lunedì 9 maggio 2011

hahahahahah

Sapphire HD 5830 Xtreme, Cypress ruggisce ancora

La HD 5830 Xtreme è il nuovo modello di scheda video di Sapphire basata sulla vecchia architettura Cypress. Grazie a un prezzo allettante può dare filo da torcere a diverse schede video più recenti.

Introduzione

Sapphire ha recentemente presentato la HD 5830 Xtreme, una scheda venduta a poco più di 100 euro. É basata su una GPU Cypress dotata di 1120 stream processor e 56 unità texture. 
Le specifiche sono identiche alla HD 5830 già in commercio da tempo: il core lavora a 800 MHz mentre la memoria GDDR5 a 1000 MHz. L'azienda ha ottimizzato la circuiteria di alimentazione per un migliore overclock tramite il software per l'overclock TriXX.
Il sistema di raffreddamento è quello tipico, con una grande ventola centrale da 9 centimetri, che sormonta un radiatore con alette in alluminio. Dalla base fuoriescono tre heatpipe in rame. Non mancano due connettori a sei pin per l'alimentazione ausiliaria.

http://www.tomshw.it/cont/articolo/sapphire-hd-5830-xtreme-cypress-ruggisce-ancora/31083/1.html

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Clicca per i contenuti digitali
unica piattaforma per pagare

Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb, si apprestano a mettere a disposizione un servizio comune per poter pagare con semplicità attraverso telefonini, smartphone, computer e tablet. Da giugno

ROMA - Parola d'ordine: semplicità. Un solo click per pagare i contenuti e i servizi digitali utilizzando il credito telefonico. Su una piattaforma unica e condivisa come quella lanciata da Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb e che sarà disponibile, dalla prima settimana di giugno, per i clienti di tutti gli operatori. Il funzionamento non metterà l'utente davanti a operazioni complicate, tutt'altro: l'acquisto avverrà in maniera immediata e sicura con un click, in caso di accesso dal proprio telefonino o, nel caso di accesso da altri dispositivi (PC e tablet), tramite l'inserimento del proprio numero di cellulare e di una password. Gli acquisti saranno garantiti dai più avanzati standard di sicurezza che gestiscono i dati in modo criptato. Si configura quindi un sistema sicuro e di utilizzo immediato. con l'ambizione di accompagnare il mercato dei servizi digitali in questa fase di transizione verso nuove modalità di accesso ai contenuti a pagamento. Transizione che - assicurano gli operatori - sarà facilitata dalla semplicità delle interfacce sviluppate dai partner tecnologici Engineering e Reply.

"Con questa iniziativa, gli operatori di telecomunicazioni confermano il proprio impegno ad investire in innovazione e mettono a disposizione dei produttori di contenuti e servizi digitali e dei propri clienti, un servizio semplice, veloce e sicuro per l'acquisto su qualsiasi device (cellulare, smartphone, tablet e computer)", si legge in un comunicato congiunto.
"Uno standard unico, che trasforma il numero di cellulare nella chiave di autenticazione dei clienti e che rende il telefonino lo strumento di pagamento di contenuti e servizi digitali online. Il lancio di tale iniziativa, a livello di sistema, apre la strada all'm-commerce di massa. Un sistema sicuro e aperto e che si basa su uno strumento straordinariamente diffuso".

La palla passa ora alle aziende che vogliono sviluppare un'offerta di contenuti o servizi digitali, e che adesso hanno a disposizione un sistema di pagamento unico che offre accesso immediato a tutti gli operatori di telecomunicazioni per un totale di 46,6 milioni di italiani che possiedono una o più SIM consentendo alle aziende partner di mantenere la gestione diretta dei propri clienti. Tra i primi interessati ad utilizzare questa soluzione nel mercato italiano figurano aziende come Gruppo Caltagirone Editore, Class Editori, Guida Monaci, Espresso, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Microsoft Italia, Mondadori, Monrif/Poligrafici Editoriale, Paperlit, RCS, Shenker, L'Unione Sarda. Il servizio è reso disponibile attraverso la piattaforma sviluppata da Engineering, leader nell'offerta integrata e completa lungo la catena del valore del software, e da Reply, leader nella progettazione e nell'implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e media digitali.
(09 maggio 2011)
 
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Sono arrivati all’alba a piazza Venezia a Roma. Un gruppetto di attivisti di Greenpeace, fulminei in pochi minuti hanno scalato, grazie ad un camion-gru, la facciata di palazzo Venezia per arrivare sul terrazzo dello storico palazzo, quello per intendersi da dove si affacciava Benito Mussolini. Inviolabile fino ad oggi. Qui due ragazzi dell’associazione ambientalista hanno srotolato un grande striscione con l’immagine del premier Silvio Berlusconi e la scritta: “Italiani, il vostro futuro lo decido io”. Poco sotto l’invito: ‘Sul nucleare si deve votare’, firmato Greenpeace. Poi i due ragazzi sono stati invitati a scendere da polizia e carabinieri intervenuti sul posto. Lo striscione alle 7,20 è stato rimosso da un gruppo di agenti della Polizia Municipale. Alessandro Giannì, direttore della campagne per l’Italia di Greenpeace, ha dichiarato ai nostri microfoni: “Le dichiarazioni del presidente del Consiglio sul nucleare in contrasto con la volontà degli italiani. Abbiamo – continua – anche inviato una lettera al governo, per rispettare i nostri diritti di cittadini che sul referendum del 12 e 13 giugno vogliono esprimersi”.
Servizio di David Perluigi, montaggio Paolo Dimalio

domenica 8 maggio 2011

già.............

Legambiente: "Grattacieli in riva al mare
e centri commerciali sulla spiaggia"

La preoccupazione dell'associazione ambientalista: "Le norme non distinguono ta edifici che hanno una concessione e quelli abusivi. Si potrà costruire su aree demaniali senza che il ministero dei Beni culturali possa mettere bocca"

ROMA - "Addio chioschetti e tradizionali stabilimenti. Al loro posto avremo centri commerciali, centri fitness e alberghi, negozi e appartamenti vista mare". A lanciare l'allarme è Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente di fronte alle norme contenute nel dl Sviluppo 1 relative al diritto di superficie, sul quale Bruxelles ha chiesto all'Italia chiarimenti 2. Il provvedimento, dice Venneri, "è una vergogna": "Per la prima volta si apre al condono degli edifici abusivi su terreni demaniali. E si potrà costruire sui trecento metri dal mare aggirando la Legge Galasso. Invitiamo i ministri Prestigiacomo e Galan a leggere attentamente il testo del decreto".

Secondo Venneri, i modelli sono la Versilia, in Toscana, e Ostia, la spiaggia di Roma. "A rischio - dice il vicepresidente di Legambiente - ci sono le spiagge di Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Toscana". Per quanto riguarda le regioni più tradizionalmente marine "rischiano il cemento con la trasformazione delle cabine in bungalow e poi in piccoli villaggi vacanze". Le norme, spiega Venneri "non distinguono tra edifici che hanno una concessione e quelli abusivi, e si aprono così le porte al condono per centinaia di edifici e interi villaggi - come Triscina in Sicilia - costruiti in barba a qualsiasi legge".

E per il futuro, il dl Sviluppo apre le porte a una spaventosa devastazione del paesaggio costiero italiano 3". "E' incredibile - continua Venneri - che nel testo c'è scritto che nel demanio costiero 'sulle aree inedificate l' attività edilizia è consentita in regime di diritto di superficie e nel rispetto delle norme esistentì. Ma il Decreto, escludendo completamente il ministero dei Beni culturali dalla identificazione delle aree inedificabili e dalla concessione del diritto di superficie, di fatto apre le porte a nuovi edifici sulle spiagge".

Senza dimenticare che la norma relativa alla possibilità di costruire anche nella fascia dei trecento metri dalla battigia "trasformerà inevitabilmente il paesaggio costiero".
(07 maggio 2011)
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Laverty at the double after Biaggi is penalised

Sunday, 08 May 2011 15:20
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Eugene LavertyEugene Laverty (Yamaha World Superbike) won a last corner battle with his team-mate Marco Melandri (Yamaha World Superbike) in the second 18-lap race at Monza but the bigger drama was the award of a ride-through penalty for long-time race leader Max Biaggi (Aprilia Alitalia), for cutting a chicane in an incorrect fashion. He recovered to finish eighth.

