consulenti del Ministro con l'apporto degli sherpa digitali e noti esperti si va oltre. Intanto nei principi generali è scritto che Internet, "Favorendo l'accesso all'informazione, promuove la trasparenza e il buon governo", che è "motore dell'economia globale, driver di innovazione, e infrastruttura per la partecipazione delle imprese, anche locali, all'economia mondiale." Ma anche che essa è "in grado di abbattere barriere geografiche e di aprire nuovi canali tra istituzioni pubbliche e cittadini, promuovendo creatività, condivisione e partecipazione dal basso". Internet come bene comune insomma, e strumento cruciale per lo sviluppo e l'esercizio dei diritti umani.

Inoltre viene ribadito a chiare lettere che La governance di Internet non può prescindere dall'apporto e dalla partecipazione attiva e paritaria dei netizens. Un principio rivoluzionario quando inteso "a migliorare l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici essenziali nonché ad ampliare le possibilità e le modalità di partecipazione democratica."

Accessibilità e censura. Si cita ovviamente "il diritto di accesso indipendentemente dal luogo di residenza" come pure quello al riutilizzo dei dati del settore pubblico con una frase che lascia poco spazio alle speculazioni: "I dati e le informazioni la cui produzione e gestione è finanziata tramite fondi pubblici, inclusi quelli derivanti dalla ricerca scientifica, sono condivisi con i cittadini per la massimizzazione del loro potenziale sociale ed economico."

Centrale il passaggio sulla censura che tanti danni produce: "La censura arbitraria e indiscriminata, la sorveglianza generalizzata e ingiustificata dei contenuti e degli utenti e le pratiche di restrizione di accesso alla rete e ai suoi contenuti non sono tollerati." Sembra un monito a chi denuncia i giovinetti in tribunale per essersi scambiati un file musicale o aver commentato una manifestazione di piazza in toni livorosi. Un paragrafo che sembra scritto da un governo nordeuropeo è quello relativo all'auto-organizzazione e autonomia degli individui in rete che recita: "La capacità dei cittadini di organizzarsi, promuovere azioni collettive e manifestare il proprio dissenso in rete è tutelato come forma ed espressione di partecipazione democratica dal basso".

Le due chicche finali sono relative all'acquisizione e all'aggiornamento continuo delle competenze digitali e all'uso critico e consapevole di Internet" e per identificare competenze e professionalità.

Privacy e copyright. Se qualcosa manca riguarda il settore dell'dentità digitale che, pur nel rispetto delle regole della privacy, non esplicita il valore dell'anonimato in rete per denunciare truffe e malversazioni e cita un diritto all'oblio discusso e discutibile che spesso fa a cazzotti con la libertà d'espressione d'informazione.

Ma il pezzo forte riguarda la proprietà intellettuale nell'ambiente digitale dove, ferme restando le legittime protezioni a diritto d'autore, marchi, brevetti e segreto commerciale, per la prima volta si dice in maniera inequivoca che "si tutelano il diritto alla copia personale, alla citazione e al riuso della conoscenza in rete. Si incoraggia l'adozione di modelli compatibili con la circolazione online dei contenuti creativi." Mentre "Gli operatori non sono obbligati ad agire da controllori della protezione delle proprietà intellettuale in ambiente digitale".

Andrebbe letto a scuola. Si tratta di un esercizio che ha un solo e unico nome: democrazia.
  (20 settembre 2012)
 
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La nuova Ducati fa volare Vale
"Ma non mi pento di lasciare"

MILANO, 17 settembre 2012

Il 2° posto di Misano ha rispolverato il talento di Rossi, che si è giovato delle modifiche della GP12. "Non ho paura di lasciare una moto competitiva ai miei prossimi avversari: se vado forte da qui alla fine ho fatto il mio lavoro"