Third was Michel Fabrizio (Suzuki Alstare) but only after a massive fight with Pata Aprilia rider Noriyuki Haga, who went fourth.

In the championship standings Carlos Checa (Althea Racing Ducati) has 145 points, Melandri 118 and Biaggi 117. Laverty is now fifth.
 
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SISTEMI OPERATIVI

Apple aggiorna iPhone e iPad
ora i dati sensibili sono criptati

L'ultima versione del software di base per iPhone risolve la questione relativa ai dati sugli spostamenti dell'utente, un fenomeno che ha interessato anche Android. E per la release 5, previsti update direttamente sul dispositivo senza passare da iTunes

ROMA - Con la nuova release di iOS, la 4.3.3, Apple pone rimedio alla polemica degli scorsi giorni, scoppiata in seguito alla "scoperta" che all'interno di iPhone veniva salvato un file nascosto, contenente tracce di tutti gli spostamenti dell'utente. Dati necessari a garantire il funzionamento delle capacità di geolocalizzazione del dispositivo, presenti anche sulle piattaforme Android e in definitiva nulla di pericoloso, ma che in mano a persone diverse dall'utente titolare, avrebbero potuto comprometterne pesantemente la privacy.

Più privacy. Così con iOS 4.3.3, cambiano un po' di cose. Anzitutto il file in questione, consolidated.db, sarà eliminato, e le informazioni necessarie al funzionamento dello smartphone memorizzati in forma criptata e ridotte nelle dimensioni. Inoltre Apple elimina il vulnus della questione, ovvero il backup di queste informazioni su iTunes, l'unico modo in cui questi dati uscivano effettivamente dall'iPhone esponendosi a potenziali furti. Lo storico della geolocalizzazione non sarà più copiato su computer esterni, eliminando così il pericolo di fuga dei dati. La versione 4.3.3 di iOS è già disponibile per il download, è sufficiente collegare l'iPhone l'iPod touch o l'iPad al computer ed effettuare l'aggiornamento.

Arriva iOS5. Secondo gli ultimi rumour, sono almeno due le novità importanti per la prossima "release maggiore" del sistema operativo mobile di Apple.
Ovvero, l'introduzione di un servizio di mappe, un servizio che le indiscrezioni dipingono molto più simile a Ovi Maps di Nokia rispetto a Google Maps, ormai uno standard per le applicazioni di geolocalizzazione, con una spruzzata di social networking alla Foursquare o Facebook Places. Qualcosa di simile a quanto avviene in iTunes con la funzione Ping, per condividere la propria posizione e informazioni o commenti relativi, con altri utenti Apple. Si parla poi molto dell'introduzione di una nuova modalità di aggiornamento dei dispositivi, che sembra non dovranno più essere collegati fisicamente al pc/mac per essere aggiornati, ma potranno scaricare le nuove versioni dei sistemi operativi direttamente dal web. Aggiornamenti più ravvicinati nel tempo insomma, e necessariamente più piccoli nella dimensione e più agili da scaricare. Un elemento che fa prendere per buone altre informazioni che vedono l'introduzione, dopo diversi indizi in questo senso, di nuove funzionalità legate al "cloud". Con buona probabilità, iOS 5 sarà presentato a Giugno al WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori Apple. (t.t.)
 
(06 maggio 2011)
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Napoli, per l’emergenza monnezza interviene l’esercito. E il 13 arriva Berlusconi 

Arrivano i soldati e si scatena l’esercito di cameraman e tv. Napoli è salva dalla monnezza per volere di Silvio Berlusconi e grazie a Ignazio La Russa che, ancora una volta, manda i marines antimunnezza. E’ l’ennesimo bluff, il grande spot elettorale a spese del contribuente e dei soldati, di nuovo umiliati e ridotti dal governo e dal ministro della Difesa al rango di netturbini. 3800 tonnellate ancora in strada, le discariche esaurite, gli impianti di tritovagliatura e impacchettamento dei rifiuti bloccati. A Tufino (vedi le immagini) decine di autocompattatori bloccati, in fila da una ventina di ore, gli autisti esasperati, i rifiuti che fermentano e colano percolato. Eppure 8 mezzi dell’esercito, con sole 19 tonnellate di rifiuti a bordo, hanno la precedenza, sorpassano tutti e scaricano. Protestano i vertici dell’Asia (l’azienda municipale di raccolta dei rifiuti) e promettono azioni clamorose, fa sentire la sua voce l’assessore all’igiene Paolo Giacomelli, “Tutto questo non ha senso, non si accettano corsie preferenziali per i camion. Oltretutto il personale in attesa di sversare è tutto in servizio straordinario. Il prefetto intervenga”. Ma la logica della propaganda, utile solo a Silvio Berlusconi che il prossimo 13 maggio sarà a Napoli per dare un aiuto al suo debolissimo candidato Gianni Lettieri, e lo farà producendosi in un nuovo miracolo della monnezza. Come nel 2008, più del 2008.

Napoli è sommersa di rifiuti. Tonnellate di monnezza “democraticamente” sparse su tutto il territorio che attirano voraci gabbiani, fermentano al sole in compagnia di enormi “zoccole”, ammorbano l’aria, avvelenano la campagna elettorale e forniscono robusti argomenti a quel 40% di napoletani che proprio non ne vogliono sapere di andare a votare. Arrivano i militari. Ma non c’è un piano e Berlusconi non chiarisce alcuni punti. Il primo, ed è il cuore della perenne emergenza rifiuti a Napoli, dove finiranno le migliaia di tonnellate raccolte? In quale discarica, bruciati da quale inceneritore, “trattati” da quali impianti? Nessuno lo dice. Il sospetto è che il Cavaliere abbia già una idea in testa, o meglio, una discarica da utilizzare, una soluzione che in questi mesi di crisi nessuno ha proposto né alla sindaca Iervolino, né alla Regione e alla Provincia, in mano al centrodestra.

Ancora una volta si è lasciata marcire l’emergenza, la si è fatta arrivare al suo punto massimo esasperando i napoletani, per offrire materiale in abbondanza al nuovo miracolo di San Silvio alla vigilia delle elezioni. Perché è da marzo che il meccanismo del ciclo-rifiuti si inceppa. Si ferma la maxi-discarica di Chiaiano (oggi sequestrata in parte dalla procura antimafia), vengono sequestrate le discariche di Benevento e Avellino e la città di Napoli (3mila tonnellate di rifiuti al giorno, 2,2 chili per ogni napoletano, il doppio di quanto producono i cittadini europei) non sa dove scaricare. Ci sono gli Stir, gli impianti una volta destinati a produrre combustibile dai rifiuti, ma anche quelli vanno in tilt.

E ci sarebbe l’inceneritore di Acerra, quello dello scandalo e delle inchieste. “Il dono di Dio”, lo chiamò Berlusconi tre anni fa, quando, cappellino giallo in testa e un raggiante Bertolaso al fianco, schiacciò il bottone rosso dell’avvio. Va male, a rilento, funzionano due linee su tre e quando va tutto bene riesce a bruciare solo 1200 tonnellate di rifiuti al giorno. Lo Stir di Caivano, gestito dalla società “A2A”, il colosso lombardo dei rifiuti, con una potenzialità di trattamento di mille tonnellate al giorno, oggi ridotta a 300-350, ad aprile si è fermato del tutto. Il motivo? Apparentemente ridicolo se Napoli non ci avesse insegnato che dietro la tragedia della monnezza si muovono interessi, affari e politica: la Provincia, governata da Gigino Cesaro, uomo di Nicola Cosentino, e l’azienda lombarda litigarono ferocemente sul nome della ditta che doveva trasportare la frazione umida (i residui dei rifiuti lavorati) nella vicina Puglia.

Arrivano i soldati, ma i loro mezzi sono inadeguati e certamente meno adatti di quelli a disposizione della Asia, l’azienda comunale dei rifiuti. Un “bilico” a disposizione dei militari può trasportare 30 quintali, sono un decimo di quello che può ingurgitare un compattatore (12 tonnellate). I mezzi e gli uomini a Napoli ci sono. L’Asia ha 2331 dipendenti, più 400 delle società appaltatrici, 120 autocompattatori, più 45 delle ditte esterne. Il problema, quindi, sono gli impianti che non funzionano, la differenziata da operetta (ancora il 20%), l’inceneritore azzoppato, e la discarica cittadina, che la Provincia di centrodestra doveva trovare e che ancora non c’è. Insomma, tutti gli elementi del “miracolo” di tre anni fa. Sotto quale tappeto finiranno i rifiuti? Forse andranno negli impianti Stir? Ma qui ogni notte ci sono file chilometriche di autocompattatori in attesa di scaricare. Si lavora a rilento, tanto che si stanno formando nuovi cumuli di monnezza impacchettata, che già chiamano le “ecoballe del 2000”, mostri che si aggiungono ai 6 milioni di ecoballe “storiche” che nessuno sa come, quando e dove smaltire. Problemi e dubbi che né Berlusconi, né i suoi uomini in Campania chiariranno mai. Perché tutto è pronto per il più grande spot elettorale. Il formidabile spot della monnezza, quello che deve incoronare Gianni Lettieri nuovo viceré di Napoli.

di Enrico Fierro, video di Lorenzo Galeazzi

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Vettel è sempre più leader
"Grazie ai meccanici di Mark"

Il tedesco della Red Bull felice per la vittoria in Turchia ringrazia il team e gli uomini di Webber che hanno ricostruito la sua macchina dopo l'incidente di venerdì: "È stato lavoro in più per loro quindi era importante questo risultato". Webber: "Aiutato dalle gomme per passare Fernando"

Dominio Red Bull sul podio di Istanbul. Ap
Dominio Red Bull sul podio di Istanbul. Ap
ISTANBUL (Tur), 8 maggio 2011 - Prima doppietta dell’anno della Red Bull, ma sugli allori, ancora una volta, soprattutto il campione del mondo Sebastian Vettel, che ha preceduto il suo compagno di squadra Mark Webber. Quarta gara e terza vittoria. Una giornata praticamente perfetta. “Perfetta non è mai. Ma sono strafelice, perché tutto è andato bene dall’inizio alla fine. Non poteva andare meglio. È stata la risposta giusta al venerdì rovinato dal mio incidente nelle libere”. Nonostante quell’incidente, spettacolare e a detta dei tecnici con serie conseguenze meccaniche, la macchina è andata benissimo.
strada lunga — “Sì, ma per questo devo ringraziare ancora una volta i miei meccanici ed anche quelli del mio collega Mark. Hanno lavorato tutti insieme in modo fantastico, mi dispiace di aver provocato loro tanto lavoro”. Ha mai dubitato di poter vincere? “La partenza è stata decisiva e mi ha reso la vita più facile. Così abbiamo potuto osservare con tranquillità quale strategia adottavano gli altri e reagire in conseguenza”. I tanti cambi di gomma? “All’inizio non è stato facile capire come si sarebbero comportate le gomme. Ci sono voluti uo o due stint prima di capire come andavano. Dopo il terzo pit stop sono tornato in pista relativamente tranquillo perché non si poteva mai sapere cosa sarebbe potuto succedere fino alla fine. Sarebbe anche potuta entrare in pista la safety car, meglio non rischiare”. Adesso è difficile pensare che qualcuno possa fermarlo sulla strada verso il titolo mondiale. “La strada è ancora molto lunga. In una stagione possono succedere tante cose, l’abbiamo visto lo scorso anno. Dobbiamo prendere le cose passo dopo passo. Un inizio di stagione così buono certamente aiuta, ma dobbiamo restare tranquilli”.
Grande festa in casa Red Bull. Ap
Grande festa in casa Red Bull. Ap
webber contento — Soddisfatto anche l’australiano Mark Webber, che però non si aspettava di dover lottare a lungo con Alonso per mantenere la seconda posizione: “La battaglia con Fernando verso metà gara è arrivata inattesa, ma è stata bella. L’ala mobile mi ha certamente aiutato ad ottenere una posizione migliore, ma anche le gomme hanno avuto un ruolo non secondario. Alla fine le mie erano in migliori condizioni delle sue” Eppure la partenza non è stata felicissima. “Non è stata molto facile, ma me lo aspettavo, perché ero sul lato sporco. Ma non è stato un gran problema recuperare in fretta su Rosberg”. Rimonterà il suo svantaggio su Vettel? “Sebastian al momento va davvero molto forte. Aspettiamo e vediamo. Io continuerò a lottare come sempre per vincere”.
Marco Degl’Innocenti© RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 5 maggio 2011

capito...................

Gran Bretagna arriva lo scudo fiscale: ma il conto per gli evasori sarà più caro che in Italia 

Sarà applicata anche una sanzione una tantum per sanare tutte le tasse non pagate in passato. Un trattamento ben diverso rispetto a quello riservato da Tremonti agli evasori italiani che, a partire dal luglio del 2009, hanno pagato un'aliquota del 5%, senza l’applicazione di alcuna penale o sanzione
Gli inglesi che hanno nascosto miliardi di sterline in Svizzera pagheranno al fisco britannico il 50% sui redditi generati oltrefrontiera. A rivelarlo è il Financial Times che in un articolo, pubblicato ieri, parla di “accordo senza precedenti tra Svizzera e Gran Bretagna, che renderà legali i patrimoni non dichiarati”. Lo scudo fiscale all’inglese dovrebbe entrare in vigore nel corso del mese di maggio e dal quotidiano finanziario di Londra viene visto come una mezza sconfitta: “negli ultimi due anni i governi a livello internazionale hanno combattuto contro i paradisi fiscali per cancellare il segreto bancario e denunciare pubblicamente gli evasori. Ora la rotta è cambiata”. I paradisi fiscali restano al loro posto, ma almeno si cerca di limitare i loro danni, portando a casa il massimo possibile dagli evasori.

Grazie all’accordo con le autorità svizzere il governo inglese dovrebbe riuscire a recuperare 3 miliardi di sterline (3,3 miliardi di euro): oltre alla tassazione al 50% dei redditi generati sui conti svizzeri, sarà applicata anche una sanzione una tantum per recuperare tutte le tasse non pagate in passato. Un trattamento ben diverso rispetto a quello riservato dal ministro Tremonti agli evasori italiani che, a partire dal luglio del 2009, hanno rimpatriato 104,5 miliardi di euro pagando una misera aliquota del 5%, senza l’applicazione di alcuna penale o sanzione. Alle casse del Tesoro lo scudo ha fruttato 5,6 miliardi di entrate. Se si fosse seguita la strada inglese, avremmo forse potuto portare a casa molto di più, grazie alle tasse sui capitali esportati all’estero. Utopia irrealizzabile? Considerando quello che si preparano a fare gli inglesi sembra proprio di no. Grazie all’accordo, le autorità di Berna tasseranno i patrimoni britannici in Svizzera per conto del governo inglese. I ricavi saranno poi trasferiti a Londra, mentre i nomi degli evasori continueranno a rimanere segreti. “La mossa del governo inglese sarà considerata controversa da molti perché finirà per trattare meglio gli evasori offshore rispetto ai cittadini onesti che pagano le tasse in patria”, scrive il Financial Times. “Ma sarà salutata con favore da alcuni settori della società, perché è un’azione pragmatica per recuperare entrate fiscali da investitori che, molto probabilmente, non sarebbero mai stati toccati”.

Le trattative tra Gran Bretagna e Svizzera dovrebbero arrivare alla fase conclusiva entro la fine della settimana. In cambio della tassazione degli asset inglesi, la Svizzera chiede di migliorare l’accesso al mercato britannico da parte delle banche private elvetiche che non hanno una filiale in Inghilterra. Un accordo simile starebbe per essere siglato anche tra Svizzera e Germania. “La disponibilità della Svizzera a negoziare in trattative di questo tipo sarebbe stata impensabile fino due o tre anni fa”, ha dichiarato al Financial Times Andrew Watt, direttore dello studio di consulenza Alvarez & Marsal. “Anche se a molti può sembrare inadeguato, anche se è solo un piccolo spiraglio di luce, rimane un risultato sorprendente”.