Valentino Rossi, 33, 2°, felice sul podio di Misano. Ansa
Valentino Rossi, 33, 2°, felice sul podio di Misano. Ansa
Un risultato che vale una vittoria. Il secondo posto di Valentino Rossi al GP di San Marino e Riviera di Rimini ha un peso specifico notevole, che va oltre il miglior risultato del pesarese nella sua avventura sulla Ducati. I 4"3 di distacco rimediati da Rossi al traguardo, e su asciutto, sulla pista di Misano intitolata al suo amico Marco Simoncelli - cui ha dedicato il prestigioso risultato - rappresentano la migliore prestazione della GP12 nel confronto con gli avversari, anche se va ricordato che il passo del vincitore Lorenzo, leader solitario dopo l'immediato ritiro di Pedrosa, non è stato esattamente forsennato. Rossi non ha sbagliato nulla, su un tracciato a lui amico e dove teneva a ben figurare, ha condotto una gara con la concentrazione e il piglio che lo hanno reso un immortale della categoria. Un bel modo per onorare la fine del suo non idilliaco rapporto con la Casa di Borgo Panigale, che ha avuto una piccola coda al veleno per le accuse di scarsa intraprendenza che le sono state mosse. Lungi da ogni polemica e con una coppa in più in bacheca a luccicare, comunque, Vale non ha ripensamenti sulla decisione di passare alla Yamaha nel 2013.
Gazzetta TV
 
nessun rimpianto — "Certe decisioni sono state prese - ha detto Rossi a fine gara -. Non sono dispiaciuto della mia scelta di cambiare l'anno prossimo, perché davanti non ho tanti anni di carriera, ma per me è molto importante fare delle belle gare fino a fine stagione. A Misano è stata buona, ma ne abbiamo fatte anche tante deludenti". Il risultato è arrivato anche grazie alle modifiche di telaio e forcellone apportate sulla rossa e provate proprio a Misano nelle scorse settimane: indizi interessanti per la squadra Ducati che verrà, con Hayden, Dovizioso, Iannone e Spies che se ne gioveranno. "Se la godrà Iannone - ha detto Vale -. Ma, scherzi a parte, io sono contento se riusciamo a portare la Ducati più avanti e ancora sul podio, e non ho paura di lasciare una moto competitiva ai miei prossimi avversari. Se io riesco ad andare forte da qui alla fine vuol dire che ho fatto il mio lavoro".
Valentino Rossi, 33 anni, tre podi con la Ducati. Ansa
Valentino Rossi, 33 anni, tre podi con la Ducati. Ansa
riscatto ducati — Chi ha lavorato, a dispetto di quanto detto da Burgess su una Ducati incapace in due anni di venire incontro alle richieste tecniche di Rossi, è stata proprio la casa di Borgo Panigale. Che ha risposto sul campo. In silenzio. La Desmosedici vista a Misano è stata definita da Vale "più guidabile e meglio in grado di reagire alle regolazioni", anche se lo stesso pilota ha aggiunto che le modifiche forse potevano arrivare un po' prima. In realtà, sono due mesi che Filippo Preziosi sta lavorando con il suo staff sulle azzeccate modifiche che hanno dato i loro frutti a Misano. La prima evoluzione risale ai test del Mugello di luglio, con un nuovo telaio e basamento del motore rivisto; la successiva, invece, è stata prima provata a Misano due settimane fa, e poi portata in gara da Rossi. Un nuovo telaio, dunque, che pare andare nella direzione giusta, e che ha ridato il sorriso a Rossi, entusiasmo ai suoi tifosi e certezze agli appassionati: Vale c'è ancora e non è scomparso. E "se guida così nel 2013 sarà lì davanti a lottare per il titolo". Chi lo ha detto? Il suo ex, e prossimo, compagno di squadra Lorenzo. Uno che ha allungato a +38 nel mondiale sullo sfortunato e nervoso Pedrosa e lasciato Misano con il sorriso. Proprio come Rossi e la Ducati.
nuovo forcellone ok nei test — Nel frattempo, all'indomani del 2° posto nel GP sanmarinese, Valentino Rossi, Nicky Hayden e la Ducati sono tornati in pista a Misano per una giornata di test: lo statunitense ha provato il telaio e il forcellone che Rossi aveva usato in gara, ricavandone un'impressione positiva. Valentino, invece, ha testato una variante del telaio modificata nelle rigidezze e un nuovo forcellone. "Una buona giornata - ha detto il pesarese - abbiamo provato un telaio dalle rigidezze diverse ma, onestamente, non mi è piaciuto tanto. Era migliore sotto certi punti, ma peggiore sotto altri quindi alla fine non era un passo in avanti, mentre il forcellone diverso mi è piaciuto molto perché mi aiuta un po' in accelerazione e rende la moto più stabile in uscita di curva: lo useremo ad Aragon e vedremo se anche lì, su una pista diversa, potremo confermare queste buone sensazioni".
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