In base a quanto riporta il Financial Times, alcuni investitori britannici si preparerebbero a spostare i loro capitali dalla Svizzera ad altri centri finanziari, come Singapore, Hong Kong, Dubai e gli Stati Uniti. Gli italiani, invece, starebbero ricominciando a esportare in massa i propri capitali nelle banche del Ticino. In attesa del prossimo scudo.

(articolo aggiornato alle 20.30 del 4 maggio 2011)
 
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Turchia, Vettel non si fida
"La Ferrari sarà pericolosa"

L'iridato della Red Bull teme la concorrenza in vista di Istanbul: "In queste tre settimane tutti saranno migliorati. Temo la crescita del Cavallino". Poi pensa già al Mondiale: "La cosa più importante è essere costanti nel rendimento". Maranello non si esprime sul progetto di Exor e News Corp sui diritti della F.1

Sebastian Vettel, 23 anni, iridato nel 2010. Ansa
Sebastian Vettel, 23 anni, iridato nel 2010. Ansa
ISTANBUL (Turchia), 4 maggio 2011 - "Occhio alla Ferrari". Sebastian Vettel non si fida del Cavallino. Il Mondiale di F.1 approda in Europa con il GP di Turchia di domenica e il campione del mondo, grazie ad un'eccellente Red Bull, ha vinto 2 delle prime 3 gare stagionali e guida la classifica iridata. A Istanbul, gli equilibri in pista potrebbero cambiare visto che tutti i team, nelle ultime 3 settimane, hanno lavorato parecchio.
OCCHIO ALLA ROSSA — "La strada è ancora lunga - ammette Vettel - e tutto può succedere. Non bisogna perdere di vista la Ferrari. E non andrebbero sottovalutati nemmeno Mercedes e Renault. Due vittorie e un secondo posto sono un buon inizio per me. Ma non possiamo fermarci, dobbiamo continuare a spingere in ogni gara per tenere la concorrenza sotto pressione. La cosa più importante è mantenere un rendimento costante per tutta la stagione".
PATATRAC 2010 — Un anno fa, a Istanbul, Vettel è stato protagonista di un grottesco incidente con il compagno di squadra Mark Webber. "Non posso cambiare quello che è giá successo. Ma posso imparare dal passato. Io guardo avanti e penso solo al prossimo impegno. La nostra monoposto è competitiva, ma questo non significa che non dobbiamo fare più nulla. Non possiamo permetterci di rimanere fermi, la concorrenza è forte". Rispetto ai rivali, finora la Red Bull non sempre ha potuto contare sull'apporto sistematico del Kers. "Ho già detto diverse volte che il Kers è un vantaggio. Abbiamo avuto qualche problema, ma nella nostra squadra c'è gente in gamba che se ne sta occupando. Non sono preoccupato in vista della prossima gara".
LA FERRARI NON COMMENTA — Intanto nell'ambiente della F.1 si continua a parlare del comunicato emesso ieri da Exor e News Corp sull'intenzione di unirsi per un progetto di acquisto dei diritti commerciali della F.1. La Ferrari non ha espresso nessun commento, limitandosi a una brevissima dichiarazione. "Servono stabilità e sviluppo a lungo termine".
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Tutor, botta e risposta. Il sistema senza segreti

Categoria: Codice della Strada | 20 Marzo 2009 | Claudio Cangialosi

Come funziona davvero il Tutor? Quali sono i suoi segreti? Ildispositivo sviluppato e brevettato da Autostrade per l'Italia egestito dalla Polizia Stradale, che pur rilevando gli eccessi divelocità, si distingue nettamente dai classici sistemi automatici dimisurazione della medesima poiché rileva principalmente la velocitàmedia dei veicoli. Ma sono tanti i quesiti ancora irrisolti che gliautomobilisti italiani pongono quotidianamente agli addetti ao lavori.

Ecco quindi, in una sessione di domande e risposte, le spiegazionidell'Asaps, associazione amici polizia stradale, sul Tutor.

Come funziona il sistema?

Il veicolo in transito viene inizialmente fotografato (con data e ora)da apposite fotocamere installate generalmente su un pannello messaggi,e nel suo transito trasporta una carica magnetica attraverso dueconduttori annegati sotto l'asfalto. Prima di raggiungere il punto dicontrollo finale, il veicolo può attraversare ulteriori cavalcavia opannelli: se esso ha viaggiato ad una velocità media oltre il limitestabilito, delle segnalazioni luminose invitano il conducente arallentare. All'altezza del punto di controllo, il veicolo vienenuovamente fotografato con data e ora, ma se la sua velocità media èstata inferiore o uguale al limite massimo, le due foto vengonoscartate dal sistema. Le rimanenti sono quelle di chi ha viaggiato aduna media superiore al limite. Il calcolo della velocità mediastabilisce con certezza che durante la tratta l'automobilista haviaggiato, almeno per un istante, ad una velocità uguale alla mediacalcolata.
[AD]

La sentenza n. 3641 del 15.10.08 del Giudice di Pace di Viterbo haannullato la multa elevata ad un automobilista dalla Polstrada conl'ausilio del Tutor sull'autostrada A1. Il Giudice ha rilevato,infatti, che il Tutor, quando rileva la velocità media, non rientranella categoria dei misuratori di velocità, come ad esempiol'autovelox, e pertanto a tale dispositivo deve essere applicata unariduzione della velocità del 15% e non del 5% come è avvenuto nel casospecifico. Tutto ciò premesso vorrei sapere se il sistema Tutorattualmente prevede ancora una riduzione di velocità del 5% o se questaè stata portata al 15%.


La nota sentenza del Giudice di Pace di Viterbo - scrive - in effettiha dato una sua interpretazione sulle modalità di accertamento esoprattutto sulla applicazione della percentuale di tolleranza sullavelocità accertata. È bene dire subito che la sentenza stessa è stataimpugnata e che altri Giudici di Pace si sono espressi in modo diverso.Sarà forse la Cassazione a dire l'ultima parola. Cominciamo col direche l'articolo 345 comma 1 del Regolamento d'Esecuzione al Codice dellaStrada dice testualmente: le apparecchiature destinate a controllarel'osservanza dei limiti di velocità devono essere costruite in modo daraggiungere detto scopo fissando la velocità del veicolo in un datomomento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezzadell'utente.

"E il comma 2 - continua - recita: le singole apparecchiature devonoessere approvate dal Ministero dei lavori pubblici. In sede diapprovazione è disposto che per gli accertamenti della velocità,qualunque sia l'apparecchiatura utilizzata, al valore rilevato siaapplicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nellariduzione è compresa anche la tolleranza strumentale. Non possonoessere impiegate, per l'accertamento dell'osservanza dei limiti divelocità, apparecchiature con tolleranza strumentale superiore al 5%.

Quindi la prima riflessione si deve fare sul concetto di velocità delveicolo in un dato momento. Cioè si dovrà comprendere se il datomomento deve considerarsi quello istantaneo o anche quello di un trattoche si percorre in alcuni minuti. Secondo il nostro parere, per quelloche può valere, ma anche secondo il parere del Ministero dell'Interno,il concetto relativo a un dato momento deve considerarsi in modoestensivo. Il secondo comma poi è chiarissimo: per gli accertamentidella velocità, qualunque sia l'apparecchiatura utilizzata, al valorerilevato sia applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5km/h. Addirittura la norma stabilisce in modo inequivocabile che: nonpossono essere impiegate, per l'accertamento dell'osservanza dei limitidi velocità, apparecchiature con tolleranza strumentale superiore al5%. In sostanza non si può utilizzare una apparecchiatura che prevedatolleranze superiori al 5%.

La previsione di tolleranze superiori al 5%, che possono arrivare finoal 15% è contenuta nel 3° comma dello stesso articolo 345 delRegolamento, ma fa esclusivo riferimento alle velocità calcolateattraverso annotazioni cronologiche stampigliate sui bigliettiautostradali all'atto dell'emissione e dell'esazione del pedaggio,raffrontandosi tali annotazioni con la distanza tra i caselli diingresso e di uscita, quale risulta dalle tabelle distanziometricheufficiali predisposte dagli enti proprietari. In tale caso alladeterminazione della velocità è associato l'errore relativo - a favoredel trasgressore - pari al 5, 10, 15% a seconda che la velocità dedottarisulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/h, ovvero pari a 70 km/h edinferiore a 130 km/h, ovvero pari o superiore a 130 km/h.

Ilsistema Tutor è attivo solo quando è segnalato esplicitamente il suofunzionamento sui pannelli luminosi autostradali o è funzionante semprea prescindere dal messaggio riportato dai suddetti pannelli?

La segnalazione del tratto sottoposto a controllo col sistema Tutor èpermanente ed attivata con apposita cartellonistica o indicazioneattraverso i portali. Il sistema però non è sempre in funzione pertutti i tratti, ma viene normalmente alternato. L'effetto dissuasivocomunque rimane (e questo per noi è molto importante) in quanto ilconducente non può sapere se in quel tratto il sistema è attivato omeno.

I pannelli luminosi autostradali segnalano quando il Tutor è attivo inmodalità "velocità media" o in modalità "velocità istantanea"? Se sì,qual'è il messaggio che viene indicato nei due citati casi?


"La norma non prescrive questo tipo di segnalazione. Ma stabilisce lapresegnalazione dell'attivazione di un sistema di controllo dellavelocità, presegnalazione che viene regolarmente effettuata.Diversamente la cartellonistica fissa dovrebbe essere montata esmontata ogni volta. Per altro il limite di velocità esiste sempre".

Ehsì, ma questo lo si dimentica troppo spesso. Il limite, in Italia,viene rispettato in funzione non tanto della sua effettiva presenza, main relazione ai controlli che vengono posti in essere. Quando il Tutorè attivo per calcolare la velocità media, questa viene calcolata solonel tratto di strada intercorrente tra la "porta di entrata" a quelladi "uscita" e così successivamente per gli altri tratti eventualmentecontrollati, oppure la media può essere calcolata anche sull'interopercorso?

"Viene calcolata da porta a porta".

Quandoil Tutor è attivo per calcolare la velocità istantanea (porta dientrata), la porta successiva (uscita) rileva anch'essa la velocitàistantanea o è disattivata o è la porta di ingresso per il calcolodella velocità media del tratto di strada successivo?

"L'utilizzo in puntuale è estremamente raro e finalizzato allaprotezione di aree di cantiere o utilizzato in situazioni in cui siriscontri un notevole flusso di uscita fra una rilevazione e l'altra. Iportali di rilevazione Tutor sono normalmente accoppiati. Quindi, se ilsistema è attivato in puntuale, la porta accoppiata non è attiva."

Sualcune autostrade sono presenti, oltre alle postazioni fisse, anche dei"bracci" metallici mobili (movimento a compasso) sui quali sembranosiano installati dispositivi Tutor. Potete confermarlo? Se si,funzionano come le postazioni fisse e, in particolare, con che criterivengono messi in funzione e come si "interfacciano" con le postazionifisse che precedono e seguono?

I bracci metallici sono anch'essi portali supporto telecamere Tutor chesono stati installati laddove il Pannello a Messaggio Variabile non èpresente perché non utile.

Comeè noto in caso di pioggia il limite di velocità in autostrada scende a110 km/h e mi risulta che il Tutor sia in grado in tale caso anche diautoregolarsi al diminuito limite di velocità. Se è effettivamente cosìmi chiedo come si possa stabilire con assoluta certezza quando ilsistema è tarato con il limite di 110 Km/h: una leggera pioggerellina ègià sufficiente a far scendere il limite di velocità o è necessaria unapioggia più intensa e quanto di più? Invece quando ad esempio ha ormaismesso di piovere ma l'asfalto è ancora bagnato vige ancora il limitedi 110 Km/h o si ritorna a quello di 130? Qual è insomma il criterio daadottare per stabilire con sicurezza qua è il limite di velocità damantenere in caso pioggia leggera/pioggia più o meno intensa/asfaltobagnato?

"L'articolo142, al 1° comma, stabilisce che il limite di velocitàautostradale si abbassa a 110 km/h in presenza di precipitazioniatmosferiche di qualsiasi natura. Non si fa riferimento alla qualità equantità. Generalmente l'abbassamento del limite previsto scatta susegnalazione delle condizioni atmosferiche effettuata delle pattugliedella Polizia Stradale che percorrono il tratto."

martedì 3 maggio 2011

hahahaahha

Turchia, la svolta Ferrari?
Alla Williams ex spia McLaren

Domenica si corre la quarta prova del Mondiale. Le rosse in cerca di riscatto porteranno novità aerodinamiche. Il team inglese ufficializza il ritiro a fine stagione dello storico co-fondatore Head e l'ingaggio di Mike Coughlan, coinvolto nella Spy story contro la Ferrari nel 2007

Nel 2010 in Turchia Alonso fu ottavo al traguardo. Ap
Nel 2010 in Turchia Alonso fu ottavo al traguardo. Ap
ISTANBUL (Turchia), 3 maggio 2011 - È un fine settimana intenso quello che aspetta la F.1 che sta per sbarcare in Turchia. Dopo le prove di Australia, Malesia e Cina, il GP di Istanbul inaugura la stagione delle gare europee, quella che tanti team stavano aspettando per calare le prime significative novità sulle vetture dopo aver fatto i confronti coi rivali nelle corse in Oriente.
novità ferrari — Tra queste naturalmente c'è anche la Ferrari. Fernando Alonso e Felipe Massa sono ancora a secco di vittorie e hanno sempre fatto sapere che qualcosa di nuovo sulla 150th Italia ci sarebbe stato solo a partire da questo appuntamento. Si parla sicuramente di novità aerodinamiche all'anteriore e al posteriore. Basterà per recuperare il divario da Red Bull e McLaren? A Maranello sperano quantomeno di aver colmato almeno in parte quel distacco. Ma non sarà facile perché anche gli avversari, già in vantaggio, non saranno certamente rimasti a guardare.
parla felipe — Dalle pagine del sito della Ferrari Felipe Massa ha parlato di quanto di nuovo vedremo sulle rosse di Maranello: "Vogliamo crescere e migliorare rispetto a quello che abbiamo visto nelle prime 3 gare. Vogliamo fare un passo avanti per lottare ancora di più - ha detto - ci saranno aggiornamenti, in queste tre settimane abbiamo lavorato molto. Abbiamo idee per portare ulteriori miglioramenti nelle prossime gare. Certo, anche gli altri lavorano per rendere più efficienti le monoposto. Però noi speriamo di fare un passo più ampio rispetto agli avversari".
turchia a rischio — Durante il fine settimana si parlerà certamente del futuro di questo appuntamento del Mondiale. Nei giorni scorsi la stampa locale ha citato i virgolettati di alcuni degli organizzatori secondo i quali il futuro della corsa è a serio rischio. In particolare il problema è la scarsa affluenza di pubblico. Tra il patron della F.1 Bernie Ecclestone e i responsabili dell'organizzazione non sarebbe ancora stato trovato un accordo. "La Turchia è in generale uno dei nostri circuiti migliori - ha detto Ecclestone in un'intervista al Daily Mirror - tutta l'organizzazione è buona in Turchia, l'unico problema è il numero degli spettatori. Sarei deluso se perdessimo questo evento, ma non possiamo continuare a sovvenzionarlo".
Patrick Head, 65 anni, uomo simbolo della Williams. Ap
Patrick Head, 65 anni, uomo simbolo della Williams. Ap
cambi williams — Oggi, intanto, la Williams ha annunciato alcune importanti novità. La più significativa è l'ufficialità del ritiro a fine stagione del co-fondatore Patrick Head. "Patrick ha detto chiaramente che si ritirerà quest'anno - ha detto il responsabile Adam Parr - e dunque credo che a un certo punto della stagione lo farà. Questo non ha nulla a che fare con la ristrutturazione in atto, ma solo che, raggiunti i 65 anni, ci ha già detto che è tempo di dedicarsi ad altri interessi nella sua vita". Riguardo alla ristrutturazione del team, i cui risultati in questa prima parte della stagione sono stati molto deludenti, la Williams ha annunciato che, alla fine dell'anno, lasceranno i rispettivi incarichi il direttore tecnico, Sam Michael, e il capo del settore aerodinamica, Jon Tomlinson, mentre arriverà in giugno l'ex capo progettista della McLaren, Mike Coughlan, coinvolto nel 2007 nel caso di spionaggio ai danni della Ferrari.
bahrain incerto — Infine da registrare una notizia relativa al GP del Bahrain, previsto lo scorso 13 marzo e annullato per i disordini interni al Paese. Gli organizzatori del GP avranno tempo fino al 3 giugno per decidere quando potrà essere recuperata la corsa. La Fia ha annunciato di aver dato un altro mese di tempo: una risposta, infatti, era attesa entro l'1 maggio ma adesso gli organizzatori avranno fino al 3 giugno, data in cui il Consiglio mondiale si riunirà a Barcellona, la settimana dopo il GP di Monaco e prima del trasferimento in Canada.
Gasport© RIPRODUZIONE RISERVATA
 
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Bolelli è tornato
Nel segno di Furlan

Ha vinto il doppio a Monaco, ora il suo tecnico punta in alto: "Per potenza e talento, vale i primi 10". Il primo titolo Atp del 25enne bolognese dove aveva perso la sua unica finale, ora l'obiettivo Roma, da qualificato o con una wild card


Simone Bolelli, 25 anni, primo successo nel circuito Atp
Simone Bolelli, 25 anni, primo successo nel circuito Atp
MILANO, 3 maggio 2011 - Eppur si muove. Dopo un letargo (troppo lungo) di risultati, addirittura di tre anni, dalla finale di singolare persa sulla terra tedesca di Monaco contro "mano di pietra" Gonzalez, l’azzurro di maggior qualità tennistica (e talento inespresso), Simone Bolelli, batte un colpo, ancora nel torneo tedesco, aggiudicandosi il primo titolo Atp di doppio, con lo specialista argentino Horacio Zeballos. "E’ un segnale positivo, sono molto contento", non solo per coach Renzo Furlan, ma per il movimento tutto, considerato anche che il bolognese ha 25 anni.
progressi — "Oggi i primi 100 del mondo hanno tutti quell’età lì, quindi, maturano tardi" sottolinea sempre l’ex pro veneto, allievo migliore di Riccardo Piatti al centro tecnico federale di Riano Flaminio diretto da Adriano Panatta. "Stiamo lavorando con continuità da fine gennaio, subito dopo gli Australian Open, Simone è venuto da me e le nostre situazioni si sono sposate bene: io continuo a lavorare 24 settimane l’anno per la Fit, al centro di Tirrenia, come supervisore dei giovani, e non più come allenatore di Francesca Schiavone. Che ho seguito fino al 23 dicembre, poi, sinceramente, non so che cosa sia successo" spiega sempre Furlan. Poi la scommessa: "Simone ha fisico e tecnica, e un potenziale inespresso. Parliamo ancora di un giocatore numero 137, che però nel 2009 è stato 36, e deve entrare fra i 50, e che, probabilmente, vale più di me - 19 al massimo -, visto che ha più centimetri e potenza e talento. E' da top ten. Speriamo che dimostri sempre più, in partita, la motivazione che mette in allenamento. Quando l’ho visto io, a ottobre, era un disastro, abbiamo lavorato molto insieme, e abbiamo parlato molto, di tutto, e continuiamo a farlo, su qualsiasi progetto. Simone ci ha messo molto di suo, anche sotto il profilo mentale, con l’aiuto del professor Livio Sgarbi, di Reggia Emilia".

Renzo Furlan, supervisore federale al Centro Tirrenia
Renzo Furlan, supervisore federale al Centro Tirrenia
VERSO ROMA — Uno dei limiti fondamentali di Bolelli era la reattività: "Simone continua a lavorare con il suo preparatore atletico di sempre, Marco Panichi, ma è molto migliorato nella velocità in campo, soprattutto nella risposta. E mi piace proprio come gioca. Sono sicuro che, non oggi, non domani, ma presto si prenderà grandi soddisfazioni. Stiamo parlando di un grande talento del tennis italiano". Prossima fermata il torneo da 30mila euro al Garden Roma, poi qualificazioni agli Internazionali. "Anche se confidiamo in una wild card per il tabellone principale» azzarda Furlan, ex grande taciturno: "Ma col tempo si cambia, eppoi io ascoltavo molto e mettevo in pratica". Un’altra lezione a Simone Bolelli, il talento alla ricerca del tempo perduto. Guarda caso, da Monaco a Monaco. Dalla prima finale persa Atp alla prima vinta.
Vincenzo Martucci© RIPRODUZIONE RISERVATA

domenica 1 maggio 2011

yesssssssss.........

Quella fotografia che ha messo B. nei guai
Quando il Caimano inseguiva miss col camper di Telemilano 58 e fu fotografato da Mauro Vallinotto. Uno dei primi a ritrarre il "Dottore", insieme a Evaristo Fusar e Alberto Roveri
“Senta Evaristo, ci verrebbe questo fine settimana, ad Arcore, a fotografarmi?”. Evaristo Fusar oggi ha 77 anni. Ne aveva 34 nel 1977, quando arriva quella telefonata, cortese ma insistente, da un giovane imprenditore in ascesa, che gli domanda un servizio su di sé. Tutto poteva immaginare tranne che quelle foto le avrebbe fatte, malgrado all’inizio fosse perplesso. E che sarebbero rimaste negli annali come i primi ritratti posati di Silvio Berlusconi (oggi valgono più di uno scoop di paparazzi su Belén Rodriguez). E poi che lui, con “il Dottore” (così si faceva chiamare) avrebbe stretto un rapporto decennale. Alla fine, l’incredibile collaborazione che sta per raccontarmi si concluderà con una proposta di assunzione prendere o lasciare: “Lasci tutto e venga alla Mondadori”. Proposta rifiutata anche se economicamente allettante, per innato spirito di indipendenza del destinatario.

Alberto Roveri, invece, entra negli uffici della Edilnord nel 1977. È ormai giunto alla fine del suo servizio quando, mentre sta riponendo con cura gli obiettivi nella sua borsa di pelle, guarda ancora per una volta il numero uno della società immobiliare. Non sa bene perché, ma – a un tratto – gli sembra di poter immortalare un’inquadratura diversa dalle altre, una luce particolare che prima non aveva. Allora riprende la macchina, la impugna, segue un impulso istintivo e gli dice: “Dottore, mi lascia fare un altro paio di scatti?”. Il diaframma corre veloce, click, click, click. “Ci credi? Della presenza della pistola – racconta oggi divertito – mi sono accorto solo 30 anni dopo”. Un altro scatto che vale oro.

Mauro Vallinotto “il dottore” lo aveva già conosciuto, e mi racconterà anche lui come. Ma resta folgorato dalla sua apparizione a Viareggio, al concorso di Miss Italia del 1979: “Era sbarcato in riviera con un camper attrezzato con tanto di letto matrimoniale e due operatori al seguito, per filmare la finale di Miss Italia. Rimasi stupito del fatto che un imprenditore come lui facesse il cronista. In una delle pause – racconta Vallinotto – incuriosito per la scena, seguendo un impulso, scattai una foto che oggi pare innocente: Berlusconi era seduto, accanto alle aspiranti miss, e scherzava con le ragazze. Quando sentii l’otturatore che scattava non potevo certo immaginare che, proprio per via di quella foto, mi avrebbe urlato addosso, in pubblico, furibondo: ‘Vergogna! Mi hai rovinato la vita, mascalzone!’”.

Né il colloquio di Fusar, né la pistola immortalata da Roveri, e nemmeno “il camper abborda-miss” sono elementi casuali. L’ingresso nella villa di Arcore per Silvio Berlusconi è di più di un trasloco, l’anno zero della sua biografia, il punto di ripartenza di una palingenesi pubblica e privata. È – per essere più precisi – il momento in cui riesce ad avviare un lungo e meticoloso processo di edificazione della propria immagine. Dagli scatti di gioventù, ridenti e fuggitivi, talvolta rubati o d’occasione, il fondatore di Mediaset sta passando al ritratto posato, alla costruzione scientifica del proprio immaginario. Passa in quell’anno dal tempo dell’azione a quello della prosa plasmando, ex novo, un personaggio e un immaginario fondati su un ingrediente fondamentale: se stesso.

È dunque quasi normale che il futuro imprenditore catodico si metta in cerca di talenti che possano documentare il suo prodigioso salto di censo, raccontando il suo nuovo romanzo di formazione. Da questo momento in poi, l’iconografia ufficiale del berlusconismo non consentirà più gli sguardi birichini del chansonnier giramondo, non ritrarrà mai il giovane arrampicatore sociale con mustacchi e capelloni lunghi, o il giovanotto con la pipa pretenziosa e il sorriso ironico, ma solo l’imprenditore (aspirante) statista, il clone semiludico del duro da cinema americano, il sovrano regnante che intorno alla dimora nobiliare strappata ai Casati ha edificato il proprio regno. Sull’iconografia berlusconiana ha scritto un bellissimo libro Marco Belpoliti (Il Corpo del capo). Un libro che ha avuto una storia travagliata, dal momento che l’editore abituale del saggista, l’Einaudi (di proprietà Mondadori) aveva rifiutato di pubblicare il testo (poi uscito per Guanda). Ne Il Corpo del capo Belpoliti raccoglieva un’antologia delle foto che avevano costruito il culto del sovrano di Arcore, l’iconografia del capo predestinato. Manca una cosa che per un filosofo non ha senso, ma che per un giornalista è essenziale. Cercare gli autori di quei servizi e fargli raccontare “il giovane” Berlusconi. Così ho rintracciato i tre primi ritrattisti del sovrano per chiedere cosa ricordassero. Con Fusar, Berlusconi prospetta un’assunzione, chiede ritocchi sul naso di cui si lamenta persino con Montanelli (“È un grande fotografo, ma con la mattina non ci sa fare”), rivela che il suo modello è Reagan. Da Roveri si fa immortalare davanti al plastico di Milano 2, posa come lo zio Sam e chiede una pausa tra un servizio e l’altro dicendo: “Chiamo l’estetista e mi faccio il manicure”.

Ma è Vallinotto che ha il ricordo più stupefacente. Incrocia una prima volta Silvio Berlusconi a Milano, nel 1976. Lui è un collaboratore fisso dell’Espresso, quello è il costruttore di Milano 2. Ha appena 22 anni, ma è già un fotografo di moda affermato: “Alcune modelle mi parlano di questo imprenditore che fa delle feste animate, invita molte ragazze e ad alcune mette addirittura a disposizione degli appartamenti a Milano 2”. Mentre mi racconta questo particolare, ovviamente, rimango per un attimo di stucco e Vallinotto sorride: “No, no, ha capito bene: non è che mi sono confuso con il Bunga Bunga. È proprio quello che mi dissero di lui, nel lontano 1976, delle fanciulle che oggi definirei cloni della Carfagna. Ovvio che mi incuriosissi, no?”. In un’occasione i due si incontrano in una serata milanese, il giovane Vallinotto resta a sentire. Il suo sesto senso, non solo professionale, gli dice che con l’uomo di Milano 2 si rivedrà presto. Due anni più tardi il fotografo è alla presentazione di una minuscola tv via cavo che si sta trasformando in emittente privata. Nel 1979 Vallinotto, seguendo le piste delle sue modelle milanesi approda a Viareggio, per la finale di Miss Italia. “Mi vedo arrivare Berlusconi, a bordo di un pullman marchiato Telemilano 58”. Rimane doppiamente stupito. “Non trovavo strano solo che facesse interviste di persona. Ma anche che a un certo punto, riconoscendomi, mi aveva detto: ‘Scusi Vallinotto. Ho visto che ha scattato. Mi perdoni, le sembrerà una sciocchezza, ma devo chiederle se me le può cedere’”. Berlusconi incalza: “Posso dirle una cosa da uomo a uomo? Mia moglie non sa che io sono qui, mi capisce?”. Vallinotto, che ha fotografato anche il camper con cuccetta e lettino ricoperto di pelle nera (e una tv incassata in una parete), ci rimugina. “Ma se Berlusconi faceva le interviste e le mandava in onda, come poteva poi dire alla moglie di non essere stato al concorso?”.

Ipotizza che sia una scusa per mettere le mani sugli scatti. La cosa non gli piace, rifiuta. Le foto vengono comprate e pubblicate. Non succede nulla e Vallinotto dimentica dell’episodio. Ma, 15 giorni dopo, quando si ritrova alla finale del Campiello succede l’imponderabile. Una sagoma si stacca dalla platea e inveisce contro di lui: “Lui, incazzatissimo. Fuori di sé. Gridava: ‘Sei una carogna! Mi hai rovinato la vita! Per colpa tua mia moglie vuole divorziare!’. Io non rispondevo. Ma Berlusconi mi era addosso, agitava le mani sempre più minaccioso”. Non finisce con una rissa solo perché interviene, provvidenziale, un imprenditore di successo. “Una sagoma si interpose fra me e lui – ricorda oggi Vallinotto – Vittorio Merloni. Lo placcò come sui campi di rugby: ‘Silvio, lascia perdere! Non vedi che ci stanno guardando tutti? Non dargli questa soddisfazione, dai!’”. Fine di un matrimonio, nascita di un mito.

da il Fatto Quotidiano del 30 aprile 201
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FOTOVOLTAICO

Guerra Romani-Prestigiacomo
"Quella matta mi fa incazzare"

Davanti a una platea di imprenditori brianzoli il ministro dello Sviluppo attacca la collega dell'Ambiente per i ritardi nel nuovo decreto sugli incentivi. "Vorrebbe l'autocertificazione, ma l'Italia non è tutta come la Lombardia". Replica risentita del Pdl La Loggia di VALERIO GUALERZI

ROMA - Le agenzie di stampa, dando conto ieri dell'ennesimo rinvio nell'approvazione del decreto sul quarto conto energia, parlavano eufemisticamente di "contrasti" tra il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. La realtà, come testimonia il video in esclusiva su Repubblica.it dell'intervento svolto da Romani a un convegno sulle "prospettive di sviluppo per le aziende brianzole" organizzato a Giussano dal mobilifico Tissettanta, è che tra i due membri del governo è in atto una battaglia feroce. 

GUARDA IL VIDEO (esclusiva Repubblica.it) 1

Illustrando alla platea il motivo del contendere tra i due dicasteri, il titolare dello Sviluppo Economico non usa certo giri di parole per fotografare la situazione. "Se quella matta della Prestigiacomo non mi fa incazzare ancora oggi...Lo dico perché sono un po' arrabbiato, veramente, non ci ho dormito la notte...", afferma Romani alzando il tono della voce.

Il varo del quarto conto energia si è reso necessario nel marzo scorso, quando, a sorpresa, ad appena poche settimane dall'entrata in vigore del nuovo regime di incentivazione per il fotovoltaico, Romani ha fatto licenziare da Palazzo Chigi il decreto " ammazza rinnovabili 2" che ha rimesso tutto in discussione. Il vecchio sistema di aiuti all'energia solare cessa quindi di avere validità a fine maggio, mentre a stabilire le regole per il futuro dovrebbe essere appunto un nuovo provvedimento. Romani, seguito a ruota dalla Prestigiacomo, dopo una clamorosa ondata di proteste 3 e prese di posizione, aveva promesso quanto meno che i tempi sarebbero stati brevi per evitare di lasciare nell'incertezza un settore produttivo che calcolando anche l'indotto conta oggi su oltre 100 mila addetti. "Sarà pronto entro il 20 marzo", aveva garantito.

In realtà, ad oggi, il quarto conto energia è ancora nel cassetto e le bozze discusse sin qui continuano a suscitare critiche e disappunto da parte sia delle Regioni 4 che delle associazioni di categoria. I motivi dei ritardi sono naturalmente molti e l'incentivazione delle energie rinnovabili non è certo una priorità di questo governo, ma ad un'ostilità di fondo si è aggiunta ora anche una profonda rottura tra i due ministri competenti.

A spiegare il motivo dello scontro è stato lo stesso Romani nel suo intervento al convegno di Tisettanta. Davanti alla prospettiva di riduzioni graduali nell'incentivazione del fotovoltaico, il ministero dello Sviluppo Economico pretende che il calcolo per il tipo di tariffa a cui si ha diritto venga calcolata in base alla data di allaccio alla rete. Di contro, spiega ancora Romani riferendosi alla Prestigiacomo, "qualche estremista vorrebbe che l'incentivo venisse fermato al momento in cui io mi autocertifico la conclusione dei lavori". "Mi stanno rompendo le palle", aggiunge poco dopo. Una posizione, quella del MSE, in teoria sensata, ma che non tiene conto del fatto che gli imprenditori onesti rischiano di vedere messo a repentaglio dai ritardi della burocrazia necessaria all'allaccio in rete anche un investimento fatto nei tempi giusti.

Un problema che evidentemente per Romani non esiste, mentre apparentemente la priorità è scongiurare le false dichiarazioni di fine lavori. "Dell'autocertificazione consentitemi di dubitarne, non in Lombardia per l'amor di Dio, ma in qualche altra parte d'Italia qualche dubbio sull'autocertificazione ce l'ho...", dice il ministro alla platea brianzola senza nascondere un certo razzismo verso il Mezzogiorno. Parole poco edificanti per un ministro della Repubblica, che assumomo un valore ancor più grave perché lasciano spazio a congetture sull'esistenza di qualche sospetto sulla posizione della Prestigiacomo visto che probabilmente tra le "altre parti d'Italia" accennate da Romani c'è proprio la Sicilia, terra d'origine e collegio elettorale della collega dell'Ambiente. 


Le scuse di Romani. Dallo staff del ministro si fa sapere che quelle utilizzate da Romani sono "espressioni colorite", visto che i rapporti fra i due colleghi "sono ottimi". Non si tratta quindi "assolutamente di un attacco personale". Poi, in serata, si sente in dovere di intervenire lo stesso ministro. "Si tratta - si difende - di dichiarazioni estrapolate da un contesto conviviale, derivate dall'intenso e aperto confronto sul decreto per il fotovoltaico con il ministro Prestigiacomo. Sono rammaricato per quanto accaduto e, soprattutto, per la conseguente strumentalizzazione mediatica da parte di alcuni. Non viene messa in discussione in alcun modo la stima, personale e professionale, che ho nei confronti del ministro Prestigiacomo".

Le reazioni. Scuse che non sono bastate però a placare la bufera. Lo sfogo del ministro è commentato con durezza non solo dall'opposizione, ma dalla stessa maggioranza. "Sono stupefatto e incredulo - replica il parlamentare siciliano del Pdl Enrico La Loggia - Se venissero confermate le parole di Romani ci troveremmo nell'inaccettabile situazione di distinguere gli imprenditori onesti o disonesti a seconda della regione di appartenenza".

Critiche anche dal Pd e da Idv. "Ancora una volta sono divisi su tutto: l'ennesima lite di ordinaria follia del governo, che oggi vede un furibondo ministro Romani scatenarsi contro la collega Prestigiacomo, altro non fa che aggravare i problemi di un Paese che ormai è sempre più senza guida in nessun settore", dice la responsabile Ambiente dei democratici Stella Bianchi.  "Quella di Romani e Prestigiacomo - prosegue - è una divisione molto grave perché mette a rischio centomila lavoratori in un settore strategico per il futuro del Paese, che era cresciuto nonostante la crisi per poi essere paralizzato dal decreto Romani".  Rincara la dose Antonio Borghesi, dell'Idv: "Ormai siamo agli stracci in faccia su tutto, dalla Libia alle rinnovabili. La lite odierna tra il è l'immagine perfetta di un governo e di una maggioranza che non esistono più, lacerati e spaccati su tutto e incapaci di trovare il bandolo della matassa in qualsiasi settore".
(30 aprile 2011)
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LA POLEMICA

Il segreto del Gps, così aiuta la polizia
i dati usati per piazzare gli autovelox

La TomTom in Olanda ha venduto le informazioni al governo. L'amministratore italiano: "Ora cambieremo i contratti: nessuna cessione a terzi"

di JAIME D'ALESSANDRO LE SCUSE cominciano con un'autodifesa: «Chiediamo sempre il permesso ai nostri clienti prima di raccogliere dati attraverso i loro navigatori». La olandese TomTom, che da anni domina il settore dei dispositivi gps, cerca così di mitigare la propria incredibile leggerezza.

 Ultima di una lunga serie commesse da giganti della tecnologia e legate all'utilizzo poco ortodosso di informazioni sensibili sulle abitudini dei consumatori. I fatti: il quotidiano Algemeen Dagblad ha scoperto che la polizia olandese sta sfruttando i dati forniti al governo dalla TomTom per piazzare gli autovelox lì dove i limiti di velocità sono più frequentemente violati. E questo, ovviamente, ha fatto infuriare gli automobilisti. Perché sono informazioni che loro stessi hanno fornito di fatto inconsapevolmente usando il navigatore e che la TomTom poi adopera per dare ai propri clienti in tempo reale un quadro esatto della situazione del traffico.

Peccato che l'azienda abbia anche venduto quegli stessi dati ad istituzioni olandesi e che la polizia li sfrutti per far cassa attraverso le multe. «Siamo venuti a sapere solo ora che la polizia ha usato le nostre informazioni in questa maniera», si è giustificato Harold Godjin, amministratore delegato della TomTom. «E non ci piace perché non piace ai nostri clienti».

Ma la frittata ormai è fatta e i sospetti aumentano. Secondo il Financial Times, la compagnia olandese per fronteggiare il calo delle vendite dei navigatori, sta puntando proprio sulla vendita di servizi che vanno dalle semplici mappe al dettaglio sul traffico. Business che già oggi vale il 36 per cento dei ricavi della TomTom. Ma i diretti interessati qui da noi minimizzano. I guadagni derivanti dalla vendita di database ad enti pubblici sarebbero parte marginale di quel 36 per cento.

«Riguardo l'Italia poi, nessuno nell'amministrazione pubblica sta utilizzando dati del genere», rassicura Luca Tammaccaro, a capo della TomTom Italia. In ogni caso d'ora in poi non sarà più possibile che una cosa simile accada, dato che tutti i contratti verranno modificati in modo che le informazioni non possano più essere cedute a terzi. «I nostri servizi hanno successo proprio perché si basano sulle informazioni prodotte dagli stessi utenti», continua Tammaccaro. «Informazioni che possono essere rese disponibili in forma anonima agli enti con i quali collaboriamo allo scopo di migliorare i flussi di traffico, la sicurezza, dunque la vita dei cittadini».

Il problema è proprio questo. I servizi avanzati di "geolocalizzazione" legati agli smartphone come ai navigatori, cominciano ad usare quantità sempre maggiori di dati sui consumatori. Più ne hanno, più diventano precisi, utili, efficienti, perfino rivoluzionari. Ma ciò significa che da qualche parte si sta formando una fotografia ad alta definizione delle nostre abitudini che potrebbe finire in mani sbagliate.

Dieci giorni fa si è scoperto ad esempio che l'iPhone conserva traccia dei nostri spostamenti e che quell'archivio è facilmente accessibile, mentre nello stesso periodo due milioni di profili degli utenti del PlayStation Network della Sony sono stati rubati e messi in vendita online. Considerando la diffusione dei cellulari avanzati, ne verranno venduti 500 milioni quest'anno, è facile prevedere che questioni del genere diventeranno centrali. Insomma, di leggerezze come quella commessa dalla TomTom e dalla Apple probabilmente ne vedremo molte altre.
 
(30 aprile 2011)